contatti : pierluigi18faber@libero.it

indice generale : http://www.carnesecchi.eu/indice.htm

 

 

 

I Carnesecchi nella citta' di Prato

Devo i materiali di questa pagina all'immensa cortesia del Dr Vieri Mazzoni dell'Universita' di Firenze e dell'amico Roberto Segnini

 

 

 

 

Breve cenno di storia

 

Nel 1328 i pratesi, avendo per capitani Chiolo Guazzalotti e Guido del Cinque, passarono anzi all'offensiva sul Montalbano, vincendo a Carmignano le truppe dell'Antelminelli. Allontanato infine il comune pericolo, tornò ad acuirsi il contrasto che già da tempo opponeva Prato a Firenze ed aveva alle sue origini gratuita animosità reciproca, rivalità economiche, conflitti di giurisdizione. L'enorme disparità di forze non poteva lasciare dubbi sull'esito finale del confronto: pure i pratesi resistettero a lungo con abilità e fierezza, alternando concessioni e rappresaglie. Dopo varie vicende politiche e militari si giunse alla guerra del 1350 e Prato, accusata di aver tentato di far ribellare Colle Val d'Elsa a Firenze, venne assediata dall'esercito fiorentino. Stremata da un'epidemia e agitata dalle fazioni contrarie ai Guazzalotti, la città dovette cedere alla forza del numero e patteggiò una resa onorevole. L'anno successivo, per 17.500 fiorini d'oro Firenze comprava dalla regina Giovanna di Napoli, testimone del contratto Giovanni Boccaccio, quei diritti su Prato che da tempo gli Angioini non erano più in grado di esercitare. Nel 1328 i pratesi, avendo per capitani Chiolo Guazzalotti e Guido del Cinque, passarono anzi all'offensiva sul Montalbano, vincendo a Carmignano le truppe dell'Antelminelli. Allontanato infine il comune pericolo, tornò ad acuirsi il contrasto che già da tempo opponeva Prato a Firenze ed aveva alle sue origini gratuita animosità reciproca, rivalità economiche, conflitti di giurisdizione. L'enorme disparità di forze non poteva lasciare dubbi sull'esito finale del confronto: pure i pratesi resistettero a lungo con abilità e fierezza, alternando concessioni e rappresaglie. Dopo varie vicende politiche e militari si giunse alla guerra del 1350 e Prato, accusata di aver tentato di far ribellare Colle Val d'Elsa a Firenze, venne assediata dall'esercito fiorentino. Stremata da un'epidemia e agitata dalle fazioni contrarie ai Guazzalotti, la città dovette cedere alla forza del numero e patteggiò una resa onorevole.

L'anno successivo, per 17.500 fiorini d'oro Firenze comprava dalla regina Giovanna di Napoli, testimone del contratto Giovanni Boccaccio, quei diritti su Prato che da tempo gli Angioini non erano più in grado di esercitare.


Prato mantenne comunque l'autonomia, e in forza dei patti del 1350 si assicurò statuti, leggi e magistrature proprie; soprattutto mantenne la sua individualità e la sua ragione d'essere. Non mancarono tentativi di recuperare la completa indipendenza. Congiure, tumulti, insurrezioni si susseguirono dal 1351 al 1353, quando Jacopo di Zarino Guazzalotti invase da nord con le sue masnade la Val di Bisenzio, e si ripeterono poi alla fine del '300 ed ancora nel secolo seguente. Per decenni un gruppo di fuorusciti pratesi sostenne la causa della libertà, combattendo contro Firenze e intessendo una rete d'intrighi che giunse ad interessare anche i Visconti duchi di Milano; proprio in questo ambiente di esuli iniziava la sua carriera Bartolommeo Gherardacci detto il Boccanera, il celebre capitano di ventura pratese che divenne consigliere del reame di Napoli e signore di San Felice e Ruvo di Puglia. I Guazzalotti, perduta la signoria e allontanati dalla città dove le loro dimore venivano atterrate, furono i maggiori protagonisti della resistenza. Ma ancor più dell'amore di patria era in loro vigoroso l'interesse di parte: gli esuli che volevano riportare Prato all'indipendenza erano perciò temuti dagli antichi rivali che ne avevano preso il posto e primeggiavano nella città. Pronti ad opporsi con le armi ai liberatori, essi ne resero vano ogni tentativo; fattisi per calcolo fautori di Firenze, ricevevano da questa onori, prebende e cariche, favorendo il formarsi di uno spirito pubblico che vedeva Prato rispetto a Firenze non come una rivale tenuta con la forza, ma piuttosto come amica ed alleata, partecipe di eguali fortune. Cavalieri e balestrieri pratesi, con le insegne del loro Comune, combatterono così a fianco dei fiorentini; Prato eleggeva fra i suoi cittadini il connestabile di Castiglion Fiorentino e i castellani delle rocche di Barga. D'altronde Firenze era ben conscia di non avere a che fare con un comunello rurale e cercava di blandire l'irrequieta vicina (essendo anche "[...] i Pratesi più ringhiosi che non fosse lor possa" come scriveva nel '400 l'Anonimo fiorentino commentatore di Dante): così si occupava di farla "città di vescovado", con una diocesi che si sarebbe estesa da Montemurlo a Carmignano, da Gricigliana in Val di Bisenzio ad Artimino; ma la morte di Papa Alessandro V (1410) impedì la firma del decreto istitutivo. Comunque la "vocazione" territoriale di Prato venne ribadita istituendovi nel '400 una "podesteria maggiore" la cui giurisdizione comprendeva le Podesterie di Prato (con Vaiano), di Carmignano (con Poggio a Caiano) e di Campi (Bisenzio) col Comune di Montemurlo. Ma la città appariva tuttavia in declino, per la perdita della completa indipendenza e per la pressione fiscale, con la popolazione urbana ridotta a meno di 4.000 anime;

 

 

 La città di Prato venne protetta nel Medio Evo da due cerchie murarie in diversi momenti storici. L’abitato si formò dopo l’unione di Borgo al Cornio e Borgo al Prato. Nel XII secolo si costruì la prima cerchia di forma quadrangolare, con la crescita dell’importanza della città nel commercio della lana, costituita da blocchi squadrati di pietra alberese e comprendente otto porte.
Nel XIV secolo, l'espansione dei sobborghi fuori dalla cerchia muraria portò alla necessità di nuove fortificazioni. Il prima tratto della seconda cerchia si estendeva per tutta la lunghezza del Mercatale, il secondo tratto di mura, terminato nel 1332, arrivava fino a porta Gualdimare. Fra il 1338 e il 1351 furono costruite le mura fra questa e porta Santa Trinità. Dopo l’interruzione dovuta alla peste del 1348, la costruzione del tratto di mura mancante riprese nel 1382.
Il cassero, che spicca nelle mura, fu voluto dai fiorentini per unire la piccola fortezza da loro eretta a ridosso delle mura, con la porta orientale del castello. Il muro merlato presenta una serie di finestre a lunetta alternate a finestrini rettangolari.
Il numero di porte della città, otto, nella prima cerchia muraria, implicò anche l'organizzazione dello spazio all'interno delle mura.

L'organizzazione dello spazio all'interno delle mura era anche a Prato definito originariamente dalle principali aperture della cerchia che circondava la città. Le otto porte (porta S. Giovanni, porta Tiezi , porta Capo di Ponte, porta Corte, porta S. Trinita , porta Fuia, porta Gualdimare e porta al Travaglio) dividevano la terra in otto circoscrizioni omonime nelle quali era divisa la città.

Questa suddivisione in "ottavi"rappresenta nel panorama urbano della Toscana dell'epoca una nota originale. Infatti la partizione avveniva solitamente per terzieri (Siena, Volterra e Pisa), per sestieri (Firenze dal XII secolo sino al 1343) oppure per quartieri ( Pistoia e Arezzo).

 

Tuttavia, per facilitare la vita amministrativa locale fu deciso dal Comune di riunire le otto porte a due a due.

