In corso di realizzazione

 

…La detta citta’ di Firenze e’ molto bene popolata e generativa per la buona aria ; i cittadini bene costumati e le donne molto belle e adorne ; i casamenti bellissimi , pieni di molte bisegnevoli arti , oltre all’altre citta’ d’Italia. Per la qual cosa molti di lontani paesi la vengono ad vedere , non per necessita’ ma per bonta de’ mestieri e arti, e per bellezza e ornamento della citta’.

Dino Compagni

 

 

 

Variazioni demografiche 

Evoluzione della cinta muraria

Il contado e l'espansione territoriale

 

Nello scarso panorama documentario che investe gli anni fino ai primi del 1200 , legare insieme :

 

influenza Chiesa e influenza dell'Impero sulle vicende cittadine ( Vacanze e presenza )

Legami dei nobili di contado con l'impero ( le vicende dei conti Guidi , ………)

Violenza dei tempi ( patti commerciali , lotta contro i signori di contado che ostacolavano i traffici )

Espansionismo ( inteso come occupazione di posizioni strategiche ?? , indebolimento dell'avversario ) espansione nel contado

Alleanze militari con altri comuni

Nascita del comune indipendente ( atti che dimostrano indipendenza da altri poteri forti )

Sviluppo dei traffici e formazione delle organizzazioni artigiane e commerciali

Aumento della popolazione ( cinta muraria , costruzione di chiese , forza dell'esercito, cognomizzazioni )

L'estrazione sociale dei componenti la classe dirigente

Composizione dell'esercito

Modo di condurre una guerra ( cavalleria, fanteria …)

Carichi fiscali distribuzione della ricchezza , debito pubblico , costo delle guerre , …………..

 

E' porre delle premese a fare delle congetture piu' precise sugli avvenimenti

 

Esempio : l' esperienza del "Primo popolo " degli anni 1250-1260 e' probabilmente un esperienza che ha la sua origine nelle forza

delle corporazioni commerciali ed artigiane che gia' queste avevano assunto nell'ultimo trentenio del XII secolo e come un torrente carsico

sboccheranno in superficie solo in tempi maturi

L'esame dell'espansione dei traffici , degli scambi commerciali , dei mercati che vedevano presenti i fiorentini , da un idea di questa forza

ma cosi pure il ritmo di accrescimento della popolazione , visto come capacita' della citta' di assorbire forza lavoro.

Il processo d'indipendenza comunale e' spesso legato all'accumulo di ricchezza

 

 

 

Firenze moderna

 

 

 

 

Non e' possibile non tener conto nella storia fiorentina dei fenomeni economici : l'accumulo di grandi ricchezze attraverso i traffici 

Non e' possibile non tener conto della Peste del 1348 e delle pestilenze successive

Un fenomeno che spazza via 90.000 individui in una citta' di 130.000 ha importanza piu' di qualunque avvenimento politico

 

 

Un libro importante e' : "I Toscani e le loro famiglie " (uno studio sul catasto fiorentino del 1427 ) societa' editrice Il mulino Bologna

 

 

 

 

A fare la storia di Firenze , a Firenze in particolare , e' il denaro

Quando i fiorentini non riescono con la guerra riescono col denaro

Pero questa grande macchina per far soldi che e' la Firenze medioevale e rinascimentale non e' stata ancora studiata sufficientemente da questo punto di vista

 

 

 

 

Cosa sappiamo dell'espansione dell'economia fiorentina , dell'espansione delle sue manifatture e quindi della capacita' di assorbire manodopera e quindi immigrazione ?

I soldi spesi in guerra , in axquisti territoriali , in spese per ………………………………………………….

 

 

 

Un altro fattore scarsamente considerato dagli storici e' il fattore demografico

Le parole a volte nascondono a volte rivelano

Qui l' incremento demografico non e' dovuto ad una popolazione che figlia di piu' ma e' dovuto ad una massiccia immigrazione dalle zone vicine per far fronte al fabbisogno di manodopera

L'afflusso di un numero considerevole di individui dal contado deve aver necessariamente sconvolto gli equilibri politici del Comune

Anche perche' come detto siamo in presenza di un incremento demografico non graduale ma anzi in taluni momenti esplosivo

Probabilmente i nuovi venuti per la maggioranza dovevano affiliarsi alle arti minori aumentandone il peso politico

E si aggiunga come i nuovi venuti fossero apportatori comunque di un indisciplina nei confronti del sistema delle Arti e delle sue regole scritte e non scritte e fossero individui meno allenati a sopportare regole consolidate

 

In stretta relazione all'incremento demografico e' l'ampliamento della cinta muraria

La cronistoria della cinta muraria e' quindi legata all'incremento demografico e da una si puo dedurre l'altra

 

 

Fallimenti delle grandi compagnie ……………………..esubero di mano d'opera

Stagnazione dell'economia

 

Quello che e' certo che dopo la caduta del Duca d'Atene il regime politico comunale vede l'inserimento di un numero rilevante di artefici minuti

Le famiglie che di fatto avevano detenuto il potere per tutto il periodo 1282 -1343 sono relegate ad un ruolo non marginale ma di peso ridotto

Vedasi l'elenco dei Priori fatto dal prof. Raveggi per il periodo appunto 1282-1343 ( http://www.storia.unisi.it/index.php?id=301 ) e l'elaborazione di quei dati su queste pagine

 

Culminera' questa ascesa del popolo minuto nella rivolta dei Ciompi del 1378

 

Anche gli anni di Giano Della Bella andrebbero valutati sotto questo aspetto

 

La restaurazione stupisce sempre

Uno fa fatica a comprendere come quegli stessi ( forti dellìappoggio del numero ) che avevano determinato un onda rivoluzionaria improvvisamente plachino la loro spinta e lascino che tutto torni come prima

In realta' le famiglie oligarchiche pur cessando di detenere il potere politico non cessano di detenere quello economico

E il potere economico alla fine vince

E se la percezione popolare e' di un peggioramento delle condizioni di vita , se gli obiettivi non appaiono piu' chiari o comunque raggiungibili …………………………………….subentra la rassegnazione ed il senso dell'inutilita' del sacrificio

 

 

 

 

Popolazione di Firenze nel corso degli anni

 

Questi dati non sono basati su fonti certe ma sono deduzioni dei singoli studiosi

Tendono tutti a vedere nel fenomeno una gradualita' ( ad esclusione del Salvemini ! ) niente affatto provata

 

Il Salvemini deduce 30.000 nel 1300 90.000 nel 1330

 

 

 

Un' indicazione importante ci viene da Giovanni Villani : Nuova Cronica

 

Da liber liber

Il Villani concepì l'idea di comporre una cronaca dei fatti del suo tempo e della storia della sua città, Firenze, mentre si trovava a Roma, in occasione del Giubileo del 1300. Cominciata nel 1308, la redazione dell'opera lo occupò per tutta la vita e rimase incompiuta alla sua morte, avvenuta nel 1348.

Fu continuata dal fratello Matteo che la protrasse per altri 11 libri finché non morì a sua volta, nel 1363. I successivi 102 capitoli, che coprono appena un anno, furono composti dal figlio di Matteo, Filippo.

