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 Storia dei Carnesecchi 1532--1800

 

 

 

 

 

 

 

 

 Ramo di Ridolfo di Giovanni di Andrea di Luca di Luca di ser Filippo di Matteo di Durante di Ricovero

 

 

Questo ramo e' uno dei rami piu' interessanti

Molta documentazione su questo ramo e' confluita nell'archivio privato Aulla-Mazzarosa in provincia di Pisa

Ramo fortemente legato alla Versilia fornira' ufficiali allo stato mediceo e si occupera' di estrazioni di marmo , di estrazioni minerarie , di lavorazione del ferro

Quindi un ramo fortenente legato all'industria estrattiva e alla lavorazione del ferro

( In alcune circostanze in societa' che comprendevano anche i Granduchi )

Avra' un cavaliere di Santo Stefano in Virgilio , una specie di ingegnere e architetto che seguira' per conto dei Granduchi alcune costruzioni e la manutenzione di alcune fortezze

Fortemente legato al potere mediceo avra' legami di parentela coi Medici

E' da considerarsi un ramo aristocratico, e dei rami aristocratici sara' l'ultimo ad estinguersi

A mezzo settecento un Ridolfo Carnesecchi ultimo di questo ramo sara' riconosciuto nobile patrizio

Poi Ridolfo morira' senza successione e si estinguera' con l'adozione di un Aulla che ne prendera' il cognome e le insegne ( e la ricca eredita' , nonostante quello che se ne e' stato detto )

 

 

 

Ho dal conte Massimo Angelo Cavalloni queste pagine :

tratte da una pubblicazione erudita molto rara, si tratta de

"I commentari storici sulla Versilia centrale" di Vincenzo Santini edito nel 1861 a Pisa, consta di tre volumi che racchiudono a loro volta due capitoli ciascuno.

Ovviamente i dati forniti da questo lavoro erudito vanno presi con estrema cautela e con una certa diffidenza come sempre per i lavori eruditi

 

Viene fornito un piccolo albero della famiglia , utile ( sempre con cautela) perche' la maggior parte dei battesimi di questo ramo avviene fuori Firenze e quindi e' piu' difficile seguirne l'evoluzione

 

 

 

 

 

 

 

Famiglia Carnesecchi.

 

Abitava l'anno 1531 nella Terra di Pietrasanta come Castellano della Rocca ( ove erano allora milizie di Carlo V), il Capitano Messer Gio. Battista Carnesecchi. cittadino fiorentino , partigiano assoluto dei Medici , e stato inviato quà perchè si riguardavano allora queste fortificazioni con molta gelosia , nel dubbio di qualche colpo di mano che meditar potessero i fuorusciti . Mal compensato però fu l'affetto dei Carnesecchi da Cosimo I allorchè, sebbene intimo e confidente gli fosse Pietro affine, se non fratello del nostro Castellano e già Protonotaro Apostolico e Segretarìo di Clemente VII ) sacrificò la di lui vita all' ambita corona Granducale, promessigli da Papa Ghislieri; perchè lo si voleva eretico; cosicche' davanti alla Mole Adriana in Roma, il 3 Ottobre 1567, andò mozzo del capo , e quindi bruciato* Mori con costanza, vestito di bianco, con guanti dello stesso colore e con molta proprietà, per quanto lo permetteva il S. Benito dì cui era ricoperto. Ei viene elogiato dal Sadoleto, dal Casa e dal Flaminio per lo ingegno , la dottrina , le gentili maniere, e per la stima che ne ebbero gli eruditi di quel tempo. Questultimo gli scrisse una lettera sulla Messa, ma il Carnesecchi nella risposta lasciò trasparire le massime delle riforme protestanti: citato perciò in Roma nel 1546. si difese e fu assoluto. Richiamato in gìudizio da Paolo IV, venne condannato assente, ma Pio V l'ottenne dal Duca e lo rinviò all'estremo supplizio.

Aveva Giovan Battista acquistato varie terre sul Colletto di Ruosína , e, ad istanza. di suo figlio Ridolfò, si dove cacciar via da quelle i contadinì nel 1540, Della dimestichezza però dei Carnesecchi coi Medici ne appare atto nel nostro Archivio, poichè l'anno 1548 D. Gemma. vedova di Chiarissimo dei Medici, reclamava da essi alcuni crediti; ed e appunto in quei giorni che a Ridolfò nasceva numerosa figliuolanza in P. Santa.

Di Virgilio cì è noto, come nel 1565 fosse Pensionario della Parrocchia di Pomezzana e Collettore delle Decime nel 1560, quindi Cavaliere.

Giovan Battista era Provveditore, e sembra che costui ed il fratello , i quali dimoravano nella Rocchetta. strapazzassero assai le mogli . e sugli occhi delle medesime fossero di gran lunga incontìnenti. E di verità, nel Libro 3. Scritture Diverse*, si legge in un rapporto segreto che tenevano in casa altre femmine, ed usava (specialmente alla Consorte Dorotea) , il sig. Giovan Battista violenze e bestialità: sul qual fatto ne va d'accordo il Libro dei battezzati , assegnando lui un figlio naturale natogli nel 1576. Parlando dei Panichi si è osservato come molti dati concordino a farei ritenere che questo Provveditore venisse ucciso dal Proposto Bartolomeo a vendetta dí quegli odii di cui si nutricavano le varie casate di Pietrasanta; testimone esséndocene ancora un ordine del 1582 , che voleva si togliessero le offese tra Ferrante Carnesecchí cittadino fiorentino e Nicola di V. Albiani.

Francesco, fratello di Gio. Battista, fu Camarlingo del Magistrato dei Fiumi e Sciali nel 1617, ma il di lui figlio naturale Pietro fin dal 1596 risiedeva in Firenze Coadíutore dei Signori Nove Couservatori: trovandosi poi nel 1631 il Chiarissimo sig. Antonio Carnesecchi Provveditore dei prefati Signori Conservatori, non crediamo andar disgiunti dal vero, se ritenghiamo costui per un figlio di Pietro . Francesco di Pietro aveva Spezieria nella Terra, ed cra in pari tempo Fattore della Magona a Ruosina, ed Amniinistrato~ re della escavazione e confettazione del Vetriolo: ei insieme a Ferrante rivestiva ancora la qualità di Procuratore dei Sig. Paolo dei Medici Rettore dell'Ospedale di S. M. Nuova; ed anzi Ferrante era Provveditore in Pisa fino dal 1610, e di là faceva intendere, che potevasí pure, affittare la casa, da esso posseduta nella Terra, al Capitano di Giustizia che ne faceva richiesta. Divenne poi in quella Città Ferrando di Gio. Battista. l'anno 1646, Console di mare e Giudice Ordinario di tutte le cause marittime.

Di Gio. di Gio. Battista altro noti si raccoglie se non che fa Commissario di Pietrasanta nel 1587: cosi del fratello Ridolfo morto nel 1656, si ha cognizione essere egli stato Capitano della Banda, ed i suoi figli, Virgilio e Virginia aver posseduto beni nel territorio della Cappella nel 1688. Di Cosimo poi, figlio pur di Gio. Battista Provveditore, si nota che fu Ministro della Magona, sotto il Governo della Reggenti. e che in seguito abbracciò lo stato ecclesiastico

 

Il Cav. Raffaello fu Provveditore alla Parte nel 1616, e Pìer Francesco era Capitano di Giustizia a Pietrasanta nel 1609.

L'anno 1551 furono staggiti beni dei Carnesecchi,unitamente a quelli d'Agostino Nuti , d'ordine di Niccolò degli Albizzi, perchè debitori, della Magona e restii al dovuto rendiconto e gia fino dei 1639p sì erano gravati i loro effetti per somme devolute all' Arsenale di Pisa. Così l'anno 1655 l'Opera di S. Maria del Fiore fece sequestrare in Pietrasanta per 1323 ducati a Ferdinando, Rodolfo, Ferrando e Francesco Carnesecchi, ed anzi quest'ultimo venne catturato.

Si suscitò una grave rissa, nel 1683, tra Francesco di Ridolfo Carnesecchi ed il sig. Gio: Francesco Lamporecchi, la quale scatenò i soliti inconsíderati odií di famiglia al punto che si recò a Pietrasanta, in appoggio del parente , Roberto Carnesecchi, da noi tenuto per figlio di Antonio, o di Francesco di Pietro , residenti in Firenze, ed ove dimorava tuttora nel 1723. In frattanto Francesco sposo D. Dorotea del Cavalier Andrea Simi di Pescia , dalla quale nacquero 4 figli: ma gli interessi di questa famiglia erano cosi male andati, ed il disordine vi si era talmente cacciato dentro , che nel 1704 la signora viveva fuori di casa con due bambini, Cosimo e Ferdinando, senza sostentamento alcuno dal lato del marito, e col solo provvedimento di 36 scudi annui datole dai Buonomini di S. Martino di Firenze: sicchè il Cav. Simi, portatosi a Pietrasanta e fatto cittadino dal Comune, divenne Curatore dei nepoti, e prìncipalmente dì Rodolfo, sopravvissuto agli altri fratelli , e morto poi in Firenze il 22 Agosto 1756 nel quartiere di S. Gio. Gonfalone del Drago, lasciando i pochi superstiti beni a ripartirsi daì Creditori.

 

 

 

 

Alcune affermazioni lasciano molto perplessi e denotano la mancanza di conoscenza dei legami di parentela tra i vari rami

scrive infatti :

Mal compensato però fu l'affetto dei Carnesecchi da Cosimo I allorchè, sebbene intimo e confidente gli fosse Pietro affine, se non fratello del nostro Castellano e già Protonotaro Apostolico e Segretarìo di Clemente VII ) sacrificò la di lui vita all' ambita corona Granducale, promessigli da Papa Ghislieri; perchè lo si voleva eretico; cosicche' davanti alla Mole Adriana in Roma, il 3 Ottobre 1567, andò mozzo del capo , e quindi bruciato* Mori con costanza, vestito di bianco, con guanti dello stesso colore e con molta proprietà, per quanto lo permetteva il S. Benito dì cui era ricoperto. Ei viene elogiato dal Sadoleto, dal Casa e dal Flaminio per lo ingegno , la dottrina , le gentili maniere, e per la stima che ne ebbero gli eruditi di quel tempo. Questultimo gli scrisse una lettera sulla Messa, ma il Carnesecchi nella risposta lasciò trasparire le massime delle riforme protestanti: citato perciò in Roma nel 1546. si difese e fu assoluto. Richiamato in gìudizio da Paolo IV, venne condannato assente, ma Pio V l'ottenne dal Duca e lo rinviò all'estremo supplizio.

 

Noi sappiamo bene come Pietro Carnesecchi fosse figlio di Andrea di Paolo di Simone e quindi appartenente al ramo di Simone Carnesecchi

 

 

Il Cav. Raffaello fu Provveditore alla Parte nel 1616, e Pìer Francesco era Capitano di Giustizia a Pietrasanta nel 1609.