 

Gli "ottavi", divenuti quindi "quartieri", erano i seguenti:

 

 

Dal sito di Fernando Giaffreda

http://www.mondimedievali.net/castelli/Toscana/prato/prato.htm#imm

 

 

UNA STIMOLANTE IPOTESI DI LAVORO : RICHOVERO TABERNARIUS

 

 

I Duranti Carnesecchi sono oggi detti originari di San Pietro a Cascia nel Reggello

 

G:B: di Crollalanza nel suo dizionario storico blasonico ( dice si dissero dei Frazzini e dei Duranti ......li dice provenienti da san Piero a Cascia nella Valdarno superiore ma non dice la fonte dove ha tratto queste notizie )

Nota bene: quel Frazzini e' sicuramente un errore tipografico deve intendersi come ben sappiamo Grazini

 

Da :

Marietta de' Ricci ovvero Firenze al tempo dell'assedio racconto storico

di Agostino Ademollo seconda edizione con correzioni e aggiunte per cura di Luigi Passerini Stabilimento Chiari Firenze 1845

Note del Passerini : nota 17………… pagina 1768……………………….

(17) I Carnesecchi sono originari da S. Piero a Cascia nel Valdarno superiore. Il loro vero nome fu Grazzini ( sic ) , e talvolta ancora si dissero Duranti , da un simil nome spesso usato dagli individui della famiglia ( sic : non era un nome ricorrente ). Erano osti ; e dal vendere appunto la carne secca venne ad essi il cognome sotto il quale furono conosciuti sotto il governo repubblicano . Durante di Ricovero fu il primo priore di questa casa nel 1297 , e Andrea di Paolo ne fu il quadragesimo nono nel 1530 .

Per undici volte pervenne in questa casa la suprema carica del Comune, cioe' il Gonfalonierato di Giustizia. Uscirono dai Carnesecchi varj uomini segnalati , …………………

 

 

Ho cercato di scoprire chi fosse Ricovero nei documenti fiorentinitra i molti con questo nome l'unico che potrebbe identificarsi col nostro parebbe essere :

 

 

 

 

Un Ricovero tabernarius a Prato che va segnalato

 

Nessuno ha mai parlato di possibili legami dei Carnesecchi di Prato coi Carnesecchi fiorentini

La famiglia pratese ha origine nel pizzicagnolo Pasquino di Giovanni che fa parte del consiglio del Comune di Prato alla fine del trecento

Non so quando questi Carnesecchi inizino a cognominarsi cosi ma credo questo avvenga a fine quattrocento ma non e' improbabile che nella voce popolare fossero chiamati cosi da ben prima

Sono catastati nell'area di Porta Gualdimare

Questa famiglia di Prato usera' nelle sue sepolture lo stesso stemma dei Carnesecchi fiorentini e alla fine del cinquecento intentera' un processo ai Carnesecchi di Ulivieri (come sara' raccontato nella pagina relativa ) per illecita appropriazione di cognome.

E' molto probabile che i Carnesecchi pratesi nell'assumere questo cognome verso la fine del quattrocento s'inventino qualcosa di nobilitante e tentino ad una parentela inesistente coi piu' celebri Carnesecchi fiorentini

Cosi innalzano uno stemma simile a quello dei Carnesecchi fiorentini che nel 1850 faceva ancora bella mostra di se in San Marco a Prato

Mostrano a meta' cinquecento molta ostinazione nel difendere il cognome e lo stemma fino a ricorrere alla tutela della giustizia

 

La cosa non mi aveva pero' colpito fino a che non ho trovato nei documenti pratesi del Duecento

Consigli del Comune di Prato 15 ottobre 1252--24 febbraio 1285 a cura di Renato Piattoli

La figura di un taverniere : Ricoverus tabernarius che compare come sapiens nei consigli del comune negli anni tra il 1276 e il 1281 in rappresentanza di Porta Gualdimare.

 

Probabilmente e' lo stesso individuo che compare nei

 

"Testi pratesi del dugento e dei primi del trecento" a cura di Luca Serianni

Infatti un individuo omonimo ( Ricovero tavernaio ) che e' pensabile sia lo stesso compare nel 1285 ancora a Prato come contraente di un prestito insieme a Bonacorso calzolaio

 

 

Ricovero tabernarius di porta Gualdimare anziano nel 1276

Fa lo stesso mestiere ( tavernarius ) del progenitore dei Carnesecchi fiorentini

Ha un eta' compatibile col padre di Durante. E' anziano per Porta Gualdimare la stessa zona dei Carnesecchi pratesi

 

Pura e semplice omonimia ? oppure il Ricovero pratese e' la medesima persona del Ricovero fiorentino spostatosi in quel di Prato per motivi suoi

 

Ovviamente al momento siamo al livello di una audacissima ipotesi di lavoro : …………..

 

 

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L'ipotesi del legame tra i Carnesecchi fiorentini e le famiglie pratesi di Carnesecchi e' stata formulata nella convinzione che :

A Prato alla fine del trecento esista almeno una famiglia cognominata Carnesecchi

 

La cosa cosa come vedremo e' non vera : al catasto del 1428-29 non esiste nessuno che si cognomini Carnesecchi

Il Fiumi ha ricavato per deduzione i legami genealogici tra individui non cognominati e i successivi Carnesecchi pratesi che non sono riuscito in realta a capire quando si cognominino cosi

Questo rende l'ipotesi molto ma molto meno plausibile

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Comunque si sia a Prato , compaiono in tempi diversi ben tre famiglie cognominate Carnesecchi 

Due di queste ( Carnesecchi di Prato e Carnesecchi/Del Carne ) ebbero molta storia fornendo un certo numero di cariche nella citta'

Di queste famiglie parla un manoscritto di G. CASOTTI sulle Famiglie pratesi conservato nella biblioteca Roncioniana.

 

 

secondo foglio del manoscritto di G. Casotti ( cortesia dr Segnini ) ,

terzo foglio del manoscritto di G. Casotti ( cortesia dr Segnini )

 

 

Il Casotti mescola i dati relativi ai Carnesecchi di Pasquino e ai Carnesecchi di Paolo : ma questo non significa niente

 

Li propone come consorteria dei Sassoli oppure Sassolini oppure ......non sono riuscito a leggere......

 

estratto dal secondo foglio del manoscritto di G. Casotti ( cortesia dr Segnini )

 

La terza famiglia individuata in certi momenti dai genealogisti come Carnesecchini ebbe una fortuna ancor maggiore durante il principato sino ad acquisire la nobilta' di Prato e successivamente di Firenze ( pur essendo descritta nel 1589 come gente humile e vile )

 

 

 

Le prime due famiglie ( Carnesecchi di Prato e Del Carnesecca/Carnesecchi ) compaiono in Prato a cavallo della fine del trecento e degli inizi del quattrocento

Non sono pero' in grado ancora di datare il momento della cognomizzazione

 

Nel catasto del 1427 non figura nelle portate nessuna famiglia cognominata Carnesecchi o Del Carnesecca o Del Carne

Questo non esclude che fossero gia' identificati in questa maniera

 

I Del Carnesecca/Carnesecchi per distinguersi abbandonarono successivamente nelle portate fiscali il cognome Carnesecchi o Del Carnesecca per assumere quello di Del Carne . Ma continueranno comunque ad esser identificati spesso ancora come Carnesecchi

Di certo alla fine del quattrocento i Carnesecchi di Prato sono evidentemente identificati in questo modo

 

Molto piu' tardi ( a mezzo cinquecento ) compare a Prato : Ulivieri Carnesecchi che originera' una terza famiglia

 

 

 

I Carnesecchi di Prato

 

 

Al contrario di altri centri toscani, Prato conserva tutto ciò che si può desiderare per una ricerca genealogica a partire dal 1356 per le fonti fiscali e dalla fine del '400 per le fonti ecclesiastiche.

I battesimi della Cattedrale (già pieve) di S. Stefano si conservano dal 1480 circa e riportano le nascite di tutta la città e dei sobborghi.


Lo studio più attuale sulle famiglie pratesi è quello del Fiumi, che raccoglie i dati raccolti a suo tempo da Casotti, Benini, Guasti, etc... ( Lo studio del Fiumi ha secondo me una carenza in quanto non chiarisce se nei documenti citati e' la cognomizzazione oppure e' semplicemente da lui dedotta )

 

Gli eruditi della città non si sono mai occupati della storia locale se non per legami con il patrimonio artistico. La pubblicazione storica sulla città più importante è data dai volumi della Storia di Prato di Le Monnier.

 

 

 

 

 

 

Dati genealogici sui Carnesecchi , Del carnesecca , Del Carne

 

Nascite Prato 1482-1510

 

Da questi primi battesimi si puo' notare

Il primo battesimo dei Carnesecchi ( di Pasquino ) e' del 1493 col cognome Carnesecchi

Il primo battesimo dei Del Carne e' del 1483 col cognome Del Carnesecca per passare al 1485 col cognome Carnesecchi per passare al 1498 col cognome Del Carne con alcuni rami e ricadendo comunque sempre nel cognome Carnesecchi 1499 ,1500,…….

