contatti : pierluigi18faber@libero.it

indice generale : http://www.carnesecchi.eu/indice.htm

Mio bisnonno materno si chiamava Pietro Guareschi era figlio di un Guglielmo , era sposato con una Gandini : Teresa.

comunemente : nonna TISEN

 

Pietro non si poteva dire povero e neppure ricco

Suo padre aveva posseduto stalle con vacche , e aveva perso un occhio in un conflitto a fuoco con alcuni briganti che avevano assalito il suo casolare per rubare le bestie.

Pietro Guareschi era vetturale cioe' aveva delle vetture a cavalli che da Mezzani (PR ) portavano la gente a Parma e a Sorbolo e vicecersa.

Fece mettere al mondo a sua moglie , come era costume , una nidiata di figli di cui mia nonna era la prima. Cosi mia nonna fece da madre ai suoi fratelli

Era nata a Mezzani inferiore il 18 febbraio del 1877

Irma si chiamava mia nonna , i suoi fratelli Merope , Medardo , Guglielmo , Dante , Nella , Roberto ,Gigino , Mario .

Suo fratello Guglielmo se ne ando prestissimo di casa perche' non voleva gravare sulle spalle dei genitori ed ancora bimbo se ne ando per il mondo : oggi sembra una cosa impossibile ed invece ando' proprio cosi. Fini per vivere in Svizzera.

Di mio bisnonno il solo ricordo che mi rimane e' il racconto che faceva mia nonna di cio che avveniva a pranzo.

Tutti questi bambinetti intenti a mangiar la minestra di verdura. A chi non piaceva la carota a chi non piaceva la bietola a chi…. E tutti a radunare sul bordo del piatto la verdura non amata . E lui Pietro li lasciava fare senonche' alla fine rivolto a tutti : e adesso mangiate anche quello che avete scartato.

Una figura molto severa.

Comunque storia di una famiglia che pure non delle piu' povere viveva di niente.

Con la saracca pendente da un filo sul camino e tutti a insaporirne la polenta sfregangola contro

Mia nonna Irma sposo suo cugino . Come si puo' vedere dall'albero allegato mio nonno era figlio di Angelo Comini ,fabbro alle Ghiare e di Marietta Guareschi sorella di Pietro . Mio nonno materno si chiamava Arnoldo. A vederlo in fotografia ha un aria mitissima.

 

 

 

 

 

 

 

 

Si chiamava Arnoldo Comini era nato il 28 giugno 1875

Mia nonna Irma meriterebbe molte pagine , aveva voluto un solo figlio ,dopo aver visto sua madre alle prese con nove figli non aveva voluto che un solo figlio : mia madre Olga Comini che era nata il 29 dicembre 1908

 

 

 

 

Mia nonna era severa , molto severa

Il suo motto era bacia tua figlia solo quando dorme

Era risparmiosa era famosa tra gli amici del nonno per come riuscisse a sbucciar le patate scartando una buccia sottilissima.

Quando rimase vedova risparmiava anche sul riscaldamento

Ma non si pensi che fosse avara perche' invece aiutava tutti.

Mise da parte i soldi per comperare un appartamento e quelli per un secondo glieli mangio' la guerra e la svalutazione

Mio nonno mori di spagnola lo 11 agosto 1926

Era operaio al Muggiano dove lavorava anche mio padre come apprendista.

Mio nonno lo prese a ben volere.

E questo decise il nostro destino.

Il destino delle persone e' legato ad un insieme di circostanze talmente fragili che c'e' sempre da meravigliarsi che i fatti siano accaduti

Perche' artefice del matrimonio tra mio padre e mia madre fu proprio mio nonno Arnoldo.

Il padre di mia nonna paterna era un personaggio singolare divenuto leggenda nella mia famiglia.

Era toscano (credo fosse di S Luce ) si chiamava Arturo Fagiolini

Era calzolaio ed era un massone.

Era di una decisione e di una strafottenza che niente sembrava spaventarlo.

Mia madre quando voleva lamentarsi del mio carattere mi diceva : << sei piu' prepotente di tuo nonno Fagiolini. >>

Svelto di coltello si dice di lui che tolse gli stivali che non gli erano stati pagati ad un gerarca fascista spezzino durante una sfilata del regime incurante di qualsiasi minaccia.

Come detto era un massone .