 

Che sappiamo di altri rami

 

 Francesco, fratello di Gio. Battista, fu Camarlingo del Magistrato dei Fiumi e Sciali nel 1617, ma il di lui figlio naturale Pietro fin dal 1596 risiedeva in Firenze Coadíutore dei Signori Nove Couservatori: trovandosi poi nel 1631 il Chiarissimo sig. Antonio Carnesecchi Provveditore dei prefati Signori Conservatori, non crediamo andar disgiunti dal vero, se ritenghiamo costui per un figlio di Pietro

 

Questa osservazione non so se sia vera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abitava l'anno 1531 nella Terra di Pietrasanta come Castellano della Rocca ( ove erano allora milizie di Carlo V), il Capitano Messer Gio. Battista Carnesecchi. cittadino fiorentino , partigiano assoluto dei Medici , e stato inviato quà perchè si riguardavano allora queste fortificazioni con molta gelosia , nel dubbio di qualche colpo di mano che meditar potessero i fuorusciti

 

 

Non ho documentazione che comprovi questa affermazione che Giovanni di Andrea di Luca fosse nel 1531 Castellano della Rocca di Pietrasanta

 

 

 

Ridolfo di Giovanni di Andrea Carnesecchi

 

 

La genealogia di Ridolfo e' la seguente : Ridolfo di Giovanni di Andrea di Luca di Luca di ser Filippo di Matteo di Durantedi Ricovero

Ridolfo di Giovanni di Andrea di Luca nelle tratte figura nato nel 1489

Intorno agli anni 90 ?????? del quattrocento, RIDOLFO DI GIOVANNI CARNESECCHI sposa COSTANZA BALDESI. (Raccolta Sebregondi : Alberini genealogici del Passerini )

Ridolfo di Giovanni di Andrea e’ scrutinato nel 1524 , scrutinato ma non eletto (veduto non seduto ), probabilmente perche’ troppo giovane ( Bruno Casini dice sbagliando :eletto Priore )

 

 

Versilia

 

 

 

 

Giornale agrario toscano, Volume 6‎ - Pagina 493

Accademia economico-agraria dei georgofili (Florence, Italy) - 1832

Ridolfo Carnesecchi incaricato particolarmente dell' amministrazione ... Con
queste viste teoretiche è difficile che fosse la pratica molto avanzata. ...

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…………………………………………………… 

In una lettera a Francesco Vettori ambasciatore a Roma, Niccolò Capponi nel 26 di marzo 1523 lo ragguaglia d'un tentativo di riattivazione della miniera di rame di Montecatini intrapreso da quattro socj cioè dal magnifico Giuliano, da Gio. Batt. Ridolfi, da Angiolo Serragli e dallo scrivente in unione però con Piero Guicciardini. Ma la lettera è relativa unicamente a pendenze d'interessi sociali, nè altro dice della miniera se non che per ancora non abbiamo trovato cosa alcuna né se n' ha una gran certezza. Di questa escavazione non vi è che io sappia nessuna posterior notizia , cosicchè è da supporre che sortisse un esito in felice o che mancassero i mezzi o la perseveranza o il sapere ; e che quest' ultimo realmente mancasse in quei tempi egli è manifesto per molti documenti, nei quali si leggon gli errori più grossolani spacciati come verità dimostrate, e fatti guida sicura del cercator di miniere (4).

La stessa miniera fu cimentata di nuovo fra il 1537 ed il 1539 da una società composta di Cosimo Medici, Luigi e Francesco Guicciardini, Ruberto Acciajoli, Francesco Bandini , Bongianni Antinori e. Ridolfo Carnesecchi incaricato particolarmente dell' amministrazione dell'impresa. Ma l'esito delle operazioni di questa seconda società non è meglio noto di quello ottenuto dalla precedente ; lo che fa supporre non essere stato felice, tanto più che vediamo nel 1562 Cosimo Medici allora Duca di Firenze e di Siena intraprender solo un nuovo saggio sotto la direzione di Alessandro Cini zio di Renato de'Pazzi.

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(4) Un trattato sulla soggetta materia scritto in quell'epoca comincia in questo modo :

" Noi tratteremo qui delle miniere delli metalli; sappi che le ditte miniere si conoscono a molti segnali, ma per averne intera notizia in prima dirò come sono generate. Nota che la prima origine si deriva dall'argento vivo, et solfo, et questi loro medesimi fanno a guisa di uno albero et vanno spargendo li suoi rami per la terra , et secondo la qualità della terra si corrompe quale in un metallo et quale in uno altro, et sappi che nessuno di questi non genererebbe se non fussi la humidita dell'acque, et però havendo notitia della natura dell'acque le dicte vene facilmente si troverebbono ec………………………………………………"

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Anche questa prova non ebbe verun buon successo. Ma quali prove erano mai queste, nelle quali, appena riaperto un vecchio pozzo per braccia 8o, e nella certezza di non esser per anco giunti a gran distanza ove erano state spinte le antiche escavazioni, alle rappresentanze dell' incaricato dei lavori che dimostravano tutta la convenienza di continuarli, tanto più che non esigevasi se non se l' opera giornaliera di 5. o 6 persone, si rescriveva per ora non vogliamo far altro; e rispondaseli che conservi e inventar] le masserizie ! (5) Ma non così meschini nè così infelici furono i lavori intrapresi nel i574 da Francesco I e continuati dappoi con molto vigore. Il momento più fortunato di cui si abbia notizia pare che quello fosse del iS8i, giacchè si ricava da una lettera di Bernardo Buonta lenti spedito dal Gran Duca a visitar le miniere di Montecatini che v' era tanto minerale scavato da poter continuare a fonderne per tre anni 8o0 libbre per giorno , alla qual notizia aggiunge il Buontalenti Gran Duca mio, V. A. Ser. ha uno dei maggiori tesori del mondo perchè si vede che la cosa va di bene in meglio (6). Ma cessò l'attività delle cave nel i63o, poichè le fece abbandonare la pestilenza che flagellò crudelmente il paese ; nè forse senza questo disastro sarebbe stata mai più abbandonata questa intrapresa, ad onta che, come vedremo tra poco, non se ne ricavasse un metallo sufficientemente affinato per esser con credito versato in commercio.

 

 

 

 

da Il volto del potere fra centro e periferia

autore Giovanni Cipriani

furono validamente difese. Gli abitanti, temendo il saccheggio, scelsero di appoggiare gli imperiali ed inneggiarono a Clemente VII, cercando contatti anche con la Repubblica di Lucca

Palla Rucellai ebbe la responsabilità del centro fortificato e, nell’Agosto 1530, al momento della caduta dell’ultima Repubblica Fiorentina, la Versilia era già saldamente nelle mani dei Medici.

Con il ducato di Alessandro non si ebbero particolari assetti territoriali ma con Cosimo I, il suo successore, la zona assunse un nuovo peso strategico. Il giovane Duca commissionò, nel 1539, a Bernardino Pagni da Pescia, il compito di redigere un accurato rapporto sulla situazio- ne difensiva dell’intero stato fiorentino e dalle sue minuziose ispezioni, protrattesi dal 4 al 29 Ottobre 1539, nacque il prezioso Libro delle vi- site delle fortezze del Dominio, oggi conservato nell’Archivio di Stato di Firenze

Fin dalle prime pagine di questa eccezionale relazione emerge, oltre alla cura del funzionario mediceo, un sicuro dato di fatto: la precaria e fatiscente condizione della maggior parte delle fortificazioni esistenti e la necessità di ingenti, improrogabili lavori di restauro per garantirne l’impiego.

La rocca di Pietrasanta, visitata il 10 Ottobre, “in mano di Ridolfo Charnesecchi”, era in cattive condizioni e disponeva di: “Falconetti cinque di ferro, con sua fornimenti et con palle cinquanta per lor uso. Archibusi trenta da posta, molto male in assetto. Spingarde quindici a cavallo, senza fornimenti. Moschetti dua di bronzo a cavallo, male in assetto et senza fornimenti, con palle centoventi di ferro. Archibusi sedici da braccia, tutti guasti. Olio barili quattro, in circa. Aceto barili quattro. Un mortaio di bronzo. Un palo di ferro. Polvere libbre dodici fine. Un paio di mantici, dicano esser del castellano. Due campane, una rotta et una sana. Un mulino guasto. Archibusi dieci che sono andati quasi a male”

La fortezza di Motrone, visitata “adj XI d’Octobre”, era addirittura fatiscente e ben lo sottolineava, anche se con tatto e discrezione, il fun- zionario mediceo: “Ricordisi a Sua Excellentia che sarebbe bene far rassettar gli archibugi da posta et anco le altre artiglierie et provedere per detta fortezza sale, piombo, corda, salnitro, solfo, fornimenti delli archibugi et delle artiglierie. Advertendola anco che le stanze sono guaste, il mastio della fortezza discoperto et la ponticella è rotta”

La situazione era grave, ma non vennero presi provvedimenti immediati, benché Cosimo I avesse compreso l’importanza strategica di un articolato sistema difensivo, sia sotto il profilo politico interno che sotto quello esterno. Si procedette con estrema lentezza, a causa delle ingenti spese da affrontare e le lamentele e le richieste dei vari capitani e castellani continuarono a pervenire a Firenze, soprattutto tramite gli inviati in missione nelle varie località del dominio.

da Il volto del potere fra centro e periferia

autore Giovanni Cipriani

 

 

 

Aveva Giovan Battista acquistato varie terre sul Colletto di Ruosína , e, ad istanza. di suo figlio Ridolfò, si dove cacciar via da quelle i contadinì nel 1540,

Della dimestichezza però dei Carnesecchi coi Medici ne appare atto nel nostro Archivio, poichè l'anno 1548 D. Gemma. vedova di Chiarissimo dei Medici, reclamava da essi alcuni crediti; ed e appunto in quei giorni che a Ridolfò nasceva numerosa figliuolanza in P. Santa.

 

Vincenzo Santini

 

 

MINIERA D'ARGENTO

1549 1175 47

 

List of contracts drawn up by the notary Bernardo Gamberelli on behalf of Cosimo I de' Medici beween 1537 and 1546.

