La Marucelliana

 

 

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La Marucelliana è una biblioteca pubblica statale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Partecipa al Servizio Bibliotecario Nazionale, Polo SBN Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Dotata di importanti collezioni sia antiche che moderne, ha continuato costantemente ad accrescersi dal 1752, anno della fondazione, fino ad oggi, in virtù anche del deposito legale per Firenze e provincia, di cui è depositaria dal 1911. E' una biblioteca di cultura generale e di ricerca su base storica con orientamento umanistico e artistico, soprattutto riguardo alla cultura fiorentina e toscana.

Dal punto di vista normativo generale è regolata dal Regolamento recante norme sulle biblioteche pubbliche statali, mentre le condizioni di accesso e il funzionamento dei servizi sono stabiliti dal Regolamento interno della Biblioteca Marucelliana.

 

La Biblioteca Marucelliana, pensata da Francesco Marucelli quale biblioteca di cultura generale aperta ad una vasta utenza, così come indica l'iscrizione sulla facciata: "Marucellorum Bibliotheca publicae maxime pauperum utilitati", venne aperta al pubblico il 18 Settembre 1752. Il nucleo originario della raccolta è costituito dalla biblioteca dell'abate Francesco che, morendo a Roma nel 1703, aveva disposto che la propria libreria, conservata nel palazzo di via Condotti, fosse destinata alla creazione di una biblioteca pubblica in Firenze dove, al momento della sua morte, non era presente una istituzione di questo tipo.

Venne costruito un edificio ex novo e non si ricorse all'adattamento di un immobile preesistente, così come era avvenuto per molte biblioteche aperte nei secoli XVII-XVIII.

La costruzione fu realizzata dal nipote del fondatore, Alessandro Marucelli, il quale donò anche i propri libri e nominò bibliotecario Angelo Maria Bandini, che resse la Biblioteca per circa cinquant'anni. Tra i bibliotecari che si susseguirono alla guida dell'istituzione vanno ricordati Francesco Del Furia, Guido Biagi, Desiderio Chilovi ed Enrico Jahier che, per competenza e attività svolta, ebbero rilevanza anche in ambito internazionale.

E' sotto la direzione di Bandini, nel 1783, che entra in Marucelliana la collezione disegni e stampe messa insieme dall'ultimo rappresentante della famiglia, Francesco di Ruberto. Altri considerevoli accrescimenti giunsero in Biblioteca a seguito delle soppressioni conventuali, granducali e napoleoniche, e infine a quella avvenuta nel 1866 nei primi anni del Regno d'Italia. Questo incremento consentì l'ingresso in Biblioteca della maggior parte delle cinquecentine e incunaboli attualmente posseduti.

Nella seconda metà dell'Ottocento e nella prima del secolo successivo pervennero e si costituirono in Biblioteca vari fondi di carattere storico, artistico, letterario e politico quali il legato Martelli, la collezione Bonamici, il carteggio Nencioni, l'Arte industriale, ecc.

A seguito della legge del 1910, che istituiva il deposito obbligatorio degli stampati, alla Marucelliana cominciarono ad arrivare le edizioni stampate nei quattro circondari della provincia di Firenze, Pistoia, San Miniato e Rocca San Casciano. A tutt'oggi la Biblioteca è destinataria delle opere stampate a Firenze e provincia.

 

Francesco Marucelli (1625-1703), il fondatore della biblioteca Marucelliana, nacque a Firenze e si dedicò, fino dalla sua prima giovinezza, allo studio. Dopo la laurea in utroque iure conseguita all'Università di Pisa, si recò a Roma presso lo zio abate Giuliano al fine di applicarsi alle pratiche legali.

Ma a Roma non fu interessato né alla vita forense né a quella della corte pontificia dove era stato introdotto dallo zio.

Con i proventi di due abbazie che gli erano state assegnate, visse sempre con dignità, modestia e parsimonia dedicandosi agli studi di erudizione e mettendo a disposizione degli studiosi e amici la biblioteca che stava mano a mano costituendo.

Fu conosciuto come uomo assai colto ed erudito soprattutto per la sua monumentale opera il Mare Magnum, ossia un immenso indice per argomento di tutte le materie trattate nelle opere di cui aveva conoscenza sia perchè da lui possedute, sia perchè ricevute in prestito, sia per averne avuto notizia.

All'età di settantasette anni, nel fare testamento, legò la sua biblioteca romana e gran parte del suo patrimonio perché fosse costruita a Firenze una biblioteca soprattutto per i poveri.