Mio padre parlava sempre dei simboli massonici che ruotavano insieme all'immagine di suo nonno

Fagiolini mori molto vecchio durante una caccia : si era appostato su di un albero , forse lo sforzo di salire ,forse la vecchiaia , cosi la morte lo colse appollaiato su un ramo contro il tronco : una morte degna della sua figura.

Migrato dalla natia toscana aveva tre figlie : tutte e tre si sposarono bene a La Spezia una sposo un Del Santo , una un Tedoldi , una terza un Carnesecchi.

Mia nonna si chiamava Maria Concetta Fagiolini

Il mio bisnonno Carnesecchi si chiamava Giovanni ed era sposato con Rosa ………………, abitava a Lorenzana in provincia di Pisa e probabilmente era contadino

Aveva tre figli Scipione , Malachia detto Nello , e Pio.

Il primo Carnesecchi ad arrivare a La Spezia 1870-1880 fu un loro cugino Biagio Giuseppe

Questo Biagio Giuseppe era nel frattempo , non so come , diventato ricco tanto da comperare diverse case e molti terreni a Vezzano Ligure.

Suo figlio Dante divenne un anarchico che ebbe parte negli avvenimenti del 1919-20

Poco tempo dopo e' probabile siano venuti a Spezia da Lorenzana anche Malachia e Pio.

 

Di mio nonno dicevano fosse un bell'uomo che riscuoteva successo molto successo tra il gentil sesso e che nella sua vita ci fosse posto anche dopo sposato per qualche avventura galante.

Incontro Malachia a La Spezia gia' sposato e dichiarantesi commerciante. Successivamente , , so dai racconti , che lui e mia nonna aprirono una mensa per gli operai del Muggiano.

Mia nonna Concetta ,una volta sposati , gli sforno una serie di maschi Osvaldo ( morto dopo pochi mesi ) ,Renato , Aleandro , Nello , Giuseppe ( Beppe ) ,Osvaldo ,Arturo ed infine chiuse con una femmina Rosa (Rosetta )

Mori avanti con gli anni durante l'ultima parte della ii guerra

 

 

 

Mia nonna Concetta amava appassionatamente leggere . Io , abitavo a Parma e per la lontananza la conoscevo pochissimo e non mi piaceva molto . Mi trattava poco da nipote ed io poco da nonna.

Per quel che ne so era fredda con tutti i nipoti

Mori negli anni 50

 

 

 

Mio padre Aleandro ed i suoi fratelli erano molto vivaci ,

Mio padre raccontava di alcune marachelle infantili quasi da riformatorio

Cose come salire nel solaio della scuola e vendicare le bacchettate sulle dita aprendo un buco nel soffitto di legno e da li far cadere cacca sulla cattedra della maestra

O come segare alla base un albero da frutta nel giardino del prete ed indurre il poveraccio a credere di trovarsi di fronte ad un miracolo cambiandogli di posizione

In questa occasione mio padre si prese l'itterizia quando vide due carabinieri venire verso casa sua nei giorni successivi con fuga sul tetto e discesa dalla cappa del camino

O come agguantare una serpe e nasconderla sotto un cappello e quindi mollarla dentro al cimitero con spavento dei visitatori che vedevano danzare il cappello mosso da una mano invisibile nel vialetto tra le tombe

Mio padre era di idee socialiste ed era nato il primo maggio del 1904

Alla fine della guerra era giovanissimo ma teneva dei piccoli comizi

Mio zio Renato che era nato nel 1900 era andato a Fiume credo con i legionari di D'Annunzio

Alla fine era rimasto la' dove lo raggiunsero mio padre e mio zio Arturo che si arruolarono nella Finanza.

Anche Beppe si porto' in Istria infatti sua figlia Vanna nacque a Pola

 

Poi mio padre se ne torno a La Spezia .Mio zio Arturo rimase a Fiume dove conobbe sua moglie Basilia.

A Fiume rimasero fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Quando la guerra giungeva al termine il figlio di Renato ( Giovanni ) entro' , su consiglio di Basilia nelle file dei partigiani titini.

Qui capi l'aria che tirava in Jugoslavia per gli Italiani e fuggirono tutti ritornando a La Spezia

Tornato da Fiume a Spezia mio padre riusci ad entrare come operaio al Muggiano

Per entrare ci fu bisogno di una raccomandazione per ottenerla in cambio sbanco' col badile una mezza collina di terra , cosi diceva sempre

 

 

Qui conobbe e fece amicizia con l'operaio Arnoldo Comini che poteva essergli padre e comincio' a frequentarne la casa.

