Si ringrazia la sezione ANCR di Monte San Savino per

aver reso possibile la redazione del presente saggio

 

 

NEL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA  1918-2018

 

Storia della sezione savinese

dell’Associazione Nazionale Combattenti

 

 

Renato Giulietti

 

 

 

 

 

 

“Le imprese su cui si tace muoiono”

(M. Detienne, 1968)

 

 

 

 

L’Associazione dei reduci delle patrie battaglie

 

  Nei primi decenni del sec. XX l’epopea risorgimentale e garibaldina è ancora viva nelle menti e nei cuori degli italiani e dell’associazionismo inteso alla celebrazione delle patrie battaglie e a perpetuare la memoria dei caduti. E così, anche in Monte San Savino, troviamo in quegli anni ancora persistente, benché non molto vivace, un’associazione fondata nel lontano 1878 «fra coloro che provar potevano di aver militato nelle guerre d’indipendenza e l’unità d’Italia» sotto il corposo titolo di “Società Mandamentale fra i Comuni di Monte S. Savino e Civitella-in-Val-di-Chiana dei Reduci dalle Patrie Battaglie Combattute per l’Indipendenza e l’Unità d’Italia” (che, nella carta intestata del secondo decennio del secolo, appare, in forma abbreviata, come “Società de Reduci dalle Patrie Battaglie di Monte S. Savino e Civitella”). Il fine principale di questo sodalizio - che solennemente commemorava ogni anno la ricorrenza del 24 Giugno (1859, battaglia di Solferino e San Martino che pose fine alla 2ª guerra di indipendenza) - è inteso al mutuo soccorso morale e materiale fra i soci, all’aiuto ai reduci e alle loro famiglie nonché allo stabilimento di vincoli di fratellanza fra le società consorelle del regno. Di questa associazione fu presidente onorario Giuseppe Garibaldi e poi il di lui figlio Menotti.

 

 

 

 

   Sotto il portico delle Logge i Reduci dalle Patrie Battaglie posero, in occasione della celebrazione del 24 Giugno del 1902, una lapide in ricordo del re Umberto I nell’anno 1900 ucciso in un attentato dall’anarchico Gaetano Bresci (di quel ricordo marmoreo – che ancor oggi si conserva benché non più in situ - il presidente dell’associazione, Fortunato Bonichi, fece quel giorno formale consegna al cav. Numa Carta sindaco del Monte). Questo il testo:

Nei fasti della Patria / e nella benedizione delle genti / il nome e la memoria / di Umberto / secondo re d’Italia / buono valoroso leale caritatevole / e sia tra i nefasti esecrato / il giorno che tanta virtù / per brutale misfatto settario / sacrilegamente fu spenta /I. Del Lungo/ I Reduci dalle Patrie Battaglie/ nel XXIV GIUGNO MCMII / P.Q.M.

 

 

Spillo dei Reduci delle patrie battaglie di Firenze (sec. XIX)

 

 

 

 

 

 

L’ANC savinese e la costruzione del monumento ai caduti del 1923

 

   Dopo la conclusione della 1ª guerra mondiale, si costituì in Italia - a Roma il 4 novembre 1918 - l'Associazione Nazionale Combattenti (ANC) con lo scopo di prestare assistenza ai reduci del conflitto appena terminato, le cui finalità sarebbero successivamente state fatte proprie dall'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCR): lo statuto organico venne approvato con R.D. 10 giugno 1923, mentre con R.D. n. 1371 del 24 giugno dello stesso anno l’Associazione veniva eretta in ente morale.

   Una sezione, o meglio sottosezione (essendo il numero dei soci inferiore a 250), dell’ANC si costituì a Monte San Savino l’11 settembre del 1921. Dell’assemblea di quel giorno, formata da 26 iscritti promotori, assumeva la presidenza provvisoria Antonio Tiezzi, mentre il delegato regionale Mario Carabini, dopo aver brevemente illustrato le finalità dell’associazione dei combattenti, invitava i convenuti a costituirsi in sottosezione: questi approvarono lo statuto dell’Associazione e la sua azione politica, quindi deliberarono di costituirsi in sottosezione. Si passò poi alle elezioni delle cariche sociali, ovvero:

 

1.     un Consiglio direttivo tenuto a sua volta a eleggere nel suo seno un presidente, un vicepresidente, un segretario e un economo. Membri del consiglio furono eletti Giuseppe Ficai, Pietro Manini, Antonio Tiezzi, Dino Masi, Dario Dei, Augusto Magi e Quintilio Radicchi;

2.     una commissione di scrutinio in cui furono eletti Adolfo Tiezzi, Antonio Tiezzi, Fortunato Masini, GiovanBattista Aguzzi e Agostino Ficai;

3.     un comitato dei sindaci: Salvadore Salvadori, Francesco Iacomoni, Arturo Anselmi, Pasquale Zeni e Lino Luzzi;

4.     il collegio dei probiviri: Giuseppe Aguzzi, Pasquale Salvini, Angiolo Massai, Adelmo Nannicini e Pasquale Gepponi.

 

Il verbale è firmato dal segretario dell’assemblea Pietro Manini e dallo stesso presidente provvisorio Antonio (di Massimiliano) Tiezzi.

  

  La neonata associazione si occuperà di promuovere, nell’immediato, un’opera d’alto valore civile e morale, ovvero l’erezione di quello che sarà il monumento ai caduti cittadini della 1ª guerra mondiale che domina tuttora i giardini pubblici fuori Porta Fiorentina. Un comitato ad hoc esisteva già, ma con deliberazione del 4 gennaio 1922 l’Associazione avocò a sé ogni relativa decisione stabilendo di «inviare senza indugio una lettera al presidente del vecchio comitato pro monumento ai caduti, invitandolo a dimettersi e con lui dimettersi tutti i componenti tale comitato diffidando chiunque a spendere la parola “pro monumento” all’infuori dei componenti la sezione Ass. Naz. Combattenti». Intanto, il 7 marzo 1922 si delibera di fare l’inaugurazione della sezione ANC per il giorno 19 del corrente mese «in occasione della Festa delle Piante».

   Per la costruzione del monumento vennero costituiti un comitato d’onore, una giunta esecutiva (di cui faceva parte, tra gli altri, il sindaco Raffaello Tiezzi) e un comitato esecutivo (presidente Antonio di Giuseppe Tiezzi) che bandì fra gli artisti di tutta Italia due concorsi ponendo, come tema obbligatorio dei bozzetti e dei progetti da presentare, “Il trionfo del Sacrificio” e nominando per la scelta del progetto una commissione di esperti fra cui erano Gian Francesco Gamurrini presidente e l’arch. Giuseppe Castellucci. A sostenere lo sforzo economico necessario per la realizzazione dell’opera contribuirono anche molti cittadini savinesi che, come aveva presentito la Commissione finanziaria del Comitato, non avrebbero certamente ignorato «la bellezza, la nobiltà, la santità dell’impresa». Dopo l’esame dei bozzetti presentati in seguito al secondo bando di concorso, la commissione scelse quello che portava l’appellativo “Piave”, e che in seguito si conobbe essere opera dello scultore savinese Dante Zoi che, con squisito senso di civismo, concesse l’opera propria a titolo gratuito. Nato a Monte San Savino nel 1889, l’artista aveva un laboratorio in Firenze in Lungarno Soderini 23 ove produceva “modelli originali, copie d’antichi maestri in marmo di Carrara e Castellina, ritratti e monumenti”.