L'opera completa di Giovanni consta di 12 libri, divisi in due parti di 6 libri ciascuna. La sua prima edizione, che comprendeva 10 libri, fu stampata a Venezia nel 1537, mentre l'edizione completa si deve ai Giunti di Firenze, che la pubblicarono nel 1559. L'edizione ampliata dalle aggiunte del fratello e del nipote è reperibile nei Rerum Italicarum Scriptores del Muratori, voll. XIII e XIV.

Da Liber Liber

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XCI

 

Del podere ed entrata ch'avea il Comune di Firenze in questi tempi.

Acciò che' nostri discendenti possano comprendere lo stato ch'avea il nostro Comune di Firenze in questi tempi, e come si fornì lo spendio della detta guerra del Mastino, la quale volea il mese il meno XXVm di fiorini d'oro ch'andavano a Vinegia, sanza le spese oportune che bisognavano di qua al nostro Comune, che·lle più volte sanza quelli di Lombardia avea a soldo M cavalieri, sanza la guardia delle terre e castella si teneno, in brieve il narreremo apresso del podere del nostro Comune, l'entrata e così l'uscita, e messioni del Comune, dall'anno MCCCXXXVI al MCCCXXXVIII, che durò la guerra da·nnoi e meser Mastino. Il Comune di Firenze in questi tempi signoreggiava la città d'Arezzo e 'l suo contado, e Pistoia e 'l suo contado, Colle di Valdelsa e·lla sua corte, e in ciascuna di queste terre avea fatto fare un castello, e tenea XVIIII castella murate del distretto e contado di Lucca, e del nostro contado e distretto XLVI castella forti e murate, sanza quelle de' propii cittadini, e più terre e villate sanza mura, ch'erano grandissima quantità.

 

XCII

 

Entrata del Comune di Firenze.

Il Comune di Firenze di sue rendite assise ha picciola entrata, come si potrà vedere, ma reggevasi in que' tempi per entrata di gabelle; e quando bisognava, come dicemmo adietro al cominciamento della guerra del Mastino, si civiva per prestanze e imposte a' mercatanti e ricchezze e altri singulari, assegnandole con guidardoni sopra le gabelle. E in questi tempi queste infrascritte erano le gabelle levate per noi diligentemente de' ligistri del Comune, che, come potrete vedere, montarono in questi tempi da CCCm di fiorini d'oro l'anno, talora più, talora meno, secondo i tempi; che sarebbe gran cosa a uno reame, e non n'ha più il re Ruberto d'entrata, né tanti d'assai quello di Cicilia né quello di Raona. Vendesi l'anno la gabella delle porti di mercatantie e vettuaglia e cose ch'entravano e uscieno della città fiorini LXXXXmCC; la gabella del vino si vendea a minuto, pagando il terzo, fiorini LVIIIImCCC. L'estimo de' contadini, pagando l'anno, soldi X per libra di loro estimo si vende fiorini XXXmC d'oro; la gabella del sale, vendendo a' cittadini, soldi XL di piccioli lo staio, e a' contadini soldi XX, vendesi fiorini XIIIImCCCCL d'oro. Queste IIII gabelle erano diputate alla spesa della guerra di Lombardia. I beni de' ribelli sbanditi e condannati valeano l'anno VIIm d'oro. La gabella sopra i prestatori a usura fiorini IIIm d'oro. I nobili del contado pagavano l'anno fiorini IIm d'oro. La gabella de' contratti l'anno fiorini XIm d'oro. La gabella del macello delle bestie della città fiorini XVm d'oro; quella del macello del contado fiorini IIIImCCCC d'oro. La gabella delle pigioni l'anno fiorini IIIImCL d'oro. La gabella della farina e macinatura fiorini IIIImCCL d'oro. La gabella di cittadini che vanno di fuori in signoria valea l'anno fiorini IIImD d'oro. La gabella dell'acuse e scuse fiorini MCCCC d'oro. Il guadagno della moneta dell'oro valea l'anno, pagate le fatture, fiorini IImCCC d'oro. L'entrata del guadagno della moneta di quattrini e di piccioli, pagato l'ovraggio, fiorini MD d'oro. I beni propi del Comune e passaggi fiorini MDC d'oro. I mercati di città delle bestie vive fiorini IImCL d'oro. La gabella di segnare pesi e misure e paci e beni in pagamento l'anno fiorini DC d'oro. La spazzatura d'Orto Sa·Michele e prestare bigonce fiorini DCCL d'oro. La gabella delle pigioni di contado fiorini DL d'oro. La gabella de' mercati di contado fiorini IIm d'oro. Le condannagioni che·ssi riscuotono si ragiona l'anno, e·lli più anni monta troppo più, fiorini XXm d'oro. L'entrata de' difetti de' soldati a cavallo e a·ppiè, non contando quelli ch'erano in Lombardia, fiorini VIIm d'oro. La gabella delli sporti delle case l'anno fiorini VmDL d'oro. La gabella delle trecche e trecconi fiorini CCCCL d'oro. La gabella del sodamento fiorini MCCC d'oro, cioè di portare arme di difensione, a soldi XX di piccioli per uno. L'entrata delle prigioni fiorini M d'oro. La gabella de' messi fiorini C d'oro. La gabella de' foderi del legname vien per Arno fiorini L d'oro. La gabella degli aprovatori de' sodamenti si fanno al Comune fiorini... d'oro. La gabella de' richiami a' consoli a dell'arti, la parte del Comune, fiorini... d'oro. La gabella sopra le posessioni del contado fiorini... d'oro. La gabella delle zuffe a man vote fiorini... d'oro. La gabella da Firenzuola fiorini... d'oro. La gabella di coloro che non hanno casa in Firenze, e vale il loro da fiorini M in su, fiorini... d'oro. La gabella delle mulina, entrata e pescaie, fiorini... d'oro. Somma da fiorini CCCm, e più. O signori Fiorentini, come è mala provedenza acrescere l'entrata del Comune della sustanza e povertà de' cittadini colle sforzate gabelle per fornire le folli imprese! Or non sapete voi che come è grande il mare è grande la tempesta, e come cresce l'entrata è aparecchiata la mala spesa? Temperate, carissimi, i disordinati disideri, e piacerete a·dDio, e non graverete il popolo innocente.

 

XCIII

 

Ispese del Comune di Firenze in que' tempi.