Cosi mio padre e mia madre si conobbero.

Mia madre , sebbene giovanissima , era gia' quasi fidanzata con un uomo che anni dopo sarebbe morto nell'affondamento di un sommergibile durante la 2 guerra mondiale.

Le cose stavano cosi : le due madri avevano piacere di questo matrimonio.

Mio nonno ruppe i piani di mia nonna

Mio padre giunse a togliersi un dente sano pur di vedere mia madre

Sentendosi travolgere dalla spagnola mio nonno diede il consenso alle nozze : cosi mia madre a 16 anni , pochi mesi dopo la morte di suo padre si trovo' sposata : era il 1926

Mia madre era bella vivacetta anche lei

Di mia madre possiedo molte fotografie

La tradizionale foto della prima comunione

 

 

 

 

Una foto di fanciulla

 

 

 

una foto diquando mia madre aveva 18 anni e una foto del 1928 a 20 anni

 

 

 

 

 

La prima fotografia che ho rintracciato di mio padre

 

 

 

Cosi nel 1926 inizio il matrimonio tra mio padre e mia mabre. Mio padre aveva 22 anni e mia madre 18

Mio padre era ambizioso e con molta voglia di lavorare

Era un lavoratore instancabile : di giorno lavorava al Muggiano e la sera andava a portar via con altri i pozzi neri

Aveva una grande passione per l'agricoltura e studiava per conto suo

 

 

Dopo il matrimonio ci furono delle difficolta' tra mio padre e mia madre e l'ingerenza di mia nonna peggioro' le cose

Cosi i miei genitori si separarono e mia madre se ne ando a Mezzani dai parenti di mia nonna

Stettero separati per piu' di un anno

 

Ecco una foto di mia madre a Mezzani Inferiore

 

Mio padre inizio nel frattempo una relazione con un'altra donna

 

La cosa venne all'orecchio di mia madre che decise di riprendersi il marito e cosi ripresero a vivere insieme

 

Non so perche' i miei si trasferissero a Brugnato so che li vissero per un certo periodo di tempo

Qui nacque Luciano il loro primo figlio, il mio mai , per questioni cronologiche , conosciuto fratello

Luciano nacque il 6 settembre 1929 e mori a Brugnato il 13 luglio 1930 per una banale infezione intestinale

 

 

 

 

 

 

Luciano fu un lampo di luce che si spense presto

Dicono fosse un bambino bellissimo : mia madre raccontava che glie lo richiedevano per fare il bambin Gesu'

 

Dopo di lui mia madre partori una femmina : Luciana che nacque e mori lo 8 aprile 1931.

Molto piu' tardi nacque cosi mia sorella Arnalda ( che deve il nome inconsueto ad Arnoldo Comini )

Ecco qui la fotografia della sua comunione :

 

 

Poi mia sorella Maria Rosa di cui ho solo questa fotografia quando di quando era piccola

Maria Rosa era un nome della famiglia di mio padre

La sorella di mio padre si chiamava Rosa ( Rosetta ) e la nonna di mio padre si chiamava Rosa , ma nella famiglia di mio padre Maria Rosa era stato un nome ricorrente

 

Nelle leggende familiari si racconta di come Arnalda fosse buonissima e Maria Rosa una vera disperazione ( *** vedi aneddoti vari )

le leggende parlano di una moria di anitrine uccise da Maria Rosa

di zeri presi a scuola per la vivacita' prorompente

di scale sottrate e dell'Arnalda imprigionata su un albero

una ragazzina alla Pipi calzelunghe fortissima e decisa a farsi rispettare, E cosi sara' per tutta la sua vita

 

Seguendo questo clisce la foto infatti ci mostra Arnalda con aria dolce e remissiva e Maria Rosa con aria decisissima piccolissime a Mezzani Inferiore

 

 

 

L'Arnalda a scuola a Mezzani durante la guerra

 

 

 

Mio padre intanto continuava a lavorare nel cantiere del Muggiano come carpentiere navale ma credo che continuasse ad occuparsi anche di agricoltura come consulente tecnico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abitavano al Ruffino non lontano dai genitori di mio padre