[…] [In different writing] Nota de contratti rogati per ser Bernardo Gamberella pertinenti a S. Ecc.a da 28 di giugno 1537 fino à ii d'aprile 1546 […] Nota di contratti rogati per ms. Bernardo Gamberegli per conto di V.ra Ex.a [Cosimo I de' Medici]. Prima la alogagione facta in di 28 di giugno 1537 per Madama Margerita ab Austria a ms. Otaviano [di Lorenzo] de' Medici conducente in vice e nome di V.ra Ex.a de' beni imobilj ragione è bestiamj che teneva lo Ill.re Duca Alexandro [de' Medici] per anni 3 allora proximj e per anno a ficto di ducati 7500 e come più pienamente nel contratto si contiene. […] In dì 4 di agosto V.ra donò al Capitano Giovanni di Luca chiamato el Capitano Pozo el Palazzo di Milano che V.a Ex.a haveva in Milano. […] La allogagione facta a ms. Chiarissimo [di Rosso] de' Medicj de' beni dello arciveschovado di Pisa socto dì 13 di otobre 1537 per tempo di anni 3. […] A dì 19 di otobre V.ra Ex.a donò al S.re Lorenzo [di Francesco] Cibo e ms. Piero Mellino tutte le ragione che a quello si apartenevono per vigore del testamento della felice memoria di Clemente papa setimo [Giulio de' Medici] nelle palude e beni di Terracina. La compera che V.ra Ex.a fe da ms. Cherubino Buonannj agente e procuratore dello Il.re S.ra Margerita ab Austria di più robe e mobili che erano stati delli del Duca Alexandro […]. In dì 17 di maggio 1538 V.ra Ex.a fe procuratore el Cardina[l] [Innocenzo] Cibo al tractare e convenire con la Cesarea e Catolica Maes[t]à circa agli sponsali e matrimonio da contrarsi della Ill.re S.ra Margerita. […] A dì 13 di novenbre 1538 Tomaso d[i] Iacopo de' Medici comperò per V.ra Ex.a un pezo di terra per lire 98 da certi da Cerreto. In dì 26 di febraio V.ra Ex.a fe procuratori ms. Luigi [di Piero] Ridolffi e ms. Jacopo [di Chiarissimo] de' Medicj per conto dello sponsalitio e matrimonio della V.ra cara e dilecta consorte Ill.re S.ra Leonora […]. Le conventione che fe V.ra Ex.a con Ridolfo di Giovannj Carneschi e danari a lui dati per conto della miniera di argento posta in quello di Pietrasanta in dì 20 di otobre 1539. […] El medesimo di V.ra Ex.a decte e rimesse nello invitissimo Carllo quinto Imperatore benchè assente e notaio per lui ricevente piena imo pienisima potestà, facultà e balia di disporre e ordinare nel modo e forma e come a Sua Maestà liberamente paressi e piacessi de' benj e sopra benj della Ill.ma Casa de' Medicj […] socto dì 28 di giugno 1537. […] Al si in dì 12 di febrajo 1542 V.ra Ex.a fe procuratore Filippo del Migliore ^[illegible]^ dello Studio di Pisa. In dì 2 du [di] luglo 1543 el protesto si fe a duon Giovannj de Luna perchè relassassi el castello e presentatione delle lettere di Sua Maestà […]. A dì 7 di luglio 1543 V.ra Ex.a consegnò in custodia a Giovan Lodron soldato spagniolo decto castello di Livorno. […] A dì 12 di setenbre 1545 V.ra Ex.a fe procuratore Alexandro dell Cacc[i]a e Averardo Sarristori a batezare dua putti del Duca Otavio [presumably Alessandro e Carlo di Ottavio Farnese]. […]

 

 

 

Rodolfo Carnesecchi di Firenze e' nel 1551 Capitano e commissario della terra e del porto di Livorno

 

1551 Jun 21 195 38

Cosimo I asks Alfonso Borghesi to guard and to put in order artilleries and munitions kept at an unspecified stronghold at Pietrasanta.

 

[...] Trovandosi Ridolfo Carnesechi in offitio a Livorno desideriamo che voi riveggliate tutte quelle artiglierie et munitioni che erano a cura sua nella rocca di cotesta terra et le ordiniate et rassettiate in tal modo che [proposed reading: quando] bisogno ve ne possiate servire [...]

 

 

 

 

 

Virgilio di Ridolfo di Giovanni di Andrea Carnesecchi

 

 

figlio di Ridolfo

E' una sorta di ingegnere o architetto

 

Nuova guida della città e contorni di Firenze - Pagina 105 1848
Santa Maria Novella : Vi si vedono diverse cappelle ,delle quali si rese , nel 1565 l’architettura uniforme ,d’ordine composito quantunque assai alterato , sul disegno di Giorgio Vasari. La prima a destra,entrando per la porta principale , ha un quadro di Santi di Tito che rappresenta l’Annunziazione di nostra Donna. Questa e’ l'ultima opera di così celebre artista. La figura dell'Angelo è il ritratto al naturale del cav. Virgilio Carnesecchi. Vedesi nella seconda il martirio di S.Lorenzo dipinto da Girolamo Macchietti………….
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SANTI di TITO :Annunciazione 1595

 

 

 

Secondo Bocchi-Cinelli, nel suo " Bellezze della città di Firenze" (1677), l' angelo raffigura il cav. Virgilio Carnesecchi

 

 

 

Atti e memorie della Accademia Petrarca di lettere, arti e scienze‎ - Pagina 82

di Accademia Petrarca di lettere, arti e scienze, Arezzo - 1933

... of S. Michele alla Doccia ., Firenze 1910-11; ivi notizie dettagliate. (3)
Secondo Bocchi-Cinelli, l' angelo raffigura il cav. Virgilio Carnesecchi. ...

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Camarlingo di Pietrasanta

Attivo nel 1559

Grain in Pietrasanta nel 1565

Cavaliere di Santo Stefano

 

Il nostro erudito ci da questa informazione : Di Virgilio cì è noto, come nel 1565 fosse Pensionario della Parrocchia di Pomezzana e Collettore delle Decime nel 1560, quindi Cavaliere.

Aggiunge un pettegolezzo :

Giovan Battista era Provveditore, e sembra che costui ed il fratello , i quali dimoravano nella Rocchetta. strapazzassero assai le mogli . e sugli occhi delle medesime fossero di gran lunga incontìnenti. E di verità, nel Libro 3. Scritture Diverse*, si legge in un rapporto segreto che tenevano in casa altre femmine, .

 

 

 

 

1558 Apr 24

Carnesecchi, Virgilio. 1 letter; Pietra. 2pp.

http://webtext.library.yale.edu/xml2html/beinecke.SPINELL.con.html

Archivio Spinelli 21 464

 

 

1559 Aug 10 211-29

Cosimo I acknowledges the receipt of four boxes of vitriol and advises Alessandro Cini that Virgilio Carnesecchi has been ordered to send him two diggers. The Duke will inform Cini if more marcasite is needed.

 

[...] Habbiamo ricevuto [...] le quattro scatole di vetriolo, le quali abbiamo avuto charo di vedere insieme col ragguaglio che ci date di quelle cose. Scriverassi a Virgilio Carnesecchi, che vi mandi li duoi cavatorj, infra tanto attenderemo [cancelled: d' inten] la relatione che ci farete con le vostre di quel più c'havete trovato, et se vorremo più marcassite della cava della pietra, ve lo faremo intendere [...]

Extract

 

 

nel 1563 sovrintende alla costruzione del palazzo mediceo di Seravezza :

 

Sulla determinazione di provenienza del tipo D, avanzeremo alcune perplessità. Il contenitore trova certamente confronti con le giare spagnole, ricordando nella forma del corpo ma anche nei motivi,

una tinaja proveniente da Paterna e pubblicata dal Llubbià o ancora meglio un esemplare dal monastero di Predalbes, del quale possediamo solo una foto pubblicata dal Bassegoda-Nonell

molto simile anche per la caratteristica terminazione della bocca a collarino. Bisogna però ricordare come l’impiego dei motivi decorativi a pettine così semplici (fascia ondulata e fascia continua)

appartenga anche al repertorio decorativo dei vasi toscani, che proprio in questo periodo riscoprono applicandolo spesso a contenitori da trasporto, da mescita e da conservazione e che forme simili

alla nostra non sono sconosciute in altri contesti e definite locali

Gli esemplari scoperti nelle volte della sala del consiglio di Serravezza provengono da un contesto ben datato. Una lettera del 29 novembre 1563 inviata da Virgilio Carnesecchi al duca Cosimo,

relativa a spese occorse per lavori dell’erigendo palazzo mediceo tra il 1561 e il 1563, riferisce dell’acquisto di 120 coppi << per mettere alle volte>> al costo di 20 scudi

 

 

1571 Sept 30 238 24

Cosimo I acknowledges the receipt of silver from Pietrasanta, deposited by Virgilio Carnesecchi in the Guardaroba, and reminds Giovanni Battista Carnesecchi that marble required by Giambologna should be sent to Florence as soon as possible.

Extract

[...] Habbiamo ricevuto dua vostre de 25 e 28 del corrente et per esse inteso delle fonditioni e del pane d'argento portato vostro fratello [Virgilio Carnesecchi] alla Guarda roba, e quanto a' marmi del Altissimo per le figure che debbe fare Gio. Bologna atendasi di mano in mano che i marmi sono calati inviarli alla marina e parimente il pezzo del marmo che si è trovato nel fiume a piè del ravaneto [...]

 

1577 Jan 28 693 113

Arezzo da Virgilio Carnesecchi a Francesco I dei Medici

Extract

[...] Hieri tornnai dalla visita della fortezza di Cortona e Montepulciano et per mio debbito ragguaglierò V.A.S.ma [...] che si fece la restaurazione del Torrione nella fortezza di Montepulciano, il quale stà benissimo et la spesa è riuscita più di quello che credevo [...] et parimete s'assetto il Palcho della stanza del Castello, et hora vi bisognaria per necessità rifare il tetto del Arsenale che viene in terra , et assettare dui alloggiamenti dei soldati, et rifare una casella per la guarddia che per l'Antichità vanno in Rovina [...] Nella fortezza di Cortona rovina uno muro à secho che si saglie nella stanza del granaio, et certe restaurazioni nell'alloggio dei soldati [...] Ho fatto l'ansalatione della Carne et perche l'ho havuta a buon merchato nè ho insalato il Terzo più del solito [...]

 

 

 La fortificazione del Sasso Simone‎

di Enrico Coppi - 1975 - 204 pagine

Pagina 186

179 VIRGILIO CARNESECCHI PROVVEDITORE DI AREZZO, AL GRANDUCA, AREZZO, 1577
LUGLIO 15 All'inizio della lettera il Carnesecchi riferisce dell'abbondante ...

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  Dal Sepoltuario del Rosselli :

 Quartiere di S. Maria Novella

 

OGNISSANTI

Manoscritto 625 pag.901 stemma 33

 

Fu questa Chiesa anticamente edificata per opera et industria de Padri Umiliati.

 

… Si descriveranno appresso le Sepolture di questa Chiesa con la maggior brevità, e distinzione, che sia possibile.

… Passato il Lastrone de Signorini nel mezzo di Chiesa a dirittura del pergamo, Quadro di marmo con suo chiusino simile entrovi l’ Arme de Carnesecchi e le seguenti parole- Sep. del Cav.e Virgilio Carnesecchi. 

