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Giovanni Carnesecchi , il tipografo , socio di Giulio Cesare Sansoni

 

 

 

LA TIPOGRAFIA "GIOVANNI CARNESECCHI E FIGLI" DI FIRENZE

 

 

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A Firenze un Carnesecchi : Giovanni rileva una tipografia e fonda una casa tipografica che avra’ buona fortuna e durera’ oltre un secolo

La tipografia aveva sede a Firenze in Piazza d'Arno num 1

Giovanni mori nel 1877 e a lui successe il figlio Tito

Alla morte di Tito la tipografia passera' alla famiglia Casalini che continuera' a stampare sotto il nome " Giovanni Carnesecchi e figli " fino agli anni 50

 

 

 

[Monografia] - Lo stabilimento tipografico G. Carnesecchi e figli in Firenze : notizie su le origini / raccolte da Marcello Aquilani, pref. 1915 (IT\ICCU\TO0\0743726)

[Monografia] - Aquilani, Marcello - Lo stabilimento tipografico g. Carnesecchi e figli in Firenze : Notizie su le origini - Firenze - 1920 (IT\ICCU\CUB\0032614)

 

G. C. Sansoni: editore in Firenze - Pagina 23

di Marino Parenti - 1956 - 167 pagine
... Giulio Cesare Casali, direttore e proprietario anche del giornale, ed era
amministrata da Giovanni Carnesecchi, una simpatica figura di vero fiorentino, ...

 

 

Debbo alla cortesia della dottoressa Barbara Casalini la riproduzione della monografia di Marcello Aquilani sulle origini della tipografia

 

………………………le scrivo per condividere con lei le informazioni e i ricordi che il Signor Aquilani, amico e collaboratore di Cesare e Piero Casalini, ha raccolto intorno al 1915 sulla Tipografia Carnesecchi, dalle origini dell'attività fino alla gestione di Giovanni Carnesecchi e del figlio Tito e quindi al passaggio alla famiglia Casalini. Piero Casalini era il mio nonno paterno. Abbiamo scansionato il breve scritto sulla Tipografia Carnesecchi per averne una versione digitale, che le invio come allegato al messaggio. Sperando di aver dato un contributo alle sue ricerche,………………………………………………………………

 

Vedi http://www.carnesecchi.eu/Aquilani.pdf

 

 

 

 

 

 

tra le moltissime pubblicazioni :

 

AUTORE: GIUSTI GIUSEPPE TITOLO: POESIE ILLUSTRATE CON VIGNETTE DA ADOLFO MATARELLI (MATA) E COMMENTATE DA UN CONDISCEPOLO DELL'AUTORE. FIRENZE, TIPOGR. CARNESECCHI E FIGLI, 1868.

AUTORE: TABARRINI, MARCO- TITOLO: STUDI DI CRITICA STORICA. FIRENZE, TIP. E LIT. CARNESECCHI, G. C. SANSONI EDITORE, 1876.

TITOLO: CAMINO IN PIETRA SERENA NELLA VILLA TEPLE LEADER FIRENZE, LITOGRAFIA CARNESECCHI, 1882

AUTORE: TITOLO: RICORDI DI ARCHITETTURA FIRENZE, LITOGRAFIA CARNESECCHI, 1881

TITOLO: GIORNO (NEL FAUSTO) VIII DICEMBRE MDCCCXCVII QUANDO VITO SICILIANI DI MORREALE, REGIO VICECONSOLE IMPALMAVA IN ALESSANDRIA D'EGITTO LA SIGNORINA LUISA CIOCCI GUARINO. (FIRENZE, STAB. TIP. G. CARNESECCHI, 1897), IN-8, PP. (4). FIORITURE. CONTIENE UNA POESIA DI R. FORNACIARI.

AUTORE: KALIDASA TITOLO: MEGAHADUTA O LA NUBE MESSAGGERA TRADOTTA DAL SANSCRITO DA GIOVANNI FLECHIA. II FIRENZE TIPOGRAFIA G. CARNESECCHI E FIGLI 1898

AUTORE: BIAGI GUIDO (A CURA) TITOLO: DUE CORREDI NUNZIALI FIORENTINI. 1320 - 1493. DA UN LIBRO DI RICORDANZE DEI MINERBETTI. NOZZE AVVOCATO VIERI CORAZZINI DI BULCIANO CON LA SIGNORINA ELISA BRENZINI. FIRENZE, TIPOGRAFIA G. CARNESECCHI E FIGLI, VII GIUGNO 1899.