Individuò anche il luogo, nel retro del palazzo di via San Gallo (attualmente sede del Dipartimento di Storia dell'Università di Firenze) che, costruito dalla famiglia Castelli, era passato alla metà del secolo XVII ad uno dei Marucelli.

Si preoccupò anche del mantenimento della futura libreria disponendo che eventuali rendite servissero per accrescere e mantenere il patrimonio bibliografico.

Il nipote Alessandro (1672-1751) si assunse l'incarico di eseguire le volontà testamentarie dello zio, proseguì il Mare Magnum e si impegnò nella costruzione della Biblioteca.

L'edificio fu ultimato nel 1751, ma monsignor Alessandro non poté vederne l'apertura al pubblico perché morì nello stesso anno lasciando, come lo zio, il proprio patrimonio alla libreria e nominando Angelo Maria Bandini bibliotecario. Anche Francesco di Ruberto , che tanta parte ebbe nell'attuale configurazione della Biblioteca, non avendo avuto figli, lasciò la sua collezione di disegni e stampe alla Marucelliana.

 

 

 

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biblioteca Marucelliana Via Cavour 43-47 - 50129 Firenze

 

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Manoscritti sui Carnesecchi :

Codice 45 C Marucelliana 185 memorie della famiglia Carnesecchi

Codice A 147 Marucelliana nomi e discendenza della famiglia Carnesecchi come dai catasti e libri della decima fino all'anno 1660

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Biblioteca Riccardiana

Palazzo Medici Riccardi - Via Ginori, 10 - 50123 Firenze
Tel. +39 055 212586/293385 - Fax +39 055 211379

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I Riccardi, una delle più ricche e potenti famiglie fiorentine, in rapida ascesa dalla seconda metà del sedicesimo secolo, conobbero il momento di maggior prestigio quando nel 1659 i marchesi Gabriello e Francesco poterono acquistare dai Medici il Palazzo di Via Larga, per 40.000 scudi. Dopo opportuni restauri e ampliamenti vi trovò splendida sede l’intera collezione sia libraria che artistica.

Il salone delle feste, celebre per gli affreschi di Luca Giordano, costituiva il vestibolo della Sala della biblioteca, oggi Sala di Studio, dove il pittore decorò la volta in obbedienza a un programma iconografico celebrativo di straordinaria unitarietà. Ancora oggi si ammirano i magnifici scaffali intagliati e dorati così che la Riccardiana è in grado di evocare l’idea tangibile di una biblioteca patrizia della fine del XVII secolo, mantenuta perfettamente intatta in tutte le sue strutture (Sala di Esposizione).

Nel XVI secolo Riccardo Romolo Riccardi dette origine e impulso alla collezione, poi Francesco Riccardi, negli ultimi decenni del Seicento, accrebbe il nucleo originario, grazie anche alla dote della moglie, Cassandra Capponi. Il padre Vincenzio, noto erudito e uomo di lettere e scienza vicino all’ambiente di Galileo, le aveva infatti assegnato come lascito dotale parte della biblioteca, ricca di testi scientifici e filosofici.

Nel Settecento inizia la parabola discendente della famiglia e i dissesti finanziari coinvolsero anche la Biblioteca, che venne messa all’asta. La raccolta corse il pericolo di essere allontanata da Firenze, ma il Comune l’acquistò nel 1813 e la cedette due anni dopo allo Stato. È da quel momento che la Riccardiana diventa pubblica, anche se era stata aperta agli studiosi già ai tempi dei Riccardi. Infatti fino dal 1737 era stata data agli uomini di cultura la possibilità di attingere al prezioso patrimonio librario, come dimostra un registro di prestito conservato in Biblioteca.

Particolarmente prezioso il patrimonio manoscritto che vanta, oltre ad autografi di Petrarca, Boccaccio, Savonarola e dei più grandi umanisti (Alberti, Ficino, Poliziano, Pico della Mirandola) splendidi codici miniati, magnifiche legature nonché nuclei importanti di biblioteche patrizie e umanistiche, carteggi di personaggi illustri, rare testimonianze nell’ambito del teatro, della farmacopea, dei viaggi, della storia e letteratura.

