contatti : pierluigi18faber@libero.it

indice generale : http://www.carnesecchi.eu

Storia del cognome " Carnesecchi "

LA STORIA DI TUTTI I "CARNESECCHI"

un viaggio nel passato dove c'e' di tutto : dai gran signori ai poveri lavoratori della terra"

dove emerge comunque prepotente la vocazione dei Carnesecchi ad essere uomini liberi

 

Luca Signorelli 1499

La resurrezione

- affresco - Orvieto Cattedrale Cappella di San Brizio -

( Luca Signorelli aveva sposato nel 1470 una Carnesecchi : Gallizia di Piero (o Pierantonio ) )

http://digilander.libero.it/gasparo

pierluigi18faber@libero.it

 

 

Resurrezione e' il titolo giusto anche per questa storia . Perche' di vera resurrezione si tratta .Nessuno fino ad oggi si era cimentato nella ricostruzione della storia di questo cognome.

 

 

Con l'aiuto di alcuni cortesissimi amici ( tutte persone innamorate della ricerca e frequentatori abituali degli archivi ) che mi hanno fornito buona parte delle informazioni qui raccolte mi sono impegnato nell'impresa

 

E poiche' i Carnesecchi di Firenze sono una famiglia storica fiorentina , trattando queste pagine principalmente di loro , credo che io ed i miei amici abbiamo fatto una cosa utile non solo a chi si chiama Carnesecchi ma anche a tutti coloro si interessano della storia di Firenze.

Credo infatti che siano qui raccolti dei dati molto interessanti e utili.Colmando un vuoto esistente perche' nessuno aveva mai organicamente scritto niente su questa famiglia che ebbe una parte non trascurabile nella storia della sua citta'

 

Come dicevo questa ricerca si e' sviluppata senza muovere un passo da La Spezia con l'aiuto di tanti amici conosciuti tramite il web e principalmente per l'aiuto del dr Paolo Piccardi ,del dr Roberto Segnini , del dr Angelo Gravano-Bardelli e comunque senza una ricerca programmata e sistematica.

Mi domando cosa potrebbe fare un vero ricercatore che volendo partire da questi dati ed avendo la possibilita' di utilizzare con un metodo piu' razionale e sistematico l'Archivio di Stato di Firenze volesse fare di questo abbozzo uno studio serio.

Vorrei aggiungere , infine , una mia impressione : mi pare che Carlo Carnesecchi ,archivista dell'Archivio di Stato di Firenze avesse iniziato anche lui a raccogliere materiale sui Carnesecchi fiorentini , quindi anche le sue carte potrebbero esser utili a questa storia.

 

 

 

 

 

 

ATTUALE DIFFUSIONE IN ITALIA DEI CARNESECCHI

Secondo il sito http://www.gens.labo.net/en/cognomi/

 

 

 

Ci sono circa 400 / 500 (al massimo ) famiglie Carnesecchi in Italia.

Quindi possiamo pensare ci siano 1500-2000 persone che portano questo cognome in Italia

 

I Carnesecchi sono oggi sparsi in diverse regioni

Nel sei-sette-ottocento erano solo in 4 regioni : Toscana , Lazio , Campania , Puglia. Con prevalenza numerica in Toscana e Lazio

Ritengo probabile pero' che abbiano tutti un origine toscana anche se ho trovato anche nel Lazio l'uso del soprannome Carnesecca

Oggi nel Lazio troviamo i Carnesecchi concentrati intorno a Roma ed a Ceprano ( questi probabilmente provenienti da Frosinone )

Come e quando siano finiti nel Lazio non sono in grado di dirlo mancando di un indagine genealogica.

E' possibile che i Carnesecchi campani siano per la maggioranza una derivazione di quelli laziali .

Anche i pochi Carnesecchi di origine pugliese sono per me un mistero

 

 

I Carnesecchi oggi presenti in Italia nel sei-settecento-ottocento erano per circa una meta' stanziati in Toscana ( e di questo 50 % la meta' a San Gimignano ) e per circa una meta' stanziati nel Lazio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STORIA CRONOLOGICA DEI CARNESECCHI

 

 

Quella che segue non e' una storia scritta in modo classico , so ancora troppo poco per stendere una storia scorrevole , e' invece una raccolta di notizie , di pagine di libro , di atti coevi , di osservazioni disposte in ordine cronologico e per ora apparentemente slegate

Occorre quindi nel leggere uno sforzo di decifrazione , che aiuti a supplire a quello che per ora manca

Questa raccolta di dati vuole anche essere uno stimolo per qualche storico "vero" che trovandosi una trama gia' impostata ed incuriosito da vicende di un certo peso politico e da vicende produttive , commerciali , finanziarie di sicuro rilievo che coprono l'arco di quattro secoli decida di utilizzarli come base per una ricerca piu' approfondita .

 

 

 

 

 

 

L'origine del cognome

 

Possiamo vedere nel soprannome "Carnesecca" un ovvio nomignolo ad indicare una persona molto magra , quasi secca . Il termine "carnesecca" e' anche un termine usato in molte regioni italiane per intendere la carne seccata. In Toscana in particolare la "carnesecca" indica quella parte del maiale piu' comunemente chiamata pancetta . Ritengo possa ridursi alla sola area toscana l'uso di dare il soprannome di Carnesecca al pizzicagnolo che vende la carnesecca o a chi produce o commercia la carnesecca

 

 

Carnesecchi e Carnesecca

 

Due cognomi diversi ma sulla cui origine si possono fare le stesse ipotesi.

Ho trovato il cognome Carnesecca principalmente in Lunigiana e a Mantova ( dove era gia' presente fin dall'inizio del trecento ) . In Toscana e' pero' piu' diffuso il cognome Carnesecchi.

Possiamo ritenere che questi cognomi nascano da il soprannome " Il Carnesecca " affibbiato ad una persona o particolarmente magra o che commerciava con la carne suina.

I suoi figli sono " i figli del Carnesecca " alla latina i Carnesecchi o talvolta semplicemente i Carnesecca

ho incontrato nei documenti diversi individui identificati col soprannome di " Carnesecca " che in virtu' del soprannome sarebbero stati quindi in condizione di originare famiglie di Carnesecca o Carnesecchi

 

 

 

 

Carnesecca e/o Carnesecchi  ..........................alcuni Carnesecca e/o Carnesecchi

 

Carnesecca e/o Carnesecchi  ..........................toponimi

 

Carnesecca e/o Carnesecchi  ..........................Eleonora Carnesecca o Malacarne signora di Copertino ( dal Forum di cultura salentina )

 

Carnesecca e/o Carnesecchi  .......Una famiglia Carnesecca di Napoli (segnalazione del dr Pasquale Cavallo )

 

 

Questi documenti non stanno pero' a significare che sicuramente

O Provenzano di Albertino detto Carnesecca fiorente intorno al 1260 tra Siena e Firenze

O Ildebrandino di Pero detto Carnesecca fiorente intorno al 1260 tra Siena e Firenze

O suo figlio Ghezzo Carnesecca fiorente a Siena nei primi anni del trecento

O Thomasius Francisci Raynerii vocatus Carnesecca fiorente a Siena intorno al 1300

O Ser Ranerio Carnesecche ( Neri Carnesecca ) intorno al 1300 fiorente a Pistoia

 

ebbero discendenza e che questa venne cognominata Carnesecchi , ma stanno a significare che avrebbe potuto anche essere andata cosi e che da queste persone potrebbe esser discesa una famiglia di Carnesecchi

Ma ribadisco niente ci dice questo .

Infatti prima dei Carnesecchi fiorentini non ho trovato prova di alcun altro ceppo anteriormente cosi cognominato .

Direi che sicuramente e' a Firenze che nasce il cognome Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

Nel caso della cognomizzazione dei Carnesecchi fiorentini la cognomizzazione ha anche probabilmente una ancora per me non del tutto chiara motivazione politica.

Infatti i figli ed i nipoti di Pero Duranti Richoveri detto Carnesecca non sembra siano stati identificati come Carnesecchi

Troviamo suo figlio Braccino identificato come Braccino Peri e troviamo suo nipote indicato come Michele Braccini o Michele di Braccino Durantis

Per tutto il periodo 1364 – 1380 i Duranti scompaiono , per qualche motivo che non conosco dalla scena politica fiorentina

Nel 1381 troviamo ricordati nelle Delizie di padre Ildefonso i tre fratelli Zanobi , Cristofano , Paolo , discendondenti da Berto di Grazzino di Durante e quindi di un ramo collaterale a Pero di Durante (il Carnesecca ). Nel libro XVI vengono nominati come : Zenobius Berti Gratini Carneseccha, Cristofanus Berti Gratini Carneseccha , Paulus Berti Gratini Carnesecchi, mentre vengono ricordati semplicemente Michele Braccini Peri e Nicola Mattei

Penso sia Zanobi a legarsi per primo al soprannome di Pero e probabilmente questo per motivi politici : cioe’ volendo significare una continuita politica e di campo con Pero " Carneseccha" ( ai suoi tempi legato alla politica della Parte Guelfa )

Comunque la cosa e’ tutta da chiarire anche tenendo conto che Zanobi era marito di Zabaina di Manetto Neri de Medicis

Dai Grazini la cognomizzazione Carnesecchi sembra estendersi a tutti i Duranti

Infatti nelle prime due decadi del quattrocento tutti i discendenti dei Duranti paiono individuabili come Carnesecchi .

Anche lo stemma familiare subisce una modifica , passando da Duranti a Carnesecchi, nel numero delle bande che da quattro divengono tre

 

 

Alla fine del trecento a Prato troviamo due famiglie cognominatisi pero' a quattrocento inoltrato :

I Del Carne ( ma verrano spesso chiamati Carnesecchi ) e i Carnesecchi di Prato ( o semplicementi Carnesecchi )

 

I Carnesecchi-Del Carne hanno per stipite un Paolo di Pasqua, chiamato Carnesecca, abitante nel Borghetto (sobborgo di porta S. Giovanni), dove è estimato nel 1372 (cap. 111, 2). Ha due figli: Antonio e Agnolo. Mentre Antonio non ebbe prole, i figli di Agnolo: Giuliano, Michele e Iacopo, si ritrovano al catasto del 1428-29. Hanno figli e convivono con lo zio Antonio, capofamiglia (cap. 111, 4; ASF., Cat., 175, c. -43). Al catasto del 1471 i del Carne(secca) si dispíegano in cinque fuochi, e precisamente quelli di Antonio di Giuliano d'Agnolo, Luca di Meo di Michele, Matteo di Meo, Meo di Michele d'Agnolo, Marco di Michele d'Agnolo (cap. IV, 1). I loro discendenti appaiono nelle decime del 1543 (cap. IV, 2) e del 1621 (cap. IV, 4) con il cognome del Carne per distinguerli dai Carnesecchi (v.) e dai Carnesecchini (v.), che appartengono a differenti gruppi genealogici.

 

I Carnesecchi di Prato : Il 29.3.1397 il pizzicagnolo Pasquino di Giovanni di Pasquino è estratto Consigliere del Comune per l'Arte dei Pizzicagnoli per il periodo 1.4.1397-31.7.1397 [Archivio di Stato di Prato, Comunale, 69, inserto 3, c. 22r]. E' probabile che Pasquino sia chiamato anche lui Carnesecca . La famiglia di questo pizzicagnolo sara’ detta dei Carnesecchi di Prato

 

vai alla pagina 28  ……………………………………..La strana vicenda dei Carnesecchi della citta' di Prato ( su notizie raccolte da Roberto Segnini ed informazioni del dr Vieri Mazzoni )

 

Non so se tra i due gruppi di Carnesecchi pratesi esista un qualche remoto legame.

Fiumi sembra escluderlo il Casotti ipotizza una discendenza in comune ( non penso che ne' l'uno o ne' l'altro abbiano svolto indagini sufficienti )

 

Possibili legami tra i Carnesecchi fiorentini e quelli pratesi non sono mai stati presi in considerazione.

Un briciolo d'attenzione meriterebbe pero' quel Ricovero tabernarius presente tra gli anziani del comune di Prato in rappresentanza di Porta Gualdimare. Questo Ricovero ha in comune coi Carnesecchi fiorentini il mestiere (il fiorentino Durante di Ricovero era tabernarius ) e il nome del padre di Durante e coi futuri Carnesecchi di Prato la localizzazione nell'area di Porta Gualdimare

Non posso dimenticare l'accanimento con cui i Carnesecchi di Prato difendono il cognome e non posso dimenticare come ostentino lo stesso stemma dei Carnesecchi : probabilmente a rivendicare una stessa origine

A giocare contro possibili legami la tarda cognomizzazione dei Carnesecchi pratesi che sembrano prendere questo cognome solo nel tardo quattrocento, cioe' quasi un secolo dopo i Carnesecchi di Firenze.

 

Anche a Badi un nucleo di individui prende il nome di Carnesecchi negli anni di fine quattrocento. Qui la cosa potrebbe nascondere un legame per via femminile

Per la famiglia Carnesecchi di Badi succede qualcosa di strano , alcuni di loro col tempo mutano il cognome da Carnesecchi a Carnesecca ,questo addirittura negli anni 1800. Non e' escluso quindi che possa questo esser successo per altri cioe' che talune famiglie che oggi si chiamano Carnesecchi potessero un tempo chiamarsi Carnesecca e viceversa

Naturalmente questa non e' una regola

Nel corso del cinquecento qui e la' per la Toscana spuntano dalla nebbia del tempo famiglie con questo cognome : forse hanno legami con Firenze o con Prato o con Badi o forse semplicemente sono di nuova cognomizzazione

Di tutti questi ora cerchero' di ricostruire la storia e le origini.

 

 

 

 

Una storia del cognome

 

Non potendo , al momento , ancora distinguere per molti individui il loro ceppo d'origine e prendendo questa storia in considerazione tutte le persone che hanno portato questo cognome questa si puo' al momento considerare non la storia di questi o quei Carnesecchi ma bensi la storia del cognome Carnesecchi; lasciando al tempo il compito di chiarire i legami ( o i non legami ) tra i vari personaggi.

Questi fatti si svolgono prevalentemente in Toscana ed in particolare a Firenze. Entrero' quindi spesso nei dettagli della storia fiorentina .

Spesso avremo modo di constatare come vedendo le cose da un angolo visivo diverso ,cioe' quello delle vicende che coinvolgono le famiglie fiorentine , anche la macrostoria sembri assumere contorni diversi

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

STORIA CRONOLOGICA DEI CARNESECCHI

 

 

 

 

 

Come detto a cognominarsi cosi per primi sono :

 

 

 

 

 

I Carnesecchi fiorentini

 

Da Wikipedia per Francesco Bini : stemma dei Carnesecchi sul palazzo del Podesta' a Galluzzo (Opera del Della Robbia)

 

E' una famiglia di una certa importanza quella dei Carnesecchi di Firenze ma delle sue origini si sa assai poco

Questo studio getta qualche sprazzo di luce in piu'

 

Inizialmente erano conosciuti come DURANTI ( da Durante di Ricovero che fu il primo priore di questa famiglia nel 1297 ).

Presero poi il nome di Carnesecchi ( nome certamente mutuato attraverso il beccaio Pero Carnesecca )intorno al 1370--1380 quando i tre fratelli Zanobi, Cristofano , Paolo figli di Berto di Grazino ,( pur non essendo quindi discendenti diretti di Pero ) iniziarono ad essere identificati con questo cognome che poi si estendera' a tutti i pochi altri membri della famiglia Duranti

Da notare la presunta parentela coi Duranti di Santa Croce asserita dai genealogisti ma non dimostrata

 

Questo cognome ( Carnesecchi ) in un certo qual modo bizzarro e' divenuto coi Carnesecchi fiorentini un cognome importante ; importante nella Firenze rinascimentale perche' socialmente assai importante era la famiglia fiorentina ; importante anche a livello nazionale perche' alcuni suoi appartenenti possono essere considerati personaggi storici di un certo spessore .

Nei primi decenni del trecento a Firenze il beccaio Pero Durantis Richoveri ,conosciuto come Pero Carnesecca , probabilmente legato a Parte Guelfa fonda le fortune politiche della famiglia.

Solo intorno al 1380 ,Zanobi di Berto di Grazino , discendente indirettamente da Pero , cessera' di essere identificato come Duranti per essere identificato come Carnesecchi . Cognome che diverra' comune a tutto il ceppo sopravvisuto alle epidemie del trecento

 

 

 

DURANTI / CARNESECCHI

 

Questa famiglia è stata in Firenze molto honorata per la loro richezza et anchora ritiene il nome de Carnesechi per e molti casamenti che in quello luogo anno dove habitano quei di questa famiglia e per li dischordie civile che alla giornata nascievono nella cipta era potente causa di non asciendere a qualche grado rilevato pero non e manchato loro nelle ochorentie che alla giornata nascievono dessere adoperati al pari dogni altro ciptadino come fu Franciesco di Berti che fu fatto uno de V ciptadini che havessino a vendere e beni della parte guelfa accietto che la loro residenzia et la torre doltre arno allato al ponte vechio che fu lanno 1471 et se nonche monsigniore Veschovo a machiato eresia questa famiglia per la tanta sua perfida ostinazione che meritamente in Roma fu abruciato a tempi nostri saria in maggiore riputazione che la non è.

Priorista Corsi-Salviati ( Cortesia dottoressa Laura Cirri )

 

Carnesecchi : Sono molto antichi , e si dissero gia' dei Duranti . Hanno avuto 49 Priori , 11 Gonfalonieri , ed 8 senatori ; oltre ad un Cavaliere di Malta , ed alcuni Cavalieri di San Stefano . Per loro chiamasi il Canto de' Carnesecchi dal Centauro , ove era la casa di Francesco Maria , il quale non e' molto ch'e' passato all'altra vita senza successione .

 

" Storia genealogica della nobilta' e cittadinanza di Firenze " del padre Giuseppe Maria Mecatti ---Napoli 1754

 

 

I Carnesecchi sono quidi dal Quattrocento una delle famiglie piu' importanti di Firenze eppure di loro non si e' quasi parlato

Poche righe qua e la' ma niente di importante

Mecatti Giuseppe Maria Storia genealogica della nobilta’ e cittadinanza di Firenze

Cantini Lorenzo Saggi istorici d’antichita’ toscane ( che ne sbaglia lo stemma)

Ademolo Agostino : Marietta dei Ricci ovvero Firenze ai tempi dell’assedio con le note di Luigi Passerini, Firenze, Chiari, 1845. V pag.1768

Crollalanza Goffredo Dizionario storico blasonico

Ciabani Roberto Le famiglie di Firenze

Poligrafo Gargani manoscritto num 504

Ceramelli Papiani manoscritti num 1243 ( Carnesecchi di Firenze ) e 1244 (sui Carnesecchi di Prato )

Sebregondi manoscritto num 1332 ( Carnesecchi di Firenze )

 

 

Strana vicenda la storia dei Carnesecchi di Firenze………………

Quante cose da chiarire , quante da scoprire , quanta storia da riscrivere. Talvolta la storia diventa un puro passaparola di stereotipi

La storia e' legata a cio' che resta : se i documenti vanno persi , se i documenti non sono conosciuti , va persa anche la memoria .

C'e' infatti qualcosa che lascia perplessi

Spulciando la storia emergono in ogni momento tra i Carnesecchi personaggi importanti che aggiungono qualcosa al loro tempo , eppure i Carnesecchi nella storia fiorentina sembrano non esserci , difficilmente gli storici li prendono in considerazione , difficilmente emergono dalle cronache dell'Ammirato del Machiavelli o del Guicciardini , del Segni o del Nardi

Eppure ci sono e ci sono in maniera determinante in molti momenti della storia di Firenze .

Alla fine della Repubblica raccolgono qualcosa come 11 Gonfalonieri di Giustizia e 49 Priori delle Arti

Zanobi e' uno dei sette dittatori ai tempi dell'assedio

Ed alla fine della dinastia medicea i Carnesecchi potranno annoverare 8 senatori del Granducato

Gli storici dicono che i Carnesecchi furono medicei questo e' vero con molti distinguo , sospetto che i Carnesecchi abbiano privilegiato la funzione mercantile rispetto a quella politica pur mantenendo per la loro ricchezza un peso rilevante nella societa' fiorentina appoggiando ed appoggiandosi alla famiglia dominante ( a Firenze non si puo' vivere senza lo Stato …) pur mantenendo un atteggiamento abbastanza indipendente con atti di opposizione talvolta evidenti

I Carnesecchi furono una delle poche famiglie fiorentine a mantenere sino al settecento la propensione alla mercatura ed alla banca . Mentre la maggior parte delle famiglie fiorentine si rassegnava alla vita di corte e basava la ricchezza sul possesso fondiario i Carnesecchi sono sempre presenti nei commerci internazionali infine molto probabilmente pagando il periodo di stagnazione che colpisce i commerci a fine seicento con il dissesto

I nuovi studi sulla storia di Firenze si muovono ora in direzioni di un analisi piu' approfondita del ceto dirigente fiorentino : credo che a lungo andare potra' essere rivalutato il ruolo dei Carnesecchi in molte vicende

La lunga storia dei Carnesecchi per ora inizia nel 1297

Si chiameranno Duranti ed infine intorno al 1380 inizieranno a chiamarsi Carnesecchi

Nel 1297 e' Priore il taverniere Durante di Ricovero che pare solo un taverniere ma che qualche anno piu' tardi troviamo a capo di una compagnia commerciale

Il secondo priorato e' quello del 1319 del beccaio Pero di Durante detto il Carnesecca

Si distingue poi Braccino di Pero uno dei priori che si oppongono vanamente alle pretese del Duca d'Atene

Braccino in lite con diversi membri della famiglia Medici celebra con loro una pace nel 1351

Tra il 1340 e il 1363 i Duranti come ancora si chiamavano sono una famiglia importante di Firenze , ben inseriti a livello politico avendo gia' avuto 1 Gonfaloniere ed 8 Priori

Molto probabilmente erano gia' da allora stanziati commercialmente in Francia e comunque in Europa

A partire dal 1364 misteriosamente scompaiono dalla vita politica fiorentina per circa 20 anni

Riemergono intorno al 1380 con le figure dei Grazzini ( linea discendente da Grazzino ) : Zanobi , Cristofano , Paolo , (figli di Berto il gonfaloniere del 1358 ) che sono sicuramente ricchi ed intraprendenti mercanti .

Sono imparentati con le maggiori famiglie di Firenze : Medici , Peruzzi , Bardi ………….

Paolo di Berto meriterebbe uno studio particolare , ha un ruolo nella politica fiorentina dove rappresenta il partito pacifista , parla molto spesso nei consigli e' eletto con continuita' come console dell'Arte dei Medici e degli Speziali , descritto come un ricco mercante ha un grande giro di affari . La sua figura potrebbe contribuire a chiarire molto meglio il periodo dello pseudo regime albizzesco

Paolo incrocia le figure di Masaccio , Masolino , Paolo Uccello andando cosi ad occupare un posto di rilievo nella storia dell'arte

Cristofano , fratello di Paolo , ebbe probabilmente grande importanza come mercante

Suo figlio Bernardo divenne uno dei piu' grandi mercanti fiorentini . Risiedeva spesso a Montpellier .Le sue galere facevano la spola tra Pisa la Francia la spagna il Portogallo . Era trasportatore , mercante , banchiere. ( Stupisce che su questo grande mercante non ci sia alcuno studio specifico vista la vastita dei suoi interessi).Nel 1429 e' presente insieme all'Albizzi al Vespucci al trattato commerciale tra la Repubblica Fiorentina ed il Portogallo. Amico ed alleato di Cosimo dei Medici ( padrino di battesimo di Lorenzo il magnifico ) e' pero' anche uno dei fidejussori di Ridolfo di Bonifazio Peruzzi (essendo marito di sua figlia Cosa ) e di suo figlio confinati da Cosimo il vecchio. Il suo nome compare nella storia dell'arte come committente del Tabernacolo Carnesecchi di Domenico Veneziano ora alla National Gallery di Londra

Molto probabilmente i Carnesecchi si interessavano marginalmente di politica essendo intenti prevalentemente al commercio e alla banca e residendo per lunghi periodi all'estero

Agli inizi del 1400 troviamo dei Carnesecchi a Lione come banchieri e ci sono tracce di loro fino in Lituania . Ma i documenti sono scarsi e dispersi

Nei primi decenni del quattrocento emergono anche il figlio di Paolo : Simone e il figlio di Zanobi : Berto

Il catasto del 1427 pone in luce la ricchezza raggiunta ed i cospicui casamenti nel popolo di Santa Maria Maggiore ne sono il sintomo piu' evidente : il canto li intorno prende il nome di "canto dei Carnesecchi"

Della generazione successiva fa parte Francesco di Berto uno degli uomini piu' ricchi di Firenze spesso socio in affari con Lorenzo e Giuliano de Medici

E ne fa parte anche Andrea di Bernardo , il cui ricordo e' legato alla partecipazione ad alcuni tornei eternati dalle rime del Lapaccini e del Poliziano

Non ci sono molte notizie sui loro traffici che emergono qui e la come parti di un affresco rovinato dal tempo ed appaiono vivaci ed importanti

Emerge storicamente la figura di Pierantonio di Francesco Carnesecchi amico di Piero de Medici e poi importante commissario della Repubblica in Maremma

Amerigo di Simone commercia con l'Inghilterra e le sue galere solcano quei mari

Cosimo di Simone ,Paolo di Simone ............

Amerigo di Simone commercia con l'Inghilterra e le sue galere solcano quei mari

Al tempo del Savonarola emerge la figura ancor poco conosciuta ( vedi gli studi del dr Zuliani ) del "piagnone" Giovanni di Leonardo Carnesecchi , protagonista in quei giorni

Altri seguaci il Savonarola trova in Giovanni di Simone , Zanobi di Francesco , Bernardo di Francesco , Giovanni di Niccolo'.

La fede nel Savonarola spezza la compattezza familiare ; le convinzioni politiche portano i Carnesecchi su posizioni anche in forte contrasto

Carlo Carnesecchi ostile al Savonarola e' in quei giorni uno dei piu' influenti cittadini e mercanti fiorentini , uno dei tre influenti cittadini a cui il Savonarola predice la morte di Lorezo il magnifico

Importante e' la figura di Manzo Carnesecchi il fiero popolano schierato contro Alessandro dei Medici : uno dei protagonisti del dramma storico " Lorenzino de Medici " di Giuseppe Revere.

Di questo Manzo non sono ancora riuscito a ricostruire il legame genealogico .

Indubbiamente gia' nel 1400 alcuni Carnesecchi si erano impoveriti

Ambigua ma importante e' la figura di Andrea di Paolo Carnesecchi molto legato al partito mediceo , padre di Pietro il potente segretario di Clemente VII poi arso per opinioni eretiche

Andrea e' all'inizio del cinquecento emino della Nazione fiorentina a Costantinopoli

Il mercante Zanobi di Francesco Carnesecchi , nonostante la sua fede medicea , e' uno dei sette dittatori di Firenze nei tempi dell'assedio

Lorenzo di Zanobi Carnesecchi , "il secondo Ferruccio" compie miracoli di eroismo e di astuzia nella Romagna fiorentina e pone una taglia " cosa non udita mai " sulla testa del pontefice Clemente VII

Lorenzo e' una degna di grandissima attenzione , in cui si concentra tutta la sagacia e duttilita'

"Baccio" Carnesecchi autore di una storia di Firenze nasconde la figura del banchiere e senatore Bartolomeo di Zanobi Carnesecchi

E qui si apre la storia della banca Carnesecchi-Strozzi banca Carnesecchi Strozzi una banca delle maggiori in Europa , prima guidata da Bartolomeo e poi dal figlio Zanobi fiorentina.

Questa la piu' importante delle banche legate ai Carnesecchi ma non e' la sola che vi sono diverse altre banche legate ad altri rami della famiglia

La banca di Bartolomeo e Zanobi fallira' nel 1596 chiudendo un ciclo che forse aveva le sue radici nei primi decenni del quattrocento.

E' molto curioso poi come il nome dei Carnesecchi si leghi ai giardini delle Tuileries a Parigi che vengono per incarico di Caterina dei Medici progettati da Bernardo Carnesecchi

Il nome dei Carnesecchi entra nella grande storia con Pietro di Andrea Carnesecchi l' umanista condannato a morte come eretico da Pio V . Tradito da Cosimo sotto la cui protezione si era rifugiato e' consegnato all'inquisizione

Giovambattista di Gherardo Carnesecchi fiero antimediceo combattera' contro Cosimo per la liberta' di Siena e poi se ne andra' a morire in Francia combattendo contro gli Ugonotti

Una linea importante di Carnesecchi e' quella derivata da Ridolfo Carnesecchi discendente dei Mattei

I suoi discendenti saranno importanti funzionari medicei in Versilia e di fatto daranno di volta in volta vita ad imprese minerarie importanti quanto sfortunate , inventando procedimenti nuovi per l'estrazione e lo sfruttamento di ferro ed argento

Uno dei Carnesecchi probabilmente Vincenzio fu un celebre comandante di Galera distintosi per valore nella marina Stefaniana

Agli inizi del seicento troviamo ancora i Carnesecchi coinvolti in imprese commerciali in Sicilia e nel napoletano . La baronia di Grottarossa in Sicilia e' figlia di questo periodo

Ovviamente come in tutte le famiglie ricche non mancano beati e beate fra i Carnesecchi e la storia religiosa della famiglia e' impreziosita da 4 Canonici della chiesa di Santa Maria del Fiore ( Duomo )

Nel 1705 troviamo un ramo dei Carnesecchi ancora in possesso di un castello : il castello di Santa Maria Novella a Fiano ma in generale le linee aristocratiche a inizio settecento sono in via di estinzione e delle famiglie Carnesecchi sopravvivono solo quelle povere

Giuseppe Maria Carnesecchi stende il velo sulla storia dei Carnesecchi a Firenze morendo missionario nelle Filippine

Nel "DIZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI " figurano due Carnesecchi della stirpe fiorentina :

il pronotaro Pietro di Andrea , suo padre Andrea di Paolo ( non so quali criteri abbiano ispirato la scelta )

I Carnesecchi , come abbiamo visto , furono famiglia rilevante in Firenze. Una famiglia che dalla meta' del trecento inizia a far parte del ceto dirigente e di tale ceto fa parte fino a tutto il seicento ( nel 1691 muore l'ultimo senatore Carnesecchi )

Non ha giovato , comunque , alla fama della famiglia che i due personaggi piu' celebri siano in un certo modo due ribelli :

Pietro ribelle a Santa Madre Chiesa e Lorenzo ribelle al potere trionfante dei Medici.

Ed infatti sia l'uno che l'altro furono per gran tempo dimenticati ; Pietro fino alla fine del milleottocento e Lorenzo mai uscito dall'oblio , anche ai giorni nostri.

Personaggi come Pietro ( sicuramente un' uomo che sacrifica la vita alle proprie convinzioni) come Lorenzo ( dice il Varchi : un eroe tal quale Ferruccio Ferrucci ) come Pagholo di Berto come Bernardo di Cristofano sono personaggi che entrano di diritto nella storia non solo fiorentina

Mecenati che hanno permesso ad artisti come Paolo Uccello, Domenico Veneziano , Masaccio , Masolino , ecc , la realizzazione di opere importanti . Mercanti che avevano per casa il mondo in quella globalizzazione ante litteram , mercanti che non dimenticavano la loro patria , mercanti che all'occorrenza sapevano impugnare la spada .

Il sangue di Pietro Carnesecchi ( consegnato a tradimento all'inquisizione ) fu il prezzo che Cosimo I dei Medici pago' per la corona granducale di Toscana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nome e il cognome sono uno strumento

Uno strumento con cui un certo individuo viene identificato nel gruppo , un mezzo con cui biunivocamente gli altri identificano e l'individuo si sente identificato.

Quanto piu' complesse sono le relazioni sociali quanto piu' e' necessaria un identificazione molto precisa che eviti per quanto possibile omonimie e scambi di persona

Quanto piu' e' vasto il gruppo quanto piu' il sistema di identificazione deve essere sofisticato per evitare appunto il rischio di omonimie.

I Romani avevano un sistema complesso con nomen , cognomen , gens

Il sistema di identificazione toscano prevedeva l'uso di un nome insieme col nome del padre ( patronimico ) talvolta veniva aggiunto il nome del nonno e se ancora non bastava si aggiungeva il luogo di provenienza se la persona veniva da fuori oppure il mestiere che faceva , od anche un soprannome ( vocatus , vulgo )

 

 

In area fiorentina i primi cognomi appaiono per lo piu' solo intorno al 1150 ( non considero ovviamente le dinastie feudali ) sono prevalentemente derivati dal nome del padre ( patronimici )………………dalla localita'di provenienza , ……………..dal mestiere………………….da caratteristiche fisiche ………….da altre caratteristiche.

Normalmente ad iniziare un cognome e' un uomo che nel bene o nel male si distingue per cui e' facile dire i figli di tizio , i nipoti di tizio

Ed e' evidente che non siamo noi a darci un cognome ma sono gli altri a darcelo , noi assecondiamo

Talvolta , prima del concilio di Trento , cambiando di luogo o col tempo si passava da un cognome ad un altro e rami di una stessa famiglia finivano per differenziarsi

 

Il cognome nel XII secolo inizia ad avere l'utilita' di permettere l'acquisizione di beni .

Il notaio attesta l'acquisto di proprieta' a individui che devono essere ben identificati per poter in futuro vantare i diritti derivanti dall'atto.

Il successivo sviluppo demografico e il concetrarsi della ricchezza nelle mani della classe mercantile e produttiva emergente rende necessario il cognome per sempre piu persone permettendo loro di identificarsi anche come proprietari

Nel catasto del 1427 il 36 % dei fiorentini dichiara un cognome

A rendere piu' facile l'identificazione era l'utilizzo oltre che del nome e del cognome ,anche del nome del padre , e del nome del nonno

Anche perche' l'utilizzo quasi monotono di un gruppo assai ristretto di nomi rendeva all'interno della stessa famiglia le omonimie frequentissime

 

-----------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

RICERCA GENEALOGICA

 

 

Oggi se vogliamo sapere qualcosa dei nostri piu' immediati antenati ci basta passare all'ufficio anagrafe e risalire con un po di fatica fino alla meta' del 1800.

In Toscana troviamo per di piu' un censimento del 1841 e i censimenti napoleonici che possono portarci agli inizi del 1800

La vera anagrafe e' comunque quella ecclesiastica

A partire dal concilio di Trento venne posto l'obbligo ai parroci di tenere tutta una serie di documenti per una maggior conoscenza dei parrocchiani . Tra questi i libri dei battesimi , i libri delle morti , gli stati delle anime .

In Toscana i dettami furono recepiti da luogo a luogo in tempi diversi cosi si trovano i libri in un arco di tempo che va dal 1560 al 1600

Purtroppo l'incuria dell'uomo non sempre ha permesso la conservazione di questa immensa raccolta di dati e talvolta si deve mettere in conto che qualche registro sia andato perduto

In molti luoghi della toscana i registri di battesimo iniziano ben prima del 1560 ad esempio nel caso di Firenze i battesimi sono registrati a partire dal 1450

Esistono poi atti fiscali , censimenti , atti notarili , …………………….che permettono talvolta , in fortunatissime circostanze , di arretrare fino addirittura a prima dell'anno mille

Il periodo antecedente al 1600 purtroppo e' talvolta avvolto da un cono d'ombra perche' e' il periodo in cui vengono a mancare i registri di battesimo e bisogna far affidamento solo su atti testamentari ,atti di compravendita , documenti fiscali non sempre presenti o facilmente rintracciabili

A parte certe situazioni estreme sembrerebbe che una ricerca genealogica sia la cosa piu' facile del mondo visto la mole di documenti a disposizione e cio' di cui sembra si abbia bisogno sia solo una dose massiccia di pazienza.

In realta' non e' cosi

La ricerca genealogica si muove a ritroso passa dal figlio al padre

I nostri antenati si spostavano frequentemente da un luogo all'altro e non sempre e' facile seguire i loro spostamenti cosi spesso i figli non sono battezzati nello stesso luogo del padre .

Occorre svolgere un continuo sforzo di ricollocazione agganciandosi al minimo indizio

 

------------------------------------------

 

 

 

 

Man mano che si scende nel passato le difficolta' nel trovare legami genealogici si fanno sempre piu' grandi

Nel caso dei Carnesecchi il primo luogo dove compare questo cognome intorno al 1380 e' FIRENZE

I progenitori di questi Carnesecchi prima si distinguevano col patronimico "Duranti" cioe' erano "i figli di Durante"

Fino al 1600-1650 non si sapeva chi fosse questo DURANTE

 

 

 

 

 

 

 

ORIGINI DEI CARNESECCHI FIORENTINI

 

 

 

Fino agli inizi del seicento si penso' che il primo dei Carnesecchi individuabile fosse Pero di Durante priore di Firenze nel 1319 ( il beccaio Pero Carnesecca )

Non era chiaro chi fosse Durante

Nel 1647 Scipione Ammirato il giovane ( Cristoforo Del Bianco ) nelle sue aggiunte alle "Storie fiorentine" di suo zio Scipione Ammirato scriveva che Durante era da identificarsi in Durante di Buonfantino , piu' volte Priore e Gonfaloniere nel 1298.

 

 

 

 

…… il quarto gonfaloniere fu Durante figliuolo di Buonfantino giudice , sono i Carnesecchi…………..

 

 

Una linea che pare snodarsi

 

 

 

Settembre 2013

Alle mie stesse conclusioni sbagliate ( discendenza dagli Adimari ) era gia' giunto ( 1903) presumo sugli stessi elementi lo storico Giovanni Mini

Infatti nel suo IL LIBRO D'ORO DI FIRENZE ANTICA NEL CANTO XVI DEL PARADISO

Dice :

Sortiti i partiti Bianco e Nero , gli Adimari si divisero ,schierandosi alcuni tra i Bianchi , e altri tra i Neri - Carlo di Valois caccio' (1302) di firenze i primi e non vi rientrarono che nel 1328. Benche' agli Adimari fosse tolta ogni speranza di accedere alle magistrature , pure furono dichiarati Magnati , e si conciliarono (1343) il pubblico favore quando Antonio fecesi capo della congiura per la quale venne espulso il Duca d'Atene di ben triste memoria

Dagli Adimari sortirono gli Alamanneschi ,i Bonaccini , i Carnesecchi , i Dalla………………….

 

 

 

 

UN ALBERO GENEALOGICO DI PIETRA PER STUDIARE LE ORIGINI DEI CARNESECCHI FIORENTINI

 

 

Una lapide sepolcrale in Santa Maria Novella a Firenze fu l'elemento fondamentale per indirizzare la ricerca delle origini sulla giusta strada

 

 

 

 

Firenze : Santa Maria novella : Chiostro dei morti : per la cortesia di Francesco Bini

 

Firenze : Santa Maria novella : Chiostro dei morti : per la cortesia di Francesco Bini

 

 

La lapide ancora esistente in Santa Maria Novella contraddice Scipione Ammirato il giovane ( Cristoforo Del Bianco ). E' la lapide della sepoltura del beccaio Pero Carnesecca .

Recita : Sepoltura di Pero di Durante di Ricovero e dei suoi.

La lapide databile agli anni 40 del trecento porta scolpito lo stemma di Piero Carnesecca figlio di DURANTE ( e quindi dei Duranti ) . Esso e' praticamente uguale a quello dei futuri CARNESECCHI diverso solo per avere quattro bande anziche' tre ed e' per il resto completamente uguale

 

 

 

lapide della sepoltura di Pero di Durante Ricoveri : Stemma dei Duranti--notiamo le 4 bande rispetto alle 3 dei successivi Carnesecchi

 

 

CONFRONTO tra lo stemma dei Duranti ed il primo stemma conosciuto dei Carnesecchi

 

http://www.panoramicearth.com/5408/Florence/Chiesa_di_Santa_Maria_Maggiore_Church

 

Le nebbie del passato ci hanno lasciato come primo stemma riferibile ai Carnesecchi quello sulla sepoltura di Luca di ser Filippo in Santa Maria Maggiore databile al 1401

Il confronto ci rende chiaro come i due stemmi possano esser considerati uguali anche se quello dei Duranti ha una banda in piu'

 

 

Sepoltura di Luca di ser Filippo Carnesecchi in Santa Maria Maggiore ( Firenze ) anno 1401 : primo (cronologicamente ) stemma conosciuto dei Carnesecchi

 

http://www.panoramicearth.com/5408/Florence/Chiesa_di_Santa_Maria_Maggiore_Church

 

 

 http://www.polomuseale.firenze.it/catalogo/avanzata.asp

 

 

 

Della lapide di Santa Maria Novella ne accennava ai primi del seicento il Monaldi poi ne parlano sicuramente sia il Sermantelli sia il Rosselli

Sulle scorte di questa stessa lapide per primo tra i Prioristi il Segaloni inizia ( intorno al 1650 ) la serie dei Priori dei Carnesecchi fiorentini con il Priorato del 1297 di Durante di Ricovero anziche' con quello del 1319 di Pero di Durante

 

 

Vincenzio Fineschi Memorie sopra il cimitero della chiesa di Santa Maria Novella di Firenze

http://books.google.it/books?id=4BE5AAAAcAAJ&pg=PA20&dq=famiglia+degli+agli&hl=it&ei=oUkoTf6tM8ySswa74si9Ag&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2&ved=0CCoQ6AEwAQ#v=onepage&q=famiglia%20degli%20agli&f=false

 

 

 

 

La lapide di Santa Maria Novella e' un piccolo albero genealogico e ci svela l'identita' di Durante che e' il taverniere del popolo di Santa Maria Maggiore,Priore nel 1297 , fondatore di una sua compagnia commerciale , capitano di Or San Michele ,ancora vivo nel 1320.

Non ho trovato per ora nessuna altra traccia nei documenti cartacei che dimostri il legame di Durante di Ricovero coi futuri Carnesecchi , e' solo la pietra per ora a parlare ed anche in maniera molto significativa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Identificato Durante , cerchiamo di andare a ritroso e di fare luce sulla figura di Ricovero ( Recupero ) padre di Durante

 

 

Di Ricovero padre di Durante ho forse trovato una traccia tra gli atti regestati dal Lami nel suo << Sanctae Ecclesiae Florentinae Monumenta ab Ioanne Lamio >>

Un lodo del 1238 in cui compare nel popolo di Santa Maria Maggiore un taverniere di nome Ricovero

 

 

Il nome Ricovero e' in quel periodo un nome molto comune ma il popolo e la taverna inducono ad un forte sospetto di trovarci di fronte al nostro uomo

E' un documento che retrodaterebbe di molto la presenza dell'antenato dei Carnesecchi a Firenze

 

 

Se cosi fosse i futuri Carnesecchi erano presenti a Firenze nel popolo di Santa Maria maggiore gia' dalle prime decadi del XIII secolo ed esercitavano il mestiere di tavernai

 

Quasi tutti i genealogisti sono d'accordo nel ritenere che il luogo d'origine dei Carnesecchi fosse Cascia nel Valdarno superiore dove nel catasto del 1427 troviamo la maggior parte dei loro beni fondiari

 

Gia' nel 1480 il Verino ,narrando in rima delle famiglie notabili fiorentine , ipotizzava della provenienza dei Duranti da Cascia di Reggello . E successivamente i genealogisti parlavano di un legame coi Duranti di Santa Croce anche loro provenienti da Cascia .

Nonostante , come vedremo , i legami tra i Duranti/Carnesecchi e Cascia siano molti e forti non ho trovato nei documenti ( per la maggior parte fornitimi dagli spogli del dr Piccardi )niente che risalga a prima degli inizi del trecento.

 

Ipotizzando la presenza di Ricovero nel 1238 a Firenze ,e' da vedersi un andirivieni tra Firenze e Cascia di questi primi Carnesecchi che forse utilizzano Cascia come luogo di approvvigionamento per l'attivita' cittadina senza escludere che anche qui non abbiano una qualche attivita' di ristoro .( fatto di cui mi accennava la signora Maria Luisa Fantoni )

Questo per quasi un secolo

Infatti dall'atto del 1238 alla morte del beccaio Pero Carnesecca passa qualcosa di piu' di cento anni

 

CENTO ANNI DI TAVERNA !

 

Come dice il dr Piccardi il vino di Ricovero doveva essere veramente buono

 

 

 

Sono un centinaio di anni a Firenze segnati dall'oscurita' di un'attivita' minore da cui esce improvvisamente Durante che nel 1297 e' eletto Priore

 

E' probabile che Durante abbia doti importanti di imprenditore

La compagnia di Durante di Ricovero da lui fondata e di cui non conosco quasi niente lascia intravvedere un mondo da scoprire

 

Ma la fortuna commerciale a Firenze deve essere consolidata con l'accettazione nel ceto dirigente

A questo , come ora vedremo , pensera' il beccaio Pero Carnesecca che solidale a Parte Guelfa inserira' definitivamente la famiglia tra quelle che contano

 

 

 

 

Sanctae Ecclesiae Florentinae Monumenta ab Ioanne Lamio

PRIMO VOLUME

http://books.google.it/books/download/Sanctae_ecclesiae_florentinae_monumenta.pdf?id=BLMCtszMic4C&hl=it&capid=AFLRE70Te6g9xt2h58ew7eXtIZyi5Dho6UkyIqOIzvDIobCPdNh6cA_cJt7vkf6vbNXnKuEuUi1r6YSnjsdpYnsb_IlqUkCPzQ&continue=http://books.google.it/books/download/Sanctae_ecclesiae_florentinae_monumenta.pdf%3Fid%3DBLMCtszMic4C%26output%3Dpdf%26hl%3Dit

 

SECONDO VOLUME

http://books.google.it/books/download/Sanctae_ecclesiae_florentinae_monumenta.pdf?id=d9JyWHX5bUcC&hl=it&capid=AFLRE730m3O1qSgBlm4dXeXeBcHsWFPzHWtIDhYq4PMs0DL_pK8s6CIvnXnsMuQkKsDEHb8A0akSiaGh4ZfqvSRiKhnSV9tJ3A&continue=http://books.google.it/books/download/Sanctae_ecclesiae_florentinae_monumenta.pdf%3Fid%3Dd9JyWHX5bUcC%26output%3Dpdf%26hl%3Dit

 

Terzo volume

http://books.google.it/books?id=DSTzbY9GdxcC&pg=PA1704&dq=editions:ww4M0lwcXZ0C&hl=it&ei=wtpHTvHiKM638gOU3dHQBg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CDkQ6AEwAw#v=onepage&q&f=false

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non sono riuscito a risalire oltre Ricovero

 

Conoscere i nomi dei personaggi delle vicende che seguono puo' servire ad inquadrare meglio le vicende che qui si raccontano e a seguirle piu' facilmente

 

Propongo quindi alcuni alberi e per primo l'albero degli epigoni cioe' l'albero genealogico dei Duranti / Carnesecchi di Firenze da me ricostruito sui dati delle tratte

 

 

 

 

 

BATTESIMI

 

BATTESIMI FIORENTINI……………………………i Carnesecchi nei battesimi fiorentini del DUOMO consultati dal dr Angelo Gravano Bardelli parte 1

 

BATTESIMI FIORENTINI……………………………i Carnesecchi nei battesimi fiorentini del DUOMO consultati dal dr Angelo Gravano Bardelli parte1

 

BATTESIMI FIORENTINI……………………………i Carnesecchi nei battesimi fiorentini del DUOMO consultati dal dr Angelo Gravano Bardelli parte 3

 

BATTESIMI FIORENTINI……………………………i Carnesecchi nei battesimi fiorentini in alcuni manoscritti consultati dal dr Paolo Piccardi

 

 

Albero genealogico   ………Battesimi secondo il Sebregondi

 

BATTESIMI FIORENTINI……………………………i Carnesecchi nei battesimi fiorentini dalle tratte secondo

 

 

Antenati  Alcuni individui di cognome Carnesecchi battezzati a Firenze nel XVII secolo  e nel XVIII secolo ( da dati parziali estratti dalle ricerche della societa' INCIPIT di Prato)

 

 

elenco  …..un elenco di Carnesecchi dagli studi del dr White

 

 

un elenco di carnesecchi dalle tratte  …dagli studi by David Herlihy, R. Burr Litchfield, Anthony Molho and Roberto Barducci

 

 

 

elenco  …..un elenco di Carnesecchi dagli amici Mario Bartolini ,Cristoforo Concini , Andrea Mondroni

 

 

 

MATRIMONI

 

 

Selvaggia Sassetti (born 1470-71 ) married Antonio Carnesecchi

Davide Ghirlandaio (David Bigordi) (Italian, Florence 1452–1525 Florence)

Date: ca. 1487–88 Medium: Tempera on wood Dimensions: 22 1/2 x 17 3/8 in. (57.2 x 44.1 cm)

This picture has recently been reattributed from Domenico Ghirlandaio to his brother Davide. The sitter resembles a young woman in the frescoes painted by Domenico for Francesco Sassetti in the church of Santa Trinita, Florence. She has been plausibly identified as Selvaggia, the fifth of Sassetti's seven daughters. Another portrait by Domenico, of Sassetti and his youngest son, belongs to the Metropolitan Museum.