 

 

DISCENDENZA

conosco solo un figlio : Alfonso nome inconsueto nelle genealogie dei Carnesecchi

 

 

 

Francesco di Ridolfo di Giovanni di Andrea Carnesecchi

 

 

Il nostro erudito inserisce nelle genealogie un Francesco

Qui il nostro erudito credo commetta un errore e credo questo Francesco mai esistito e scambiato forse con Francesco di Ridolfo di Antonio di Manetto

 

 

 

 

 

ISABELLA CARNESECCHI figlia di Ridolfo

 

 

Isabella Carnesecchi figlia di Ridolfo sposa a Mariotto Del Pugino , secondo il SANTINI fu uccisa dal marito

 

 

 

 

Ferrando di Ridolfo Carnesecchi

 

 

 E' chiamato talvolta Ferrando , talvolta Ferrante , talvolta Ferdinando o Fernando

 

 

nel 1583 affitta le ferriere di Pietrasanta

 La figura piu' importante per cio' che riguarda l'amministrazione dell'attivita' siderurgica granducale dal 1544 al 1589 fu Agnolo di Piero Popoleschi ,cassiere e dal luglio 1560 ,Ministro Generale della Magona . a lui si deve la scissione dell'appalto vero e proprio dalla gestione di forni e ferriere e dalla commercializzazione dei manufatti, oltre al primo tentativo di dare un assetto organico agli edifici granducali ed in particolare proprio a quelli della Versilia . Nell'ottobre del 1583, infatti il Popoleschi "alluogo'"al nobile fiorentino Ferrando di Ridolfo Carnesecchi il forno di Ruosina e le ferriere del Gatto e di Cansoli oltre al magazzino di Marina. I patti prevedevano la cessione degli opifici (senza pagamento alcuno di affitto) e la privativa della vendita del ferro a Pietrasanta , contro l'impegno di produrre ogni anno almeno trecento migliara di ferro battuto e di effettuare la manutenzione degli edifici. Il contratto , che doveva durare tre anni dal settembre 1584 all'agosto del 1587 , venne prorogato fino al 1590........................................Il sistema di dare in locazione gli edifici del ferro in cambio di una percentuale sugli utili ,che si protrasse fino alla fine del governo mediceo , sollevo' i Granduchi da ogni preoccupazione imprenditoriale , ma determino' scelte gestionali e produttive meramente speculative , con grave danno per gli impianti e per i boschi

 

E’ personaggio estremamente interessante 

 

Vedi anche sulla fabbricazione vetriolo

www.carnesecchi.eu/vetriolo.pdf

dal sito

Istituto storico lucchese sezione Versilia

 

 

 

Contributo

 

 

metallurgia in Versilia

 

Ferrando e' tirato in ballo dal nostro erudito sempre nel solito pettegolezzo :

Giovan Battista era Provveditore, e sembra che costui ed il fratello , i quali dimoravano nella Rocchetta. strapazzassero assai le mogli . e sugli occhi delle medesime fossero di gran lunga incontìnenti. E di verità, nel Libro 3. Scritture Diverse*, si legge in un rapporto segreto che tenevano in casa altre femmine, ed usava (specialmente alla Consorte Dorotea) , il sig. Giovan Battista violenze e bestialità: sul qual fatto ne va d'accordo il Libro dei battezzati , assegnando lui un figlio naturale natogli nel 1576. Parlando dei Panichi si è osservato come molti dati concordino a farei ritenere che questo Provveditore venisse ucciso dal Proposto Bartolomeo a vendetta dí quegli odii di cui si nutricavano le varie casate di Pietrasanta; testimone esséndocene ancora un ordine del 1582 , che voleva si togliessero le offese tra Ferrante Carnesecchí cittadino fiorentino e Nicola di V. Albiani.;

 

probabilmente non c'e' di vero altro che le offese tra Ferrante Carnesecchí cittadino fiorentino e Nicola di V. Albiani stante l'ordine del 1582 ( che non conosco )

Come vedremo cio' che e' detto di GiovanBattista e' abbastanza fantasioso

 

 

 

 

 

 

 

Giovanni Battista di Ridolfo di Giovanni di Andrea Carnesecchi

 

 

 

 

Giovanni Batista figlio di Ridolfo di Giovanni nasce intorno al 1545 e muore intorno al 1608

GiovanBattista e' tirato in ballo del nostro erudito sempre nel solito pettegolezzo :

Giovan Battista era Provveditore, e sembra che costui ed il fratello , i quali dimoravano nella Rocchetta. strapazzassero assai le mogli . e sugli occhi delle medesime fossero di gran lunga incontìnenti. E di verità, nel Libro 3. Scritture Diverse*, si legge in un rapporto segreto che tenevano in casa altre femmine, ed usava (specialmente alla Consorte Dorotea) , il sig. Giovan Battista violenze e bestialità: sul qual fatto ne va d'accordo il Libro dei battezzati , assegnando lui un figlio naturale natogli nel 1576. Parlando dei Panichi si è osservato come molti dati concordino a farei ritenere che questo Provveditore venisse ucciso dal Proposto Bartolomeo a vendetta dí quegli odii di cui si nutricavano le varie casate di Pietrasanta; testimone esséndocene ancora un ordine del 1582 , che voleva si togliessero le offese tra Ferrante Carnesecchí cittadino fiorentino e Nicola di V. Albiani.;

 

In realta' GiovanBattista e' un personaggio molto importante e assai documentato

l'affermazione : E di verità, nel Libro 3. Scritture Diverse*, si legge in un rapporto segreto che tenevano in casa altre femmine, ed usava (specialmente alla Consorte Dorotea) , il sig. Giovan Battista violenze e bestialità: sul qual fatto ne va d'accordo il Libro dei battezzati , assegnando lui un figlio naturale natogli nel 1576. non so se cio sia vero

Sicuramente non e' vero sia stato ucciso da Bartolomeo Panichi

Il nostro erudito assegna come prima moglie a GiovanBattista : Anna di Nicolo Lamporecchi

Il nostro erudito assegna come seconda moglie a GiovanBattista : una Dorotea non specificata

Di documentato c'e' che nel 1589 a circa 44 anni GiovanBattista sposa Clarice Tanai Medici in San Marco a Firenze un matrimonio prestigioso

Lascia perplessi che i due matrimoni di GiovanBattista esistenti secondo l'erudito siano totalmente privi di figli e che GiovanBattista abbia figli solo dalla Medici

 

 

Ascendenza e Discendenza di Giovanni Battista Carnesecchi

 

Giovanni di Andrea

Ridolfo di Giovanni priore nel 1524

Giovanni Batista figlio di Ridolfo nel 1589 sposa Clarice Tanai Medici

Ridolfo di Giovanni Batista sposa Laura Baldovidi

Francesco di Ridolfo nel 1696 sposa Dorotea del cav Francesco Simi muore poi nel 1724

Ridolfo di Francesco nato il 20 genn 1698 morto il 23 gennaio 1756 senza prole 

 

 

 

Camarlingo di Pietrasanta nel 1565

Doganiere delle gabelle di Pietrasanta 1571

Provveditore delle miniere 1571

Provveditore delle miniere d'argento e fabbriche argenteria di Cosimo I de Medici 1571

 

Almeno dal 1586 e' presente in Pisa e' infatti in questa citta' che gli viene indirizzata una lettera da Belisario di Francesco Vinta ;

Belisario da Firenze lo avverte che il Granduca Francesco I aveva deputato Aldo Manunzio a ricoprire la cattedra di letteratura umanistica in luogo di Pietro Angeli da Barga presso lo Studio pisano.Dava quindi disposizioni perche fosse versato al Manunzio lo stipendio anticipato per un anno

 

A Pisa GiovanBattista diverra' proprietario del palazzo oggi detto dei Quarantotti

 

storia dei Carnesecchi< …………………………………………………Il palazzo Quarantotti a Pisa

 

Giovanbattista di Ridolfo sembra esser il proprietario di quello che sara' poi il palazzo Quarantotti a Pisa

 

Nel libro : E dilettando appaga : Il palazzo Quarantotti a Pisa : studi e restauri dell'architetto dr Alessandro Baldassari edizioni ETS

l'autore del libro e progettista del restauro pare aver svolto una breve ricerca storica conclusa in tal senso

 

 

 

 

 

Palazzo Quarantotti di Pisa

Architetto dr Alessandro Baldassari

Direttore del centro studi Gilberto Guidi di Pisa per l'architettura e l'urbanistica

A cui come detto si deve la completa ristrutturazione del palazzo

 

 

Il palazzo si trova a Pisa, in Via Tavoleria.

I Carnesecchi alla fine del cinquecento costruirono un primo nucleo unitario accorpando insieme vari edifici preesistenti, risalenti al XII secolo, dei quali sono restati alcuni elementi costruttivi e decorativi sulle paresti esterne del palazzo. Sulla facciata sono visibili i profili di due torri, con i relativi archi di scarico, ora tamponati, e buche pontaie. Di un'altra torre, al centro della facciata, restano visibili le tracce con gli archi ribassati e i resti di un loggiato con quadrifore trilobate al primo piano.

Nel 1633 il palazzo passo ai Celati

Nel 1649 Giustina Celati ando' in moglie a Francesco Quarantotti portando in dote il palazzo

Al possesso dei Quarantotti sono da attribuirsi imponenti lavori interni di ristrutturazione ed ampiamenti

 

 

 

PALAZZO QUARANTOTTI A PISA

(lo stemma e' posizionato in alto nell'angolo del palazzo tra via Tavoleria e vicolo Quarantotti )

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il periodo 1589 - 1608 e' documentato da un libro di ricordi di GiovanBattista

 

 

ARCHIVIO MAZZAROSA a Pontasserchio (PI)

parte delle carte dei Carnesecchi di Pietrasanta .. linea di Giovanni di Andrea di Luca

 

 

DOCUMENTI

 

1565 Apr 9 220-87

Cosimo I responds to a memorandum from Bartolomeo Ammannati regarding the quarrying and transportation to Florence of white and variegated marble for Palazzo Vecchio, the Palazzo dei Magistrati [Uffizi] and Palazzo Pitti. [A copy of this memorandum was sent to Matteo Inghirami in Pietrasanta, doc. 17227]

[In the margin: Copia del memoriale di Ms. Bartolomeo Ammannati] [...] Questo è il ragionamento che io ho hauto con questi ministri di Vostra Eccellenza Illustrissima [Cosimo I] alle sua fabriche quel tanto che le piacerà di più o di manco, stiamo ad aspettare per obedirla che de l'assegnamento de Pitti se ne tragga 5 scudi la settimana e tanti di quello di palazzo et 5 della fabrica de magistrati [Uffizi] et tanti del'opera che saranno 20 la settimana de quali se ne paghi al presente 6 scarpellini et altretanti manovali tutto gagliardi et atti alle cave et huomini da muovere ogni peso et caricare ogni gran carrata et si faccia hora a uso delle quatro fabriche due buoni carri uno carretto da reggere peso di 25 migliaia un altro di 6 si come si usano a Carrrara, fatte queste spese ogni fabrica se ne ritragga tante carrate di marmi che del bianco et che de misti secondo i sua bisogni e le sue misure e ciascuno tenga i sua conti et chi riceve a Seravezza sia obligato a render conto a ciascuno che ha pagato in Firenze [...] [rescript: Il modo della distribuizione de denari et del fare e carri piace Sua Eccellenza e li denari si mandino al camarlingo di Pietrasanta [Giovanbattista Carnesecchi] che si la vedranno di fare cavare e marmi [...]