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Manoscritti sui Carnesecchi :

Manoscritto codice 1859 pagina 12 Riccardiano

Manoscritto codice 2122 Riccardiana

Manoscritto 2023 ? 295 Riccardiana

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Fondo Magliabechiano

costituisce la raccolta più antica della BNCF

 

 

 

5799 manoscritti suddivisi in 40 classi costituiscono la raccolta più antica della BNCF, iniziato con il lascito di Antonio Magliabechi (1714) e incrementatata con acquisizioni successive provenienti da: Accademia degli Apatisti; Accademia della Crusca; Accademia Fiorentina; San Agostino di Cortona (convento); Badia Fiorentina; Biblioteca Mediceo Palatina Lotaringia; Anton Maria Biscioni; Giuseppe Bardelli; Cistercensi; Antonio Cocchi; Della Rena (Cosimo, Francesco, Orazio); Domenicani; Doni Granducali; Vincenzo Follini; San Frediano in Cestello; Gaddi (libreria); Niccolò Gamurrini; Gesuiti; San Giuseppe (chiesa); Giovanni Lami; Paolo Lorenzini; Antonio Magliabechi; Santa Maria Nuova (ospedale); Anton Francesco Marmi; San Michele in Visdomini; Museo di Fisica; Patrimonio Ecclesiastico; Flaminio Pellegrini; Luigi Poirot; Regia Galleria; Segreteria di Stato; Segreteria Vecchia; Strozzi (libreria); Giovanni Targioni Tozzetti; Teatini (congregazione).

Catalogo generale dei manoscritti Magliabechiani, compilato da G. Targioni Tozzetti, 11 voll. manoscritti con 3 voll. di indici alfabetici comprendenti anche i mss. strozziani, vedi oltre. (Sala Mss. Cat. 45).

Vol. I Cl. I da 1 a 48; Cl. II da 1 a 11; Cl. III da 1 a 131; Cl. IV. da 1 a 60; Cl. V da 1 a 39; Cl. VI da 1 a 130 [ma per le Cl. I-VI vd. Mazzatinti XII];

Vol. II Cl. VII da 1 a 951 [ma vd. Mazzatinti XII - Pintor XIII];

Vol. III Cl. VIII da 1 a 1367;

Vol. IV Cl. IX da 1 a 119; Cl. X da 1 a 70; Cl. XI da 1 a 113; Cl. XII da 1 a 46;

Vol. V Cl. XIII da 1 a 65; Cl. XIV da 1 a 39; Cl. XV da 1 a 174; Cl. XVI da 1 a 138;

Vol. VI Cl. XVII da 1 a 29; Cl. XVIII da 1 a 34; Cl. XIX da 1 a 69; Cl. XX da 1 a 51; Cl. XXI da 1 a 114; Cl. XXII da 1 a 17; Cl. XXIII da 1 a 90;

Vol. VII Cl. XXIV da 1 a 146;

Vol. VIII Cl. XXV da 1 a 484;

Vol. IX Cl. XXVI da 1 a 163; Cl. XXVII da 1 a 113; Cl. XXVIII da 1 a 46; Cl. XXIX da 1 a 160; Cl. XXX da 1 a 222;

Vol. X Cl. XXXI da 1 a 59; Cl. XXXII da 1 a 28; Cl. XXXIII da 1 a 11; da Cl. XXXIV da 1 a 69; Cl. XXXV da 1 a 168; Cl. XXXVI da 1 a 61;

Vol. XI Cl. XXXVII da 1 a 272; Cl. XXXVIII da 1 a 98; Cl. XXXIX da 1 a 59; Cl. XL da 1- 32.

 

 

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Manoscritti sui Carnesecchi :

Manoscritto 408 cl 25 pagine 295.. 296 Magliabecchiana

Manoscritto 227 cl 25 Magliabecchiana notizie della vita e disavventure del senatore Antonio Carnesecchi fiorentino

Manoscritto 225 cl 26 Magliabecchiana 26 --34 albero e memorie

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Catalogo dei Codici della Libreria Strozziana comprati dopo la morte di Alessandro Strozzi da S. A. R. Pietro Leopoldo Granduca di Toscana, e passati alla Pubblica Libreria Magliabechiana, in conseguenza del Reparto della medesima approvato dalla prefata A. S. lì 7 Luglio 1786, come costa dal Protocollo della Real Segreteria di Stato di quell’anno segnato n: XXVI. Compilato dal Bibliotecario Prop. Ferdinando Fossi nel 1789 e trascritto da Antonio Montelatici secondo aiuto de’ Custodi di questa Libreria, 2 voll. mss. (Sala Mss. Cat. 45).