   La prima pietra dell’erigendo monumento fu posta il 4 novembre 1922, nell’anno in cui la ricorrenza del 4 Novembre (che celebra la data dell'armistizio che nel 1918 pose fine alle ostilità tra l'Italia e Austria-Ungheria e la vittoriosa offensiva di Vittorio Veneto) veniva introdotta nel calendario come giorno festivo con il nome di “Festa nazionale per l’anniversario della Vittoria”. L’anno successivo, 4 novembre 1923, fu dunque inaugurato il nuovo monumento: questo, costituito da una stele di travertino (alta m. 11) poggiante su un parallelepipedo di base quadrata (lato m. 6), è adorno di un leone bronzeo accovacciato («simboleggiante la forza dell’Esercito, vigila a tutelarne l’onore e la gloria») e di una figura virile alata («soldato combattente ed inneggiante, che personifica il Trionfo») che «dalla lunga tuba lancia gioiosi squilli». In cima alla stele v’è un’anfora con fiamma («in alto sempre, al di sopra di tutto ciò che è terreno, arde in mezzo alle palme della gloria la Fiamma viva del Sacrificio, che col sangue del Soldato al Trionfo condusse»). Il monumento, che poggia su tre larghi gradini, presenta sul retro lo stemma del Comune Monte San Savino, mentre, in alto, è l’iscrizione :

 

monte s. savino ai suoi figli caduti per la patria.

  

  

   Il parallelepipedo di base del monumento è fasciato da quattro lastre marmoree, tre delle quali portano incisi i nomi dei 177 caduti savinesi della 1ª Guerra Mondiale, la quarta quelli della 2ª G. M. (quest’ultima lastra conteneva inizialmente il testo del “Bollettino della Vittoria”). La fusione in bronzo a cera perduta dei modelli in gesso eseguiti dallo Zoi della statua virile e del leone fu affidata alla fonderia Alessandro Biagiotti di Firenze.

   Il monumento, restaurato dal Comune nel 2016, è circondato da una pregevole cancellata in ferro battuto realizzata dalla premiata officina di Giovanni Formelli di Arezzo. L’area ad esso circostante, che costituiva la piazza del Prato bovino, divenuta allora piazza della Riconoscenza, fu sistemata a giardino su disegno dell’architetto Cesarini di Siena.

 

   Il presidente pro tempore della Sezione, eletto il 20 giugno 1923, era il dott. Lauro Cantalamessa Carboni, ragguardevole personaggio, medico condotto del paese: nato a Macerata nel 1886, aveva militato con il grado di capitano medico di complemento (decorato con croce di guerra e medaglia d’argento al valore). Tra i decorati al valor militare nella 1ª guerra mondiale presenti nell’Albo d’onore dei decorati al Valor Militare di Arezzo e Provincia (Arezzo, 1977) figurano i savinesi Mario Carabini (*1890), medaglia di bronzo (Monte Chiesa, luglio 1916), le cui decorazioni furono donate in custodia alla Sezione (questo Carabini era cugino di Angiolo Carabini, garibaldino); Luca Ficai (*1896), medaglia di bronzo (Monte Val Bella, ottobre 1918); Giotto Giannoni (*1895), medaglia d’argento (Monte Resta, giugno 1916) e futuro presidente dell’Associazione; Lino Lunetti (*1891), medaglia di bronzo.

   Sempre all’anno 1923 risalgono l’inaugurazione della bandiera sociale (5 agosto), la decisione di sottoscrivere un abbonamento a “L’Elmetto” periodico a stampa della Federazione provinciale, e quella (16 dicembre) di dedicare un ricordo marmoreo (tuttora esistente, benché spezzato in tre parti) ai caduti di Libia «da erigersi sotto le Logge del S. Gallo entro il dicembre dell’anno venturo»: nel 1924 infatti venne fatta una sottoscrizione fra i soci per realizzare quella lapide, posta in situ per la ricorrenza del 4 Novembre:

Caddero nell’impresa libica / che riaprì all’Italia / il Mare Latino / Ten.te Raspini Agostino / Sold. Batistini Adelmo / sold. Massai Pietro / sold. Magi Eugenio / sold. Stanghini Settimio / sold. Tiezzi Emilio / Ricorrendo l’anniversario della Vittoria / i combattenti nella grande guerra / memori di chi segnò con il sangue / il primo passo della ripresa italica/ fraternamente posero / IV Novembre MCMXXIV.

Questa lapide è oggi posta nella sede dell’ANCR savinese.

 

   Nel 1924 pero’ si registra un inconveniente circa le lastre incise del monumento ai Caduti che erano state fatte di una qualità di marmo detta bardiglio che – così si esprime lo scultore Fulvio Corsini interpellato in proposito – «ha fatto la riuscita che doveva fare perché ormai è provato che all’intemperie non regge. Ma mi pare che in questo caso abbia fatto troppo presto. Del resto (e non sia senno del poi) questo l’accennai allo Zoi prima di farle, ma data la ristrettezza del tempo ricordo che non fu possibile fare altrimenti». Il comitato venne dunque nella determinazione di cambiare le esistenti quattro lastre commissionandone altrettante alla ditta Castellucci di Arezzo, da realizzarsi questa volta in marmo bianco di prima qualità e con lettere impiombate. Alle £. 57.930,70 già spese per il monumento s’aggiunse un’ulteriore spesa di £ 4.246,00 per un totale (agosto 1925) di £. 62.176,70.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cappella del Crocifisso

 

   L’anno seguente, nel 1926, presidente dell’Associazione Giorgio Veltroni, venne costituito un Comitato Pro Cappella Votiva ai Caduti in Guerra di Monte San Savino, che coordinò i lavori per il riadattamento e la trasformazione della chiesa del Crocifisso, sita in costa del Molino, in sacrario dei caduti della 1ª guerra mondiale («a raccogliere - come recita un’epigrafe posta sulla sinistra della facciata - preghiere e suffragi cristiani per le anime dei prodi savinesi che perirono nella grande guerra vittime gloriose della patria trionfante») con attiguo parco della Rimembranza. A proposito di quest’ultimo, va rilevato come già nell’adunanza del 9 febbraio 1923 la Giunta Comunale aveva nominato i membri di un comitato ad hoc per rispondere alle disposizioni della circolare ministeriale n. 67 del 30 novembre 1922 per la creazione del parco o viale della Rimembranza: tale comitato era composto di 11 persone tra cui sette combattenti. Su terreno in parte donato e in parte acquistato furono piantati dei cipressi, uno per ogni caduto in guerra, creando così il parco della Rimembranza.

 

 

   Il giorno stesso dell’inaugurazione (19 settembre 1926) della cappella votiva del Crocifisso vennero scoperti anche due ricordi marmorei (tuttora in situ) per i caduti savinesi di Curtatone e Montanara e di Calatafimi, posti sotto le Logge sempre per iniziativa dell’Associazione.

 

Il primo recita:

 

XXIX maggio MDCCCXXXXVIII / quando a Curtatone ed a Montanara / la Legione sacra / mostrò al mondo / che l’antica fierezza toscana / non si era mai spenta / caddero / Benedetto Cartocci/ Viti Angelo / sacrando con il proprio sacrificio / fin dall’inizio della riscossa / il paese natale all’Italia / I combattenti savinesi / il XX settembre MCMXXVI / decretavano.