E' interessante questo sforzo compiuto dai Carnesecchi di Paolo di differenziarsi dai Carnesecchi di Pasquino a voler ben separare le due famiglie.

Poiche i primi battesimi registrati cominciano intorno al 1480 per capire quando queste famiglie si cognominano occorre consultare le fonti fiscali

Al momento ho potuto solamente appurare ( grazie alle consultazioni del dr Paolo Piccardi ) che nel catasto 1428 non sono ancora cognominati in nessuna forma.

E quindi i Carnesecchi di Prato si cognominano in epoca successiva a quelli fiorentini : in un periodo compreso tra il 1428 ed il 1480-1490

La cosa mi lascia un tantino perplesso

Mi domando perche' cognominarsi facendo riferimento a antenati cosi distanti ( Paolo Carnesecca figlio di Pasqua vive nel trecento ) : il mio dubbio e' che la voce popolare li indicasse gia' dai primi del quattrocento come i "Carnesecchi " pur non dichiarandosi loro con quel cognome al catasto.

 

 

BATTESIMI Fonte della ricerca : INCIPIT

 

Bartolomeo di Amaddio di Bartolomeo del Carneseccha 1483

Paolo di Proveglia Carnesecchi 1485

Bartolomeo di Amaddio di Bartolomeo Carnesecchi 1487

Agnola di di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1487

Marco di Amaddio Carnesecchi 1489

Bartolomea di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1492

Adovarda di Paolo di Antonio Carnesecchi 1492

Marco di Pasquino di Marco Carnesecchi 1493

Bartolomeo di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1494

Mattea di Iacopo Carnesecchi 1495

Luca di Bartolomeo Carnesecchi 1496

Lucrezia di Carlo di Matteo Carnesecchi 1496

Bastiano di Pasquino di Marco Carnesecchi 1497

Lucrezia di Carlo di Matteo Carnesecchi 1498

Matteo di Stefano di Antonio del CARNE 1498

Piero di Chimenti di Marco Carnesecchi 1499

Agnola di Agnolo Carnesecchi 1500

Matteo di Carlo di Matteo Carnesecchi 1500

Maria di Stefano di Antonio del Carne 1501

Agnolino di Agnolo Carnesecchi 1501

Lucrezia di Carlo di Matteo Carnesecchi purgatore 1501

Matteo di Bartolomeo Carnesecchi 1504

Margherita di Raffaello di Simone del Carne 1504

Mattea di Carlo di Matteo Carnesecchi 1504

Niccolò di Chimenti di Marco Carnesecchi 1504

Bartolomeo di Pasquino di Marco Carnesecchi 1505

Niccolò di Carlo di Matteo Carnesecchi 1506

Niccolò di Carlo di Matteo Carnesecchi 1509

 

 

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DATI FISCALI

 

 

Famiglia Carnesecchi o talvolta Del carnesecca successivamente Del Carne e talvolta Carnesecchi

 

 

Famiglia che ha per stipite un Paolo di Pasqua, chiamato Carnesecca, abitante nel Borghetto (sobborgo di porta S. Giovanni), dove è estimato nel 1372 (cap. 111, 2). Ha due figli: Antonio e Agnolo. Mentre Antonio non ebbe prole, i figli di Agnolo: Giuliano, Michele e Iacopo, si ritrovano al catasto del 1428-29. Hanno figli e convivono con lo zio Antonio, capofamiglia (cap. 111, 4; ASF., Cat., 175, c. -43). Al catasto del 1471 i del Carne(secca) si dispíegano in cinque fuochi, e precisamente quelli di Antonio di Giuliano d'Agnolo, Luca di Meo di Michele, Matteo di Meo, Meo di Michele d'Agnolo, Marco di Michele d'Agnolo (cap. IV, 1). I loro discendenti appaiono nelle decime del 1543 (cap. IV, 2) e del 1621 (cap. IV, 4) con il cognome del Carne per distinguerli dai Carnesecchi (v.) e dai Carnesecchini (v.), che appartengono a differenti gruppi genealogici.

Fonte :

Enrico Fiumi nel suo Libro : Demografia, movimento urbanistico e classi sociali in Prato dall'eta' comunale ai tempi moderni, Firenze, Olschki, 1968.

Al paragrafo : "Sommario genealogico delle maggiori famiglie Pratesi dall'eta' comunale alle soglie dell'eta' contemporanea" pagina 339 

 

 

NOTIZIE

 

I figli di Paolo detto Carnesecca ( e' da verificare se e' cosi chiamato nell'estimo del 1372 ) sono due Agnolo ed Antonio

Antonio non ha prole , Agnolo tre figli che figurano nel Catasto del 1428-9 insieme con lo zio Antonio capofamiglia .

Enrico Fiumi

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Il catasto 175 si riferisce a Prato.

La carta 43 non riporta alcun Carnesecca, ma la portata di due individui:

43 recto riporta Nanni di Bartolmeo e nel verso Antonio di Pagholo

Non dichiarano la loro professione.

La parola Carnesecca o Carnesecchi non appare mai nella carta 43

La filza del catasto 175 è dotata di un indice dell’ epoca. Non vi appare mai nessun Carnesecchi o Carnesecca.

Dr Paolo Piccardi

 

 

Quindi nel catasto del 1427 non compare alcuna cognomizzazione Carnesecchi che deve ritenersi piu' tarda

Per ora non sono in grado di definire quando iniziassero a chiamarsi Carnesecchi

 

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Al catasto del 1471 troviamo 5 fuochi dei Del Carnesecca ( ?????)

 

Luca di Meo di Michele

Matteo di Meo

Meo di Michele di Agnolo

Marco di Michele di Agnolo

Antonio di Giuliano di Agnolo

 

Deve essere verificato se sono gia' cognominati

 

Sicuramente sono gia' cognominati nel 1474 e sono cognominati non Del Carne ma bensi Carnesecchi di Prato

come ci mostrano queste due schede del Poligrafo Gargani

 

 

 

 

 

 

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ANNO 1509

Un ospedale e la sua città: l'Ospedale della Misericordia di Prato nel ...‎ - Pagina 163

Veronica Vestri - 2000 - 171 pagine

... della detta Nanna ch 'è moglie di Charllo di Matteo ...

……della detta Nanna ch 'è moglie di Charllo di Matteo Charnesechi el quale disse che la madre è malata e chom'ella sarà……..

 

 

Anche nel 1509 sono sicuramente cognominati Carnesecchi

 

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i loro discendenti appaiono nelle decime del 1543 col cognome Del Carne per distinguersi dai Carnesecchi

 

Antonio di Domenico

Meo di Antonio di Simone

Giovanni di Antonio

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anno 1621

 

Antonio di Agnolo di Giovanni Del Carne

Antonio di Stefano di Agnolo

Cosimo di Stefano di Agnolo

Cosimo di Agnolo

Antonio di Meo di Antonio

Mariotto di Iacopo

 

 

 

 

Coi dati raccolti ho provato a costruire questi incompletissimi alberi genealogici

 

 

 

 

 

 

 

 

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CARNESECCHI DE PRATO

 

 

La famiglia C., che in seguito alla legge del 1750 fu ammessa alla nobiltà pratese (ASP., 534, XI), non è l'originaria, la quale si era estinta ai primi del sec. XVII in Pasquino del fu Domenico. Detto Pasquíno, che discendeva da Domenico di Pasquino di Marco di Perfetto (di Pasquino di Giovanni), agì gíudicialmente nel 1584 contro Giovanni d'Uliviero, detto Nanníricco, fornaio, per usurpazione dei cognome C. (BRP., 105, c. 674t.). In effetti, al catasto del 1428-29 di porta Gualdimare incontriamo un Pasquino di Giovanni, pizzicagnolo, il quale ha un figlio di nome Perfetto (cap. 111, 4; ASF., Cat., 175, c. 238). Perfetto di Pasquino di Giovanni è fra i catastati del 1471 (cap. IV, l; ASP., 2862, Gualdimare), e nella decima del 1543 appare Domenico di Pasquino (di Marco di Perfetto) (cap. IV, 2; ASF., Dec. rep., 255, c. 162t.). A m. Laura, figlia di Pasquino di Domenico e vedova di Giovanni Giuntini, ultima superstite della stirpe è intestata una posta della decima del 1621 (cap. IV, 4).

 

Enrico Fiumi nel suo Libro : Demografia, movimento urbanistico e classi sociali in Prato dall'eta' comunale ai tempi moderni, Firenze, Olschki, 1968.