Le spese ferme e di nicessità del Comune di Firenze per anno, e valea libre III soldi II il fiorino dell'oro. Il salaro del podestà e di sua famiglia l'anno libre XVmCCXL piccioli. Il salaro del capitano del popolo e sua famiglia l'anno libre VmDCCCLXXX piccioli. Il salaro dell'eseguitore degli ordini della giustizia contro a grandi per sé e sua famiglia libre IIIImDCCC piccioli. Il salaro del conservadore del popolo e sopra gli sbanditi, con L cavalieri e C fanti, fiorini VIIImCCCC d'oro: questo uficio nonn-è stanziale, se non come occorrono i tempi di bisogno. Il giudice dell'appellagione sopra le ragioni del Comune libre MC di piccioli. L'uficiale sopra gli ornamenti delle donne e altri divieti libre M di piccioli. L'uficiale sopra la piazza d'Orto Sa·Michele della biada libre MCCC di piccioli. Li uficiali sopra la condotta de' soldati e notai e messi libre M di piccioli. Li uficiali e notai e messi sopra i difetti de' soldati libre CCL di piccioli. I camarlinghi della camera del Comune, e·lloro uficiali e massari, e·lloro notai e frati, che guardano gli atti del Comune, libre MCCCC di piccioli. Li uficiali sopra le rendite propie del Comune libre CC di piccioli. I soprastanti e guardie delle prigioni libre DCCC di piccioli. Le spese del mangiare e bere de' signori priori e di loro famiglia costa l'anno libre IIImDC di piccioli. I salari de' donzelli e servidori del Comune e campanai delle due torri, cioè quella de' priori e della podestà, libre DL di piccioli. Il capitano con LX berrovieri che stanno al servigio e guardia de' priori libre VmCC di piccioli. Il notaio forestiere sopra le riformagioni e suo compagno libre CCCCL di piccioli. Il cancelliere e dittatore delle lettere e suo compagno libre CCCCL piccioli. Per lo pasto de' lioni, e torchi, e candele, e panelli per li priori libre IImCCCC di piccioli. Il notaio che ligistra nel palagio de' priori i fatti del Comune libre C di piccioli. I messi che servono tutte le signorie, per loro salaro libre MD di piccioli. Trombadori e banditori del Comune, che sono i banditori VI e trombadori, naccheraio e sveglia, cenamelle e trombetta, X, tutti con trombe e trombette d'argento, per loro salaro l'anno libre M di piccioli. Per limosine a' religiosi e spedali l'anno libre IIm piccioli. Secento guardie che guardano di notte alle poste per la città libre XmDCCC di piccioli. Il palio di sciamito che·ssi corre l'anno per san Giovanni, e quelli di panno per santo Bernaba e santa Reparata costano l'anno fiorini C d'oro. Per ispie e messi che vanno fuori per lo Comune libre MCC di piccioli. Per ambasciadori che vanno per lo Comune stimati l'anno più di fiorini Vm d'oro. Per castellani e guardie di rocche si tengono per lo Comune fiorini IIIIm d'oro. Per fornire la camera dell'armi e balestra e saettamento e pavesi fiorini MD d'oro. Somma l'opportune ispese sanza i soldati a·ccavallo e a piè da fiorini XLm d'oro o più l'anno. A' soldati a·ccavallo e a piè non era né regola né numero fermo, ch'erano quando più e quando meno secondo i bisogni che occorrono al Comune. Ma al continovo si può ragionare, sanza quelli della guerra di Lombardia, e non faccendo oste, da DCC a M, e simile pedoni continui. E non facciamo conto delle spese delle mura e de' ponti, e di Santa Reparata, e di più altri lavori di Comune, che non si può mettere numero ordinato.

 

XCIV

 

Ancora della grandezza e stato della città di Firenze.

Dapoi ch'avemo detto dell'entrata e spesa del Comune nostro di Firenze in questi tempi, ne pare si convenga di fare menzione dello stato e condizione di quella, dell'altre grandi cose della città; perché i nostri successori che verranno per li tempi s'avegghino del montare o bassare di stato o potenzia che facesse la nostra città, acciò che per li savi e valenti cittadini, che per li tempi saranno al governo di quella, per lo nostro ricordo e asempro di questa cronica procurino d'avanzarla inn-istato e podere. Trovamo diligentemente che in questi tempi avea in Firenze circa a XXVm d'uomini da portare arme da XV in LXX anni, cittadini, intra' quali avea MD nobili e potenti che sodavano per grandi al Comune. Avea allora in Firenze da LXV cavalieri di corredo. Ben troviamo che anzi che fosse fatto il secondo popolo, che regge al presente, erano i cavalieri più di CCL, che poi che 'l popolo fu, i grandi non ebbono lo stato e signoria sì grande come prima, e però pochi si facieno cavalieri. Istimavasi avere in Firenze da LXXXX di bocche tra uomini e femmine e fanciulli, per l'aviso del pane bisognavano al continuo alla città, come si potrà comprendere apresso; ragionandosi avere comunemente nella città da MD uomini forestieri, e viandanti e soldati, non contando nella somma di cittadini riligiosi e frati e religiose e rinchiuse, onde faremo menzione apresso. Ragionasi in questi tempi avere nel contado e distretto di Firenze da LXXXm uomini. Trovamo dal piovano che battezzava i fanciulli (imperò che per ogni maschio che battezzava in San Giovanni, per avere il novero, mettea una fava nera, e per ogni femmina una bianca) trovò ch'erano l'anno in questi tempi dalle VmD in VIm, avanzando le più volte il sesso mascolino da CCC in D per anno. Trovamo che' fanciulli e fanciulle che stavano a leggere del continuo da VIIIm in Xm. I garzoni che stavano ad aprendere l'abbaco e algorisimo in VI scuole da M in MCC. E quelli che stavano ad aprendere gramatica e loica in IIII grandi scuole da DL in DC. Le chiese ch'erano allora in Firenze e ne' soborghi, contando le badie e·lle chiese de' frati e religiosi, trovamo CX, delle quali erano LVII paroccie con popolo, V badie con due priori con da LXXX monaci, XXIIII monisteri di monache con da D donne, X regole di frati con più di DCC frati, XXX spedali con più di mille letta per albergare poveri e infermi, e da CCL in CCC cappellani preti. Le botteghe dell'arte della lana erano CC e più, e faceano da LXXm in LXXXm di panni, di valuta di più di MCC migliaia di fiorini d'oro; che bene il terzo e più rimaneva nella terra per overaggio, sanza il guadagno de' lanaiuoli; del detto ovraggio viveano più di XXXm persone. Ben trovamo che da XXX anni adietro erano CCC botteghe o circa, e faceano per anno più di Cm panni; ma erano più grossi della metà valuta, però ch'allora non ci venia né sapeano lavorare lana d'Inghilterra, com'hanno fatto poi. I fondachi dell'arte di Calimala di panni franceschi e oltramontani erano da XX, che faceano venire per anno più di Xm panni di valuta di più di CCCm di fiorini d'oro, che tutti si vendeano in Firenze sanza quelli che mandavano fuori. Banchi di cambiatori LXXX banchi. La moneta dell'oro battea per anno CCCLm di fiorini d'oro, talora CCCCm; e di danari da quattro più di XXm libre. Le botteghe di calzolai e zoccolai e pianellai erano da CCC. Il collegio di giudici da LXXX in C; e notari da DC; medici di fisica e di cirogia da LX; e botteghe di speziali allora da C. Mercatanti e merciai, grande numero, da non potere bene stimare per quelli ch'andavano fuori di Firenze a negoziare; e molti altri artefici di più mestieri, maestri di pietra e di legname. Fornora avea allora in Firenze CXLVI, e trovamo per la gabella della macinatura e per fornari ch'ogni dì bisognava alla città dentro CXL moggia di grano, onde si può stimare quello bisognava l'anno; non contando che·lla maggiore parte degli agiati e ricchi e nobili cittadini co·lloro famiglie più di IIII mesi, e tali più dell'anno, in villa in contado. Troviamo che intorno gli anni MCCLXXX ch'era la città in filice e buono stato, ne volea la settimana da DCCC moggia. Di vino trovamo per la gabella delle porte n'entrava l'anno da LVm di cogna, e inn abondanza talora più Xm cogna. Bisognava l'anno IIIIm tra buoi e vitelle; castroni, pecore LXm; capre e becchi XXm; porci XXXm. Entravano del mese di luglio per la porta a San Friano CCCC some di poponi per dì, che tutti si stribuivano nella cittade. In questi tempi avea in Firenze le 'nfrascritte signorie forestieri, che ciascuno tenea ragione, e aveano colla da tormentare, la podestà, il capitano del popolo, l'assecutore degli ordini della giustizia, il capitano della guardia, overo conservadore del popolo; tutte queste signorie avieno albitro di pulire reale e personale: il giudice della ragione e apellagione, il giudice sopra le gabelle, l'uficiale sopra la piazza e vittuaria, l'uficiale sopra gli ornamenti delle donne, quello della mercatantia, quello sopra l'arte della lana, gli uficiali ecresiastici, la corte del vescovo di Firenze e di quello di Fiesole, e dello inquisitore della eretica pravità. Altre degnità e magnificenza della nostra città di Firenze non sono da lasciare di mettere in memoria per dare aviso a quelli verranno dopo noi. Ell'era dentro bene albergata di molti belli palagi e case, e al continovo in questi tempi s'edificava, migliorando i lavori di farli agiati e ricchi, recando di fuori asempro d'ogni miglioramento e bellezza. Chiese cattedrali e di frati d'ogni regola, e monisteri magnifichi e ricchi; oltre a·cciò non era cittadino che non avesse posessione in contado, popolano o grande, che non avesse edificato od edificasse riccamente troppo maggiori edifici che in città; e ciascuno cittadino ci peccava in disordinate spese, onde erano tenuti matti. Ma·ssi magnifica cosa era a vedere, ch'uno forestiere non usato venendo di fuori, i più credeano per li ricchi difici d'intorno a tre miglia che tutto fosse della città al modo di Roma, sanza i ricchi palagi, torri e cortili, giardini murati più di lungi alla città, che inn-altre contrade sarebbono chiamati castella. In somma si stimava che intorno alla città VI miglia avea più d'abituri ricchi e nobili che recandoli insieme due Firenze non avrebbono tante: e basti assai avere detto de' fatti di Firenze.