 

Intanto la guerra si avvicinava

 

In cantiere venne un direttore altoatesino : l'ingegner Hendel , che aveva preso in molta simpatia mio padre

L'invidia per questo favore gli porto' come vedremo grossissimi guai nell'immediato dopoguerra in cui corse il rischio di essere fucilato

Eppure come si vede dal suo libretto di lavoro mio padre era uno dei pochi a non essere iscritto al partito fascista

Mio padre era veramente una persona brava ed onesta .Per amicizia con Hendel durante la guerra se ne ando' fino in alto Adige in mezzo agli allarmi aerei e alle bombe per portarne in salvo la figlia e i suoi beni personali ( notevoli ) fino in Alto Adige

Avrebbe potuto prendersi tutto ma non era davvero uomo da farlo

 

 

Mio padre che era di idee socialiste da sempre come detto per via della sua amicizia con Hendel corse il rischio di essere fucilato

Erano tempi violenti

Forse questi pericoli e la miseria del dopoguerra spezzino lo spinsero a spostarsi a San Lazzaro a Parma

Li possedeva un caseggiato enorme un Gandini : Cesare parente della nonna di mia madre

Mio padre affitto' una poverissima casa

Finite le disavventure con gli italiani rabbiosi di quei tempi, mio padre era entrato in contratto col comando alleato

I ponti sul Po erano semidistrutti quando non distrutti

Riusci a farsi assegnare la ricostruzione di alcuni ponti

Nel frattempo suo fratello Renato e suo figlio Giovanni tornati da Fiume avevano messo in piedi un cantierino navale a La Spezia

Mio padre lo chiamo a Parma e lo coinvolse nell'appalto

Come detto i miei abitavano a San Lazzaro presso un nostro parente Cesare Gandini e sua moglie Tina

Un lunghissimo viottolo immetteva in una grande proprieta' circondata dai campi

viottolo affiancato da un fosso e da alberi di gelso che terminava contro l'Althea una fabbrica per l'inscatolamento del pomodoro

Nonostante fossi abbastanza piccolo quando ne venni via ne ho ancora un ricordo vivo

Possedevano un grosso fabbricato mi sembra fosse considerato monumentale ( qualcuno diceva che sotto la casa esistesse un lunghissimo sotterraneo che permetteva di entrare all'interno delle mura cittadine ma doveva essere una balla colossale )

Qui Cesare affittava una parte del casamento a noi ai Boschi , ai Magnani , ai Vezzani e ai Folloni

In casa nostra di quando in quando si affacciava qualche topino campagnolo , nei letti si trovavano chicci di granoturco , e mio padre ogni tanto ne agguantava uno con le mani

Davanti alla casa ricordo c'era un campo da bocce che aveva costruito mio padre con il Boschi, e su un altro lato un lavatoio dove le donne si ritrovavano a lavare i panni

Althea nasce nel 1932 ad opera di una rinomata famiglia di Parma: i Bertozzi

In questa casa nacqui io il 2 dicembre 1947

Mentre mia madre era incinta mia madre scaccio' una zingara che cercava d'intruffolarsi in casa

Ti nascesse un diavolo ! : fu la maledizione che lancio' a mia madre

Ma niente di eccezionale successe quel giorno

Venni al mondo come tanti in quel dopoguerra povero e pieno di speranze: fuori c'era la neve e per per mantenere la stanza piu' calda mio padre aveva messo sacchetti di segatura contro porte e finestre.

Mio padre desiderava il maschio dopo le nascite di Arnalda e Mariarosa

Nacqui intorno alle 21,00 ;21,30

Mio sorella Arnalda , che gia' si era vista spodestare da Mariarosa sembra fosse molto contrariata

Mariarosa invece aspettava anche lei con ansia il fratellino

Al parto erano presenti mia nonna Irma , la levatrice , Maria la sorda

Maria la sorda , oltre ad esser sorda s'intartagliava anche

Fu lei a dare la notizia della nascita a mio padre ed al gruppo di uomini in attesa : ovviamente intartagliandosi che non si capiva

Non erano tempi di ecografie e il sesso era chiaro solo al momento del parto

Ero nato : cosi mio padre impazzito di gioia andava offrendo da bere a tutti e la maggior parte lo versava per terra per la forte emozione