 

1565 Apr 10 220 86

Cosimo I informs Matteo Inghirami of his decision regarding the quarrying and shipping to Florence of white statuary marble and variegated marble. Cosimo sends Inghirami a copy of a memorandum [from Bartolomeo Ammannati, doc. 710.]

 

[...] Vedrete per l'aligato memoriale quanto haviamo resoluto circa il cavare de marmi bianchi statuari et marmi misti per mandare a Fiorenza et l'ordine de 20 scudi la settimana li quali saranno mandati in mano di Giovanbattista Carnesecchi camerlingo et voi proccurerete di farli cavare secondo le misure che da Firenze vi saranno mandati [...]

 

 

1565 Jul 7 225/4 a Giovan Battista Carnesecchi

Cosimo I de' Medici authorizes payments for the tower and garden of the Casino at Seravezza.

 

[...] Habbiamo ordinato a ms. Tommaso de' Medici che vi provegga denari per fornire la torre et per le spese del giardino del Casino di Seravezza [...]

 

 

 

 http://www.medici.org/hum/topics/topicreports/Fortifications_1Page90.html

 

Giovanni Carnesecchi Commissario di Pietrasanta (1566)

 

1565 July 7

Da Cosimo I a Giovanni Carnesecchi

[...] denari per fornire la torre e per le spese del giardino del Casino di Seravezza [...]

 

Cosimo I authorizes payments for the tower and garden of the Casino at Seravezza.

 

Archivio di Stato di Firenze, Mediceo del Principato

Volume No: 225 Folio No: 4 Entry No: 1205

 

E' evidentemente Giovanni Battista Carnesecchi di Ridolfo

 

 

 

 1566 Sept 27 225 56

Cosimo I de' Medici authorizes a payment for construction work at the fortress of Pietrasanta.

[...] Pagate a ms. Tommaso sudetto [de' Medici] scudi 60 di moneta per mandarli a Pietrasanta a Giovanbattista Carneschiper le spese della palafitta della torre [...].

 

1566 Oct 17 225-58

Cosimo I de' Medici authorizes payments for the work on fortification of Pietrasanta and for unspecified work done by the goldsmith Pietro Paolo Galeotti.

[...] Pagate in virtù di questo mandato a ms. Tommaso de' Medici nostro tesauriere scudi 153 di moneta lire 4 piccioli per tanti mandati scudi 200 a Giovanbattista Carnesecchi cam.o di Pietrasanta per le spese della palata della torre et scudi 50 d'oro in oro dati a Pietro Pagolo Galeotti orefice per fare lavori per nostro servitio. [...]

 

 

1567 Apr 15 225-83

Cosimo I de' Medici asks Matteo Inghirami for frequent reports about the marble quarries and the road construction in Pietrasanta. Cosimo informs Inghirami that he has ordered a payment to cover the expenses.

 

[...] Vi commendiamo delli raguagli ci date circa le cave dei marmi e delle fonditioni e nuova strada et habbiamo ordinato a Ms. Thomaso de' Medici che vi mandi scudi trecento in mano di Giovanbatista Carnesecchi al solito per le spese di detta strada. [...]

 

1567 May 6 225-87

Cosimo I de' Medici orders payment on behalf of the Opera del Duomo in Florence for the construction of a road at Pietrasanta for the transport of white marble from the quarry of Monte Altissimo.

[...] Pagate in virtù di questo nostro mandato a Giovanbattista Carnesechi cam.o di Pietrasanta scudi trecento di moneta et mandategliene subito, et non havendo altro modo per uno cavallaro a posta li quali hanno a servire a pagare le spese della nuova strada per condurre e marmi bianchi del Monte del'Altissimo et poneteli in debito al'Opera di Santa Maria del Fiore. [...]

 

1567 Jul 3 225-97

Cosimo I de' Medici orders a payment to the sculptor Francesco Mosca, known as il Moschino, for work on unspecified fountains.

 

[...] Quanto al Moschino [Francesco Mosca] habbiamo inteso et ordinato a ms. Tommaso de' Medici che rimetta a Giovanbattista Carnesecchi cam.o altri trenta scudi di moneta perchè gli possiate far pagare con vostra poliza alla giornata a buon conto al Moschino per i lavori delle fonte. [...]

 

1567 Jul 8 225 98

Cosimo I de' Medici orders a payment for construction work on a road for transporting marble from the Monte Altissimo to Pietrasanta. The Opera del Duomo in Florence will be credited for the expenditure.

 

[...] In virtù di questo mandato vi commettiamo che mandiate a Giovanbattista Carnesecchi cam.o di Pietrasanta scudi trecento di moneta per pagare le spese della strada da condurre e marmi del'Altissimo et fatene debitore l'opera di Santa Maria del Fiore. [...]

 

1567 Aug 13 225 104

Cosimo I de' Medici authorizes a payment for construction work on a road for transporting marble from the Monte Altissimo.

 

[...] Pagate in virtù di questo mandato a ms. Tommaso de' Medici sudetto scudi trecento di moneta per tanti mandati [...] a Giovanbattista Carnesecchi cam.o di Pietrasanta per le spese della strada de' marmi del'Altissimo. [...]

 

1568 Mar 30 225 137

Cosimo I de' Medici authorizes payments for a pedestal to support a large cosmographical globe [presumably the one in the Sala del Mappamondo in Palazzo Vecchio] and for the marble quarries of Seravezza.

[...] Pagate in virtù di questo mandato a ms. Tommaso de' Medici nostro tesauriere scudi centoventi di moneta per pagare scudi 70 a Antonio detto il Lupattino a conto del piede et fornimento di ferro della palla di cosmografia et scudi 50 a Giovanbattista Carnesecchi cam.o di Pietrasanta per conto delle spese delle cave de' Marmj di Seravezza. [...]

 

 

1569 Apr 8 221 54

Tommaso de' Medici sends money to Pietrasanta for completion of the construction of a road, a bridge and houses.

[...] Della presente sarà aportatore Ms. Giovanni da Montauto il quale vien' costì mandato da Sua Eccellenza Illustrissima [Cosimo I de' Medici] primieramente per finir' la strada de' marmi mistij per condur' la colonna grande e per fare il ponte alla strada del fiume vecchio che si debbe voltare ne' paduli di Motrone e per disegnare la casa del passeggiere e l'hosteria al Salto della Cervia [near the Torre di Porta Beltrame]. E perchè si possa fare le spese che occorrano alla strada, si rimette a Giovanbattista Carnesecchi scudi cento a buon conto, perchè si paghino conforme al'ordine del' altre volte. [...]

 

 

1571 Sept 11 238/15

Giovanni Battista Carnesecchi is appointed the new "Provveditore" of the marble and silver quarries and of the "fabbriche del argenteria", as well as "Doganiere delle gabelle" in Pietrasanta, replacing the deceased Matteo Inghirami

 

[...] Confidando nella prudentia e virtù di Giovan Batista di Ridolfo Carnesecchi, lo abbiamo detto e deputato doganiere delle nostre Gabelle di Pietrasanta e per proveditore delle nostre cave delle miniere del argento e fabbriche del argenteria e delle cave de marmi bianchi e mistij in luogo del defunto Matteo Inghirami con le medesime provisioni, autorità, et carichi [...]

 

1571 Sept 11 238 14

Cosimo I gives instructions to Giovanni Battista Carnesecchi, the new "Provveditore alle miniere" in Pietrasanta.

[...] Habbiamo ricevuto la vostra delli otto del corrente et con essa la nota delle fonditioni sopra di che non ci ocorre dire altro salvo che il tenere sollecitato et accurato quelle miniere poiché a voi habbiamo dati i medesimi carichi che haveva il defunto Matteo Inghirami. Habbiamo hauto caro intendere de marmi bianchi cavati nel Altissimo et che si acconci il ravaneto [...]

 

1571 Sept 12 238 16

Detailed instructions to Giovanni Battista Carnesecchi regarding the administration of silver mines and marble quarries in Pietrasanta.

 

[...] Instruitione a voi Giovanbatista Carnesecchi di quanto dovete seguire nelle administrationi della gabella di Pietrasanta nelle miniere et cave del argento e fabbrica del argentiera e delle cave di marmi misti et bianchi [...] Del argento et piombo che si faranno havete a tenere di ciascuno di dette cose conto separato [...] havete a tenere un quadernuccio dove noterete tutte le fonditioni che si faranno settimana per settimana delle vene che si caveranno [...] in quanto al ricevere et pagare monete buone e forestiere che farà il Camarlingo perché gli ha a ricavare del tutto monete buone e non occorre per hora dir altro et quanto al entrata ma in quanto al uscita bisogna che tenga righi doppi e che voi quando li fate le polize dichiate di qual sorte moneta o ducale o forestiera debba pagare [...] Havete a risquotere dalla fabbrica de' Pitti, dalla fabbrica de' Magistrati, e d'altrove quelle somme che risquoteva ogni settimana il detto Matteo [Inghirami] e farne creditore e' detti luoghi a' loro conti dove al incontro li farete debitori de' marmi che gli manderete e che da loro vi saranno domandati. Dovete tenere un libro separato per questo conto de' marmi nel quale libro havete a scrivere le spese che si faranno a cavare e' marmi con tenere e' conti a carrate con valutare poi a ciascuno le carrate de' marmi che manderete con far debitore ciascuno. Et se saranno domandati in vendita da persone particulari così per fuori delli stati come per li stati gli havete a far cavare e farvegli pagare il giusto prezzo con tenere diligente conto [...]

 

1571 Sept 30 238 24

Cosimo I acknowledges the receipt of silver from Pietrasanta, deposited by Virgilio Carnesecchi in the Guardaroba, and reminds Giovanni Battista Carnesecchi that marble required by Giambologna should be sent to Florence as soon as possible.

[...] Habbiamo ricevuto dua vostre de 25 e 28 del corrente et per esse inteso delle fonditioni e del pane d'argento portato vostro fratello [Virgilio Carnesecchi] alla Guarda roba, e quanto a' marmi del Altissimo per le figure che debbe fare Gio. Bologna atendasi di mano in mano che i marmi sono calati inviarli alla marina e parimente il pezzo del marmo che si è trovato nel fiume a piè del ravaneto [...]

 

1571 Nov 24 238 34

Cosimo I gives instructions to Giovanni Battista Carnesecchi regarding silver mining and marble quarrying in Pietrasanta.

[...] Habbiamo [...] inteso delle fonditioni e del argento afinato, il quale manderete al solito alla nostra Guardaroba e quanto [cancelled: prima et se quello] a' marmi calati dal'Altissimo, mandateli a Pisa quanto prima, et se quello che se rotto nel calare et che si trova nel fiume è della misura che voi scrivete sarà buona, però sbozzato che sarà mandatelo a Pisa, perchè tutti vengino qua. Giovanni Caccini ci fa intendere che certi [proposed reading: scafaiuoli] che mandò costa per aiuto del caricar la colonna restono havere le loro fatiche [...]