Sevaggia o Vaggia di Francesco di Tommaso di Federico Sassetti e di Nera di Piero Corsi e' qui detta moglie di un Antonio in realta e' stata donna di Simone di Amerigo Carnesecchi secondo quanto dice il Passerini

 

 

MATRIMONI A FIRENZE……………………………Matrimoni di alcuni Carnesecchi in alcuni documenti consultati dal dr Paolo Piccardi

 

 

 

"NECROLOGI "

 

NECROLOGIO FIORENTINO……………………………i Carnesecchi nel Necrologio fiorentino di padre Eusebio Cirri

 

NECROLOGIO FIORENTINO……………………………i Carnesecchi in alcuni necrologi consultati dal dr Paolo Piccardi

 

 

 

E' IMPORTANTE OSSERVARE COME I BATTESIMI DI FIRENZE NEI REGISTRI DEL DUOMO MESSI A CONFRONTO DEL NECROLOGIO DEL CIRRI SI RIVELANO LACUNOSI INFATTI NEL NECROLOGIO COMPAIONO INDIVIDUI IL CUI BATTESIMO NON E' RINTRACCIABILE NEI REGISTRI DEL DUOMO

 

 

 

Alberi genealogici……………………………Alberi genealogici citati nel Poligrafo Gargani

 

 

memorie……………………………memorie citate nel Poligrafo Gargani

 

 

 

 

atti……………………………atti della chiesa di San Giovenale fonte : dr Piccardi Paolo

 

 

atti……………………………Carnesecchi : fondi conservati in diversi archivi

 

 

 

 

Luca di Luca di ser Filippo Carnesecchi e' fratello uterino di Luca dei Firidolfi di Panzano autore di memorie che si intersecano con la vita di diversi Carnesecchi

 

 

Un fiorentino del secolo XV e le sue ricordanze domestiche

Carlo Carnesecchi

 

http://www.internetculturale.it/opencms/opencms/it/ricercaMagExpansion.jsp?searchType=avanzato&channel__creator=Carlo+Carnesecchi&opCha__creator=OR&opCha__contributor=OR&__meta_descSourceLevel2=MagTeca+-+ICCU&q=&channel__contributor=Carlo+Carnesecchi&__meta_collection=inventari+delle+biblioteche+medievali+italiane

 

 

Brighe, Affanni, Volgimenti di Stato ,le ricordanze quattrocentesche di Luca di Matteo di messer Luca dei Firidolfi da Panzano

Anthony Molho e Franek Sznura

 

 

 http://books.google.it/books?id=N0ZRJ9ndeloC&printsec=frontcover&dq=brighe+affanni&hl=it&sa=X&ei=KlkTU5yxOei_ygO-xYD4BA&ved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&q=brighe%20affanni&f=false

 

 

 

 

 

 

 

NOTE

"Necrologio fiorentino " Sepoltuario fiorentino e’ un manoscritto in piu’ volumi conservato presso la Biblioteca Nazionale centrale di Firenze

E’ opera del padre Eusebio Cirri (1865-1944) al secolo Alfredo

Contiene una raccolta di date di inumazioni di fiorentini e fiorentine che spazia dal XIV secolo al XVIII secolo divise per cognome e quindi per chiesa

Non sempre e’ facile servirsene perche’ essendo riportato il solo nome del morto senza l’eta’ dei morto si rischia facilmente di cadere in un errore di omonimia

Anche gli stemmi allegati debbono esser verificati con attenzione

Non vengono indicate le fonti

 

Necrologio di S. Maria Novella pubblicato nelle Delizie degli eruditi toscani,

 

Fondo Poligrafo Gargani

2192 pacchi di schede, 18 pacchi di bibliografia fiesolana e 7 cassette di schede da ordinare.

Repertorio numerico ed indice alfabetico dei pacchi 1 vol. ms. Vacchetta

GARGANO GARGANI ( 1820—1889 ) Figura tipica di erudito locale, dedito principalmente alla storia, alle lettere e alle arti in Toscana, elaborò fra le altre cose un immenso repertorio a schede , noto agli studiosi come Poligrafo Gargani, acquisito nel 1890 dalla Biblioteca Nazionale Centrale Firenze

Di ogni notizia viene indicata la fonte

 

Battesimi a Firenze dal 1450 al 1900

http://www.operaduomo.firenze.it/battesimi/

L'archivio contiene i registri dei battezzati, nei quali si conserva memoria di quanti ricevettero il primo sacramento nel Battistero fiorentino. Le informazioni contenute nei registri offrono una documentazione anagrafica di primaria importanza e di eccezionale continuità per la storia della città.

La banca dati permette di effettuare ricerche on-line attraverso due moduli di ricerca:

  • per registri (descrizione del registro, consultazione delle carte)
  • per carte (data iniziale e finale, sesso, lettera iniziale per nome o per cognome)

Dal 1482 (stile comune) i registri sono divisi in 2 serie (maschi/femmine); a partire dal 1543 i registri (11-117, 230-339) sono organizzati in forma di rubricario per nome di battesimo, mentre dal 1790 al 1900 (reg. 118-223, 340-445) la lettera iniziale del rubricario è associata al cognome, invece che al nome.

ATTENZIONE
le ricerche per data sono effettuate secondo lo "stile comune", ma le date dei registri fino all'anno 1750 sono in "stile fiorentino", in base al quale l'anno nuovo non iniziava il 1 gennaio, bensì il 25 marzo.

Mancano alcuni battesimi Quindi se non troviamo una persona non e’ detto che questa sia prova che non e’ nato a Firenze

 

 

FLORENTINE RENAISSANCE RESOURCES:

Online Tratte of Office Holders 1282-1532

Edited by David Herlihy, R. Burr Litchfield, Anthony Molho
and Roberto Barducci.

 

 

 

 

This site gives access to a database (c. 165,000 records) with information about office holders of the Florentine Republic during its 250-year history. The data base was developed initially by Professor David Herlihy at Harvard and Brown Universities, and then completed under the direction of Professors R. Burr Litchfield and Anthony Molho at Brown with support from the National Endowment for the Humanities, Division of Preservation and Access, and the Brown University Center for Computing and Information Services and Scholarly Technology Group. An edition of the Tre Maggiori, Guild elections and Birth registrations is now available.

 

http://www.stg.brown.edu/projects/tratte/

 

 

 

 

 

ILDEFONSO di S. Luigi Gonzaga (al secolo Benedetto Liborio Maria Frediani)

 

 

ILDEFONSO di S. Luigi Gonzaga (al secolo Benedetto Liborio Maria Frediani). - Nacque a Firenze il 22 luglio 1724 da Giulio Gaspare Maria Frediani e da Maria Francesca Rastrelli. Svolse i primi studi nel collegio S. Giovannino dei gesuiti, frequentando poi la Compagnia di S. Filippo Benizzi sotto la guida del servita A. Gucci. Spinto da viva vocazione per la vita religiosa, decise di entrare in un ordine regolare: poiché un fratello maggiore, Antonio Sisto (1715-84), era dal 1739 carmelitano scalzo con il nome di Bruno di S. Teresa (anche due sorelle furono religiose nel monastero di S. Chiara a San Miniato al Tedesco), egli volle vestire l'abito del medesimo Ordine. Trascorso l'anno di noviziato nel convento di Arezzo, il 31 ag. 1740 pronunciò i voti solenni; nel 1742 fu trasferito nel convento carmelitano di Siena per seguirvi i corsi di filosofia e teologia. Dal 1748, completati gli studi, insegnò filosofia, poi teologia scolastica e dogmatica, Sacre Scritture e morale nello stesso convento di Siena, passando in seguito a quello di Firenze. Insegnò per tutta la vita, con interruzioni solo nei tre anni in cui fu maestro dei novizi ad Arezzo o quando fu provinciale, alternando le sedi di Pisa (1789-92) e Firenze; è impossibile precisare meglio i suoi spostamenti, per la scomparsa dagli archivi del II volume del Definitorio provinciale

 

 

DELIZIE DEGLI ERUDITI TOSCANI

Da tempo, comunque, I. aveva iniziato ricerche per la sua opera di maggiore impegno, che in alcune parti conserva ancora oggi qualche utilità per gli studi sulla storia e la letteratura toscane del secolo d'oro; si tratta di ben 25 volumi di testi e repertori inediti di autori toscani del Tre e Quattrocento approvati dall'Accademia della Crusca, raccolti sotto il titolo di Delizie degli eruditi toscani, pubblicati a Firenze dal 1770 al 1789.

Si tratta di ben 25 volumi di testi e repertori inediti di autori toscani del Tre e Quattrocento approvati dall'Accademia della Crusca, raccolti sotto il titolo di Delizie degli eruditi toscani, pubblicati a Firenze dal 1770 al 1789.

La serie inizia con le opere in volgare di Girolamo da Siena (voll. I e II) e continua con le poesie di Antonio Pucci (III e IV), la Historia fiorentina di Marchionne di Coppo Stefani (VII-XVII), le Croniche fiorentine di ser Naldo da Montecatini e di Lionardo di Lorenzo Morelli (XIX), le Istorie di Giovanni Cambi (XX-XXIV) e la biografia di Lorenzo de' Medici duca di Urbino, di Gherardo Bartolini Salimbeni (appendice al vol. XXIII); l'ultimo volume, il XXV, è un prezioso Indice generale de' nomi di famiglie e di persone. Va sottolineato che i testi sono arricchiti da innumerevoli note erudite, anche di lingua, da ampie dissertazioni storiche e biografiche sugli autori dei lavori pubblicati e sulle persone cui sono dedicati i volumi, nonché da numerose genealogie (Nelli, Ubaldini, Morelli, Salimbeni ecc.).

 

Tratto da

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 62 (2004)

Voce curata da Guido Gregorio Fagioli Vercellone

http://www.treccani.it/enciclopedia/ildefonso-di-s-luigi-gonzaga_(Dizionario_Biografico)/

 

IN REALTA’ LE DELIZIE SONO UN’OPERA CHE NON PUO’ MANCARE NELLO SCAFFALE DI NESSUN STUDIOSO DI STORIA FIORENTINA

E grazie a GOOGLE oggi non manca

http://www.carnesecchi.eu/libri.htm

Piu’ giustamente infatti LORENZO TANZINI dice delle DELIZIE

http://www.storiadifirenze.org/?storici=ildefonso-di-san-luigi

 

…………La sua opera principale, alla quale la ricerca storica su Firenze ha legato tradizionalmente il suo nome, è tuttavia la monumentale raccolta delle Delizie degli eruditi toscani, pubblicata in venticinque volumi a Firenze tra il 1770 e il 1789. Si tratta fondamentalmente dell’edizione di alcune cronache e opere volgari fiorentine e senesi del XIV, XV e XVI secolo, corredate tuttavia da imponenti apparati di note storiche, biografiche e genealogiche, per le quali l’Ildefonso mise in opera una vastissima conoscenza di documentazione inedita raccolta in archivi e biblioteche. Sebbene quindi alcuni testi delle Delizie abbiano avuto nei due secoli successivi edizioni più accurate e moderne, la mole documentaria annessa rende ancor oggi l’opera dell’Ildefonso un testo di consultazione classico e per certi versi imprescindibile per la storia di Firenze dal Tre al Cinquecento.

 

 

1851 - 1916

Figlio di un fervente patriota, Guido Carocci fu un uomo di vasta e profonda erudizione della storia e dell’arte della Toscana. Ancora giovane si dedicò al giornalismo mostrando un vivo interesse per i problemi sociali e culturali. Nel 1882 fondò la rivista "Arte e Storia", che secondo Carocci doveva "rivelare" l’arte, ma anche rispondere al fine didascalico di acculturazione delle masse e di stimolo all’amore di patria.

La sua conoscenza storico-artistica trovò anche un’applicazione pratica nell’attività di Ispettore per le Antichità e Belle Arti della Toscana, poi come Ispettore regionale dei Monumenti e negli ultimi dieci anni come direttore del Museo di San Marco e dei Cenacoli. Carocci sostenne accese battaglie contro i danni ai beni artistici e storici messi in pericolo dalla riorganizzazione della città, come nel caso della distruzione del Mercato Vecchio (Sull’argomento pubblicò il volume Firenze scomparsa, 1898).

Sempre molto attento al patrimonio artistico di tutte le provincie toscane, stese, nei suoi viaggi, classificazioni e schede di tutto ciò che avesse qualche rilievo storico-artistico. Questo materiale servì poi alla compilazione del Catalogo delle opere d’arte della Toscana e alla stesura di innumerevoli libri ed opuscoli, il più famoso dei quali fu I dintorni di Firenze (1875). Esperto inoltre di araldica e genealogia, compilò uno schedario degli stemmi di famiglia.

Dal sito http://www.itinerarilorenesi.it/?sezione=1

 

Guido CAROCCI (1851 - 1916) è stata una delle figure più rappresentative dell'impegno di catalogazione e salvaguardia delle opere d'arte fiorentine e toscane.

Ispettore onorario dei monumenti, direttore e ordinatore del Museo di San Marco, ideatore e ordinatore del Museo di Firenze antica, fondatore e direttore della rivista "Arte e storia", autore di moltissime e fondamentali opere su Firenze e toscana. Fra le altre cose, ha raccolto - in oltre 40.000 schede manoscritte - appunti e documentazioni su artisti, Arti, case, chiese, palazzi, famiglie, stemmi e altro, relativi a Firenze, alla sua provincia, alla Toscana intera, che formano il Fondo Carocci, posseduto dalla Biblioteca degli Uffizi dal 1918. E' uno dei fondi maggiormente consultati dagli studiosi di storia dell'arte e di storia, proprio per la ricchezza del suo apparato e contributo documentario, e ora la sua versione digitale ne consente sia la conservazione ottimale sia l'uso più ampio e versatile possibile per l'utente remoto. Sarà presto arricchito da descrittori che consentano di recuperare - ovunque si trovino nelle decine di migliaia di schede - le informazioni legate alle esigenze di ricerca dell'utente.

http://www.polomuseale.firenze.it/carocci/

 

 

 

 

ANNI DI PESTE

1340, 1348, 1363, 1374-75,1383-84, 1390, 1400 (la moria dei bianchi), 1411, 1417-18, 1423-24, 1430, 1437, 1449 (l'Anguinaia), 1457, 1479, 1495-1499,

 

 

Da I toscani e le loro famiglie di D.Herlihy e Ch. Klapisch--Zuber edito da IL MULINO

 

A partire dal 1385 sussistono alcune registrazioni di sepolture effettuate in citta' su richiesta del governo comunale. Purtroppo i fascicoli che costituiscono questi libri dei morti sono assemblati nel piu' grande disordoine e la serie , per di piu' , presenta un numero cospicuo di consistenti lacune.

Sui libri dei morti fiorentini vi e' il lavoro di Giuseppe Parenti (definito dall'autore stesso come uno studio preliminare ) Fonti per lo studio della demografia fiorentina , I Libri dei morti , Genus VI-VIII , 1943-49 pp 281-301

I libri dei morti consistono in un' elenco di sepolture effettuate soprattutto nella citta' di Firenze da impresari di pompe funebri quali i beccamorti o becchini

La decisione che e' all'origine di queste annotazioni e la necessaria sorveglianza del Comune sulle sepolture fiorentine e quindi sul numero dei morti

Alle sepolture era interessata l'arte dei medici e degli speziali che aveva l'incarico di vigilare sui prezzi praticati dai becchini che spesso erano oggetto delle lamentele del popolo

L'arte dichiaro' il 23 dicembre 1375 che tutti coloro che si occupavano della sepoltura dei morti dovevano sottomettersi alla sua autorita' Un anno dopo il 21 dicembre 1376 l'Arte pubblico' un listino dei prezzi massimi che i becchini potevano esigere per le loro prestazioni che consistevano nel darne comunicazione della morte in tutta la citta' , nella preparazione del corpo per il giorno dei funerali , nel darne comunicazione alle persone che si intendevano invitare , nella preparazione delle esequie enel seppellimento.

Tale tariffa variava a seconda dello stato sociale , del sesso e dell'eta' del defunto . I becchini quindi dovevano precisare all'arte chi seppellivano

l'Arte dei Medici e degli Speziali non era la sola istituzione fiorentina interessata a conoscere le sepolture. Ne esisteva sicuramente un'altra : l'ufficio della Grascia, che aveva la funzione di assicurare l'approvvigionamento della citta' . Ora il numero dei decessi intaccava il numero dei consumatori cosi come le nascite lo aumentava e quindi influiva sulla domanda di viveri della citta'

per poter sapere el numero dei popoli che di tempo abitano la citta di Firenze e fine di poter fare le previsioni di vettovagli e grasce che si aspetta al detto Magistrato di provvedere

Probabilmente l'Arte dei Medici e degli Speziali e l'amministrazione della Grascia iniziarono a raccogliere i dati sulle sepolture dallo stesso periodo cioe' circa intorno al 1376 1378

I primi registri sono andati perduti

I primi registri dell'Arte conservati partono solo dal 1450

Gli elenchi stillati dall'Ufficio della Grascia sono giunti sino a noi a partire dall'anno 1385 ; ma la loro serie soffre di grosse lacune ( 1413-1422 ; 1431-1438 1450-1456 ) Inoltre quelli che si sono conservati non sono sempre disposti secondo un rigoroso ordine cronologico, e mancano qui e la molti fogli , o anche interi fascicoli

Tra il 1385 e il 1430 sono registrate 32.909 sepolture

Secondo gli statuti comunali del 1415 , un impresario di pompe funebri doveva dichiarare il nome del defunto , il suo cognome , il quartiere di appartenenza e la parrocchia

Quando si trattava di un bambino , il notaio non dichiarava il suo nome di battesimo , ma soltanto il nome del padre o del capofamiglia presso il quale il bambino era vissuto

I termini che designano piu' frequentemente i bambini sono : fanciullo , fanciulla , e i loro diminuitivi o in latino puer o puella

 

Da I toscani e le loro famiglie di D.Herlihy e Ch. Klapisch--Zuber edito da IL MULINO

 

 segue

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ECCO UNA SUMMA DEI CARNESECCHI NATI TRA IL 1400 e NELLE PRIME DECADI DEL CINQUECENTO

i dati sono ricavati per gli anni successivi al 1450 principalmente dai registri dei battesimi del Battistero fiorentino

 

SUMMA

 

 

 

Nome

Nascita

Discend.

note

Adovardo di Giovanni di Mariotto di Antonio

     

Agnolo di Berto

   

Tratte fior 1467

Agnolo di Giovanni di Mariotto di Antonio

1534

   

Agostino Giovanni di Zanobi di Simone

1484

   

Alamanno di Cristofano di Bernardo

1472

   

Alamanno di Bernardo di Andrea di Bernardo

     

Alessandro di Bernardo

1442

D

 

Alessandro di Giovanni

   

frate

Alessandro di Francesco di Berto

1462

   

Alessandro Michele di Zanobi di Simone

1489

 

? fra Timoteo

Alessandro di Pierantonio di Simone

   

Tratte 1497

Alessandro di Leonardo di Giovanni

1471

 

frate

Alessandro di Francesco di Bernardo

   

Tratte ??????

Alessandro di Giovanni di Leonardo di Giovanni

   

Frate ?

Alessandro di Francesco di Zanobi di Simone

1523

   

Alessandro di Pierfrancesco di Andrea di Bernardo

1533

   

Alessandro di Bernardo di Andrea di Bernardo

1512

   

Alessandro Quirico di Pierantonio di Francesco di Berto

1488

   

Alessandro di Leonardo di Buonaccorso

1504

   

Amerigo di Simone

1436

D

 

Amerigo Zanobi di Antonio di Manetto

1495

   

Amerigo di Francesco di Amerigo di Simone

     

Amerigo di Cosimo di Piero di Simone

1503

   

Amerigo di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

     

Amerigo Domenico di Bernardo di Francesco di Berto

1502

D

 

Andrea di Luca

1427

D

 

Andrea di Bernardo

1442

D

 

Andrea di Simone

1446

?

 

Andrea di Manetto

1455

   

Andrea di Manetto di Berto

     

Andrea di Carlo di Simone

   

Otto di guardia 1507

Andrea Giovanni di Paolo di Simone

1468

 

Senatore

Andrea Alessandro di Bernardo di Andrea di Bernardo

1509

   

Andrea di Luca di Andrea di Luca

1502

   

Andrea di Pierfrancesco di Andrea di Bernardo

1527

   

Antonio di Berto

     

Antonio di Manetto

1450

   

Antonio di Zanobi di Berto

     

Antonio di Francesco di Berto

     

Antonio di Paolo di Antonio

1485

   

Antonio di Mariotto di Antonio

1495

   

Antonio di Manetto di Berto

   

Fior 1464 m 1480

Antonio di Andrea di Paolo di Simone

1493

D

 

Antonio di Raffaello di Leonardo di Giovanni

1517

D

 

Antonio di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1521

M

 

Antonio di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1522

   

Bartolomeo di Antonio

1454

   

Bartolomeo di Zanobi

   

Fior 1484

Bartolomeo di Piero di Simone

1484

   

Bartolomeo di Luca di Andrea di Luca

1489

   

Bartolomeo di Andrea di Paolo di Simone

     

Bartolomeo Francesco (Baccio )di zanobi di Francesco di Berto

1501

D

Senatore

Bastiano di Francesco di Berto

1464

   

Bastiano di Francesco di Bernardo

1496

   

(Bastiano Fabiano) di Matteo di Manetto

1490

   

Bastiano Marco) di Bernardo di Francesco di Berto

1496

D

 

Bernardo di Antonio

1454

   

Bernardo di Paolo di Berto

1454

   

Bernardo di Cristofano di Bernardo

1450

   

Bernardo di Cristofano di Bernardo

1456

 

Bernardo di Cristofano di Bernardo

1459

 

Morto 1482 ?

Bernardo di Francesco di Berto

1454

 

Seguace Savonarola

Bernardo di Francesco di Berto

1459

   

Bernardo di Andrea di Bernardo

1481

 

senatore

Bernardo di Giuliano di Simone

     

Bernardo Francesco di Pierantonio di Francesco di Berto

1486

   

Bernardo di Francesco di Zanobi di Berto

1512

   

Bernardo di Antonio di Paolo di Antonio

     

Bernardo di Francesco di Zanobi di Simone

1518

   

Berto di Berto

     

Berto di Manetto

1437

   

Berto di Manetto di Berto

   

?????? fiorente 1467 ?????

Berto Domenico di Matteo di Manetto

1475

   

Berto di Zanobi di Berto

1451

   

Berto di Manetto di Berto

     

Berto di Bernardo di Francesco di Berto

     

Bertoldo di Bartolomeo di Piero di Simone

1530

   

Carlo di Bernardo

1419

 

Morto senza prole

Carlo di Simone

     

(Carlo Domenico) di Matteo di Manetto

1488

   

Carlo di Cristofano di Bernardo

1463

   

Carlo di Cristofano di Bernardo

1464

   

Carlo di Giuliano di Giovanni

1452

 

tratte

Carlo di Cosimo di Piero di Simone

     

Carlo di Antonio di Mariotto di Antonio

1537

M

 

Carlo di Antonio di Mariotto di Antonio

1539

   

Carlo di Bernardo di Andrea di Bernardo

     

Carlo di Berto di Zanobi di Berto

1502

   

Cosimo di Simone

1442

   

Cosimo di Zanobi di Simone

     

(Cosimo Marco) di Piero di Simone

1478

   

Cosimo di Lorenzo di Zanobi di Simone

     

Cosimo di Francesco di Zanobi di Simone

1521

M

 

Cosimo di Francesco di Zanobi di Simone

1529

   

Cristofano di Bernardo

1434

   

Cristofano di Antonio

     

Cristofano di Zanobi

   

????? Fiorente 1442

(Cristofano Domenico) di Andrea di Bernardo

1488

   

Cristofano di Carlo di Cristofano di Bernardo

     

Cristofano di Pierfrancesco di Andrea di Bernardo

1531

D

senatore

Daniello di Luca di Andrea di Luca

 

D

 

Domenico Francesco di Paolo di Simone

1468

   

Domenico di Bernardo di ……………

     

Domenico di Bernardo di Cristofano di Bernardo

 

D

?

Durante di Pierfrancesco di Andrea di Bernardo

1547

 

prete

Filippo di Berto

1422

   

Filippo di Bernardo

     

Filippo di Leonardo di Giovanni

1469

   

Filippo di Antonio di Paolo di Antonio

     

Filippo di Berto di Francesco di ……….

   

Gia morto nel 1472

Filippo di Francesco di Zanobi

   

Fior 1484

Francesco di Berto

1428

D

 

Francesco di Bernardo

     

Francesco di Simone

1446

   

Francesco di Giovanni

1451

D

 

Francesco di Buonaccorso

     

Francesco di Zanobi di Berto

     

Francesco di Zanobi di Simone

1487

   

(Francesco Romolo Dionisio) di Amerigo di Simone

1483

   

Francesco di Piero di Simone

1473

 

Tratte gia morto 1489

Francesco di Leonardo di Giovanni

1467

   

Francesco di Matteo di Manetto

1482

 

Tratte 1484

Francesco di Berto di Berto

1450

   

Francesco di Niccolo di Cristofano

   

Otto di guardia 1483 ????

Francesco di Amerigo di Simone

1483

 

tratte

Francesco Quirico di Pierantonio di Francesco di Berto

1485

   

Francesco di Giovanni di Andrea di Luca

1485

   

Francesco di Andrea di Paolo di Simone

1494

   

Francesco di Bartolomeo di Piero di Simone

1521

   

Francesco Bartolomeo) di Alamanno di Cristofano di Bernardo

1501

M

 

Francesco Giovanni) di Alamanno di Cristofano di Bernardo

1502

   

Francesco di Antonio di Mariotto di Antonio

1532

   

Francesco di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1538

D

 

Francesco di Gabriello di Francesco di ………..

1524

 

R9 P261 oltrarno

Gabriello di Marco di Manetto

   

????? tratte fior 1490

Gabbriello Bernardo di Matteo di Manetto

1477

   

Gabbriello di Francesco

   

Non so determinare il nonno

Galeotto Benvenuto di Amerigo di Simone

1470

   

Gherardo di Giuliano di Simone

1470

   

Gherardo di Giuliano di Simone

1470

   

Giovanni di Manetto

1447

   

Giovanni di Simone

   

Seguace Savonarola

Giovanni di Antonio

1452

   

Giovanni di Niccolo di ……..

   

Seguace Savonarola ?

Giovanni di Leonardo di Giovanni

1466

 

Uno dei piu' importanti Piagnoni

Giovanni di Zanobi di Berto

1449

   

Giovanni di Mariotto di Antonio

1501

   

Giovanni di Andrea di Luca

1456

   

Giovanni di Pierfrancesco di Andrea di Bernardo

1530

   

Giovanni di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1524

   

Giovanni Gabriello) di zanobi di Francesco di Berto

     

Giovanni di Luca di Andrea di Luca

1497

D

 

Giovanni di Giovanni di Andrea di Luca

1486

D

 

Giovanni di Andrea di Paolo di Simone

   

????

Giovanni di Giovanni di Mariotto di Antonio

1548

M

 

Giovanni di Giovanni di Mariotto di Antonio

1552

D

+1622

Giovan Battista Raffaello di Giuliano di Simone

1477

   

Giovan Battista Piero di Andrea di Bernardo

1491

   

GiovanBattista Vincenzo) di Antonio di Mariotto di Antonio

1534

   

GiovanBattista di Antonio di Paolo di Antonio

     

GiovanBattista di Gherardo di Giuliano di Simone

1519

 

Ribelle ,difens Siena

Giovanni Battista Bartolo) di zanobi di Francesco di Berto

1508

   

GiovanBattista di Pierantonio di Francesco di Berto

1507

   

GiovanBattista di Zanobi di Francesco di Giovanni

   

???

Girolamo di Alessandro di Bernardo

1492

   

Gismondo di Francesco di Berto

   

Gismondo di Francesco

(Sigismondo Lodovico) di Matteo di Manetto

1492

   

Giuliano di Simone

1439

   

Giuliano di Luca

1450

   

Giuliano di Giovanni

     

Giuliano di Bernardo di Giuliano di Simone

 

D

 

Giuliano di Gherardo di Giuliano di Simone

1505

   

Guido Donato di Berto di Zanobi di Berto

1506

   

Guglielmo di Giuliano di Simone

     

Iacomo di Lorenzo di Zanobi di Simone

1513

   

Iacopo di……..

   

Lamole capitano di fanti

(Iacopo Gregorio) di Giuliano di Simone

1476

   

Iacopo di Matteo di

   

Tratte 1509

Iacopo di Zanobi di

   

Padre di

Ippolito di Luca di Andrea di Luca

     

Leonardo di Giovanni

1445

   

Leonardo di Buonaccorso

     

Leonardo di Cristofano di Bernardo

   

Copista del Driadeo

Leonardo di Raffaello di Leonardo di Giovanni

1506

D

 

Ludovico di Giovanni

     

Lodovico GiovanBattista di Luca di Andrea di Luca

1493

   

Lorenzo di Zanobi di Berto

     

Lorenzo di Piero di Bernardo

1471

   

(Lorenzo Andrea) di Zanobi di Simone

1482

 

Commissario Romagna fiorentina

Lorenzo di Lorenzo di Zanobi di Simone

 

D

 

Lorenzo di Lorenzo di Zanobi di Berto

1498

   

Lorenzo di Berto di Zanobi di Berto

1499

 

Tratte lorenzo di bartolomeo di zanobi ?

Luca di Andrea di Luca

1467

   

Luca di Giovanni di Andrea di Luca

1495

   
       

Lutozzo di Zanobi di Berto

     

Manetto di Berto

     

Manetto di Manetto

1460

   

Manetto di Matteo di Manetto

1481

   

Manetto di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1532

   

Marco Simone di Cristofano di Antonio

1461

   

Mariotto di Manetto

     

Mariotto di Antonio

1458

   

Mariotto di Giovanni di Mariotto di Antonio

1544

   

Mariotto di Antonio di Mariotto di Antonio

1530

   

Mariotto di Niccolo di Paolo di Antonio

   

Fior 1514

Martino di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1526

   

Matteo di Berto

     

Matteo di Manetto

1446

   

Matteo di Zanobi di Berto

     

Matteo di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1534

   

Matteo Bernardo di Manetto di Matteo di Manetto

1529

 

R9 Fg 231

Matteo Agostino di Berto Domenico di Matteo di Manetto

1517

   

Matteo di Domenico di Bernardo di ……………

1529

 

Nato a cascia

Michele di Berto Domenico di Matteo di Manetto

1520

   

Mico di Andrea di Paolo di Simone

     

Niccolo di Bernardo

     

Niccolo di Paolo di ………

   

Padre di mariotto fior 1514

Orsino Raffaello di Giuliano di Simone

1473

   

Paolo di Berto

1427

   

Paolo di Simone

1432

 

Al servizio dello Sforza

Paolo di Antonio

1455

   

Paolo di Giovanni

< 1457

   

Paolo di Bartolomeo di………….

   

Tratte fior 1496

Paolo di Berto di

   

Tratte inf 1484 fior 1490

Paolo di Zanobi di

   

Tratte fior 1496

Paolo di Antonio di Paolo di Antonio

1526

D

 

Paolo di Andrea di Paolo di Simone

1495

D

 

Pierfrancesco Cristofano di Matteo di Manetto

1488

   

Pierfrancesco di Andrea di Bernardo

1492

 

senatore

Pierfrancesco di Andrea di Paolo di Simone

     

Pierantonio di Simone

 

D

 

Pierantonio di Francesco di Berto

     

Pierantonio di Ludovico di Giovanni

1500

   

Piero di Bernardo

     

Piero di Simone

1435

   

Piero di Paolo

   

Ufficiale di torre, fratello Andrea ?

Piero di Alessandro di Bernardo

1494

   

Piero di Gherardo di Giuliano di Simone

1514

   

Piero di Gherardo di Giuliano di Simone

1516

   

Piero di Andrea di Paolo di Simone

1508

 

Pronotaro eretico

Piero di Bartolomeo di Piero di Simone

1516

M

 

Piero di Bartolomeo di Piero di Simone

1517

M

 

Piero di Bartolomeo di Piero di Simone

1528

D

 

Piero di Cosimo di Piero di Simone

 

D

 

Piero Agostino di Bernardo di Andrea di Bernardo

1518

D

 

Raffaello di Leonardo di Giovanni

1468

   

Raffaello Taddeo di Pierantonio di Francesco di Berto

1503

   

Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1497

   

Ridolfo di Giovanni di Andrea di Luca

1489

D

 

Silvestro di Francesco di Matteo di Manetto

1521

 

Fucecchio ???

Simone di Piero di Simone

1477

   

Simone Raffaello di Amerigo di Simone

1467

   

Simone di Giuliano di Simone

1475

   

Simone di Gherardo di Giuliano di Simone

1518

   

Simone di Andrea di Paolo di Simone

1491

D

 

Zanobi di Berto

1421

   

Zanobi di Simone

1447

   

Zanobi di Manetto

1452

   

Zanobi di Zanobi di Berto

     

Zanobi di Francesco di Berto

1471

 

Seguace Savonarola , Dittatore di Firenze

Zanobi di Manetto di Berto

     

Zanobi di Berto di Berto

     

Zanobi di Francesco di Giovanni

     

Zanobi di Francesco di Zanobi di Simone

1526

   

Zanobi di Lorenzo di Zanobi di Simone

1534

   

Zanobi di Ridolfo Bastiano di Antonio di Manetto

1532

   

Zanobi Iacomo) di di Berto di Zanobi di Berto

1500

   
       

Giovanni di zanobi di bartolomeo

   

Tratte 1467

 

 

 

 

 

 

"DATI FISCALI DI CUI SI PUO' FAR USO

 

La ricerca genealogica come la ricostruzione della vita dei nostri puo' avvalersi degli atti notarili ed anche dei documenti fiscali

E' una ricerca molto molto laboriosa ma se ha esito e' ricchissima di dati

 

 

 

  

 

Per meglio far luce sulle linee genealogiche quindi sarebbe utile consultare :

 

ESTIMO DEL 1351

 

Niccolo' Rodolico nel suo " La democrazia fiorentina nel suo tramonto " …….Procedendo nell'esame dei tempi posteriori si trova nel 1351 un dato statistico molto importante .E' questo cavato da una descrizione dei fuochi della citta , delle famiglie , delle famiglie cioe' con i nomi dei capi di casa, fatta in quell'anno per ragione di partire una pubblica prestanza

Nota : Archivio di Stato di Firenze ,Archivio delle Prestanze : Codice della sega del 1351

 

 

 

 

 

ESTIMO DEL 1379

 

Niccolo' Rodolico nel suo " La democrazia fiorentina nel suo tramonto " …….Con il 1379 l'archivio delle prestanze ci offre una serie importante di registri dell'estimo , che ci danno alcuni mezzi per stabilire la cifra della popolazione…………………..

……………La collezione dei registri del 1379 e' per fortuna intiera. Sono quattro corrispondenti ai quattro quartieri , e vi sono notati tanto il ricco lanaiuolo quanto il manovale e il vergheggiatore della Lana.

 

 

 

numero capifamiglia

 

 

Quartiere di San Giovanni

4780

Quartiere di Santa Maria Novella

2360

Quartiere di Santa Croce

2240

Quartiere di Santo Spirito

3992

 

 

 

Nota : Archivio di Stato di Firenze , Archivio delle prestanze, Libri dell'estimo del 1379 ; Quartiere S.Spirito, Registro num 369 ; Quartiere S. Croce , Registro numero 367 ; Quartiere S. Maria Novella , Registro num.368 ; Quartiere S. Giovanni Registro num. 369 (?)

 

 

 

Da notare che i Duranti forse avevano/hanno avuto legami

 

con la chiesa di San Piero Scheraggio

Con la chiesa di Santa Maria Novella

Con la chiesa di Santa Maria Maggiore

 

26 novembre 1382

Testamento di Michele Braccini Durantis del POPOLO DI SAN LORENZO rogato in Santa Maria in Campo dal notaio Giovanni del fu Gino da Prato cittadino fiorentino

diplomatico S Maria Nuova ( ospedale ) cod 00072910

regesto in tomo 33 carta 86 R ( 90 e 91 )

Eredi delle sue sostanze i figli nascituri ed in mancanza l'ospedale di S Maria Nuova

Legati alle chiese di Santa Maria Novella, di Santa Maria Maggiore, di San Pietro a Cascia, di San Siro a Cascia

 

n.b. Popolo di San Lorenzo

n.b. Durantis e' forma cognominata : Michele Braccini Durantis anziche' Michele Braccini Peri Durantis

 

 

 

 

Dati del Catasto del 1427

 

 

Ricerche sul tema :

 

David Herlihy ha raccolta un immensa mole di dati che sono serviti alla stesura del libro

 

David Herlihy, Christiane Klapisch-Zuber

Les Toscains et leurs familles Parigi 1978

 

 

 Molto interessante se non imperdibile e' sull'argomento il libro di :

Ugo Procacci Studio sul Catasto fiorentino Istituto nazionale di studi sul rinascimento - quaderni Rinascimento XXIV - Leo S. Olschki editore

 

 

 

 

Poi la Brown University sui dati di David Herlihy relativamente alla sola citta' di Firenze ha raccolto i dati in una versione elettronica

 

http://www.stg.brown.edu/projects/catasto

 

L'impressione pero' e' che i dati siano incompleti e che non tutte le dichiarazioni siano presenti

 

 

 

 

I dati del catasto dell'anno 1427 dovrebbero permettere di fare una fotografia della famiglia sia dal punto di vista genealogico che dal punto di vista patrimoniale

 

Non solo ma poiche' il catasto interessa non solo Firenze ma anche tutte le citta' sotto la dominazione fiorentina : Pisa , Arezzo , Pistoia , Prato , Volterra , Cortona , ecc.. serve ad identificare eventuali altri ceppi con questo medesimo cognome

 

 

Il catasto prende in considerazione 60.000 famiglie di cui 9000 riferibili alla sola Firenze

 

 

 

Nel libro I toscani e le loro famiglie si dice :

solo il 36 % delle famiglie di Firenze avevano nel 1427 un cognome stabile : I Carnesecchi sono tra le famiglie gia' cognominate

Come abbiamo visto gia' intorno al 1380 i Carnesecchi cominciano ad essere chiamati cosi , ma spesso vengono chiamati anche Grazini  e/o Mattei

 

 

 

Questi individui compaiono nelle liste del Catasto denunciando il cognome Carnesecchi

 

Come da promessa le invio quanto in mio possesso.

Per quanto riguarda i Carnesecchi le mie prime attestazioni scritte riguardano il XV secolo e nello specifico il Catasto del 1427. ASF, Catasto, Bobina 146 (registro 79): Bernardo di Cristofano c. 574; Berto di Zanobi, c. 85; Giovanni di Niccolò, c. 231; Luca di Luca, c. 295; Matteo di Zanobi, c. 50; Mattea di Luca di Luca, c. 516; Simone di Pagolo, c. 81; Zebaina di Zanobi, c. 34.

 

Gli stessi compaiono nei dati raccolti da David Herlihy nella versione elettronica del catasto

 

 

 

Dati da http://www.stg.brown.edu/projects/catasto

 

Compaiono nell'elenco 26 bocche come detto potrebbero mancare alcuni individui !?

 

Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante fiorini 10961 bocche 4

Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante fiorini 10346 bocche 6 anni 36

Luca di Luca di ser Filippo di Matteo di Durante fiorini 9592 bocche 4 anni 28

Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante fiorini 4675 bocche 5 anni 44

Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante fiorini 3135 bocche 2 anni 31

Giovanni di Niccolo di Matteo di Durante fiorini 1496 bocche 3 anni 66

Mattea di Luca di ser Filippo di Matteo di Durante fiorini 1311 bocche 1 anni 55

Zebaina di Zanobi di Berto di Grazino di Durante fiorini 800 bocche 1 anni 64

 

 

ASF, Catasto, Bobina 146 (registro 79): Bernardo di Cristofano c. 574; Simone di Pagolo, c. 81;Luca di Luca, c. 295; Berto di Zanobi, c. 85;

Manetto di Zanobi, c. 50; Giovanni di Niccolò, c. 231; Mattea di Luca di Luca, c. 516; Zebaina di Zanobi, c. 34.

 

 

 

bisogna notare che :

 

Mattea di Luca di ser Filippo di Matteo di Durante fiorini 1311 bocche 1 anni 55

Zebaina di Zanobi di Berto di Grazino di Durante fiorini 800 bocche 1 anni 64

 

Mattea non e' figlia di Luca bensi moglie e' infatti Mattea Del Benino

Zebaina non e' figlia di Zanobi bensi moglie e' infatti Zebaina de Medici

 

 

 

Ho pero' l'impressione che altri individui della stessa famiglia non siano compresi in questi elenchi molto probabilmente perche' avevano presentato la dichiarazione senza cognominarsi Carnesecchi

Non sono riuscito a trovare ad esempio nel catasto elettronico Bonaccorso di Francesco Carnisecca

 

 

Questo sotto e’ l’atto di battesimo di Francesco di Buonaccorso di Francesco Carnisecca , di cui non conosco niente , il 7 aprile 1459

nel battesimo viene indicato come residente nel popolo di Santa Felicita’ in Oltrarno ( ????????? ) mentre in genere i Carnesecchi sono indicati come residenti nel popolo di Santa Maria Maggiore

 

 

 

 

 

Chi e’ questo Francesco di Bonaccorso di Francesco Carnesecchi di Santa Felicita ????????

Esistevano dei Carnesecchi a Firenze che non abitavano nel popolo di Santa Maria Maggiore ?

 

 

Occorre poi verificare nel 1427 l'esistenza di individui cognominati Carnesecchi in luoghi diversi da Firenze

 

 

 

 

 

 Ho ricevuto dal dr Paolo Piccardi la riproduzione delle portate dei Carnesecchi

 

Collegamenti ipertestuali

 

primo foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

secondo foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

terzo foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

quarto foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

quinto foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

sesto foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

settimo foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

ottavo foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

nono foglio della portata di Simone , Antonio , Giovanni Carnesecchi

primo foglio della portata di Bernardo Carnesecchi

secondo foglio della portata di Bernardo Carnesecchi

terzo foglio della portata di Bernardo Carnesecchi

quarto foglio della portata di Bernardo Carnesecchi

primo foglio della portata di Berto Carnesecchi

secondo foglio della portata di Berto Carnesecchi

terzo foglio della portata di Berto Carnesecchi

quarto foglio della portata di Berto Carnesecchi

primo foglio della portata di Manetto Carnesecchi

secondo foglio della portata di Manetto Carnesecchi

terzo foglio della portata di Manetto Carnesecchi

primo foglio della portata di Giovanni Carnesecchi

secondo foglio della portata di Giovanni Carnesecchi

terzo foglio della portata di Giovanni Carnesecchi

quarto foglio della portata di Giovanni Carnesecchi

quinto foglio della portata di Giovanni Carnesecchi

sesto foglio della portata di Giovanni Carnesecchi

primo foglio della portata di Luca Carnesecchi

secondo foglio della portata di Luca Carnesecchi

terzo foglio della portata di Luca Carnesecchi

quarto foglio della portata di Luca Carnesecchi

quinto foglio della portata di Luca Carnesecchi

sesto foglio della portata di Luca Carnesecchi

settimo foglio della portata di Luca Carnesecchi

ottavo foglio della portata di Luca Carnesecchi

nono foglio della portata di Luca Carnesecchi

primo foglio della portata di Mattea Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Luoghi abitati a Firenze dai Carnesecchi nel 1427

 

Guido Carocci traccia nell'anno 1900 una mappa del centro di Firenze indicando i proprietari delle varie case come da risultanze del catasto 1427.

 

 

Le case sono nel quartiere di san Giovanni : Gonfalone del Drago

 

 

PIANTA DEL CAROCCI CATASTO 1427

 

 

 

 

( Citta’ ) Secondo Catasto gennaio 1430 (stile nostro 1431 )

 

 

Il 22 dicembre 1430 gli Ufficiali del Catasto bandiscono il secondo catasto con una loro ordinanza , disponendo che tutti i cittadini << …sian tenuti e debbino per di qui a tutto di ultimo del mese di gennaio proximo futuro rapportate per scriptura , cioe’ per due scripte che l’una sia copia dell’altra , in fogli interi mezzani …..>>

Eccettuato il fatto che si dovevano ora presentare le portate in doppia copia nessun altra variante ,rispetto al 1427 , si ebbe nella sua compilazione.

Quindi anche in questo caso e’ possibile vedere le bocche

Da notare che i fiorentini si smaliziano rispetto al primo Catasto per cui il gettito fiscale di questo secondo Catasto e’ del 77,4 per cento rispetto al primo

 

Per notizie maggiori

"Studio sul catasto fiorentino" di Ugo Procacci Leo Olschki editore

 

NON HO ALCUNA INDAGINE SULLE DICHIARAZIONI DEI CARNESECCHI ( esse.O.esse )

 

(Citta’) Terzo catasto cittadino (maggio 1433 )

Il 9 marzo 1432 ( nostro 1433) una provvisione dei Signori stabiliva che le denunzie del nuovo Catasto fossero consegnate entro il mese di maggio 1433

Le disposizioni sia per le compilazioni delle portate ( anche questa volta da consegnarsi in duplice copia ) sia per le regole da seguirsi nei conteggi e per la tassazione non differirono in nulla da quelle del precedente catasto.

Quindi anche in questo caso e’ possibile vedere le bocche

Il gettito fiscale del terzo Catasto e’ addiritura il 45,8 per cento rispetto al primo Catasto

Per notizie maggiori

"Studio sul catasto fiorentino" di Ugo Procacci Leo Olschki editore

 

NON HO ALCUNA INDAGINE SULLE DICHIARAZIONI DEI CARNESECCHI ( esse.O.esse. )

 

 

 

 

 

 

I Signori nella loro provvisione del 9 marzo 1432 ( nostro 1433 ) avessero decretato che il Catasto seguente dovesse esser bandito dagli Ufficiali che fossero entrati in carica nel luglio del 1435 , per ripetersi poi ogni triennio in realta’ trascorsero invece diversi anni in cui si ebbero imposizioni di gravezze non piu’ basate sulle denuncie dei contribuenti. ( la Cinquina , La Dispiacente , ….)

( Contado ) Estimo del dicembre 1435 e gennaio 1435 ( nostro 1436 )

 

 

NON HO ALCUNA INDAGINE SULLE DICHIARAZIONI DEI CARNESECCHI ( esse.O.esse. )

 

 

 

 

(Citta’ ) La diecina graziosa ( agosto 1442 )

A fronte del calo del gettito fiscale dello strumento Catasto si ebbero notevoli variazioni nelle disposizioni sia per le compilazioni delle portate sia per le regole da seguirsi nei conteggi e per la tassazione .