Al paragrafo : "Sommario genealogico delle maggiori famiglie Pratesi dall'eta' comunale alle soglie dell'eta' contemporanea" pagina 339 

 

 

 

NOTIZIE SU QUESTA FAMIGLIA

 

 

Il 29.3.1397 il pizzicagnolo Pasquino di Giovanni di Pasquino è estratto Consigliere del Comune per l'Arte dei Pizzicagnoli per il periodo 1.4.1397-31.7.1397 [Archivio di Stato di Prato, Comunale, 69, inserto 3, c. 22r]. 

 

 

NON SO DIRE SE PASQUINO AVESSE O NO IL SOPRANNOME DI CARNESECCA

 

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Al catasto del 1428-29 di Porta Gualdimare incontriamo un Pasquino di Giovanni , pizzicagnolo , il quale ha un figlio di nome Perfetto

( cap III , 4; ASF ,Cat. , 175 ,c.238 )

 

 

Il catasto 175 si riferisce a Prato.

La carta 238 è di

Pasquino di Giovanni Pizzicagnolo di Porta Gualdimari di Prato anni 61 ( quindi nato circa nel 1367 )

M.a Taddea sua moglie a.51

Perfetto figlio a. 21

Tessa figlia a. 18

Lionardo figlio a, 1,5

Guglielmo di Giovanni fratello anni 71 ( quindi nato circa nel 1357 )

Ha 3 vigne a Pecchiano e 3 terreni a Santa Cristina.

La parola Carnesecchi non appare mai.

La filza del catasto 175 è dotata di un indice dell’ epoca. Non vi appare mai nessun Carnesecchi o Carnesecca.

Dr Paolo Piccardi

 

 

Quindi nel catasto del 1427 non compare alcuna cognomizzazione Carnesecchi che deve ritenersi piu' tarda

Per ora non sono in grado di definire quando iniziassero a chiamarsi Carnesecchi

 

 

 

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Perfetto di Pasquino di Giovanni e' fra i catastati del 1471 (cap IV , 1 ;ASP: , 2862, Gualdimare )

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Marco di Perfetto

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Pasquino di Marco

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Domenico di Pasquino ( di Marco di Perfetto ) compare nella decima del 1543 (cap IV ,, 2,ASF. ,Dec.rep. , 255 ,c.162t )

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Aspetti di vita pratese del Cinquecento‎ - Pagina 28

Domenico Guglielmo M. Di Agresti - 1976 - 271 pagine

... detto il barbetta, Lorenzo detto il giallo, Francesco detto il fesso. ...
Pasquino Carnesecchi alias il fora (calzolaio), Domenico alias il magone, ...

Visualizzazione frammento -

Pasquino Carnesecchi alias il fora (calzolaio),

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Pasquino di Domenico

Pasquino di Domenico agi giudicialmente nel 1584 contro Giovanni (detto Nanniricco ) d'Uliviero , fornaio ,per usurpazione del cognome Carnesecchi

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La figlia di Pasquino : Laura Carnesecchi ultima superstite della stirpe e vedova di Giovanni Giuntini e' intestataria di una posta nella decima del 1621 ( cap.IV,4 )

 

LA FAMIGLIA SI ESTINGUE (?????????????????????????? io non credo assolutamente)

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NOTA BENE Lo stemma dei Carnesecchi di Pasquino era il medesimo di quello dei Carnesecchi fiorentini 

 

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Storia di Prato: secolo XIV-XVIII‎ - Pagina 176

Cassa di risparmi e depositi di Parma - 1980

21), mentre Pasquino di Lorenzo Carnesecchi dice di essere raccolto nello
spedale di Prato "per l'amore di Dio" (ibid., e. 211); ma dichiarazioni del
genere ...

Visualizzazione frammento

 

 

 

 

 

 

 

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COMPARE A PRATO UNA NUOVA FAMIGLIA COGNOMINATA CARNESECCHI

 

 

 

 

 

 

 

CARNESECCHI poi CARNESECCHINI successivamente CARNESECCHI

 

NOTIZIE

 

Su questa famiglia non si hanno certezze genealogiche : non avendo notizie degli antecessori

 

Anno 1563 marzo 6 e ottobre 15 : COMPARE NEI DOCUMENTI PRATESI : ULIVIERI CARNESECCHI

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Nota : Ulivieri Carnesecchi ,capostipite della casata era guardia dell'Arte della lana di Prato ( Piattoli , Documenti , pg 20 )

 

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Sentenze dei giudici di Rota in cause d'appello nate da una sentenza del podesta di Prato contro alcuni importatori di panni forestieri

li 17 novembre 1562 il podestà di Prato Raffaello di lacopo Guicciardini condannava in duecento lite di multa e nelle spese Giovanni

di Raffaello di Berto da Montelupo, Antonio di Bastiano Bartoloni da Empoli, Piero di Simone di Pasquino da Falagiana, e il pratese Lorenzo

di Raffaello degli Organi, << tutti pannaiuoli, contro i quali habbiamo proceduto perchè del presente anno '62 et sotto dì 21 di settembre, in

giorno di mercato, furono trovati per Ulivieri Carnesecchi ", che altre carte palesano garzone e guardia dell'Arte della lana (Archivio Comu-

nale di Prato, Alti criminali, filza 576, c. 65 di uno dei fascicoli in essa contenuti, il quale a detto punto reca scritta una comparizione nella

causa di cui stiamo trattando), " tutti quattro i soprascripti inquisiti tenere nel mercatale di Prato più pezze di panno bianco per vendere;

 

 

Anno 1589 : PROCESSO PER USURPAZIONE DI STEMMA E DI COGNOME

 

 

Pasquino di Domenico dei Carnesecchi di Prato agi giudicialmente nel 1584 contro Giovanni (detto Nanniricco ) d'Uliviero , fornaio ,per usurpazione del cognome Carnesecchi

Dal manoscritto del CASOTTI : ( manoscritto di G. CASOTTI sulle Famiglie pratesi conservato nella biblioteca Roncioniana.)

 

Pasquinus di Dominici Pasquini Marci Pasquinis Perfecti de Carnesecchis de Prato agit contra condam Oliverii Ioannini dello spedale di Prato dicto Nanniriccho et …….Oliverius Fornario …….usurpavint nomen et insignia de Carnesecchis.

Ivi che i Carnesecchi hanno la sepoltura in San Francesco con l'arme come qui a margine ( la medesima dei Carnesecchi fiorentini ) e con la scritta Hoc sepulcrum …..Pasquini Dominici de Carrnesecchis de Prato …….successor …….

Ivi che detto Pasquino non aveva figli e che gli avversari erano persone Humili et vilj e percio' ebbero la sentenza contro , e appare che la causa restasse deserta per aver lasciato spirare il tempo dell'appello.

 

 

 

estratto dal secondo foglio del manoscritto di G. Casotti ( cortesia dr Segnini )

 

A causa della sentenza sfavorevole i Carnesecchi di Ulivieri mutarono temporaneamente il cognome in Carnesecchini

(Se)Bastiano e Roberto sono figli di Nanniricco e figurano nella decima del 1621 ( cap. IV, 4 ) come Carnesecchini

successivamente però ripresero a chiamarsi Carnesecchi, e addirittura finirono per prendere l'Arme della famiglia fiorentina (cfr. BRP., 105, c. 674t.).

 

 

 

 

Dice il Fiumi : 

Bastiano, e Roberto C., i quali figurano nella decima del 1621 (cap. IV, 4), sono figli di quel Giovanni d'Ulivieri detto Nanniricco, che nel 1584 fu citato da Pasquino di Domenico Carnesecchi (v.) per usurpazione di cognome.

Continuarono però a chiamarsi Carnesecchi, e di questa famiglia presero l'arme (cfr. BRP., 105, c. 674t.).

 

 

 

Nel 1738 il ten. Sebastiano di Lorenzo di Filippo di (Se)bastiano di Giovanni d'Ulivieri, che aveva sposato Diamante di Domenico del Sere, chiedeva di essere imborsato per il gonfalonierato di Prato. Per dimostrare la sua nobiltà egli produceva un albero genealogico nel quale il padre di Ulivieri si allaccia ai del Carne (v.) di porta S.Giovanni (ASP., 626). La petizione fu accolta, e nel 1742 Sebastiano fu eletto gonfaloniere. Nel 1765 Giuseppe di Sebastiano, già nobile fiorentino, fu ammesso alla nobiltà di Prato con il casato Carnesecchi (ASP., 534, XI).