 

 

 

Su queste pagine del Villani Niccolo' Rodolico , Enrico Fiumi hanno svolto elaborate deduzioni per stabilire il numero degli abitanti

 

 

 

 

anno

 

D. Herlihy CH. Klapisch-Zuber I Toscani e le loro famiglie

Popolazione del comune di Firenze secondo Antonetti

villani

Popolazione del comune di Firenze secondo Fiumi

Popolazione del comune di Firenze secondo Salvemini

 

 

 

 

 

 

 

1150

 

 

6.000

 

 

 6.000

1200

 

 

10.000-----15.000

 

50.000

 10.000

1260

 

 

 

 

75.000

 

1280

 

 

100.000

 

85.000

 

1300

 

 

110.000

 

95.000

 30.000

1338

 

Villani=88.000-100.000

Rodolico= 130.000

 

 

90.000

 90.000

1340

 

PESTE

PESTE

PESTE

PESTE

PESTE

1340

 

 

90.000 epidemia e carestia=15.000 morti

90.000 epidemia e carestia=15.000 morti

 

 

1347

 

 

85.000 epidemia e carestia=4.000 morti

85.000 epidemia e carestia=4.000 morti

76.000

 

1348

 

PESTE

PESTE

PESTE

PESTE

PESTE

1348

 

 

32.000 PESTE NERA 53.000 morti

 

 

 60.000 ( Pagnini )

1352

 

 

42.000 (censimento )

 

 

 

1357

peste

 

 

 

 

 

1359

peste

 

 

 

 

 

1361

peste

 

 

 

 

 

1363

 

PESTE

 

 

 

 

1363

 

 

peste

 

 

 

1371

peste

 

 

 

 

 

1374-1375

 

Peste : muoiono circa 7000

 

 

 

 

1379

 

Estimo 13.779 famiglie

56.000

 

55.000

 

1380

 

Estimo=13.074 famiglie pari a 54.747 persone

54.700

 

 

 

1383-1384

 

Peste

 

 

 

 

1390

 

PESTE

 

 

 

 

1391

peste

 

 

 

 

 

1399

Peste

 

 

 

 

 

1400

Peste nei due anni dalle 12.000 alle 20.000 vittime

Muiono di peste almeno 12.000

Peste nei due anni circa 20.000 morti

 

 

 

1411

 

Peste

 

 

 

 

1417-1418

Peste 3000 vittime

Peste

peste

 

 

 

1423-1424

peste

Peste

 

 

 

 

1427

 

37.144

37.144 / 9.780 focolari CATASTO

 

37.000

 Fonte Catasto dato certo

1430

Peste 4000 vittime

PESTE

 

 

 

 

1437

 

Peste

 

 

 

 

1448

peste

 

 

 

 

 

1449

 

peste

 

 

 

 

1456

peste

 

 

 

 

 

1457

 

Peste

 

 

 

 

1458

peste

 

 

 

 

 

1459

 

 

37.369

 

 

 

1463

Peste

 

 

 

 

 

1465

Peste

 

 

 

 

 

1466

Peste

 

 

 

 

 

1469

 

 

40.369

 

 

 

1476

Peste

 

 

 

 

 

1477

Peste

 

 

 

 

 

1478

Peste

 

 

 

 

 

1479

peste

Peste

 

 

 

 

1480

 

 

41.590

 

 

 

1495-1499

peste

Peste

 

 

 

 

1527

peste

Peste

 

 

 

 

1552

 

Censimento=59.191

59.191

 

 

 

1630

peste

 

 

 

 

 

1745

 

 

73.517

 

 

 

1767

 

 

78635

 

 

 

 

 

 

Fonti di demografia 

 

Il convento domenicano di Santa Maria Novella ha lasciato due serie di necrologi, che iniziano dalla fine del XIII secolo ;

il primo necrologio , che e' stato anche il piu' lungo , riferisce nome e data di morte di 1.758 laici , seppelliti nel cimitero della chiesa tra la fine del XIII el'inizio del XVI secolo.

Il secondo ci ha conservato nome e data di morte di 602 frati , postulanti e conversi dipendenti dal convento

 

M. Lastri Ricerche sull'antica e moderna popolazione della citta' di Firenze per mezzo dei registri di battesimi del Battistero di San Giovanni dal 1451 al 1775 " Firenze 1775

I registri di battesimo di San Giovanni iniziano dal 1450-1451

 

Studi sul Monte delle doti

 

Censimenti

 

 

 

 

Il numero delle chiese

L'espansione della cinta muraria

Possono essere un indice dell'incremento demografico

 

 

 

La cinta muraria

 

 

 

Piu' o meno la prima cerchia di mura rifflette la citta' romana

Divisa in quattro quartieri

 

Porta del Duomo

Porta San Pietro

Porta Santa Maria

Porta San Pancrazio

 

 

 

Da schiarimenti sulla pianta della citta' allegato a " Storia di Firenze " del Davidsohn

Porte e postierule del primo cerchio delle mura

 Porte e Postierule del primo cerchio di mura

Porta Aurea ( 1 luglio 1085 Lami Monumenta I ,237 )

Porta Episcopi (21 ottobre 1193 ; Arch. Del Cap. , nr 329 )

Porta S. Mariae ( 23 luglio 1038 ; Lami Monumenta I , 96 ) o Porta Regia ( Sanzanome , 8 )

Porta S. Pancratii ( dal 987 al 1002 ; dal Bullettone , Lami Monumenta II , 866 )

Porta S. Petri ( 8 luglio 969 Badia )

Pusterula Russa ( Porta Rossa 16 marzo 1055 ; Passignano ; Rena- Cam , III a , 91 Passignano )

Posterula Salamoni ( 27 gennaio 979 ; Lami Monumenta II 1378 . Piu' tardi << Pusterula de abadia >> 11 agosto 1137 ; Acquisto Strozzi- Ugucc. )

Posterula Teuzi Fabri ( 27 maggio 1038 ; Rena-Cam IIIa 91 Passignano )

Pusterula Vicedomini ( 3 settembre 1078 ; Arch. Del Cap. nr 94 )

……………………………………………………………………………………………………………….