 

Il secondo:

 

XV maggio MDCCCLX / per la gloria di Calatafimi / nell’impresa disperata / di Mille uomini contro un regno / versò il proprio sangue / Pietro Pandolfi / Monte San Savino / sempre fedele alla causa italica / lo ricorda qui con orgoglio / i combattenti della Grande Guerra ponevano il XX settembre MCMXXVI.

 

   Le spese sostenute da quel comitato furono di non poco conto, donde il ricorso a una pubblica fiera di beneficenza da tenersi nel palazzo comunale, confidando i membri di quel comitato nel buon cuore dei cittadini e nel loro «valido e indispensabile appoggio finanziario e morale nel concorrere con premi e fare a gara nell’acquisire i numeri per il completamento del patriottico nobile scopo». Da una fattura rimessa dalla ditta aretina Luigi Castellucci & Figli risulta che a questa erano state commissionate varie opere, ovvero: una lastra in marmo con epigrafe collocata nella facciata della cappella votiva ed eseguita in più pezzi; due lapidi poste sotto le Logge; un’altra lastra in marmo con dicitura “Piazza della Riconoscenza”; una piluzza per l’acqua santa e, infine, la sistemazione definitiva dei tabelloni marmorei del monumento ai caduti che comportò, tra l’altro, l’aggiunta e la cassazione di alcuni nomi. «Dopo il riattamento della chiesa del Crocifisso che, solennemente benedetta, fu destinata specialmente al culto dei caduti, allo scopo di esternare tangibilmente tutta la venerazione dovuta verso i paesani che giornalmente si ricordano nel modesto tempietto», la Giunta Comunale deliberò da par suo il 5 gennaio 1927 di ivi «apporre una corona funebre artistica e duratura ».

   Il 25 maggio 1930 la sezione savinese dell’Associazione inviò una rappresentanza all’inaugurazione della cappella votiva di Montagnano, ove ancor oggi si vede questo sacrario ad edicola con facciata in stile neoromanico.

 

 

 

Medaglia commemorativa del S.S. Crocifisso venerato nella Cappella

 

 

 

 

 

La nuova sede della sezione ANC savinese

   Lasciato un «indecoroso sottoscala, soffocato e semisconosciuto anche dai combattenti stessi», l’Associazione poté vedere nel 1932 «la realizzazione di una trepida aspirazione»: quella di avere una nuova sede sociale che le fu concessa dall’allora podestà in un dignitoso ambiente, tuttora mantenuto dall’Associazione, posto nell’atrio d’ingresso del palazzo comunale (allora podestarile). «Finalmente appagati del loro desiderio, ed entusiasmati, quasi commossi», i soci ne ringraziavano vivamente in una lettera del 29 agosto di quell’anno il podestà: si tratta di un documento/memoria a firma del presidente dell’Associazione pro tempore, Giotto Giannoni, che definisce quella sede «il tempio sacro che costituisce il ricordo sempre più vivo del patrimonio di sacrificio e di gloria, fatto sacro dalla passione eroica di quattro anni di guerra».

 

Onoranze ai caduti di Monte San Savino : presidente Giotto Giannoni   (foto Galileo Leonardi)

 

 

 

Giotto Giannoni (*1895 †1963), savinese, decorato con medaglia d’argento al valor militare (giugno 1916) e noto maestro di ceramica locale, fu presidente dell’Associazione almeno dal 1930 al 1936.

 

In quella sede – egli aggiunge nel discorso letto in occasione dell’inaugurazione – «conserviamo religiosamente molti cimeli e ritratti dei più grandi eroi e fattori della nostra Patria, il ritratto di S.M. il Re Vittorio Emanuele III, di S.M. Umberto I, di S.M. Vittorio Emanuele II, del Duce magnifico rigeneratore della Patria nostra, del grande eroe Giuseppe Garibaldi, di Anita, dei due condottieri della Grande guerra il generale Cadorna e generale Diaz Duca della Vittoria, di S.A.R. il Duca d’Aosta, di Cesare Battisti, e quanto prima avremo raccolto in un unico quadro le fotografie di tutti i nostri compagni caduti in guerra. Conserviamo pure la bandiera dei nostri volontari garibaldini che abbiamo ereditata assieme a tanti altri oggetti, sciabole, quadri ... Un’altra iniziativa ancora è quella del piccolo museo di guerra ... già iniziato, e chiunque avesse qualcosa di ricordo di guerra potrebbe portarlo, pur rimanendo sempre per il proprietario ben conservato, perché uniamo all’oggetto il nome ed è registrato in una rubrica a parte ... la guerra si farà materia vivente di insegnamento». Si accenna per di più a un «comitato d’onore permanente di quelle signore o signorine che in tempo di guerra si adoperavano per i combattenti e per le famiglie rimaste». Nel ’32 i membri dell’Associazione avanzarono una richiesta, a firma del presidente Giannoni, a S. E. il vescovo di Arezzo Emanuele Mignone per «essere autorizzati, dopo la loro morte, a ricevere la benedizione esequiale» dall’arciprete del Monte nell’oratorio votivo del paese, tanto più che «questo privilegio – come si asseriva – ha carattere temporaneo e cesserà quando l’ultimo dei combattenti avrà lasciato la terra»: nella sede della Sezione si conserva l’originale di quella lettera sottoscritta dal vescovo che autorizza l’arciprete (1° giugno 1932) a concedere quanto richiesto dagli ex commilitoni. Del Giannoni si custodisce ancora nella Sezione savinese, alla quale ne fece omaggio, un bel vaso di ceramica da lui stesso dipinto con episodi della guerra del 1915-18.

 

 

   Gli iscritti all’Associazione passano dai 56 dei primi del 1932 ai 105 del gennaio del 1933. L’assistenza si sostanzia, fra l’altro, nello sveltire pratiche di polizze, in buoni acquisto di macchine agricole, pratiche per avvio all’impiego, richieste di fogli matricolari, congedi, variazioni di polizze, pratiche per le croci di guerra, elargizioni ai bisognosi, fiere di beneficenza ecc.

   Conformemente a quanto aveva preannunciato il presidente Giannoni, nel gennaio del 1934 l’Associazione commissionò a Ovidio Grigò disegnatore ed intagliatore di Arezzo una grande targa in scultura su legno di noce da eseguirsi «a perfetta regola d’arte e gusto squisitamente artistico ... come da disegno da lui presentato»: il lavoro comprendeva un’iscrizione a rilievo (a ricordo dei caduti della Grande Guerra 1915-1918) nonché la sistemazione delle targhette (fornite dalla ditta Picchiani & Barlacchi di Firenze) dei ritratti dei caduti. È la “grande targa” che vediamo tuttora (benché ampliata successivamente con i ricordi dei caduti della 2ª guerra mondiale) occupare un’intera parete della sede dell’Associazione.

   Alla carica di presidente della Sezione savinese troviamo nel 1937 e nel 1940 Pietro Ficai Veltroni (sostituito da Cosimo Dotto durante il periodo di sua permanenza alle armi) e nel 1939-41 lo stesso Cosimo Dotto (*Biserta [Tunisia], 1886), che fu per otto anni maresciallo maggiore nella stazione savinese dei RR.CC.: questi aveva già nel 1932, il 2 giugno, fatto omaggio alla Sezione di Monte San Savino di una preziosa reliquia consistente in un quadretto contenente un ramoscello di pino marittimo che già sovrastava la tomba di Caprera dell’Eroe dei Due Mondi, autenticato da Clelia Garibaldi nel 50° della morte.