AUTORE: BIAGI GUIDO (A CURA) TITOLO: DUE CORREDI NUNZIALI FIORENTINI. 1320 - 1493. DA UN LIBRO DI RICORDANZE DEI MINERBETTI. NOZZE AVVOCATO VIERI CORAZZINI DI BULCIANO CON LA SIGNORINA ELISA BRENZINI. FIRENZE, TIPOGRAFIA G. CARNESECCHI E FIGLI, VII GIUGNO 1899.

AUTORE: MARPICATI A. TITOLO: ALCUNE POESIE . FIRENZE CARNESECCHI 1952

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.casalini.it/Company/mariocasalini.asp?LINGUA=ITA

 

 

Mario Casalini

1926-1998

Mario Casalini nacque a Firenze nel 1926. Figlio unico di genitori amanti dell'arte, crebbe con loro in un ambiente molto colto con un'educazione impartita sia in casa che nelle scuole cittadine. Parlava correntemente quattro lingue, era un avido lettore e aveva una profonda conoscenza delle arti e delle discipline classiche.

Avendo dapprima lavorato con suo padre, un tipografo, nella sua azienda la Tipografia Carnesecchi, Mario Casalini si sentiva naturalmente portato verso i libri e l'editoria. Ne era così attratto che, quasi ragazzo, entrò nella casa editrice fiorentina La Nuova Italia portando il capitale necessario per divenirne il direttore più giovane. Ebbe successo, malgrado tutto, e rimase a lungo nella direzione dell'azienda, diventandone il riferimento in tutto il mondo e, in seguito, il suo presidente. Fu anche vicepresidente dell'Associazione Italiana Editori.

Si ritirò poi da La Nuova Italia con l'intenzione di seguire più da vicino la sua azienda familiare, la Casalini Libri, che aveva fondato alla fine degli anni '50. Se ne occupò con impegno sempre maggiore, viaggiando a lungo, fino quasi alla sua morte, per visitare le biblioteche che utilizzavano la banca dati bibliografica e acquistavano i titoli italiani tramite Casalini LIbri. Grazie a questi contatti, durante gli anni coltivò molte sincere e profonde amicizie. Fu uomo dai tanti interessi, conoscitore della musica classica e da camera, coinvolto nella direzione di parecchie associazioni di amici della musica a Firenze e nell'organizzazione dei loro concerti ed eventi culturali. Fu un membro fondatore di Musicus Concentus e diresse l'Associazione Amici della Musica di Firenze. Mentre Musicus Concentus è attualmente più indirizzato verso la musica jazz piuttosto che verso quella classica, l'Associazione Amici della Musica ancora oggi, promuove alcuni dei più importanti programmi di musica da camera a Firenze. Mario Casalini ebbe anche un ruolo importante nella fondazione della Scuola di Musica di Fiesole, attualmente considerata una delle più prestigiose scuole di musica italiane. Anche la protezione dell'ambiente era per lui di capitale importanza. Era un convinto sostenitore della salvaguardia della natura e delle sue risorse con ogni mezzo possibile, e fu un membro attivo di due importanti associazioni naturalistiche italiane, Italia Nostra e Firenze Viva.

La sua passione per l'editoria non lo lasciò mai. Qualche anno fa subentrò nella direzione di una piccola ma prestigiosa casa editrice, la Cadmo, della quale era molto orgoglioso. La Cadmo pubblica un numero limitato di titoli ogni anno, tutti accademici. Per natura semplice e molto legato alla famiglia, morì nella sua casa, "La Torrossa", sulle colline di Fiesole, dove aveva vissuto fin da quando era bambino, dapprima con i genitori e in seguito con la moglie Gerda e i loro tre figli; vi ha sede anche l'azienda di famiglia, adesso retta dai figli Barbara e Michele.

 

 

 

SANSONI EDITORE

 

http://www.fondazionemondadori.it/censimenti/toscana/Schede/130.htm

 

Giulio Cesare Sansoni (1837-1885) appaltatore dell'Esattoria comunale, era un assiduo frequentatore dei salotti letterari fiorentini e vi conobbe numerosi giovani autori e studiosi. Attirato dal mondo dell'editoria, con a disposizione alcuni capitali, insieme all'amico tipografo Giovanni Carnesecchi, si offrì di pubblicare un'opera educativa di Guido Falorsi, Guardare e pensare, studi dal vero, libro di lettura e di premio. È il 1873 e la pubblicazione uscì con la semplice responsabilità "a spese di alcuni amici", come un successivo libretto. Nel 1874 comparirà il marchio editoriale "G. C. Sansoni Editore" destinato a diventare famoso. Giulio Cesare Sansoni avviò l'attività con la chiara intenzione di inseririsi nel mercato dell'editoria scolastica e al contempo svolge un lavoro di ricerca e presentazione della cultura italiana con finalità quasi istituzionali. La casa editrice Sansoni iniziò l'attività editoriale in anni difficili per il mondo della stampa e dell'editoria fiorentina, attingendo al grande serbatoio degli Istituti culturali cittadini che si erano rinnovati e attrezzati per svolgere un ruolo di guida culturale nazionale.