Le denunzie furono scritte su fogli mezzani , ma sparirono i "campioni " e i conteggi assai semplificati e fatti non piu’ sul capitale ma sul reddito vennero scritti in margine ed in calce delle stesse portate ; in questi conteggi si tenne si conto dei beni immobili e dei denari del Monte per il valsente , delle bocche per gli incarichi , della testa o delle teste per l’attivita’ di lavoro ,ma non con la precisione e lo scrupolo dei catasti precedenti , dato che l’ammontare dell’imposta veniva ora stabilito dagli Ufficiali << parte per via di lume >> e << parte per via di arbitrio >> ; non si ebbero piu’ , tra l’altro , gli elenchi dei debitori e creditori , mentre per gli immobili denunziati ( la casa di abitazione o le case al solito esenti da imposta ) si dovettero mettere in evidenza quelli acquistati o venduti dopo l’ultimo catasto

Obbligatorio fu anche il richiamo ai primi tre catasti , indicando l’ammontare della tassazione avuta in ciascuno di essi , come anche nell’ultima "Cinquina"

 

 

 

NON HO ALCUNA INDAGINE SULLE DICHIARAZIONI DEI CARNESECCHI ( esse.O.esse )

 

 

 

 

( Contado ) Estimo del febbraio 1444 ( nostro 1445 )

 

 

 

 

 

( Citta’ ) La diecina nuova nuova _ febbraio 1446 ( nostro 1447 )

 

………………………..

 

 

 

( Citta ) Il valsente _ Agosto 1451

………………….

 

 

 

 

 

( Contado ) Estimo del novembre 1451

 

 

 

 

( Contado ) Estimo del febbraio 1454 ( nostro 1455 )

 

 

( Citta’ ) Il catasto del febbraio 1457 ( nostro 1458 )

 

……………………………

 

( Contado ) Catasto o Estimo del febbraio marzo 1458 ( nostro 1459 )

 

 

 

( Citta’) Il Catasto dell’Agosto 1469

 

……………………………………

 

 

 

( Contado ) Catasto o Estimo dell’agosto 1469

 

 

 

 

( Citta’ ) La scala _ Luglio 1480

 

( Contado ) Cataso o Estimo del maggio-giugno 1480

 

 

 

 

( Citta’ ) Revisione della Scala _ Luglio-Agosto 1487

 

 

 

 

 

( Distretto )

 

 

 

 

La decima repubblicana

 

 

 

 

 

DA TENER PRESENTE QUESTI MANOSCRITTI DA ME NON ANCORA CONSULTATI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le linee genealogiche avanti gli 1348 e 1363 sono assai difficoltose da tracciare . Le epidemie di quegli anni hanno effetti talmente devastanti che intere linee genealogiche sono spazzate via

Quasi sempre la ricerca genealogica si muove a ritroso : dal nipote si trova il nonno e non viceversa

se esiste il nipote e' certa l'esistenza del nonno mentre dall'esistenza del nonno non si ha la certezza dell'esistenza del nipote

Punti fermi di questa ricerca sono quindi gli individui presenti a Firenze nei registri del catasto del 1427 e gli individui presenti nei registri dei battezzati

Le fedi di battesimo conservate nei registri del Duomo di Firenze avrebbero dovuto conservare tutti i battesimi dei cittadini di Firenze , essi iniziano a partire solamente dal 1450. ( pero' non e' detto che poi siano stati registrati tutti i battesimi)

Alcuni battesimi negli anni precedenti al 1450 Ho potuto desumerli dai dati sulle tratte ricavati dal prof . David Herlihy e raccolti nel sito http://www.stg.brown.edu/projects/tratte ( le famiglie del ceto dirigente , specie nel quattrocento , iscrivevono alle borse delle tratte i maschi gia' alla nascita )

Per quanto riguarda i dati del catasto del 1427 io ho potuto consultare solamente i dati digitalizzati dalla Brown University sulla cui completa attendibilita nutro dei dubbi

Su questi dati anagrafici e fiscali ho potuto ricavare le linee genealogiche che coprono il periodo 1431--1460 e che vedono nascere una cinquantina di individui maschi.

L'incontro col dottor ANGELO GRAVANO BARDELLI ha dato alla ricerca un respiro completamente diverso

L'imponente spoglio delle fedi di battesimo compiuto dal dottore ha permesso di tracciare le linee genealogiche dei Carnesecchi fiorentini dal 1450 fino al 1700

 

UN LAVORO IMPONENTE mai realizzato in precedenza e che ritengo possa essere utile per dare chiarezza a diverse vicende che vedono coinvolti individui di questa famiglia

 

QUESTO PRIMO ALBERO TRACCIA LE ORIGINI DELLA FAMIGLIA FIORENTINA E INDICA GLI EPIGONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIFLESSIONI SU ALCUNI INDIVIDUI

 

 

Francesco di Buonaccorso di Francesco Carnesicca

 

Induce a riflettere il battesimo nel 1459 di un tale Francesco di Buonaccorso di Francesco Carnesicca che non sono riuscito ad inquadrare nelle linee genealogiche dei Duranti/Carnesecchi e che non e' del popolo di Santa Maria Maggiore bensi del popolo di Santa Felicita in Oltrarno

 

Un battesimo da tenere d'occhio  ………….il battesimo di Francesco di Buonaccorso Di Francesco Carnisecca di Santa Felicita a Firenze 

 

Il fatto che ne' di suo padre ne' di suo nonno ci sia traccia ( quale Carnesecchi ) nel catasto 1427 in realta' non vorrebbe dire niente : ho il sospetto che taluni Carnesecchi possano figurare sotto altro nome ( forse minori e compresi nel nucleo familiare della madre vedova di un Carnesecchi )

 

Esistevano a Firenze dei Carnesecca-Carnesecchi diversi dai Duranti-Carnesecchi o questo Bonaccorso e' solo un individuo non ancora chiaro alle mie ricerche ?

E' certo che alcuni Carnesecchi sono sfuggiti alla mia ricerca

Ad esempio : questo Francesco di Piero che compare tra i Carnesecchi , ma che non compare nel catasto 1427

 

Estratto da "L'armeggeria di Bartolomeo Benci "

messa in rima da Filippo Lapaccini (1464)

 

…………………………..

vago, leggiadro, bel, fermo e costante

era Andrea Carnesecchi alto levato

ritto in istaffe sopra 'l suo afferrante,

e da' suo be' sergenti è circundato:

da Giulian Carnesecchi in sul sentiero,

Giovan Ginor non l'ha dimenticato,

Pier Carnesecchi e Francesco di Piero

che non era al seguirlo pigro o tardo,

Filippo di Bernardo tanto altiero.

 

Era Andrea Carnesecchi più gagliardo

col paggio innanzi e col caval coperto,

adorno sì ch'a dir parrei bugiardo.

………………………………

E poi partì col dardo in un momento

e volse a mezzo il corso intorno quello

e brandì quel, passando com'un vento.

……………………………………..

 

 

O questo Mariotto

 

 

 

Alcuni individui da verificare se appartenenti ai Carnesecchi

 

Simone Durantis , Manetto di Cristofano Carnesecchi setaiuolo , .........  ………….alcuni individui da verificare 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALCUNI ALBERI GENEALOGICI CHE COPRONO IL PERIODO 1400--1700

 

 

 

I Carnesecchi alla fine del cinquecento avevano perso ogni nozione di quelle che erano le loro origini

Quando il canonico del Duomo Piero di Francesco Carnesecchi ,omonimo del piu' famoso Piero di Andrea , fara' costruire una specie di albero genealogico, questo partira' da Zanobi di Berto di Grazino , e oggi sappiamo , sara' largamente incompleto.

 

 

Albero trovato tra le carte del canonico del Duomo : Piero di Francesco di Ridolfo---segnalazione dr Lorenzo Fabbri

Come detto molto incompleto

 

 

ECCO RESE IN FORMA GRAFICA LE DISCENDENZE DEI CARNESECCHI FIORENTINI A PARTIRE DAGLI EPIGONI D'INIZIO QUATTROCENTO

 

 

 

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Bernardo di Cristofano di Berto Grazini

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Manetto di Zanobi di Berto Grazini

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Francesco di Berto

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Manetto,Filippo,Zanobi,Antonio,Matteo,Paolo,Agnolo di Berto

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Berto di Berto

 

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

Albero genealogico   ………discendenza di Piero e Zanobi di Simone di Paolo di Berto Grazini

 

 

Albero genealogico   ………discendenza di Andrea,Pierantonio,Francesco,Carlo,Giovanni,Amerigo ,Cosimo,Alessandro

 

 

Albero genealogico   ………discendenza di Giuliano di Simone di Paolo di Berto Grazini

 

 

Albero genealogico   ………discendenza di Paolo di Simone di Paolo di Berto Grazini

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Antonio di Paolo di Berto Grazini

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Giovanni di Paolo di Berto Grazini

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

Luca di ser Filippo muore poco tempo dopo aver sposato Mattea Del Benino

Luca deve esser nato prima della morte del padre e battezzato come Alessandro

Mattea deve aver cambiato il nome al figlio da Alessandro a Luca in memoria del padre

Meno probabile che esistesse anche un figlio di nome Alessandro

 

 

 

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Luca di Luca di Ser Filippo Mattei

 

 

da questo foglietto del gargani parebbe doversi aggiungere questo Francesco di Luca di Luca abitante a Ostina nel 1512

 

 

 

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Luca di Giovanni di messer Niccolo Mattei

 

 

Niccolo di Giovanni di Niccolo Carnesecchi

 

manca al catasto del 1427 nella portata di Giovanni di Niccolo il figlio Niccolo

che vediamo invece nominato quando Luca fa testamento

 

 

 

non ho notizia di che fine abbiano fatto Bernardo e Cristofano figli di Luca di Giovanni

 

 

Da ricordare per questo ramo il libro :

***

ANTHONY MOLHO E FRANEK SZNURA (a cura di),

"Brighe, affanni, volgimenti di Stato".

Le ricordanze quattrocentesche di Luca di Matteo di messer Luca dei Firidolfi da Panzano

***

Luca di Matteo da Panzano e' il fratello uterino di Luca di Luca Carnesecchi

Cosi le vicende di Luca da Panzano cresciuto nella casa di questo ramo dei Carnesecchi s'incrociano spesso con quelle del fratello Luca Carnesecchi e dei suoi parenti

In alcune occasioni i Carnesecchi prestano garanzie a suo nome

 

 

 

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

 

 

Albero genealogico   ………altri Carnesecchi

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALBERI GENEALOGICI NEL 1500

 

 

 

 

 

A complicare lo studio genealogico ( col rischio di omonimie ) tra la fine del quattrocento e l'inizio del cinquecento compaiono ( come vedremo diffusamente ) famiglie cognominate Carnesecchi a Prato e a Badi

Difficilmente i Carnesecchi di Prato hanno legami parentali con i Carnesecchi fiorentini mentre e' possibile un legame dei Carnesecchi fiorentini coi Carnesecchi di Badi per via femminile

 

 

 

 

I CARNESECCHI DI BADI : una famiglia contadina

 

Negli anni che vanno dal 1450 al 1500 una famiglia di Badi , paese a cavallo dell'Appenino pistoiese-bolognese viene identificata come Carnesecchi : il motivo piu' probabile e' che il cognome possa derivare dal matrimonio con una donna dei Carnesecchi fiorentini o pratesi ;

 

I Carnesecchi di Badi  ………….Una famiglia Carnesecchi a Badi, una storia curiosa ( da notizie e documenti raccolti dal Prof. Alfeo Giacomelli )

 

 

 

 

 

Edoardo Penoncini

Il giuspatronato nelle chiese di Santa Maria Assunta del Castelluccio e S. Prospero di Badi

 

………..Sacerdoti locali a Granaglione si prese a nominarli a partire dal Cinquecento con don Franco Carnesecchi, ma a Capugnano già dal 1469 venne eletto un esponente della famiglia Zanini di Lùstrola,….

 

http://www.storiadidassi.it/s&d_g000006.pdf

 

Ivana Giacomelli

L’archivio parrocchiale di San Michele

Arcangelo di Stagno (1639 --1885)

 

pubblicato in "Nuèter noialtri - Storia, tradizione e ambiente dell’alta valle del Reno bolognese

e pistoiese", a. XXVIII, 55 (giugno 2002), pp. 42-50.

© Gruppo di studi alta valle del Reno

Distribuito in digitale da Alpes Appenninae - www.alpesappenninae.it

 L’archivio parrocchiale della chiesa di San Michele Arcangelo di Stagno si presenta sufficientemente fornito di documenti e permette di seguire la storia di questa piccola comunità per quasi tre secoli. Attualmente, dopo la soppressione della parrocchia, i libri sono conservati nell’archivio arcivescovile di Bologna.

La documentazione comprende 4 libri dei battezzati che abbracciano il periodo dal 1639 al 1881, 3 libri dei morti dal 1646 al 1885, 1 libro dei matrimoni dal 1818 al 1889. Esiste poi una serie di stati d’anime che vanno dal 1692 al 1875, con interruzioni di maggiore o di minor durata……………………………………………………

………………Si estinguono nel Seicento la famiglia Carnesecchi, non localizzata, e la famiglia Bardotti, di cui si fa cenno in un solo documento del 1640. Da questa famiglia deriva il toponimo Ca’ dei Bardotti, indicante un casolare, un seccatoio ancora oggi ben individuabile e non lontano dal fiume Limentra.

In seguito, forse proprio per l’estinguersi della famiglia Bardotti, nello stesso luogo si insediò la

famiglia Bertini, che da poco tempo si era trasferita a Stagno da altra parrocchia, visto che un documento del 1668 la qualifica come nunc habitans in praedicta parrochia S. Michaelis de Stagno, pertanto lo spostamento appare recente. Altre famiglie estintesi nel Seicento sono quelle dei Manfredini e dei Pedroni, non localizzate.

http://www.alpesappenninae.it/articoli/N055Giacomelli.pdf?id=117

 

 

 

 

 

 

I CARNESECCHI DI PRATO

 

 

Coi dati raccolti ho provato a costruire questi incompletissimi alberi genealogici

 

 

 

 

 

 

ALLA FINE DEL QUATTROCENTO QUINDI NON POSSIAMO PIU' PARLARE SOLAMENTE DEI CARNESECCHI DI FIRENZE MA BISOGNA PARLARE ANCHE DEI CARNESECCHI A BADI E A PRATO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALBERI GENEALOGICI NEL 1500

 

 

 

 

PRATO : I CARNESECCHI DI ULIVIERI GUARDIA DELLA LANA

 

 

 

 

 

 

 

A FIRENZE

 

La prolificita' quattrocentesca provoca una disgregazione della richezza familiare che si riduce tanto piu' quanti sono gli eredi

Per far fronte a questo impoverimento alcuni rami agli inizi del cinquecento iniziano un controllo sulla dispersione del patrimonio familiare con l'istituzione del maggiorasco

Il diritto di maggiorasco (in latino majoratus, in spagnolo majorargo) era, nell'antico sistema successorio, il diritto del primogenito di ereditare tutto il patrimonio familiare. L'eredità andava di solito al figlio maschio maggiore, mentre gli altri ne restavano esclusi.

I figli minori erano condannati alla sterilita' o a una forzata vocazione religiosa

 

A questa regola familiare e' comunque assai probabile che molti figli minori abbiano trasgredito, magari generando figli naturali

 

 

I battesimi del Duomo di Firenze nel cinquecento purtroppo sono carenti nei confronti dei Carnesecchi per cui diventa abbastanza difficoltoso seguire le linee genealogiche

 

DUE CENSIMENTI

 

 

Nel periodo di Cosimo si tengono due censimenti uno nel 1552 l'altro nel 1562

Il primo esiste in due redazioni : uno in Archivio di Stato ed una in Biblioteca Nazionale , ed e' stato oggetto dello studio di P. Battara " La popolazione di Firenze alla meta' del 500 "Firenze 1935

Il secondo del 1562 esiste nella redazione dell'Archivio di Stato (ASF Miscellanea Medicea 224 )

Per Firenze descrive i fuochi e per ciascun fuoco da il nome del capofamiglia mentre da solamente il numero dei maschi e delle femmine presenti nel fuoco

Per gli altri luoghi del Granducato , purtroppo , da solamente il numero dei fuochi

E' stato pubblicato per la citta' di Firenze dall'editore Alberto Bruschi di Firenze col titolo " I Fiorentini nel 1562"

 

 

Nel censimento del 1562 compaiono i seguenti capofamiglia dei Carnesecchi nella citta' di Firenze

 

 

 

fuochi

maschi

femmine

Quartiere

Popolo

Raffaello

1

0

0

Santo Spirito

San Felice in Piazza

Raffaello

1

3

2

Santo Spirito

San Felice in Piazza

Camilla di Bartolomeo Carnesecchi

1

3

3

Santo Spirito

San Felice in Piazza

Giovanni di Giovanni

1

4

3

Santa Maria Novella

San Paolo

Giovanni di Luca

1

3

4

Santa Maria Novella

San Paolo

Bartolomeo di Zanobi

1

4

5

Santa Maria Novella

Santa Maria Maggiore

Pierfrancesco di Andrea

1

0

0

San Giovanni

San Lorenzo

Pierfrancesco di Andrea

1

4

4

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Francesco di Ridolfo

1

1

3

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Piero di Bernardo

1

3

6

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Lorenzo di Lorenzo

1

2

4

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Niccolo' di Cosimo

1

1

1

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Piero di Bartolomeo

1

2

4

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Leonardo di Raffaello

1

7

7

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Amerigo di Bernardo

1

2

2

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Bernardo di Francesco

1

2

3

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Pagolo di Antonio

1

2

2

San Giovanni

Santa Maria Maggiore

Marietta di Girolamo

1

1

3

San Giovanni

San Lorenzo

Marietta gia' di Giovanni Carnesecchi

1

4

1

San Giovanni

San lorenzo

Piero ; Antonio ; Pagolo di Andrea

1

0

0

San Giovanni

Santa Maria del fiore

Piero ; Antonio ; Pagolo di Andrea

1

5

5

San Giovanni

Santa Maria del fiore

Camilla gia' di Giuliano Carnesecchi

1

2

3

San Giovanni

San Piero Maggiore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa scheda del Poligrafo Gargani fa pensare che nel censimento tra le bocche fossero computate anche i servitori e quindi non solo i famigliari : cioe' come logico tutte le persone che abitavano la casa

 

Da notare che comunque sembrano esser censiti meno Carnesecchi rispetto a quanti mi risultano essere vivi a Firenze in quel momento

E' possibile che altri Carnesecchi siano gia' residenti alla periferia della citta' oppure che i censimenti non fossero cosi rigorosi come si potrebbe credere..................

 

 

Questo e' cio' che mi sono sempre chiesto dal momento del ritrovamento del battesimo di Francesco di Buonaccorso

Questo battesimo non presenta collocazione nelle genealogie ( ma come abbiamo visto anche altri individui non sono ancora collocati ) ma questo puo' essere dovuto solo alla mia insufficienza d'indagine

La cosa che piu' colpisce e' che per la prima volta il battesimo non interessa il popolo di Santa Maria maggiore ma un popolo d'Oltrarno

 

 

Ho poi considerato le sepolture :

Dopo la definitiva adozione di Santa Maria Maggiore come chiesa di riferimento della famiglia , le sepolture si susseguono in questa chiesa

Il fatto che ci siano dei Carnesecchi che non seppelliscano in Santa Maria Maggiore avrebbe potuto voler dire qualcosa

In realta' se la stragrande maggioranza dei Carnesecchi storici seppellisce in Santa Maria Maggiore questa non e' pero' da farsi regola perche' esistono numerose e chiare eccezioni

 

 

Il pensiero dei contemporanei non puo' dirimere la questione genealogica pero' e' fortemente indicativo di come mancasse tra i contemporanei la percezione di una differenziazione di origine

 

Giuliano Ricci afferma :

Cronaca (1532-1606) a cura di Giuliana Sapori.: a cura di Giuliana Sapori‎ - Pagina 497

di Giuliano de' Ricci, Giuliana Sapori - 1972 - 671 pagine

…………………………….La famiglia de' Carnesecchi nella nostra città è nobile ma numerosa, di huomini ve ne ha de' poveri et de' ricchi et de' pazzi et de' savii;...

 

 

La conferma della convinzione che a Firenze esistano dei Carnesecchi storici molto impoveriti ci viene dallo stesso senatore Baccio Carnesecchi che nel 1570 testa a favore dei poveri di casa Carnesecchi.................

 

 

 

Da nessuno dei Prioristi e' mai stato addombrata l'esistenza a FIRENZE di famiglie Carnesecchi diverse da quella discesa da Durante a Firenze

E neppure dagli storici

Anche se il concetto espresso da prioristi e storici e' ambiguo

 

 

 

da Sergio Tognetti : Il banco Cambini

.....In conclusione il progressivo inserimento nella pubblica amministrazione e nella burocrazia fiorentina non rissollevo' mai completamente i figli e i nipoti di Bartolomeo Cambini dalla situazione economica modesta in cui si erano venuti a trovare sin dagli anni 30 del Quattrocento. E' interessante sottolineare come tale declino fosse accompagnato da una crescente prosperita' degli altri tre rami della famiglia Cambini, senza che questi ultimi intervenissero in maniera significativa per rissollevare le sorti del primo...............

da Sergio Tognetti : Il banco Cambini

 

Considerare le famiglie un'insieme granitico e' un gravissimo errore commesso da molti storici nell'approccio alle famiglie fiorentine

Nel Quattrocento e' piu' facile trovare alleanze d'affari tra nuclei familiari diversi che forti legami familiari

 

 

 

 

 

Non dobbiamo poi dimenticare il problema dei figli naturali che pur portando il cognome del padre vivevano una condizione marginale come eredi dei beni paterni

 

da Sergio Tognetti : Il banco Cambini

........Nel basso medioevo e nella primissima eta' moderna era tipico degli uomini d'affari fiorentini vivere per anni all'estero senza per questo prendere in moglie donne straniere . Pur avendo figli illegittimi da non fiorentine ( spesso di umili condizioni o schiave ) tornavano sempre a Firenze per contrarre un matrimonio , oppure era la sposa fiorentina che andava ad abitare all'estero , come accadde a Maria Baroncelli moglie di Tommaso Portinari , direttore del banco Medici a Bruges...........

da Sergio Tognetti : Il banco Cambini

 

 

 

Mi pare di averne individuato almeno due tra i Carnesecchi :

Domenico di Paolo Carnesecchi

Niccolo di Giovanni Carnesecchi

 

 

 

Domenico , chiaramente naturale , pero' riconosciuto dal padre Paolo di Simone che gli da il cognome ( non so se Domenico sopravvive )

 

Figli naturali .........  …………Paolo di Simone di Paolo Carnesecchi padre di due figli di madre diversa nel 1468 

 

Niccolo fortemente sospetto di essere naturale

 

Niccolo di Giovanni di Niccolo Carnesecchi

 

Nel catasto del 1427 Niccolo non viene nominato : viene nominato solo suo fratello Luca (potrebbe pero' esser nato tra il 1427 ed il 1430)

Niccolo escluso dal testamento di Giovanni viene nominato quando Luca fa testamento

 

 

 

ALCUNI NUCLEI A FIRENZE DA ESAMINARE CON CURA

 

 

 

Albero genealogico   ………altri Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

COMPAIONO NEI DINTORNI DI FIRENZE DELLE FAMIGLIE DI CONTADINI (LAVORATORI DI TERRE : che origine hanno queste famiglie ? Sono i vecchi Carnesecchi impoveriti fino a trasformarsi da mercanti a contadini ?

Alcuni dicono non e' possibile che dei mercanti si trasformino in contadini

Occorrono maggiori ricerche , magari cercando nei documenti fiscali

 

Ricordiamo che IL CONCILIO DI TRENTO che impone l'obbligo di identificare i battezzati con un cognome ,dandone uno a chi ne e' privo, termina nel 1563

I parrocci sono in genere lenti ad accogliere la novita' per cui si ha ancora gente senza cognome alle soglie del seicento

dopo questa data potrebbe avere una logica ( ??? ma pare sia successo con altri cognomi ) che persone che lavoravano da tempo i campi dei Carnesecchi possano esser saltati dall'identificazione : "quelli che lavorano dai Carnesecchi" a quella di " Carnesecchi"

 

 

 

 

UN NUCLEO A FUCECCHIO CON CAPOSTIPITE UN SALVESTRO CHE SEMBRA ESSERE DI MODESTE CONDIZIONI SOCIALI MA FORSE INDIVIDUABILE COME FIORENTINO

Qui troviamo un battesimo di un tal Silvestro nel 1572 (non presente nei registri del Duomo)

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza a Fucecchio

 

UN NUCLEO AD ARCETRI

qui troviamo il battesimo di Lorenzo di Francesco di Lorenzo Carnesecchi nel 1592 ( presente nei registri del Duomo)

Nel 1579 pero' Giovan Battista di Francesco Carnesecchi lavoratore di terre sposa Maria Ciatti ad Arcetri

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza ad Arcetri

 

UN NUCLEO A PAROLATICO

Qui il battesimo di Giovanni di Battista di Francesco Carnesecchi e' addirittura del 1557 (presente nei registri del Duomo)e Battista e' lavoratore di terre

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza a Parolatico

 

NUCLEI DIVERSI

qui i battesimi partono dal 1550 col battesimo di Maddalena di Bastiano di Iacopo a San Miniato (presente nei registri del Duomo)

 

 

Albero genealogico   ………Periferia

 

 

COMPARE UNA FAMIGLIA DI CONTADINI ANCHE NEI DINTORNI DI PISA PROVENIENTE DI NON SO QUALE PROVENIENZA

Qui il battesimo di Iacopo di Benedetto Carnesecchi e' addirittura del 1530 quindi molto antecedente all'apertura del Concilio di Trento

 

 

BATTESIMI REGISTRATI NEI LIBRI DEL DUOMO DI PISA

Carnesecchi nati a Pisa nel cinquecento Carnesecchi nati a Pisa nel cinquecento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

UN NUCLEO LIMITATO NEL NUMERO A QUINTO . QUESTO NUCLEO E' QUASI SICURAMENTE LEGATO AI CARNESECCHI FIORENTINI

 

Albero genealogico   ………Discendenza a Quinto

 

A BIBBIENA COMPAIONO DEI CARNESECCHI QUASI SICURAMENTE LEGATI AI CARNESECCHI FIORENTINI

 

Albero genealogico   ………Discendenza a Bibbiena

 

 

 

VIA VIA NEL CORSO DEL CINQUECENTO COMPAIONO ALTRI PICCOLI NUCLEI QUI E LA PER LA TOSCANA

 

 

INTORNO AGLI ANNI 20 DEL CINQUECENTO TROVIAMO DUE MASTRI MURATORI A BORGO SAN SEPOLCRO.E COMPARE FRANCESCO DI GASPARO TRA I GONFALONIERI DELLA CITTA'

( MA DA UNO STUDIO PIU' APPROFONDITO MI PAIONO ESSERE DELLA FAMIGLIA COGNOMINATA CANESCHI )

 

 

A META' CINQUECENTO CoMPARE UNA TERZA FAMIGLIA A PRATO :

LA FAMIGLIA DI ULIVIERI CARNESECCHI GUARDIA DELLA LANA , CHE IN POCO TEMPO DA CONDIZIONE UMILE PASSERA' A CONDIZIONE DI GRANDE RILIEVO

 

 

UNA FAMIGLIA A MONTE SAN SAVINO DI MODESTE CONDIZIONI

 

 

Albero genealogico   ………Discendenza a Monte San Savino (studio dr Angelo Gravano Bardelli)

 

 

DUE NUCLEI DI CARNESECCHI NEI DINTORNI DI SAN GIMIGNANO : UNO CHE VAGA TRA CASAGLIA E LA PIAZZETTA , UNO CHE SEMBRA INSEDIATO A SAN GIMIGNANO

 

 

 

 

 

 

 

 

TROVIAMO TRACCIA ISOLATA DI UN CARNESECCHI A BOBBIO E DI UN CARNESECCHI SU UNA GALERA VENEZIANA CATTURATA DAI TURCHESCHI

 

 

TROVIAMO TRACCE A PALERMO ( POMPEO CARNESECCHI STUDENTE ) , A NAPOLI ( L'IMPORTANTE NOTAIO SIMONE CARNESECCHI ), A LECCE ( ANDREA CARNESECCHI ) DI CARNESECCHI IVI RESIDENTI

HANNO CHIARAMENTE LEGAMI COI CARNESECCHI DI FIRENZE

 

 

TROVIAMO TRACCE DI CARNESECCHI IN FRANCIA CHE SEMBRANO ESSERE RESIDENTI ; E IN SPAGNA DI BONIFACIO CARNESEQUI FIGLIO DI GIOVANNI DETTO DI PURA STIRPE FIORENTINA , SIAMO INTORNO AL 1572

 

 

 

 

Copia becha por Bonifacio Carnesequi hijo legitimo de Juan Carnesequi de stirpe e familiaridad florentina , segunda naturaleza y primera origen y decendencia de la casa Borgona imperial

 

 

 

 

Questo legame di Bonifacio con la famiglia Botti mi spinge a guardare con attenzione ad un Giovanni Carnesecchi che compare nel lavoro della

dottoressa Angela Orlandi (Universita' di Torino ) : Mercanti toscani nell'Andalusia del cinquecento

 

Giovanni Carnesecchi inviato in Andalusia da Matteo Botti nel 1540

 

 

 

Bonifacio nasce intorno al 1545 cinque anni dopo l'arrivo di questo Giovanni in Spagna

 

 

 

 

BISOGNA ASPETTARE I PRIMI DECENNI DEL SEICENTO PER INDIVIDUARE DEI CARNESECCHI IN VAL D'ORCIA . ALLA FINE DEL SEICENTO L'ARCIDIACONO DI PIENZA ANTONIO CARNESECCHI SI FARA' RITRARRE E SUL RITRATTO INNALZERA' UNO STEMMA DIVERSO DA QUELLO FIORENTINO

 

A ROMA PER TROVARE LA PRIMA TRACCIA DI CARNESECCHI RESIDENTI BISOGNA ATTENDERE LA FINE DEL SETTECENTO

 

 

NON E' FACILE STABILIRE I LEGAMI TRA TUTTI QUESTI INDIVIDUI CHE VIA VIA COMPAIONO , CI VORRA' UN LENTISSIMO LAVORO DI RICERCA

 

 

 

 

 

 

-----------------------------------------------------------------

 

 

 

 

GLI AULLA CARNESECCHI E I PRINI CARNESECCHI

 

 

Albero genealogico   ………Gli Aulla Carnesecchi e i Prini Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell'Archivio di Stato di Firenze e' conservata la raccolta SEBREGONDI il fascicolo 1332 si occupa dei Carnesecchi fiorentini

 

In questo fascicolo possiamo vedere quanto lacunosi siano i dati raccolti su questa famiglia

 

ECCO I DATI RICAVABILI DAL SEBREGONDI

 

 

Albero genealogico   ………Battesimi secondo il Sebregondi

 

 

 

Dall'IMPONENTE LAVORO DI SPOGLIO del dr ANGELO GRAVANO BARDELLI nascono degli alberi estremamente piu' precisi

 

Alcuni individui di questa famiglia sono soggetti di ricerca e spesso i rapporti parentali sono pieni d'inesattezze

Questo lavoro permettera' di evitarle

 

Questo studio aiuta anche a capire come si debba dubitare dell'estinzione di tutti i membri di questa famiglia ,nonostante quanto detto da alcuni genealogisti settecenteschi - ottocenteschi e poi ripetuto con passaparola acritico non accompagnato da alcuna indagine

Sicuramente si sono estinti i rami di quel patriziato granducale che comprendeva solo una parte di essi

Estinti nel tentativo di mantenere integro il livello della ricchezza familiare non disperdendolo tra molti eredi , che ha avuto come conseguenza una castrazione biologica della discendenza

 

 

 

Giuliano Ricci afferma :

Cronaca (1532-1606) a cura di Giuliana Sapori.: a cura di Giuliana Sapori‎ - Pagina 497

di Giuliano de' Ricci, Giuliana Sapori - 1972 - 671 pagine

…………………………….La famiglia de' Carnesecchi nella nostra città è nobile ma numerosa, di huomini ve ne ha de' poveri et de' ricchi et de' pazzi et de' savii;...

 

 

Un bel incremento ! sottolineo che :

Nelle portate del catasto 1427 compaiono solo i seguenti individui maschi :

 

Berto di Zanobi

Manetto di Zanobi

Simone di Paolo

Antonio di Paolo

Giovanni di Paolo

Bernardo di Cristofano

Luca di Luca

Giovanni di Niccolo e suo figlio Luca

 

Ci sta come detto che un qualche Carnesecchi infante si nasconda nella portata della madre risposata o comunque dichiarante con altro nome ???

 

Tutto il quattrocento e' caratterizzato da un incremento demografico dei Carnesecchi sicuramente notevole

 

Il numero dei Carnesecchi all'inizio del cinquecento e' rilevante

 

 

PRESENTATI GLI ATTORI ECCOCI A LEGGERE LA TRAMA DELLE VICENDE DEI NOSTRI

 

 

 

 

Periodo della Repubblica di Firenze

 

 

STORIA DEI CARNESECCHI A PARTIRE DALL’ANNO 1297 FINO ALL'ANNO 1530

 

 

Ripeto quanto gia' detto. Cio che segue non e' una storia scritta in modo classico , so ancora troppo poco per stendere una storia scorrevole , e' invece una raccolta di dati , di pagine di libro , di atti coevi , di osservazioni disposte in ordine cronologico e per ora apparentemente slegati

Occorre quindi nel leggere uno sforzo di decifrazione , che aiuti a supplire a quello che per ora manca

 

 

Nel 1297 E' Priore di Firenze tra gli altri Durante un tavernaio del popolo di Santa Maria Maggiore . Il padre di Durante si chiama Ricovero

I bisnipoti di questo Durante si denominerano Carnesecchi

Sulla famiglia e sulla parentela di Durante non conosco praticamente niente, non il nome di eventuali fratelli solo il nome del padre

Nel 1297 la sua nomina a priore fa uscire la famiglia dall'anonimato

E' sicuramente un mercante intraprendente , che amplia la sua attivita' di taverniere fino ad avere una propria compagnia commerciale

Politicamente e' guelfo di parte nera

Da lui parte la storia della famiglia fiorentina

Da lui occorre partire per cercare l'ascendenza della famiglia , utilizzando il nome del padre Ricovero

 

 

 

In un atto proposto dal Lami nei suoi Monumenta compare : Un tavernaio del popolo di Santa Maria Maggiore di nome Ricovero

La cosa e' stuzzicante

 

 

Questo atto potrebbe retrodatare l'inurbamento degli antenati dei Carnesecchi

E puo' aprire uno spiraglio di luce sulla possibile imprenditorialita' di questa famiglia che emigrata Firenze come in una America del secolo XIII mette in piedi un'attivita' sufficientemente lucrosa ( anche se socialmente non rilevante ) ispirando altri parenti a fare la medesima cosa

 

Aprendo alla possibilita' che l'inurbamento fosse addiritura antecedente a Ricovero

Di questo segno un documento che ritengo falso o comunque fortemente inquinato inserisce i Carnesecchi ( in compagnia di molte altre famiglie fiorentine ) tra le famiglie consolari.

Da nessuna parte ho trovato alcun motivo , neanche vago , di conferma alla cosa anzi tutto sembra provare il contrario

 

estratto da un libro di memorie  ....Da un libro di memorie di Giovanni Frescobaldi probabilmente falso o comunque alterato ( dr Piccardi )

 

Non posso comunque escludere una presenza a FIRENZE nel dodicesimo secolo degli avi di Durante

 

 

 

 

 

Madonna con santi : matrimonio Duranti / Peruzzi stemma Duranti alla base del quadro

 

 

Una stirpe di tavernieri e beccai

Alla fine del duecento Durante e' taverniere nel popolo di Santa Maria Maggiore , Grazino sembra esserlo nel popolo di Santa Maria Novella e Piero Carnesecca lo e' nel popolo di Santa Maria Maggiore

 

 

 

Ma da dove provenivano ?

Per rispondere occorre far riferimento alla localizzazione dei loro possessi terrieri

Infatti e' stato piu' volte notato come vi fosse la tendenza nelle famiglie di recente urbanamento e di recente arricchimento a comperare terreni nei luoghi d'origine nel contado

Nel caso dei Duranti/Carnesecchi la maggior localizzazione dei possessi terrieri e' nel Reggello

 

 

I genealogisti cosi dicono che i Duranti / Carnesecchi sono originari della zona del Reggello

Intorno al 1480 anche il Verino coi suoi versi dice i Duranti - Carnesecchi originari della Val d’Arno superiore

 

 

 

DURANTI - CARNESECCHI

 

Mutavere suae Durantes nomina prolis,

Ad nos quos superus jamdudum miserat Arnus;

Est opulenta domus Siccae cognomine Carnis.

 

 

Di loro Schiatta il Nome fu cambiato

Da quei Duranti che dalle pianure

Dell' Arno superiore da gran tempo

Eran venuti ad abitare fra noi.

L' appellazion dei Carnesecchi è nota,

E del pari assai ricca di fortuna.

 

.

 

 

 

 

Nella portata al catasto del 1427 Luca di Luca Carnesecchi denuncia una proprieta' nel Castello di Cascia , un luogo abbandonato da tempo immemorabile

Questo fatto fa fare alcune considerazioni alla dottoressa Valentina Cimarri e alla signora Maria Luisa Fantoni

 

una considerazione di Maria Luisa Fantoni

 

mi hanno colpito molto le riflessioni di Maria Luisa Fantoni che trovo del tutto ragionevoli e direi illuminanti

..........È certo che la presenza di un Carnesecchi in quella rocca munita, in quella CURTE CASCIE che ebbe vita attiva, vita importante, soltanto durante il I° millennio e poco oltre, dà molto da pensare. Dà da pensare per l’esiguità del possedimento che, seppur rilevabile ancora e catastabile nel primo quattrocento, è comprensivo solo di una spanna di terra ove fare poco vino e di una muriccia di casa, già pericolante, in cima ad un cocuzzolo. Non sono le proprietà magnifiche del Pian di Cascia solitamente acquisite dagli appartenenti alla casata dalla seconda metà del ’200 in avanti; verso il ’500 e anche oltre. Dà da pensare perché quel Carnesecchi è Lucha. Lucha, il giovin signore fiorentino figlio di Luca di Messer Filippo di Matteo (di Durante, di Ricovero…). Giusto negli anni venti del quattrocento Lucha, ben lungi dalla necessità di acquistare un immobile vecchio entro una corte medievale senza vita, era già pervenuto (e come sembra in asse ereditario dal bisnonno Matteo) in possesso di tutto il castellare de’ Sergenti (distante appena mille metri dalla corte stessa). L’antica Ostelleria – Macelleria che tanta fortuna ebbe nei destini trecenteschi del BORGO NUOVO Cascese e di quella famiglia che chiameranno "I Carnesecchi". Anzi, da quel sito, entro la grande cinta muraria dugentesca e a questa addossata, sul lato perimetrale di Nord – Ovest, Lucha ricavò, presumibilmente sul basamento di una delle vecchie torri, la sua "Casa da Signore". Ampia,lussuosa magione. Esiste ancora, è l’attuale villa Ricci nell’agriturismo omonimo.

Effettivamente ha ragione Maria Luisa : perche' comperare qualcosa in un luogo abbandonato da tanto tempo ?...........

 

Castelvecchio di Cascia ……………Un possesso di Luca Carnesecchi nel castelvecchio di Cascia"

 

 

( Ricordo che anche la famiglia Castellani era originaria dello stesso luogo )

 

 



Fonte:
www.tuscany.name/CORNUCOPIA/castelli/regg/cstostin.htm

 

Cascia nel Reggello e' sicuramente un luogo importante per i nostri

Luogo dove vivono sicuramente dei parenti e luogo dove si riforniscono per le taverne fiorentine

 

 

Matteo di Durante i suoi figli cioe' ser Filippo (notaio ) e messer Niccolo ( giudice ) conservano stretti legami col territorio valdarnese

In modo particolare ser Filippo e' delegato a rappresentare in piu' occasioni il popolo di Cascia nei confronti del Coomune di Firenze

Una lapide non piu' esistente era presente nell'ingresso della Pieve di San Piero e ricordava la sepoltura di Grazino e di Matteo Durantis. Sopra la lapide lo stemma dei Duranti

 <

Tommasa di Giovanni di Niccolo prevede nel suo testamento un lascito per San Tomme' di Ostina

 

Michele di Braccino di Pero intorno al 1380 prevede nel suo testamento lasciti per quattro chiese : Santa Maria Maggiore , Santa Maria Novella , San Piero a Cascia , santa Tea a Cascia

 

 

Nel suo diario Camillo Tabarrini settecentesco pievano di Cascia parla di una lapide nella Pieve di San Piero a Cascia

 

.......Negli atti della visita di Monsignore Vescovo Federighi l’anno 1441, dicesi costrutta da Fratel Angelo dell’Ordine Gerosolimitano, che credesi Duranti, essendo questa famiglia anticha consorteria della Nobilissima Famiglia Carnesecchi che discende dalla Pieve di Cascia di cui vi è la sepoltura nella loggia avanti a porta principale della chiesa della Pieve di San Piero a Cascia a mano destra colla sua Arme nel muro di marmo carrese coll’inscrizione Sepulchrum Filiorum Mattei, Grezini Durantis et Descendentium................

Camillo Tabarrini pievano di Cascia

 

 

Sepulchrum Filiorum Mattei, Grazini Durantis et Descendentium.( sito del Kunsthistorisches Institut)

 

 

.....nella "loggia avanti a porta principale della chiesa della Pieve di San Piero a Cascia" oggi lo stemma non esiste piu' probabilmente vittima dei restauri degli anni 60

 

 

 

Gli eruditi dicono che i Duranti/Carnesecchi sono parenti con i Duranti di San Piero Scheraggio (Santa Croce o anche Duranti di Nese):

Sia i Duranti/Carnesecchi sia i Duranti di Santa Croce sono originari di Cascia

Non ho trovato documenti per confermare il parere degli eruditi

Pero' la contiguita' di diversi possessi fondiari nei dintorni di Cascia spinge ad avvalorare la parentela tra Carnesecchi e Duranti di San Piero Scheraggio

 

Nel trecento tra i Duranti di Ricovero e i Duranti di Nese non sembra sopravvivere alcun contatto

Molto probabilmente i nostri appartenevano un gruppo familiare esteso che nell'urbanizzazione aveva perso la sua coesione

 

 

Probabilmente attraverso i Duranti e i Carnesecchi si attua quindi tra Cascia e Firenze un interscambio continuo di beni e di uomini

Un universo che non mi e' ancora del tutto chiaro che sicuramente muove piu' individui di quelli da me individuati

 

 

stemma dei Duranti di San Piero scheraggio o Santa Croce

Nese di Durante fu 2 volte Priore nel 1379 e nel 1388 , nel 1374 era a Monsummano a rappresentare la Repubblica e nel 1388 a Pistoia

Stefano di Nese fu 3 volte Priore nel 1415 nel 1421 nel 1425

Mariano di Stefano fu 3 volte Priore nel 1436 nel 1441 e nel 1456 , fu anche cassiere della camera del comune nel 1430

Le sepolture di questa famiglia sono ( vedi Rosselli ) in Santa Croce e in San Piero Scheraggio

 

Nel 137 Nese e Martino figli di un Durante vendono al Comune di Firenze un palazzo nei pressi di via della Ninna che evidentemente proveniva loro dal padre

La proprieta' del palazzo evidenzia che gia' il loro padre si era inurbato

Anche questi Duranti vivevano tra Firenze e Cascia

Nese e' fabbro a Firenze

Martino fabbro a Cascia

A Firenze questi Duranti sono quindi allocati nel Sestiere di San Piero Scheraggio ( Quartiere di santa Croce ) e nota bene vicino ai Castellani anch'essi considerati originari del castello di Cascia

 

 

 

 

La chiesa di San Piero Scheraggio oggi esiste solo in alcune parti

Era un'importante chiesa della Firenze medioevale, prioria di uno dei sestieri cittadini, che fu in larga parte distrutta nel 1560 quando furono realizzati gli Uffizi per opera di Giorgio Vasari. Su via della Ninna sono ancora visibili i resti della chiesa (soprattutto le colonne della navata e alcuni archi) ed all'interno degli Uffizi (dietro alla ex-biglietteria) esiste ancora una navata della medesima, usata per occasioni speciali ed esibizioni temporanee.

 

Mariano Duranti era dei Duranti di Nese .Nella chiesa di san Piero scheraggio vi era una cappella di Mariano Duranti

 

Mariano Duranti era sicuramente ricco , mori nel 1461 dotando alcune fanciulle povere di San Piero Scheraggio e alcune fanciulle povere di San Piero a Cascia. Intorno al 1894 l'ospedale degli Innocenti di Firenze era in lite con lo Stato italiano che in qualche maniera voleva sottrargli i lasciti di Mariano che l'ospedale aveva conservato fino ad allora

 

 

Ho notato una cosa che mi era sfuggita per un po di tempo pur avendola sotto il naso : nel "Necrologio fiorentino " del Cirri figura un Durante tavernaio sepolto in san Piero scheraggio.

Fatte salve omonimie ecc ecc , tutte da verificare, la cosa puo' essere interessante :

Il fatto che Durante fosse del popolo di Santa Maria Maggiore non implica necessariamente che qui dovesse trovarsi la sepoltura

 

 

Della sepoltura del Durante tavernaio dei Carnesecchi non sappiamo

Nel caso questa fosse in San Piero Scheraggio potrebbe far immaginare il luogo comune d'inurbamento degli antenati comuni di Carnesecchi e Duranti nella parrocchia di San Piero Scheraggio

 

 

Forse qualche notizia ci potrebbe venire dal testamento di Durante che per ora non ho trovato

 

 

Le taverne tra Santa Maria Maggiore e Santa Maria Novella sembrano rimanere nel possesso dei Duranti di Ricovero per oltre un secolo : almeno dal 1238 e segnano la localizzazione dei Carnesecchi precedentemente in San Piero Scheraggio

Quindi l'inurbamento e' possibile sia anteriore e passi attraverso San Piero Scheraggio

 

 

Di un altro legame parentale cascese sembra esservi traccia in :

Tommaso di Marco Durantis

Gli stretti rapporti tra ser Filippo di Matteo e Tommaso Durantis sembrano dirli parenti

 

 

 

 

 

 

vai alla pagina 14  Storia dei Carnesecchi : I Duranti/Carnesecchi a Cascia in Valdarno e presunto legame coi Duranti di Santa Croce

 

Cascia nel Reggello  Storia dei Carnesecchi :presunto legame coi Duranti di San Piero Scheraggio ( di Santa Croce )

 

I Sergenti ……Ritrovamento di alcune torri medioevali nell'abitato de " i Sergenti ": notizie storiche e descrizione dei reperti --- di Maria Luisa Fantoni--

 

Un Priore del 1381  Storia dei Carnesecchi : Chi e' questo Tommaso di Marco Priore nel 1381 ?

 

 

 

 

E' da rammentare che mentre Pero ( il beccaio Carnesecca ) istituisce la propria sepoltura in Santa Maria Novella a Firenze Matteo e Grazino istituiscono la propria in San Piero a Cascia

 

Lo stemma della Pieve di Cascia ( non piu' esistente ) proviene da un disegno in possesso dello "Kunsthistorisches Institut "

vedi sito

http://wappen.khi.fi.it/wappen/wap.07931978

 

 

 

 

 

LO STATO DEI FATTI

 

 

Il taverniere Ricovero nel 1238 nel popolo di Santa Maria Maggiore

 

 

 

Per oltre 100 anni sembra delinearsi il quadro di un attivita' di commercio minuto di una certa ampiezza a livello cittadino

Come detto il primo Carnesecchi di cui si hanno con sicurezza notizie ( seppur molto scarse) e' il tavernaio del popolo di Santa Maria Maggiore Durante di Ricovero, Priore nel 1297, titolare di una compagnia commerciale , capitano di Orsanmichele nel 1310

 

Il Priorato del 1297 e' il segno di una crescita sociale che culminera' con il definitivo inserimento nel ceto dirigente fiorentino con la persona del beccaio Pero detto Carnesecca

 

da Durante primo Priore cominceranno ad esser identificati come DURANTI

 

La generazione successiva a quella di Pero vede i Duranti abbandonare le ARTI MINORI per entrare nelle ARTI MAGGIORI con l'iscrizione all'Arte dei medici e degli speziali

Di questa Arte saranno molte volte consoli venendo cosi anche a contatto col mondo dei pittori , si spiega perche' troveremo il nome dei Carnesecchi legato a quello di Masolino , di Masaccio , di Paolo Uccello.....