 

 

 

 

Dall'introduzione di Luciana Mosiici al suo "Le carte del monastero di Santa Felicita a Firenze"

La chiesa di Santa Felicita sorse sulla sponda sinistra dell'Arno , in prossimita' dell'antico ponte e fuori delle mura (le mura erano quelle del cerchio del cerchio romano bizantino ) su un terreno ancora sgombro di edifici accanto ad un cimitero cristiano che costeggiava con probabilita' uno degli accessi alla strada romana...............

........... dalle pergamene di Santa Felicita traspare soltanto l'immagine di una ancor ristretta societa' cittadina ,troppo serrata nei muri della sua cerchia antica , spinta a dilagare fuori porta dal repentino accrescimento demografico della fine del secolo XI ( nel 1078 nelle adiacenze della chiesa di Santa Felicita si contavano 12 case di proprieta' del monastero : tutto intorno si stendevano ancora terreni liberi , coltivabili ad orto o a vigna Cfr documento n.15 )

 

Dubito fortemente che nel 1150 Firenze avesse solo 6.000 abitanti , un numero cosi limitato di abitanti difficilmente si concilia con la politica espansionistica gia' in atto

 

 

 

 

 

 

Costruzione del secondo cerchio di mura

 

 La divisione della citta' in "Sesti" risaliva intorno al 1172-74, all'epoca della realizzazione della nuova cinta muraria , quando il comune di Firenze abbandono il sistema classico della divisione urbana in quattro quartieri . che prendevano nome dalle quattro principali porte della citta'

San Pancrazio , Duomo , San Piero , Santa Maria

Ad ognuno dei Sesti (o Sestieri) che ne nacquero fu assegnata probabilmente nello stesso tempo, una giurisdizione rurale

Il popoloso quartiere di Santa Maria fu diviso nei due sesti di San Pier Scheraggio e di Borgo Santi Apostoli e fu inoltre creato il sesto d'Oltrarno

Porta san Pier Maggiore, Porta Duomo, Porta san Pancrazio divennero sesti conservando il loro antico nome , ma incrementando i loro territori , comprendendo oltre oltre alle contrade fra le antiche e nuove mura anche le parrocchie situate dinanzi a queste ultime

 

Altrove :

L'aumentato gettito delle imposte favori senza dubbio anche la realizzazione delle importanti opere pubbliche che furono costruite durante l'epoca podestarile di Ottone e Alberto da Mandello e di Ugolino Grotto da Pisa (1218--1220 circa) si deve ascrivere l'accrescimento della seconda cerchia delle mura, la cui costruzione era iniziata intorno al 1172, fino ad includervi gradualmente anche la zona d'Oltrarno. Tale ampliamento della citta',che prima era divisa in quartieri , rese necessaria la sua nuova divisione in sesti (testimoniata per la prima volta nel 1194 infatti si trovano menzionati ASF diplomatico Luco 9 marzo 1193-94 un terreno una piazza e una torre "sexte partis Ultra Arnum " espressione che sembra alludere al sesto d'Oltrarno) Santini ritiene invece che questa divisione in sesti non si sarebbe completata prima del 1220 (in verita' esiste una lunga lista di cittadini di Porte Sancti Pancratii che giurano la Lega Toscana nel 1198 Santini : Nuovi documenti pg 288)

 

Nello stesso tempo furono gettate le basi anche del secondo ponte sull'Arno , quello alla carraia, che gia' nel 1225 veniva contrapposto, quale Ponte Nuovo, al Pons Vetus. Nel 1237 ,quando era podesta un altro membro della famiglia milanese dei da Mandello, Rubaconte, si inizio la costruzione del terzo ponte che da lui prese il nome.

Infatti ,secondo il cronista Paolino Pieri , il podesta stesso "piu' ceste ancora poi vi porto' di calcina, et di pietra sul collo suo per ricordanza".

Rubaconte venne riconfermato in ufficio, per sei mesi, anche nel 1238 e in questo anno "si cominciaro li Fiorentini a lastricare Firenze , che infino allora non era lastricata "

 

 

Errore del Villani

Il Villani incorre in una grave svista , nel riferire della costruzione della nuova cerchia di mura avvenuta un 150 anni prima del suo narrare , data questa costruzione al 1078 cioe' cento anni prima della data reale , cosa che fa enunciare a Enrico Fiumi

 

 pag. 16 Fioritura e decadenza dell'economia fiorentina

 

<<………..Le cronache medioevali hanno valore solo per i tempi vissuti dall'autore. Quando si pensi ,ad esempio , che il Villani , che pure e' uno dei cronisti piu' avveduti , sbaglia di un buon secolo l'epoca della seconda cerchia , la cui costruzione non era stata esageratamente lontana da lui , dobbiamo veramente sorridere di coloro che , per fatti e persone del secolo XII o dei primi del duecento , affidano i loro giudizi alla narrazioni del Malispini , di Dante , dello stesso Villani

 

 

 

VIII

Come la città di Firenze crebbe lo cerchio, prima di fossi e steccati, poi di mura.