   Nel 1941 fu dettata dal cav. Giorgio Veltroni, comandante interinale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, la dedica da porsi su una lapide a ricordo dei caduti nella guerra di Spagna. Posta sotto le logge l’8 settembre di quell’anno, è oggi conservata nella sede ANCR savinese:

 

MCMXXXVI – MCMXXXIX / Sotto Tenente Tiezzi Leonello / carabiniere Silvestrini Giuseppe / Camicia Nera Padrini Rutilio / eroi del volontarismo legionario / nella guerra di Spagna / offrirono la loro giovinezza / I combattenti della grande guerra / ponevano l’VIII settembre MCMXLI.

 

 

Nelle feste che si tennero nei due giorni 7 e 8 settembre di quell’anno il dopolavoro comunale “Costanzo Ciano” di Monte San Savino organizzò, tra l’altro, nei propri locali una mostra artigiana. Al contempo si iniziavano i lavori per l’ampliamento della cappella votiva reinaugurata il 3 maggio del 1942 allorché fu posta sulla sua facciata una seconda lapide con la seguente iscrizione:

 

in un anno / di preziosi sacrifici e di eroismi italici / per la tutela delle are e dei fochi / la cappella del Crocifisso / che in un con la croce di Pastina / al cuore e alla memoria dei savinesi / ricanta il cruento poema / delle guerre del nostro riscatto / per volere e oblazioni di ex combattenti e di popolo triplicata di mole ebbe ampiezza e il decoro dovuto.

 

La spesa totale sostenuta per i lavori fu di £ 39.924,70 (i cittadini contribuirono con £. 6.745,70, i combattenti con £. 8.131). Nel novembre del 1942 la Sezione si occupò anche dell’alberatura (costata £. 6000) del viale delle Vertighe «quale omaggio alla Madonna per la protezione dei nostri valorosi soldati». Fra le attività svolte dall’Associazione in quegli anni del secondo conflitto mondiale, vi fu l’avvio di diverse pratiche per le ricerche di prigionieri di guerra e dispersi, per l’assistenza nonché elargizioni fatte per gli sfollati e per i feriti di guerra. Nel 1941/42, in relazione a un totale in forza di 168 iscritti, la Sezione ne contava presenti solo 60 per i vari emigrati per ragioni di lavoro (39), richiamati alle armi (37), radiati per morosità (12), trasferiti in altre sezioni (9), mutilati ed invalidi (6) e deceduti (4), ecc.

 

   Nel citato Albo d’onore dei decorati al Valor Militare figurano, tra quelli dell’ultima guerra mondiale, i savinesi Arturo Cantelli (*1920) croce di guerra per un’azione sul fronte russo (dicembre 1941); Fulvio Cungi (*1913) croce di guerra (febbraio 1944); Alessandro Ghezzi, medaglia di bronzo (1940-43); Livenzo Magi (*1920), croce di guerra sul fronte russo (novembre 1941); Pier Luigi Pini (*1907), medaglia di bronzo (fronte russo, luglio 1942); Pietro Valeri (*1919), medaglia d’argento sul campo alla memoria (Montenegro, novembre 1943).

 

   Particolare enfasi ebbe la ricorrenza del 4 Novembre del ’44, anniversario della vittoria, nella quale fu reso omaggio alle 33 vittime inglesi collocate nel piccolo cimitero delle Vertighe per la cui costruzione, eseguita da Zenone Zanni, furono destinate dall’allora sindaco Carlo Marzelli somme non indifferenti del bilancio comunale.

   Nel 1945 troviamo presidente della Sezione Pietro Manini (*1890) quindi, dal febbraio 1946, Pasquale Zeni (*1889). Ancora nel febbraio del 1946 Leone Zamponi, reggente della sezione di Palazzuolo, scrive in un’accorata missiva alla sezione savinese: «Ho fatto di tutto per costituire la sezione a Palazzuolo, ma non mi è riuscito. Se credete fate il nome di qualche altra persona, ma sarà inutile», e prega di informarne la Federazione aretina.

 

 

Onoranze ai caduti di Monte San Savino : presidente Pietro Ficai Veltroni  (foto Galileo Leonardi)

 

 

 

Unione delle Associazioni Combattenti (ANC) e Reduci (ANR) nell’ANCR

 

   A fine giugno 1946 fu deliberata a Roma l’unificazione dell’ANC (Combattenti) e dell’ANR (Reduci) e il Consiglio Nazionale deliberò di provvedere senz’altro all’unificazione degli organismi periferici disponendo l’immediata convocazione delle assemblee sezionali allo scopo di eleggere il nuovo Consiglio direttivo di ciascuna sezione unificata. S’andò dunque costituendo – come riferisce la circolare n. 15610 della Federazione provinciale di Arezzo – «oltre che un poderoso raggruppamento di forze, un complesso di valori morali il cui peso dovrà farsi sentire dal più lontano borgo della Provincia al centro». Quindi anche a Monte San Savino circa un mese più tardi (28 luglio) avvenne l’unione delle due sezioni ANC e ANR locali, prendendo contestualmente atto il nuovo Consiglio direttivo che i combattenti regolarmente iscritti erano n. 76, e i reduci della sezione che si scioglieva n. 69. «La raggiunta unione coronando il comune apporto di lealtà e di comprensione vuole segnalare al paese, con unica, indubbia voce, il dovere dell’ora dei combattenti e dei reduci, ma anche il loro diritto».

   Con deliberazione n. 205 del 28 febbraio 1946 il Consiglio Comunale risponde positivamente a una richiesta avanzata dalla Sezione ANCR savinese che, per destinare un ricordo marmoreo ai combattenti dell’ultima guerra, desiderava «la cessione della lastra di marmo che ricordava le sanzioni» ove scolpire i nomi dei caduti e così riadattata porla sotto le Logge (dette allora) del Sangallo.

   Eletto nuovo presidente della Sezione savinese il 7 agosto 1946, Antonio Tiezzi attesta, nella relazione finanziaria 1946, che l’Associazione ha svolto n. 7 pratiche di pensione, n. 5 di visita medica e n. 9 per ricerca di prigionieri, ha erogato a combattenti e reduci bisognosi £. 2000 ed ha inoltrato richiesta al Ministero PostBellico dei fondi necessari per l’attrezzatura di un ambulatorio medico pro combattenti e reduci, ed ha infine ottenuto visite saltuarie gratuite per gli associati da parte dei sanitari locali. Una particolare commissione venne costituita nel maggio del 1947 con membri della Sezione Combattenti, di quella dei Partigiani e dell’Ass. Sportiva “Sansovino” con il compito di provvedere alla costruzione ed organizzazione di uno chalet nel giardino delle scuole comunali (ove oggi si trova il teatro all’aperto comunale) nel quale organizzare un buffet e una pista da ballo per attività ricreative i cui incassi sarebbero stati devoluti alle associazioni: ci si impegnava altresì a che presso lo chalet - dove «ogni individuo di qualsiasi classe sociale deve trovare svago e diletto - fossero assolutamente vietate discussioni e questioni di sorta comprese quelle d’indole politica». L’attività dello chalet “Giardino d’Estate” durò dall’8 giugno al 21 settembre 1947.