Oggi la stanza dove sono nato e' un deposito di un numero immenso di forme di formaggio che sono li a maturare

 

Da piccolo ero spesso ammalato : mi avevano diagnosticato la difterite

Cosi i miei mi tenevano isolato per paura che io infettassi gli altri

Mi curarono per circa due anni ,li a Parma , come malato di difterite : la gente allora era ignorante rispetto a certe cose e non si sognava di dubitare di quello che diceva un dottore

Cosi i dottori di Parma mi avrebbero ucciso : fortuna volle che ebbi uno dei soliti attacchi a La Spezia

Qui diagnosticarono la difterite inesistente ed io ripresi a vivere

Ricordo i miei primi amici solo di nome : c'erano quattro o cinque bimbi

Ricordo una prima biciclettina con cui prestissimo avevo imparato ad andare senza ruotine

Ricordo mia nonna Irma che veniva a trovarci da La Spezia e mi portava un sacchetto di caramelle d'orzo

Ricordo i Vezzani

bisognava salire le scale per andare in casa loro

La Nera loro figlia era molto amica delle mie sorelle

Ricordo cose che per gli altri non hanno alcun valore ma che per me sono beni preziosissimi

Una gallina della Follona che inseguita da me finisce la sua vita sotto le ruote di una bicicletta e io che sentendomi colpevole che mi nascondo con la sensazione di essere un ricercato

Una caduta con un bastone in bocca che mi urta contro la gola che ancora sento la sgradevolezza

 

 

Non posso tralasciare che anche qui a san Lazzaro la protagonista assoluta era mia sorella Mariarosa

I nostri parenti erano ricchi

Avevano in cantina botti di vino gigantesche : vino che veniva venduto ovviamente

L'altezza conferiva al vino una pressione notevole alla spina

Mia sorella vedeva Cesare che prelevava il vino maneggiando la spina decise di provarci anche lei

Togliere la spina fu facile ma rimetterla era impossibile

Combinato il guaio : spaventata dalle conseguenze corse via

Risultato cantina allagata di vino

Mio zio Cesare , che era zoppo , che minacciava : mi t'mass mi t'mass perche' era chiaro chi fosse il colpevole poteva esser stata solo mia sorella

 

I miei genitori erano esageratamente protettivi nei nostri confronti

In casa nostra si evitavano gli argomenti delicati la parola parto ad esempio era considerata impronunciabile davanti a noi

 

La prima mia fotografia che ho rintracciato

 

 

 

Il lavoro con suo fratello Renato fini male e mio padre lascio' il lavoro a suo fratello e si mise su per conto proprio

 

C'era bisogno di condotte tubolari per l'irrigazione e mio padre si mise a costruirle

Via via aumento la clientela , prese a lavorare per l'Emiliana ( odierna Enel ), per il Genio Civile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

mio padre e Maria Rosa cadono in moto e lui chiede a Maria Rosa di non dir niente a mamma , e lei tutta rovinata sta bene attenta a

 

Poco prima di lasciare San Lazzaro l'Arnalda prova a guidare un auto ma finisce in un fosso : non prendera' piu' la patente

Era gia finita contro un muro con la moto di mio padre ( una Ducati ) che lei e la Nera di Vezzani avevano preso di nascosto

 

 

Aumentando il lavoro intorno al 1951 mio padre ando' in affitto dai signori Traiani

Questi Traiani possedevano un'area grandissima in parte occupata da una vasta segheria per il legno poi tutta una serie di case e di capannoni

Era una casa con annesso un capannone

Il gabinetto era fuori della casa pero' eravamo una delle prime famiglie a Parma ad avere il televisore

Ricordo che i miei amici venivano a casa nostra a vedere la tv dei ragazzi

mio padre era anche un abile elettrotecnico e sapeva costruire le radio ed era amico ( e ne frequentava la fabbrica ) di Davoli che aveva un Azienda che stava nascendo allora

 

 

Mio padre faceva sempre dei regali a mia madre e mia madre invece di esser contenta si arrabiava

Aveva perso i capelli abbastanza giovane

A me che inconsapevole di girare il dito nella piaga gli domandavo perche gli mancassero i capelli mi raccontava che li stava vendendo allo stracciaio e quei soldi li metteva via per farmi poi un bellissimo regalo

Tornava sempre a casa con qualcosa di vinto specie bambole e uova di Pasqua anche perche comperava un sacco di biglietti