Anna, figlia di Sebastiano, domiciliata a Firenze, è addecimata nel 1776 per una bottega che possiede al Cantaccio (cap. V, 2, posta minima). In questa stessa decima è sempre accesa una partita intestata a Giovanni d'Ulivieri (arroto 1576), certo relativa a un lascito (ASE, Dec. grand., 5802, indice). Per altre notizie d'ordine familiare, v. ASF., Giust., 53, n. 11. Termino osservando che nel 1563 il capostipite della casata, Ulivieri Carnesecchi era guardia dell'Arte della lana di Prato (Piattoli Documenti, p. 20).

 

FONTE :

Enrico Fiumi nel suo Libro : Demografia, movimento urbanistico e classi sociali in Prato dall'eta' comunale ai tempi moderni, Firenze, Olschki, 1968.

Al paragrafo : "Sommario genealogico delle maggiori famiglie Pratesi dall'eta' comunale alle soglie dell'eta' contemporanea" pagina 339 

 

 

 

 NOTIZIE SU QUESTA FAMIGLIA

 

 

I discendenti di Nanniricco , nonostante la causa , continuarono a chiamarsi Carnesecchi (ma furono detti Carnesecchini ) e dei Carnesecchi presero l'arme (Biblioteca Roncioniana di Prato ms 105 : Spogli di famiglie pratesi di G.M. Casotti ,c. 674t. )

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Nota : Ulivieri Carnesecchi ,capostipite della casata era guardia dell'Arte della lana di Prato ( Piattoli , Documenti , pg 20 )

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(Se)Bastiano e Roberto sono figli di Nanniricco e figurano nella decima del 1621 ( cap. IV, 4 ) come Carnesecchini

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Filippo

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Lorenzo

 

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Capitano Sebastiano Carnesecchi

 

 

Nel 1738 il tenente Sebastiano di Lorenzo di Filippo di ( Se)Bastiano di Nanniricco , che aveva sposato Diamante di Domenico del Sere , chiedeva di essere imborsato per il Gonfalonierato di Prato.

Per dimostrare la sua nobilta'egli produceva un albero genealogico nel quale il padre di Ulivieri si riallaccia non ai Carnesecchi ma ai Del Carne di Porta San Giovanni ( ASP. , 626 ).

La petizione fu accolta e nel 1742 Sebastiano fu eletto gonfaloniere

 

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Cittadinario fiorentino

Quartiere di S.M.N Vol IV Carte 182 Vipera

 

200

Alfier Sebastiano di Lorenzo di M.Filippo 3 Agosto 1708

Giuseppe del Cap.o Sebastiano di Lorenzo - - - - - - - - - -

 

 

Capitano Giuseppe Carnesecchi

 

 

Storia aneddotica dei teatri fiorentini ...: I.-Il teatro della Pergola (da documenti inediti).

Di Jarro Pubblicato da Bemporad, 1912

Storia aneddotica dei teatri fiorentini ...: I.-Il teatro della Pergola (da ...‎ - Pagina 20

di Jarro - 1912 - 103 pagine

Un cronista in data del 7 giugno 1764 scrive : " Da San Firenze seguì un duello
fra il capitano Carnesecchi ed un Borghigiani e tutti e due rimasero feriti .

Visualizzazione frammento

 

 

Giuseppe Carnesecchi, capitano dell' esercito granducale di stanza a Livorno sposo' nel 1769 Francesca Nesterini di Montevarchi , vedova di Filippo Mari .

Fu quindi patrigno per tre anni di quel Lorenzo Mari che doveva successivamente diventare famoso nei moti controrivoluzionari del "Viva Maria"

Morì poco dopo nel 1772

 

 

L'Archivio del Capitolo della cattedrale di Prato(secolo XI-XX)‎ - Pagina 314

Duomo di Prato. Capitolo, Laura Bandini, Renzo Fantappiè - 1984 - 581 pagine

... signore gonfaloniere che sarà prò tempore del comune della città di Prato;
... volume in realtà contiene copia di alcune lettere di Giuseppe Carnesecchi
...

Visualizzazione frammento

 

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Nel 1776 Anna figlia del capitano Sebastiano , domiciliata a Firenze , e' addecimata per una bottega che possiede al Cantaccio (cap. V ,2 , posta minima ) 

 

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i Carnesecchini assumono il cognome di Carnesecchi e lo stemma dei Carnesecchi fiorentini

 

 

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molto tempo dopo i Carnesecchi di Ulivieri furono iscritti alla nobilta di Prato e presentarono questo stemma

 

Contributo di Roberto Segnini : Stemma dei Carnesecchi del giglio di Prato

 

Nella raccolta Ceramelli Papiani i Carnesecchi del giglio di Prato sono presenti nel fascicolo numero 1244

Blasonatura dello stemma dei Carnesecchi del giglio di Prato e' uno scudo troncato azzurro/azzurro con un rocco d'oro ,un giglio rosso, un destrocherio (carnagione) vestito rosso, 1 filetto oro fas. , 3 sbarre oro, 3 ritirate

 

 

ALIGN="CENTER">*******************************************************************************************************************************

RICEVO DALL'AMICO DR . ROBERTO SEGNINI cio' che segue che chiarisce molto bene lo svolgersi di questa strana vicenda

 

 

Gonfalone Vipera : Alfiere Sebastiano d’anni 27 di Lorenzo di M. Filippo

Questo alfiere Sebastiano di Lorenzo Carnesecchi fu ascritto alla cittadinanza fiorentina- nel 1735 circa- quando era ancora fiorente la famiglia dei Carnesecchi patrizi fiorentini ( fasc. 1243), e allora presentò lo stemma con il braccio che tiene il giglio, e si fece registrare come "Carnesecchi del Giglio" perché dovette tenere distinta la sua famiglia dalla famiglia patrizia suddetta.

 

Archivio Ceramelli-Papiani Filza IV N°1287 Filze di Armi Gentilizie Fascicolo n° 1244

 

Già attinenti all’ Archivio della Deputazione sulla nobiltà e cittadinanza

 

 

 

Carnesecchi del Giglio

 

 

Questo stemma fu presentato nel 1735 circa dall'alfiere Sebastiano di Lorenzo Carnesecchi, quando fu ascritto alla cittadinanza fiorentina. Nel 1765, per l'ammissione alla nobiltà di Prato, lo stesso ottenne di fregiarsi del blasone dei Carnesecchi patrizi fiorentini, estintisi nel 1756 (cfr. fasc.1243).

 

Troncato: nel 1° d'azzurro, al destrocherio di carnagione vestito di rosso, tenente un giglio dello stesso; nel 2° pure d'azzurro, a tre sbarre d'oro; e al filetto in fascia d'oro passato sulla troncatura.

ANCHE

Troncato dal filetto in fascia d’oro. Nel 1° d’ azzurro, al destrocherio di carnagione vestito di rosso tenente un giglio dello stesso; nel 2° pure d’azzurro a tre sbarre d’ oro.

 

 

 

 

Venuta successivamente a finire nel 1756 la famiglia dei Carnesecchi patrizi, il suddetto Sebastiano ritenne di non avere più motivo di differenziarsi; e così nel 1765 ottenne per sé e i figli l’ iscrizione alla nobiltà di Prato (e per l’articolo XI del Regolamento, anche alla nobiltà di Firenze) col solo nome "Carnesecchi" e con lo stemma dei Carnesecchi patrizi, rimasto- secondo lui- senza padrone.

 

 

D’ azzurro, a tre bande ritirate nel capo d’ oro, accompagnate in punta da un rocco di scacchiere dello stesso. 

 

lo stemma sopra riportato e' tratto da" I cavalieri di Pistoia , Prato e Pescia membri del sacro militare ordine di S.Stefano papa e martire." Edizioni ETS

 

 

 

 

libro d'oro della nobilta' fiorentina

Famiglia Nobile :

Sebastiano Carnesecchi sposa Diamante di Domenico del Sere 1731

figli : Giuseppe e Anna 4 marzo 1765

Quartiere Santa Maria Novella gonfalone vipera

Famiglia ammessa alla nobilta' della citta' di Firenze

 

Dati ricavati da "I Libri d'oro della nobilta' fiorentina e fiesolana " di Bruno Casini ediz. Arnaud

 

 

Nel 1765 Giuseppe di Sebastiano ,gia' nobile fiorentino , fu ammesso alla nobilta' di Prato con il casato Carnesecchi (ASP. ,534 ,XI )

 

 

 

 

 

 

Nello " Inventario dell'archivio antico del comune" su Archivi storico pratese (anno XII fascicolo IV ) pg 185

Si parla delle famiglie ammesse alla Nobilta' della Citta' di Prato e si dice :

847-Famiglie ammesse alla Nobilta' della Citta' di Prato descritte nel presente Registro con la data dei Decreti della Deputazione sopra il Regolamento della Nobilta', per l'ammissione in detta classe , a forma della Legge sopra tal materia del 1750.