Prosegue l’inventario di Targioni Tozzetti descrivendo i numeri più alti di ciascuna classe, nel frontespizio si legge: "In questo Catalogo sono notati oltre gli Strozziani quelli che sono venuti dopo la morte del Bibliotecario D. Giovanni Targioni o non notati nel primo Catalogo".

Vol. I: Cl. I da 49 a 73; Cl. III da 132 a 139; Cl. IV da 61 a 73; Cl. V da 40 a 65; Cl. VI da 131 a 221; Cl. VII da 951bis a 1231; Cl. VIII da 1368 a 1456bis; Cl. IX da 120 a 144; Cl X da 71 a 78; Cl. XI da 114 a 171; Cl. XII da 47 a 60; Cl. XIII da 66 a 94; Cl. XIV da 40 a 49; Cl. XV da 175 a 201; Cl. XVI da 140 a 146; Cl. XVII da 30 a 34; Cl. XIX da 70 a 200; Cl. XX da 52 a 61.

 

Vol. II. Cl. XXI da 115 a 171; Cl. XXII da 18 a 28; Cl. XXIII da 91 a 156; Cl. XXIV da 146bis a 166; Cl. XXV da 485 a 707; Cl. XXVI da 164 a 184; Cl. XXVII da 114 a 120; XXVIII da 47 a 59; Cl. XXIX da 161 a 210; Cl. XXX da 223 a 249; Cl. XXXI da 59bis a 66; Cl. XXXII da 29 a 50; Cl. XXXIII da 12 a 21; Cl. XXXIV da 70 a 80; Cl. XXXV da 169 a 278bis; Cl. XXXVI da 62 a 82; Cl. XXXVII da 273 a 329; Cl. XXXVIII da 99 a 150; Cl. XXXIX da 60 a 96; Cl. XL da 38 a 49.

Catalogo analitico dei Manoscritti della Biblioteca Nazionale di Firenze. 1864, [a cura di G. Carbone], 1 fasc. ms. (Sala Mss., Cat. 52)

Descrizione analitica di manoscritti compositi del Fondo Magliabechiano: 23 codici della cl. VIII (1061, 1486-1508) non compresi nei cat. Targioni Tozzetti e Fossi, 1 della cl. I (n.2) e 7 della cl. IX (41, 50, 96, 122-125) compresi nei detti cataloghi e 7 del Fondo Nazionale.

M. Scarlino Rolih, "Code Magliabechiane". Un gruppo di manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze fuori inventario, Firenze 1985 (Le biblioteche. Quaderni di lavoro, 4). (Sala Mss. Cat. 45ter)

Descrive 842 mss. di varia provenienza in coda alle varie classi sul repertorio numerico, non compresi nei cataloghi Targioni Tozzetti e Fossi, e relativo indice.

A. Olivieri, Indicis codicum graecorum Magliabechianorum Supplementum, in "Studi italiani di filologia classica", 5 (1897), pp. 401-424 (Sala Mss., Cat. 32)

A. Galante, Index codicum classicorum latinorum qui Florentiae in Bibliotheca Magliabechiana adservantur. Pars I (cl. I-VII), in "Studi italiani di filologia classica", 10 (1902), pp.323-358 (52 mss); Pars. II (cl. VII-LX) ,15 (1907), pp.129-160 (mss. 53-103) (Sala Mss. Cat. 29)

[M. Morena Schiavotti], Codici Gaddiani. Tavole di concordanza delle segnature dei codici trasferiti dalla Magliabechiana alla Laurenziana il 13. 7. 1783,1 fasc. datt.

Segnala i mss perduti o trasferiti.

M. Morena Schiavotti, I manoscritti Biscioni dalla Magliabechiana alla Laurenziana, in "Accademie e biblioteche d’Italia", 46 (1978), pp. 430-434.

P. O. Kristeller, Iter italicum, I (London-Leiden 1963), pp. 116-144; Iter italicum, V (1990), pp.573-582.

Repertorio numerico Manoscritti Fondo Magliabechiano (Vacchetta).

Provenienze e concordanze e microfilm del Fondo Magliabechi: segnala i mss mancanti già dal secolo scorso (revisione 1883) ed indica le attuali segnature per quelli trasferiti nel Fondo Nazionale. Segnala inoltre alla fine di ciascuna classe alcuni mss non descritti negli inventari.

Archivio Magliabechiano

P. Pirolo – I. Truci, L’Archivio Magliabechiano della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Firenze 1996 (Toscana Beni Librari, Inventari e Cataloghi, 7). (Sala Mss. Cat. 45quater)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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