Aveva la passione di allevare le bestie

ad un certo punto nel grandissimo solaio aveva messo insieme un centinaio di conigli poi una moria li spazzo' via tutti

Aveva anche due galli enormi , di una razza speciale , erano altissimi ed erano il suo orgoglio

Una brutta mattina mentre gli dava da mangiare uno dei galli ebbe la pessima idea di dargli una beccata ( una ferita al dito importante) mio padre che aveva due mani che sembravano badili ha immediatamente eseguito una sentenza di morte a danno dei due galli , a pagare e' stato il colpevole e l'innocente

 

 

 

 

 

Non ho ancora compiuto i sei anni e mi mandano a scuola

Vado a scuola dalle suore ma non ho proprio nessun feeling con loro

Sono un bimbino timido e scontroso poco abituato alla compagnia degli altri bambini

Mi vogliono far fare le aste ed io invece voglio disegnare

Mia madre mi manda a scuola con la gavetta col fegato e le cipolle ( chissa' quali sacrifici dietro quel fegato ) io faccio storie per mangiare e le suore mi tolgono il mio pranzo e lo danno ad altri

Mio padre che aveva paura per me persino dell'aria che respiravo ( mi frantumava le caramelle per paura che mi strozzassi ) probabilmente intuisce il mio disagio e mi ritire

Cosi inizio la scuola a quasi sette anni

Scene da tregenda di quel primo giorno che ancora ricordo : Zini che tentava di spiaccicarsi al vetro per seguire con gli occhi la figura di sua madre che si allontanava

Pianti e sgomento su tutti i volti

Eppure tutti noi avevamo trovato una nuova mamma : la maestra Bovani una dolcissima mamma

Incredibilmente ricordo i cognomi di moltissimi miei compagni di prima elementare

Chiari , Zini , Carboni , Tagliavini ,Banchini , Cavazzini , Bragazzi , Tanzi, Corvi , Salvan , Bonatti , Cavalli , Torelli , Mantegari , Russo

 

 

 

 

 

mio padre aveva la passione della caccia ed aveva una quantita' di fucili;

Nello stesso tempo non voleva che io giocassi con le armi , aveva vissuto la guerra , e non amava i giochi di guerra che da sempre sono la passione dei ragazzi

Io mi costruivo le armi col legno aggirando l'ostacolo, Dal salice venivano fuori archi bellissimi

utilizzavo i tapini da bibita della san pellegrino per la stella da sceriffo

 

Via toscana era un posto bellissimo per un bambino

campi non recintati , cataste di legno per la stagionatura

una montagnola di carburo residuo della fabbricazione dell'acetilene

Diverse case tutte abbastanza modeste dove viveva il mio mondo di amici

Claudio Dall'Ospedale

Paolo e Mauro Vitali figli della persona che era responsabile della segheria

Patrizia

Genziana Traiani

Gabriele

a cui successivamente si aggiunse Mauro Zurlini

 

 

 

 

 

 

Qui noi rimanemmo fino agli anni 60

 

 

 

Alle mie spalle nella foto s'intravvede la casa dove abitavamo in via Toscana accanto alla ferrovia

 

Mio padre compero' il terreno per costruire casa con annesso capannone per l'officina in via Mantova 139 dai signori Maffezzoli

La casa era immensa e il terreno intorno era molto vasto

Mia nonna materna viene a vivere con noi e affitta la sua casa a La Spezia;

mio padre oltre la passione per i fucili aveva anche quella per la pesca

Ricordo un armamentario di lenze, di pasture di campanellini e una quantita' di prede : in modo particolere pesci gatto

A mia nonna la cosa piaceva molto

Mio padre la chiamava col nomignolo di bacana ( padrona in genovese ) una forma particolare di rispetto

Le diceva si prepari bacana che andiamo a pescare. Tutte le volte mia nonna si schermiva ma tutte le volte era la prima ad esser pronta per partire

Era un classico questa sua resistenza ; un modo di farsi pregare

 

Io ero il piu' piccolo : con due sorelle piu' grandi poi e' come se avessi avuto tre madri

 

 

ho fatto la prima comunione tardissimo non so per quale motivo . Avevo gia' 11 anni

 

 

 

In prima media mi ammalo : ho un infezione finisco in ospedale si parla anche di ostiomielite