   Da un questionario del 10 gennaio 1948 compilato dal presidente della Sezione risulta che quest’ultima è alloggiata in una sede concessale gratuitamente dal Comune, che ha una bandiera, che esiste in Monte San Savino un monumento ai Caduti ma che questo non è ancora stato aggiornato con i nomi dei caduti dell’ultima guerra. Di esso, ben mantenuto, si occupa un cantoniere del Comune. Al Monte esiste pure, in condizioni definite mediocri, un parco della Rimembranza del quale ha cura un cantoniere comunale. In paese v’è inoltre costituita una giunta d’intesa con l’Associazione Partigiani che funziona bene. “Poco” – come si dice – funziona invece il Comitato comunale di Assistenza postbellica, né vi è al Monte un Comitato femminile di Assistenza. Infine, a quella data non risulta ancora nominato il rappresentante dell’A.N.C.R.

   Nel dopoguerra (mancano, al momento, precise indicazioni cronologiche) fu innalzato ad Alberoro in loc. Poggio Fabbrelli un monumento in ricordo di caduti, oggi assai deperito rimanendone solo la Croce in pietra e due serti d’alloro decorativi intrecciati, in pietra pur essi, mentre manca completamente l’iscrizione al posto della quale, evidentemente già scomparsa da tempo, si trova una terracotta con la Madonna col Bambino. Mentre una data certa (25 settembre 1949) ha la dedica del tempietto costruito a Palazzuolo, poco distante dalla chiesa dei Ss. Pietro e Giusto, le cui due lapidi ricordano rispettivamente i caduti nella 1ª guerra mondiale che “insegnarono, offrendole generosamente la vita, come si ama la patria”, e quelli della 2ª che “salvarono morendo con la patria diletta la libertà e i diritti degli uomini tutti”.

 

   Un interessante inventario delle “cose ed oggetti che si trovano nella sede della Sezione dei combattenti e Reduci di Monte S. Savino” viene redatto in data 26 febbraio 1948 in occasione del passaggio di consegne dal presidente uscente Antonio Tiezzi al presidente ricevente Agostino Rocchi:

 


  1. Quadri a ricordo dei caduti della guerra 1915-1918 n. 1
  2. Cippo con lampada votiva n. 1
  3. Archivio contenente il carteggio d’ufficio e cose varie n. 1
  4. Scrivania con pedana n. 1
  5. Lampada da scrivania in ferro battuto n. 1
  6. Vassoio di ceramica con calamaio n. 1
  7. Cuscinetti per timbri n. 2
  8. Tagliacarte di rame n. 1
  9. Portacenere di ceramica n. 1
  10. Timbri con gomma n. 5
  11. Giornale di cassa con la somma di L. 11456 (undicimilaquattrocentocin-quantasei) n. 1
  12. Registro di corrispondenza per le lettere in arrivo e partenza n. 1
  13. Rubriche una bianca e due complete degli iscritti n. 3
  14. Blocchi di ricevute per pagamenti n. 2
  15. Ricordo inaugurazione monumento ai caduti n. 1
  16. Vecchio Statuto 1932 n. 1
  17. Congresso di Salerno Combattenti e Reduci n. 1
  18. Pratica relativa all’impianto e funzionamento dello chalet n. 1
  19. Statuto nuovo dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci 1947 n. 1
  20. Carteggio in archivio sin dalla fondazione della Sezione ed al corrente fino a tutto il 1947, impiantato per il 1948
  21. Lampadario in ferro battuto a 7 lampade n. 1
  22. Sedie in legno lavorate con elmetto e alloro n. 7
  23. Rastrelliera per armi in legno n. 1
  24. Portamoschetti in legno n. 2
  25. Sciabole di vari tipi n. 11
  26. Quadri vari dei quali n. 3 vuoti n. 21
  27. Macchina da scrivere con coperchio e tavolini n. 1
  28. Quadro in legno per affissioni n. 1
  29. Vecchia bandiera dei garibaldini con medaglie n. 1
  30. Bandiera dell’Associazione con asta in metallo n. 1
  31. Bandiera per mettere sopra la bara dei defunti n. 1
  32. Elmetti metallici italiani n. 5
  33. Elmetti metallici tedeschi n. 1
  34. Vaso artistico in terra cotta n. 1
  35. Stella per illuminazione n. 1
  36. Bussola grande a vetri all’ingresso della sala n. 1
  37. Cancello in ferro battuto all’ingresso della sala n. 1
  38. Cassetta per lettere n. 1
  39. Vasi per piante n. 3
  40. Quadro tricolore per illuminazione, grande n. 1
  41. Proiettili scarichi da cannone di vari calibri, in sala n. 5
  42. Mobile a tre sportelli a vetri contenente ricordi di guerra ecc. seguenti n. 1
  43. Proiettili di vari calibri piccoli n. 10
  44. Capsule o spolette n. 5
  45. Bombe a mano n. 3
  46. Mazze ferrate n. 3
  47. Sciabole baionette n. 1
  48. Pugnali n. 3
  49. Orologio con astuccio n. 1
  50. Astuccio con due stellette di argento n. 1
  51. Stella della Territoriale in ferro n. 1
  52. Carte geografiche di guerra n. 3
  53. Album con 70 incisioni di Oriente n. 1
  54. Volumi o riviste varie n. 31
  55. Borracce militari in metallo con tazza n. 2
  56. Occhiali da autiere, paia n. 1
  57. Pacco contenente documenti del capitano Angeloni n. 1
  58. Maschera completa del portamaschera n. 1
  59. Lanterna da trincea n. 1
  60. Frammenti di corone da proiettile in rame n. 5
  61. Lumaca marina (conchiglia) n. 1
  62. Corno di cervo e altro animale selvatico n. 2
  63. Otto giberne a due a due con n. 20 cartucce tedesche per fucile n. 8

Monte S. Savino, li 26 febbraio 1948

 

 

 

 

   Il 22 maggio 1949, rinnovandosi il consiglio, viene eletto presidente dell’Associazione Agostino Rocchi. Questi – che sarà anche sindaco del comune sino al giugno del 1950 – eletto ancora nel marzo 50, chiede alla questura di Arezzo il 29 gennaio 1951 il permesso per organizzare una festa danzante per impiegarne gli introiti al fine di provvedere, tra l’altro, all’«erezione di una lapide in memoria dei caduti della guerra 1940-1945» da inaugurarsi nella festa del prossimo venturo 4 Novembre.

 

 

Onoranze ai caduti di Monte San Savino : presidente Gen. Benedetto Angiolucci (foto Galileo Leonardi)

 

 

 

 

 

Dagli anni ’50 ad oggi

 

   Negli anni ’50 troviamo presidenti dell’Associazione il magg. Arturo Marucci (l° marzo 1952) e Pilade Secchi (eletto nel marzo ‘54 e ancora nel 1955 e 1956). Al dicembre 1953 si contavano 120 tesserati.