 

1572 Apr 29 238 106

Cosimo I gives instructions to Giovanni Battista Carnesecchi concerning the transport of various pieces of marble. One of these pieces will be used by Giambologna for carving a "large figure" [presumably the statue of Ocean for a fountain in the Boboli gardens].

 

[...] Habbiamo riceuto la vostra de 25 e inteso quanto ci scrivete circa e' marmi e se havete risposto al Caccino [Giovanni Caccini] che mandi il modello del arme lo doverà fare e voi gli farete alleggerire et poi mandare, et circa li altri marmi carichi e da caricarsi sollecitate che venghino, et le dua agugle come sieno finite d'abbozzare fatele condurre alla marina acciò si possino poi caricare; e quanto al pezzo di marmo per la figura grande che debbe fare Givan Bologna lui medesimo manderà un huomo a abozzarla et alleggerirla. [...]

 

1572 May 29 238 132

Cosimo I replies to the report sent from Pietrasanta by Giovanni Battista Carnesecchi regarding variegated marbles, silver mining and the transportation of "agugle" ["guglie"; stone obelisks].

[...] Habbiamo ricevuto la vostra de 24 del corrente et inteso quanto ci scrivete de' marmi misti et delle cave del argento et del modo che tenete che tutto sta bene, e quanto a' canapi per condur l'agugle basterà ce lo ricordiate a Settembre [...]

 

1572 Jun 11 241-5

Cosimo I de' Medici informs Giovanni Battista Carnesecchi that the sample of white marble from the new quarry of Monte Altissimo (Pietrasanta) has arrived and seems to be of good quality.

 

[...] Habbiamo riceuto la tavoletta di marmo bianco per mostra della nuova cava trovata al Altissimo che ci piace. E quando ve ne sarete ben certificato delle saldezze che vi sieno, ce ne darete adviso. [...]

 

1572 Jun 19 241-10

Cosimo I de' Medici sends Giovanni Battista Carnesecchi instructions regarding the new marble quarry of Monte Altissimo near Pietrasanta.

[...] Habbiamo inteso che vi siate ben certificato della nuova cava de' marmi del'Altissimo. Et ci piace che diate detta cava a qual Lorenzo di Giovanni che n'è stato inventore con questo però che gli diate in compagnia sua un compagnio che sia persona pratica acciò che tutto passi per l'ordine suo. [...]

 

1572 Aug 10 241-38

Cosimo I de' Medici orders Giovanni Battista Carnesecchi to send the silver bar to the Guardaroba in Florence and to wait for new instructions regarding marble for unspecified tombs in Spain.

 

[...] Habbiamo riceuto le listre delle affinationi et de' marmi misti et le habbiamo viste, in risposta di che non ci accade dir' altro se non che mandiate al solito alla nostra guardaroba il pane d'argento. Et i marmi per le sepolture da mandarsi in Spagnia teneteli di così finchè vi direno a chi li harete a indirizzare. [...]

 

1572 Sept 2 241-46

Cosimo I de' Medici informs Filippo Ducci of his order to Giovanni Battista Carnesecchi [in Pietrasanta] regarding the transport of two "agugle" of variegated marble [evidently obelisks or columns.]

[...] Giovanni Battista Carnesecchi ha conmissione da noi di far tirare dalle cave de' mistij alla marina dua agugle di marmo mistio di peso di settantacinque migliaia l'una dove ha bisogno di quattro canapi grandi di braccia 300 l'uno. [...]

 

1572 Nov 17 241-70

Cosimo I de' Medici complains about the diminishing quantity of lead being mined during the past months and orders Giovanni Battista Carnesecchi to find out why this is happening. He instructs him to send the two silver bars ("pani d'argento") to Florence and promises to send vessels to Marina di Pietrasanta to transport the two marble obelisks or pointed marble blocks to Florence. [Another document on the same topic appears on f. 72].

 

[...] Ci pare che il piombo che si ritrae sia poco e che da qualche tempo in qua sia diminuita la somma. Però vedete se depende dalla poca diligentia delli affinatori o da chi viene questo defetto e advisatelo rimediando in quello che si può. E li dua pani d'argento mandateli al solito alla nostra guardaroba. Delle dua agugle habbiamo inteso come sieno alla marina. Si manderanno le scafe a levarle e se altri marmi vi saranno che habbino a venire a Fiorenza. [...]

 

1573 Jan 12 221 126

Tommaso de' Medici orders Giovanni Battista Carnesecchi to supply ammunition to Giovanni Francesco Corsini.

 

[...] Giovanni Francesco Corsini scrivano di ratione delle galere di Loro Altezze [Cosimo I and Francesco I de' Medici] harà bisogno di piombi et manderà a voi per cinque o sei migliaia. Dategnene et pigliatene doppia riceuta. [...]

 

1573 Jul 17 221 137

Tommaso de' Medici directs Giovanni Battista Carnesecchi to fertilize the lawn near the Casino of Seravezza.

 

[...] Giovanni da Montauto tornò e ragguagliò l'Altezza del Gran Duca [Cosimo I de' Medici] del acconcime che far si debbe al prato del casino di Seravezza. [...]

 

 

Data: 19 04 1574

Intestazione: Giovan Battista Carnesecchi a Francesco de' Medici

Segnatura: ASF, MP 599, cc. 136-38

Fonte: Serenissimo Gran Duca Signore mio Colendissimo, Mando con questa a Vostra Altezza Serenissima la listra delle fondizione e raffinazione di queste miniere e fabriche dell'argento di quattro settimane passate, per la quale, come potrà degnandosi vedere, s'è rafinato e fatto un pane d'argento che ha pesato libbre diciasette et oncie quattro et altre quattro oncie s'è ritratto di granaglie e si metteranno nella prossima raffinazione, secondo il solito. Si manda parimente altra listra de marmi misti e bianchi, mandati a Pisa, condotti a Marina e venduti. In quattro mesi prossimi passati la monta de' quali asciende, come si vede, alla somma di scudi cinquecentotrentatré e mezzo. Maestro Raffaello Carli, capomaestro di queste cave, viene in sin costà per servizio di queste cave e per intendere di certi marmi si dicie aver a cavare per Roma e non m' occorrendo altro, di cuore gliele raccomando pregando Dio la feliciti. Di Vostra Altezza Serenissima obbligatissimo servo Giovan Battista Carnesecchi. Da Pietrasanta il dì 19 di aprile 1574. [Segue una lista di marmi misti per il basamento della colonna di S. Trinita, per la cimasa, per il palamidone; marmi bianchi dell'Altissimo per un epitaffio in Palazzo Pitti; marmi misti per stipiti e architravi di camini degli Uffizi].

Bibliografia: Barocchi-Gaeta Bertelà 1993, p. 71 numero 69.

 

 

 

Data: 21 07 1574

Intestazione: Giovan Battista Carnesecchi a Francesco de' Medici

Segnatura: ASF, MP 663, c. 101

Fonte: Serenissimo Gran Duca Signor mio Colendissimo, ... Attendesi tutta volta a cavare e marmi per il Palazzo de' Pitti e Capella, secondo il modello avuto maestro Raffaello Carli Capomaestro di queste cave da Bartolomeo Amannati e medesimamente si fa di quegli della Fabrica delli XIII Magistrati... Di Vostra Altezza Serenissima obligatissimo servo Giovambattista Carnesechi. Da Pietrasanta il dì 21 luglio 1574.

Bibliografia: Barocchi-Gaeta Bertelà 1993, p. 80 numero 78.

 

 

 

 

 

1577 Jan 21 693-171

Giovanni Battista Carnesecchi comments on fusing and refining silver and lead extracted from the Medicean mines in Pietrasanta.

 

[...] Con questa sarà la solita nota delle fonditioni et affinationj fatte a queste sua miniere e fabrica dell'argento. Il mese passato per le quali se fatto et affinato un pane d'argento di libbre 17 1/2 e piombo llibre 736, che di tutto si seguirà il solito ordine. E perché queste vene renderano nel colarle piu [proposed reading: astone] e mancho piombo dell'ordinario dubitando fussi manchamento de fonditori né ho fatto fare sperientia à un altro fonditore del medessimo luogo che altre volte à servito benissimo in simil esercitio et sene parti ammalato e trovo che viene dalle vene che sono piu asciutte come meglio di me lo puo sapere per le mostre d'ogni sorta vena che si colava, mandai a V.A.S.ma ultimamente se ne harà fatto far saggio poi che qui non viene commodità di posserlo fare, se le torneranno in miglior conditione come si spera [...]

 

1577 Mar 7 695-338

A detailed inventory of all the silver extracted from the mines of Pietrasanta from the 18th of January to the 1st of March 1577. [Included with letter on same date, doc. # 12608.]

[...] Nota delle fonditioni et raffinationi de le miniere, e fabriche d'Argento di Pietrasanta, seguite da 18 di Gennaio [...] sino a questo di una di marzo 1576 [...]

 

1577 Mar 7 695 337

Giovan Battista Carnesecchi informs the Grand Duke of a shipment of silver from Pietrasanta. He also requested instructions on what to do with the lead that had been extracted from the Medicean mines, given that the previous years it had been sent directly to the fortresses of Livorno and Pisa.

[...] Con la presente mando a V.A.S. nota delle fonditione et raffinatione fatte a queste sua miniere dell'argento che sene fatto un pane di libbre ventuna, e oncie otto, e piombo libbre 998, che l'argento se mandato alla sua guarda roba insieme con altri pani che mene ritrovavo; il piombo li anni passati se mandato nelle fortezze di Livorno e Pisa diretto a Giovanni Caccini. [...]

 

 

1577 Mar 25 695-144

Giovanni Battista Carnesecchi sends the granduke a 50-pound umbrina caught that very morning.

 

[...] Mando a V.A.S. [...] un pescie ombrina di libbre 50 preso questa mattina à questa marina [...]

 

 

 

 

 

Belisario di Francesco Vinta a Giovanni Battista di Ridolfo da Firenze a Pisa

1586 Aug 29 269 127

Francesco I has appointed Aldo Manuzio the Younger to replace Pietro degli Angeli da Barga in the humanities chair in Pisa.

 

[...] Sua Altezza Nostro Signore [Francesco I] ha deputato Ms. Aldo Manucci alla lettura di humanità in luogo di Ms. Piero Angoli da Barga, con la medesima provisione, et emolumenti; gli ha anco fatto gratia di accomodarlo anticipatamente della provisione et salario d'un anno a scontarlo poi a cento scudi l'anno [...]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'anno 1551 furono staggiti beni dei Carnesecchi,unitamente a quelli d'Agostino Nuti , d'ordine di Niccolò degli Albizzi, perchè debitori, della Magona e restii al dovuto rendiconto e gia fino dei 1639 sì erano gravati i loro effetti per somme devolute all' Arsenale di Pisa.