Dapoi che' Fiesolani tornarono in grande parte ad abitare in Firenze, come detto è dinanzi, la città s'empié più di gente e di popolo, e crescendo in borghi e abituri di fuori della vecchia e piccola città, poco tempo appresso convenne di nicessità che·lla città si crescesse di cerchio, prima di fossi e di steccati; e poi al tempo d'Arrigo terzo imperadore si feciono le mura, acciò che·lle borgora e acrescimenti di fuori per le guerre che apparieno in Toscana per cagione del detto Arrigo non potessono essere presi né guasti, e la città più tosto assediata da' nemici. E però a quel tempo, negli anni di Cristo MLXXVIII, come innanzi incidendo le storie d'Arrigo terzo farà menzione, cominciarono i Fiorentini le nuove mura, cominciando dalla parte del levante alla porta di San Piero Maggiore, la quale fu alquanto dietro alla detta chiesa, mettendo il borgo di San Piero Maggiore e la chiesa detta dentro alle nuove mura. E poi ristrignendosi dalla parte di tramontana, poco di lungi al detto borgo fece gomito ad una postierla che·ssi chiamò la porta Albertinelli per una schiatta ch'era in quel luogo, che così fu chiamata; poi seguendo insino alla porta di borgo San Lorenzo, mettendo la detta chiesa dentro alle mura; e poi appresso ebbe due postierle, l'una alla forca di campo Corbolini, e l'altra si chiamò poi la porta del Baschiera; conseguendo poi insino alla porta di San Paolo, e appresso seguendo insino alla porta alla Carraia, a la quale fece fine il muro in su l'Arno, ove poi si cominciò e fece uno ponte che·ssi chiama il ponte alla Carraia per lo nome di quella porta; e poi seguendo le mura non però troppe alte in su la riva d'Arno, mettendo dentro ciò ch'era di fuori alle mura vecchie, ciò era il borgo di San Brancazio, e quello di Parione, e quello di Santo Appostolo, e quello di porte Sante Marie insino al ponte Vecchio; e poi appresso in su la riva d'Arno insino al castello Altrafonte. Di là si partirono alquanto le mura dalla riva d'Arno, sicché vi rimase via in mezzo, e due postierle onde s'andava al fiume. Poi faceano tanto e volgeano ove è oggi la coscia del ponte Rubaconte, e ivi alla rivolta avea una porta che·ssi chiamava la porta de' Buoi, perché ivi di fuori si facea il mercato de' buoi, che poi fu nomata la porta di messere Ruggieri da Quona, però che i detti da Quona quando vennero ad abitare alla città si puosono in su la detta porta. Poi seguirono le mura dietro a Sa·Iacopo tra·lle fosse, perché era in su' fossi, insino ov'è oggi il capo della piazza dinanzi alla chiesa de' frati minori detta Santa Croce; e quivi avea una postierla ch'andava all'isola d'Arno, poi seguendo le dette mura per linea diritta sanza niuna porta o postierla, ritornando insino a San Piero Maggiore ove cominciano. E così ebbe la città nuova di Firenze di qua dall'Arno V porte per gli V sesti, una porta per sesto, e più postierle, com'è fatta menzione. Oltrarno si avea tre borghi, i quali tutti e tre cominciavano al ponte Vecchio di là da Arno: l'uno si chiamava e chiama ancora borgo Pidiglioso, perch'era abitato di vile gente, e era in capo del detto borgo una porta che·ssi chiamava la porta a Roma, ove sono oggi le case de' Bardi presso a Santa Lucia de' Magnoli e passato il ponte Vecchio, e per quella via s'andava a Roma per lo cammino da Fegghine e d'Arezzo; altre mura non avea al detto borgo se non il dosso delle case di costa al poggio. L'altro borgo era quello di Santa Felicita, detto il borgo di Piazza, che avea una porta ove è oggi la piazza di San Filice, onde va il cammino a Siena; e un altro borgo che·ssi chiamava di Sa·Iacopo, che avea una porta ove sono oggi le case de' Frescobaldi, che andava il cammino a Pisa. A' detti tre borghi del sesto d'Oltrarno non avea altre mura se non le porte dette e' dossi delle case di dietro che chiudeano le borgora con giardini e ortora di dietro. Ma da poi che·llo 'mperadore Arrigo terzo venne ad oste a·fFirenze, i Fiorentini feciono murare Oltrarno, cominciando a la detta porta a Roma montando adietro al borgo a la costa di sotto a San Giorgio, e poi riuscieno dietro a Santa Felicita, rinchiudendo il borgo di Piazza e quello di Sa·Iacopo, e quasi come andavano i detti borghi; ma poi si feciono le mura d'Oltrarno al poggio più alte, come sono ora, al tempo che di prima i Ghibellini signoreggiarono la città di Firenze, come faremo menzione a luogo e a tempo. Lasceremo alquanto de' fatti di Firenze, e tratteremo degl'imperadori che furono appresso il primo Arrigo, che·cci sono di nicessità a raccontare per conseguire la nostra storia.

 

 

 

 

Secondo cerchio di mura (colore granata ) paragonato al primo vedi sotto :

 

 

 

 

 

 

 sestieri racchiusi nel secondo cerchio di mura

01 sestiere Oltrarno

02 sestiere San Piero Scheraggio

03 sestiere Santa Trinita'

04 sestiere San Pancrazio

05 sestiere Porta del Duomo

06 sestiere San Piero Maggiore

 

 

Da schiarimenti sulla pianta della citta' allegato a " Storia di Firenze " del Davidsohn

Porte e posteriule del secondo cerchio di mura

 

Porta Abbatissae ( 22 marzo 1300 ; S. Per Maggiore ; per un errore del notaio : 1209 invece di 1299 )

Porta Altafrontis ( 20 febbraio 1290 ; Prov. II 54 )

Porta de Balla (14 settembre 1246 ; Santissima Annunziata )

Porta del Baschiera ( Villani IV 8 )

Porta dei Buoi ( Villani IV 8 )

Porta Carraria ( 2 febbraio 1224 ; Lami Monumenta II 1384 : La ricorda << come antica porta que dicitur Carraia >> << Porta Carraria aprile 1290 Prov II 83 )

Porta della forca di Campo Corbolini ( Villani IV , 8 ) o Porta Mugnonis ; 22 marzo 1297 Lami Monumenta II 1462 )

Porta S Fridiani ( aprile 1290 Prov II 83 )

Porta S Laurentii ( aprile 1290 Prov II 83 )

Porta S. Mariae in Campo ( 7 febbraio 1276 ; S. M. Nuova ) o Porta degli Albertinelli ( Villani IV 8 )

Porta S. Pauli (13 febbraio 1287 ; Fineschi , Cimitero 8 )

Porta S Petri Gattolini ( aprile 1290 Prov II 83 )

Porta S. Petri Majoris ( aprile 1290 Prov II 83 )

Porta Romana ( 15 giugno 1211 Arch. Generale ) o Porta a Roma ( Villani Iv 8 )

Porta de Trebbio ( 13 febbraio 1287 ; Fineschi , Cimitero 8 )

Porta S. Simonis ( 11 ottobre 1294 ; Gaye , Carteggio I 426

Porta Burgi S. Laurentii ( 20 aprile 1128 Arch. Del Cap. n.24 e 12 gennaio 1179 dal Bullettone , Lami Monumenta II 862 )

……………………………………………………………………………………………………….

 

 

 

l'Oltrarno ebbe mura solo dopo il 1268 ,  

Popoli e Plebati nel 1260

 

 

 

01 sestiere Oltrarno

02 sestiere San Piero Scheraggio

03 sestiere Santa Trinita'

04 sestiere San Pancrazio

05 sestiere Porta del Duomo

06 sestiere San Piero Maggiore

 

 

 

L'ordine con cui sono elencati i sesti e' lo stesso con cui sono elencati i priori nel " Priorista di Palazzo "

 

 

Ciascun sesto o sestiere era diviso in popoli ( parrocchie )

 

Popoli

Firenze = 57 Popoli

 

45+12

Parrocchie+Priorie

 

 

 

s Reparata cattedrale

1

s Giovanni battistero

2

 

Sestiere d'Oltrarno

 

San Pier scheraggio

 

 

 

Prioria

Santa Felicita

1

 Prioria

Santa Cecilia

3

Prioria

San Frediano

2

 Prioria

San Pier scheraggio

4

 Prioria

San Remigio

5

parrocchia

San Felice in piazza

3

 Prioria

Santo Stefano al ponte

6

parrocchia

San Giorgio e Massimiliano

4

 

 

 

parrocchia

San Gregorio in piazza dei Mozzi

5

parrocchia

San Apollinare

12

parrocchia

San Jacopo soprarno

6

parrocchia

San Firenze

13

parrocchia

Santa Maria dei magnoli

7

parrocchia

San Jacopo tra i fossi

14

parrocchia

Santa Maria in verzaia

8

parrocchia

San Michele in orto

15

parrocchia

Santa Maria in soprarno

9

parrocchia

San Romolo

16

parrocchia

San Niccolo oltrarno

10

 parrocchia

San Simone e Giuda

17

parrocchia

San Pier gattolino

11

 