Sansoni pubblicò i lavori epressione della cultura fiorentina dell'Istituto di studi superiori e di perfezionamento, degli archivisti e dei bibliotecari delle istituzioni statali e delle antiche Accademie a partire dalla Crusca.

Tra gli autori e i curatori, con i quali Giulio Cesare Sansoni ebbe un rapporto intellettuale e allo stesso tempo amichevole, assunse una figura di rilievo il professore Arturo Bartoli docente di letteratura italiana all' Istituto di studi superiori esponente della scuola storica di positivismo filologico, al quale si deve la ricostruzione storica filogica di numerosi testi della letteratura italiana delle origini e dei grandi secoli e saggi approfonditi. I suoi studi e il lavori dei numerosi allievi riforniscono le collane editoriali Sansoni. Ricordiamo anche Cesare Guasti, linguista, dell'Accademia della Crusca e Gaetano Milanesi, archivista, che curò le Vite di Vasari nel 1876, il primo grande successo editoriale per la cui realizzazione il tipografo Carnesecchi aveva acquistato una modernissima macchina da stampa Koenig & Bauer.

La Sansoni mise così in catalogo numerose opere per la scuola e gli studi, riuscendo a penetrare, grazie anche alle vaste conoscenze del suo titolare, nella ristretta cerchia delle adozioni.

Passano dieci anni: l'attività era già ben avviata, ma Giulio Cesare Sansoni ebbe seri problemi nella gestione dell'Esattoria comunale e fu costretto a lasciare la città per le polemiche che lo circondano. Nel 1883 si trasferì a Roma dove aprì una libreria e continuò a seguire l'attività editoriale affidata all'amico e parente Guido Biagi. Due anni, dopo nel 1885, Giulio Cesare Sansoni morì prematuramente lasciando la vedova Albertina Piroli e il figlio Antonio di appena un anno.

Albertina Piroli si affidò al cognato Guido Biagi (1855-1925), bibliotecario della Marucelliana, fondatore della "Rivista delle biblioteche", conferenziere e divulgatore di studi, dalle vaste conoscenze e amicizie con studiosi e letterati, a Giorgio Ceccherini per l'amministrazione e a Cesare Casalini (marito della vedova del tipografo Carnesecchi e nuovo direttore della Tipografia) la stampa.

Giudo Biagi prosegì l'attività ed aprì nuove collane; nel 1887 la "Collezione di classici greci ad uso delle scuole" direta da Girolamo Vitelli e Pietro Cavazza, nel 1889 la "Biblioteca scolastica di classici italiani secondo i programmi ufficiali" diretta da Giosuè Carducci di grande diffusione e successo. L'anno successivo iniziò le edizioni scientifiche con i manuali di Zoologia di Guelfo Cavagna e Botanica di Poli e Tafani, e infine aprì la "Biblioteca critica della letteratura italiana" con il prof. Francesco Torracca, che pubblicò anche un fortunato Manuale di letteratura italiana.

Nel 1901 prese l’avvio la collana "Biblioteca storica del Rinascimento" diretta da prof. Paolo Luiso a cui succedette nella seconda metà del novecento Eugenio Garin.

Impossibilitati a citare i tanti autori che segnarono l’affermazione dell’azienda, vogliamo ricordare ancora i professori Alessandro D'Ancona, Pio Rajna e Pasquale Villari accumunati da un rigoroso impegno metodologico.

La Sansoni si presentò nel ‘900 con solido impianto, la cultura bibliografica unita al positivismo classificatorio aveva portato alla ploriferazione delle collane nelle quali vengono presentate razionalmente le opere sui diversi temi e le diverse tipologie di lettori: la "Biblioteca critica della letteratura italiana"; la "Biblioteca di bibliografia e paleografia"; la "Biblioteca di carteggi, diarii, memorie, …"; la "Biblioteca scolastica dei classici italiani"; "I classici latini nuovamente tradotti e illustrati"; la "Collezione di classici greci ad uso delle scuole"; la "Collezione di classici latini ad uso delle scuole"; la "Lectura Dantis"; la "Nuova collezione dei classici latini con note ad uso delle scuole"; le "Opere di storia e di letteratura italiana"; la "Piccola biblioteca italiana"; la "Piccola biblioteca per le scuole elementari"; la "Raccolta di opere inedite o rare di ogni secolo delle letteratura italiana"; la "Raccolta educativa"; la "Raccolta letteraria"; gli "Studi di legislazione scolastica comparata".