 

Vincenzo Santini

 

 

 

Di Gio. di Gio. Battista altro noti si raccoglie se non che fa Commissario di Pietrasanta nel 1587: cosi del fratello Ridolfo morto nel 1656, si ha cognizione essere egli stato Capitano della Banda, ed i suoi figli, Virgilio e Virginia aver posseduto beni nel territorio della Cappella nel 1688. Di Cosimo poi, figlio pur di Gio. Battista Provveditore, si nota che fu Ministro della Magona, sotto il Governo della Reggenti. e che in seguito abbracciò lo stato ecclesiastico

Vincenzo Santini

 

 

dubito di quel Gio di Giovanbattista che pare essere semplicemente Giovambattista di Ridolfo facendosi riferimento al 1587

VIENE DATA LA DATA DI MORTE DI RIDOLFO DI GIOVANBATTISTA: 1656

Di Cosimo poi, figlio pur di Gio. Battista Provveditore, si nota che fu Ministro della Magona, sotto il Governo della Reggenti. e che in seguito abbracciò lo stato ecclesiastico

Virgilio e Virginia aver posseduto beni nel territorio della Cappella nel 1688. ( NON E' CHIARO DI CHI FOSSERO FIGLI )

 

 

 

>

RIDOLFO DI GIOVANBATTISTA DI RIDOLFO Carnesecchi

 

 

Ricevo questa targa dalla signora Monica Donati ( targa che ho fotografato in una delle viuzze della città (e che allego) ).

La signora sta scrivendo un libro sulla sua citta' natale : Pietrasanta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- le immagini si riferiscono all'abitazione del Carnesecchi -

 ( per la cortesia del conte Massimo Angelo Cavalloni )

 

 

 

 

Ferrante di Giovanbattista Carnesecchi vicario di Vicopisano 3/6/1630

 

Ferrando di Giovanbattista di Ridolfo Carnesecchi capitano di Pietrasanta nel 1644

 

 

 

 

 

- il palazzo era la sede del capitano del popolo ora cinema e teatro -

( per la cortesia del conte Massimo Angelo Cavalloni )

 

 

All’ingresso del palazzo si trovano : 

 

 

Per la cortesia del dr Paolo Piccardi : Dalla raccolta Ceramelli Papiani

 

 

per la cortesia del dr Paolo Piccardi : Dalla raccolta Ceramelli Papiani

 

 

 

 

 

 

INIZIA LA DECADENZA ECONOMICA

 

 

 

 

 

tratto dal saggio del prof Andrea Zagli

 

Per maggiori informazioniuno studio sulla peste del 1631 a Bientina

 

La cronaca di una maledizione: la peste del 1631 a Bientina

Il lavoro si inserisce nelle ricerche che l’Autore ha condotto in questi anni sulla comunità di Bientina per la pubblicazione di un’ampia monografia, ampliando un aspetto che nella trattazione dell’evoluzione demografica della comunità era rimasto appena accennato.

 

 

 

 

CARNESECCHI GIOVANBATTISTA dei Carnesecchi di Pietrasanta

www.icharta.com

 

1676 Lite tra soci ALMERIGHI , CARNESECCHI e BONACCORSI

BONACCORSI contro ALMERIGHI , CARNESECCHI per cave di vetriolo di FARNOCCHIA (LU)

 

 

 

 

UN GIOVAN BATTISTA NEL 1672

http://www.montaione.net/wp-content/uploads/2013/03/Storie-di-miniere-e-sorgenti-I.pdf

http://www.carnesecchi.eu/Storie-di-miniere-e-sorgenti-I.pdf

 

 

 

FRANCESCO FIGLIO DI PIETRO

 

Francesco di Pietro aveva Spezieria nella Terra, ed era in pari tempo Fattore della Magona a Ruosina, ed Amministratore della escavazione e confettazione del Vetriolo: ei insieme a Ferrante rivestiva ancora la qualità di Procuratore dei Sig. Paolo dei Medici Rettore dell'Ospedale di S. M. Nuova; ed anzi Ferrante era Provveditore in Pisa fino dal 1610, e di là faceva intendere, che potevasí pure, affittare la casa, da esso posseduta nella Terra, al Capitano di Giustizia che ne faceva richiesta.

 

 

Divenne poi in quella Città Ferrando di Gio. Battista. l'anno 1646, Console di mare e Giudice Ordinario di tutte le cause marittime.

Di Gio. di Gio. Battista altro noti si raccoglie se non che fa Commissario di Pietrasanta nel 1587: cosi del fratello Ridolfo morto nel 1656, si ha cognizione essere egli stato Capitano della Banda, ed i suoi figli, Virgilio e Virginia aver posseduto beni nel territorio della Cappella nel 1688. Di Cosimo poi, figlio pur di Gio. Battista Provveditore, si nota che fu Ministro della Magona, sotto il Governo della Reggenti. e che in seguito abbracciò lo stato ecclesiastico

 

 

 

 

 

L'anno 1551 furono staggiti beni dei Carnesecchi,unitamente a quelli d'Agostino Nuti , d'ordine di Niccolò degli Albizzi, perchè debitori, della Magona e restii al dovuto rendiconto e gia fino dei 1639 sì erano gravati i loro effetti per somme devolute all' Arsenale di Pisa.

 

Così l'anno 1655 l'Opera di S. Maria del Fiore fece sequestrare in Pietrasanta per 1323 ducati a Ferdinando, Rodolfo, Ferrando e Francesco Carnesecchi, ed anzi quest'ultimo venne catturato.

 

Vincenzo Santini

 

Probabilmente e' in questo momento che gli affari della famiglia cominciano a precipitare

Gli investimenti sbagliati nel campo delle miniere , pallino di famiglia , cominciano a pesare e mettono in crisi l'economia familiare

 

 

Il nostro erudito dice di Francesco di Ridolfo :

Francesco, fratello di Gio. Battista, fu Camarlingo del Magistrato dei Fiumi e Sciali nel 1617, ma il di lui figlio naturale Pietro fin dal 1596 risiedeva in Firenze Coadíutore dei Signori Nove Couservatori: trovandosi poi nel 1631 il Chiarissimo sig. Antonio Carnesecchi Provveditore dei prefati Signori Conservatori, non crediamo andar disgiunti dal vero, se ritenghiamo costui per un figlio di Pietro .

Ritengo che il Chiarissimo Antonio in realta' sia il senatore Antonio che appartiene ad una linea dei Carnesecchi di Antonio di Paolo

non so se esiste questo Pietro figlio naturale

non so se le informazioni su Francesco sono corrette

 

 

 

Si suscitò una grave rissa, nel 1683, tra Francesco di Ridolfo Carnesecchi ed il sig. Gio: Francesco Lamporecchi, la quale scatenò i soliti inconsíderati odií di famiglia al punto che si recò a Pietrasanta, in appoggio del parente , Roberto Carnesecchi, da noi tenuto per figlio di Antonio, o di Francesco di Pietro , residenti in Firenze, ed ove dimorava tuttora nel 1723.

 

Vincenzo Santini

 

 

Francesco di Ridolfo nel 1696 sposa Dorotea del cav Francesco Simi

ASFI Manoscritti 560

Spogli della Gabella di Parentadi Nobili Moderni dal MDC al MDCCX

 

 Pag. 230 ANNO 1696 Francesco del q. Ridolfo di Gio.Batta Carnesecchi Nobile fiorentino

Dorotea del gia' Cav. Francesco Simi di Pietra Santa s. 2700

 

 

 

 In frattanto Francesco sposo D. Dorotea del Cavalier Andrea Simi di Pescia , dalla quale nacquero 4 figli: ma gli interessi di questa famiglia erano cosi male andati, ed il disordine vi si era talmente cacciato dentro , che nel 1704 la signora viveva fuori di casa con due bambini, Cosimo e Ferdinando, senza sostentamento alcuno dal lato del marito, e col solo provvedimento di 36 scudi annui datole dai Buonomini di S. Martino di Firenze: sicchè il Cav. Simi, portatosi a Pietrasanta e fatto cittadino dal Comune, divenne Curatore dei nepoti, e prìncipalmente dì Rodolfo, sopravvissuto agli altri fratelli , e morto poi in Firenze il 22 Agosto 1756 nel quartiere di S. Gio. Gonfalone del Drago, lasciando i pochi superstiti beni a ripartirsi daì Creditori.

 

Vincenzo Santini

 

 

Francesco di Ridolfo muore nel 1724

 

 

LA LINEA SI RIMPOLPA ECONOMICAMENTE

 

In realta' nel racconto ci sono molte cose che non tornano

a parte il fatto che il cavaliere Simi padre di Dorotea era gia' morto al momento del matrimonio

Nel frattempo Ridolfo aveva ereditato un cospicuo patrimonio

Con la morte di Francesco Maria figlio dell'avvocato Gio Bonaventura Carnesecchi , il ramo di Pietrasanta forte degli antichi fidecomissi credo erediti tutte le sostanze del ramo di Bonaventura

Gio Bonaventura il restauratore delle memorie famigliari , Gio Bonaventura che aveva strappato parte dell'immensa eredita di Francesco di GiovanBattista di Zanobi a Sestilia Del Rosso ( tra cui il castello di Fiano ed i terreni annessi ) non avrebbe mai potuto immaginare di aver lottato per mettere in mano queste ricchezze agli Aulla

 

 

 

 Ridolfo di Francesco

Patrizio di Firenze:

 

 

Ridolfo di Francesco nato il 20 genn 1698 morto il 23 gennaio 1756 senza prole

 

 Questa famiglia viene ammessa unica tra i Carnesecchi di Firenze tra la nobilta’ fiorentina come famiglia nobile patrizia :

 

 

Giovanni di Andrea

Ridolfo di Giovanni Priore nel 1524

Giovanni Batista figlio di Ridolfo nel 1589 sposa Clarice Tanai Medici

Ridolfo di Giovanni Batista sposa Laura Baldovidi

Francesco di Ridolfo nel 1696 sposa Dorotea del cav Francesco Simi muore nel 1724

Ridolfo di Francesco nato il 20 genn 1698 morto il 23 gennaio 1756 senza prole

Questo ramo si estingue

Quartiere san Giovanni gonfalone drago

Famiglia ammessa al patriziato della citta' di Firenze

 

Dati ricavati da "I Libri d'oro della nobilta' fiorentina e fiesolana di Bruno Casini " ediz. Arnaud

Ridolfo di Giovanni non e' Priore nel 1524 (e' veduto ma non seduto ) e’ un errore del Casini 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ridolfo di Francesco nato il 20 genn 1698 morto il 23 gennaio 1756 senza prole

 

Ridolfo non ha figli

Chiama allora all'eredita' un ramo degli Aulla discendente dai Carnesecchi per via femminile tramite adozione

Violando il fidecomisso anche il castello di Fiano e i terreni annessi diverrano di proprieta' degli Aulla Carnesecchi

 

In brevissimo tempo gli Aulla Carnesecchi si estigueranno

Cosi il patrimonio dei Carnesecchi finira' in mani completamente estranee

 

 

 Dal sito SIUSA sistema informativo unificato per le soprintendenze archivistiche

 http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodfamiglia&Chiave=36540

 

 