Grosso volume in fol. coperto di pelle con borchie di ottone ; nel piatto anteriore l'arme dei Granduchi lorenesi , nel posteriore quella di Prato, riccamente modellate. Porta anche una piccola targa dello stesso metallo : con la dicitura Prato - Nobili

Le famiglie qui iscritte con il loro stemma a colori e l'albero genealogico sono : Amadei , Apolloni , Bigalli ,Bizzochi ,Bocchineri ,Buonamici ,Campani, Carnesecchi ,Cercignani , Cicambelli , Convenevoli ,Dal Bo ,Degli Organi , De Gros , Desii , Dragoni ,Fazzi ,.....................

 

 

 

Prato, storia di una città, Volume 2‎ - Pagina 413

Fernand Braudel, Elena Fasano Guarini - 1986 - 928 pagine

Sull'applicazione di questa legge a Prato si veda pp. 402-04. 4. Le famiglie
riconosciute nobili nella prima tornata di registrazioni (1763-65) sono: ...

Visualizzazione frammento

 

 

 

Conclusioni

 

Questo individui ,all'apparenza , non sembrano collegabili coi Carnesecchi di Firenze e mi sembrano indicare una famiglia pratese omonima ma non consanguinea

Bisogna pero' esaminare attentamente l'ipotesi su Ricoverus tabernarius

 

La comparsa a Prato dei Carnesecchi di Pasquino o di Paolo sembra slegata alla scomparsa dalle cariche pubbliche fiorentine nel ventennio 1360--1380 (Avevo pensato alla possibilita' di una diaspora ) e bisogna parlare di una famiglia atoctona.

 

Per quanto riguarda i Carnesecchi di Ulivieri mancano attualmente gli elementi per fare qualunque affermazione

 

 

 

 

 

 

  

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Ecco uno stemma dei Carnesecchi nella chiesa di San Francesco a Prato datato 1850 (in Wikipedia fotografato ed inserito da Francesco Bini )

 

Colpisce la data : 1850 in cui i Carnesecchi di Prato avrebbero dovuto essere estinti

Colpisce il numero di bande che sembra diverso da quello canonico

 

 

Poiche' erano i Carnesecchi di Pasquino ad avere le sepolture in San Francesco dovrebbe voler dire che nel 1850 qualcuno di loro era ancora vivo

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per altre notizie di ordine familiare vedi ASF , Giust. , 53 , n.11

 

 

 

Nello " Inventario dell'archivio antico del comune" su Archivi storico pratese (anno XIII fascicolo II ) pg 93

627- Santucci.Comparse,Petizioni e Giustificazioni dall'anno 1738 al 1744

Non numerata . Citiamo come cose piu' notevoli : la demolizione di un bastione alla Porta Pistoiese ; notizie sulla famiglia Carnesecchi ; ................................

 

Non ho capito : nella stessa decima (quella di Anna ? ) e' sempre accesa una partita intestata a Giovanni d'Ulivieri ( arroto 1576 ), certo relativa ad un lascito ( ASF. ,Dec. Grand. , 5802 ,indice )

 

 

 

 NOTIZIE

 

Fiumi pag 272-273 "Demografia, movimento urbanistico e classi sociali in Prato dall'eta' comunale ai tempi moderni, Firenze, Olschki, 1968. "

 

La mancata rigenerazione della borghesia capitalistica e il "progressivo disinteresse della classe dominante per le manifatture e per i traffici determinarono la graduale riconversione dell'economia da mercantile ad agraria. A partire dal secolo XV l'organizzazione sociale si va adeguando a questo nuovo ordine di cose. Prende consistenza un neofeudalesimo che ha per vertice il principe. Superata, infatti, con l'affermazione della dinastia medicea, ogni lotta di famig1ie e di gruppi per il predominio politico, il potere si accentra nelle mani del principe, intorno al quale prospera un'aristocrazia terriera, che beneficia dei favori di corte. Le famiglie, che avevano allargato e consolidato i loro possessi rurali impiegandovi, per trarne sicurezza, i capitali guadagnati nel commercio internaziona1e, compongono ora i quadri della nobiltà del granducato, nobiltà che il principe investe di lucrosi benefizi, di commende, di rendite di ordini laici e religiosi`. Di fronte a questa casta privilegiata, la quale, vigendo i vincoli fidecommissari, prende quello che la terra dà e trascura migliorie e bonifiche, sta la plebe cittadina e campagnuola, che vive in condizioni di grave disagio. I mercanti di recente origine, il ceto artigianale e bottegaio, i piccoli proprietari terrieri, ristretti tra nobiltà e proletariato, solo nei casi più fortunati e attraverso qualche generazione possono aspirare alla promozione sociale.Nel 1750, sotto la reggenza lorenese, i fidecommissi e le prímogeniture furono limitati alle sole famiglie che, in seguito ad accurata indagine araldica, fossero dichiarate nobili patrizie o nobili ed iscritte nella serie dei Libri d'oro. Le casate ammesse alla nobiltà di Prato al primo censimento, portato a termine verso il 1765, furono trentadue, rappresentanti quarantun famiglie. Dodici: Naldini-Rinaldeschi, Bocchineri, Migliorati (due famiglie), Mannucci, Marcovaldi, Verzoni, Geppi, Novellucci, Inghirami`(tre famiglie), Regnadori, Pratesini, Spighi`, risalgono all'eta' comunale e sono di formazione anteriore al 1325. Due di esse: Naldini-Rinaldeschi e Regnadori sono le superstiti delle casate dichiarate magnatizie tra il 1310 e il 1319. 1 Mannucci provengono dalle file dei grandi popolani del secolo XIII. Gli agnati di altre undici casate figurano tra gli estimati del 1372 e i catastati del 1428-29: Vai, Convenevoli, Bizzochi (tre famiglie), Leonetti (due famiglie), Gini, Buonamici (quattro famiglie), Apolloni, Gatti, degli Organi, Dragoni, Fazzi. Di formazione più recente, ma tuttavia anteriore alle decime cinquecentesche, sono i Meucci, i Desii, gli Zeti, i Giunti-Modesti, i Salvi, i Cicambelli . i Vavassori, i Bigagli, i Carnesecchi . Non a caso, tutte queste famiglie nobili pratesi - a cominciare dalle più note ed antiche,il patriziato fiorentino e il granduca, per la parte allodiale, dispongono della maggior parte delle terre e dei beni stabili di proprieta' privata Nei secoli XVI-XVIII, veramente, e non nell'epoca comunale , la classe magnatizia, detentrice della ricchezza fondiaria si identifica con la nobiltà.

 

 

 

 

 

 

Archivio storico pratese, Volume 6, Numeri 22-29‎ - Pagina 82

Società pratese di storia patria - 1944

... grand' utile perchè il popolo di Prato da quel tempo in qua è cresciuto
assai e ... in detto luogo allevato per essere la madre de Carnesecchi di Prato,
...