 

Scenario storico   Lo scenario storico da cui nasce la nostra storia . Un po di storia di Firenze .

 

 

 

 

 

 

DA DURANTI A CARNESECCHI 1238--1380 : CRESCITA SOCIALE da tavernieri a ricchi mercanti

 

 

 

Una disgressione : .........I Castellani e la loro origine a Cascia ( Reggello ).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DALLE ORIGINI AL COGNOME ( 1380 circa )  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1297 al 1380 : notevole ascesa politica di Durante e dei suoi discendenti

RICOVERO IL PRIMO  Storia dei Carnesecchi : Qualche ipotesi su Ricovero

Eretici patarini a Cascia  Guido dei Cacciaconti accoglie alcuni eretici patarini fiorentini a Cascia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando i primi Duranti giungessero a Firenze non sono riuscito a capire

Gente oscura che pare non aver lasciato alcuna traccia nella storia cittadina

Gente che sembra emergere dal nulla col Priorato di Durante del 1297

Durante e' probabilmente legato ai Neri ed e' taverniere e mercante emergente

Quando e se ritrovero' il suo testamento del 1320 citato dal Lami credo potranno essere chiarite molte cose

Quindi i Duranti sono una famiglia con una storia politica che pare cominciare solo alla fine del tredicesimo secolo

Dopo il priorato del 1297 , la salita pare essere lenta con una brusca accelerata negli anni 50 del trecento culminante con il Gonfalonierato di Berto di Grazzino del 1358 e con i priorati di Braccino di Pero figura di un certo rilievo

A Firenze nel primo ventennio del trecento compare un beccaio – taverniere che e’ soprannominato Carnesecca ( da qui il cognome successivo )

E’ Piero figlio di Durante di Ricovero noto come Piero Carnesecca

Il mestiere di Pero fa pensare che il suo soprannome "Carnesecca" non si riferisca tanto alla caratteristica fisica di un allampanato e secco individuo quanto invece alla carnesecca oggetto del commercio di Pero

A lui si deve la crescita politica della famiglia

Probabilmente fiancheggia la Parte Guelfa

 

I suoi figli : Braccino e Filippo , fanno parte dell'elite politica fiorentina del periodo

 

La fortuna politica pare esser preceduta come ovvio da una consistente fortuna commerciale che porta la famiglia a imparentarsi con famiglie importanti come i Peruzzi i Bardi i Medici.

Le scelte politiche successive sembrano esser state particolarmente azzeccate legando sempre la famiglia alla parte vincente

Da esaminare il ventennio tra il 1360 e il 1380 quando e' possibile siano stati tamburati come ghibellini, e in cui comunque sembrano scomparire dalla vita pubblica

 

 

 

BRACCINO : UNA LITE NEL 1351 CON LA FAMIGLIA MEDICI E IL SUCCESSIVO GIURAMENTO DELLA PACE, UNA PACE CHE SEMBRA FUNZIONARE NEGLI ANNI SUCCESSIVI

 

 

 

 

Questo componimento (CENTILOQUIO) del fiorentino Antonio Pucci scritto nel 1373 enumera i DURANTI tra le famiglie fiorentine che contano.

 

SETTANTATRE mille trecen correndo,
Mi veggio vecchio, e non mi dice il core
Poter più oltre seguitar volendo.

Lasciando adunque il dir dello autore
Ad altro di maggior sufficienza,
Mi parrebbe commetter grande errore,

S' io non dicessi della mia Fiorenza
Alcuna cosa, come è situata,
Ed adorna la veggio in mia presenza.

Perchè alla gente, che ancor non è nata,
Memoria sia adunque, che non sanno,
Come ella è bella, e in pregio sormontata.

E ciò si vede per gli scritti, che hanno
Racconti i versi miei del tempo antico,
Ne i quai si fe memoria del suo affanno.

Secondo il mio parer come io ti dico,
Che le tre parti di Firenze è posta
In piano, allato all' Arno, come a bico.

L' altro quartier di là dal fiume sosta,
E quasi in ver levante alza le fronti,
Perocchè in parte piglia della costa.

E sopra il detto fiume ha quattro ponti
Bellissimi, di pietra e di calcina,
Con altri adornamenti non qui conti.

Appresso ha del comun belle mulina,
Onde non ha temenza, che per guerra
Possa essere assediata di farina.

Le mura poi, che cerchian questa terra,
Hanno tre braccia e mezzo di grossezza,
Di sopra dico, e quattro o più sotterra.

E dal lato di fuori hanno d' altezza

i Ben trenta braccia di buona misura,
Co' barbacan, che si fan per fortezza.

Ed infra '1 cerchio delle belle mura,
Tredici porte son, braccia sessanta
Alta ciascuna, e venti di largura.

Le torri, che 1' adornan son sessanta,
Con la grossezza ognuna che le è tocca:
Ha ciascun altro mur braccia quaranta,

E gli fossi di fuor son larghi in bocca
Ben venticinque braccia, colla sponda
Che '1 terreno comun sostiene in cocca.

E dieci braccia poi la via seconda,
Con termini, che mostran veritade,
Perchè il terren comun non si nasconda.

Quindici milia braccia la cittade

Gira d'intorno, e non è maraviglia,
Contando il fiume nella quantitade.

Se alcun dice che gira cinque miglia,
(Che è per misura anticamente usata)
Tremila braccia per miglio si piglia.

Firenze è dentro tutta lastricata,

E fra l'altre ha due vie, che stanno in croce,
Che ti mostran quanto ella è lunga e lata.

L' una si move alla Porta alla Croce,
Che è da levante, e poi verso ponente,
Alla porta del Prato è 1' altra foce.

Dall' una all' altra, andando drittamente,
Ha quattromilia settecento braccia:
Mercato vecchio è il mezzo veramente.

E misurar volendo 1' altra faccia

Dalla Porta a San Gal, ch' è a tramontana,

A dirittura seguitar la traccia

Infino al sito di Porta Romana,

La qual si chiama San Pier Gattolino,
E tiene in mezzo 1' Arte della Lana;

Son cinquemilia braccia di cammino,
Deh come naturalmente comprese
Qualunque fu quel caro cittadino.

Appresso ha dentro più di cento chiese,
Sanza contar gli Spedali, ch' a onore
Di Dio son fatte tutte queste spese.

Lascio dell' altre, e vo' della maggiore
Alquanto dir di Santa Liberata,
O vogliam dir Santa Maria del Fiore.

S' ella si compie come è situata,

Sì bella chiesa non fu già mille anni,
Comecche fia, nè sì ben adornata.

Appresso a questa si è San Giovanni,

Che a tutto il mondo debb' esser notorio,

Chè ogni altro tempio avanza senza inganni.

Di Nostra Donna ci è poi 1' Oratorio,
Che costa più, che non vale un castello,
Qualunque ci è di maggior territorio.

Ecci il Palagio de i Signor sì bello,
Che chi cercasse tutto 1' universo,
Non credo, che trovasse pari a quello.

Cercando la città per ogni verso, " -,
E' piena di palagi, e di giardini,
Più bello 1' un che 1' altro, e più diverso.

E più di ventimilia cittadini '

Dentro ci son tra grandi e popolari, ,
Lasciando star da parte i contadini,

E questi sono i casati più cari ;

Ciò sono : i Bardi, i Rossi, e Frescobaldi,
E Cavicciuli insieme, e Adimari,

E Pulci, Gherardini arditi e baldi,
Tornaquinci, Bisdomini, e Donati,
E Cavalcanti, e Buondelmonti caldi,

E Cerchi, e Nerli, Pazzi, e Giandonati,
Uberti, Abati, Amidei, e Lamberti
Ancor ci sono, benchè sien scemati.'

Bostichi, Berlinghieri savi esperti,
Franzesi, Brunelleschi, e or di quelli,
Che son di popol, ti conterò certi:

Albizzi, Ricci, Strozzi, e Baroncelli,
Medici, Alberti, Altoviti, e Guasconi,
Vettori, Castellani, e Rondinelli,

Peruzzi, Giugni, Bastari, e Covoni,
E Salviati, Mancini, e Magalotti,
Oricellai, Beccanugi, e Bordoni,

Sacchetti, Pigli, Serragli, e Biliotti,
E Soderini, e Mozzi, e Quaratesi,
Ridolfi, Pitti, Pepi, e Pegolotti,

Quei da Panzano, Davizi, e Bagnesi,
Boscoli, Risaliti, e Rinuccini,
Ricoveri, Accajoli, e Antellesi,

E Gianfigliazzi, Cocchi, Scali, e Spini,
Baldovinetti, Bucegli, e Barrucci,
Cederni, Macchiavelli, e Guicciardini,

Agli, Vecchietti, Asini, e Ferrucci,
E Ramaglianti, Magli, e Canigiani,
E Bonaccorsi, Velluti, e Rinucci,

Aldobrandin, Bombeni, e Raffacani,
E que' da Filicaja, e Manovelli,
E Attaviani, e Ughi, e Cerretani,

Guadagni, Lupicani, e Boverelli,
Busini, e Siminetti, e Sassolini,
Manetti, Lanfredini, e Belfradelli.

Aglioni, e Sirigatti, Valorini,
Quei da Strada, Marsili, e Tigliamochi,
E Marigniolli, Fagioli, e Benini,

E Passavanti, e Usimbardi, e Giuochi,
E Compiobbesi, e Corsi, e Aldighieri,
E Macci, e Foraboschi, e Cigliamochi,

Soldanier, Lachi, Pratesi, e Amieri,
DURANTI, Rocchi, Armati, e Scodellare
Malegonnelle, Mangioni, e Namieri,

Macchi, Magaldi, Erri, e Giambollari,
E Biffoli, Carucci, e Abati,
Guidalotti, Ammannati, e Portinari,

Manfredi, Michi, Figliopetri, e Zati,
Arnolfi, Guidi, Orlandi, e Corsini,
E que' da Castiglionchio, e Infangati.

Girolami, Brancacci, e Ferrantini,
Arrigucci, Bonarli, e Viviani,
E Ardinghelli, Ardinghi, e Tolosini,

E Falconier, Palarcioni, e Villani,
E Caponsacchi, Guardi, e Salterelli,
Orlandino Arcangioli, e Soldani.

Benizi, Bettaccioni, e Cafferelli,

E Corbizi, Bellandi, e Ricchemanni,
Ciuffagni, Vai, Catelli, e Carcherelli;

Angiolini, Arganelli, e Figiovanni,
Bianciardi, e Ammirati, e Tedaldini,
Sigoli, Salinbeni, e Alamanni,

E Falconi, Sassetti, e Porcellini,

Que' da Sommaio, Chiarmontesi, e Baldi,

Baronci, Cosi, Alfieri, e Cornacchini,

Aliotti, Bellincion, Casi, e Tedaldi,

Lottini,, Borsi, e poi que' da Rabatta,

Que' della Casa, Mazzinghi, e Monaldi,

Bonciani, Ardingbi, e di più non si tratta,
Perchè d' alquante non ebbi notizia ;

Bastiti que' di che memoria è fatta.

Firenze governa oggi sua grandizia
Per otto Popolan, che son Priori,
Ed un Gonfalonier della Giustizia.

De' qua' son due artefici minori,

E per due mesi han del Comun pensieri
Nel Palagio maggior, come Signori.

E dodici son poi lor Consiglieri,
Il cui officio per tre mesi dura:
E sedici son poi Gonfalonieri.

Che duran quattro mesi per misurai
E quel che è per costor deliberato,
Per due Consigli ancora si proccura.

L' uno è il Consiglio del Popol chiamato,
Che son dugento, e delle ventun' Arte,
Convien, che vi abbia d' ogni Consolato,

E Capitani della Guelfa parte:
E per non voler far le cose brune,
Quel che si vince qui per le due parte,

Appresso va in Consiglio del Comune/
Che son dugento popolain e grandi,
In simil modo tirando una fune.

E convien poi, che a seguizione il mandi
Potestà, Capitano, Asseguitore,
Quando per li Signor ciò si comandi.

E niun grande puote essere Priore,
Di Dieci ancora, nè Gonfaloniere,
D' ogni altro Officio han parte dell' onore.

Nè Ghibellino alcun, nè forestiere
(Secondo che per legge par che sia)
Cittadinesco officio puote avere.

Firenze è terra di mercatanzia :

Ed ecci ogni Arte, pogniam che ventuna

Son quelle, che hanno del Comun balìa.

Le quai ti conterò ad una ad una,

E chiaramente poi conoscerai, ,

Che par città non ha sotto la luna.

La prima è di Giudici e Notai,
E la seconda sono i Fondachieri
Di Calimara, siccome udito hai.

La terza, Cambiatori e Monetieri,
Che residenti agli lor Banchi stanno,'
Cambiando lor pecunia volentieri.

La quarta, Lana, come molti sanno,
Che molta gente pasce tuttavia,
E fa ben trentamilia panni V anno.

La quinta, Porta è Santa Maria,

Di Setaiuoli, e di molti altri, i quali
Legati son con loro in compagnia.

La sesta, sono Medici e Speziali,
E Dipintori, e di più altri assai,
Che in questa Arte son co' loro iguali.

La settima, Vaiai e Pellicciai.

L' ottava, son Beccai; e poi la nona,
Sanza compagnia sono i Calzolai.

La decima, de' Fabbri grossi suona.

L' undici, Linajuoli, e Pannilini,
Chè insieme un' Arte con lor si ragiona.

Maestri della pietra Cittadini

Con Fornaciai s' accostan di leggieri:
Dodecim' Arte son tra' Fiorentini.

La terzadecim' è di Vinattieri,

Che vendon vin, che ne berebbon gli agnoli,
L' altr' è gli Albergator de' Forestieri.

Quintadecima, sono i Pizzicagnoli.
La sedecima sono i Galigai,
Che sentir fan da lungi i lor rigagnoli.

Seguitan poi Coreggiai e Spadai.
Della decima ottava son figliuoli
Con altri membri insieme, i Corazzai,

Decimanona sono i Chiavaioli,

Con Calderai, ed altri lor mestieri.
La ventesima sono i Legnaiuoli.

L' ultima, son Fornai e Panattieri:
E ciascheduna di queste è reggente,
Sicchè il governo è quasi degli Artieri.

Questa Città è ricca, e sofficiente
D' avere, e di persone, e di sapere,
E delle ingiurie molto sofferente.

Ma quando ella dimostra suo potere,
Non ha città d'intorno a più giornate,
Che la sua forza non faccia temere.

Quando alle spese gli mancan 1' entrate,
Ed ella accatta da i suoi cittadini;
E le prestanze assegna meritate,

E pon cinquantamilia di fiorini,

Tre per migliaio a ciò ch' è di valsente,
Benchè si stenda in più bassi vicini.

E chi n' ha due o men, sicuramente
Può venti soldi per fiorin pagare,
Rassegniato non glie n' è niente.

Di maggior somma chi non vuol prestare,
Trova chi presta con allegra fronte
Per certo prezzo, e faglisi assegnare.

E se de' creditori è grande il Monte,
Non ti maravigliar, che molto avanza,
L' onor, che vendicate son più onte.

E quasi d' ogni mese una prestanza
Abbiamo avuta, e ciascuna riscossa
Abilemente: e sappi per certanza,

Che asperamente rotta e percossa

Fu pel diluvio, e più bella, che prima>
Oggi è rifatta, e cresciuta sua possa.

Sicchè 1' è quasi grande sanza stima,
Che secondo i bisogni son portate,
Del Monte han fatto più crescer la cima.

Secondo che le cose sono andate,
Co' danar nostri più città d'intorno
Abbian con noi insieme rinfrancate.

Il nostro Comune è di pregio adorno,
Nella sua libertà rimaso affine,
Ed è per sormontar di giorno in giorno.

E dico, se le donne Fiorentine
Portar potesser più le gioie loro,
Che in Firenze averia mille Reine.

Incoronate d' ariento e d' oro,
Con tante perle, e con tanto ornamento,
Che veramente vagliono Un tesoro.

.Ben fe chi la chiamò quinto elimento,
Ed io, per grazia del Signor verace,-
Non ne fu' mai, come oggi son, contento

Perchè io la veggio riposata in pace ;
E veggiole recate al suo mulino
Di molte Terre, onde molto mi piace,

Veggiole sotto in parte el Casentino,
E del Valdarno di sopra, e di sotto,
E di Val d' Elsa più terre in domino.

Agli Ubaldini ha tolto ogni ridotto

Dell' Alpe, e del podere, e d' ogni lato,
E di più parte, di che non fo motto.

Non tacerò del bel Castel di Prato,
Volterra, Valdinievole, e Pistoia,
E 'ntera signoria di San Miniato.

E veggio Pisa con Firenze in gioia,
E Lucca in libertade, laond' io
Poco mi curo omai, perch' io mi muoia,

Poichè acquistato ha tanto al tempo mio.
In terra il corpo, e in Dio l'anima sia,
Così finisco 1 ' operetta mia.

 

 

 

 

 

 

 storia dei Carnesecchi……La Compagnia di Durante di Ricovero nei primi decenni del trecento

 

storia dei Carnesecchi………….Una curiosita' : dei Carnesecca a Mantova agli inizi del trecento

 

storia dei Carnesecchi 1424 : Tommasa C. lascia i suoi beni ai figli : al figlio Antonio 50 fiorini in piu' che agli altri perche' studi qualunque scienza gli piaccia ( dr Piccardi )

 

 

 

LO STRANO PERIODO 1360-1380  Storia dei Carnesecchi : un periodo che merita attenzione 1363-1380 : I Duranti scompaiono dalla vita politica fiorentina

I Ciompi al potere  Storia dei Carnesecchi : Zanobi di Berto Carnesecchi avverso ai Ciompi

 

 

 

 

 

 

 

YDRAW

QUAR

OFFICE

RDRAW

NAME1

NAME2

NAME3

SURNAM1

OCSTAT

OCNAME

1380

40

12

1

TOMMASO

MARCO

23

CAMPSOR

1381

40

8

1

TOMMASO

MARCO

23

CAMPSOR

 

Un Priore del 1381  Storia dei Carnesecchi : Chi e' questo Tommaso di Marco Priore nel 1381 ?

 

 

 

 

MICHELE BRACCINI DURANTIS E' IN QUESTO TESTAMENTO DETTO DEL POPOLO DI SAN LORENZO ANZICHE' DI SANTA MARIA MAGGIORE PUR FACENDO DONAZIONI ANCHE A SANTA MARIA MAGGIORE

 

 

 

The cult of Remenbrance and the Black Death :Six Renaissance Cities in….

Samuel Kline Cohn

Pag 234

In 1382 the florentine Michele f.q. Braccini Durantis sought to advertise thus his arms simultaneously with the celebration of mass in various churches through the dioceses of Florence and Fiesole .To the Church of his burial and to three other specified churches , he gave chasubles worth 10 florins apiece to be made of silk with an astola and manipolo in which his arms were to be inscribed

Le quattro chiese sarebbero : Santa Maria Novella , Santa Maria Maggiore , San Siro di Cascia, San Pietro di Cascia

 

ASF diplomatico S. M. Nuova 1382 , XI .26

 

ASF no 9982 18v-19r, 1411.viii.10 ????

 

DIPLOMATICO IN ASFi

 

26 novembre 1382

Testamento di Michele Braccini Durantis del POPOLO DI SAN LORENZO rogato in Santa Maria in Campo dal notaio Giovanni del fu Gino da Prato cittadino fiorentino

diplomatico S Maria Nuova ( ospedale ) cod 00072910

regesto in tomo 33 carta 86 R ( 90 e 91 )

Eredi delle sue sostanze i figli nascituri ed in mancanza l'ospedale di S Maria Nuova

Legati alle chiese di Santa Maria Novella, di Santa Maria Maggiore, di San Pietro a Cascia, di San Siro a Cascia

 

n.b. Popolo di San Lorenzo

n.b. Durantis e' forma cognominata : Michele Braccini Durantis anziche' Michele Braccini Peri Durantis

 

 

 

UN NUOVO COGNOME E UN NUOVO STEMMA : si ribadisce la fedelta' alla linea politica di Pero Carnesecca

 

<

 

 

 

Ecco un documento del 1381 tratto dalle Delizie degli eruditi toscani che indica questa situazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quindi mentre nel corso del trecento si susseguono i cambi di cognome e di stemma nelle famiglie magnatizie costrette a farsi di popolo , i Duranti mutano cognome per motivi assai diversi

Il cambio di cognome e' probabilmente un modo di ribadire la fedelta' alla linea politica del beccaio Pero Carnesecca cioe' la fedelta' a Parte Guelfa

Questo cambio sembra doversi ai Grazini : cioe' ai tre figli di Berto di Grazino

A questo cambiamento si adegueranno col tempo anche gli altri Duranti

Non ho certezze invece dei motivi sulla mutazione invero poco rilevante dello stemma che vede le bande passare da quattro a tre

 

 

vai alle note alle pagine 12  Alcuni documenti relativi al periodo 1297-1380 : cambi di cognome nelle famiglie magnatizie 

Genesi del cognome Carnesecchi a Firenze  Il cognome Carnesecchi a Firenze

 

 

 

IL REGIME OLIGARCHICO DEGLI ALBIZI  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1381 al 1433 : I Duranti mutano il cognome in Carnesecchi ; I Carnesecchi nel regime oligarchico di Maso degli Albizzi

 

 

 

 

 

 

DOPO I DURANTI IL PRIMO DEI CARNESECCHI AD AVERE RILIEVO POLITICO : PAOLO CARNESECCHI

 

 

 

 

Paolo di Berto Carnesecchi

che alla guerra preferiva la pace

 

Il populo ne fu molto lieto: uomini da guerra ne furono molto dolenti.

Che Idio ci ristori!

 

http://www.bibliotecaitaliana.it/archivio/morelli/ricordi/morelli_ricordi.xml

Come dinanzi (dove si fece memoria delle novità furono nelli anni Domini 1393) è scritto, la balia si diè agli Ottantuno, la quale s'intese pe' più fusse per anni cinque, di poi durò per insino a questo dì: e durava sempre se non si fusse levata. Ritrovandosi gonfaloniere di giustizia Pagolo Carnesechi , dopo messere Cristofano, gli venne voglia, perché da molti cittadini ne fu consigliato, di levare la balia agli Ottantuno del porre il danaio ed eziandio del rimutare la imposta delle prestanze; e a questo fare bisognorono le quarantacinque fave nere, cioè Signori, Collegi e degli Otto; e così l'ebbe tutte. E levossi quella balia a dì venti di giugno 1404. Il populo ne fu molto lieto: uomini da guerra ne furono molto dolenti. Che Idio ci ristori!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagholo di Berto di Grazino Carnesecchi  Pagholo Di Berto di Grazino di Durante Carnesecchi  Gonfaloniere della Repubblica fiorentina

 

 

storia dei Carnesecchi<  Paolo di Berto :Una girata su una cambiale nel 1386 ( Fonte De Roover:Il banco dei Medici )

 

 

 

 

Paolo di Berto di Grazzino Carnesecchi in Ungheria

 

The Florentine Scolari Family at the Court of Sigismund of Luxemburg in Buda

Katalin Prajda ( European University Institute )

 

http://academia.edu.documents.s3.amazonaws.com/1874407/JEMH_14_6_513-534.pdf

 

http://www.carnesecchi.eu/Ungheriakatalinprajda1.pdf

 

 

 

 

Gentile Sig.re Carnesecchi,

Infatti come scive Lei, i Carnesecchi avevano certi interessi economici in Ungheria. Pagolo di Berto
Carnesecchi fondò ad esempio una compagnia commerciale nella città di Buda. Nell'attività della compagnia fu coinvolto anche il fratello dello Spano, Matteo di Stefano Scolari.
Inoltre i fratelli Scolari e Pagolo Carnesecchi furono vicini nella Via Panzano. Perciò è molto plausibile che
gli Scolari e Masolino si conoscevano tramite i Carnesecchi.
Si può trovare alcuni cenni sui Carnesecchi in uno di miei articoli intitolato: The Florentine Scolari Family...e nella mia tesi. Tutti e due sono scaricabili dall'Academia.edu
………………………

Katalina Prajda, Ph.D.
Affiliated Fellow Institute for Advanced Study Central European University
Hungary
http://eui.academia.edu/KatalinPrajda

 

La presenza di Paolo in Ungheria e' confermata dalla portata del 1427 dei figli di Paolo in cui dichiarano di vantare un credito per gli affari ungheresi del padre

Masolino nel 1425 abbandona la cappella Brancacci per andarsene in Ungheria secondo alcuni chiamato da Pippo Spano

Paolo C. e’ presente in Ungheria da tempo

 

La dimestichezza tra Paolo e Masolino e la presenza di Paolo in Ungheria induce ad esaminare con piu' cura i motivi dell'andata in Ungheria di Masolino

 

 

 

 

 

Alcune opere della dottoressa Katalin Prajda

 

http://www.carnesecchi.eu/01_Prajda.pdf

 

 

http://www.carnesecchi.eu/02_Prajda.pdf

 

 

http://www.carnesecchi.eu/03_Prajda.pdf

 

 

http://www.carnesecchi.eu/04_Prajda.pdf

 

 

http://www.carnesecchi.eu/05_Prajda.pdf

 

 

http://www.carnesecchi.eu/06_Prajda.pdf

 

 

http://www.carnesecchi.eu/07_Prajda.pdf

 

IMPORTANTE :

 

http://www.carnesecchi.eu/Prajda_Melanges.pdf.pdf

 

 

 

 

SULLA MADONNA DI BREMA DI MASOLINO

 

Mi e' parso di capire che nei quadri, stemmi , cassoni matrimoniali lo stemma dell'uomo e' a sinistra di chi guarda quello della donna alla destra di chi guarda

per cui la Madonna di Brema di Masolino ci parla di un matrimonio di un ( non ancora individuato ) uomo Carnesecchi con una donna dei Boni nel 1423

 

 

 

 

 

 

 

vai alla pagina 13bis  Storia dei Carnesecchi : Il Catasto del 1427

Canto ai Carnesecchi  …Canto ai Carnesecchi o Canto al Centauro cosi chiamato dall'omonima statua del Giambologna che ivi era collocata

 

 

 

 

Un piccolo enigma : Zanobi e Cristofano Carnesecchi muoiono intorno al 1416 la lastra sepolcrale in santa Maria Maggiore porta la data del 1436 .

 

by Ilio Carnesecchi

 

 

 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

 

LA GUERRA PER LA CONQUISTA DI PISA

 

da Wikipedia

 

Il 9 ottobre 1406 i fiorentini, guidati da Gino Capponi, riuscivano ad impossessarsi della città pagando con 50.000 fiorini il corrotto Capitano del popolo Giovanni Gambacorta che fece aprire la porta di San Marco. Egli era un uomo debole e pronto a tutto pur di far terminare la lunghissima resistenza della città agli attacchi esterni di fiorentini, milanesi, genovesi. Il tradimento era compiuto e s'aprivano ai Fiorentini le porte della città, tra lo sgomento dei cittadini che avevano resistito fino allo stremo, e la gioia di Firenze che otteneva finalmente il tanto agognato sbocco sul mare.

Il governo di Pisa da parte della repubblica fiorentina fu particolarmente duro sia per la necessità di tenere soggiogato una così acerrima nemica sia per la concorrenza esistente tra i mercanti delle due città sia per la volontà di recuperare le spese di guerra. Sotto il primo aspetto basti ricordare che già nel gennaio del 1407 da Firenze si ordinò la costruzione di fortificazioni e la permanenza di un forte contingente militare. In particolare si procedette alla ricostruzione della Cittadella che era stata quasi distrutta durante l'assedio e ad altre fortificazioni nella zona dei vecchi Arsenali e nel quartiere di Kinzica. Il controllo della città venne affidato ad un contingente di ben 1500 mercenari.

Inoltre si stabilì che i cittadini pisani ritenuti pericolosi fossero confinati a Firenze e questa misura riguardò circa 300 persone appartenenti soprattutto a famiglie della nobiltà e della borghesia. L'effetto fu un drastico impoverimento cittadino e un deciso spopolamento visto che altre famiglie non coinvolte in queste misure preferirono abbandonare la città e trasferirsi in altri stati. Per sfuggire alla morsa fiorentina, a partire dai primi anni del XV secolo si trasferirono a Palermo gli Alliata, i Vanni, i Caetani, i Damiani, gli Agnelli[1], i Corvini, i Bonanni, gli Upezzinghi, i Galletti, i da Settimo, i Gambacorti, i Palmerini, i Vernagalli, i Mastiani, i Pandolfini, i del Tignoso, i Grassolini, i da Vecchiano, i Bernardi, e molte altre famiglie. A Firenze, si trasferirono i della Gherardesca, i Compagni, i Caetani. Mentre a Roma si trapiantarono i Roncioni, gli Angeli, i Campiglia Ceuli.[2]. Altre famiglie si trasferirono a Lucca e Genova.

Seguirono anni di pesantissima tassazione che colpirono tutti gli strati sociali della città e una serie di misure che colpirono i commercianti e le corporazioni cittadine a vantaggio dei concorrenti. Nel corso degli anni successivi vennero decisi alcuni sgravi e prese lievi misure in favore della città ma i loro effetti furono annullati dalle conseguenze negative per Firenze delle guerre combattute negli anni venti del Quattrocento. A ciò si aggiunge il depauperamento anche del contado pisano sul cui territorio si combatté la guerra tra Firenze e Lucca.

Si calcola che attorno al 1430 la popolazione pisana si fosse dimezzata rispetto al momento della conquista. A questa già grave situazione si aggiunsero le conseguenze di un tentativo di congiura organizzato dalle principali famiglie pisane. La congiura fu impedita dall'Arcivescovo Giuliano de' Ricci che informò le autorità fiorentine, e si concluse con ulteriori misure di confino.

***

da Wikipedia

 

Paolo di Berto di Grazino Carnesecchi

 

Anno 1405 Nei dieci di Balia nel 1405, quando si trattò di ricevere la città di Pisa in dedizione e di impadronirsi anche delle altre fortezze pisane.

Anno 1407 Commissario di Pisa.

Anno 1408 Paolo del fu Uberto Carnesecchi da Firenze, Capitano di Balìa a Pisa nel 1408. Da Breve Vetus seu Chronica Antianorum Civitatis Pisanorum, ab anno Dominicae Incarnationis MCCLXXXIX ad annum MCCCCIX, in Istorie Pisane e Cronache Varie Pisane, a cura di F. Bonaini, tomo II, parte seconda, Bologna, Forni Editore, 1984 (prima ed. Firenze, 1845), p. 790.

( Notizia segnalata dal dr Vieri Mazzoni )

 

 

 

 

Storia cronologica della toscana dal 1400 al 1434

 

 

 

 

Su internet ho trovato questo lavoro che penso si debba attribuire a Gaetano Greco professore dell'universita' di Siena.

Visto che e' stato messo su internet per cultura di tutti anch'io me ne avvalgo per ambientare la nostra storia. ( evitandomi di fare un lavoro gia' ottimamente fatto che probabilmente non saprei fare con la medesima competenza )

Per fedelta' al testo riporto a fondo pagina la cronologia completa ( da cui questo estratto ) che copre il periodo ben piu' vasto che va dal 1400 all'eta' napoleonica e il curriculum del professore

--------------------------------------------------------------------------------------

 

 

SCENARIO STORICO  Storia cronologica della Toscana 1400---1434

 

 

Il trecento e' un secolo tumultuoso pieno di avvenimenti , di lotte sociali , pieno di guerre :

E' il secolo che sancisce la fine dell'esercito cittadino e l'uso di eserciti mercenari

Un secolo apertosi con le lotte fra Bianchi e Neri che avra' vittima illustre Dante Alighieri

che vede la discesa di Arrigo VII , vede le lotte contro Castruccio Castracani , contro Uguccione della Fagiola , la guerra continua contro Pisa , la guerra contro il Papa

In particolare il trecento e' il secolo caratterizzato dalla dura lotta per resistere al tentativo di espansione viscontea : il sogno di Gian Galeazzo Visconti di costruire un forte stato unitario sotto il suo dominio a somiglianza di cio' che stava avvenendo in Francia

E' il secolo in cui si forgia il concetto di " Libertas fiorentina " che avra' in Coluccio Salutati il propagatore

Dove si ha la presa del potere da parte dei Ciompi : atto di valenza rivoluzionaria che esalta la coscienza del problema sociale ma anche la mancanza di progetto politico da parte del proletariato fiorentino

Un secolo quindi caratterizzato da conflitti sociali e da regimi democratici contrapposti ai regimi oligarchici : con il tramonto della democrazia e l' insediamento al potere di una forte oligarchia

E' anche il secolo in cui si pone fondamento al Rinascimento con la riscoperta della cultura e dei valori del mondo romano

Roma di cui ora Firenze si ritiene la piu' degna erede

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fine del regimento degli Albizzi

 

Da " Dal comune alla Signoria " di Gene Brucker

Un bilancio

In contrasto con i periodi di crisi precedenti - negli anni 1390, nel 1402 ,nel 1411-1414 , il regime fiorentino negli anni 1420 sembrava molto forte e stabile. Era sopravvissuto ad una serie di sfide e di scontri gravi, all'interno e all'estero. Fino allo scoppio del conflitto con Lucca nel 1429, il dissenso interno era stato sporadico e disorganizzato, limitato per lo piú alle lamentele sulle iniquità fiscali e sulla cattiva conduzione della guerra milanese. Gli esuli fiorentini non pensavano piú di rovesciare il regime con la forza; al contrario, chiedevano umilmente alla Signoria di cancellare i loro bandi e ridare loro i diritti politici. La campagna era tranquilla. Questo regime era stato rafforzato dall'estensione della burocrazia; dalla concentrazione dell'autorità nelle magistrature-chiave quali gli Otto di Guardia, dallo stimolo dell'orgoglio CiViCO Il processo di costruzione dello Stato era ancora ben lungí dall'essere completato negli anni 1420, ma la tendenza alla centralizzazione politica si era affermata decisamente. L'istituzione del catasto nel 1427 fu probabilmente l'avvenimento piú importante in questo senso: un sogno burocratico che, a dispetto di molte imperfezioni e inadeguatezze, divenne una realtà

Un importante punto di forza di questo regime era la sua longevità, la sua durata. 1 fiorentini potevano dichiarare con orgoglio, nel 1420, che il loro governo era sopravvissuto, senza mutamenti di rilievo nella sua costituzione o della leadershíp, piú di ogni altra repubblica nella penisola eccetto Venezia. Il circolo piú interno era formato da statisti esperti, reclutati il larga misura, ma non esclusivamente dalle grandi famiglie, che avevano dedicato gran parte della loro vita al servizio del governo. Questi leaders non erano oligarchicí; non "dominavano" Firenze. Erano le persone piú influenti in un elettorato ampio e socialmente composito. Centinaia di cittadini fiorentini - artigiani e dettaglianti, notai e medici, mercanti e rentiers occupavano le magistrature, le cariche nel territorio, ed anche i consigli legislativi. Dovevano essere persuasí ad appoggiare le scelte politiche fatte dalla leadershíp o dalla maggioranza di essa. Anche se i membri dell'élite erano naturalmente interessati al mantenimento della loro posizíone politica e sociale e dei loro interessi economici, dovevano prestare attenzione alle necessità ed alle preoccupazioni della comunità píú ampia, il popolo. Anche il benessere dei piú poveri i lavoratori urbani meno abbienti ed i residenti nel territorio richiedeva la loro attenzione. Questi statisti compresero che la sicurezza di Firenze dipendeva dal lavoro e dai contributi fiscali di quei gruppi che non erano rappresentati nel reggimento.

Lo stile politico di quest'élite emerge con grande chiarezza dai documenti che registrano le discussioni. Questi statisti erano molto patriottíci; ritenevano che il loro governo fosse il migliore governo umano possibile, degno successore della repubblica romana. Accettavano di buon grado la necessità dei sacrifici - di tempo, di energie, di denaro - per mantenere quella libertà che tante altre comunità italiane avevano perduto. I loro dibattiti erano una caratteristica fondamentale del loro sistema politico: il mezzo attraverso cui si potevano esprimere diversi punti di vista, e si poteva giungere ad un accordo oppure indurre i dissenzienti ad accettare la volontà della maggioranza. Negli anni 1420 gli statisti fiorentini avevano imparato a parlare con eloquenza e a discutere i problemi politici in modo analitico. Erano in grado di dipanare le complicazioni di un problema politico e cogliere i legami tra i suoi diversi aspetti. Compresero ad esempio che per vincere una guerra era necessario avere maggiori risorse di denaro e di uomini, ma compresero anche l'importanza dell'elemento umano: le ambizioni, le speranze, i timori dei leaders; il morale dei cittadini e dei sudditi. Le registrazioni dei loro dibattiti suggeriscono che avevano una maggiore capacità d'analisi della realtà politica rispetto ai loro padri ed ai loro nonni, in particolare nel riconoscere i loro limiti. L'esperienza aveva insegnato loro che la ricchezza di Firenze non era inesauribile, che non potevano combattere guerre all'infinito, che dovevano limitare le loro ambizioni ímperialistíche.Questa generazione di statisti aveva ricevuto un'eccellente educazione politica.

Dunque come si può spiegare il crollo di un regime che aveva notevoli risorse, un forte appoggio da parte dei cittadini, una leadership intelligente ed esperta? Gli oneri fiscali della guerra con Milano sono l'aspetto piú evidente, se non il piú importante, di questo processo che portò alla disintegrazione politica. Quando cominciarono le ostilità nel 1423, il fisco fiorentino era in una condizione precaria; richiedeva un flusso costante di prestiti forzosí per far fronte alle necessità. Ma le entrate declinavano progressivamente e le autorità fiscali furono costrette a prendere denaro a prestito da privati cittadini ad alti saggi di interesse, aggravando cosí la questione fiscale. Le autorità cercarono con tutti i mezzi disponibili di ottenere dai cittadini piú soldi.

Imposero addirittura la pena di morte per certi evasori, sperando di convincere gli altri a pagare le loro tasse 145. Ma questi mezzi drastící furono altrettanto inefficaci degli appelli patriottici o dei tentativi sporadici di aumentare le entrate cancellando o riducendo le pene per i mancati pagamenti. 1 documenti dei tribunali criminali dal 1427 al 1434 sono pieni di sentenze contro centinaia di fiorentini, ricchi e poveri, che non potevano pagare quanto stabilito dal catasto ed erano dunque passibili di multe e della confisca delle loro proprietà 141.

1 costi della guerra con Milano esaurirono la ricchezza di Firenze in un momento in cui l'economia stagnante non poteva ricostituirla. Soltanto un pugno di ricchi banchieri - Cosimo de' Medici ed Andrea de' Pazzi, ad esempio - accrebbe la sua fortune in questi anni; la maggioranza dei cittadini ricchi, come Palla Strozzí,, vide diminuire la propria ricchezza, con i prestiti forzosi e il catasto, i debiti insoluti, le devastazioni delle loro proprietà alla frontiera lucchese . Il capitale per gli investimenti era scarso e costoso, poiché molto denaro era requisito dallo Stato. Nelle botteghe di tessuti e nell'industria delle costruzioni vi era molta disoccupazione, dato che diminuirono le costruzioni civili, ecclesíastiche e private. Molti artigiani e lavoratori erano indigenti, come il pittore Mariotto di Crístoforo che scrisse alle autorità fiscalí nel 1432 "la mia arte non fa nulla e la vole pace e non guerra, ed ò sei bocche a reggere, non posso piú". Come altri residenti poveri, Maríotto avrebbe avuto dífficoltà ad ottenere denaro dai prestatori su pegno: persino la fine del bando contro gli usurai ebrei nel 1430 non alleviò immediatamente la carenza di crediti

Due eventi politici nei tardi anni 1420 possono essere ricondotti direttamente alla crisi economica: la marea crescente di critiche alla leadership del regime per la mancata conclusione della guerra milanese (e piú tardi del conflitto lucchese); e l'intensificazione della concorrenza per le cariche salariate. La lotta per vincere gli scrutini, che era stata una fonte perenne di discordie nella vita politica fiorentina, diventò allora ancora piú aspra per la diminuzione di profitti e patrimoni. Questa concorrenza frenetica per le cariche contribuí in misura rilevante alla formazione delle fazioni dopo il 1426 , e può anche aver rafforzato la solidarietà nelle famiglie, i cui membri avevano bisogno piú disperatamente che mai dell'appoggio dei parenti cosí come degli amici e dei vicini per ottenere la maggioranza negli scrutini decisivi,,'. Oltre a far eleggere parenti, amici e clienti i politici cercavano di ostacolare la candidatura dei rivali prima che si tenessero gli scrutini ed anche dopo. Molte accuse di íneleggibilità e cattiva condotta presentate ai Conservatori delle Leggi erano ispirate dalla rivalità tra fazioni. 1 funzionari trovati colpevoli di comportamento illegale, di non aver pagato le loro tasse o di essere troppo giovani o illegittimi, erano esclusi da tutte le magistrature Venivano cosí privati di entrate ed onori che potevano essere ottenuti dai loro rivali politici.

In tutta la sua storia il regime fu perseguitato da due tipi di scontri interni: primo, una continua tensione tra la Signoria (influenzata se non dominata dall'élíte) ed i consigli legislativi, che riflettevano gli interessi politici degli artígiani; secondo, la lotta per la supremazia all'interno dell'élite, e tra le famiglie in essa presenti. Gli scontri tra la leadership e la comunità delle arti diventavano sempre piú aspri in tempo di guerra. Si possono misurare con precisione in base alla resistenza legislativa all'imposizione di prestiti forzosí o di misure per realizzare riforme fiscali o elettorali. I consiglieri poterono esprimere il loro giudizio negativo sull'amministrazione della guerra milanese, e poi della campagna contro Lucca, soltanto votando contro ogni provvedimento che imponeva una nuova tassa o stabiliva qualche intrusione burocratica nella loro vita. In certi momenti critici - ad esempio, nell'inverno e nella primavera del 1433 - questa opposizione non veniva affatto superata dagli appelli dei priori e dei collegi, che dovevano aspettare fino all'insediamento di un nuovo gruppo di consiglieri per emanare leggi importanti'". Questa resistenza alla leadership era tanto decisa che alcuni statisti possono in effetti aver contemplato una riforma sostanziale della costituzione, come pensava Cavalcanti, per ridurre la rappresentanza di quei dissidenti nei consigli e nelle magistrature.

Frustrati dalla loro incapacità "di mettere ordine nel comune"i leader del regime sfogavano la loro rabbia l'uno sull'altro. Alcuni criticavano i loro colleghi per aver coinvolto la repubblica nella guerra con Visconti nel 1423; "Se nostri affari fossero stati amministrati con prudenza, non avremmo dovuto combattere", disse il partigiano dei Medici Doffo Arnolfì nel 1426 . 1 disastri della campagna lucchese convinsero molti che la repubblica era governata da traditori. La fiducia necessaria per mettere in atto questa linea si dissolse in questa atmosfera avvelenata. I cittadini cominciarono a fare molto piú conto sui loro legami privati, perché non credevano piú che la leadershíp governasse con intelligenza e proteggesse sia il benessere della comunità sia il loro. Mentre le fazioni crescevano di numero e di forza, i cittadini non allineati, indipendenti, perdevano influenza e prestigio. Nessuno nel regime aveva l'au"torítà e l'astuzia di Maso degli Albízzi, che aveva avuto un ruolo determinante nel salvare il regime nel 1414 e nel 1415. Rinaldo aveva ereditato il ruolo del padre di capo nominale, ma non possedeva le capacita politiche di Maso, la sua capacità di riconciliare punti di vista divergenti, il suo fine senso dell'opportunità. Eccetto Cosimo de' Medici e Neri di Gino Capponi, i leaders che avevano sostituito i loro padri nell'élite - Govanni di Rinaldo Gianfigliazzi, jacopo di Piero Baroncelli, Carlo di Francesco Federighí, Niccolò di Bartolomeo Valori - non erano dotati degli stessi talenti eccezionali. Né i superstiti della generazione di Maso - Niccolò da Uzzano, Lorenzo Rídolfi, Agnolo Pandolfini, Niccolò Barbadori, Piero Bonciani - erano in grado di fornire una leadership adeguata, forse perché erano "vecchí e tardi", forse perché la loro reputazíone si era deteriorata per la presunta cattiva gestione della guerra milanese.

Tuttavia il regime avrebbe ancora potuto superare queste difficoltà se non si fosse imbarcato nell'avventura lucchese. Questa decisione si rivelò fatale, La ribellione di Volterra nel 1429 fu la prima di una serie di sollevazioni che scoppiarono in tutto il territorio: ad Arezzo, lungo la frontiera con Síena, nel contado pisano e nella regione adiacente a Lucca. 1 documenti dei tribunali criminali dal 1429 al 1434 contengono una lunga serie di condanne contro i residenti del territorio che avevano progettato o partecipato ad una ribellione . Vi è un pari numero di sentenze di morte contro funzionari fiorentini che avevano il comando di piazze fortificate che erano state catturate dal nemico o abbandonate ad esso"'. 1 priori erano sommersi da petizioni che chiedevano che alcuni individui venissero dichiarati magnati per aver commesso presunti delitti contro i popolani. I banchieri facoltosi venivano denunciati per aver nascosto la loro ricchezza al fine di non pagare le tasse, e per aver guadagnato profitti enormí con i prestiti a breve termine al tesoro . Accuse di condotta illecita vennero mosse contro vicari e castellani nel territorio, persino contro gli Otto di Guardia e la Signoria del luglio-agosto 1433 . L'espulsione dei Medici nel novembre di quell'anno non placò coloro che criticavano i funzionari. Quando un fabbricante di tessuti, Francesco Buti, seppe che Bernardo Guadagni, un leader della fazione nemica dei Medici, aveva ottenuto la capitaneria di Pisa, gridò "Ladri! Quelli [i membri della nuova balía] agiscono assai bene per loro stessi, e possono addirittura dividersi le entrate del Ponte Vecchio, cosí come si sono divisi i vestiti di Cristo! ". Un beccaio di nome Andrea di Francesco fu multato di 100 lire dagli Otto di Guardia (novembre 1433) per aver pronunciato queste parole profetiche: "Male che se Cosimo fusse tra noi, si voleva mandare per lui e salariarlo doppiamente non che averlo cacciato, che non fu mai il maggior male. Et questo stato non e possibile che basti, et che non durerebbe. Starai a vedere che inanzí che sia uno anno le cose anderanno altrimenti, che debbono reggere e mercatanti, non costoro" .

Molti artigiani, quali Francesco Buti ed Andrea il beccaio, erano favorevoli ai Medici, ma né al momento dell'espulsione di costoro, né durante i disordini che seguirono al loro ritorno, essi parteciparono attivamente agli eventi che determinarono il futuro politico di Firenze. Il vecchio grido di Battaglia, "Viva il popolo e le arti", non risuonò in città durante queste crisi; lo spirito corporativo, che aveva animato gli artigiani ed i residenti del gonfalone nel quattordicesimo secolo, era moribondo. Gli elementi dinamici della vita politica fiorentina all'inízio del decennio 1430 erano le fazioni. Dopo il ritorno dei Medici nel settembre del 1434, i leaders del partito degli Albizzi radunarono i loro sostenitori nella piazza di Sant'Apollinare. Da un gruppo iniziale di 150 uomini armati, la banda crebbe fino a 500 persone e quindi (se dobbiamo credere alla testimonianza di Ugolino Martelli) a piú di un migliaio. Invece di attaccare il palazzo della Signoria, dove i priori erano difesi da un contingente di 500 soldati, la brigata degli Albizzí attaccò la casa dei Martelli, i quali erano ferventi sostenitori dei Medici 161. Ma con il fallimento dell'assalto il trionfo della fazione Medici diventò sicuro

 

 

 

Signoria che pone fine al regime degli Albizzi e richiama Cosimo Medici

 

Entrati a di primo di settembre et finiti a di ultimo d’ottobre 1434

 

Quartiere di Santo spirito

Lucha di Bonaccorso Pitti

Giovanni di Micho Capponi

 

Quartiere di Santa Croce

Pero di Dino di Pero cartolaio

Fabbiano d’Antonio Martini becchaio

 

Quartiere di Santa Maria Novella

Simone di Francesco Ghuiducci

Tommaso d’Antonio di ser Tommaso Redditi

 

Quartiere di San Giovanni

Neri di Domenicho Bartolini

Baldassarre d’Antonio di Santi

 

Gonfaloniere di giustitia : Ser Giovanni di ser Bindo Chardi , Quartiere Santa Croce

 

 

 

 

 

 

BALIA CHE RICHIAMA COSIMO DEI MEDICI

 

+++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

 Come si fecero gli uomini della Balia, e chi e' furono (come vedrete a Quartiere a Quartiere ordinatamente scrítti) ; i quali nominatamente furono letti da ser Filippo Peruzzi, notaio delle Riformagioni.