   Si avvertiva, in quel torno di tempo, e i Combattenti in primis apertamente se ne rammaricavano, come da oltre dieci anni i montigiani caduti per la Patria nell’ultima guerra non avessero avuto «un degno ricordo da parte della cittadinanza». Si pensò dunque al restauro delle lapidi già esistenti presso il monumento ai Caduti del ’23 (ad esse aggiungendone una nuova con i nomi di tutti i caduti nell’ultima guerra), a un’altra lapide da collocare nella cappella votiva, al rifacimento «della nuova cancellata attorno al monumento, essendo stata la vecchia asportata ai tempi del fascismo» e all’ampliamento del quadro (è la “grande targa” commissionata nel ’34) esistente nella sede della Sezione locale. Ma ancora nel 1957 da un lettera del 29 marzo indirizzata alla Federazione provinciale dalla Sezione savinese si evince che quest’ultima è ancora in attesa di una promessa elargizione per pagare fra l’altro una «nuova lapide al monumento dei caduti» con relativi nomi dei caduti dell’ultima guerra. Finalmente, in una comunicazione del 29 ottobre di quello stesso anno alla Federazione aretina, viene anticipato il programma dell’imminente festa del 4 Novembre durante la quale, oltre alla consueta celebrazione della S. Messa presso la cappella votiva del SS. Crocifisso e alla deposizione di una corona d’alloro sul monumento ai Caduti, sono previsti anche «lo scoprimento e benedizione, presso la Sezione, del quadro nominativo fotografico dei caduti dell’ultima guerra, e la benedizione della nuova bandiera dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra». Le onerose spese sostenute in quell’occasione (circa £ 230.000) avevano fatto risolvere l’Associazione a rivolgersi anche ai cittadini - affinché contribuissero «validamente con senso di comprensione e di riconoscenza verso i figli migliori che tutto dettero per la nostra Italia» - e a vari benefattori: fra questi ultimi figurò anche la marchesa Marianna De Giudici in Roma.

   Nel 1958 è presidente della Sezione il generale dott. Benedetto Angiolucci che il 4 novembre 1962 rappresenterà i combattenti alla cerimonia per lo scoprimento e la benedizione presso la chiesa del SS. Crocifisso di una lapide recante incisi i nominativi dei 42 caduti savinesi nella guerra 1940-45. Vibrata protesta, in quello stesso anno, per la costruzione di gabinetti pubblici «che, per quanto possano essere sotterranei, data la breve distanza dal monumento [dei Caduti], 30 metri, rappresentano una vera e propria profanazione che ha suscitato una viva spontanea reazione fra i vecchi combattenti, i mutilati, le famiglie dei caduti e la popolazione intera». Il 5 giugno 1964 si registra il rientro al Monte della salma del sold. Lorenzo Marsili morto in Albania nel 1941 i cui solenni funerali vengono celebrati due giorni più tardi. Nella ricorrenza della festa del IV Novembre fu nel 1968 posto un cippo nel parco della Rimembranza con una piccola lapide con la seguente iscrizione:

 

 i savinesi / ai loro caduti / nel / cinquantenario / della vittoria / 4.11.1918 – 4.11.1968.

 

   L’Angiolucci ricevette nel giugno del 1970 dal presidente della repubblica l’onorificenza di Cavaliere Ordine Merito Repubblica Italiana, mentre con comunicato del dicembre di quell’anno Luigi Forzoni, presidente della Federazione provinciale, informava la sezione di Monte San Savino che con deliberazione del 5 dicembre 1970 era stato decretato lo scioglimento della sezione di Verniana «per dimostrata incapacità di funzionare».

   La sezione ANCR di Monte San Savino fece parte nel 1974 del Comitato Unitario per le Celebrazioni del Trentennale della Resistenza che in quell’anno, il 30 giugno, vide a Monte San Savino l’inaugurazione del parco-monumento dedicato ai caduti per la lotta di liberazione e realizzato da P. Fei su progetto degli Studi Associati di Arezzo.

   Così si esprime, in una lettera del 20 ottobre 1975, il presidente Angiolucci ormai costretto a lasciare la carica per motivi di salute e d’età: «Ho tenuto la carica per ben 17 anni (1958-1975) e, credo, con dignità ed onore; ho organizzato, partecipandovi, annuali gite estive combattentistiche, tutte ispirate a solidarietà sociale e fraterna compagnia; ho celebrato ogni anno la festività del 4 Novembre e in chiesa e presso il monumento ai caduti da cui ho parlato alla popolazione ... ricordandole i nostri eroi di tutte le guerre e incitandola ad amare sempre la grande patria. Ho accompagnato all’ultima dimora i nostri cari soci defunti della sezione, cui ho spesso dedicato l’elogio funebre senza discriminazione alcuna fra operai, coloni o cittadini».

   All’Angiolucci subentra nell’ottobre 1975 nella carica di presidente della Sezione il cav. Goffredo Bardelli (*1899 †1986), riconfermato negli anni successivi. Nel 1975 la Federazione provinciale consegna al commilitone combattente Marco Rivolta cavaliere di Vittorio Veneto, molto attivo in Sezione, un diploma di benemerenza. Dello zelo del Rivolta (*Roma 1896 †Monte San Savino 1979) è peraltro testimonianza quanto afferma in una lettera alla Federazione lo stesso Bardelli: «Nessuno può immaginare quanto sia difficile fare il tesseramento. Il socio Marco Rivolta si interessa del tesseramento e direi di tutto. Le lire 300 della tessera di cui 200 vanno alla Federazione ce le chiede cinque, sei, sette, dieci volte e molte volte non riesce ad ottenere niente. I vecchi muoiono, i giovani non si iscrivono perché non vedono nessuna convenienza. I cavalieri di Vittorio Veneto che per merito dell’Associazione percepiscono lire 5000 al mese se ne fregano. Molte tessere pur pagandole alla Federazione si danno gratuitamente ai bisognosi. Queste sono le ragioni che ogni anno siamo sempre meno. Vogliatevi rendere conto della nostra situazione e se ci dovesse mancare il sig. Marco Rivolta l’associazione dei Combattenti di Monte San Savino sarebbe finita. Mi fa molto dispiacere esprimermi in questo modo, ma purtroppo è la dura realtà». Nel luglio del 1976 risultano iscritti alla Sezione 32 cavalieri di Vittorio Veneto. Nel 1977, il 17 aprile, viene concesso dal Consiglio centrale di Roma dell’ANCR alla Sezione di Monte San Savino un diploma di benemerenza per essere questa «ben organizzata con sede dignitosa e ben curata, particolarmente attiva nel tesseramento».

   Dal 1986 fu presidente dell’Associazione il sig. Lorenzo Ficai che si adoperò nel corso del suo mandato, coadiuvato soprattutto dal sig. Angiolo Del Pasqua, a mantenere attiva e all’altezza dei suoi trascorsi fasti l’ANCR savinese. La Sezione collaborò nel 2002 con il Comune, la Provincia di Arezzo e l’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia alla cerimonia (9 marzo) per l’inumazione nel cimitero della Misericordia delle spoglie mortali (già rientrate a Redipuglia dalla Russia) del bersagliere savinese Oliviero Lapisti (*1922) morto combattendo valorosamente sul fronte russo nella seconda battaglia difensiva del Don nel febbraio 1943. Un diploma di fedeltà l’Associazione ricevette nel 2005 dal presidente nazionale dell’ANCR on. Gustavo De Meo in occasione del 60° anniversario della Liberazione. Due anni più tardi, in occasione del 23° Congresso provinciale ANCR, la Federazione di Arezzo consegnò agli associati della nostra Sezione un attestato «quale segno di riconoscenza e gratitudine per il loro encomiabile impegno nella difesa dei valori patriottici e per l’instancabile attività svolta a favore dei Combattenti e Reduci ed in memoria dei fratelli caduti» (19 maggio 2007).