In realta' ho probabilmente un infezione trasmessami da uno dei nostri cani attraverso una ferita nel ginocchio ( ero sempre pieno di tagli sbucciature ammaccature )

Cosi perdo praticamente tutto il primo trimestre

Mi promuovono lo stesso ma accumulo un deficit che mi accompagnera' per tutti gli altri due anni delle medie

A parte il latino che mi rimarra' inviso come inviso mi era il professore un vecchio tabagista che puzzava di nicotina , mi trascinero' i problemi in matematica che superero' solo nel biennio

Strano perche' poi in definitiva l'algebra e' una cosa semplice;

 

 

 

Intanto mia sorella Maria Rosa aveva voluto imparare a fare la magliaia ( aveva una grande passione ) e si era messa a lavorare sotto padrone ed era molto brava e stimata

Mio padre vedendo tutta questa passione e poco propenso che lavorasse fuori casa gli aveva comperato una macchina da maglieria per cui lei lavorava anche a casa;

debbo a lei la prima maglietta della Roma : infatti la prima partita che avevo sentito per radio era Roma-Genoa e da allora tifavo per queste due finendo poi per abbandonare il Genoa

 

Mario Bianchi era venuto a lavorare come carpentiere da mio padre : aveva fatto in passato il garzone da macellaio e poi aveva imparato il mestiere di carpentiere presso l'ing Spotti , un istituzione a Parma

La Mariarosa e Mario erano due ragazzi e si sono innamorati

E cosi le cose finirono come dovevano finire

 

 

 

Cosi il 2 settembre 1962 nasce Stefano che rimarra' figlio unico

Io frequentavo la terza media e stavo per cominciare l'istituto tecnico

 

di Stefano piccolino ricordo che era sempre a toccare tutto e ad accendere i pulsanti della luce

E quando si cercava di toglierli di mano gli oggetti si arrabbiava ed usciva in un discorso incomprensibile nella prima parte ma che finiva invariabilmente con : dico a papa'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Viviamo tutti abbastanza senza grosse disponabilita' : perche' mio padre ha un capitale enorme , ma deve sempre soldi alle banche : quindi scarsa liquidita' in casa

 

Qui comincia un po di confusione

Un lavoro a Lecce dove mio padre ci rimette un mucchio di soldi

Mario si mette su per conto suo

Mio padre si ammala alle reni in modo importante: ha problemi di equilibrio

E' costretto dalle banche a vendere casa officina e terreno per sistemare la situazione finanziaria

Ci trasferiamo mio padre mia madre , nonna Irma , Arnalda ed io in Via Bottego in affitto;

Dopo aver tanto abitato in periferia diventiamo cittadini

Mario eredita un lavoro da mio padre che avra' l'abilita' di far diventare il suo trampolino verso il suo successo commerciale intuendone le potenzialita'

 

Intanto mio padre coi soldi rimasti dalla vendita del patrimonio compera treappartamenti con giardino a Marina di Carrara

 

Mio padre mia madre e nonna Irma si trasferiscono a Marina di Carrara

Mia madre vorrebbe metter su una pensione ma poi non ne fa niente

Io debbo finir gli studi e con mia sorella Arnalda a Parma

L'Arnalda che in passato lavorava nell'amministrazione della ditta di nostro padre ora lavora in una cartoleria

l'estate la passo a Marina

 

In montagna con Maria Rosa e Stefano. Stefano ha circa tre anni : l'ubriaco tu bono tu tedesco

 

 

 

 

 

 

 

 

termino l'istituto e mi diplomo con buoni voti

 

 

Diciotto anni : che bella eta' ( come dice Giacomo )

 

Anche l'Arnalda passa le ferie a Marina di Carrara

 

 

 

 

Siamo sempre molto uniti anche la Maria Rosa appena puo' e' con noi e con lei Stefano;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Io ricevo addirittura una trentina di proposte di lavoro ( altri tempi : ti venivano a cercare )

Sono selezionato anche per entrare all'accademia areonautica di Modena

Ho un fisico ben strutturato : eccomi qui con mio padre

 

 

 

Ora mi comporto da grandissimo idiota : mi iscrivo ad ingegneria a Pisa

Ovunque mi fossi iscritto sarei andato liscio come l'olio

Pisa non mi si confa proprio e' tutto basato sulla teoria e niente sulla pratica e cosi buttero' al vento tante offerte di lavoro e sputero' sangue e lacrime