 

Nel Quartiere di Santo Spirito:

 

Astorre di Niccolò di Gherardino Gianni; Andrea di Lapaccio de' Bardi. Lorenzodi Giovanni Grasso; Giovanni di ser Falcone Falconi; Lutozzo di Jacopo Nasi; Giovanni di Barduccio di Cherichino; Bernardo di Uguccione Lippi; Francesco d'Andrea Quaratesi; Jacopo di Luca Ridolfi; Daniello di Luigi Canigiani; Mariotto di Mariotto Banchi ; Bernardo d'Antonio da Uzzano., Castello di Piero Quaratesi, Giovanni d'Amerigo Benci; Bernardo di Francesco Canigiani; Ubertino d'Andrea de' Bardi; Nero di Filippo, rigattiere; Schiatta d'Uberto Ridolfi; Guido di Tommaso Deti; Giovanni di Tommaso Corbinelli; Piero di messer Luigi Guicciardini; Tommaso di Bartolommeo Barbadoro; Sandro di Giovanni Biliotti; Neri di Gino Capponi; Donato di Michele Velluti; Paolo di Giannozzo Vettori; Mariotto di Francesco Segni; Giovanni di Buoninsegna Machiavelli; Antonio di Piero Benizii; Domenico di Francesco Sapiti; Rinieri di Cristofano del Pace; Batista di Niccolò Guicciardini; Francesco di Guidetto Guidetti; Alesso di Gherardo Doni; Giovannozzo di Francesco Pitti; Antonio di Giovanni Barbadoro, Francesco di Tommaso Giovanni; Antonio di Ridolfo Lotti; Antonio di Bartolommeo Corbinelli; Lorenzo di Filippo Machiavelli; Foresta di Giovanni Foresi; Antonio di Giovanni Benci; Piero di Chino Lippi; Francesco del Buono, beccaio; Corso di Lorenzo, oliandolo; Niccolò di jacopo di Nome; messer Lorenzo d'Antonio Ridolfi; Luca di Ghirigoro Ubertini; Bartolommeo di Jacopo Ridolfi; Niccolò di Fecino Dietifeci; Antonio di Lotteringo Boverelli, Niccolajo di Giovannozzo Biliotti; Piero di Noferi Buonaccorsi; Agostino di Piero Martini; Mariotto di Ghinozzo Lippi; Piero di Goro del Benino; Bartolommeo di Bertoldo Corsini; Francesco di Niccolò del Benino; Giovanni di Stefano Corsini; Giovanni di Bartolo Strada; Pazzino di Giovanni Cicciaporci; Ruberto di Buonaccorso Pitti; Bugliaffo di Filippo del Bugliaffo; Tommaso di Luigi Pitti; Piero di Lorenzo d'Angiolino; Bartolommeo di Giovanni di Michelozzo; Giuliano di Cristofano, legnaíuolo; Antonio di Fantone Fantoni; Sandro del Rosso, fornaciaio; Angiolino d'Angiolino, pezzaio; Agnolo di Neri di messer Andrea Vettori; Simone di Giorgio Formiconi; Cino di Luca di Cino; Niccolò d'Agnolo Serragli; Zanobi di Niccolò Capponi; Felice di Michele Brancacci; Orsino di Lanfiedino Lanfredini; Antonio di Scarlatto di Nuto, Banco di Niccolò di Bencivenni; Bernardo di Pegolotto Balducci; Giorgio di Piero Serragli. Giovanni di Lorenzo Zampalochi; Giannozzo di Bernardo Manetti; Amerigo di Matteo dello Scelto; Piero di Francesco -Marchi; Ruberto di Giovanni Borsi; Niccolò di Lorenzo Soderini; Raffaello di Bernardo Bonsi; Niccola di Piero Capponi; Giovanni di Guido Rinucci; Niccolò d'Aringo di Corso; Giuliano d'Agostino di Como.

 

Nel Quartiere di Santa Croce:

 

Andrea di Salvestro Nardi; Taddeo di Giovanni dell'Antella; Tommaso di Scolajo Ciacchi; Noferi di Salvestro Cennini; Antonio di Niccolò Castellani; Tommaso di Niccolajo Ciampoleschi Cavalcanti; Giovanni di Piero Baroncelli; Doffo di Giovanni Arnolfi; Francesco di Cionaccio Baroncelli; Mariano di Stefano di Nese; messer Tommaso di jacopo Salvetti; maestro Galileo di Giovanni Galilei , Bernardo di Zanobi di ser Gello, Santi di Giovanni di ser Bartolo; Zanobi di Cocco Donati; Sinibaldo di'Pilippo da Carmignano; Domenico di Niccolò Magaldi; Antonio di Lionardo Raffacani; Duccio di Taddeo Mancini; Francesco di Cino Rinuccini; Risalito di jacopo Risaliti; Francesco di Mariano Simoni; Francesco di Francesco Berlinghieri; Luca di Matteo da Panzano; Guido di Bese Magalotti; Zanobi di Giovanni Bucelli; Andreuolo di Niccolò Sacchetti; Lodovico di Salvestro Ceffini; Lodovico di Lorenzo Benvenuti; Gualterotto di lacopo Riccialbani; Giovanni del maestro Cristofano di Giorgio; Cocco di Niccolò di Cocco; Domenico di Tommaso Borghini; Antonio di Giovanni di Bartolo Grazia: Giovanni dei Zaccheria di jacopo; Rinieri di Niccolò' Peruzzi; Simone di Mariotto Orlandini; Niccolò di Francesco Busini; Bartolo di Diomenico Corsi; Bartolommeo di Gian Morelli; Paolo di Zanobi da Ghiacceto; Giovanni di Lionardo jacopi; Francesco di Guerriante Bagnesi; Antonio di Salvestro di ser Ristoro; Riccardo di Niccolò Fagni; Lorenzo d'Antonio Spinelli lacopo del Bellaccino del Bellaccio; Buonsignore di Niccolò Spinelli; Francesco d'Altobianco degli Alberti. Bernardo di Nofri Mellini; Vieri di Filippo di Bancozzo; Bastiano di Matteo d'Antonio Martini; Rustico di Giovanni Pepi; Antonio di Francesco Mellini; Francesco di Simone di ser Piero della Fìoraja; Ambrogio di Francesco del Verzino; Andrea di Simone, calderaio; ; Lodovico di Cristoforo Cerrini; messer Albizzo di Cocchi Albergotti; ser Lorenzo Pagoli, per proconsolo; ser Giovanni di Dino Peri; Andrea di Niccolò Giugni; Giovanni di messer Forese Salviati; Noferi di Buondì del Caccia; Giovanni di Domenico Giugni; Michele di Salvadore del Caccia; Alamanno di messer jacopo Salviati; Bernardo di Bartolommeo Gherardi; Giovanni di Lapo Niccolini: Bernardo di Filippo Giugni; Lodovico di Cece da Verrazzano; Giovanni di Niccòlò Covoni; Giuliano d'Americo Zati; Attaviano di Piero Geríni; Francesco di Cambio Orlandi, Luigi di Francesco Lioni; Vanni di Niccolò di ser Vanni; Zanobi di jacopo di ser Francesco; Francesco di Bernardo Galluzzi; Bartolommeo di Matteo, calderaio; Andrea di Lapo Guardi; Giovanni di Miniato di Dino, correggiaio.

 

Nel Quartiere di Santa Maria Novella:

 

Carlo di Gagliardo Boncíani; Lionardo di Marco Fantoni; Gíovanni di Simone di messer Tommaso Altoviti; Neri di ser Viviano; Niccolò di Giovanni Carducci; Oddo di Vieri Altoviti; Antonio di Piero di Lapozzo; Niccolò d'Andrea Carducci; Mariotto di Niccolò Baldovinetti; Zanobi di Lodovico della Badessa; Zanobi di Bartolommeo de' Nobili; Lorenzo di messer Andrea da Montebuoni; Lionardo di ser Viviano; Guido di Soletto Baldovinetti; Paolo di Niccolò Ciuti; Pierozzo di Giovanni di Luca, pezzaio; Francesco d'Antonio di ser Tommaso Redditi; messer Marcello di Strozza degli Strozzi; messer Giuliano di Niccolajo Davanzati; Lorenzo di Piero di Lenzo; Cante di Giovanni Compagni; Luigi d'Alessandro di ser Lamberto; Lottieri di Davanzato Davanzati; Francesco di messer Rinaldo Gianfigliazzi, Guglielmino d'Agnolo degli Spini; Niccolò dì Giovanni di Bartolo di Mare; Giovanni di Simone Vespucci; Nastagio di Simone Guiducci; Giovanni di Domenico Bartoli; Giovanni di Betto Rustichi; Antonio di Dino Canacci; Chimento di Cipriano di ser Nigi; Giuntino di Guido di Giuntino; Betto di Signorino di Manno; Giovanni di Piero, detto Crocetta; Piero di jacopo Ardinghelli; Lionardo di Bartolommeo Bartolini; jacopo di Dino di messer Guccio; Niccolò di Giuliano del Forese; Andrea di Stagio, cofanaio; Brancazio di Michele di Feo Dini; messer Palla di Nofri degli Strozzi; messer Palla di messer Palla degli Strozzi; Paolo di Vanni Rucellai; Giovanni d'Andrea Minerbetti; Niccolò di Piero Popoleschi; Giovanni di ser Luca Franceschi; Manno di Giovanni di Temperano; Marco di Bartolommeo Buonavolti; Piero di Brancazio Rucellai, Piero di Cardinale Rucellai; Matteo di Buonaccorso Berardi; Bartolommeo'd'Antonio del Vigna; Andrea di Tommaso Minerbetti; Federigo di jacopo Federighi; Guerriante di Giovanni, orafo; Domenico di Tano, coltriciaio; Brunetti di Domenico, beccaio; Antonio di Domenico, armaiuolo; Giuliano di Particino, albergatore; messer Piero di Leonardo Beccanugi; Francesco di messer Simone Tornabuoni; Francesco di Francesco di Pierozzo della Luna; Ugolino di jacopo Mazzinghi; Domenico di Lionardo di Buoninsegna; Niccolò di Tommaso Malegonnelle; Agnolo di Bindo Vernaccia; Francesco di jacopo Ventura; Filippo di Benedetto di Lapaccino; Domenico di Matteo di ser Michele; Daniello di Noferi d'Azzo; Bernardo d'Anselmo Anselmi; Giovanni di Giacomino di Goggio Tebalducci; Andrea di Segnino Baldesi; Simone di Salvestro Gondi, Niccolò d'Ainolfo Popoleschi; Niccolò di Pagolo Bordoni; Luigi di Zanobi di Lapaccino del Toso, Angiolo di Paolone, linaiuolo; Francesco dello Strinato; Antonio di lacopo di Monte.

 

Nel Quartiere di San Giovanni.

 

Messer Zanobi di lacopo Guasconi; Lorenzo d'Andrea di messer Ugo della Stufa; Piero di Francesco di ser Gino; Andrea di Rinaldo Rondinelli; Aldobrandino di Giorgio d'Aldobrandino del Nero; Nuccio di Benintendi Solosmei, Antonio di ser Tommaso Masi; Niccolò di Francesco Cambini; jacopo di Giorgio d'Aldobrandino; Bernardo d'Antonio de' Medici; Ugolino di Niccolò Martelli; Andrea di Sinìbaldo da Sommaja; Dietisalvi di Nerone di Nigi; Antonio di ser Lodovico della Casa; Stefano di Nello di ser Bartolommeo di ser Nello; Bernardo di jacopo di ser Francesco Ciai; Simone di Guerriante, beccaio; Banco di Simone, rigattiere; Niccolò di Zanobi di Buonvanni; messer Bartolommeo di Giovanni Orlandini; Antonio di Bernardo di Ligi; Piero di Bartolommeo Pecori; Berto di Zanobi Carnesecchi; Niccolò di messer Baldo della Tosa; Simone di Paolo Carnesecchi; Filippo del Migliore di Giunta; Giovanni di Filippo di Barone Cappelli; Branca di Domenico Bartolini; Gusmè d'Antonio di Sànti; Ruberto del Mancino Sostegni; Bono di Benincasa Ristori; Niccolò di Luca Cambi; Niccolò di Matteo Cerretani; Antonio di Migliore Guidotti; Borgo di Borgo Rinaldi; Giovanni d'Antonio Lorini; Bartolommeo di Giovanni Giani; Andrea di Nofri, lastraiuolo; Bartolommeo di jacopo Casini; Giovanni di Baroncíno, spadaio, Bono di Giovanni Boni, messer Guglielmo di Francesco Tanagli; Antonio di Tedice degli Albizzi; Giuliano di Tommaso di Guccio; Berto di Francesco da Filicaja; Andrea di Guglielmino de' Pazzi; Niccolò di Bardo Rittafè; Luca di messer Maso degli Albizzi; Niccolò di Francesco Giraldi; Uberto di Jacopo Arrighi, Niccolò di Gentile degli Albizzi; Niccolò di Bartolommeo Valori; Antonio di Luca di Manetto da Filicaja; Carlo d'Angiolo di Filippo di ser Giovanni; Giovanni di Stagio Barducci; Zanobi di jacopo del Rosso, vaiaio; Bartolommeo d'Ugo degli Alessandri, Francesco di Vieri Guadagni; Tommaso di Geri della Rena; Bartolommeo di ser Benedetto dì ser Lando Fortini; Filippo di Bartolommeo Valori; Matteo di Marco Palmieri. Lorenzo di Benino di Guccio; Benedetto di Piero di Mare, tintore; Mellino Magaldi; Benedetto di Puccino di ser Andrea; Matteo di Neri Fioravanti; messer Francesco di ser Benedetto Marchi; Bianco di Salvestro del maestro Benvenuto, Batista di Doffo Arnolfi; Cresci di Lorenzo di Cresci; Ruberto di Giovanni del Palagio; Carlo di Niccolò Macigni, Francesco di Taddeo di Gian Gherardini; Giovanni di Filippo di Michele da Empoli; Bartolo di Bartolo Tedaldi; Gentile di Ghino Cortigiani; Boccaccio di Niccolò Adímarí; Bartolommeo di Luca Rinieri, Piero di Giovanni de' Ricci; jacopo di Guccio Ghiberti. Noferi di Giovanni diMichele di ser Parente; jacopo di Giovanni Bischerì; Buonámico di Leonardo, corazzaio; Salvestro di Michele Lapi, Benintendi d'Antonio di Puccio del Maestro.

 

Al tutto la Signoria avea disposto il loro primo proposito seguire, e ragunarono tutti gli uomini della Balia, e quelli, coi Collegii, a un grido richiamarono nella sua patria Cosimo de' Medici con tutti gli altri con lui mandati in esilio, non ostante che certi Collegii fussino mal contenti di sì fatto redimento; ma la moltitudine degli uomini che n'erano contenti e queti occuparono in tal modo le coloro non contente volontà, che niente le loro poche fave poterono nuocere a quelle molte della gran Balia. 

 

  

 

Il colpo degli oligarchici ebbe però un effetto ben diverso da quello sperato; la persecuzione contro i Medici eccitò lo zelo dei loro fautori e gli insuccessi dei Fiorentini in guerra vennero attribuiti all'esilio di Cosimo, sicché, poco tempo dopo il bando, una nuova signoria formata da fautori dei Medici richiamò Cosimo in patria (1434). Rinaldo degli Albizi tentò di reagire con le armi, ma fu indotto a desistere dall'intervento pacificatore del papa Eugenio IV (1431-47).

 

 

Il regime creato nel 1434 da Cosimo de' Medici e dai suoi alleati era strettamente simile a quello che lo aveva preceduto. Tranne alcuni cambiamenti della procedura elettorale, per garantire il controllo delle cariche da parte dei Medici, il sistema costituzionale del vecchio regime fu lasciato intatto"'. Un altro elemento di continuità era la base sociale del governo dei Medici: la stessa coalizíone di famiglie vecchie e influenti, eliminati i partigiani Albizzi-Peruzzi, e con un certo numero di famiglie nuove che avevano appoggiato attivamente i Medici prima del 1434. Cosimo ed i suoi amici píú vicini formavano l'élíte del reggímento, anche se l'influenza di Cosímo nelle scelte politiche, in particolare negli affari esteri, era maggiore di quella di cui avevano goduto gli statisti in passato. Ma i metodi e le tecniche di governo erano molto simili a quelli sviluppati da Maso degli Albizzi, Rinaldo Gianfigliazzi, Niccolò da Uzzano ed i loro colleghi nei primi anni del Quattrocento. Avevano creato il sistema che avrebbe retto Fírenze per un secolo.

 

 

 

 

 

Da Gene Adam Brucker Firenze l'impero del fiorino

…..Se i nemici di Cosimo lo avessero ucciso quando lo avevano avuto in loro potere , nel settembre 1433 , la posizione della sua famiglia nella storia fiorentina sarebbe rimasta oscura come nei due secoli precedenti .Prima del 1400 nulla distingueva i Medici da centinaia di altre famiglie di analoghe origini e condizione sociale .Loro membri avevano ricoperto alte cariche fin dalla seconda meta' del duecento ; erano attivi come mercanti , banchieri , industriali tessili , si imparentavano con altre famiglie del loro quartiere ( San Giovanni , fra il mercato vecchio e la chiesa di San Lorenzo). Essendo un grande casato suddiviso in diversi rami e comprendente dalle venti alle trenta famiglie , i medici non erano politicamente e socialmente uniti come invece per esempio i Castellani e i Peruzzi. Fra il 1390 e i primi del 1400 alcuni Medici furono coinvolti in cospirazioni contro il regime .Antonio fu condannato a morte per tradimento (1397) e diversi altri furono privati del diritto di accedere alle cariche pubbliche . Ma la famiglia ritorno' in auge  dopo il 1410 quando Giovanni di Bicci dei Medici divenne uno dei piu' ricchi banchieri della citta' , con stretti legami con la Curia romana . Pur evitando con cura di mettersi politicamente in vista , Giovanni creo' una potente coalizione di parenti , amici e clienti , che rimasero fedeli al figlio Cosimo dopo la sua morte nel 1429……………….

 

 

 

 

 

 

Quindi i Carnesecchi fiorentini a cavallo del quattrocento erano pochi in numero , alcuni di loro erano politicamente influenti .

in modo particolare i Grazini , avevano un posto politico di rilievo nella politica fiorentina che aveva in Maso degli Albizzi , Niccolo' da Uzzano , e Gino Capponi i suoi principali rappresentanti

E' quindi in un certo modo falso che l'ascesa dei Carnesecchi ai vertici politici sia iniziata col regime mediceo

La presenza dei Carnesecchi nell'agone politico e' in un certo qual modo poco appariscente perche' stiamo parlando in tutto di una decina di maschi adulti

Legami parentali , commerciali ed ideologici univano pero' i Carnesecchi ai Medici . Zanobi era sposato con Zebaina di Manetto dei Medici , Paolo aveva rapporti commerciali con Vieri e con Cosimo il vecchio.

Bernardo figlio di Cristofano era intimo amico di Cosimo , nonostante fosse sposato con la figlia di Bonifazio Peruzzi ,tanto da essere uno dei padrini di battesimo di Lorenzo il magnifico.

 

Sarebbe un grossolano errore considerare i Carnesecchi una consorteria , (il concetto di consorteria era un concetto tramontato gia' nel trecento per via della lotta a quanto restava delle consorterie magnatizie ) infatti erano gia' presenti i segni di una differenziazione tra i pochi rami familiari in cui erano divisi.

Luca ad esempio aveva legami molto piu' profondi con Luca da Panzano suo fratello uterino che con gli altri Carnesecchi ……………..

 

I carnesecchi si stanno ora affermando come una delle famiglie principali di Firenze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia cronologica della toscana dal 1434 al 1494

 

 

Su internet ho trovato questo lavoro che penso si debba attribuire a Gaetano Greco professore dell'universita' di Siena.

Visto che e' stato messo su internet per cultura di tutti anch'io me ne avvalgo per ambientare la nostra storia. ( evitandomi di fare un lavoro gia' ottimamente fatto che probabilmente non saprei fare con la medesima competenza )

Per fedelta' al testo riporto a fondo pagina la cronologia completa ( da cui questo estratto ) che copre il periodo ben piu' vasto che va dal 1400 all'eta' napoleonica e il curriculum del professore

--------------------------------------------------------------------------------------

 

 

SCENARIO STORICO  Storia cronologica della Toscana 1434---1494

 

 

 

 

I CARNESECCHI DURANTE IL REGIME MEDICEO

 

 

 

 

vai alla pagina 17  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1434 al 1464 ( Periodo di Cosimo il Vecchio )

vai alle note alle pagine 17  Note al periodo 1434-1464

 

 

dopo la battaglia di Anghiari in cui i viscontei guidati dal Piccinino vengono sconfitti Firenze allarga i suoi domini al Casentino e alla Val Tiberina

Una piccola battaglia ha effetti territorialmente imponenti

 

 

vai alla pagina 18  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1464 al 1469 ( Periodo di Piero de Medici )

vai alla pagina 19  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1469 al 1492 ( Periodo di Lorenzo de Medici )

vai alla pagina 19bis  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1469 al 1492 ( Periodo di Lorenzo de Medici )

vai alla pagina 19ter  I Carnesecchi nel Catasto del 1469

vai alle note alla pagina 19  Note al periodo 1469-1492

 

 

 

UN INFLUENTE MERCANTE E BANCHIERE DEL PERIODO MEDICEO

 

Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino Carnesecchi  Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante Carnesecchi  

 

 

 

UN ALTRO RICCO ED INFLUENTE MERCANTE DEL PERIODO MEDICEO

 

Francesco di Berto di Zanobi di Berto di Grazino Carnesecchi  ………………….… Francesco di Berto di Zanobi di Berto di Grazino Carnesecchi 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA CADUTA DEL REGIME MEDICEO

 

vai alla pagina 20  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1492 al 1494 ( Periodo di Piero de Medici detto Piero il fatuo)

 

 

 

Documenti fiscali nel periodo

 

storia dei Carnesecchi  Elenco dei Catasti nel quattrocento a Firenze da Ugo Procacci : Uno studio sul Catasto

 

 

 

" ALCUNE NOTE ALLA STORIA DEI CARNESECCHI"

 

vai alla pagina 12ter  Sunto della storia di Firenze negli anni dal 1266 al 1381

 

 

documenti< ………. …………Antichi documenti riguardanti i Carnesecchi

documenti< ………. …………altri antichi documenti riguardanti i Carnesecchi

 

 

 

 

SQUARCI DI VITA

 

 

Ricerca genealogica a Firenze………Documenti fiscali ,Catasti , Censimenti a Firenze ad uso ricerca genealogica

 

Economia medioevale e rinascimentale…………………L'incredibile modernita' dell'uomo d'affari medioevale

 

Economia medioevale e rinascimentale…………………L'incredibile mobilita' dell'uomo d'affari medioevale

 

 storici…………………………………………Esaltazione di quei ricercatori che si occupano anche di "storia locale"

 

 storia dei Carnesecchi……La Compagnia di Durante di Ricovero nei primi decenni del trecento

 

storia dei Carnesecchi………….Una curiosita' : dei Carnesecca a Mantova agli inizi del trecento

 

storia dei Carnesecchi<  Paolo di Berto :Una girata su una cambiale nel 1386 ( Fonte De Roover:Il banco dei Medici )

 

storia dei Carnesecchi 1424 : Tommasa C. lascia i suoi beni ai figli : al figlio Antonio 50 fiorini in piu' che agli altri perche' studi qualunque scienza gli piaccia ( dr Piccardi )

 

Il figlio di Cristofano di Grazino : Bernardo divenne uno dei piu' importanti mercanti fiorentini del suo tempo. Risiedeva spesso all'estero in particolare a Montpellier

Le sue galere facevano la spola tra Pisa la Francia la Spagna il Portogallo . Era trasportatore , mercante , banchiere

Nel 1429 e' con Rinaldo degli Albizi e Piero Vespucci uno dei firmatari degli accordi commerciali tra il re del Portogallo e la Repubblica di Firenze

Su questo grande mercante non c'e'alcuno studio specifico nonostante la vastita dei suoi commerci

Molto amico di Cosimo de Medici ( padrino di battesimo di Lorenzo il magnifico ) era pero' anche il marito di Cosa di Ridolfo di Bonifazio Peruzzi di cui sara' uno dei fidejussori quando Ridolfo sara' confinato in esilio da Cosimo il vecchio

E' lui il committente del Tabernacolo Carnesecchi di Domenico Veneziano ora alla National Gallery di Londra

 

 

 

 

 

 

 

 

storia dei Carnesecchi…Le galere di Bernardo Carnesecchi da Pisa alle coste della Francia ,della Spagna, del Portogallo , nei primi anni del quattrocento……

 

compagnie mercantili fiorentine…alcune Compagnie mercantili fiorentine nei primi decenni del quattrocento secondo gli studi dr White

 

storia dei Carnesecchi………………I Carnesecchi in FRANCIA ( CARNESEQUI ; CARNASEQUI ; CARNESSEQUI ; CARNASEGNI )

 

 

 

ANDREA di BERNARDO di CRISTOFANO e i tornei del periodo mediceo

 

storia dei Carnesecchi…………………………………………………Andrea di Bernardo : I tornei messi in rima …………………

 

Estratto da "L'armeggeria di Bartolomeo Benci "

messa in rima da Filippo Lapaccini (1464)

 

…………………………..

vago, leggiadro, bel, fermo e costante

era Andrea Carnesecchi alto levato

ritto in istaffe sopra 'l suo afferrante,

e da' suo be' sergenti è circundato:

da Giulian Carnesecchi in sul sentiero,

Giovan Ginor non l'ha dimenticato,

Pier Carnesecchi e Francesco di Piero

che non era al seguirlo pigro o tardo,

Filippo di Bernardo tanto altiero.

 

Era Andrea Carnesecchi più gagliardo

col paggio innanzi e col caval coperto,

adorno sì ch'a dir parrei bugiardo.

………………………………

E poi partì col dardo in un momento

e volse a mezzo il corso intorno quello

e brandì quel, passando com'un vento.

……………………………………..

 

 

 

 

 

storia dei Carnesecchi…….Una lettera consegnata da un prete della famiglia Carnesecchi ( don Pellegrino ) al fratello di Amerigo Vespucci a Rodi

 

 

due prigionieri ……Francesco Ferrucci casualmente libera i figli di Bastiano Carnesecchi e di Niccolo’ Machiavelli caduti prigionieri degli imperiali

 

Carnesecchi e Machiavelli……………………………………...Rapporto tra i Carnesecchi e Niccolo’ Machiavelli

 

 

"CARNESECCHI AL FEMMINILE"

 

storia delle donne dei Carnesecchi ………Se e' difficile trovare tracce del vissuto degli uomini ………………

 

storia delle donne dei Carnesecchi ……….Alcune religiose ………………

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

Stemma a Pistoia

 

 

Periodo della Repubblica di Firenze

 

Ruolo politico dei Carnesecchi di Firenze : uffici intrinseci

 

 

 

 

 

GONFALONIERI

 

  1. Berto di Grazino di Durante
  1. Paolo di Berto di Grazino di Durante (1)
  1. Paolo di Berto di Grazino di Durante (2)
  1. Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante (1)
  1. Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante (2)
  1. Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante
  1. Francesco di Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Cristofano di Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante
  1. Paolo di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Piero di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Antonio di Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante

 

 

 PRIORI

 

  1. Durante di Ricovero
  1. Piero di Durante di Ricovero
  1. Braccino di Piero di Durante ( 1 )
  1. Braccino di Piero di Durante ( 2 )
  1. Braccino di Piero di Durante ( 3 )
  1. Filippo di Piero di Durante
  1. Niccolo di Matteo di Durante
  1. Filippo di Piero di Durante ( 2 )
  1. Niccolo di Matteo di Durante ( 2 )
  1. Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 1 )
  1. Giovanni di Niccolo di Matteo di Durante ( 1 )
  1. Paolo di Berto di Grazino di Durante ( 1 )
  1. Cristofano di Berto di Grazino di Durante ( 1 )
  1. Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 2 )
  1. Paolo di Berto di Grazino di Durante ( 2 )
  1. Cristofano di Berto di Grazino di Durante ( 2 )
  1. Giovanni di Niccolo di Matteo di Durante ( 2 )
  1. Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 1 )
  1. Paolo di Berto di Grazino di Durante ( 3 )
  1. Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 2 )
  1. Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 3 )
  1. Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 1 )
  1. Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 2 )
  1. Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante
  1. Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 3 )
  1. Antonio di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Francesco di Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Cristofano di Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante
  1. Piero di Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante
  1. Paolo di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Andrea di Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante
  1. Leonardo di Giovanni di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Matteo di Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 1 )
  1. Piero di Simone di Paolo ( 1 )
  1. Amerigo di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Giuliano di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Pierantonio di Francesco di Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Piero di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante ( 2 )
  1. Bernardo di Francesco di Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Zanobi di Francesco di Berto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Matteo di Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante ( 2 )
  1. Giovanni di Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Antonio di Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Giovanni di Leonardo di Giovanni di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Bernardo di Andrea di Bernardo di Cristofano di Berto di Grazino di Durante
  1. Berto di Matteo di Manetto di Zanobi di Berto di Grazino di Durante
  1. Mariotto di Antonio di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Simone di Piero di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante
  1. Andrea di Paolo di Simone di Paolo di Berto di Grazino di Durante

 

 

 

 

 

 

Gonfalonieri di Giustizia e Priori delle Arti nel periodo 1282 1532 ……: Elenchi dei Gonfalonieri di Giustizia e dei Priori delle Arti

Gonfalonieri di Compagnia e Buonuomini  ………………………………….: Elenchi dei Gonfalonieri di compagnia e dei Buonuomini

Senatori del Ducato e del Granducato di Toscana  ………………………. : Elenchi dei Senatori del Ducato poi Granducato di Toscana

 

Consoli delle Arti nel periodo 1282 1532………………………………….Elenchi dei Carnesecchi Consoli delle Arti 

Otto di Guardia e di Balia  ……………………………………………: Otto di Guardia e di Balia tra i Carnesecchi ( contributo dr Paolo Piccardi )

Buonuomini delle Stinche ……………………………Carnesecchi che hanno svolto la carica di "Buonuomini delle Stinche" ( contributo dr Paolo Piccardi )

 

 

 

Un priorista cinquecentesco pubblicato dalla Orsini De Marzo ……………………………I Carnesecchi in un priorista a famiglie cinquecentesco

 

 

Bibliografia

Viti Paolo e Zaccaria Raffaella Maria

Archivio delle tratte

 

Raveggi Sergio

http://193.205.4.30/fileadmin/uploads/risorse/medievale/fonti_strumenti/raveggi_priori.doc

Il professor Raveggi elenca Priori e Gonfalonieri dalle origini fino al 1343

Vengono identificate le famiglie

 

Barbadoro Bernardino Consigli della Repubblica fiorentina (1301-1315)

In appendice : Priori e Gonfalonieri dal 15 febbraio 1301 al 15 febbraio 1315

Dei Priori e dei Gonfalonieri vengono identificate le famiglie come da "Priorista" Mariani

 

Marchionne di Coppo Stefani

Cronaca Fiorentina

Firenze Libri : memorie italiane studi e testi collana diretta da Giovanni Cherubini ,Giuliano Pinto, Andrea Zorzi

Priori e Gonfalonieri dalle origini all’aprile 1386

+

La cronaca fiorentina compare anche nelle "Delizie degli eruditi toscani"

http://www.carnesecchi.eu/libri.htm

 

 

 

Diario di anonimo fiorentino (1382-1401 )

Alle bocche della Piazza a cura di Anthony Molho e Franek Sznura Leo Olschki editore

 

 

Pagolo di Matteo Petriboni

Matteo di Borgo Rinaldi

Priorista ( 1407-1459 )

Gabriella Battista e Jacqueline Gutwirth

Istituto nazionale di studi sul rinascimento

 

 

 

Edited by David Herlihy, R. Burr Litchfield, Anthony Molho and Roberto Barducci

FLORENTINE RENAISSANCE RESOURCES: Online Tratte of Office Holders 1282-1532

http://www.stg.brown.edu/projects/tratte/

 

 

Ruolo politico dei Carnesecchi di Firenze : uffici estrinseci

 

 

Cortesia di Francesco Bini--palazzo vicariale di Certaldo

 

Il motto nel cartiglio : Dio resiste ai superbi....( Guido Buldrini )

 

 

 

 

 

" Dominio e patronato: Lorenzo dei Medici e la Toscana nel Quattrocento" di PATRIZIA SALVADORI 

La giustizia, era una figura consueta nella vita politica delle citta’ e dei centri maggiori della Toscana , anche prima della dominazione fiorentina . Ma mentre nel periodo precedente il Podesta’ veniva scelto direttamente dalle Magistrature locali , che attingevano a un nucleo di professionisti itineranti , provenienti anche da altri Stati italiani, con la dominazione di Firenze questi ufficiali vennero definitivamente sostituiti da cittadini fiorentini , sprovvisti per lo piu’ di un adeguata preparazione giuridica e appartenenti in buona misura al ristretto nucleo di famiglie che componevano il ceto dirigente urbano (6)

La figura del Rettore si trovava pertanto a operare in quel dualismo di poteri che caratterizzava le formazioni territoriali del Quattrocento, poiche’ l’ufficiale estrinseco doveva da un lato rappresentare il potere centrale nelle zone del dominio , e dall’altro tutelare , secondo l’antica tradizione comunale, gli interessi delle citta’ e dei paesi nei quali ricopriva l’incarico per un breve lasso di tempo.(7)

 

(4) I Salari potevano variare da una somma di 4000 lire al semestre per le cariche di Capitano e Podesta di Pisa ( che avevano al seguito una quarantina di persone ) fino alla somma di 250 lire per le podesterie piu’ piccole; l’importo del salario era stabilito dalla Dominante. ANDREA ZORZI Giusdicenti e operatori pg 520

(6) Sebbene a cavallo tra il XIV e il XV secolo si assista ad un ampliamento del numero complessivo delle famiglie ammesse a tali uffici , di fatto queste cariche soprattutto quelle piu’ importanti , erano concentrate in un ristretto numero di casati . Circa venti famiglie ricoprirono in modo stabile un nutrito numero di incarichi e solo quattro di esse (Rucellai , Carnesecchi , Corsini , Corbinelli ) fecero parte in modo continuativo del vertice. ANDREA ZORZI Giusdicenti e operatori pg 531

 

 

"La trasformazione di un quadro politico. Ricerca su politica e giustizia…." di ANDREA ZORZI

Ne’ contribuirono a migliorare il livello medio di qualita’ dell’esercizio delle giurisdicenze la marginalizzazione delle quote di uffici spettanti agli artigiani e ai membri delle corporazioni minori che nel giro di pochi decenni tra XIV e XV secolo furono ridotte da 1/3 del totale degli uffici estrinseci a ¼ delle sole podesterie minori , in conseguenza della concentrazione del potere , nella seconda meta’ del quattrocento , per esempio su circa 250 gruppi familiari ammessi agli uffici ,il 20% occupo’ mediamente il 46% del totale degli incarichi, con un vertice del 5% di famiglie ( tra le quali sempre presenti Rucellai , Carnesecchi , Corsini , Corbinelli ) che da solo ne copri in media il 18%………………

 

 

Vicari e Podesta'   : Vicari e Podesta'

Vicari e Podesta'   : Vicari e podesta'

Vicari e Podesta   : Vicari e Podesta'

Capitani di Giustizia di Castrocaro    Capitani di Giustizia di Castrocaro : elenco dal 1403 al 1500 : Contributo del dr Cristiano Verna

Podesta di Fiesole    Carnesecchi Podesta' a Fiesole ..……………….Contributo di Roberto Segnini

Vicari e Podesta'    Podesta' e Vicari

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di Lari : Elenchi

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di San Miniato al Tedesco : Elenchi

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di Poppi : Elenchi

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di Pescia : Elenchi

Governatori e Capitani  Livorno : Elenchi ………………………….per la cortesia della dottoressa Serafina Bueti e del personale ASLi

Vicari e Podesta'  I Vicari del Valdarno superiore : Elenchi ………………………………..contributo del conte Massimo Cavalloni

Vicari e Podesta'  Carnesecchi Vicari del Valdarno superiore : Elenchi…………………..contributo del conte Massimo Cavalloni

 

Vicari e Podesta'  Carnesecchi ufficiali nella Valdichiana: …………………..contributo del dr Angelo Gravano - Bardelli

 

missive degli Otto di Pratica ...............Carnesecchi nominati nelle missive degli Otto di Pratica

un affresco nel palazzo dei Vicari di Scarperia ...............tratto dal sito www.piccoligrandimusei.it/VicariOpere.phtml

Vicari di Vicopisano ...............Carnesecchi vicari a Vicopisano

 

 

Annali e Memorie dell' Antica, e Nobile Città di S. Sepolcro Intorno alla ...

Di Pietro Farulli

http://books.google.it/books?id=dAZAAAAAcAAJ&pg=PT2&dq=carnefecchi+sepolcro&hl=it&ei=V37BTurQDcP2sgaS4di-Aw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&sqi=2&ved=0CEIQ6AEwAw#v=onepage&q&f=false

 

Le vite d'uomini illustri fiorentini

Di Filippo Villani,Giammaria Mazzuchelli (conte),Alessandro Goracci

http://books.google.it/books?id=t9TQAAAAMAAJ&pg=PA260&dq=carnesecchi+gasparo&hl=it&ei=JX_BTpmDDo6xhAeG28SeBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&sqi=2&ved=0CDAQ6AEwAA#v=onepage&q=carnesecchi%20gasparo&f=false

 

 

Gonfalonieri di San Sepolcro …………………………………………………… … Gonfalonieri di San Sepolcro ( Arezzo )

Carnesecchi Gonfalonieri a San sepolcro ………………………………Francesco di Gasparo Carnesecchi Gonfaloniere di San Sepolcro

 

 

 

 

 

Castello di Poppi

 

 

 

 

 

 

 

 

Arezzo : Matteo di Maneto di Zanobi Carnesecchi

 

 

Targhe , lapidi , stemmi   ………………… .Targhe , lapidi , stemmi in Toscana

 

 

Targhe , lapidi , stemmi   ………………… una questione interessante : stemmi matrimoniali

 

 

Lapide di Santa Maria Novella ….La lapide di Pero di Durante di Ricovero in Santa Maria Novella : Quasi un albero genealogico

 

 

Arezzo :Palazzo pretorio : foto da internet

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Periodo della Repubblica di Firenze

 

 

Storia dell'arte

 

 

 

E' sempre da tenere in considerazione la forte presenza dei Carnesecchi ai vertici dell'ARTE DEI MEDICI E DEGLI SPEZIALI a cui s'immatricolavano anche i pittori.

Infatti possiamo vedere una costante presenza dei Carnesecchi tra i consoli dell'ARTE .Vedi http://www.stg.brown.edu/projects/tratte

Questo presupponeva conoscenza personale coi pittori ed un eventuale rapporto di committenza privilegiato

 

 

 

 

Tracce   …………Un opera segnalata dalla dottoressa Scalella ; nel quadro lo stemma dei Duranti e dei Peruzzi

 

Anonimo : Madonna e Santi con stemma dei Duranti e dei Peruzzi

 

 

Masolino   ...............Masolino : la Madonna Boni-Carnesecchi o Madonna di Brema ( 1423 )

 

 

 

La madonna Boni - Carnesecchi o Madonna di Brema di Masolino porta la data del 1423 e sulla sinistra di chi guarda si vede lo stemma dei Carnesecchi mentre sulla destra quello dei Boni : probabilmente opera destinata a un matrimonio di un Carnesecchi con una Boni

la scritta : Quanta misericordia e' in Dio---e la data 1423

 

 

 

 

 

 

Paolo di Berto di Grazzino Carnesecchi in Ungheria

 

The Florentine Scolari Family at the Court of Sigismund of Luxemburg in Buda

Katalin Prajda ( European University Institute )

 

http://academia.edu.documents.s3.amazonaws.com/1874407/JEMH_14_6_513-534.pdf

 

http://www.carnesecchi.eu/Ungheriakatalinprajda1.pdf

 

 

 

La presenza di Paolo in Ungheria e' confermata dalla portata del 1427 dei figli di Paolo in cui dichiarano di vantare un credito per gli affari ungheresi del padre

Masolino nel 1425 abbandona la cappella Brancacci per andarsene in Ungheria secondo alcuni chiamato da Pippo Spano

Paolo C. e’ presente in Ungheria da tempo

 

La dimestichezza tra Paolo e Masolino e la presenza di Paolo in Ungheria induce ad esaminare con piu' cura i motivi dell'andata in Ungheria di Masolino

 

 

SULLA MADONNA DI BREMA DI MASOLINO

 

Mi e' parso di capire che nei quadri, stemmi , cassoni matrimoniali lo stemma dell'uomo e' a sinistra di chi guarda quello della donna alla destra di chi guarda

per cui la Madonna di Brema di Masolino ci parla di un matrimonio di un uomo Carnesecchi con una donna dei Boni nel 1423

 

Quel Carnesecchi potrebbe essere Berto di Zanobi di Berto nipote di Paolo Carnesecchi la cui prole e' compatibile con quella data

 

 

 

 

 

 

Santa Maria Novella   …………Tracce dei Carnesecchi

Santa Maria Maggiore   Santa Maria Maggiore descritta da Giuseppe Richa : Notizie istoriche delle chiese fiorentine

Santa Maria Maggiore   Le Cappelle Carnesecchi in Santa Maria Maggiore

Santa Maria Maggiore   La Cappella di Pagolo Carnesecchi : Masaccio , Masolino , Paolo Uccello ;e con alcune considerazioni dei dottori Frosinini e Bellucci

Santa Maria Maggiore   Uno studio del dr Hugh Hudson sulla Cappella Carnesecchi e Paolo Uccello

Masaccio  ……………………………..Il trittico di San Giovenale di Masaccio

Masolino  ……………………………..Il viaggio in Ungheria di Masolino

 

 

 

Masaccio , Masolino : Trittico della capella di Paolo Carnesecchi----ricostruzione della dr.essa Frosinini OPD-Firenze : La Madonna con bambino e' stata rubata negli anni 20

 

 

 

 

 

 

Gentile Sig.re Carnesecchi,

Infatti come scive Lei, i Carnesecchi avevano certi interessi economici in Ungheria. Pagolo di Berto
Carnesecchi fondò ad esempio una compagnia commerciale nella città di Buda. Nell'attività della compagnia fu coinvolto anche il fratello dello Spano, Matteo di Stefano Scolari.
Inoltre i fratelli Scolari e Pagolo Carnesecchi furono vicini nella Via Panzano. Perciò è molto plausibile che
gli Scolari e Masolino si conoscevano tramite i Carnesecchi.
Si può trovare alcuni cenni sui Carnesecchi in uno di miei articoli intitolato: The Florentine Scolari Family...e nella mia tesi. Tutti e due sono scaricabili dall'Academia.edu
………………………

Katalina Prajda, Ph.D.
Affiliated Fellow Institute for Advanced Study Central European University
Hungary
http://eui.academia.edu/KatalinPrajda

 

 

 

 

 

 

Un tabernacolo di Domenico Veneziano  ……………………………..Una notizia poco conosciuta : Bernardo Carnesecchi committente di Domenico Veneziano

 

 

In una nicchia sul muro di uno dei palazzi che formavano questo cantone stava dal 1440 circa fino a meta' ottocento un piccolo tabernacolo dipinto da Domenico Veneziano : una Madonna con Bambino tra i santi Antonio e Domenico.

Il palazzo era uno dei palazzi Carnesecchi e il committente dell'opera era Bernardo di Cristofano Carnesecchi , un intraprendente e ricco mercante fiorentino assai influente e cosi amico di Cosimo il vecchio da essere padrino di battesimo di Lorenzo il magnifico

 

 

Questo e' il tabernacolo Carnesecchi : Opera purtroppo molto rovinata e non ho ancora appurato come finita alla National Gallery di Londra

 

 

 

 

 

TABERNACOLO CARNESECCHI DI DOMENICO VENEZIANO

 

Tabernacolo Carnesecchi< ……………………………………Tabernacolo Carnesecchi alla National Gallery

 

 

 

 

Giovanni di ser Giovanni di Mone detto lo Scheggia  Matrimonio Carnesecchi - Lanfredini : Un cassone di Giovanni di ser Giovanni di Mone detto lo Scheggia

 

 

Lo Scheggia : Cassone per il matrimonio di Giuliano Carnesecchi e Cassandra Lanfredini--stemmi Carnesecchi-Lanfredini

 

 

Santa Maria del fiore   …………Tracce dei Carnesecchi

Palazzi   …………Le case dei Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jacopo Carnesecchi

 

1478, 29 luglio.

I Dieci di Balia, in seguito alla seconda invasione degli Aragonesi (Ferdinando d'Aragona, figlio di Alfonso I re di Napoli) nel Chianti, scrivono ad Antonio da Panzano Commissario per la Lega di Val di Greve (Antonio e' figlio di Luca da Panzano ) e che si trovava per le difese al suo quartier generale di Panzano, dandogli i seguenti ordini perentori ed anche, nel finale, accorati:

"Voliamo che subito alla hauta della presente mandi Jacopo Carnesecchi colla sua compagnia a Lamole per guardia di quello luogo perchè è necessario che e fanti che saranno costì habbino ancora cura de’ luoghi circumstanti. Oltre a quelli che vi sono doverrà venire costì [a Panzano] Niccolò Vitelli con CCC fanti, et oltre a ciò vi manderemo degli altri conestabili con buona soma di fanti per guardia di costì e degli luoghi datorno. Noi intendiamo che i nimici sgombrono ogni dì a Vignamaggio per non vi essere chi resista loro. Havendo tanti fanti quanti doverrete havere, vedi fare di obviare che almancho vi lascino le mura".

Ma purtroppo il 23 agosto gli aragonesi prendono il castello di Lamole ed i Dieci di Balia così scrivono a Pier Filippo Pandolfini, ambasciatore di Firenze a Venezia, al fine di sollecitare la sua azione diplomatica volta a far scendere in campo la Repubblica di Venezia contro gli Aragonesi ed i senesi loro alleati:

"[...] presero il castello di Lamole et altri luoghi di cittadini et predato et bruciato ciò che possono, in modo che siamo in una confusione et in uno tumulto grandissimo".