Dal matrimonio di Vincenzo Aulla (1663-1731) con Maria Laura Narducci nacquero numerose femmine e un solo figlio, Bartolomeo Gaetano (1705-1764). La moglie era figlia di Domenico Ranieri Narducci e di Clarice Isabella di Ridolfo Carnesecchi, appartenente ad una ricca e nobile famiglia fiorentina. Alla generazione successiva degli Aulla così perverrà l'importante eredità Carnesecchi. Bartolomeo seguì il cursus honorum del padre: cavaliere stefaniano, fu più volte priore e "riformatore" della città di Pisa. Unitosi in matrimonio con Anna Maria Lanfranchi Chiccoli, appartenente ad una delle più antiche famiglie nobili pisane, condivise con la moglie la passione letteraria e poetica. Entrambi furono iscritti all'Arcadia, lui con il nome di Mitrindo Collide e lei con quello di Euriclea Doriense, e scrissero sonetti, rime e versi assai apprezzati all'epoca. In particolare di Bartolomeo, che fu tra l'altro nominato "provice-custode" della Colonia Alfea a Pisa, restano numerose opere (canzoni e sonetti) dalle tematiche religiose. Egli venne ascritto al patriziato pisano con decreto del 27 maggio 1754.
Dei numerosi figli di Bartolomeo si ricordano i tre maschi: Luigi, primogenito (1738-1804), Vincenzo (1739-1778) e Giuseppe Gaspero (1741-1779). A quest'ultimo toccò la cospicua eredità Carnesecchi, in virtù dell'appartenenza della bisnonna Clarice a questa famiglia; fu così chiamato alla eredità dell'ultimo Carnesecchi, Ridolfo di Francesco (1698-1756), morto senza prole, che lo istituì suo erede universale, con l'obbligo di assumere cognome ed arme della famiglia fiorentina.

 

 

 

 

 

 

 

Aulla

Luogo: Aulla (Massa-Carrara), Pisa
sec. XV - 1842

1754, 27 maggio: il cavaliere Bartolomeo Aulla viene ascritto al patriziato di Pisa
1759, 15 gennaio: il cavalier Luigi e fratelli vengono ascritti al patriziato di Pisa

Intestazioni:
Aulla, Pisa, sec. XV - 1842, SIUSA

Gli Aulla, probabilmente originari del castello di Aulla nel territorio di Pontremoli (da cui il nome), vennero ad abitare a Pisa dall'inizio del Cinquecento e furono ben presto ammessi agli onori della città, imparentandosi con antiche e importanti famiglie pisane, come i da Vecchiano e i Barlettani. A diventare, primo della famiglia, priore nel 1590 fu Luigi di Vincenzo (1541-1601), che era stato notaio. A lui si deve il precoce consolidamento economico degli Aulla con l'acquisto, nel 1564, della casa di via San Frediano e, nel 1588, del primo nucleo di beni fondiari nel comune di Pontedera, a Casabianca, che diventerà nel tempo la principale tenuta del casato.
La discendenza Aulla proseguì con suo figlio Vincenzo che, laureatosi in utroque iure nello Studio Pisano, svolse la funzione di cancelliere della comunità di Pisa e nel 1647 fu estratto priore. I suoi figli, Attilio e Bartolomeo, svolsero la stessa professione paterna; ma è con quest'ultimo (1633-1702) che si registrò una crescita sociale della famiglia: anch'egli laureato in diritto, fu per ben sette volte estratto priore e nel 1667 fondò la commenda di padronato Aulla nell'Ordine di Santo Stefano, divenendone cavaliere milite. All'epoca egli poteva già disporre di un patrimonio valutato in oltre 20.000 scudi, di cui una parte era rappresentata dalla dote della consorte Caterina Celati. Il grosso del patrimonio fondiario era concentrato a Pontedera, nelle località di Casabianca, Monteghisi e Prata.
A succedergli nella commenda di padronato fu il figlio primogenito Vincenzo (1663-1731) che vestì fin dalla minore età l'abito di cavaliere. Anch'egli laureato in utroque iure, fu cancelliere della Comunità e priore per ben nove volte tra il 1687 e il 1723; fu inoltre membro del Consiglio dell'Ordine di S. Stefano dal 1704 fino alla morte. Lettore di istituzioni civili nello Studio Pisano, fu uomo di grande cultura, intrattenne con Benedetto Averani, celebre erudito fiorentino, rapporti epistolari (la loro corrispondenza fu raccolta e pubblicata nel 1717, contemporaneamente all'"Opera omnia" di Averani); nel 1692 fece il suo ingresso negli Arcadi con il nome di Leonzio Afidanteo.
Dal suo matrimonio con Maria Laura Narducci nacquero numerose femmine e un solo figlio, Bartolomeo Gaetano (1705-1764). La moglie era figlia di Domenico Ranieri Narducci e di Clarice Isabella di Ridolfo Carnesecchi, appartenente ad una ricca e nobile famiglia fiorentina. Alla generazione successiva degli Aulla così perverrà l'importante eredità Carnesecchi. Bartolomeo seguì il cursus honorum del padre: cavaliere stefaniano, fu più volte priore e "riformatore" della città di Pisa. Unitosi in matrimonio con Anna Maria Lanfranchi Chiccoli, appartenente ad una delle più antiche famiglie nobili pisane, condivise con la moglie la passione letteraria e poetica. Entrambi furono iscritti all'Arcadia, lui con il nome di Mitrindo Collide e lei con quello di Euriclea Doriense, e scrissero sonetti, rime e versi assai apprezzati all'epoca. In particolare di Bartolomeo, che fu tra l'altro nominato "provice-custode" della Colonia Alfea a Pisa, restano numerose opere (canzoni e sonetti) dalle tematiche religiose. Egli venne ascritto al patriziato pisano con decreto del 27 maggio 1754.
Dei numerosi figli di Bartolomeo si ricordano i tre maschi: Luigi, primogenito (1738-1804), Vincenzo (1739-1778) e Giuseppe Gaspero (1741-1779). A quest'ultimo toccò la cospicua eredità Carnesecchi, in virtù dell'appartenenza della bisnonna Clarice a questa famiglia; fu così chiamato alla eredità dell'ultimo Carnesecchi, Ridolfo di Francesco (1698-1756), morto senza prole, che lo istituì suo erede universale, con l'obbligo di assumere cognome ed arme della famiglia fiorentina. Il fratello Vincenzo fu cavaliere stefaniano e cappellano del Duomo di Pisa. La sorella Clarice Isabella sposò in prime nozze il cavaliere Antonio Gualandi, di famiglia patrizia pisana, e rimasta vedova sposò in seconde nozze Bandino Panciatichi, commissario granducale a Pisa, e venne nominata Dama di corte del Granducato di Toscana.
Alla morte di Giuseppe i beni Carnesecchi passarono al fratello maggiore Luigi. Patrizio pisano dal 1759, priore della Comunità di Pisa nel 1765, investito, alla morte del padre, della commenda Aulla di suo padronato nel 1767, Luigi concentrò nella sua persona un vasto patrimonio che una politica di compra-vendite, speculazioni finanziarie e strategie matrimoniali aveva triplicato di valore in meno di 80 anni. Si trattava di terre per oltre 250 ettari, sfruttate a mezzadria con una ventina di poderi, case padronali, ville e un centro aziendale attrezzato. Nel 1793 fu nominato unico erede dallo zio materno Ranieri Lanfranchi Chiccoli.
Alla sua morte lasciò il patrimonio indiviso all'unico figlio maschio, il cavaliere Pietro Leopoldo (1789-1817), che fu anche investito della commenda. Con lo scioglimento, nel 1809, dell'Ordine di Santo Stefano all'epoca della dominazione napoleonica, i beni della commenda tornarono in sua piena ed esclusiva proprietà. Egli risulta essere all'epoca (1812) uno dei più ricchi contribuenti nell'ambito del Dipartimento del Mediterraneo: al quarto posto, era preceduto solo dai Mastiani Brunacci, Andrea Del Rosso e Tommaso Alliata. Pietro Leopoldo sposò Maria Virginia di Cristoforo Buccella dalla quale ebbe una sola figlia, Vittoria Maria Teresa, morta in tenera età. Perciò nel 1817, alla precoce morte di Pietro Leopoldo, il patrimonio Aulla passò indiviso in parti uguali alle sorelle, Camilla e Anna Maria. La prima aveva sposato il 21 settembre 1800 il cavaliere pisano Pier Gaetano Prini, facoltosa famiglia pisana nota per i suoi investimenti commerciali ed imprenditoriali nel campo del vetro e della cera. Anna Maria sposava nel 1810 il cavaliere Lelio Franceschi. A causa dei dissapori tra le sorelle la divisione dei beni si protrasse fino al 1823.
Dei cinque figli avuti da Camilla con Pier Gaetano Prini, i quali aggiunsero, al proprio, il cognome Aulla, fu Giuliano (1805-1867) ad essere chiamato, nel 1842, alla morte della madre, all'eredità Aulla.

Albero genealogico:
Tra le carte Aulla, conservate a Pontasserchio, è presente un albero genealogico (sec. XIX prima metà).


Soggetti produttori:

Successori:
Prini Aulla

Collegati:
Prini


Complessi archivistici prodotti:
Aulla, famiglia (fondo)


Fonti:
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e la cittadinanza, n. XXVI, 6 e 8

Bibliografia: A. PANAJIA e G. VEZZOSI, Memorie di famiglia. Storia, curiosità, aneddoti e cronache di antiche casate pisane, Edizioni ETS, Pisa, 1994, pp. 157-178
A. PANAJIA, Il Casino dei Nobili. Famiglie illustri, viaggiatori, mondanità a Pisa tra Sette e Ottocento, con la collaborazione di Giovanni Benvenuti, Pisa, ETS, 1996, 36
N. GIANNECCHINI, Gli Aulla di Pisa e l'Ordine di Santo Stefano (secc. XVI-XIX), in "Quaderni Stefaniani", a. XVIII (supplemento), Pisa, Edizioni ETS, 1999, 85-136
AGLIETTI MARCELLA, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000, 282

Redazione e revisione:
Trovato Silvia, 2006/10/01, prima redazione
Trovato Silvia, 2009/08/27, rielaborazione

 

 

 

 

 

Villa Lanfranchi Chiccoli Aulla Prini: è una villa fattoria, con facciata lineare e imponente, con importanti annessi agricoli che costituiscono le due ali laterali e simmetriche della residenza. La villa è dotata inoltre di vaste proprietà terriere. Portata in dote alla famiglia Prini (importante casato pisano) da Camilla Aulla Poggi Carnesecchi, in occasione del suo matrimonio con Pier Gaetano Prini, celebrato il 21 settembre 1800.

A San Casciano una piccola frazione del comune di Cascina a 1 km da Navacchio

 

 

 

 

 

 

 

Pietrasanta : by signora Monica Donati

 

 

Archivio Aulla-Mazzarosa

 

 

 

 

 

 

 

 

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  ing. Pierluigi Carnesecchi La Spezia iniziato anno 2003