   Dopo la morte del sig. Lorenzo Ficai (2015) ha assunto la carica di presidente dell’Associazione il dott. Bruno Milaneschi che ha prestato nuova cura nella valorizzazione del gran numero di cimeli e della documentazione presente nella sede, segnalandosi tra l’altro il parziale riordino dell’archivio e la realizzazione di un video di cartoline spedite verso il paese dai soldati in trincea e dalle zone di guerra durante il primo conflitto mondiale nel quale Monte San Savino pagò un grave tributo di vite umane. Quelle cartoline furono a suo tempo raccolte in un album dalla maestra savinese, madrina di guerra, Maria Pomaranzi che successivamente lo donò all’Associazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appendice  I

 


Nella sede ANCR di Monte San Savino si trova, inquadrata, una stampa (ed. Angelico Bolcioni, Tip. Bimbi di Cortona, 1871) con i nomi dei volontari montigiani nelle guerre risorgimentali: dedicata all’onorevole signore Carlo Brandini, essa riproduce anche i seguenti versi del Manzoni (dall’ode Marzo 1821):

 

 

 

Oh giornate del nostro riscatto!
Oh dolente per sempre colui
Che da lunge, dal labbro d'altrui,
Come un uomo straniero, le udrà!
Che a' suoi figli narrandole un giorno,
Dovrà dir sospirando: io non c'era;
Che la santa vittrice bandiera
Salutata quel dì non avrà.

 

 

 

monte s. savino

addita alla madre italia

i volontari accorsi a difesa della patria

 

 


1848

Brandini Francesco

Filippi Uberto

Morfini Oreste

 

1849

Bacconi Filippo

Coradeschi Norberto

Dini Antonio

Filippi Uberto

Gigli Cammillo

Saccocci Giuseppe

 

1859

Bianchi Pietro

Bianchi Luigi

Bonichi Luigi

Coradeschi Norberto

Cateni Santi

Finamori Giuseppe

Guelfi Iacopo

Leonardi Tommaso

Leonardi Giuseppe

Laschi Simone

Moschi Benedetto

Massini Giuseppe

Paci Carlo

Petrazzini Raffaello

Roncucci Antonio

Sorsoloni Antonio

Salvadori Pasquale

Vardi Lodovico

 

1860-1861

 

Bianchi Pietro

Bianchi Luigi

Coradeschi Giuseppe

Cetica Ulderigo

Cetica Felice

Cetica Girolamo

Finamori Giuseppe

Gigli Settimio

Guelfi Giacomo

Linari Giuseppe

Linari Giulio

Lunghi Achille

Massini Giuseppe

Moschi Benedetto

Mustioli Carlo

Petrazzini Costantino

Petrazzini Raffaele

Pandolfi Pietro

Rossi Vincenzo

Roncucci Antonio

Salvadori Pasquale

Sorsoloni Amato

Sorsoloni Antonio

Vardi Lodovico

 

1866

Bianchi Pietro

Bianchi David

Bianchini Oreste

Bonichi Luigi

Coradeschi Norberto

Carabini Angelo

Cheli Francesco

Cetica Felice

Della Scala Antonio

Guelfi Aurelio

Guelfi Iacopo

Gigli Settimio

Linari Giuseppe

Linari Giulio

Leonardi Giuseppe

Leonardi Agostino

Nassi Giuseppe

Nuti Giuseppe

Paci Ermando

Roncucci Antonio

Rossi Giuseppe

Rossi Raffaele

Salvadori Pasquale

Sorsoloni Francesco

 

1867

Aretini Giocondo

Bianchi Pietro

Bianchi David

Cheli Francesco

Guelfi Aurelio

Nassi Luigi

Nassi Belisario

Rossi Giuseppe

Rigutini Settimio

Roncucci Antonio

Salvadori Pasquale

 

 

Gloriosa spedizione

comandata

da Giuseppe Garibaldi

nel 1860

Sbarco a Marsala

Due dei Mille

 

Iacomoni Lorenzo

Pandolfi Pietro

 

 

 

 

 

il magnanimo esempio

dei nostri prodi

spenti

nelle pugne sanguinose

e nei patiboli

per la gloria

e l’indipendenza

sia

altare di concordia

ai posteri

 

 

 

 

 

 

 

Appendice  II

 

Caduti savinesi della 1ª Guerra Mondiale

(da una pubblicazione del 1923 che elenca i nomi riportati sul monumento ai caduti opera dello scultore Dante Zoi):

 

 

 

 

 

Magg.  ANGELONI Eugenio

 

Cap.no GAMURRINI Giovanni

 

Ten.    BRICOLO Alfredo

          MAGINI Mario

         RASPINI Agostino

         VALDAMBRINI Fulvio

 

Asp. Uff. LEGNANI Bramante

 

Serg. FALINI Angiolo

“ GIANNINI Francesco

  TIEZZI Giuseppe

  VELTRONI Guido

 

 

Cap. Magg. BATISTINI Francesco

“ CETICA Giosuè

“ MONNANNI Pasquale

“ SORINI Mauro

“ TOZZI Guido

 

Cap. AMAZZONI Nello

“ BARDELLI Scolastico

“ BRASINI Natale

“ BUTALI Guido

“ CALUSSI Angiolo

“ CASINI Settimio

“ FRANCIOLI Settimio

“ GALLI Giuseppe

“ GIORGI Giuseppe

“ MARCIANESI Eugenio

“ MARIANELLI Iacopo

“ MEZZETTI Giov. Battista

“ SALVADORI Paolo

“ STAGGINI Luigi

“ VALENTI Angiolo

“ VELTRONI Angiolo Guglielmo

 

Sold. ACCIAI Giuseppe

“ ACQUISTI Francesco

“ ALIMONI Girolamo

“ ALIMONI Valentino

“ ALPINI Venanzio

“ ANELLI Mario

“ ANSELMI Antonio

“ ANSELMI Silvio

“ ARRIGUCCI Attilio

 

“ BACCONI Quintilio di Giuseppe

“ BACCONI Quintilio di Santi

“ BANI Vincenzo

“ BARBAGLI Narciso

“ BARBAGLI Paolo

“ BARTOLI Eugenio

“ BARTOLI Santi

“ BASSI Giuseppe

“ BELIGNI Angiolo

“ BETTI Tommaso

“ BOLDI Angiolo

“ BORGOGNI Vittorio

“ BOTARELLI Agostino

“ BRACCIALI Gino

“ BRACCIALI Settimio

“ BRANDINI Teorindo

“ BRUSCHI Carlo

“ BURACCHI Emilio

“ BURACCHI Giovanni

“ BURRONI Giuseppe

“ BUTTERI Dante

 

“ CALBINI Marco

“ CALDARI Mario

“ CANESCHI David

“ CANESCHI Nello

“ CANTELLI Giuseppe

“ CARBONI Attilio

“ CARBONI Giovanni

“ CARDINI Santi

“ CARTOCCI Angiolo

“ CASINI Giuseppe

“ CASINI Settimio

“ CASUCCI Adamo

“ CIVITELLI Felice

“ CIVITELLI Luigi

“ CIVITELLI Silvio

“ CORTI Emilio

 

 

“ DELL’ARTINO Agostino

“ DELL’ARTINO Luigi

“ DEL PASQUA Iacopo

“ DI CRESCENZIO Antonio

“ DI CRESCENZIO Egino

“ DINI Girolamo

“ DONNINI Nello

“ DONNINI Olinto

“ DONNINI Rosado

“ DRAGONI Giuseppe

 

 

 

“ FABENI Antonio

“ FALCHI Giuseppe

“ FEI Settimio

“ FICAI Antonio

“ FICAI Luigi

“ FILIPPI Ernesto

“ FINACCI Agostino

“ FOCARDI Gio Battista

 