Visualizzazione frammento

 

 

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RICERCA INCIPIT SU BATTESIMI PRATO

 

 

 

Mercoledi 17 febbraio 2010

 

Come sospettavo il lavoro di ricerca nei battesimi della città di Prato richiede molto tempo. In una intera sessione di lavoro ho potuto perciò consultare solamente il registro nascite maschie femmine che va dal 1482 al 1510, con i seguenti risultati:

 

 

Battesimi a Prato 1482-1510 : primo registro : maschi e femmine

 

 

Bartolomeo di Amaddio di Bartolomeo del Carneseccha 1483

Paolo di Proveglia Carnesecchi 1485

Bartolomeo di Amaddio di Bartolomeo Carnesecchi 1487

Agnola di di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1487

Marco di Amaddio Carnesecchi 1489

Bartolomea di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1492

Adovarda di Paolo di Antonio Carnesecchi 1492

Marco di Pasquino di Marco Carnesecchi 1493

Bartolomeo di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1494

Mattea di Iacopo Carnesecchi 1495

Luca di Bartolomeo Carnesecchi 1496

Lucrezia di Carlo di Matteo Carnesecchi 1496

Bastiano di Pasquino di Marco Carnesecchi 1497

Lucrezia di Carlo di Matteo Carnesecchi 1498

Matteo di Stefano di Antonio del Carne 1498

Piero di Chimenti di Marco Carnesecchi 1499

Agnola di Agnolo Carnesecchi 1500

Matteo di Carlo di Matteo Carnesecchi 1500

Maria di Stefano di Antonio del Carne 1501

Agnolino di Agnolo Carnesecchi 1501

Lucrezia di Carlo di Matteo Carnesecchi purgatore 1501

Matteo di Bartolomeo Carnesecchi 1504

Margherita di Raffaello di Simone del Carne 1504

Mattea di Carlo di Matteo Carnesecchi 1504

Niccolò di Chimenti di Marco Carnesecchi 1504

Bartolomeo di Pasquino di Marco Carnesecchi 1505

Niccolò di Carlo di Matteo Carnesecchi 1506

Niccolò di Carlo di Matteo Carnesecchi 1509

 

 

 

 

 

 

Mercoledi 24 febbraio 2010

 

Questi i battesimi per il periodo 1510-1524 (secondo registro, maschi e femmine). Dal successivo, potrò guardare solo i maschi secondo quanto concordato



Battesimi a Prato 1510-1524 : maschi e femmine

 

 

 

Marietta di Paolo Carnesecchi 1510

Antonio Mariotto di Meo del Carne 1517

Giuliano di Carlo Carnesecchi 1521……………………………………..1511

Francesca Lorenza di Domenico di Pasquino Carnesecchi 1523

 

 

 

Tenga di conto che non tutti i battesimi riportano i cognomi e che è possibile che alcuni Carnesecchi non riportino nell'atto il cognome e perciò non possano uscire fuori dal lavoro che stiamo facendo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Di 03 marzo 2010

le invio i battesimi maschili di Prato dal 1525 al 1568.

 

 

 

 

Battesimi a Prato 1525-1568 : maschi

 

 

Antonio di Agnolo del Carne 1542

Bastiano di Antonio di Domenico del Carne 1553

Francesco di Pasquino di Domenico Carnesecchi 1554

Iacopo di Pasquino di Domenico Carnesecchi 1565

 

A differenza del volume precedente, qui le carte sono tutte ben conservate. Si nota che non tutti i nominativi portano il cognome,e che in molti casi il cognome presente nei registri precedenti scompare o si modifica.

Correggo invece sul Giuliano di Carlo erroneamente indicato nel 1521. In realtà, dopo un ricontrollo, risulta essere stato messo in appendice a questo anno, ma essere in realtà nato nel 1511.

 

 

 

Famiglia Proveglia derivata da Proveglia di Iacopo Carnesecchi

 

Noto in particolare che il Proveglia Carnesecchi attestato alla fine del 400 ha dato origine ad una nuova famiglia cognominata Proveglia.

Abbiamo infatti ad esempio Batista di Iacopo di Battista Proveglia ed altri cosi riferiti.

Nel caso del Proveglia, posso effettuare un sondaggio sugli stessi libri già analizzati per vedere la sua discendenza, nel caso fosse sempre presente a Prato senza il cognome, tenendo conto delle considerazioni già fatte con la prima email.

 


Per le portate fiscali, il punto di riferimento possibile è il 1543. Non le so tuttavia quantificare quanto tempo ci vorrà per spogliare tutte le portate dei cittadini pratesi di quell'anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

MANOSCRITTI FORSE UTILI A QUESTA RICERCA ( Biblioteca Roncioniana di Prato )

 

 

CASOTTI, GIUSEPPE MARIA (1679-1740)

- 58. Spogli di cartapecore e documenti relativi alla storia di Prato

- 62-64. Lunario istorico pratese per l'anno 1721. Copia al n. 763

- 66. Stemmi di famiglie pratesi

- 67. Armi di famiglie che si vedono in Prato

- 105. Spoglio di famiglie pratesi col disegno delle rispettive armi e con alberi genealogici

- 392. Carteggio, 1702-1736

- 394. Casati pratesi

- 395-396. Alberi delle famiglie pratesi

- 397. Spoglio di Statuti pratesi dal 1289 al 1504

- 398-399. Priorista pratese

- 400-407. Spogli e copie di documenti pratesi

- 408-410. Studi genealogici di famiglie pratesi

- 411. Spogli di Diurni del comune di Prato

- 412-413. Spogli del Priorista fiorentino

- 414. Descrizione di armi delle famiglie fiorentine

 

CARNESECCHINI, SEBASTIANO di Lorenzo (SEC. XVIII)

- 386. Scritture diverse relative alle questioni insorte tra il Municipio ed alcuni cittadini che volevano esser

ammessi al godimento del gonfalonierato, 1737-1738

 

PRATO

- 66. Stemmi di famiglie pratesi, sec. XVIII-XIX

- 83. Raccolta miscellanea di 189 documenti, pubblici e privati, riguardanti Prato e i pratesi, sec. XIV-XIX

- 128. Documenti originali relativi a Prato, 1537-1761

- 129. Alberi e memorie di famiglie pratesi, sec. XVIII

- 135, 175. Alberi genealogici e stemmi di famiglie pratesi, sec. XIX

- 345, 347, 876, 982. Appunti per la storia di Prato, sec. XVIII-XIX

- 384-386. Notizie della nobiltà di Prato, sec. XVIII-XIX

- 436. Piante di Prato, sec. XVIII-XIX

- 764. Varie notizie della città di Prato e suoi cittadini. Processo della nobiltà della città di Prato e più altre cose

consecutive o concernenti il medesimo soggetto aggiuntevi posteriormente, sec. XVIII

- 831. Processo infra Vincenzio et altri Pini di Montecatini e Giovanni Bianchi e Giovan Piero Ghini di Firenze

sopra il podere di Casale, 1675-1692

- 874, 981. Armi gentilizie pratesi, sec. XIX

- 999, 1000, 1007, 1034. Documenti originali relativi alla Comunità e alla Cattedrale

 

 

GUASTI, CESARE (1822-1889)

- 135. Alberi genealogici di famiglie pratesi e fiorentine

  • 768. Raccolta di opuscoli che sono opera di pratesi o concernono alla storia di Prato, 1867

 

BALDANZI, AMADIO (1705-1789)

- 78. Della chiesa cattedrale di Prato

- 79. Memorie di famiglie originarie della terra di Prato

- 80. Memorie e ricordi di famiglie pratesi

- 99. Memoria delle carbonaie antiche e de' fossi e antifossi che circondano le mura della città di Prato

- 123. Memorie cronologiche del sacro Cingolo che si conserva nella Cattedrale di Prato

- 205. Estratti e memorie

- 206. Quadernuccio di notizie che si riferiscono alla storia di Prato

- 207. Memorie e alberi di famiglie pratesi

- 220. Ceppi e Spedali. Memorie

  • 228. Studi vari di storia pratese

 

 

SACCHI, FRANCESCO (1712-1775)

- 130. Ricordi relativi alla storia di Prato, 1628-1759

- 132. Alberi di alcune famiglie pratesi

- 136. Memorie e notizie istoriche riguardanti l'Opera del S. Cingolo

  • 137. Memorie tratte dai Diurni di Cancelleria riferentesi agli anni 1744-1746

 

 

BENELLI, MARTINO (1810-1873)

- 726. Appunti di geometria

- 772. Catalogo degli obblighi del Capitolo di Prato

- 874. Stemmi di famiglie pratesi

- 955. Appunti di storia del Capitolo della Cattedrale

  • 956. In lode di Francesco di Marco Datini

 

NESTI, GIUSEPPE (1820-1891)

- 636. Ricordi, 1857-1883

- 762. Iscrizioni monumentali e stemmi di famiglie pratesi

- 887. Schede con quesiti di natura liturgica ed ecclesiastica

  • 1041. Appunti di erudizione pratese

 

 

 

 

LE PIU' NOTE FAMIGLIE DI PRATO

 

 

ENRICO FIUMI nel capitolo :

SOMMARIO GENEALOGICO DELLE MAGGIORI FAMIGLIE PRATESI DALL'ETA' COMUNALE ALLE SOGLIE DELL'ETA' CONTEMPORANEA

 

Elenca queste famiglie :

Abatoni , Dell'Abbaco , Albertinelli vedi Guizzelmi , Albertini , Aliotti ,Allegretti , Amadei , Amadori , Amannati , Ambrogi , Ammirati ( fiorentini ), Angiolini , Apolloni , Degli Arati vedi Tieri , De Arbore , Arigoni , Arrighetti ,Arrighi ,