  

 

 

 

 

 

Sestiere di Borgo ss Apostoli (Borgo)

 

 

 

Sestiere di Porta san Pancrazio (san Brancazio)

 

 

 

 

 

 

 

 

 Prioria

SS. Apostoli

7

 

 Prioria

San Pancrazio

8

 

 

 

 

 

 

 

 parrocchia

Santa Maria sovraporta

18

 

parrocchia

Sant' Andrea all'arco

20

 parrocchia

SS. Trinita

19

 

parrocchia

San Donato dei Vecchietti

21

 

 

 

 

parrocchia

Santa Maria degli Ughi

22

 

 

 

 

parrocchia

Santa Maria novella

23

 

 

 

 

parrocchia

San Michele Bertelde

24

 

 

 

 

parrocchia

San Miniato tra le torri

25

 

 

 

 

parrocchia

San Paolo

26

 

 

 

 

 parrocchia

San Pier buonconsiglio

27

 

 

 

 

 

Sestiere di Porta del Duomo

 

 

 

Sestiere di Porta san Pier maggiore (sanPiero)

 

 

 

 

 

 

 

 

Prioria

San Lorenzo

9

 

 Prioria

Santa Maria Alberighi

10

 

 

 

 

 Prioria

San Pier maggiore

11

parrocchia

San Cristofano Adimari

28

 

 Prioria

San Procolo e Nicomede

12

parrocchia

San Leo

29

 

 

 

 

parrocchia

Santa Maria in campidoglio

30

 

parrocchia

Sant' Ambrogio

35

parrocchia

Santa Maria maggiore

31

 

parrocchia

San Bartolomeo

36

parrocchia

San Ruffillo

32

 

parrocchia

San Benedetto

37

parrocchia

San Salvatore

33

 

parrocchia

Santa Margherita

38

parrocchia

San Tommaso

34

 

parrocchia

Santa Maria in campo

39

 

 

 

 

parrocchia

Santa Maria Nipotecosa

40

 

 

 

 

parrocchia

San Martino

41

 

 

 

 

parrocchia

San Michele in palchetto

42

 

 

 

 

parrocchia

San Michele Visdomini

43

 

 

 

 

parrocchia

San Pier celoro

44

 

 

 

 

 parrocchia

Santo Stefano di Badia

45

 

 

 

 

 

Plebati

Sesto d

 ……………………………………………………………

 

 

 

XXXIX

 

 

Come in Firenze si fece il primo popolo per riparare le forze e le 'ngiurie che facieno i Ghibellini.

 

Tornata la detta oste in Firenze, si ebbe infra' cittadini grande ripitio, imperciò che i Ghibellini che signoreggiavano la terra gravavano il popolo d'incomportabili gravezze, libbre e imposte; e con poco frutto, che' Guelfi erano già isparti per lo contado di Firenze, e teneano molte castella, e faceano guerra alla cittade, e oltre a·cciò quegli della casa degli Uberti e tutti gli altri nobili ghibellini tiranneggiavano il popolo di gravi torsioni e forze e ingiurie. Per la qual cosa i buoni uomini di Firenze raunandosi insieme a romore, e feciono loro capo a la chiesa di San Firenze; e poi per la forza degli Uberti non v'ardiro a stare, sì n'andarono a stare a la chiesa de' frati minori a Santa Croce, e ivi stando armati, non s'ardivano di tornare a·lloro case, acciò che dagli Uberti e gli altri nobili, avendo lasciate l'arme, non fossono rotti, e da le signorie condannati. Sì n'andaro armati alle case delli Anchioni da San Lorenzo, ch'erano molto forti, e qui armati durando, co·lloro forza feciono XXXVI caporali di popolo, e levarono la signoria a la podestà ch'allora era in Firenze, e tutti gli uficiali rimossono. E ciò fatto, sanza contasto sì ordinarono e feciono popolo con certi nuovi ordini e statuti, e elessono capitano di popolo messer Uberto da Lucca; e fu il primo capitano di Firenze; e feciono XII anziani di popolo, due per ciascuno sesto, i quali guidavano il popolo e consigliavano il detto capitano, e ricogliensi nelle case della Badia sopra la porta che vae a Santa Margherita, e tornavansi alle loro case a mangiare e a dormire. E ciò fu fatto a dì XX d'ottobre, gli anni di Cristo MCCL, e in quello dì si diedono per lo detto capitano XX gonfaloni per lo popolo a certi caporali partiti per compagnie d'arme e per vicinanze, e a più popoli insieme, acciò che quando bisognasse, ciascuno dovesse trarre armato al gonfalone della sua compagnia, e poi co' detti gonfaloni trarre al detto capitano del popolo. E feciono fare una campana, la quale tenea il detto capitano in su la torre del Leone; e 'l gonfalone principale del popolo, ch'avea il capitano, era dimezzata bianca e vermiglia. Le 'nsegne de' detti gonfaloni erano queste: nel sesto d'Oltrarno, il primo si era il campo vermiglio e la scala bianca; il secondo, il campo bianco con una ferza nera; il terzo, il campo azzurro iv'entro una piazza bianca con nicchi vermigli; il quarto, il campo rosso con uno dragone verde. Nel sesto di San Piero Scheraggio, il primo fu il campo azzurro e uno carroccio giallo, overo a oro; il secondo, il campo giallo con uno toro nero; il terzo, il campo bianco con uno leone rampante nero; il quarto, era pezza gagliarda, cioè a liste a traverso bianche e nere: questa era di San Pulinari. Nel sesto di Borgo, il primo era il campo giallo e una vipera, overo serpe verde; il secondo, il campo bianco e una aguglia nera; il terzo, il campo verde con uno cavallo isfrenato covertato a bianco e a croce rossa. Nel sesto di San Brancazio, il primo, il campo verde con uno leone naturale rampante; il secondo, il campo bianco con uno leone rampante rosso; il terzo, il campo azzurro con uno leone rampante bianco. In porte del Duomo, il primo, il campo azzurro con uno leone a oro; il secondo, il campo giallo con uno drago verde; il terzo, il campo bianco con uno leone rampante azzurro incoronato. Nel sesto di porte San Piero, il primo, il campo giallo con due chiavi rosse; il secondo, a ruote acerchiate bianche e nere; il terzo, il di sotto a vai e di sopra rosso. E come ordinò il detto popolo le 'nsegne e gonfaloni in città, così fece in contado a tutti i pivieri il suo ch'erano LXXXXVI; e ordinargli a leghe, acciò che·ll'una atasse l'altra, e venissero a città e in oste quando bisognasse. Per questo modo s'ordinò il popolo vecchio di Firenze, e per più fortezza di popolo ordinaro e cominciaro a fare il palagio il quale è di dietro a la Badia, e in su la piazza di San Pulinari, cioè quello ch'è di pietre conce colla torre; ché prima non avea palagio di Comune in Firenze, anzi stava la signoria ora in una parte de la città e ora in altra. E come il popolo ebbe presa signoria e stato, sì ordinaro per più fortezza di popolo che tutte le torri di Firenze, che ce n'avea grande quantità alte CXX braccia, si tagliassono e tornassono alla misura di L braccia e non più, e così fu fatto; e delle pietre si murò poi la città oltrarno.