“ GALLI Angiolo

“ GALLI Giuseppe

“ GALLORINI Nello

“ GALLORINI Pasquale

“ GALLUZZI Gino

“ GAMBELLI Emilio

“ GIALLI Pietro

“ GIRELLI Edoardo

“ GORI Marco

“ IACOMONI Angiolo

“ IACOMONI Cesare

 

“ LOMBARDI Gio Battista

“ LISI Umberto

“ LUCIOLI Ezio

 

“ MAGI Angiolo

“ MAGI Giuseppe

“ MAGI Natale

“ MAGI Santi

“ MANCINI Savino

“ MASSAI Domenico

“ MASSAI Ezio

“ MERELLI David

“ MICHI Giuseppe

“ MILANI Gio Batta

“ MONNANNI Gio Batta

“ MORETTI Dante

“ MORETTI Quintilio

“ MORETTI Luigi

“ MORI Alfredo

“ MUCINI Antonio

 

“ NANNI Agostino

“ NANNI Savino

“ NOFRI Alessandro

“ NUTI Angiolo

 

“ OSSETTI Omero

 

“ PACI Angiolo

“ PAFFETTI Giuseppe

“ PAPINI Quintilio

“ PAPINI Paolo

“ PECCHI Francesco

 

“ RADICCHI Bartolommeo

“ RADICCHI Giotto

“ RANDELLINI Sabatino

“ RASPANTI Celestino

“ RENZONI Arturo

“ RENZONI Giuseppe

“ RONCUCCI Santi

“ ROSSI Adelmo

“ ROSSI Arturo

“ ROSSI Luigi

 

“ SALVADORI Pietro

“ SAMPIERI Luigi

“ SAMPIERI Pietro

“ SARTORI Giovanni

“ SCAPECCHI Antonio

“ SCARPELLI Eugenio

“ SCARPELLI Quinto

“ SCARTONI Guido

“ SENNATI Amedeo

“ SORINI Angiolo

“ STAGGINI Giovanni

“ STANGHINI Agostino

“ STANGHINI Gino

“ STANGHINI Ulisse

“ STARNAZZI Francesco

 

“ TEDESCHI Silvio

“ TERRAZZI Eugenio

“ TERZIANI Giuseppe

“ TIEZZI Brunetto

“ TONIACCINI Nello

“ TONIONI Ignazio

 

“ VALENTI Quintilio

“ VALERI Nello

“ VASARRI Massimo

“ VASARRI Savino

“ VELTRONI Giuseppe

“ VELTRONI Primo

“ VERDELLI Pasquale

“ VESTRI Pasquale

“ VICHI Angiolo

“ VICHI Federigo

 

 

 

 

 

 

Appendice  III

 

Caduti savinesi della 2ª Guerra Mondiale

 

(da una pubblicazione del 1974)

“Il popolo savinese celebra il trentennale della Resistenza e della Liberazione”

 

 

 

 

Vittime per rappresaglie tedesche:

 

CARLETTI Luigi

DEL BELLINO Lorenzo

DELL’INNOCENTI Elvino

GUDINI Mosè

MILANESCHI Bruno

MILLACCI Domenico

PAPINI Angiolo

SESTINI Gesuina

TIEZZI Giuseppe

VALERI Gina

VALLI Angiolo

 

 

 

 

Elenco dei morti nella guerra 1940-1945:

 

BRACCIALI Giuseppe

BRACONI Bruno

CORSINI Ugo

FARALLI Luigi

FARZETTI Giulio

FRANCINI Carlo

FUCINI Dante

MACCARI Bruno

MAGI Donato

MENCHETTI Giuseppe

MORETTI Ferdinando

POLTRI Donato

POLVANESI Ferdinando

RAVAGNI Mario

ROGGI Aldo

SALVADORI Pilade

SCANO Giovanni Maria

TONIONI Serafino

TOSCANINI Giorgio

VALERI Pietro

VALLI Primo

VELTRONI Ferrer

VICHI Andrea

 

 

 

Elenco dei dispersi in guerra 1940-1945:

 

BARBAGLI Luigi

BASAGNI Renato

BOLDI Oreste

CANESCHI Alessandro

CECCARDELLI Luigi

FICAI Pasquale

FOCARDI Nello

FOCARDI Savino

FRANCIOLI Giuseppe

GALLI Pasqualino

GALOPPI Giuseppe

GIORGI Gino

GIORGI Quintilio

MAGI Bruno

MALENTACCHI Bruno

MAURINI Duilio

PAPINI Bruno

STANGHINI Nello

TERZIANI Felice

VALENTI Quintilio

ZELANTI Mario

ZOI Ermenegildo

 

Elenco di persone decedute per cause belliche:

 

BASAGNI Leopoldo

BASAGNI Umberto

BIANCONI Rosa nei BASAGNI

BRACCIALI Olinto

FALCHI Fortunato

GIORGI Rosa Pia in MEIONI

MAFFEI Graziella

MALENTACCHI Pietro

MARAGHINI Alfredo

MASINI Agostino

MASSAI Olinda

MAZZOLINI Massimiliano

MENCHETTI Carlo

MENCHETTI Francesco

PIRRI Lina in MAFFEI

 

 

 

 

 

PREGHIERA DEI COMBATTENTI E REDUCI

 

Eterno Iddio, cui danno gloria i cieli, magnificenza la terra,

obbediscono i venti e i mari, benedici noi, soldati di terra, di mare e di cielo:

combattenti e reduci di tutte le Armi e di tutte le guerre.

Sorretti dalla Tua fortezza, abbiamo servito la Patria in armi,

nelle ore cruente della sua storia;

donaci la virtù di servirla con onestà, libertà e concordia,

nelle opere feconde della Pace.

Accresci nei nostri cuori l’amore alla religione, alla famiglia, alla Patria.

Fa’ che la nostra bandiera sventoli sempre,

simbolo di civiltà, garanzia di giustizia, segno di vittoria.

Accogli nella Tua gloria, in compagnia dei Tuoi Santi, i nostri Caduti

e rendi la nostra vita degna del loro sacrificio.

E tu, o Maria, Vergine Bella, Madre di Gesù e Madre nostra,

Castellana d’Italia, veglia maternamente su di noi,

sulle nostre famiglie, sulla nostra Patria.

Così sia.

 

 

 

 

 

Fonti utilizzate

 

Archivio storico della Sezione ANCR di Monte San Savino

Archivio fotografico Galileo Leonardi di Monte San Savino

Collezione privata di cartoline savinesi  del dr. Angelo Gravano Bardelli

Monte San Savino IV novembre MCMXXIII. Il monumento ai caduti, s. l., s. n., Monte San Savino, 1923

Albo d’onore dei decorati al Valor Militare di Arezzo e Provincia a cura della Federazione Provinciale dell’Istituto Nastro Azzurro di Arezzo, Arezzo, 1977

L. Cungi, F. Paturzo, P. Zanni, Monte San Savino immagini di storia e di costume, Monte San Savino, Associazione Pro Loco, 1997

L. Armandi, Nel nome di Garibaldi. Storia del Risorgimento nell'aretino, Arezzo, Letizia Editore, 2007

In victoria vita. Monumenti ai caduti della Grande Guerra nell'aretino, a cura di D. C. Fuchs, R. Gottschalk, Firenze, Edifir, 2010

Monte San Savino. Viaggio nella memoria attraverso le fotografie di Galileo Leonardi, a cura di L. Cungi, R. Giulietti, Quaderni Savinesi V, Monte San Savino, 2010

 

 

 

 

 

 

 


 

 

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