Baldanzi , Baldinucci , Banchelli ,Banchi , Bandieri , Baldini vedi Rocchi , Del barba vedi Buonconti , Barcosi , Bardi , Bartolini , Bartolozzi , Barzaloni , Bastianini , Becherini , Belchiari ,Bellandi , Bellendoti , Del Bello , Bellondini vedi Bolsinghi ,Benamati , Benini , Benintendi ,Benricevuti , Benuzzi ,Bertelli , Berti , Bettazzi , Bettini ,Bianchini , Bicchi , Bicicci , Bidori , Bielli , Bifolchi , Bigagli , Billi , Bindi ,Binducchi , Bini , Bisconti , Bizzochi , Dal Bo , Boatteri , Bocchineri vedi Gherardacci , Boccioli vedi Cennini , Boddi vedi Briganti , Bolsinghi , Bombi , Bomboni , Bomparenti , Bonati , Bondi vedi Bombi , Bonfiglioli , Bonfil , Bottari , Bovacchiesi ,Braccioli , Brancacci , Bresci , Briganti , Buonamici , Buonconti , Del Buono , Buonristori ,Buonvisi , Buri ,

Cacciafuochi , Caiozzi , Calendi , Calendini , Caluri ,Calvi , Cambioni , Campani ,Cancellieri , Cardelli , Carlesi , Carmagnini , Del Carne , Carnesecchi , Carnesecchini , Dalle Carra , Carradori vedi Dalle Carra , Casini ,Casotti , Castellani , Cavalcanti vedi Bovacchiesi , Cazzetteri , Ceccarelli , Ceccatelli , Ceffini ,Celmi , Cennini , Cepparelli ,Cercignani , Dalle Chiavi , Ciamberli , Cianfanelli ,Ciapini , Cicambelli , Cicognini ,Della Cima , Cini , Del Cinque , Cipriani , Cironi , Ciughi , Ciutini , Cocci , Comparini , Conti , Convenevoli , Coppini , Cortesi ,Costantini , Cristiani , Cugi ,

Dagomari , Datini , Davini , De Gros , Desii , Dondi ,Dragoni

Ermellini

Fabbruzzi , Fagioli , Farfalli , Del Fattore , Fazini vedi Ferracani , Fazzi , Fedi , Ferracani , Ferranti , Fiascaini , Filugelli , Del Fioco , Fioravanti , Foresi , Fortebracci , Fracasci ,Franceschi , Franchi , Franchini , Francioni , Fraschetti , Frati , Fronti ,

Gabellotti , Galigai , Galli , Gargalli , Gatti , Geppi , Gherardacci , Gherardi , Ghibellini , Ghigi vedi Del Fioco , Gini , Giordani , Giuntalodi , Giunti-Modesti , Godenzi , Goggi ,Golli , Del Gollo vedi Golli , Gori , Gottoli , Grassi , Grifi , Gualmi , Guardini ,Guarducci , Guazzalotti , Guidotti , Guiglianti , Guiliccioni , Guizzelmi ,

Infangati ,Inghirami ,

Landi , Latini , Lazzerini , Lenzini , Leoncini , leonetti ,Levaldini , Lichi , Limberti , Losti , Luparelli vedi Verzoni ,

Macci , Magalotti , Maganzini vedi Ristori , Magi vedi Bartolozzi , Magini , Magni , Magnolfi , Malpeli , Malvagini ,Malvisi , Manassei , Mannucci , Marabotti , Marchesuoli , Marchi , Marchiani , Marcovaldi , MARI , Marinari , Martini ,Mascagni , Masi , Masolini , Mazzamuti , Mazzei , Mazzinghi , Mazzoni , Megli , Melani , Mercatanti ,Mercatucci vedi Coppini , Merini ,Meucci , Migliorati ,Migliorini , Milanesi o Melanesi , Miniati , Mochi , Moddei , Modesti , Mugnesi , Muzzarelli-Verzoni vedi Verzoni , Muzzi ,

Naldini vedi Rinaldeschi , Nerli , Nesti , Niccoli , Niccolozzi vedi Bonfiglioli , Nistri , Nomi , Novellucci , Nuti ,

Degli Obizzi , Degli Organi , Ormanetti ,

Pacchiani , Pacini , Palchetti , Palei vedi Bettazzi , Palli , Pallotti vedi Ciutini , Pandolfini , Pantani , paoli , Parenti , Parigi , Pastacaldi , Pellegrini , Perondini ,Pesci , Pesciolini vedi Pesci , Piani , Pieri , Pigli ( fiorentini ) , Pilli vedi Pigli , Pini , Pipini , Polverini , Pontecchi , Pratesini , Pratolini vedi Saccagnini , Del Priore vedi Pugliesi , Puccini , Pugliesi ,

Quartucci ,

Rabatti , Ramaioli , Rani , Reggiani , Regnadori vedi Ringhiadori , Ricci , Del Riccio vedi Ricci , Rinaldeschi , Rinaldi , rinforzati , Ringhiadori , Ristori , Rocchi ,Romiti , Ronchini , Roncioni ,Ronconcelli , Del rosso ,

Saccagnini ,Saccardi , Sacchi , Salvi poi Salvi - Cristiani ,Sandri vedi Marcovaldi , Santini , Sassoli , Sassolini (fiorentini ), Scarioni , Schieri vedi Verzoni , Dello Schiso , Scribentini , Scrigni , Del Sega , Serotti vedi Verzoni , Sgrilli , Sinibaldi , Soffi poi Soffi-Ghibellini , Soldani , Spedalieri , Spighi , Stagi , Stanghi , Steffer , Stradetti , Strigelli , Struffaldeschi ,

Talducci , Tani , Targetti , Tarpucci , Taviani , Ticci , Tieri , Tignosi vedi Galigai , Tini ,Toccafondi , Tontonberli vedi Saccardi , Torelli , Della Torricella , Torrigiani , Troiani , Tronci ,

Ugurlandi ,

Vai , Valentini , Vannozzi vedi Rocchi , Vavassori ( bergamaschi ) , Della Verde , Vermigli , Vernati , Verzoni , Vestri , Vignaleschi , Villani , Vinaccesi , Visconti , Visi , Vivorati ,

Wyse ,

Zaccagnini vedi Saccagnini , Zarini , Zelmi , Zeti ,

 

Compaiono in questo elenco : DEL CARNE , CARNESECCHI ; CARNESECCHINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A proposito dei Carnesecchi fiorentini ricevo sempre dall'amico dr Roberto Segnini :

 

 

Dal libro di

MARIA PIA MANNINI, Gli stemmi dei Podestà e commissari di Prato-Museo civico di Prato-Quaderni di Storia e Arte n.2, Comune di Prato, Pacini editore, 1989.

 

Bibliografia di riferimento:

 

G. GUASTI,"Serie di alcuni Podestà, Capitani di Giustizia,Commissari e Vicari regi risieduti in Prato dal 1240 al 1800.

 

A.S.P miscellanee. Memorie di Notai, Podestà, e Vicari regi di Prato, cart.2 fasc. 1, cc. 129-155 (Misc).

 

 

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Anno 1412 Marco di Jacopo Ghinetti (misc. c. 134 - Guasti p. 46)

Cristofano di Berto Carnesecchi ( misc. c. 134 ; Guasti p. 46)

Parziale affresco salone secondo piano.

Frammenti di arme dipinta con scritta: <<XPOFORI – BTI >> (CARNESECCHI)

 

Arme: troncato; nel primo bandato d’oro e d’azzurro nel secondo d’azzurro ad un rocco d’oro (riferibile a Carnesecchi Cristoforo di Berto, eletto nel 1412).

 

Lo stemma si vede malissimo.

 

 

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Anno 1588 Umberto di Benedetto degli Adimari (misc. C.142 - Guasti p. 53)

Affresco sala secondo piano.

 

PARETE OVEST

Sulla parete a destra vicino alla porta d’accesso al salone del secondo piano:

stemma dipinto con elmo piumato e due cariatidi laterali a grottesche con nome e data :

 

<< D. UBERTUS BENDTTI .D . ADIMRIBS. NOBIL. PTOR. A . 1588 – 1589 >>

 

Arme: spaccato d’oro e d’ azzurro.

Uberto di Benedetto ADIMARI Podestà 1588 – 89

 

 

 

 

 

 

 

 

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  ing. Pierluigi Carnesecchi La Spezia anno 2003