 

( per la cortesia di Italo Baldini )

 

 

 

 

 

 

Di Zanobi di Simone Carnesecchi , so poche cose , eppure doveva essere un mercante di buona levatura

Sposa Picchine Marie de Gondi nel 1477 ( dei Gondi francesi ) e sara' padre di diversi figli in particolare di Lorenzo il commissario della Romagna fiorentina ai tempi dell'assedio e di fra Timoteo rimasto nella memoria per il suo servizio di piatti di ceramica di Cafaggiolo

Qui lo vediamo alle prese col Sultano d'Egitto , procuratore di Rinaldo Altoviti , intento al recupero di alcune merci

I diplomi arabi del regio Archivio fiorentino ( appendice ) di Michele Amari

http://books.google.it/books?id=EkTqjvHERg0C&pg=PA44&dq=zanobi+simone+carnesecchi&hl=it&sa=X&ei=gTXaUq2KFoH1ygOpsIDIDQ&ved=0CDcQ6AEwAA#v=onepage&q=carnesecchi&f=false

 

 

Zanobi di Simone Carnesecchi  ………….Alcuni fatti di Zanobi di Simone Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

Guerra d'Italia del 1494

 

Preludio : Papa Innocenzo VIII, in conflitto con Ferdinando I di Napoli a causa del mancato pagamento di quest'ultimo delle quote papali, avava scomunicato il re di Napoli con una bolla dell'11 settembre 1489, offrendo il regno al sovrano francese Carlo VIII; nonostante nel 1492 Innocenzo, in punto di morte, avesse assolto Ferdinando, il regno rimase un pomo della discordia lanciato nelle politiche italiane. A questo si aggiunse la morte, quello stesso anno, di Lorenzo il Magnifico, Signore di Firenze e perno della stabilità politica della penisola.

 

La discesa di Carlo VIII

Quando Ludovico Sforza, che aveva finalmente ereditato il Ducato di Milano (controllato già da tempo) nell'ottobre del 1494, si trovò opposto a Alfonso II di Napoli, nuovo re di Napoli, che rivendicava anch'egli il Ducato, il precario gioco di equilibri che aveva sino ad allora retto la pace in Italia crollò.

Ludovico decise di rimuovere la minaccia al proprio trono incitando Carlo VIII di Francia, il quale già da tempo reclamava Napoli attraverso la linea angioina oltre che per effetto dell'offerta di Innocenzo, a raccogliere una grande armata, includendo nelle armi d'assedio, per la prima volta in Europa, anche l'artiglieria, e a marciare su Napoli.

Carlo VIII invase così la penisola e, dopo aver facilmente sottomesso Firenze, nel febbraio 1495 giunse a Napoli, riuscendo a conquistarla senza ricorrere all'assedio.

 

La Lega di Venezia

La velocità con cui i francesi avanzarono assieme alla brutalità dei loro attacchi sulle città, spaventarono gli altri stati italiani. Ludovico, capendo che Carlo aveva pretese anche sul Ducato di Milano e che non si accontetava con la sola annessione del Regno di Napoli, si rivolse al Papato. Coinvolto in un "potente gioco" tra la Francia e i vari stati italiani e intenzionato ad assicurare feudi secolari per i suoi figli, Papa Alessandro VI, salito al soglio pontificio il 31 marzo 1495 organizzò un'alleanza, conosciuta come la Lega Santa del 1495 o Lega di Venezia, composta da diversi oppositori dell'egemonia francese in Italia: il Papato, Ferdinando d'Aragona, il quale era anche Re di Sicilia, il Sacro Romano Imperatore Massimiliano I, gli Sforza di Milano e la Repubblica di Venezia; quest'ultimo stato vi fece ingresso apparentemente con lo scopo d'opporsi all'Impero Ottomano, mentre il suo reale obiettivo era l'espansione francese in Italia. Quest'alleanza, che s'impegnò per cacciare i francesi dalla penisola, riunì un'armata guidata dal condottiero Francesco II Gonzaga. Carlo, volendo evitare di rimanere intrappolato a Napoli, marciò verso la Lombardia, dove incontrò l'armata della Lega nella Battaglia di Fornovo il 6 luglio 1495. Anche se la sua sconfitta non fu decisiva, nel ritorno in Francia egli dovette abbandonare gran parte dei tesori conquistati durante la sua campagnia in Italia. Tornato in Francia, poco prima di morire, radunò nuovamente le sue forze e tornò in Italia.

 

da Wikipedia

 

 

 

CADUTA DELLA CASA DEI MEDICI

 

Storie Fiorentine dal 1378 al 1509

Francesco Guicciardini

 

 

 

XI

 

CONDOTTA POLITICA DI PIERO DE' MEDICI.

DISCESA Dl CARLO VIII.

FUGA DI PIERO DA FIRENZE (1494).

 

1494 : Erano in Firenze Lorenzo e Giovanni figliuoli di Pierfrancesco de' Medici, giovani ricchissimi e di gran benivolenzia col popolo per non avere maneggiato cose che dispiacessino; e' quali non sendo bene contenti di Piero, massime Giovanni che era di natura inquietissimo e sollevava Lorenzo uomo bonario, cominciorono a tenere qualche pratica col signore Lodovico per mezzo di Cosimo figliuolo di Bernardo Rucellai, el quale, inimico di Piero, si era partito di Firenze. E sendo in su' princípi, e non avendo ancora trattato cosa di importanza, venuta la cosa a luce, di aprile nel 94 furono tutt'a due sostenuti; e poi che ebbono aperto quello che avevano, benché Piero fussi malissimo disposto con loro, nondimeno non concorrendo a insanguinarsi e' cittadini dello stato furono liberati e confinati fuori di Firenze alle loro possessioni a Castello, e Cosimo Rucellai assente ebbe bando di rubello.

Ed in quegli medesimi dí entrorono in Firenze quattro imbasciadori franzesi, e' quali andavano a Roma, ed esposono per transito la deliberazione del re e gli apparati faceva per passare in Italia, richiedendo la città lo favorissi o almeno gli concedessi per le sue gente passo e vettovaglia. Fu per voluntà di Piero, che per intercessione degli Orsini si era tutto dato al re di Napoli, contro al parere di tutti e' savi cittadini, negato l'uno e l'altro, pretendendo non poterlo fare per la lega vegghiava ancora col re Alfonso, e ribollendo ogni dí le cose, furono mandati dalla città imbasciadori a Vinegia Giovan Batista Ridolfi e Paolantonio Soderini, per intendere la intenzione loro circa a questi movimenti e persuadere loro non volessino lasciare andare innanzi la ruina di Italia. E cosí ogni dí piú la città si scopriva per Napoli contro a Francia, con dispiacere universale del popolo, inimico naturalmente della casa di Ragona ed amico di Francia, contro alla voglia ancora de' cittadini dello stato, e' quali vedendo Piero tanto ostinato a questa via non si ardivano contradirgli; e massime che messer Agnolo Niccolini e quegli piú suoi intrinsechi, parlavano sempre nella pratica sanza rispetto per questa parte.

Aveva Piero fatto una pratica stretta di cittadini, co' quali si consultavano queste cose dello stato: messer Piero Alamanni, messer Tommaso Minerbetti, messer Agnolo Niccolini, messer Antonio Malegonnelle, messer Puccio Pucci, Bernardo del Nero, Giovanni Serristori, Pierfilippo Pandolfini, Francesco Valori, Niccolò Ridolfi, Piero Guicciardini, Piero de' Medici ed Antonio di Bernardo; a' quali tutti, da pochi in fuora, dispiaceva questa risoluzione, nondimeno sendo favorita da' piú intrinsechi, non si opponevano, eccetto qualche volta e non molto Francesco Valori e Piero Guicciardini. Ma perché Piero in spirito intendeva quanto la sodisfacessi, non conferiva loro tutte le lettere e gli avisi, ma solo quelle cose che diminuivano ed erano in disfavore del re di Francia, el quale tutto dí si metteva in ordine, ed a Genova per conto suo si armavano legni e se ne faceva scala della guerra.

Per la qual cosa el re Alfonso, considerando di quanto momento sarebbe el levargli la oportunità di Genova, avendo spalle da alcuni fuorusciti genovesi, fece impresa mutare lo stato di Genova e mandò a Pisa don Federigo suo fratello con una grossa armata; el quale di poi andato a porto Spezie e messo gente in terra, furono quegli che scesono ributtati e rotti; di che don Federigo, non riuscendo la impresa, si ritornò a Pisa. E parendo al re ed a Piero che el tenere bene guardata Serezzana, rispetto allo essere el passo fortissimo, impedissi al re Carlo potere passare da quelle parte, per tòrgli ancora el passo di Romagna, mandorono Ferrando duca di Calavria, primogenito del re, in Romagna con uno esercito grosso, acciò che colle spalle di Cesena, terra della Chiesa, e di Faenza, che era nella nostra raccomandigia, si opponessi a' franzesi. Nel qual tempo el re Carlo, desideroso passare pe' terreni nostri pacificamente, mandò di nuovo uno oratore a Firenze a richiedere del passo, promettendo largamente amicizia e tutti e' favori e commodità potessi fare alla città; la quale cosa sendo pure rifiutata, cacciò del regno suo tutti e' mercatanti nostri. Né per questo si raffreddava la ostinazione di Piero; anzi parte mosso dalla amicizia teneva col re Alfonso e cogli Orsini, parte insospettito dal signore Lodovico, con favore di chi el re Carlo passava, e perché Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco erano partitisi da' confini e rifuggitisi a lui, ogni dí perseverava nella ruina sua, ed attendendo a fortificarsi e fare capo grosso a Pisa per rispetto di Serezzana e di quella banda, vi furono mandati commessari generali per conto di tutta la guerra, Pierfilippo Pandolfini e Piero Guicciardini.

Era una parte dello esercito del re Carlo poco innanzi passate l'Alpe, e da poi lui personalmente col resto dello esercito venutone in Italia; nel quale era grandissimo numero di uomini d'arme, fanterie ed artiglierie, ma quanto non so el particulare. Ed era entrata in Italia una fiamma ed una peste che non solo mutò gli stati, ma e' modi ancora del governargli ed e' modi delle guerre, perché dove prima, sendo divisa Italia principalmente in cinque stati, papa, Napoli, Vinegia, Milano e Firenze, erano gli studi di ciascuno per conservazione delle cose proprie, vòlti a riguardare che nessuno occupasse di quello d'altri ed accrescessi tanto che tutti avessino a tèmerne, e per questo tenendo conto di ogni piccolo movimento che si faceva e faccendo romore eziandio della alterazione di ogni minimo castelluzzo, e quando pure si veniva a guerra erano tanto bilanciati gli aiuti e lenti e' modi della milizia e tarde le artiglierie, che nella espugnazione di uno castello si consumava quasi tutta una state, tanto che le guerre erano lunghissime ed e' fatti d'arme si terminavano con piccolissima e quasi nessuna uccisione Ora per questa passata de, franciosi, come per una subita tempesta rivoltatasi sottosopra ogni cosa, si roppe e squarciò la unione dl Italia ed el pensiero e cura che ciascuno aveva alle cose communi in modo che vedendo assaltare e tumultuare le città, e' ducati ed e' regni, ciascuno stando sospeso cominciò attendere le sue cose proprie né si muovere per dubitare che uno incendio vicino, una ruina di uno luogo prossimo avessi a ardere e ruinare lo stato suo. Nacquono le guerre subite e violentissime, spacciando ed acquistando in meno tempo uno regno che prima non si faceva una villa; le espugnazione delle città velocissime e condotte a fine non in mesi ma in dí ed ore, e' fatti d'arme fierissimi e sanguinosissimi. Ed in effetto gli stati si cominciorono a conservare, a rovinare, a dare ed a tôrre non co' disegni e nello scrittoio come pel passato, ma alla campagna e colle arme in mano.

Sceso el re in Italia e venendone a Milano, el signore Lodovico, benché fussi passato per introdotto suo e fussi in amicizia seco, nondimeno considerando la infidelità de' principi e massime de' franzesi, e' quali per gli utili e commodi loro tengono poco conto della fede e dell'onore, cominciò a dubitare che el re sotto ombra di volere che lo stato fussi liberamente in mano del duca Giovan Galeazzo suo nipote, non lo levassi di quello governo a qualche suo proposito; per tòrgli ogni occasione di nuocere, gli dette el veleno. Del quale sendo morto lo innocentissimo giovane, fatti subito ragunare e' cittadini di Milano, sendovi alcuni che per suo ordine lo proposono, fu eletto duca, benché del signore morto rimanessi uno piccolo e bellissimo fanciullo. Entrato di poi el re Carlo in Milano e quivi ricevuto onoratissimamente, se ne venne per la via di Pontriemoli con una parte dello esercito alla volta di Lunigiana, avendone mandate una altra in Romagna a rincontro del duca di Calavria; e perché el castello di Serezzana era fortissimo e bene fornito di artiglierie e di tutte le cose necessarie da difesa, per non vi perdere tempo voltosi verso Fivizzano lo prese e saccheggiò con uno grandissimo terrore di tutta quella provincia.

A Firenze erano le cose condizionate e disposte male, e lo stato di Piero molto indebolito; ed el popolo vedendosi tirata adosso una guerra potentissima e da non potere reggere, sanza bisogno e necessità alcuna, anzi per favorire e' ragonesi che erano universalmente in odio, contro a' franzesi amati assaí nella città, sparlava publicamente di Piero, massime sapendo essere state deliberazione sua contro la volontà de' primi cittadini dello stato. Aggiugnevasi in genere tutte quelle cagione che fanno e' popoli inimici de' grandi, el desiderio naturale di mutare le cose, la invidia ed el carico di chi aveva maneggiato, inoltre tutti coloro che erano inimici e tenuti sotto dallo stato, risentitisi e venuti in speranza che la città tornassi alla libertà antica, e loro avessino a essere nel grado giudicavano meritare, facevano piú pericolosa questa male disposizione. Concorrevaci che e' governi di Piero in sé, e la natura sua era di qualità, che non solo era in odio agli inimici, ma ancora dispiaceva agli amici, e quasi non la potevano sopportare; lui uomo altiero e bestiale e di natura da volere piú tosto essere temuto che amato, fiero e crudele, che a' suoi dí aveva di notte dato delle ferite e trovatosi alla morte di qualche uomo; sanza quella gravità che si richiedeva a chi fussi in tale governo, conciosiaché in tanti pericoli della città e suoi propri stava tutto dí nelle vie publicamente a giocare alla palla grossa; di natura caparbio, e che non si intendendo delle cose, o voleva governarle secondo el cervello suo, credendo solo a se medesimo, o se prestava fede e si consigliava intrinsecamente con persona, non erano quegli cittadini che avevano esperienzia delle cose della città, e governatola lungo tempo, ed erano tenuti savi, ed avevano interesse nel bene e nel male publico, e naturalmente erano amici di lui, del padre e della casa sua, ma con ser Piero da Bibbiena, con messer Agnolo Niccolini e simili uomini ambiziosi e cattivi, e che lo consigliavano in tutte le cose secondo che ciecamente erano traportati dalla ambizione e le altre cupidità, e per compiacerlo ed essergli piú cari, lo indirizzavano el piú delle volte per quella via per la quale lo vedevano inclinato e vòlto.

E però, trovandosi Piero in gran pericolo per el disordine di fuori e la male disposizione di drento, si risolvé essergli necessario accordarsi con Francia, giudicando quello che era vero che posata bene questa parte, ognuno nella città per timore o altro si rassetterebbe, e seguitando adunche, benché in diversi termini e poco a proposito, l'esemplo del padre Lorenzo quando andò a Napoli, una sera furiosamente accompagnato da Iacopo Gianfigliazzi, Giannozzo Pucci ed altri amici suoi, se ne andò a Serezzana a trovare el re, dove era venuto da Milano el duca Lodovico. Quivi doppo molte pratiche e ragionamenti si conchiuse di dare in mano del re per sua sicurtà le fortezze di Pisa, di Serezzana, di Pietrasanta e di Livorno; e di subito gli furono sanza altra licenzia della città e sanza e' contrasegni, consegnate quelle di Serezzana e Pietrasanta da Piero di Lionardo Tornabuoni e Piero di Giuliano Salviati.

A Firenze in sulla partita di Piero avendo ognuno preso animo e licentia, non solo si continuava ed accrescevasi nello sparlare publicamente, ma ancora si cominciorono in palagio a risentire e' cittadini fra' quali messer Luca Corsini (che era de' signori e stato fatto da Piero, come confidato e sfegatato dello stato, per rispetto di Piero Corsini suo fratello) ed Iacopo di Tanai de' Nerli e Gualterotto Gualterotti che erano gonfalonieri di compagnia, messi su, come si crede, da Piero Capponi che era inimicissimo del governo, cominciorono nelle pratiche a dire male di Piero, e che la città sotto la cura sua rovinava, e che sarebbe bene levarla di mano sua e della tirannide e restituirla a uno vivere libero e popolare. E di poi sentendosi le convenzione di dare quelle terre in mano del re, e di già essere data Serezzana, si cominciò a gridare per la città che le si dessino in nome del publico e non del tiranno, e però si elesse imbasciadori, che subito cavalcorono al re, fra Ieronimo Savonarola da Ferrara, che predicava in Firenze e di chi di sotto si dirà, Tanai de' Nerli, Pandolfo Rucellai, Pier Capponi e Giovanni Cavalcanti.

Era gonfaloniere di giustizia Francesco dello Scarfa, ed e' signori, uomini tutti stati scelti per amici grandi ed affezionati del reggimento; e nondimeno messer Luca si era apertamente scoperto inimico, e con lui concorreva Chimenti Cerpellone, ed el gonfaloniere pareva uomo da lasciare correre. Da altra parte Antonio Lorini, Francesco d'Antonio di Taddeo e Francesco Niccolini favorivano vivamente la causa di Piero; in modo che, sendo una sera venuti a parole, messer Luca corse furiosamente a sonare la campana grossa a martello, e sendo ritenuto da chi gli corse drieto, non poté sonare piú che due o tre tocchi, e' quali sendo uditi per la terra, che era circa a tre ore di notte, el popolo tutto corse in piazza, e di poi non sentendo piú sonare né suscitare in palagio o fuori movimento alcuno, ognuno non bene sapendo quello fussi stato, si ritornò a casa. E cosí stando la città sospesa ed alterata, Piero avendo aviso dagli amici sua come le cose in Firenze transcorrevano troppo, e che ognuno per la assenzia sua aveva preso animo e baldanza, presa licenzia dal re, se ne tornò a Firenze a dí 8 di novembre. Tornata molto dissimile da quella di Lorenzo suo padre quando tornò da Napoli, che gli andò incontro tutto il popolo della città e fu ricevuto con somma letizia, recandone seco la pace e la conservazione dello stato della città, a Piero non andò incontro se non pochi amici sua, e fui ricevuto con poca allegrezza, tornando massime sanza conclusione ferma, se non di avere diminuito e smembrato Pisa e Livorno, occhi principali dello stato nostro, e Pietrasanta e Serezzana acquistate da suo padre con grandissima spesa e gloria.

Tomato, andò subito a visitare la signoria, e riferito generalmente quello aveva fatto, gli inimici sua e quegli si erano scopertigli contro, entrati in grandissimo timore, si risolverono che bisognava giucare del disperato. In modo che el giorno sequente, a dí di novembre 1494, che era el dí di san Salvadore, sendosi inteso che el signore Paolo Orsino, nostro soldato, con cinquecento cavalli era venuto alle porte per essere a' favori di Piero, ed essendo la maggiore parte della signoria volta contro a Piero, Iacopo de' Nerli con alcuni altri collegi che lo seguitavano, armato era ito in palagio, e fattolo serrare, si stava a guardia della porta, quando Piero per riscaldare gli amici aveva in palagio, e credendo nessuno avessi animo di vietargli lo entrare, cogli staffieri sua e gran numero di armati, armato ancora egli, benché sotto el mantello, ne venne al palagio; e quivi sendogli risposto che se voleva entrare entrassi lui solo e per lo sportello, sbigottito vedendosi perduto lo stato, si ritornò a casa. Dove come fu giunto, intendendo che e' signori inimici sua chiamavano el popolo, e come el popolo si cominciava a levare gridando: "viva popolo e libertà", e di poi sendogli per uno corriere de' signori notificato come e' signori l'avevano fatto rubello al quale partito concorsono gli amici sua per paura e quasi sforzati per conforto di chi gli era apresso, montato a cavallo prese la via di Bologna. Uditosi Piero essere stato ributtato dal palagio, si mosse solo in suo favore el cardinale e Pierantonio Carnesecchi e' quali con armati ne vennero verso piazza; ma di poi intendendo che el popolo multiplicava contro a Piero e che lui era stato fatto rubello e si partiva, ognuno si ritirò a casa, ed el cardinale in abito di frate si uscí sconosciuto di Firenze; cosí si fuggí Giuliano loro fratello ser Piero da Bibbiena e Bernardo suo fratello, e' quali erano in odio grandissimo del popolo.

Giunse in questo tumulto in Firenze Francesco Valori, el quale tornava dal re, dove di nuovo era stato mandato con piú altri cittadini imbasciadore, e perché gli era in somma benivolenzia del popolo sendo sempre stato uomo netto ed amatore del bene, ed avendo fama di essersi opposto a Piero, fu ricevuto con grandissimo gaudio di tutto el popolo, e portatone in palagio quasi di peso in sulle spalle de' cittadini. Corse di poi el popolo furiosamente a casa Piero e la mandò a sacco e di poi voltosi a casa Antonio di Bernardo e ser Giovanni da Pratovecchio notaio delle riformagioni, le saccheggiò ed arse; e loro, benché si fussino nascosti per le chiese e pe' conventi, pure ritrovati alla fine ne furono menati presi al bargello. Corsono di poi a casa messer Agnolo Niccolini, e già avendo messo fuoco alla porta, l'arebbono arsa, se non che messer Francesco Gualterotti ed alcuni uomini da bene dubitando che questa licenzia non troscorressi troppo, còrsivi raffrenorono la moltitudine e la ridussono in piazza che con grandissime voce gridava: "viva el popolo e la libertà"; e quivi per commessione della signoria messer Francesco Gualterotti, salito in sulla ringhiera, notificò essere state levate via le monete bianche.

Veduto spacciato lo stato di Piero vennono in piazza a cavallo con compagnia di armati, Bernardo del Nero e Niccolò Ridolfi, gridando: "popolo e libertà"; ma ributtati e cacciati come sospetti e con pericolo di essere morti se ne ritornorono a casa, e la sera per piú loro sicurtà accompagnati bene per commessione della signoria ne vennono in palagio, e cosí Pierfilippo Pandolfini, el quale la sera era tornato da Pisa partitosi sanza licenzia, o perché dubitassi delle cose di Pisa, o perché, avendo inteso a Firenze sparlarsi assai di lui, volessi provedere el meglio poteva a' fatti suoi. Messer Agnolo Niccolini, uno ancora egli degli imbasciadori al re parendogli Piero fussi spacciato, e dubitando di Lorenzo e Giovanni di Pierfrancesco, de' quali era stato inimicissimo e concitatore di Piero contro a loro, partitosi da Pisa e presa la volta per la montagna di Pistoia, ne andò in Lombardia. E cosí cacciato Piero e quietato un poco el tumulto, benché el dí e la notte el popolo stessi armato a guardia della città, si deliberò dalla signoria, che si sospendessi l'uficio degli otto della pratica e de' settanta, e non si potessino ragunare insino a tanto si deliberassi altro.

El medesimo dí di san Salvadore, a dí 9 di novembre, el re Carlo avendo ricevute le fortezze di Livorno, Pietrasanta e Serezzana, entrò in Pisa e gli furono consegnate le cittadelle; le quali, secondo le convenzione, avessino a stare in mano del re per sua sicurtà, e nondimeno e' corpi di Pisa e delle altre terre s'avessino come prima a tenere e governare da' fiorentini. Ma la sera medesima ristrettisi insieme e' pisani, andorono a chiedere al re rendessi loro la libertà; la quale sendo conceduta gridando "libertà" andorono per fare villania agli uficiali fiorentini, e' quali, udito el tumulto, si erano raccolti insieme e fuggiti nel banco de' Capponi Tanai de' Nerli, Piero Capponi, Piero Corsini e Piero Guicciardini ed alcuni altri; e quivi avendo avuta una guardia del re, si salvorono dalla malignità e perfidia de' pisani. E vedendo la città al tutto ribellata e, partendosi el re, non vi potere stare sicuri, el dí seguente con lui si partirono e lasciatolo per la via, ne vennono a Firenze. Cosí el medesimo giorno di san Salvadore ebbe dua grandissimi accidenti: la mutazione dello stato nostro e la ribellione di Pisa, le piú principali cose si potessino alterare nello essere nostro.

Fu certo cosa mirabile che lo stato de' Medici che con tanta autorità aveva governato sessanta anni e che si reputava appoggiato dal favore di quasi tutti e' primi cittadini, sí subitamente si alterassi per le mani di messer Luca Corsini ed Iacopo de' Nerli, uomini giovani, sanza credito, sanza autorità, sanza consiglio e leggierissimi. La quale cosa non nacque peraltro se non che e' modi ed e' portamenti di Piero e la insolenzia di chi gli era apresso, avevano tanto male disposto gli animi di tutti; e sopra tutto l'aversi recato adosso pazzamente una guerra potentissima e che non si poteva sostenere, e l'avere messo a scotto ed in preda sanza bisogno di cagione alcuna tutto lo stato nostro, che chi si gli scoperse da prima contro trovò la materia disposta in forma che, come gli fu dato principio di muoverla, fece da se medesima. Questo fine ebbe e cosí perdé lo stato la casa de' Medici, casa nobilissima richissima e riputatissima per tutta Italia, e per l'adrieto assai amata nella città, e' capi della quale, massime Cosimo e Lorenzo, avevano con grandissime difficoltà, con grandissime virtú, con tempo ed occasione, fatto conservato ed augumentato lo stato, accrescendo non solo lo stato loro privato, ma eziandio lo imperio publico della città, come fu el Borgo a San Sepolcro, Pietrasanta e Serezzana, Fivizzano e quella parte di Lunigiana, el Casentino, lo stato di Pietramala e Val di Bagno, tutte cose pervenute nella città sotto el governo di quella casa. La quale a ultimo rovinò in brevissimo tempo sotto el governo di un giovane temerario, el quale si trovò in tanti fondamenti di potenzia ed autorità, e sí bene favorito ed appoggiato, che se non si fussi sforzato ed avessi fatto a gara di perdergli, era impossibile non si conservassi; dove la sua pazzia non solo rovinò sé, ma eziandio la città, spogliandola in otto giorni di Pisa, Livorno, Serezzana e Pietrasanta luoghi donde come poi hanno meglio mostro gli effetti, si traeva la potenzia, la sicurtà, la autorità e gli ornamenti nostri. In modo che si può dire che uno di solo cancellassi, anzi lungamente contrapesassi ed avanzassi a tutti e' benefíci che la città nostra aveva mai in tempo alcuno ricevuti da quella casa; perché la perdita massime di Pisa fu sí grande e di sí inestimabile danno alla città, che molti hanno dubitato quale fussi maggiore nel dí di san Salvadore, o l'acquisto della recuperata libertà o la perdita di Pisa; in che, pretermettendo molti discorsi si potrebbono fare, voglio conchiudere aversi tanto piú da stimare l'una cosa che l'altra, quanto egli è piú naturale agli uomini cercare prima avere libertà in se proprio, che imperio in altri; massime che, parlando veramente, non si può dire avere imperio in altri chi non ha libertà in sé.

Cacciato Piero, furono per partito della signoria rimessi tutti e' cittadini stati confinati e cacciati per conto di stato dal insino a dí 34 di novembre 1494; le quale cose benché rallegrassino ognuno, erano nondimeno sí pericolosi gli accidenti che andavano atorno, che gli animi non potevono gustare questi piaceri. E certo io credo che già un grandissimo tempo la città non fussi stata in maggiori travagli: drento, cacciata una casa potentissima e che sessant'anni aveva avuto el governo, e rimesso tutti gli inimici di quella; per la quale mutazione rimanevano alterati tutti e' modi del governo, stavano in sommo timore tutti quegli che avevano avuto autorità a tempo di Lorenzo o di Piero, tutti quegli e' quali, o e' maggiori loro, avevano in tempo alcuno offesi gli usciti o e' sua antecessori, tutti quegli che o per compere o per vie di pagamento o di rapine possedevano de' beni di chi era stato rubello; di fuori, smembrato tanto stato e quasi la piú parte del nostro dominio, donde si vedeva la città avere a restare indebolita con meno entrate e forze e con una guerra difficilissima e pericolosissima non solo co' pisani, ma con molti ci impedirebbono la recuperazione. Aggiugnevasi in su e' nostri terreni un re di Francia con tanto esercito, inimico ed ingiuriato da noi, pieno di cupidità e crudeltà, el quale dava timore non solo di guastarci el paese nostro, di fare; ribellare el resto delle terre suddite, ma etiam di saccheggiare la città, di rimettere Piero de' Medici e forse insignorirsi di Firenze el quale se si partissi, el meno male si potessi temere era avergli a dare una somma grandissima di danari ed a votare la città delle sustanzie e sangue suo.

 

 

 

 

 

Andrea Carnesecchi di Paolo  ……….Andrea di Paolo Carnesecchi Emino di Costantinopoli

 

 

 

 

Cosimo Carnesecchi di Simone  ……….La galera di Cosimo Carnesecchi viene catturata dai pirati turchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1480--1500 COMPAIONO ALTRE FAMIGLIE CARNESECCHI OLTRE QUELLA FIORENTINA

 

PRIMA RICORDIAMO UN CARNESECCA IN AREA FIORENTINA NEL 1488

 

storia dei Carnesecchi< …………………………………………………Un falegname chiamato Carnesecca in area fiorentina

 

 

 

 

 

I documenti per ora trovati mi hanno portato a localizzare in luoghi diversi diverse famiglie col cognome Carnesecchi come appare sulla mappa

 

 

A FIRENZE

Grazie anche agli spogli del dr Angelo Gravano Bardelli ( spogli che coprono gli anni 1450--1610 ) sulle fedi di battesimo del Battistero di Firenze mi sono fatto un'idea della situazione.

Non ho trovato prove dell'esistenza di altre famiglie Carnesecchi oltre a quella storica .

Solo il battesimo di Francesco di Bonaccorso di Francesco Carnesecca mi ha lasciato nel dubbio non riuscendo a collocarlo genealogicamente.

Mi e' parso di notare che tra le fedi messe in rete sul sito xxxxxx manchino alcuni battesimi

 

E BADI

Badi e' un piccolo paese a cavallo dell' Appennino Pistoiese-Bolognese

Qui agli inzi del cinquecento si forma un gruppo con cognome Carnesecchi forse legato ai Carnesecchi storici dall'entrata nel gruppo di una donna dei Carnesecchi

Comunque un gruppo sicuramente di diversa origine

Sono un nucleo abbastanza numeroso

Muteranno il cognome da Carnesecchi a Carnesecca nel 1800

 

 

F PRATO

A Prato troviamo addiritura due famiglie con questo cognome apparentemente distinte tra di loro.

Nessuna di queste due famiglie sembra aver legami coi Carnesecchi storici MA E' DA NOTARE COME I CARNESECCHI DI PASQUINO USINO UNO STEMMA IDENTICO A QUELLO DEI CARNESECCHI FIORENTINI

Rappresentano dei nuclei molto numerosi

Le due famiglie ( Carnesecchi di Prato e Del Carnesecca/Carnesecchi ) compaiono in Prato gia' a cavallo della fine del trecento e degli inizi del quattrocento

Non sono pero' in grado ancora di datare il momento della cognomizzazione

Sicuramente non e' posteriore degli anni a cavallo tra quattrocento e cinquecento

Nel catasto del 1427 non figura nelle portate nessuna famiglia cognominata Carnesecchi o Del Carnesecca o Del Carne

Questo non esclude che fossero gia' identificati in questa maniera

 

I Del Carnesecca/Carnesecchi per distinguersi abbandonarono successivamente nelle portate fiscali il cognome Carnesecchi o Del Carnesecca per assumere quello di Del Carne . Ma continueranno comunque ad esser identificati spesso ancora come Carnesecchi

Di certo alla fine del quattrocento i Carnesecchi di Prato sono evidentemente identificati in questo modo

 

Molto piu' tardi ( a mezzo cinquecento ) compare a Prato : Ulivieri Carnesecchi che originera' una terza famiglia

 

 

BATTESIMI A PRATO Fonte della ricerca : INCIPIT

 

I battesimi della Cattedrale (già pieve) di S. Stefano si conservano dal 1480 circa e riportano le nascite di tutta la città e dei sobborghi.

Bartolomeo di Amaddio di Bartolomeo del Carneseccha 1483

Paolo di Proveglia Carnesecchi 1485

Bartolomeo di Amaddio di Bartolomeo Carnesecchi 1487

Agnola di di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1487

Marco di Amaddio Carnesecchi 1489

Bartolomea di Proveglia di Iacopo Carnesecchi 1492

Adovarda di Paolo di Antonio Carnesecchi 1492

Marco di Pasquino di Marco Carnesecchi 1493

.........................

 

 

 

G SAN SEPOLCRO

Nel 1519 e' gia cognominata a San Sepolcro una famiglia Carnesecchi

Sembra esssere un nucleo molto ristretto compare tra i Gonfalonieri della citta' con Francesco di Gasparo

Ho troppo poche notizie per poter capire la loro origine

( Ma da uno studio piu' approfondito mi paiono essere della famiglia dei Caneschi )

 

 

 

OSSERVAZIONE

Agli inizi del cinquecento circolano per la toscana almeno 4 gruppi cognominati Carnesecchi

I Carnesecchi storici con questo cognome dal 1380 , i Carnesecchi di Badi e Prato (2 famiglie ) con questo cognome dal 1490 circa

Ci sarebbero dei Carnesecchi a San Sepolcro dal 1519 ma e' quasi sicuro che non si tratti dei Carnesecchi ma bensi dei Caneschi

 

 

 

A Prato negli anni che vanno dal 1270 al 1280 compare tra gli Anziani un taverniere di nome Ricovero

Il nome Ricovero e' molto comune

L'omonimia con il taverniere Ricovero padre di Durante attira comunque la mia attenzione aprendo un fronte d'indagine

E' improbabile che Ricovero avesse abbandonato Firenze per spostarsi a Prato ma non si sa mai..............

 

un ipotesi completamente da verificare ..Su di una possibile origine a Prato dei Carnesecchi fiorentini : Ricoverus tavernario "anziano" del comune di Prato per porta Gualdimare

 

 

 

LE TRE FAMIGLIE CARNESECCHI DI PRATO

 

 

Intorno al 1372 viveva in Prato Paolo di Pasqua detto Carnesecca.

Successivamente nel 1397 sempre a Prato e' estratto come consigliere dell'Arte dei pizzicagnoli : Pasquino di Giovanni di Pasqualino ( non so se fosse chiamato Carnesecca ) .

Nel catasto del 1427 non figura alcuno nominato come Carnesecca o Carnesecchi.

Non so quando a Prato iniziassero degli individui a cognominarsi Carnesecchi ( devo verificare ancora nei catasti successivi ) e' vero comunque che iniziarono ad usare questo cognome solo molto piu' tardi dei Carnesecchi fiorentini che gia intorno al 1380 iniziavano ad essere identificati cosi.

Dall'opera del Fiumi su Prato e' difficile stabilire quando inizia la cognomizzazione perche' opera sul principio : ……. se raggruppiamo per casato le singole poste espressamente cognominate o che ci e' stato possibile cognominare ( ancora in questo secolo XVI il cognome e' sovente omesso )………..

Quindi il Fiumi usa ai suoi fini statistico-economici cognominare con un cognome che temporalmente solo piu' tardi sarebbe entrato in uso per identificare i membri quella famiglia .

Per ora il primo atto che conosco in cui si nomina un Carnesecchi e' un atto del 1509 in cui compare la moglie di un discendente di Paolo : Charllo di Matteo Charnesecchi.

Comunque quello che oggi posso solo dire e' che ad un certo momento i discendenti di Paolo Carnesecca e i discendenti di Pasquino di Giovanni presero il cognome Carnesecchi e questo momento e' per ora da fissarsi tra il 1427 ed il 1509 ( Sebbene mi convinca poco come ci si possa cognominare col nome di un antenato di un secolo prima : mentre piu' convincente mi risulta che per la gente fossero gia' i Carnesecchi )

E' da ricordare che discendenti di Paolo talvolta si definiscono Del Carnesecca (o Del Carne ) sicuramente per differenziarsi dai Carnesecchi di Pasquino.

E' questa cosa accade sicuramente a detta del Fiumi nelle decime del 1543

Cosi la discendenza di Paolo alterna i cognomi Del Carnesecca , Del Carne , Carnesecchi.

Curioso e' che i Carnesecchi di Pasquino adottino uno stemma uguale a quello dei Carnesecchi fiorentini.

Non conosco nulla dello stemma dei Carnesecchi di Paolo

Nel 1563 compare a Prato nei documenti un certo Ulivieri Carnesecchi che sembra non appartenere a nessuno dei due gruppi genealogici finora visti.

Da questo momento siamo in presenza di tre famiglie Carnesecchi.

Nel 1584 Pasquino di Domenico dei Carnesecchi di Pasquino agisce in giudizio contro i Carnesecchi di Ulivieri per una ragione che ci appare strana : cioe' chiede che venga impedito ai Carnesecchi di Ulivieri perche' fosse loro impedito di usare il cognome e lo stemma che usavano i Carnesecchi di Pasquino ( stemma che era in realta' quello dei Carnesecchi fiorentini ) :

…………….Usurpavint nomen et insignia de Carnesecchis de Prato………………………………………..

I Carnesecchi di Ulivieri, continueranno a chiamarsi Carnesecchi ( anche se i genealogisti li definiranno Carnesecchini : negli atti pero' non c'e' traccia di un simile cognome almeno cosi mi pare ) e nonostante che nell'istanza di Pasquino di Domenico siano definiti persone "humili et vilj " faranno molta strada divenendo prima nobili di Prato e poi nobili di Firenze.

I Carnesecchi di Paolo e i Carnesecchi di Pasquino apparentemente si estingueranno ( meglio sarebbe dire : scompariranno da Prato ).

Apparentemente perche' lo stemma del 1850 in San Francesco sta a dimostrare il contrario

 

 

VICENDA INTERESSANTISSIMA QUESTA DEI CARNESECCHI DI PRATO

 

vai alla pagina 28  La strana vicenda dei Carnesecchi della citta' di Prato ( su notizie raccolte da Roberto Segnini ed informazioni del dr Vieri Mazzoni )

 

 

( riproduzione del dr Roberto Segnini) Stemma dei Carnesecchi del giglio di Prato

 

 

 

 

battesimi di Prato ..Battesimi di Prato raccolti da INCIPIT societa' di ricerca genealogica

 

 

 

Con la data del 1850 nella chiesa di San Francesco a Prato compare questo stemma Carnesecchi ( strano per il numero delle bande ) tesimonianza della sopravvivenza probabilmente dei Carnesecchi di Pasquino

 

da Wikipedia per Francesco Bini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE PIU' NOTE FAMIGLIE DI PRATO

 

 

ENRICO FIUMI nel capitolo :

SOMMARIO GENEALOGICO DELLE MAGGIORI FAMIGLIE PRATESI DALL'ETA' COMUNALE ALLE SOGLIE DELL'ETA' CONTEMPORANEA

 

Elenca queste famiglie :

Abatoni , Dell'Abbaco , Albertinelli vedi Guizzelmi , Albertini , Aliotti ,Allegretti , Amadei , Amadori , Amannati , Ambrogi , Ammirati ( fiorentini ), Angiolini , Apolloni , Degli Arati vedi Tieri , De Arbore , Arigoni , Arrighetti ,Arrighi ,

Baldanzi , Baldinucci , Banchelli ,Banchi , Bandieri , Baldini vedi Rocchi , Del barba vedi Buonconti , Barcosi , Bardi , Bartolini , Bartolozzi , Barzaloni , Bastianini , Becherini , Belchiari ,Bellandi , Bellendoti , Del Bello , Bellondini vedi Bolsinghi ,Benamati , Benini , Benintendi ,Benricevuti , Benuzzi ,Bertelli , Berti , Bettazzi , Bettini ,Bianchini , Bicchi , Bicicci , Bidori , Bielli , Bifolchi , Bigagli , Billi , Bindi ,Binducchi , Bini , Bisconti , Bizzochi , Dal Bo , Boatteri , Bocchineri vedi Gherardacci , Boccioli vedi Cennini , Boddi vedi Briganti , Bolsinghi , Bombi , Bomboni , Bomparenti , Bonati , Bondi vedi Bombi , Bonfiglioli , Bonfil , Bottari , Bovacchiesi ,Braccioli , Brancacci , Bresci , Briganti , Buonamici , Buonconti , Del Buono , Buonristori ,Buonvisi , Buri ,

Cacciafuochi , Caiozzi , Calendi , Calendini , Caluri ,Calvi , Cambioni , Campani ,Cancellieri , Cardelli , Carlesi , Carmagnini , Del Carne , Carnesecchi , Carnesecchini , Dalle Carra , Carradori vedi Dalle Carra , Casini ,Casotti , Castellani , Cavalcanti vedi Bovacchiesi , Cazzetteri , Ceccarelli , Ceccatelli , Ceffini ,Celmi , Cennini , Cepparelli ,Cercignani , Dalle Chiavi , Ciamberli , Cianfanelli ,Ciapini , Cicambelli , Cicognini ,Della Cima , Cini , Del Cinque , Cipriani , Cironi , Ciughi , Ciutini , Cocci , Comparini , Conti , Convenevoli , Coppini , Cortesi ,Costantini , Cristiani , Cugi ,

Dagomari , Datini , Davini , De Gros , Desii , Dondi ,Dragoni

Ermellini

Fabbruzzi , Fagioli , Farfalli , Del Fattore , Fazini vedi Ferracani , Fazzi , Fedi , Ferracani , Ferranti , Fiascaini , Filugelli , Del Fioco , Fioravanti , Foresi , Fortebracci , Fracasci ,Franceschi , Franchi , Franchini , Francioni , Fraschetti , Frati , Fronti ,

Gabellotti , Galigai , Galli , Gargalli , Gatti , Geppi , Gherardacci , Gherardi , Ghibellini , Ghigi vedi Del Fioco , Gini , Giordani , Giuntalodi , Giunti-Modesti , Godenzi , Goggi ,Golli , Del Gollo vedi Golli , Gori , Gottoli , Grassi , Grifi , Gualmi , Guardini ,Guarducci , Guazzalotti , Guidotti , Guiglianti , Guiliccioni , Guizzelmi ,

Infangati ,Inghirami ,

Landi , Latini , Lazzerini , Lenzini , Leoncini , leonetti ,Levaldini , Lichi , Limberti , Losti , Luparelli vedi Verzoni ,

Macci , Magalotti , Maganzini vedi Ristori , Magi vedi Bartolozzi , Magini , Magni , Magnolfi , Malpeli , Malvagini ,Malvisi , Manassei , Mannucci , Marabotti , Marchesuoli , Marchi , Marchiani , Marcovaldi , MARI , Marinari , Martini ,Mascagni , Masi , Masolini , Mazzamuti , Mazzei , Mazzinghi , Mazzoni , Megli , Melani , Mercatanti ,Mercatucci vedi Coppini , Merini ,Meucci , Migliorati ,Migliorini , Milanesi o Melanesi , Miniati , Mochi , Moddei , Modesti , Mugnesi , Muzzarelli-Verzoni vedi Verzoni , Muzzi ,

Naldini vedi Rinaldeschi , Nerli , Nesti , Niccoli , Niccolozzi vedi Bonfiglioli , Nistri , Nomi , Novellucci , Nuti ,

Degli Obizzi , Degli Organi , Ormanetti ,

Pacchiani , Pacini , Palchetti , Palei vedi Bettazzi , Palli , Pallotti vedi Ciutini , Pandolfini , Pantani , paoli , Parenti , Parigi , Pastacaldi , Pellegrini , Perondini ,Pesci , Pesciolini vedi Pesci , Piani , Pieri , Pigli ( fiorentini ) , Pilli vedi Pigli , Pini , Pipini , Polverini , Pontecchi , Pratesini , Pratolini vedi Saccagnini , Del Priore vedi Pugliesi , Puccini , Pugliesi ,

Quartucci ,

Rabatti , Ramaioli , Rani , Reggiani , Regnadori vedi Ringhiadori , Ricci , Del Riccio vedi Ricci , Rinaldeschi , Rinaldi , rinforzati , Ringhiadori , Ristori , Rocchi ,Romiti , Ronchini , Roncioni ,Ronconcelli , Del rosso ,

Saccagnini ,Saccardi , Sacchi , Salvi poi Salvi - Cristiani ,Sandri vedi Marcovaldi , Santini , Sassoli , Sassolini (fiorentini ), Scarioni , Schieri vedi Verzoni , Dello Schiso , Scribentini , Scrigni , Del Sega , Serotti vedi Verzoni , Sgrilli , Sinibaldi , Soffi poi Soffi-Ghibellini , Soldani , Spedalieri , Spighi , Stagi , Stanghi , Steffer , Stradetti , Strigelli , Struffaldeschi ,

Talducci , Tani , Targetti , Tarpucci , Taviani , Ticci , Tieri , Tignosi vedi Galigai , Tini ,Toccafondi , Tontonberli vedi Saccardi , Torelli , Della Torricella , Torrigiani , Troiani , Tronci ,

Ugurlandi ,

Vai , Valentini , Vannozzi vedi Rocchi , Vavassori ( bergamaschi ) , Della Verde , Vermigli , Vernati , Verzoni , Vestri , Vignaleschi , Villani , Vinaccesi , Visconti , Visi , Vivorati ,

Wyse ,

Zaccagnini vedi Saccagnini , Zarini , Zelmi , Zeti ,

 

Come visto compaiono in questo elenco : DEL CARNE , CARNESECCHI ; CARNESECCHINI

 

 

 

ALBERI GENEALOGICI DEL CASOTTI per la cortesia del dr ROBERTO SEGNINI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

----------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

  

 

 

I Carnesecchi di Borgo San Sepolcro

 

Nella serie dei gonfalonieri di Borgo San Sepolcro tre volte (1516, 1519 , 1530 ) figura un Carnesecchi : Francesco di Gasparo

Non sono per ora riuscito a collocare Francesco Di Gasparo nelle genealogie dei Carnesecchi fiorentini.

Tra i nomi dei gonfalonieri di Borgo San Sepolcro non sembra figurare che i soli Carnesecchi con cognome riferibile a famiglia fiorentina.

Dopo il 1530 piu' alcuna traccia di Carnesecchi tra i gonfalonieri

Questo puo' signicare tante cose come niente

FORSE PERO' LA FAMIGLIA A CUI APPARTIENE FRANCESCO DI GASPARO NON E' DEI CARNESECCHI MA BENSI QUELLA DEI CANESCHI

FORSE A SAN SEPOLCRO NON CI SONO MAI STATI CARNESECCHI RESIDENTI

 

Una famiglia Carnesecchi a Borgo San Sepolcro  ………….I Carnesecchi di Borgo San Sepolcro 

 

 -----------------------------------------------------------------------------------------------

 

STORIA DI BORGO SAN SEPOLCRO

 

 

Annali, E Memorie Dell' Antica, e Nobile Città Di S. Sepolcro Intorno alla ...

Di Pietro Farulli

 

BORGO SAN SEPOLCRO

http://books.google.it/books?id=dAZAAAAAcAAJ&pg=PA80&dq=vincenzo+carnefecchi&hl=it&ei=Zs7xTefuLYqe-wbw3vzFAw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=3&sqi=2&ved=0CDcQ6AEwAg#v=onepage&q=carnefchi&f=false

 

alle pag i commissari fiorentini tra cui Simone Carnesecchi (1450 ) Paolo Carnesecchi ( 1490 ) Giovanni Carnesecchi

 

 

Le vite d'uomini illustri fiorentini

Di Filippo Villani,Giammaria Mazzuchelli (conte),Alessandro Goracci

 

 

http://books.google.it/books?id=o44ZAAAAYAAJ&pg=PA247&dq=gonfalonieri+sepolcro&hl=it&ei=DNbxTdf9OMae-wbpsNTLAw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CDkQ6AEwAw#v=onepage&q=gonfalonieri%20sepolcro&f=false

alle pagine la storia di Borgo San Sepolcro

alle pagine elenco gonfalonieri di giustizia

 tra cui Gasparo Carnesecchi

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 

 

 

 

 

 

Storia cronologica della toscana dal 1494 al 1532

 

 

 

 

 

Su internet ho trovato questo lavoro che penso si debba attribuire a Gaetano Greco professore dell'universita' di Siena.