Il giovane Antonio Sansoni entrò nella gestione della casa editrice nel secondo decennio del novecento, sotto la guida dello zio Guido Biagi, ma perse la vita nella prima guerra mondiale.

La casa editrice passò in eredità ai cugini Ugo e Guido Zaccherelli che la trasformano in società anonima, la "Società editrice Sansoni" con al partecipazione dell'editore Enrico Bemporad (275 azioni su 700) nominato Presidente, del tipografo Mario Calò dell'Arte della Stampa (100 azioni) nominato Direttore e Amministratore delegato e del libraio Lattes di Torino. La nuova gestione consolidò l’impegno nel campo scolastico e diede avvio alla "Biblioteca sansoniana straniera" che propose classici senza aprirsi al romanzo contemporaneo.

Nel 1925 si dimise Enrico Bemporad e i fratelli Zaccherelli ripresero la maggioranza insieme a Mario Calò e a suo fratello il pedagogista Giovanni Calò. La crisi degli anni ’30 unita ai dissidi tra i soci sulla gestione portarono all’uscita dei fratelli Zaccherelli e all’acquisto della maggioranza azionaria da parte di Giovanni Gentile, Armando Paoletti e Vito Benedetto Orzalesi. Il nuovo consiglio di amministrazione nominò Giovanni Gentile Presidente e Armando Paoletti Amministratore delegato.

Tra gli anni tra il 1935 e 1937 Giovanni Gentile che era contemporaneamente presente nelle case editrici Bemporad e Le Monnier e nella tipografia Arte della stampa vendette o scambiò i pacchetti azionari con i soci Paoletti e Orzalesi e acquisì le ultime azioni di Guido Zaccherelli fino al completo controllo della Sansoni. Il capitale azionario venne quindi suddiviso all'interno della famiglia Gentile con l'ingresso dei figli Federico e Fortunato.

Con l’ingresso di Gentile, la Sansoni riprese lo sviluppo rivitalizzando il settore scolastico e le collane portanti, avviando tra le altre la "Biblioteca dei classici latini e greci" diretta da G. Pasquali e la "Collana scolastica di testi filosofici" diretta dallo stesso Gentile e iniziando collaborazioni con Istituti di cultura e Università per la pubblicazione di studi e testi per reperire sovvenzioni che rendessero meno rischiosa l’impresa editoriale. Il sostegno del regime si concretizzò con la commissione delle edizioni nazionali di Manzoni, Petrarca, Tommaseo e nelle pubblicazioni dell’Istituto nazionale fascista di cultura. Fondamentali furono i contributi che l’azienda diede nel campo storico e filosofico con l’avvio di numerose collane come la "Biblioteca storica Sansoni" diretta da Federico Chabod, la "Biblioteca italiana" e la "Civiltà europea" per la quale uscirono la Storia della letteratura inglese di M. Praz e la Storia del medioevo di G. Volpe, mentre Federico Gentile diresse una innovativa collana di "Letteratura contemporanea".

La compromissione con il regime fascista pesò sulla Sansoni che al passaggio della guerra (1944) fu messa sotto gestione commissariale escludendo gli eredi Gentile dall'azienda.

Nel 1945 il governo Parri revocò il commissariamento e Federico Gentile tornò alla direzione.

La storia della Sansoni continuò nel secondo dopoguerra con la prosecuzione e il rinnovamento dell'ampia l'offerta culturale, le collane vennero ampliate fino a raggiungere il numero di 28 e iniziò una proficua attività nel settore enciclopedico. Negli anni ’60 la fedeltà della linea editoriale all’editoria di cultura non fu rinnovata da contatti e apporti nuovi con gli studiosi emergenti che si rivolgevano così ad altre case editrici e con l’apertura a tematiche di attualità che rappresentavano ora la maggior produzione saggistica.

Dalla fine degli anni settanta la casa editrice entrò in una crisi irrimediabile che condusse, nonostante gli sforzi, al regime di amministrazione controllata con sentenza del Tribunale di Firenze del 28 giugno 1976 e alla liquidazione l’anno successivo.