 

Stefano intanto cresce e' il piu' piccolo di noi quasi un figlio per l'Arnalda quasi un fratellino piccolo per me

 

 

Maria Rosa , la Picci , Stefano

 

E ora di cominciare la scuola anche per Giacomo

 

 

 

 

Muore la nonna Irma e' il 1969 : per la prima volta vedo entrare la morte in casa. Quando mia nonna muore io non ci sono, sono a Pisa

Viene seppellita nel cimitero di Pitelli dove gia' riposa in un tumulo suo marito

 

 

Anche mio padre non guarisce ha sempre la pressione alta e le reni che funzionano male ma lavora moltissimo nel suo giardino

Compra una barca e compra un terreno su a Muggiano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Arnalda durante l'estate incontra il suo Mario

C'e' un Mario anche nel destino dell'Arnalda

 

 

 

 

E cosi nasce l'Alessandra

 

 

 

Io studio malissimo , mi trovo malissimo a Pisa

parto militare : riesco ad entrare nel corso di allievo ufficiale

 

Civitavecchia

Bracciano

 

Sono sottotenente d'Artiglieria ; ufficiale topografo di grandi unita'

Finisco a Milano nella caserma Perrucchetti

Caserma sede delle batterie a cavallo

 

 

 

 

 

 

 

nasce Alessandra mentre io sto facendo il giuramento il giorno di Santa Barbara patrona degli artiglieri

4 dicembre 1974

 

Faccio domanda di rafferma al termine della leva

Muore mio padre e' il 4 ottobre 1974

Era da tanti anni malato di reni , ma la malattia era sotto controllo

Io ero in permesso e insieme a mio padre ed a mia madre eravamo a Parma a casa di Mario e Maria Rosa che erano in vacanza

Li abbiamo ricevuto i risultati degli esami del sangue di mio padre

Creatininemia alle stelle : necessita' di Dialisi

Una notte mi viene a svegliare uno dei militari di guardia e mi dice : svegliati tuo padre e' morto

Cosi ritiro la domanda e torno a casa su a Marina di Carrara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal matrimonio di Alessandra con Davide Fantoni ( Agosto 2001 ) nasce Gaia il 19 settembre 2002

 

 

Mia madre muore il 30 Agosto 2001 poco dopo il matrimonio di Alessandra

Era stata ricoverata a Parma aveva avuto una recrudescenza di tubercolosi

poi tutta una serie di problematiche

Infine un nuovo ricovero a Parma. Qui un imprevisto una ferita all'ano a causa di un clistere eseguito con poca cura ( la poca cura che gli infermieri negli ospedali sovente hanno per gli anziani )

da qui un infezione innarrestabile

Mia madre era malata di un mare inguaribile : la vecchiaia

Volle morire con dignita si oppose a un operazione che avrebbe bypassato l'ano : il sacchetto e preferi andare incontro alla morte

 

 

 

 

Nasce da Alessandra e Fabio Ciuffani Lorenzo e' lo 11 gennaio 2012

 

Nasce da Alessandra e Fabio Ciuffani Viola il 24 giugno 2013

 

 

 

 

undici anni luglio 2011

 

 

 

 

 

Giugno 2012 : e' finita la prima media

Non studia come dovrebbe , si accontenta del sei

Anch'io mi accontento del sei rimandando il rigore alla seconda media

...............

Nonostante tutto e' andata alla grande :

Un solo sei (scienze ) gli altri dal sette al nove

OTTO IN CONDOTTA !

 

E' un ragazzo interessante

 

 

CRESIMA : 17 giugno 2012

Alla Pieve di Santo Stefano e Santa Margherita su al Termo

chierichetto era suo cugino PIETRO CARNESECCHI

 

 

21 febbraio 2014

Giacomo e' alto 1,73 m. e pesa 64,5 kg.

In compenso ha un piedino da fata : 42

insomma cresce cresce

 

 

IRLANDA luglio 2017

cosi piano piano quasi senza accorgercene siamo arrivati ai 17 anni

primo compleanno fuori casa

 

 

IRLANDA luglio 2017

 

 

IRLANDA luglio 2017

 

 

 

 

 

Scegli la pagina   ……………VAI ALL'INDICE GENERALE