Visto che e' stato messo su internet per cultura di tutti anch'io me ne avvalgo per ambientare la nostra storia. ( evitandomi di fare un lavoro gia' ottimamente fatto che probabilmente non saprei fare con la medesima competenza )

Per fedelta' al testo riporto a fondo pagina la cronologia completa ( da cui questo estratto ) che copre il periodo ben piu' vasto che va dal 1400 all'eta' napoleonica e il curriculum del professore

--------------------------------------------------------------------------------------

 

 

SCENARIO STORICO  Storia cronologica della Toscana 1494---1532

 

 

 

 

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

L'ottimismo e la spensieratezza della elite fiorentina nel periodo laurenziano (1469-1492 ) sono espressi in un iscrizione che orna uno dei pannelli d'un ciclo di affreschi di Domenico Ghirlandaio , nella cappella maggiore di Santa Maria Novella . Gli affreschi furono commissionati dal ricco banchiere Giovanni Tornabuoni , amico dei Medici . Nel pannello dov'e' dipinta l'annunciazione della nascita di San Giovanni Battista da parte dell'Arcangelo Gabriele , fu inserita la seguente iscrizione latina : << Nell'anno 1490 , quando questa meravigliosa citta' - rinomata per la sua potenza e ricchezza , per le sue vittorie , per le arti ed i suoi palazzi - godeva di grande prosperita' , di salute e di pace >> .

Dopo due anni moriva Lorenzo de Medici , e trenta mesi dopo la sua morte era cacciato da Firenze suo figlio Piero . La caduta del regime dei Medici dette inizio a un periodo di instabilita' politica e sociale , che sarebbe cessato soltanto nel 1537 , quando il duca Cosimo de Medici avrebbe preso le redini della citta' , stabilendovi un principato ereditario .Fino a quel momento vi fu una divisione e discordia tra le grandi famiglie fiorentine . Alcune rimasero fedeli all'esiliato partito dei Medici , altre parteggiarono per il nuovo regimo repubblicano del 1494 , fortemente influenzato dal domenicano Girolamo Savonarola . Il frate raccoglieva l'appassionata devozione di molti membri delle piu' importanti famiglie della citta' ma altri lo disprezzavano , e vaggheggiavano la sua rovina .

Il cronista Parenti scrive nel 1497 che l'opinione pubblica era profondamente divisa sul Savonarola , per cui << padri con figliuoli , mogli con mariti , fratelli con fratelli , se ne divisono , e non che e cittadini del reggimento , ma e garzoni da 18 in 30 anni diversita' mostravono >>. La restaurazione dei Medici nel 1512 non fece che esarcerbare il conflitto fra i loro partigiani e i cittadini che avevano avuto stretti legami con la repubblica. La fedelta' alle istituzioni e tradizioni repubblicane era molto diffusa nell'aristocrazia fiorentina del primo cinquecento , come testimoniano gli scritti di Niccolo' Machiavelli e Francesco Guicciardini .

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

 

 

Nel 1351 i Carnesecchi ( allora Duranti ) era in lite con alcuni membri della famiglia Medici e ne dove' seguire una pace promossa dalla Signoria

Completamente diversi i rapporti negli anni 80 del trecento I fratelli Grazzini appoggiavano fermamente i Medici con cui erano imparentati e questo loro appoggio si fortifico' nei loro discendenti nel legame con Cosimo il vecchio.

I Carnesecchi entrarono cosi a far parte dell'oligarchia medicea divenendone una delle forze principali.

Il legame mostro' talvolta segni d' incrinatura come quando nel 1464 i Carnesecchi parteciparono alla giostra di Bartolomeo Benci ma rimase abbastanza stabile .

Nel 1494 al momento della fuga di Piero dei Medici da Firenze i Carnesecchi erano gia' una parte importante dell'aristocrazia fiorentina .

L'irruzione sulla scena politica del Savonarola produce una netta spaccatura tra i vari rami dei Carnesecchi e le posizioni politiche si differenziano fortemente tra Palleschi Arrabbiati e Piagnoni . All'interno di uno stesso ramo si creano divisioni.

Ma le posizioni spesso erano incerte : Pierantonio che si era mobilitato in armi a difesa di Piero de Medici aveva simpatie per il Savonarola . Zanobi di Francesco uomo politicamente rilevante Piagnone di peso aveva simpatie medicee e fino all'ultimo tentera' di mediare .

Nel periodo del reggimento savonaroliano emerge la figura poco conosciuta di Giovanni Carnesecchi.

 

Col rogo si spezza la vita del Savonarola ma si spezza anche la coesione politica dei Carnesecchi.

 

 

 

 

SAVONAROLA

Nato a Ferrara nel 1452, lasciati gli studi di medicina per quelli religiosi, nel 1476 si fece domenicano. A Ferrara concluse i propri studi teologici iniziati a Bologna. Nel 1482, nel convento di San Marco a Firenze, fu nominato lettore di sacra scrittura .

Divenne ben presto famoso come predicatore, non solo in Toscana: enorme suggestione in particolare ebbero le sue prediche sull'"Apocalisse" e sulla "Genesi", nel 1490-94, che preannunciavano imminenti calamità per Firenze e per l'Italia, insieme a una rigenerazione della chiesa attraverso castighi e sofferenze.

Priore di San Marco dal 1491, quando ottenne il distacco del monastero dalla provincia lombarda dell'ordine sembrarono realizzarsi le condizioni per una concreta azione di riforma spirituale e politica che, partendo da Firenze, interessasse tutto il mondo cristiano. Dopo la calata di Carlo VIII e la cacciata di Piero Medici nel 1494, Savonarola fu il principale ispiratore di una repubblica popolare, fondata sui princìpi de "Il regime dei prìncipi" (De regimine principum) allora attribuito a Tommaso da Aquino, pilastro della tradizione sistematica dottrinaria cattolica.

Nonostante una condotta politica accorta e in linea con le esigenze e le tradizioni democratiche fiorentine, Savonarola non riuscì a evitare la radicalizzazione in senso puritano dei suoi sostenitori (i "piagnoni").

Le accuse di immoralità mossegli dal papa Alessandro VI gli suscitarono molti nemici, tra cui gli oligarchici (gli "arrabbiati") e i filo-Medici (i "palleschi"). Ben presto si trovò così isolato. Fu scomunicato nel 1497, fu arrestato, impiccato e arso nel 1498 a Firenze.

Savonarola fu personalità sconcertante, capace di suscitare odi e fanatismi, amori viscerali e profonde fedeltà. Influenzò letterati come Guicciardini, Botticelli, Buonarroti. Vagheggiò il ritorno al cristianesimo primitivo e istituì i famosi "bruciamenti delle vanità" non condannando una sana fruizione dei beni mondani. Nella sua attività politica mirò ad una città pacifica, che sviluppasse i traffici e fosse allietata da opere d'arte e da feste, purché non contrarie alla morale. E' un atteggiamento che si rispecchia nei suoi scritti: Compendio di logica (Compendium logicum, 1491) riassume la sua filosofia di origine scolastica, Compendio delle rivelazioni (1495), Epistola della sana e spirituale lezione (1497), Trattato circa il reggimento del governo della città di Firenze (1498), il tomistico Trionfo della croce di incerta datazione, in cui si sforza di chiarire come il cristianesimo non sia in contrasto con la ragione.

Come dimostrazione pratica di un'arte ispirata religiosamente, realizzò 14 componimenti e alcune laude. Suo capolavoro sono le Prediche, raccolte postume, caratterizzate da una eloquenza concitata e drammatica: nello slancio dei rimproveri e delle esortazioni fa ricorso a grandiose e terrificanti immagini bibliche, accanto a toni raccolti nella meditazione e nel rammarico.

http://www.firenze-online.com/artisti-toscani/girolamo-savonarola.php

 

 

 

Giovanni di Leonardo fu uno dei principali sostenitori del frate , e fu uno dei promotori della sottoscrizione in favore del Savonarola al Papa , uno dei protagonisti del rifornimento di armi al convento di San Marco e della resistenza armata. Infine a lui si deve un manoscritto che racconta presunti miracoli di cui fu artefice il frate .

 

 

 

 

Giovanni di Leonardo Carnesecchi  ……….Giovanni di Leonardo Carnesecchi un'importante seguace del Savonarola

 

Tra i sottoscrittori della lettera al papa in difesa del Savonarola troviamo

 

Giovanni di Leonardo di Giovanni

Zanobi di Francesco di Berto che sara' ai vertici dello stato ai tempi dell'assedio

Giovanni di Niccolo ( o Giovanni di Simone ??? )

Bernardo di Francesco di Berto

Giuliano di Simone di Paolo

 

 

 

 

TROVIAMO NOMINATI DUE CARNESECCHI IN DUE EPISODI SIGNIFICATIVI DELLA LEGGENDA SAVONAROLIANA

: CARLO E LEONARDO L'UNO UN MEDICEO L'ALTRO UN SAVONAROLIANO

 

LA PREDIZIONE DELLA MORTE DI LORENZO

Piero de Medici pensa solo a se stesso , incurante , provocatorio , non serve alla patria ma se ne serve . Il popolo comincia a stringersi intorno a Savonarola, che aveva predetto la fine di Lorenzo davanti a cittadini di ogni fede: Alessandro Acciaioli, Cosimo Rucellai e Carlo Carnesecchi Tanto più si rivolgono a lui quando anche la seconda predizione relativa alla morte di Innocenzo VIII si avvera : il papa muore il 25 luglio 1492

These citizens were : Alessandro Acciaioli, Cosimo Rucellai, and Carlo Carnesecchi. As we have before stated, this prediction is mentioned by many writers (vide Note 2, to page 131); and Savonarola frequently alluded to it in his sermons.

 

L'ASSUNZIONE IN CIELO DEI MARTIRI

 

Erano suore quelle che videro i tre martiri portati in cielo da angeli : Leonardo Carnesecchi era commissario ad Arezzo quando il 23 maggio 1498 , si formo' un assembramento perche' alcune monache di un monastero cittadino dicevano di vedere angeli pieni di splendore che cantando portavano in cielo tre frati di San Domenico. Il commissario mando' a controllare l'assembramento ed il giorno seguente , ricevute lettere da Firenze che gli notificavano l'esecuzione di fra Girolamo e compagni avvenuta il giorno precedente in piazza della Signoria ,e confrontando l'ora della morte loro comprese che fra Girolamo e compagni erano stati portati in cielo al momento della loro morte .L'edizione della Vita attribuita a fra Pacifico Burlamacchi riporta l'episodio senza fare il nome del capitano : in nota il curatore , cioe' Roberto Ridolfi , avverte che la "Vita latina" da il nome di questo capitano che era Leonardo Carnesecchi padre di quel Giovanni che compilo' una raccolta di miracoli savonaroliani .

Da: Il santuario di Santa Maria del Sasso di Bibbiena dalla protezione medicea al Savonarola

storia, devozione, arte

Armando Felice Verde, Raffaella Maria Zaccaria

SISMEL edizioni del Galluzzo, 2000 - 126 pagine

 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

LA GUERRA PER LA RICONQUISTA DI PISA

 

 

da Wikipedia

 

Nel 1494 il duro regime a cui la città fu sottoposta e l'orgoglio dei cittadini pisani fece sì che al calare in Italia del re francese Carlo VIII scoppiasse la rivolta.

La mattina dell'8 novembre il sovrano francese, che stava preparando la discesa verso Napoli, entrò in città. Dopo l'incontro con una delegazione delle principali famiglie pisane la popolazione, convinta di aver ottenuto una promessa di sostegno alla causa della propria libertà, scese in piazza e nei due giorni successivi riuscì a cacciare tutte le autorità fiorentine. In realtà lo scopo di Carlo VIII era di poter giungere incontrastato a Napoli e nei mesi successivi tenne un atteggiamento ambiguo promettendo ai fiorentini che Pisa sarebbe tornata sotto il loro dominio ma solo al termine della propria spedizione; nel contempo forniva qualche aiuto alla città ribelle. Intanto rinascevano le istituzioni comunali e si stabilivano positive relazioni diplomatiche con Lucca, Siena e Genova in funzione antifiorentina (anche Milano inviò segretamente degli aiuti) mentre l'esercito della città gigliata procedeva a rioccupare le principali città della pianura pisana. Questa situazione di attesa perdurò fino all'agosto del 1495. Il giorno 22 di quel mese Carlo VIII convinto dalle pressioni e dalle cospicue somme d'oro versategli dai fiorentini decise per la restituzione della città di Pisa e delle località di Livorno, Pietrasanta e Motrone. Nel frattempo i pisani cercavano aiuti presso Ludovico il Moro, il Doge di Venezia, Genova, l'Imperatore (che vantava i diritti dell'Impero sulla Toscana) e il catalano papa Alessandro VI, mentre il comandante D'Entrangues che capitanava le truppe presenti a Pisa dichiarava che non avrebbe ceduto la città ai fiorentini. In quei mesi la città pisana assistette all'arrivo e alla partenza dei più disparati contingenti: milanesi, veneziani e francesi su tutti ma anche svizzeri (al seguito dei francesi), tedeschi (inviati da Massimiliano d'Austria), genovesi e lucchesi in un intricato gioco diplomatico tra tutte queste forze; un gioco che aveva il suo nucleo nei rapporti tra Milano e Venezia e nella volontà dei milanesi e di Federico di Napoli di allontanare Firenze dalla Francia per impedire il ritorno in Italia di Carlo VIII, giustamente considerato come una potenziale minaccia per la loro indipendenza. Sul versante opposto i principali sostenitori della causa pisana erano i veneziani e Alessandro VI.

Il 15 settembre vi fu il primo scontro coi fiorentini che, cannoneggiati dal capitano francese, fallirono l'assalto alla porta San Marco ma conquistarono Livorno. Il 1º gennaio 1496 D'Entrangues dietro lauto compenso cedette alla città il comando delle fortificazioni e nei mesi successivi, soprattutto per merito del contingente veneziano, furono liberate diverse località fino a Terricciola durante scontri nei quali trovò la morte il commissario dei fiorentini Piero Capponi.

Due anni dopo la situazione si era modificata con il tradimento dei milanesi passati a sostenere Firenze e l'aumentato impegno militare della Serenissima in favore di Pisa motivato da considerazioni diplomatiche e di prestigio. Occasionali scontri coi fiorentini avevano alterne fortune ma non riuscivano a far pendere decisamente l'ago della bilancia verso uno dei due contendenti.

Nel 1499 si ebbe infine anche la defezione dei veneziani causato dalle forti spese sostenute fino a quel momento che gravavano sulle casse cittadine, dall'offensiva che i turchi stavano preparando contro di loro nel Mar Egeo e dal rimborso delle spese di guerra promesso da Firenze. Cercando di sfruttare il momento favorevole, il 1º agosto le truppe fiorentine attaccarono Pisa forti di 15.000 tra fanti e cavalieri e di 80 pezzi d'artiglieria. Dopo 10 giorni di combattimenti furiosi le truppe guidate da Paolo Vitelli riuscirono a occupare il bastione di Stampace a Porta a mare. Tuttavia Vitelli non riuscì ad approfittare del vantaggio acquisito e i rinforzi giunti a Pisa da Lucca, uniti alle perdite subite dai fiorentini per mano pisana e per causa della malaria, dopo un ultimo tentativo di sfondare le mura, lo costrinsero a sospendere gli attacchi di fanteria. L'8 settembre Vitelli toglieva il campo abbandonando tutta l'artiglieria (che venne recuperata dai pisani), atto che gli costò l'accusa di tradimento e la condanna a morte.

Dall'anno successivo la situazione mutò radicalmente per la conquista da parte di Luigi XII, nuovo Re di Francia, del ducato di Milano. Risolto il principale ostacolo nella penisola Carlo XII si volse come suo padre in direzione di Napoli ma decise che era tempo di stabilire un legame solido con Firenze a scapito di Pisa. Rispose quindi negativamente alle ambasciate pisane per rispettare l'antico impegno sulla restituzione della città ai fiorentini e giunse a porre un assedio alla città di Pisa ingente per gli uomini impiegati ma blando per intensità e che si concluse solo con qualche discussione tra francesi e fiorentini.

Nel 1501 si ebbe poi una spedizione di Alessandro VI contro lo stato fiorentino che si concretizzò nella conquista di Piombino, dell'Isola d'Elba e di Pianosa mentre i francesi tentavano la conquista del regno aragonese di Napoli.

Questa semplificazione degli equilibri politici nella penisola spinse Pisa a considerare come unici possibili interlocutori i Borgia a cui si rivolsero e che in effetti inviarono più volte aiuti in armi e denaro ma, in un primo momento, senza opporsi a Firenze con sufficiente decisione.

Nel 1503, dopo che l'anno precedente la questione pisana aveva fatto fallire una proposta francese per una lega di stati italiani, i Borgia mutarono atteggiamento. In primavera inviarono via nave truppe, armi e denaro mentre i fiorentini si limitavano a colpire i raccolti del contado e impedire rifornimenti via terra. In agosto si concludeva il patto di soggezione con Alessandro VI con cui i pisani rinunciavano alla loro libertà in cambio di un sostegno deciso contro Firenze ma pochi giorni dopo il pontefice moriva lasciando Pisa quasi isolata viste anche le cattive condizioni di salute di Cesare Borgia. Quando esso venne arrestato Firenze non ebbe più ostacoli diplomatici e tentò inizialmente di prendere la città per fame e anche per sete col fallito progetto della deviazione dell'Arno, quindi cinse nuovamente d'assedio l'antica rivale.

Il 7 settembre 600 cavalieri, 6000 fanti e vari pezzi d'artiglieria iniziarono l'attacco tra Porta Calcesana e Porta a Piagge causando brecce nelle mura ma senza che i fanti vi penetrassero, ragion per cui l'esercito si ritirò, e in Firenze si giunse alla conclusione che la città era quasi imprendibile se attaccata con truppe mercenarie. Da quel momento in poi i fiorentini si accontentarono delle consuete scorrerie nel contado per affamare la città, sostenuta solo dai pochi rifornimenti che giungevano dalla vicina Lucca e volte da Genova.

Nel 1509 i Dieci di Balia decisero che era tempo di porre termine a una questione che si trascinava ormai da troppo tempo. Gli spazi per la diplomazia pisana erano ormai chiusi e Firenze riusciva invece ad ottenere il consenso sia della Francia che della Spagna (anch'essa ultimamente coinvolta nella questione) alla riconquista. Furono pagate grosse somme in denaro a questi sovrani per assicurarsene la neutralità e fu quindi stretto il cerchio dell'assedio puntando subito sulla conquista per fame. Le truppe fiorentine riuscirono a bloccare ogni afflusso di risorse provenienti da Lucca e da Genova, compirono numerose scorribande nel territorio lucchese, particolarmente in Versilia e si assicurarono il controllo dell'Arno con un ponte di legno fortificato. Gli effetti si fecero sentire in breve e in una città che da più di una decade combatteva per la propria libertà i contadini iniziarono a premere perché si trattasse. Vi fu ancora un ultimatum di uscire dalla città in cambio della vita salva per tutti che venne respinto ma il 4 giugno gli ambasciatori inviati a Firenze firmarono l'inevitabile resa. Le condizioni furono tutto sommato favorevoli visto che vennero rimessi tutti i debiti e i beni mobili già confiscati, ristabilite le franchigie sui traffici e i privilegi, concesso un certo grado di autonomia alle autorità locali.

L'8 giugno 1509 Antonio da Filicaja, Averardo Salviati e Niccolò Capponi entravano quindi in città alla testa delle truppe fiorentine. Forse questa disponibilità fu dovuta anche a Massimiliano d'Austria che negli accordi di Cambrai aveva fatto accenno alla questione pisana ma la riconquista ebbe comunque l'effetto di allontanare altre famiglie pisane che espatriarono soprattutto in direzione di Palermo, Lucca, della Sardegna e della Francia.

 

 

da Wikipedia

 

 

 

 

Pierantonio Carnesecchi

 

 Uditosi Piero essere stato ributtato dal palagio, si mosse solo in suo favore el cardinale e Pierantonio Carnesecchi e' quali con armati ne vennero verso piazza; ma di poi intendendo che el popolo multiplicava contro a Piero e che lui era stato fatto rubello e si partiva, ognuno si ritirò a casa, ed el cardinale in abito di frate si uscí sconosciuto di Firenze;

 

Era figlio del grande mercante Francesco di Berto e fratello di Zanobi e di Bernardo

Esercito la mercatura sicuramente in Francia

Pierantonio fedelissimo mediceo fu in rapporti strettissimi nonostante la giovane eta con Lorenzo il magnifico e suo figlio Piero il fatuo

Molto amico di Niccolo' Machiavelli

Fu pero' anche l'importante commissario della Maremma ai tempi della guerra contro Pisa al servizio della Repubblica

E' noto per le lettere a lui indirizzate da Niccolo' Machiavelli durante questo conflitto conteneti le disposizioni dei Dieci della guerra

 

http://www.carnesecchi.eu/Pierantonio_Carnesecchi_di_Francesco.htm

 

 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

IL SACCO DI PRATO E IL RITORNO DEI MEDICI A FIRENZE

 

 

 

Giulio II, per contrastare i francesi di Luigi XII in Italia, costituì la Lega Santa alla quale nel 1511 aderirono l'Inghilterra, il Sacro Romano Impero, il Regno di Spagna e la Repubblica di Venezia. Lo scontro avvenne l'11 aprile 1512 nella sanguinosa battaglia di Ravenna i Francesi, nonostante le numerose perdite, ebbero la meglio e si diressero verso Milano, ma sapendo che un esercito imperiale stava scendendo dalla Svizzera, furono costretti ad abbandonare la Lombardia.

Giulio II si rese conto che per ostacolare i francesi in Italia doveva ostacolare uno dei loro principali alleati, cioè la Repubblica di Firenze, e quindi favorire l'ascesa dei Medici, che erano stati costretti a fuggire dalla città dopo la morte di Lorenzo il Magnifico.

Per fare questo fu deliberato che l’esercito spagnolo si volgesse verso Firenze

La notizia del loro arrivo fu appresa dai Fiorentini solo quando gli Spagnoli del Vicerè di Napoli Ramon Cardona, da Bologna si diressero verso la città.

Probabilmente si decise di piegare Prato per dare un forte avvertimento a Firenze.

Furono inutili le richieste di aiuto che Prato rivolse a Firenze .

Prato era difesa da circa 2000 fanti e doveva fronteggiare un esercito spagnolo forte di circa 10.000 uomini forti di molte artiglierie

Dal sito :

http://www.crprato.it/sito/index.php?option=com_content&view=article&id=140&Itemid=83

Il giorno 28 Agosto del 1512 gli Spagnoli che si erano attestati presso Calenzano, mossero alla volta di Prato.

Nel pomeriggio intorno alle ore 16 dopo avere piazzato due Falconetti (pezzi di artiglieria) iniziarono il sacco colpendo le mura e la porta Mercatale, che però resistette bene.

Intanto il Cardinale Giovanni De Medici, al seguito delle truppe, (legato pontificio) seguiva l’andamento della battaglia dalla zona di S. Anna dove aveva dei possedimenti.

Lo scontro del primo giorno finì senza che gli Spagnoli riuscissero a sfondare.

Il giorno dopo, 29 Agosto,visto che quel punto era troppo resistente, spostarono la batteria dei due Falconetti verso porta del Serraglio riprendendo con più slancio la pugna, riuscirono in breve tempo a formare una breccia nelle mura dalla quale iniziarono ad entrare. In quel punto si concentrarono i pratesi, e riuscirono a bloccare i soldati spagnoli.

Questi, visto che non riuscivano nel loro intento, cambiarono tattica e scalarono le mura. La monovra riuscì, i soldati pratesi vedendo che ben presto sarebbero riusciti ad entrare si diedero alla fuga, permettendo agli Spagnoli di penetrare all’interno.

Questi al grido di " Ammazza ! Ammazza !" si introdussero all’interno della città uccidendo chiunque si trovasse loro davanti. In breve furono padroni della Piazza.

Intanto nelle chiese si erano rifugiate moltissime persone, per lo più donne bambini, anziani, pensando che i luoghi sacri non venissero profanati, ma non fu così, gli Spagnoli non ebbero pietà di nessuno.

Uccisero, violentarono, saccheggiarono. I pratesi non ebbero scampo, dato che le porte attraverso le quali sarebbero potuti scappare erano state murate, per cui non ebbero più nessuna via di fuga.

In si tanta sofferenza dobbiamo ricordare un episodio prodigioso accaduto nel convento di S.Vincenzo. Tre capitani spagnoli entrati all'interno del sacro luogo, si bloccarono cadendo in ginocchio davanti alla statua della Madonna, mostrata loro da Suor Brigida,che in questo modo riuscì ad eviatare il saccheggio.

Da allora, la bella statua fu chiamata "Madonna dei Papalini" ed ancora oggi il 29 Agosto di ogni anno le suore ricordano l'evento.

Il sacco durò 21 giorni. Fu un atroce mattanza, il sangue e l’odore della morte erano in ogni luogo. Furono uccise circa seimila persone.

Alcuni fra quelli che vennero catturati vennero uccisi più tardi fra atroci tormenti, mentre una parte di questi furono lasciati in vita per ottenere un riscatto.

Prato in pratica pagò al posto di Firenze con la vita di tantissimi cittadini, e Firenze visto lo scempio fatto ai pratesi spalancò le porte ai vincitori così che i Medici poterono rientrare liberamente nella loro città.


http://www.crprato.it/sito/index.php?option=com_content&view=article&id=140&Itemid=83

 

 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

 

GLI OTTO ANNI DI PAPATO DI LEONE X ( GIOVANNI DEI MEDICI ) : Papa dal 1513 al 1521

 

Giovanni era il quartogenito (il secondo figlio maschio) di Lorenzo de' Medici e Clarice Orsini e portò alla corte pontificia lo splendore e i fasti tipici della cultura delle corti rinascimentali. Fu l'ultimo Papa a essere semplice diacono al momento dell'elezione

 

Il breve papato di Leone X ebbe pesanti conseguenze conseguenze per il futuro repubblicano di Firenze

Riprendendo le abitudini nepotiste ( comunque comuni praticamente a tutti i Papi ), creò cardinale il nipote Innocenzo Cybo ed il cugino Giulio che in futuro sarà papa Clemente VII.

Clemente VII il Papa che porra' fine alla storia repubblicana fiorentina attraverso le armi spagnole di Carlo V

 

Dopo il sacco di Prato , Firenze sara' in pratica governata dal Cardinale Giulio de Medici

 

 

Settembre del 1513, Leone X risolve in favore di Firenze un arbitrato sul dominio di Pietrasanta, città fino a quel momento parte della Repubblica di Lucca

 

 

ASFi : Raccolta Ceramelli Papiani :stemma di Bernardo di Andrea di Bernardo Carnesecchi , sormontato dal capo di Papa Leone X

 

Bernardo di Andrea di Bernardo era un acceso partigiano mediceo che sara' successivamente senatore sotto Cosimo I

Priore al momento della visita di Leone X sara onorato insieme con tutti gli altri membri della signoria col titolo di Conte palatino e con la concessione di poter apporre al proprio stemma il capo di Leone X cosi come da immagine

 

 

 

 

Durante il papato di Leone X inizia anche la Riforma protestante con la pubblicazione delle 95 tesi di Martin Lutero

La goccia che fa traboccare il vaso e' la vendita delle indulgenze inventata dalla curia papale per far fronte al continuo bisogno di denaro

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

 

L'INCREDIBILE IMPERO DI CARLO V E IL SUO SOGNO DI UN IMPERO UNIVERSALE SOTTO GLI ASBURGO

 

 

 

 

 

 

La scomparsa prematura di tutta la discendenza maschile della dinastia castigliano-aragonese, unitamente alla scomparsa prematura del padre Filippo "il bello" ed alla infermità della madre Giovanna di Castiglia, fece sì che Carlo V, all'età di soli 19 anni, risultasse titolare di un "impero" talmente vasto come non si era mai visto prima d'allora, neppure ai tempi di Carlo Magno.

Carlo fu incoronato Imperatore dall'Arcivescovo di Colonia il 23 ottobre 1520 nella cattedrale di Aquisgrana[2]. Carlo di Gand, come Imperatore del S.R.I., assunse il nome di Carlo V, e come tale è passato alla Storia.

 

Nel dettaglio i possedimenti di Carlo V erano così composti:

 Eredità di Maria di Borgogna (1506): I Paesi Bassi (con gli importanti e ricchi feudi delle Fiandre, del Brabante, dell'Olanda, dell'Artois e del Lussemburgo) e la Franca Contea di Borgogna (Besançon).

 

Carlo V aveva ereditato dalla nonna paterna anche il titolo di Duca di Borgogna che era stato appannaggio, per pochi anni, anche di suo padre Filippo. Come Duca di Borgogna era vassallo del Re di Francia, in quanto la Borgogna era territorio appartenente, ormai da tempo, alla corona francese. Inoltre i Duchi di Borgogna, suoi antenati, appartenevano ad un ramo cadetto dei Valois, dinastia regnante in Francia proprio in quel momento.

La Borgogna era un vasto territorio ubicato nel Nord-Est della Francia, al quale, in passato e per interessi comuni, si erano uniti altri territori come la Lorena, il Lussemburgo la Franca Contea e le province olandesi e fiamminghe, facendo di queste terre le più ricche e prospere d'Europa. Esse erano situate, infatti, al centro delle linee commerciali europee ed erano il punto di approdo dei traffici d'oltremare da e verso l'Europa. Tant'è che la città di Anversa era diventata il più grande centro commerciale e finanziario d'Europa.

Suo nonno l'Imperatore Massimiliano, alla morte della consorte Bianca nel 1482, tentò di riappropriarsi del Ducato per condurlo sotto il governo diretto degli Asburgo, cercando di sottrarlo alla corona di Francia. A tal fine intraprese un conflitto con i francesi protrattosi per oltre un decennio, dal quale uscì sconfitto. Fu quindi costretto, nell'anno 1493, a sottoscrivere con Carlo VIII d'Angiò Re di Francia la Pace di Senlis, con la quale rinunciava definitivamente ad ogni pretesa sul Ducato di Borgogna, mantenendo però la sovranità sui Paesi Bassi, l'Artois, e la Franca Contea.

Questa forzata rinuncia non fu mai veramente accettata da Massimiliano e il desiderio di rivalsa verso la Francia, si trasferì parimenti al nipote Carlo V, il quale, nel corso della sua vita, non rinunciò mai all'idea di riappropriarsi della Borgogna.

 

 Eredità di Isabella di Castiglia (1516): la Castiglia, la Navarra, Granada, le Asturie, i possedimenti in Africa settentrionale, nell'America centrale (Messico) ed in quella caraibica (Cuba, Haiti, Porto Rico).

 

 Eredità di Ferdinando d'Aragona (1516): i Regni d'Aragona, Valencia e Maiorca e le contee sovrane di Barcellona, Rossiglione e Cerdagna nonché i Regni di Napoli, Sicilia e Sardegna.

 Eredità di Massimiliano I d'Asburgo (1519): Arciducato d'Austria con Stiria, Carinzia, Tirolo, Alsazia e Brisgovia.

 

 Nel 1519 Carlo V riuscì a farsi eleggere Sacro Romano Imperatore dai Principi Elettori (a quel tempo gli stati che componevano il Sacro Romano Impero erano vassalli dell'Imperatore anche se, soprattutto i più vasti e potenti, godevano di ampie autonomie)

 Il fratello Ferdinando inoltre acquisì per matrimonio con Anna Jagellone nel 1526 i regni di Boemia e di Ungheria, facendoli così entrare definitivamente nell'orbita austro-asburgica.

 

 

Nel corso del suo governo Carlo V raccolse anche molti successi, ma certamente la presenza di altre realtà contemporanee e conflittuali con l'Impero, come il Regno di Francia e l'Impero ottomano, insieme con le ambizioni dei principi tedeschi, costituirono l'impedimento più forte alla politica dell'Imperatore che tendeva alla realizzazione di un governo universale sotto la guida degli Asburgo. Egli, infatti, intendeva legare agli Asburgo, permanentemente ed in forma ereditaria, il titolo imperiale, ancorché sotto forma elettiva, in conformità delle disposizioni contenute nella Bolla d'oro emanata nel 1356 dall'Imperatore Carlo IV di Lussemburgo, Re di Boemia.

Il Re di Francia, Francesco I di Valois-Angoulême, infatti, attraverso la sua posizione fortemente autonomistica, unitamente alle sue mire di espansione verso le Fiandre ed i Paesi Bassi, oltre che verso l'Italia, si oppose sempre ai tentativi dell'Imperatore di ricondurre la Francia sotto il controllo dell'Impero.

 

 

 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

IL SECONDO PAPA MEDICEO

 

 

Clemente VII, nato Giulio di Giuliano de' Medici (Firenze, 26 maggio 1478 – Roma, 25 settembre 1534), esponente della famiglia fiorentina dei Medici, fu il 219º papa della Chiesa cattolica e il 127° sovrano dello Stato Pontificio dal 1523 alla morte.

Giulio era figlio naturale, poi legittimato di Giuliano de' Medici, ucciso nella Congiura dei Pazzi un mese prima della sua nascita, e di una certa Fioretta, forse figlia di Antonio Gorini. Da giovane fu affidato, dallo zio Lorenzo il Magnifico, alle cure di Antonio da Sangallo. Dopo poco tempo, però, lo zio lo prese direttamente sotto la sua protezione. Nel 1488 riuscì a convincere Ferdinando I d'Aragona a concedergli il priorato di Capua dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, beneficio prestigioso e molto remunerativo.

Nel 1495, a causa delle sollevazioni popolari contro il cugino Piero, scappò da Firenze per rifugiarsi prima a Bologna, poi a Pitigliano, Città di Castello e Roma, dove visse per molto tempo ospite del cugino cardinale Giovanni, il futuro papa Leone X.

Il 9 maggio 1513 fu eletto arcivescovo di Firenze dal cugino papa Leone X e il 14 agosto dello stesso anno Giulio fece il suo ingresso a Firenze che dopo il sacco di Prato aveva subito il ritorno dei Medici al governo cittadino . Alla morte del cugino Lorenzo duca di Urbino divenne anche signore della città. Sia come arcivescovo che come governatore si dimostrò un abile uomo di governo. Pur ricevendo spesso incarichi e missioni diplomatiche per conto del Papa non trascurò mai la sua arcidiocesi e con la collaborazione del suo vicario generale Pietro Andrea Gammaro volle conoscere, attraverso i singoli inventari, la situazione di tutte le chiese sotto la sua giurisdizione. Nel 1517 tenne un sinodo di tutto il clero. Da cardinale diacono nel frattempo fu dichiarato cardinale prete con il titolo di San Clemente (26 giugno 1513) e poi di San Lorenzo in Damaso.

Sventò una congiura tramata contro di lui e fu inflessibile contro i suoi nemici (1522).

Nel 1513, con l’elezione di Leone X, Giulio ebbe la concessione dell’arcidiocesi di Firenze e, il 29 settembre dello stesso anno, dopo una serie di procedure e dispense per superare lo scoglio della sua nascita illegittima, fu creato cardinale. Dopo questa nomina iniziò la sua ascesa, caratterizzata da una grande ricchezza di benefici ecclesiastici e da un ruolo molto delicato all'interno della politica pontificia. Tra le sue azioni è da ricordare il tentativo di costituire un’alleanza con l'Inghilterra per aiutare Leone X a contrastare le mire egemoniche di Francia e Spagna; per questo motivo fu nominato cardinale protettore d'Inghilterra. La caratteristica principale della politica di questo periodo fu la ricerca di un equilibrio tra i principi cristiani e l’indizione del Concilio Lateranense V (1512-1517), durante il quale Giulio si interessò di lotta contro le eresie.

Il 9 marzo 1517 fu nominato Vicecancelliere di Santa Romana Chiesa, incarico che gli diede modo di mettere alla prova le sue qualità diplomatiche, mostrando un contegno serio e apparentemente illibato in confronto a quello mondano e dissoluto del cugino. Mentre cercava di organizzare una crociata contro i turchi, che Leone X reputava assolutamente necessaria, dovette risolvere due problemi: la protesta luterana, e la successione dell'Impero che, dopo Massimiliano I, toccò al nipote Carlo, già re di Napoli. Nel corso del 1521 la situazione di Firenze (di cui era Governatore cittadino) lo fece allontanare abbastanza spesso da Roma, ma l'improvvisa morte del papa, avvenuta nello stesso anno, lo costrinse a tornare a Roma per partecipare al conclave. Fu eletto Adriano VI, di cui aveva sostenuto la candidatura per ottenere l’appoggio di Carlo V. L’anno successivo fu vittima di una congiura, senza conseguenze, ordita dai repubblicani.

Il 3 agosto 1523 l’opera diplomatica di Giulio giunse alla sua conclusione: venne ratificata l'alleanza tra il papato e Carlo V. Poco dopo, nel settembre 1523 morì Adriano VI e Giulio, con l’appoggio dell’imperatore, dopo un conclave lungo (50 giorni) e difficoltoso, fu eletto al soglio di Pietro. Il 19 novembre Giulio de' Medici assunse il nome di Clemente VII.

 

L’elezione del nuovo pontefice venne salutata con entusiasmo, anche se certe aspettative si dimostrarono mal riposte: Giulio de' Medici risultò incapace di risolvere con decisione i problemi che dovette affrontare. Cercò di mantenere una politica di neutralità nella contesa tra Carlo V e Francesco I di Valois per il predominio sull'Italia e sull'Europa; Carlo V era intenzionato a restaurare l'Impero ammodernando le sue strutture amministrative e perseguendo una politica espansionistica che lo portava in rotta di collisione con il re di Francia. Nell’ottobre 1524, quando Francesco I conquistò Milano, il delicato apparato diplomatico messo in piedi da Clemente VII andò in crisi. Il papa, mentre l’arcivescovo di Capua, Niccolò Schomberg, lo spingeva a intraprendere una politica filoimperiale, mandò a trattare il datario apostolico, il filofrancese Gian Matteo Giberti, che dovette tornare indietro all’arrivo delle truppe imperiali in Lombardia. In quel periodo anche la Riforma si andava espandendo sempre più in Germania. Nella seconda dieta di Norimberga, del febbraio 1524, gli stati tedeschi ratificarono l'editto di Worms come legge dell'Impero, promettendo, però, al legato pontificio, cardinale Lorenzo Campegio, di mandarlo in esecuzione soltanto "nei limiti del possibile" e chiedendo un concilio nazionale che avrebbe dovuto aver luogo a Spira nello stesso anno. Sia il papa che l'imperatore negarono tale eventualità.

Il 24 febbraio 1525 le truppe imperiali sconfissero quelle francesi a Pavia, catturando lo stesso Francesco I e deportandolo a Madrid. Francesco venne umiliato, dovette perdonare Carlo di Borbone e reinsediarlo nelle sue terre, fu costretto a lasciare in ostaggio i suoi due figli e fu invitato a sposare la sorella di Carlo V, Eleonora. Nel 1526 fu costretto ad accettare la pace di Madrid, secondo la quale doveva rinunciare a Milano, a Napoli e alla Borgogna; dopo aver firmato la pace, il 18 marzo, Francesco I fu rilasciato.

Francesco I, dopo essere tornato in Francia, lamentando di essere stato costretto con la violenza ad accettare i patti, si rifiutò di ratificare il trattato di Madrid. Il 22 maggio 1526 a Cognac sur la Charente, stipulò con Clemente VII, Firenze, Venezia e Francesco Maria Sforza, una lega per scacciare gli imperiali dall’Italia. I confederati si obbligavano a mettere insieme 2.500 cavalieri, 3.000 cavalli e 30.000 fanti; Francesco I avrebbe dovuto mandare un esercito in Lombardia e un altro in Spagna, mentre i veneziani e il pontefice avrebbero dovuto assalire il regno di Napoli con una flotta di ventotto navi. Cacciati gli spagnoli, il papa avrebbe dovuto mettere sul trono napoletano un principe italiano, che avrebbe dovuto pagare al re di Francia un canone annuo di 75.000 fiorini. Francesco I non tenne mai fede ai patti e, per tutto il 1526 non partecipò alle operazioni, preferendo trattare con Carlo V il riscatto dei figli.

Queste notizie si abbatterono come fulmini su Carlo V che definì pubblicamente Francesco I uno spergiuro e considerò imperdonabile il voltafaccia del Papato, il quale nei suoi confronti aveva un debito enorme (infatti Carlo V aveva condannato Lutero durante il processo per favorire il papa, anche se si era guadagnato l'antipatia di molti sudditi).

Il fatto più grave che occorse al papa fu il tradimento del cardinale Pompeo Colonna, questi, incoraggiato da Carlo V con promesse e ricompense, nella notte tra il 19 ed il 20 settembre 1526, occupò con un esercito di 8000 uomini la porta di San Giovanni in Laterano e Trastevere, spingendosi lungo il Borgo Vecchio fino al Vaticano. Clemente VII si rifugiò a Castel Sant'Angelo lasciando che il Vaticano venisse saccheggiato dalle truppe del cardinale. Il papa, vedendo che gli alleati non onoravano i patti, concluse una tregua di 8 mesi con l’imperatore, ma Carlo di Asburgo non accettò l'armistizio.

Il 31 marzo l'imperatore passò il Reno nei pressi di Bologna e si diresse verso la Toscana. Le truppe della Lega comandate da Francesco Maria I della Rovere e dal marchese di Saluzzo si accamparono vicino a Firenze per proteggerla dall'esercito invasore, ma questo attraverso il territorio di Arezzo e quindi di Siena si diresse verso Roma. Lungo il tragitto Carlo di Borbone devastò Acquapendente e San Lorenzo alle Grotte, occupò Viterbo e Ronciglione. Il 5 maggio gli invasori giunsero sotto le mura di Roma, che era difesa da una milizia piuttosto raffazzonata comandata da Renzo da Ceri.

 

 

 

 

IL SACCO DI ROMA : 1527

 

 

L’assalto alle mura del Borgo iniziò la mattina del 6 maggio 1527 e si concentrò tra il Gianicolo e il Vaticano. Per essere di esempio ai suoi, Carlo di Borbone, fu tra i primi ad attaccare, ma mentre saliva su una scala fu colpito a morte da una palla d'archibugio, che Benvenuto Cellini si attribuiva il merito di aver tirato. La sua morte accrebbe l'impeto degli assalitori, che, a prezzo di gravi perdite, riuscirono ad entrare in città.

Durante l'assalto Clemente VII pregava nella sua cappella privata e, quando capì che la città era perduta, si rifugiò a Castel Sant'Angelo insieme ai cardinali e gli altri prelati. Nel frattempo gli invasori trucidavano i soldati pontifici. L’esercito imperiale era composto di circa 40.000 uomini, così suddivisi: 6.000 spagnoli agli ordini di Carlo di Asburgo, a cui si erano aggiunte le fanterie italiane di Fabrizio Maramaldo, di Sciarra Colonna e di Luigi Gonzaga "Rodomonte"; molti cavalieri si erano posti sotto il comando di Ferrante I Gonzaga e del principe d'Orange Filiberto di Chalons, che era succeduto al Borbone; inoltre si erano accodati anche molti disertori della lega, i soldati licenziati dal papa e numerosi banditi attratti dalla speranza di rapine. A questi si aggiunsero i 14.000 lanzichenecchi comandati da Georg von Frundsberg, mercenari bavaresi, svevi e tirolesi, tutti luterani esasperati dalla fame e dal ritardo nei pagamenti, che consideravano il papa come l'anticristo e Roma come la Babilonia corruttrice, attratti dalla possibilità di arricchirsi saccheggiando la città.

Furono profanate tutte le chiese, furono rubati i tesori e furono distrutti gli arredi sacri. Le monache furono violentate, così come le donne che venivano strappate dalle loro case. Furono devastati tutti i palazzi dei prelati e dei nobili, ad eccezione di quelli fedeli all'imperatore. La popolazione fu sottoposta ad ogni tipo di violenza e di angheria. Le strade erano disseminate di cadaveri e percorse da bande di soldati ubriachi che si trascinavano dietro donne di ogni condizione, e da saccheggiatori che trasportavano oggetti rapinati.

L’8 maggio il cardinale Pompeo Colonna entrò a Roma seguito da molti contadini dei suoi feudi, che si vendicarono dei saccheggi subiti per ordine del papa saccheggiando tutte le case in cui ancora rimaneva qualcosa da rubare o da distruggere.

Tre giorni dopo il principe d'Orange ordinò che si cessasse il saccheggio; ma i lanzichenecchi non ubbidirono e Roma continuò ad essere violata finché vi rimase qualcosa di cui impossessarsi. Il giorno stesso in cui cedettero le difese di Roma, il capitano pontificio Guido II Rangoni, si spinse fino al Ponte Salario con una schiera di cavalli e di archibugieri, ma, vista la situazione, si ritirò ad Otricoli. Francesco Maria della Rovere, che si era riunito alle truppe del marchese di Saluzzo, si accampò a Monterosi in attesa di novità.

Il 6 giugno Clemente VII capitolò, obbligandosi a versare al principe d’Orange 400.000 ducati, di cui 100.000 immediatamente e il resto entro tre mesi; era inoltre pattuita la consegna di Parma, Piacenza e Modena. Clemente VII, per evitare di ottemperare alle condizioni imposte dall'imperatore, abbandonò Roma e, il 16 dicembre 1527, si ritirò ad Orvieto.

 

 

RIBELLIONE DI FIRENZE E NUOVA CACCIATA DEI MEDICI

 

Firenze approfitto' della crisi tra Papato ed impero per ribellarsi e scacciare nuovamente la famiglia Medici

 

 

 

ACCORDO TRA PAPA ED IMPERATORE A DANNO DELLA REPUBBLICA FIORENTINA

 

 

Allo scopo di farsi perdonare l'inaudito attacco al papato, Carlo V si fece piu' conciliante cosi alla fine del 1529, fu stipulata la Pace di Barcellona, secondo i termini della quale, il Papa, il 24 febbraio 1530, incoronò Carlo V imperatore, come segno di riconciliazione tra papato e impero. Carlo si impegnò anche ad aiutare il papa a restaurare i Medici a Firenze abbattendo la repubblica fiorentina e a concedere la Borgogna a Francesco I, che si impegnava a disinteressarsi degli affari italiani.

Firenze fu promessa ad Alessandro de' Medici (figlio illegittimo di Clemente VII ), a cui fu promessa sposa Margherita, figlia naturale di Carlo V.

Ufficialmente Alessandro de' Medici, figurava essere figlio di Lorenzo Duca di Urbino ma pare che egli fosse in realtà figlio del papa stesso, nato nel 1511 quando Giulio era ancora cardinale, da una relazione con una serva di sua zia Alfonsina Orsini, chiamata Simonetta da Collevecchio e probabilmente di colore.

 

Firenze stritolata dall'accordo si trovo quindi a dover fronteggiare l'esercito imperiale e l'esercito papalino da sola senza piu' alcun alleato

Si apriva una delle pagine piu' eroiche della storia fiorentina.

Infatti dopo alcune battaglie di avvicinamento le truppe imperiali iniziarono l'assedio il 14 ottobre 1529; la feroce quanto inaspettata resistenza della ricca città e di alcune fortezze del contado, la lunghezza dell'assedio, la morte in battaglia di alcuni tra i migliori comandanti dell'esercito imperiale, il timore che le gesta dei difensori ispirassero altre città alla ribellione indussero gli assedianti ad intavolare trattative per una resa onorevole della città, che escludevano il saccheggio e la sottrazione di territorio al governo cittadino.

Della difesa della città fu incaricato in qualità di Capitano Generale Malatesta IV Baglioni che in realtà mirava principalmente ad ingraziarsi il papa per tornare in possesso della città di Perugia, arrivando probabilmente a tradire il prode capitano Francesco Ferrucci nella battaglia di Gavinana, unica importante ma disastrosa sconfitta per le truppe fiorentine nelle vicinanze della città.