La famiglia Gentile proseguì l'attività editoriale-libraria con la casa editrice Le Lettere e la commissionaria libraria LiCoSa.

Il marchio venne venduto e acquisito dal Gruppo editoriale RCS che la trasformò nel decennio successivo in due branche separate inserite nella Società RCS Libri: la "Sansoni" con sede a Milano integrata nella divisione Università e professioni e la "Sansoni per la scuola" con sede a Scandicci - Firenze (ospitata nel palazzo della Nuova Italia Editrice) inserita nel settore RCS Scuola.

 

 

  

GIULIO CESARE SANSONI EDITORE e GIOVANNI CARNESECCHI TIPOGRAFO

Da wikipedia

 

 

 

Giulio Cesare Sansoni (Firenze, 1837 – Roma, 13 febbraio 1885)

editore fondatore della casa editrice Sansoni.

Biografia

Gestore dell'esattoria comunale di Firenze ma appassionato di letteratura, frequenta assiduamente i salotti letterari della città: il Caffè del Parlamento, il Caffè Doney, la trattoria dei fratelli Barile, dove entra in contatto con personaggi quali Adolfo Bartoli e Giosue Carducci.

Spirito modernissimo, inizia l'attività editoriale, con l'amico tipografo Giovanni Carnesecchi, pubblicando nel 1873 (con la dicitura "a spese di alcuni amici"), un'opera educativa di Guido Falorsi, "Guardare e pensare, studi dal vero, libro di lettura e di premio", a cui segui i "Dialoghi e commediole" del Calenzoli e il "Disegno storico della letteratura" di Raffaello Fornaciari. Il marchio editoriale "G. C. Sansoni Editore" compare solo l'anno successivo. Sin dall’inizio le sorti della nuova casa editrice sono fortemente legate alla tipografia "G.Carnesecchi e figli" diretta da Giovanni Carnesecchi e dal figlio Tito tanto che le due ditte hanno in comune sede e magazzini. Grazie all’imprenditorialita’ del Sansoni e del Carnesecchi alle loro conoscenze nel mondo culturale ed accademico la "G.C.Sansoni editore" andava crescendo di fama ed importanza pubblicando lavori espressione della cultura fiorentina collaborando tra gli altri con il professore Arturo Bartoli docente di letteratura italiana all' Istituto di studi superiori esponente della scuola storica di positivismo filologico, e con Cesare Guasti, linguista, dell'Accademia della Crusca. Nel 1876 il Sansoni concepi l’idea di pubblicare "Le vite" di Giorgio Vasari, in un’edizione curata dall’archivista Gaetano Milanesi, per la cui realizzazione il tipografo Carnesecchi aveva acquistato una modernissima macchina da stampa Koenig & Bauer: fu il primo grande successo editoriale. Segui tutta una serie di opere che consolidarono la fama della casa editrice.

Nel frattempo Giovanni Carnesecchi moriva nel 1877 seguito a pochi anni di distanza (1880) dal figlio Tito cosi la direzione della stampa passava a Cesare Casalini (che divenne marito della vedova di Tito Carnesecchi e nuovo direttore della Tipografia Carnesecchi: cognome anch’esso destinato a divenire prestigioso nella storia dell’editoria ) .

Sansoni nel 1883, in seguito a problemi sorti nella gestione dell’Esattoria si trasferisce a Roma aprendo una libreria ma continuando a gestire da lontano la società editrice. Infine nel 1885 Giulio muore lasciando la vedova Albertina Piroli (figlia del giurista e senatore Giuseppe) e il figlio Antonio di appena un anno.

Scrive Marcello Aquilani :<<…nel 1885 moriva pure il sig. Giulio Sansoni, che alla casa editrice aveva dato tutto il suo ingegno e tutta la sua attività. Cosi mentre la Tipografia e la Casa Sansoni andavano crescendo di fama e d’importanza scomparivano coloro che avevano dato ad esse l’intelligenza e l’energia per poterle portare all’altezza che, amanti dell’arte e della cultura, avevano sempre sognato.>>[1]

L’attivita’ della Sansoni continuò nonostante la morte del suo fondatore. Albertina Piroli affido’ la direzione della societa’ al cognato Guido Biagi (1855-1925), bibliotecario della Marucelliana e letterato che portò la società verso il nuovo secolo e verso nuovi successi.

 

 

 

Bibliografia

Marino Parenti, G. C. Sansoni: editore in Firenze, Firenze, Landi, 1955

 

 

 

 

 

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