 

XL

 

 

Delle insegne per guerra ch'usava il Comune di Firenze.

 

Poi ch'avemo detto de' gonfaloni e insegne del popolo, è convenevole che facciamo menzione di quelle de' cavalieri e della guerra, e come i sesti andavano per ordine nell'osti. La 'nsegna della cavalleria del sesto d'Oltrarno era tutta bianca; quella di San Piero Scheraggio a traverso nera e gialla, e ancora oggi l'usano i cavalieri in loro sopransegne ad armeggiare; quello di Borgo addogato per lungo bianco e azzurro; quello di San Brancazio tutto vermiglio; quello di porte del Duomo era...; quello di porte San Piero era tutto giallo. Le 'nsegne dell'oste erano le prime del Comune dimezzate bianche e vermiglie: queste aveva la podestà. Quelle della posta dell'oste e guardia del carroccio erano due, l'uno campo bianco e croce piccola rossa, l'altro per contrario campo rosso e croce bianca. Quello del mercato era...; quelle de' balestrieri erano due, l'una il campo bianco, e l'altra vermiglio, in ciascuno il balestro; e per simile modo quelle de' pavesari, l'uno gonfalone bianco col pavese vermiglio e il giglio bianco, e l'altro rosso col pavese bianco e 'l giglio rosso; e quegli degli arcadori l'uno bianco e l'altro rosso, iv'entro gli archi; quello della salmeria era bianco col mulo nero; e quello de' ribaldi bianco co' ribaldi dipinti in gualdana e giucando. Queste insegne de' cavalieri e dell'oste si davano sempre il dì di Pentecosta ne la piazza di Mercato Nuovo, e per antico così ordinate, e davansi a' nobili e popolani possenti per la podestà. I sesti quando andavano tre insieme, era ordinato Oltrarno Borgo, e San Brancazio, e gli altri tre insieme: e quando andavano a due sesti insieme, andava Oltrarno e San Brancazio, San Piero Scheraggio e Borgo, porte del Duomo e porte San Piero; e questo ordine fu molto antico. Lasceremo degli ordini di Firenze, e diremo della morte di Federigo imperadore, che molto fu utole e bisognevole a santa Chiesa, e al nostro Comune.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fine del Duecento e i primi decenni del Trecento furono l'età d'oro della Firenze medievale. La sua popolazione crebbe rapidamente accanto alla sua potenza. A partire dal 1284 ( la costruzione terminera' nel 1333 ) il Comune iniziò la costruzione di una nuova ed ancora più vasta cerchia di mura.

Ma una tremenda serie di carestie ed epidemie (la "peste nera") bloccarono la crescita della città, tanto che le mura, concluse intorno al 1370, avrebbero racchiuso quasi tutta la popolazione della città per altri 500 anni.

 

 

Terzo cerchio di mura paragonato al secondo

 

 

 

Divisione in gonfaloni del territorio compreso nel terzo cerchio di mura

 

 

 

 

Dei 20 gonfaloni originari nel 1304 viene soppresso quello della Balzana nel Sesto di san Piero a Scheraggio.

 

 

 

Nel 1343 dopo la cacciata del Duca d'Atene la citta' torna all'antica divisione i quartieri che ora si chiamano : S Giovanni , Santa Croce , Santo Spirito , Santa Maria Novella .

 

In questo passaggio da quartieri a sestieri vengono anche eliminati 3 Gonfaloni

Gonfalone dell'Aquila nel sesto di Borgo

Gonfalone del Leone del suo colore del Sesto di San Pancrazio

Gonfalone del Leone azzurro su campo bianco nel Sesto di Porta Duomo

 

 

 

Gonfaloni

 

 

 

SANTO SPIRITO

SCALA

Santa Lucia dei Magnoli

   

Santa Maria sopr'Arno

   

San Gregorio dei Mozzi

   

San Niccolo' sopr'Arno

   

San Giorgio

   

Santa Felicita

     
 

NICCHIO

Santa Felicita

   

San Jacopo sopr'Arno

   

Santo Spirito

     
 

FERZA

San Felice in Piazza

   

San Pier Gattolini

     
 

DRAGO

San Frediano

   

Santa Maria in Verzaia

   

Santa Maria del Carmine

   

Badia in San salvatore a Camaldoli

     

 

 

 

SANTA CROCE

CARRO

San Piero a Scheraggio

   

San Romolo

   

Santo Stefano al Ponte

   

Santa Cecilia

   

Orsanmichele

     
 

BUE

San Simone

   

San Apollinare

   

San Firenze

     
 

LION NERO

San romeo

   

San Jacopo tra fossi

     
 

RUOTE

San Procolo

   

Santo Stefano alla Badia

   

San Martino

     

 

 

SANTA MARIA NOVELLA

VIPERA

Santi apostoli

   

Santa Maria sopra porta

     
 

UNICORNO

Santa Lucia a Ognisanti

   

Santa Trinita'

     
 

LION ROSSO

San Pancrazio

   

San Paolo

   

San Miniato tra le torri

   

Santa Maria degli Ughi

     
 

LION BIANCO

Santa Maria Novella

   

San Michele Berteldi

   

San Donato dei Vecchietti

   

San Pier Buonconsiglio

 

 

SAN GIOVANNI

LEON D'ORO

San Lorenzo

   

Santa Reparata

     
 

DRAGO

Santa Reparata

   

Santa Maria Maggiore

   

San Salvatore

   

San Leo

   

Santa Maria Nepotecosa

   

San Cristofano

   

San Marco

   

San Pier Murrone

   

San Basilio

   

San Ruffillo

   

Santa Maria in Campidoglio

   

San Tommaso

   

San Michele Berteldi

     
 

CHIAVI

San Pier Maggiore

   

San Procolo

   

Sant'Ambrogio

   

San Bartolomeo

   

San Jacopo in campo Corbolini

   

San Barnaba in campo Corbolini

     
 

VAIO

San Michele Visdomini

   

San Pier Cieloro

   

Santa Maria Alberighi

   

Santa Maria Nepotecosa

   

San Benedetto

   

San Michele in Palchetto

   

Santa Margherita

   

Santa Maria in campo

   

San Procolo

   

San Bartolomeo al corso

 

 

Cosimo I de' Medici riconquistò Firenze nel 1530 grazie all'esercito imperiale ed alle sue artiglierie. Perciò, divenuto Granduca di Toscana, si impegnò nell'opera di ammodernamento delle difese della città, con l'inserimento di due fortezze (Forte Belvedere e Fortezza da Basso) ed una serie di bastioni e baluardi adatti a sostenere il tiro dell'artiglieria.

Queste furono le ultime trasformazioni importanti subite dalle mura cittadine che rimasero sostanzialmente immutate fino all'Unità d'Italia.
Alla metà del XIX secolo lo sviluppo delle tecnologie militari rendevano ormai inutili le vecchie cerchie urbane, e gran parte delle antiche mura di Firenze furono abbattute per lasciar posto ai grandi viali, oggi regno incontrastato del traffico automobilistico.
Rimangono comunque diverse delle porte antiche (Porta alla Croce, Porta San Gallo, Porta San Niccolò, Porta San Giorgio, ecc.), gran parte delle mura d'Oltrarno e le due fortezze.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Espansione territoriale della Repubblica di Firenze ..........................in costruzione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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  ing. Pierluigi Carnesecchi La Spezia anno 2003