Sicuramente il Baglioni forzò la resa della città: estromesso dal comando in quanto oramai vi erano forti dubbi sulla sua condotta, si ribellò ed introdusse in città una piccola pattuglia di imperiali che conquistò Porta Romana e voltò le artiglierie verso la città; i fiorentini non reagirono compatti e ciò portò alla resa, firmata il 12 agosto 1530 presso la Chiesa di Santa Margherita a Montici.

Altro importante personaggio che collaborò alla difesa della città fu Michelangelo Buonarroti, che venne incaricato di rafforzare le fortificazioni. Prima si dedicò con tutto l'impegno all'opera, salvo fuggire dalla città per poi rientrarvi quando era già assediata, a rischio della vita; al momento della resa dovette restare nascosto a lungo per sfuggire alla collera del papa. Molti suoi disegni di fortificazioni ancora conservati, che rappresentano una pietra miliare negli studi teorici sulla fortificazione alla moderna, si riferiscono alle opere esterne delle mura di Firenze; non sappiamo però in che misura questi disegni siano stati tradotti in reali strutture.

Durante l'assedio, a scherno degli assedianti fu giocata una storica partita di calcio che ogni anno viene rievocato nella storica sede di piazza Santa Croce.

 

 

 

 

Pronotario apostolico di Papa Clemente VII fu Pietro Carnesecchi

Suo padre Andrea di Paolo era un ferventissimo mediceo

 

 

 

--------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo il trattato di Barcellona ,conchiuso il 29 giugno del 1529, poche speranze rimanevano alla Repubblica fiorentina , osteggiata dal Papa sostenuto a sua volta dalle armi dell'Imperatore. Clemente VII , che aveva abbandonato Francesco I e si era unito a Carlo V vedendo in lui un sostegno piu' valido per il conseguimento dei suoi fini ambiziosi , vergognosamente benedisse le armi dei manigoldi scampati alle forche , alla peste di Roma , alla fame di Napoli ; e senza rimorso impiego' i tesori della Chiesa per mantenere eserciti in danno di un popolo libero ed innocente.

Nonostante il desiderio dei piu' , fosse di richiamare i Medici in Firenze come cittadini principali senza tirannide, per non sottoporre la citta' alle funeste conseguenze della guerra , nella Consulta del 30 settembre quasi tutti si accordarono nel dire :

 

<< gustata la liberta' e' da posporsi a lei ogni cosa umana >>

 

Parole queste , osserva il prof. Falletti , memorande che danno grandezza all'Assedio di Firenze e che non possono essere pienamente comprese da chi nato in liberi tempi , non ha mai provato che sia servitu' ( Falletti Fossati Assedio di Firenze pg 381 )

Cosi il popolo ispirandosi agli esempi e agli insegnamenti del Savonarola , invocando la benedizione di Cristo suo re , si preparo' alla difesa , riflettendo che in guerra si puo' perdere ma si puo' anche vincere ; e nella resa si perde senza speranza di poter vincere

( da Carlotta Borgia Lotti : Lorenzo Carnesecchi o il secondo Ferruccio )

 

 

 

 

 

CARNESECCHI PROTAGONISTI AI TEMPI DELL'ASSEDIO

 

 

 

I Carnesecchi che erano stati sempre vicino ai Medici , iniziarono ad esser coinvolti in profonde divisioni ai tempi del Savonarola . Alcuni di loro furono fortemente coinvolti dal messaggio profetico del martire

La fede nelle istituzioni repubblicane , il messaggio profetico , l'amicizia personale coi Medici spinsero i Carnesecchi su strade assai diverse

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ZANOBI di FRANCESCO dittatore di Firenze durante l'assedio

 

In Zanobi troviamo la fede in Savonarola,l'amicizia per i Medici , la fedelta' alla Repubblica

Tentava di conciliare queste esigenze cosi diverse ritenendo che si dovesse comunque trovare un accordo col Pontefice

Eletto tra i sette dittatori la sua azione sara' sempre limitata da questa convinzione

Zanobi di Francesco di Berto Carnesecchi  ………………. Zanobi Carnesecchi il mercante ai vertici dello stato : uno dei sette dittatori 

 

 

 

 

 

ANDREA di PAOLO di SIMONE

 

Andrea Carnesecchi ( il padre di Pietro ) e' l'uomo che prepone i suoi legami coi Medici alla fedelta' alla Repubblica ,sara' imprigionato nei giorni dell'assedio essendo sospetto ai Fiorentini

 

 

Andrea di Paolo di Simone Carnesecchi  …………. …….Andrea di Paolo di Simone carnesecchi  senatore del ducato di Toscana 

 

 

 

 

Parlando dell'eroica resistenza fiorentina non posso tralasciare di accennare a :

 

Francesco Ferrucci  alcune note sulla vita e la morte di Francesco Ferrucci

 

Amico d'Arsoli dei Passamonti  Amico d'Arsoli dei Passamonti uno dei capitani di Francesco Ferrucci ( Ricevo da Vincenzo Passamonti )

 

 

E non possiamo dimenticare " il gran soldato" emulo di Francesco Ferrucci nella Romagna fiorentina

LORENZO di ZANOBI di SIMONE

 

 

Lorenzo di Zanobi di Simone e' l'uomo fermo nelle sue convinzioni repubblicane ,che quando fu chiamato alla prova tutto diede alla patria fiorentina : vita e beni

 

 

Pochi fiorentini conobbero il valore di Lorenzo Carnesecchi ,assediati dagli imperiali e chiusi tra le mura della citta' riponevano la speranza in Francesco Ferrucci l'eroico commissario di Empoli che combatteva nei dintorni del territorio fiorentino con valore e intrepidezza leggendarie

Del valore di Lorenzo non potevano giungere che vaghe notizie a Firenze troppo distante era il tearro delle sue gesta

 

Dice Carlotta Lotti :

 

Sfogliando un giorno le Istorie Fiorentine del Varchi, rimasi sorpresa di trovare spesso accanto al nome del Ferruccio quello di un cittadino sconosciuto, di Lorenzo Carnesecchi.

" Nè si dubita dagli uomini prudenti ", scrive il Varchi a proposito del governo di Firenze durante l' assedio, " che se avessono eletto uno solo senza guardare ad altro che alla sufficienza, come esempigrazia il Ferruccio o Lorenzo Carnesecchi o alcuno altro ancora di minore virtù e fattolo dittatore da dovero, le cose sarebbono state per avventura governate altramente ch'elle non furono e per conseguenza avuto altro fine ch'elle non ebbero ".. Egli asserisce inoltre che il Papa temeva molto questi due valorosi e quando Firenze perdè quasi tutto il suo dominio , ultime fedeli alla Repubblica rimasero Empoli, Pisa, Livorno difese dal Ferruccio e Castrocaro " dov'era Commissario quasi un altro Ferruccio, Lorenzo Carnesecchi ".

Non possiamo mettere in dubbio la verità delle parole di questo autorevole storico, che fu presente e prese parte agli avvenimenti da lui narrati. Anche il Busini , il Nardi , il G iannotti e più tardi, sulle orme del Varchi, il Perrens il Guerrazzi, il Capponi e perfino il Frassineti ed il Mini nelle loro illustrazioni del Castello di Castrocaro, sono tutti d'accordo nel lodare il Commissario della Romagua fiorentina: ma nessuno si è curato di far conoscere l' opera complessiva di questo guerriero, tantochè il nome di lui non si trova nei dizionari biografici storici.

Solamente Eugenio Albèri, insieme con alcuni documenti sull'Assedio di Firenze, pubblicò una lettera del Carnesecchi col seguente avvertimento: " Benchè non strettamente pertinente " ai fatti dell'Assedio di Firenze ci è parsa importantissima la presente lettera, sia per spargere alcuna luce sulle cose poco conosciute dei Fiorentini in quelle parti, sia per offerire un onorevole documento intorno uno dei migliori cittadini che a quei di vantasse la Repubblica ".

Mentre nell'animo di tutti è viva l'immagine di Francesco Ferrucci, mentre l' Italia si accinge a consacrarne la memoria con un monumento degno di lui che sorgerà a Gavinana, dove egli cadde gloriosamente combattendo per la patria, riandando col pensiero ai gloriosi difensori della, Repubblica Fiorentina, ho voluto pubblicare questo modesto scritto su Lorenzo Carnesecchi per far conoscere agli Italiani un altro guerriero, ignorato dal piu' e degno di avere un posto nella Storia tra quelli che amarono la patria e la libertà.

…………………………………………………………………………………………………..

Lorenzo Carnesecchi adunque fu un grande patriotta, un ardito guerriero, una di quelle figure luminose che di tratto in tratto s'innalzano dalla polvere del mondo e dedicano la loro vita ad una grande idealità dell' anima, facendoci acquistare la fiducia nel bene e la virtù di operarlo. E quando la storia segue le vicende di uno di questi eroi e ne narra le gesta " non é più solamente la maestra, osserva il prof. Del Lungo, sì anco la Poesia della vitá ".

 

Lorenzo di Zanobi di Simone Carnesecchi  ……….Lorenzo Carnesecchi il gran soldato Il secondo Ferruccio : L'uomo che mise una taglia sulla testa del Pontefice

 

 

 

Carlotta Borgia Lotti  Lorenzo Carnesecchi di Carlotta Borgia Lotti parte prima

 

 

Carlotta Borgia Lotti  Lorenzo Carnesecchi di Carlotta Borgia Lotti parte seconda

 

 

 

 

 

La caduta della Repubblica : la perdita della liberta'

 

 

 

 

LA CADUTA DELLA REPUBBLICA FIORENTINA

 

 

La caduta della Repubblica e l'avvento del Principato ha immensi riflessi sulle vicende di tante persone , sull'economia , sulla politica , sulla storia .

 

12 agosto 1530 una Firenze stremata e tradita da Malatesta Baglioni e' costretta a firmare la resa alle forze imperiali

 

20 agosto 1530 Una Balia di partigiani dei Medici depone le istituzioni repubblicane e ripristina la dominazione medicea sulla citta'

 

 

 

 

 

Atto di capitolazione della Repubblica fiorentina

12 agosto 1530

 

dalla "Storia fiorentina" di Benedetto Varchi
libro undecimo - cap. CXXXII

 

 

 

I quattro ambasciadori dopo qualche contrasto, e massimamente in chi s'aveva a rimettere la riforma del governo, o nel papa o nell'imperadore, e quanti danari s'avevano a pagare, conchiusero l'accordo. Non volevano ancora, che vi si ponesse quelle parole, Intendendosi sempre che sia conservata la libertà; ma Pierfrancesco, Lorenzo e lacopo dissero, che non potevano convenire altramente, e che quel popolo eleggeva prima d'andar a fil di spada; e Pierfrancesco ebbe parole con messer Bardo, e lo sgridò perché egli separatamente da loro andava favellando a solo a solo, ora col commessario e ora con don Ferrante per acquistarsi la grazia loro, non altrimente ingerendosi, che se in lui fosse stato il tutto rimesso. Tornarono la sera a sei ore di notte co' capitoli, i quali furono approvati agli undici, e a' dodici si stipulò il contratto, il quale m'è paruto di porre tutto di parola a parola:


L'anno 1530, agli 12 del mese d'agosto, nel felicissimo campo cesareo sopra Firenze nel popolo di Santa Margarita a Montici, e in casa dove risedeva Baccio Valori commessario del papa, in presenza, di sette testimoni, i quali furono questi: il conte Piermaria de' Rossi da San Secondo, il signore Alessandro Vitelli, il signor Pirro Stipicciano da Castel di Piero, il signor Giovambatista Savello, il signor Marzio Colonna, il signor Giovann'Andrea Castaldo, tutti e sei colonnelli, e don Federigo d'Uries maestro del campo cesareo; si celebrò il contratto dell'accordo tra don Ferrante Gonzaga capitano generale de' cavalli leggieri, e allora governatore dell' esercito cesareo, e Bartolommeo Valori commessario generale del papa in detto esercito da una parte; e dall'altra messer Bardo di Giovanni Altuiti, Iacopo di Girolamo Morelli, Lorenzo di Filippo Strozzi, Pierfrancesco di Folco Portinari, cittadini fiorentini e ambasciadori eletti a detto governatore e commessario a conchiudere una concordia, ovvero capitolazione fatta i dì passati tra dette parti, la copia della quale si mandò a Firenze, e fu approvata da' Signori, Collegi e Ottanta, agli undici di detto, come appare per mano di messer Salvestro Aldobrandini e ser Niccolò Nelli suo coaiutore, in presenza d'Iacopo Nardi cancelliere delle tratte de' Signori, e di ser Francesco da Catignano loro notaio; nel qual contratto ed accordo si contengono questi infrascritti capitoli, patti e accordi, cioè:

1° Che la forma del governo abbia da ordinarsi e stabilirsi dalla Maestà Cesarea fra quattro mesi prossimi avvenire, intendendosi sempre che sia conservata la libertà.

2° Che tutti i sostenuti dentro di Firenze per sospezione o amicizia della casa de' Medici s'abbiano a liberare, e così tutti gli fuorusciti e banditi per tal causa sieno subito issofatto restituiti alla patria e beni loro, e gli altri sostenuti per le medesime cagioni a Pisa, Volterra e altri luoghi, abbiano a essere liberati, levato l'esercito, e uscito del dominio.

3° Che la città sia obbligata a pagare l'esercito infino alla somma d'ottantamila scudi, da quaranta in cinquantamila contanti di presente, ed il restante in tante promesse così della città, come di fuori, fra sei mesi, acciocché sopra dette promesse si possa trovare il contante, e levare l'esercito.

4° Che fra due giorni la città sia obbligata consegnare in potere di don Ferrante tutte quelle persone ch’egli nominerà, cittadini però, o della città, insino al numero di cinquanta, e quel manco che piacesse a Nostro Signore, le quali abbiano da stare in suo potere insino sieno adempiute tutte le presenti convenzioni; e che Pisa e Volterra, e le ròcche e le fortezze loro, e così le fortezze di Livorno e altre terre e fortezze che sono all'ubbidienza del presente governo, siano ridotte in potere del governo che s'arà a stabilire da Sua Maestà.

5° Che il signor Malatesta e 'l signore Stefano abbiano a rinunziare in mano de' magistrati il giuramento per loro in qualsivoglia modo e tempo prestato di servire essa città, e giurare in mano di monsignore Balanson gentiluomo della camera della Maestà Cesarea, di restare con quelle genti che a loro Signorie parranno nella città, infinochè siano adempiute tutte le presenti convenzioni, fino al termine de' quattro mesi soprascritti; e ogni volta che sarà loro comandato in nome di Sua Maestà, debbiano uscire colle genti della città, fatta però prima la dichiarazione che si contiene nel primo capitolo; volendo però il signore Stefano essere libero d'andare di detta città ogni volta fosse necessitato per alcuna sua occorrenza, e restare il signore Malatesta in obbligo infino all'ultimo.

6° Che qualunque cittadino di che grado o condizione si sia, volendo, possa andare ad abitare a Roma e in qualsivoglia luogo liberamente, e senza esser molestato in conto alcuno né in roba, né in persona.

7° Che tutto il dominio e terre acquistate dal felicissimo esercito abbiano a tornare in potere della città di Firenze.

8° Che l'esercito, subito pagato che sia, s'abbia a levare e marciare fuora del dominio, e dal canto di Nostro Signore e Sua Maestà si farà ogni provvisione possibile di pagare detto esercito; e quando non si possa levare fra otto dì, si promette dar vettovaglie alla città, dopo dati gli ostaggi e seguito il detto giuramento.

9° Che Nostro Signore, suoi parenti, amici e servitori si scorderanno e perdoneranno e rimetteranno tutte l'ingiurie in qualunque modo, e useranno con loro come buoni, e frategli; e Sua Santità mostrerà (come sempre ha fatto) ogni affezione, pietà e clemenza verso la sua patria e cittadini, e per sicurtà di quella e dell'altra parte, promettono Sua Santità e Sua Maestà l'osservanza del soprascritto, ed obbligasi l'illustrissimo signor don Ferrando Gonzaga, e in suo proprio e privato nome di fare e curare con effetto, che Sua Maestà ratificherà nel tempo di due mesi la presente capitolazione, e Bartolommeo Valori promette anco in suo nome proprio, che Sua Santità ratificherà in detto tempo quanto ha promesso.

10° Che a tutti i sudditi di Sua Maestà e di Sua Santità si farà generale remissione di tutte le pene in che fossono incorsi per conto di disubbidienza, dell'essere stati al servizio della città di Firenze nella presente guerra, e si restituiranno le patrie loro e i beni.


Fu rogato da ser Martino di messer Francesco Agrippa cherico e cittadino milanese, e da ser Bernardo di messer Giovambatista Gamberelli notaio e cittadino fiorentino, e l'illustrissimo signore Giovacchino de Ric signor di Balansone intervenne dopo don Ferrando, per sua Maestà Cesarea. Di tutte queste convenzioni non solo non ne fu osservata nessuna per la parte di Clemente, ma di ciascuna (come apparirà di sotto) fu fatto il contrario. Era appena compito di rogarsi il contratto, quando messer Giovanni di messer Luigi della Stufa, mandato dal papa con gran fretta, arrivò, e inteso degli ottantamila scudi, cominciò fortemente a scandalezzarsi, e gridare a testa che il papa non istarebbe contento a dugentomila; né si dubita, che sé egli fosse giunto un poco prima, l'accordo, ancoraché conchiuso, o non andava innanzi, o si sarebbe cresciuta la quantità del danaio.

 

 

 

 

vai alla pagina 25 prima parte    Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1494 al 1532

vai alla pagina 25 seconda parte    Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1494 al 1532

vai alla pagina 25 terza parte    Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1494 al 1532

vai alle note alla pagina 25  Note al periodo 1494-1532

 

 

 

 

BENEDETTO VARCHI

 

Storia fiorentina  ………………………Storia fiorentina di Benedetto Varchi volume 1

Storia fiorentina  ………………………Storia fiorentina di Benedetto Varchi volume 2

Storia fiorentina  ………………………Storia fiorentina di Benedetto Varchi volume 3

 

 

 

 

Storia cronologica della toscana dal 1532 al 1737

 

 

Su internet ho trovato questo lavoro che penso si debba attribuire a Gaetano Greco professore dell'universita' di Siena.

Visto che e' stato messo su internet per cultura di tutti anch'io me ne avvalgo per ambientare la nostra storia. ( evitandomi di fare un lavoro gia' ottimamente fatto che probabilmente non saprei fare con la medesima competenza )

Per fedelta' al testo riporto a fondo pagina la cronologia completa ( da cui questo estratto ) che copre il periodo ben piu' vasto che va dal 1400 all'eta' napoleonica e il curriculum del professore

--------------------------------------------------------------------------------------

 

 

SCENARIO STORICO  Storia cronologica della Toscana 1532---1737

 

 

 

 

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

La restaurazione dei Medici nel 1512 non fece che esarcerbare il conflitto fra i loro partigiani e i cittadini che avevano avuto stretti legami con la repubblica. La fedelta' alle istituzioni e tradizioni repubblicane era molto diffusa nell'aristocrazia fiorentina del primo cinquecento , come testimoniano gli scritti di Niccolo' Machiavelli e Francesco Guicciardini .

Lodovico Alamanni , partigiano dei Medici , scrisse nel 1516 un'acutissima analisi della situazione fiorentina dopo la restaurazione dei Medici . La lettera dell'Alamanni al capo del governo in carica , Lorenzo di Piero dei Medici , conteneva suggerimenti per la trasformazione dei cittadini fiorentini in cortigiani sottomessi al potere mediceo : << …In Fiorenza non degnano di fare reverentia a qualunche , bene la meritassi , si non a' suoi magistrati , et a quegli per forza e con fatica . Et per questo sono tanto alieni da' modi delle corte , che io credo che pochi altri sieno tanto ; non dimeno , quando sono di fuori , non fanno cosi . Credo proceda da questo che nel principio dovea parere loro cosa troppo disadacta il cavarsi quel loro cappuccio ; et questa loro infingardagine si ridusse in consuetudine , et di consuetudine in natura ; et per quel che io lo credo , e che quando e son fuor della loro terra et di quello habito , manco par loro fatica assai el conversare co' principi . Questa fantasia da' vecchi non si leverebbe mai , ma e' sono savii et de' savi non si deve de' temere , perche' non fanno mai novita' , E giovani facilmente si divezzerebbero da questa civilta' et assuefarebbonsi alli costumi cortesani , se'l principe volessi.

El quale per far questo , bisognarebbe che disegnassi tritamente et eleggessi tucti quei giovani che nella nostra citta' ….sono da dovere essere extimati , et mandassi hora per questo , hora per quello ,et dicessi loro che harebbero caro e' verissimo ad star seco , et che tucti darebbe quello exercitio et quella provisione che se gli convenissi . Nessuno gli ne negarebbe , et venuti che fussino alli suoi servitii , subito sarebbe da far cavare loro l'habito civile et ridurgli ad la la cortigiana come tucti gli altri suoi >>.

In questa diagnosi sulla situazione fiorentina l'Alamanni dava prova di preveggenza : egli configurava esattamente la funzione che avrebbero svolta le grandi famiglie . Prima con riluttanza , poi con sempre crescente adesione , l'aristocrazia accetto' di avere un ruolo cortigiano sotto il governo di una serie di Medici : Lorenzo ,il cardinale Giulio ( poi papa Clemente VII ) , Alessandro , e infine il granduca Cosimo I . La carriera di Francesco Guicciardini e' , sotto questo profilo esemplare .

Discendente di uno dei piu' illustri casati fiorentini Guicciardini era un repubblicano convinto , e aveva scritto nel 1512 : << Tre cose desidero vedere innanzi alla morte : uno vivere di repubblica bene ordinato nella citta' nostra , Italia liberata da tutti e barbari e liberato il mondo dalla tirannide di questi scellerati preti >>. Ciononostante accetto' di servire i Medici e ne acquisto' il favore , dopo la caduta della Repubblica nel 1530 , per averne perseguitato i capi. Era spesso necessario aveva osservato nei suoi " Ricordi " , per gli uomini vivere sotto la tirannide , adeguando la loro condotta alla situazione. Se un tiranno era << sanguinoso e bestiale >> , bisognava andare in esilio . <<Ma quando el tiranno , o per prudenze o per necessita' e per le condizioni del suo stato , si governa con rispetto , un uomo bene qualificato debbe cercare d'essere tenuto d'assai e animoso , ma di natura quieto , ne' cupido di alterare se non e' sforzato , perche' in talo caso el tiranno ti carezza e cerca di non ti dare causa di pensare a fare novita' …..>>

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

 

 

 

 

 

 

 

IL PRINCIPATO MEDICEO

 

 

 

LA BREVE STAGIONE DEL DUCA ALESSANDRO

 

 

Alessandro de' Medici primo Duca di Firenze

Fu riconosciuto figlio illegittimo di Lorenzo II de' Medici, nipote di Lorenzo il Magnifico, ma molti lo ipotizzano come figlio naturale del cardinale Giulio de' Medici (che sarebbe diventato più tardi Papa Clemente VII). Non è chiaro se fosse per metà nero, forse nato dalla relazione tra Lorenzo II (o Giulio) e una serva mulatta di casa Medici, identificata nei documenti come Simonetta da Collevecchio (Collevecchio in Sabina); altre fonti indicano come sua madre una contadina della campagna romana. Comunque grazie al colore della propria pelle si guadagnò il soprannome de "il Moro".

Con la capitolazione della Repubblica fiorentina, per l'accordo tra l'imperatore Carlo V e il papa Clemente VII, appoggiato dalle armi spagnole divenne il nuovo padrone di Firenze.

Una volta assunto il potere a Firenze, Alessandro cominciò quella trasformazione delle istituzioni repubblicane fiorentine, che invece il trattato di resa della città gli imponeva di rispettare e che sarebbe poi stata portata a termine da Cosimo I, suo lontano cugino e suo successore al governo. Ad esempio Alessandro, avendo vissuto sempre alla corte imperiale di Carlo V, ne portò a Firenze gli usi, come quello di circondarsi di una guardia di Lanzi armata di alabarde, che spaventarono e sconcertarono i fiorentini, usi a vedere anche i più autoritari tra i Medici, comportarsi con ben altra discrezione.

Alessandro dunque cominciò a imprimere un tipico carattere sempre più "principesco" al proprio governo e ad eliminare i simboli, cari ai fiorentini, delle istituzioni repubblicane/comunali. Tra queste iniziative la più significativa fu certamente quella di incaricare Benvenuto Cellini (che ne riferisce nella sua autobiografia) di preparare monete di taglio diverso dal fiorino, con la propria immagine. Inoltre Alessandro pretese (di nuovo contro i trattati) la consegna di tutte le armi possedute da privati cittadini, il che non gli impedì di morire, poco dopo, trafitto da un suo parente, Lorenzino de' Medici con il quale aveva un rapporto poco chiaro, che alcuni accenni (celebre la descrizione di Cellini) vorrebbero addirittura morboso.

Con il suo Ducato, le istituzioni fiorentine conservavano una parvenza di democrazia solo attraverso un simbolico Consiglio dei Duecento ed un simbolico Senato, composto dal 1532 di quarantotto membri nominati a vita con un blando potere decisionale, più che altro consultivo. E la carica di senatore rimase un'alta onorificenza anche per tutto il successivo periodo del Granducato di Toscana.

Alessandro sposò la figlia naturale (poi legittimata) dell'Imperatore Carlo V, Margherita d'Asburgo il 18 gennaio 1536, ma il loro breve matrimonio non ebbe alcuna discendenza.

 

 

 

Manzo Carnesecchi osteggia il Duca Alessandro

 

Manzo Carnesecchi  ……….Manzo Carnesecchi e il suo atteggiamento verso il nuovo Duca

 

 

non so se per meriti veri ( non conosco le fonti ) o fantastici Giuseppe Revere lo utilizzi nel suo Lorenzino de Medici

DOVE PRONUNCIA UN BEL : MANZO CARNESECCHI NON E' USO A FUGGIRE

 

http://books.google.it/books?id=KDQtAAAAMAAJ&pg=PA87&dq=manzo+carnesecchi#v=onepage&q=manzo%20carnesecchi&f=false

 

 

 

LORENZO DI ZANOBI DI SIMONE TRA I PROCURATORI DEI FUORIOSCITI PER IL RISPETTO DEI TERMINI DI RESA

 

 

LORENZO MORIRA' IN QUEL PERIODO E NON POTRA' PARTECIPARE AL TRAGICO TENTATIVO DI MONTEMURLO

 

 

 

 

 Il Duca Alessandro fu assassinato da Lorenzo (Lorenzino) di Pierfrancesco de' Medici, detto anche Lorenzaccio (Firenze, 22 marzo 1514 – Venezia, 26 febbraio 1548),

Appartenente al ramo popolano della celebre dinastia, è passato alla storia soprattutto come assassino di suo cugino,

Nato a Firenze, Lorenzino era figlio di Pierfrancesco de' Medici e di Maria Soderini. Dopo la morte del padre (1520), che avvenne quando era appena fanciullo, fu allevato dalla madre e dai tutori Giovanni Francesco Zeffi e Varino Favorino di Camerino alla villa del Trebbio, dove crebbe accanto al futuro Cosimo I de' Medici e al futuro Duca Alessandro, figlio illegittimo probabilmente del cardinale Giulio de' Medici.

Compagno degli eccessi del Duca Alessandro, quando fu instaurato nel ruolo di governatore della città. L'amicizia con Alessandro fu molto stretta e non priva di punti oscuri e, forse, di risvolti morbosi. Secondo i resoconti dell'epoca i due sarebbero stati compagni negli eccessi licenziosi, abituati a recarsi insieme nei bordelli e spesso visti in pubblico montare lo stesso cavallo.

La sera del 5 gennaio 1537 Lorenzino fece venire Alessandro nei propri appartamenti e lo lasciò solo, con la promessa di tornare presto con una sua sorella e con la moglie di Leonardo Ginori. Alessandro nel frattempo si addormentò e Lorenzino tornò solo dopo qualche ora, assieme al sicario di professione chiamato Scoronconcolo; i due dunque trovarono il duca addormentato ed inerme, senza guardie e che da solo aveva assecondato i loro piani, che prevedevano di ucciderlo accoltellandolo nel sonno. Il duca si svegliò però dopo i primi assalti e fu ucciso solo dopo una violenta lotta. Tra le motivazioni del tradimento di Lorenzino sono state portati ad esempio la sottomissione che Alessandro pretendeva da tutti, compreso Lorenzino stesso, che si sentiva invece come un suo pari; o le questioni ereditarie che lo avevano svantaggiato; ma forse vi potevano essere anche dei segreti morbosi tra i due, che comunque non sono mai stati provati.

La città visse la morte del tirannico Duca come una liberazione, e anche fuori da Firenze furono in molti che si rallegrarono dell'eliminazione di un personaggio così sgradevole (tra i quali Caterina de' Medici, regina di Francia). Con Alessandro si estinse il ramo principale dei Medici, sebbene egli lasciasse due figli piccoli, Giulio e Giulia, che però vennero dichiarati non capaci di governare perché nati illegittimi da un padre già dalla genealogia incerta. Salì così alla ribalta un giovane di diciassette anni, che rappresentava da parte di padre il ramo secondario dei Medici e da parte di madre quello primario, Cosimo I, che perciò fu scelto come nuovo duca della città, anche con il beneplacito dei fiorentini e dell'Imperatore Carlo V.

 

 

 

 

 

 

IL DUCA COSIMO I

 

 

wikipedia

 

Cosimo I de' Medici (Firenze, 12 giugno 1519 – Firenze, 21 aprile 1574) fu il secondo duca di Firenze e, in seguito, il primo granduca di Toscana. Governò dal 1537 al 1574; ottenne molte importanti onorificenze tra cui spicca quella dell'Ordine del Toson d'Oro.

Figlio del condottiero Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati, Cosimo salì al potere nel 1537, a soli 17 anni, dopo l'assassinio del duca di Firenze Alessandro de' Medici. Il delitto fu ordito da Lorenzino de' Medici, lontano cugino del duca Alessandro che, tuttavia, non seppe cogliere l'occasione di sostituirsi al proprio parente e finì col fuggire da Firenze. Nessuna delle famiglie più importanti sembrava essere in grado di prendere il posto dei Medici quando Cosimo, allora pressoché sconosciuto, apparve in città, seguito da pochi servi. Egli veniva dal Mugello dove era cresciuto dopo la morte del padre e riuscì a farsi nominare duca nonostante appartenesse ad un ramo secondario della famiglia. Infatti, vista la sua giovane età ed il suo contegno modesto, molti personaggi influenti della Firenze del tempo speravano di avere a che fare con un giovane debole, svagato, attratto solamente dalla caccia e dalle donne; una persona facile da influenzare. Cosimo venne, quindi, nominato capo del governo con la clausola che il potere sarebbe stato esercitato dal consiglio dei Quarantotto. Ma Cosimo aveva interamente ereditato lo spirito battagliero del padre e della nonna paterna Caterina Sforza.

Infatti, appena investito del potere e dopo aver ottenuto un decreto che escludeva il ramo di Lorenzino da qualsiasi diritto di successione, esautorò i consiglieri ed assunse l'assoluta autorità. Restaurò il potere dei Medici in modo così saldo che da quel momento governarono Firenze e gran parte della Toscana attuale fino alla fine della dinastia, avvenuta con la morte senza eredi dell'ultimo granduca Medici, Gian Gastone, nel 1737; la struttura del governo creata da Cosimo, durò fino alla proclamazione del Regno d'Italia.

I primi anni di governo furono succubi del Governo spagnolo che con Carlo V imperatore del Sacro Romano Impero vedeva la Toscana feudo dell'impero e Cosimo I governante in nome dell'imperatore. Con una guarnigione spagnola entro le mura fiorentine

--------------------------------

Carlo V d'Asburgo (Gand, 24 febbraio 1500 – Cuacos de Yuste, 21 settembre 1558) fu Re di Spagna e Imperatore del Sacro Romano Impero.

All'indomani del fallimento dell'assedio di Metz e della mancata riconquista della Lorena, Carlo V entrò in una fase di riflessione: su se stesso, sulla sua vita e sulle sue vicende oltre che sullo stato dell'Europa. La vita terrena di Carlo V si stava avviando alla conclusione. I grandi protagonisti che assieme a lui avevano calcato la scena europea nella prima metà del XVI secolo erano tutti scomparsi: Enrico VIII d'Inghilterra e Francesco I di Francia nel 1547, Martin Lutero nel 1546, Erasmo da Rotterdam dieci anni prima e Papa Paolo III nel 1549.

Il bilancio della sua vita e di ciò che aveva compiuto non poteva dirsi del tutto positivo, soprattutto in rapporto agli obiettivi che si era prefissato. Il suo sogno di Impero universale sotto la guida asburgica era fallito; così come era fallito il suo obiettivo di riconquistare la Borgogna. Egli stesso, pur professandosi il primo e più fervente difensore della Chiesa di Roma, non era stato in grado di impedire l'affermarsi della dottrina luterana. I suoi possedimenti oltre-atlantico si erano accresciuti enormemente ma senza che i suoi governatori fossero stati in grado di dar loro delle valide strutture amministrative. Aveva però consolidato il dominio spagnolo sull'Italia, che sarà ufficializzato soltanto dopo la sua morte con la pace di Cateau-Cambresis nel 1559, e che sarebbe durato per centocinquanta anni. Così come era riuscito, con l'aiuto del Granduca Ferdinando suo fratello a fermare l'avanzata dell'Impero ottomano verso Vienna e il cuore dell'Europa.

Carlo V cominciava a prendere coscienza che l'Europa si avviava ad essere retta da nuovi Principi i quali, in nome del mantenimento dei propri Stati, non intendevano minimamente alterare l'equilibrio politico-religioso all'interno di ciascuno di essi. La sua concezione dell'Impero stava tramontando e cominciava ad affermarsi il potere della Spagna. Nel 1554 si celebrarono le nozze tra Maria Tudor (Maria la sanguinaria), Regina d'Inghilterra e figlia di Enrico VIII, con Filippo; nozze fortemente volute da Carlo V che vedeva nell'unione tra la Regina d'Inghilterra e il proprio figlio, futuro Re di Spagna, un'alleanza fondamentale in funzione antifrancese e a difesa anche dei territori delle Fiandre e dei Paesi Bassi.

Per accrescere il prestigio del proprio figlio ed erede, l'Imperatore assegnò a Filippo, definitivamente, il Ducato di Milano e il Regno di Napoli, che andavano ad aggiungersi alla reggenza del Regno di Spagna di cui Filippo era già in possesso da alcuni anni. Questa crescita di potere nelle mani di Filippo non fece altro che aumentare l'ingerenza di quest'ultimo nella conduzione degli affari di stato che causò un incremento della conflittualità con il proprio genitore. Questa conflittualità ebbe come conseguenza una cattiva gestione delle operazioni militari contro la Francia che erano riprese proprio nel 1554.

Il teatro del conflitto era costituito dai territori fiamminghi. L'esercito francese e quello imperiale si confrontarono in aspre battaglie fino all'autunno inoltrato, quando iniziarono le trattative per una tregua di cui tutti avevano bisogno, soprattutto a causa del dissanguamento finanziario di entrambe le parti. La tregua fu conclusa, dopo estenuanti trattative, a Vauchelles nel mese di febbraio 1556 e, ancora una volta, così come spesso era accaduto in passato, le ostilità si conclusero con un nulla di fatto, nel senso che restavano congelate le posizioni acquisite. Ciò significava che la Francia manteneva l'occupazione del Piemonte e delle città di Metz, Toul e Verdun. Carlo V, a questo punto degli avvenimenti, fu costretto a dover prendere decisioni importanti per il futuro della sua persona, della sua famiglia e degli Stati d'Europa sui quali si stendeva il suo dominio.

Era giunto a 56 anni di età e la sua salute era alquanto malferma. L'anno precedente, il 25 di settembre, aveva sottoscritto con i Principi protestanti, tramite il fratello Ferdinando, la Pace di Augusta, a seguito della quale si pervenne alla pacificazione religiosa in Germania, con l'entrata in vigore del principio cuius regio, eius religio, con cui si sanciva che i sudditi di una regione dovevano professare la religione scelta dal loro reggente[45]. Era il riconoscimento ufficiale della nuova dottrina luterana. Questi avvenimenti indussero il nuovo Papa, Paolo IV, al secolo Gian Pietro Carafa, napoletano, eletto appena l'anno precedente, a stringere una solida alleanza con il Re di Francia in funzione anti-imperiale. Paolo IV, infatti, riteneva che l'Imperatore non fosse più il baluardo della Chiesa di Roma contro gli attacchi provenienti dalla nuova dottrina luterana, soprattutto dopo il Trattato di Passavia e la Pace di Augusta.

Ecco perché ritenne opportuno stringere alleanza con la Francia. Il Principe Filippo ormai governava sia sulla Spagna che sulle Fiandre oltre che nel Regno di Napoli e nel Ducato di Milano. Il matrimonio di Filippo con la Regina d'Inghilterra assicurava una salda alleanza antifrancese. Il fratello Ferdinando aveva acquistato potere in tutti i possedimenti asburgici e lo esercitava con competenza e saggezza oltre che con notevole autonomia dall'Imperatore. I legami con il Papa si erano ormai allentati, sia a causa delle risultanze della Pace di Augusta e sia per la svolta subita dalla Chiesa cattolica con l'avvento del Carafa al soglio pontificio.

Tutte queste considerazioni lo indussero a decidere per la propria abdicazione, che ebbe luogo con una serie di passaggi successivi. Come Duca di Borgogna aveva già abdicato in favore del figlio Filippo II, nella città di Bruxelles il 25 ottobre 1555. Il 16 gennaio del 1556 Carlo V cedette le corone di Spagna, Castiglia, Sicilia e delle Nuove Indie ancora al figlio Filippo, al quale cedette anche la Franca Contea nel giugno dello stesso anno e la corona aragonese nel mese di luglio. Il 12 settembre dello stesso anno cedette la corona imperiale al fratello Ferdinando. Subito dopo, accompagnato dalle sorelle Eleonora e Maria, partì per la Spagna diretto al monastero di San Jeronimo di Yuste nell'Estremadura.

-----------------

La pace di Cateau-Cambrésis (2/3 aprile 1559), fu un trattato di pace che definì gli accordi che posero fine alle guerre d'Italia e al conflitto tra gli Asburgo e la Francia.

Furono firmati in realtà due trattati: uno tra Elisabetta I d'Inghilterra e Enrico II di Francia il primo giorno e uno tra Enrico e Filippo II di Spagna quello successivo, nella cittadina (oggi francese) di Le Cateau-Cambrésis, circa venti chilometri a Sud-Est di Cambrai.

Essa definì gli equilibri europei per tutto il secolo successivo, spostando il baricentro sull'Atlantico e ufficializzando la debolezza politica italiana, mentre riconosceva protagoniste della scena europea la Spagna e la Francia. Sancì inoltre l'inizio del predominio spagnolo in Italia.

La Francia e gli Asburgo (che si erano da poco divisi in due linee dinastiche: Spagnola e Austriaca) si erano combattuti quasi continuamente negli ultimi 65 anni, con qualche intervento inglese a favore dell'Impero asburgico e con l'intervento dell'Impero Ottomano a fianco della Francia.

L'accordo prevedeva, da parte della Francia, la restituzione della Corsica alla Repubblica di Genova, del Piemonte e della Savoia al Duca di Savoia; alla Francia rimanevano Calais, prima in mano inglese, e il Marchesato di Saluzzo, oltre ai vescovati di Metz, Toul e Verdun, strappati all'Impero. Ai Gonzaga, per i quali aveva firmato il marchese Curzio Gonzaga, veniva confermata la signorìa sul Monferrato.

La Spagna mantenne il possesso della Franca Contea e ottenne in pratica il dominio su larga parte dell'Italia, sia direttamente (Milano, Napoli, Sicilia, Sardegna, Stato dei Presidi), sia indirettamente: infatti dalla sfera d'influenza spagnola restarono esclusi solo la Repubblica di Venezia, il Granducato di Toscana (grazie all'abile politica di Cosimo I de' Medici) ed i Savoia, in quanto i Ducati di Parma, Modena e Mantova diventarono dei vassalli spagnoli e la Repubblica di Genova, anche se nominalmente indipendente, era alleata alla Spagna già dalla svolta filospagnola di Andrea Doria ora ne divenne di fatto dipendente dal un punto di vista militare.

Mentre il Papa era un alleato naturale della Spagna per gli stessi obiettivi in campo controriformistico; è tuttavia da precisare che veramente indipendente rimase la sola Serenissima, giacché i sovrani sia di Toscana che di Savoia dovevano a Carlo V e Filippo II i loro titoli e il loro ingrandimento. Ad ogni modo, l'influenza spagnola sull'Italia, ottenuta con questo trattato, durò fino agli inizi del XVIII secolo.

Per la Repubblica di Venezia invece la pace fu un trionfo, visto che era riuscita a mantenere intatti i suoi domini di terraferma, pur essendo stata attaccata da tutte le potenze europee.

Emanuele Filiberto I di Savoia, Duca di Savoia, sposò Margherita, sorella di Enrico II, e Filippo II ne sposò la figlia, Elisabetta di Valois

------------------

 

Il governo autoritario di Cosimo indusse alcuni importanti cittadini all'esilio volontario. Essi radunarono le loro forze e col supporto della Francia e degli stati vicini di Firenze, nel tentativo di rovesciare militarmente il governo fiorentino. Alla fine del luglio 1537 marciarono su Firenze sotto la guida di Piero Strozzi.

Quando Cosimo seppe che si stavano avvicinando, inviò le sue migliori truppe, comandate da Alessandro Vitelli, a bloccare i nemici. Lo scontro avvenne nei pressi della rocca di Montemurlo il 1º agosto 1537 e, dopo aver sconfitto l'armata degli esuli, il Vitelli assaltò il castello, dove lo Strozzi ed i suoi compari si erano rifugiati. L'assedio durò solamente poche ore e terminò con la caduta degli assediati, dando a Cosimo la sua prima vittoria militare.

I capi della rivolta furono dapprima imprigionati e poi decapitati nel palazzo del Bargello. Per tutta la sua vita Cosimo agì in modo spietato contro chi cercava di opporsi ai suoi piani. Occorre precisare che il suo dispotismo si rivolgeva in massima parte a coloro che ponevano in discussione la sua autorità, e quindi non il popolo, ma quei nobili e ricchi borghesi fiorentini che non tolleravano la sua supremazia e il suo potere.

Inizialmente Cosimo cercò di sposare Margherita d'Austria, figlia dell'imperatore e vedova del duca Alessandro. Ma non ottenne che un secco rifiuto e la pretesa che alla vedova fosse versata una cospicua parte del patrimonio dei Medici. Abbandonato questo progetto, sposò, nel 1539, Eleonora di Toledo (1522-1562), figlia di Don Pedro Alvarez de Toledo, marchese di Villafranca e viceré spagnolo di Napoli. Si incontrarono per la prima volta nella villa di Poggio a Caiano e si sposarono con grandi fasti nella chiesa di San Lorenzo: lui aveva 20 anni e lei 17. Grazie a questo matrimonio Cosimo entrò in possesso delle enormi ricchezze della moglie e si garantì l'amicizia politica del viceré di Napoli, uno dei più fidati luogotenenti dell'imperatore. Il Bronzino eseguì molti ritratti di Eleonora, il più famoso dei quali è conservato agli Uffizi.

Assieme a Cosimo Eleonora ebbe undici figli, assicurando così in teoria la successione e la possibilità di combinare matrimoni con altre importanti case regnanti, anche se l'unico che sopravvisse in maniera duratura fu Ferdinando I. Eleonora morì nel 1562 all'età di soli quarant'anni, assieme ai suoi figli Giovanni e Garzia. I tre furono uccisi dalla malaria, contratta durante un viaggio verso Pisa, dove volevano curarsi dalla tubercolosi, malattia dovuta all'insalubre situazione cittadina, per sfuggire alla quale proprio Eleonora aveva comprato la residenza di Palazzo Pitti in Oltrarno.

Già dal 1537, iniziò l'inarrestabile ascesa autoritaria di Cosimo I, che inviò a Carlo V il vescovo di Forlì, Bernardo Antonio de Medici, per informarlo di quanto avvenuto alla morte di Alessandro e della successione da parte dello stesso Cosimo, ma soprattutto per confermargli fedeltà [1], allo scopo di ottenere la conferma imperiale. A partire dal 1543, dopo avere riscattato le ultime fortezze ancora in mano all'Imperatore, Cosimo I, secondo un disegno sistematico commisurato alle particolari condizioni dello Stato Toscano esposto ai frequenti passaggi di truppe e, minacciato di dentro dal banditismo e dai fuoriusciti fiorentini, avviò una sorprendente attività edilizio-militare:

Intraprese la realizzazione di nuovi presidi costruendo fortezze a Siena, ad Arezzo, a Sansepolcro e a Pistoia. A Sansepolcro, inoltre, fece abbattere tutti i borghetti esterni alle mura, che si espandevano su di una superficie considerevole e ospitavano vari edifici, tra cui chiese e ospedali, preferendo fortificare l'antica cerchia muraria piuttosto che allargarla;

Rafforzò le difese di origine medioevale a Pisa, a Volterra e a Castrocaro, in Romagna, a pochi chilometri da Forlì;

Fece erigere una nuova cinta muraria a Fivizzano a sbarramento dei passi appenninici della Cisa e del Cerreto;

Fece fortificare San Piero a Sieve, Empoli, Cortona e Montecarlo ai confini della Repubblica di Lucca;

Fece costruire ex novo la città-fortezza di Portoferraio (Cosmopoli) nell'Isola d'Elba e piazze d'armi quali Sasso di Simone nel Montefeltro e Terra del Sole (Eliopoli), tra la vecchia fortezza di Castrocaro, destinata ad essere abbandonata, e Forlì, quindi ai confini con lo Stato della Chiesa.

Come indica il nome, Terra del Sole doveva costituire non un semplice luogo fortificato ma addirittura un piccolo esperimento di città ideale. La breve distanza da Forlì (meno di 10 km) indica, da un lato, la forte penetrazione del potere di Firenze in Romagna (la cosiddetta "Romagna toscana"); dall'altro, costituiva un abisso incolmabile perché il capoluogo romagnolo non cadde mai in potere dei fiorentini e segna, quindi, l'estremo limite della loro espansione.

Altra priorità di Cosimo fu la ricerca di una posizione di maggior indipendenza rispetto alle forze europee. Egli abbandonò la tradizionale posizione di Firenze, di norma alleata con i francesi, per operare dalla parte dell'imperatore Carlo V. I ripetuti aiuti finanziari che Cosimo garantì all'impero gli valsero il ritiro delle guarnigioni imperiali da Firenze e Pisa ed una sempre maggior indipendenza politica.

Il timore di nuovi attentati alla sua persona lo spinsero a crearsi una piccola legione di guardia del corpo personale, composta da svizzeri. Nel 1548 a Venezia Cosimo riuscì a far uccidere Lorenzino de' Medici per mano di Giovanni Francesco Lottini che assoldò due sicari volterrani. Per anni lo aveva fatto inseguire per tutta Europa e con la sua morte tramontava ogni possibile pretesa dinastica contro di lui sul comando della Toscana. L'anno successivo mediò uno scontro tra Siena e l'impero facendo accettare l'indipendenza della città in cambio della presenza di una guarnigione spagnola al suo interno.

Preferì non intraprendere la conquista di Lucca, fermato dal timore che i lucchesi, gelosi della loro indipendenza, si sarebbero trasferiti altrove con i loro capitali rovinando il commercio della città (come del resto era avvenuto in precedenza con la conquista di Pisa). D'altro canto Lucca, unica città imperiale italiana, godeva, anche grazie alla propria ricchezza, di importanti appoggi da parte di potenti stati europei e tentare la sua conquista avrebbe potuto avere effetti imprevedibili sugli equilibri internazionali. Andarono a vuoto, invece, i suoi tentativi per ottenere Pontremoli e la Corsica che, pur di sottrarsi dal dominio genovese, avrebbe accettato l'unione con la Toscana, con la quale aveva, se non altro, vincoli culturali e linguistici più profondi.

Sapendo di non essere granché amato dai fiorentini, egli li tenne fuori dall'esercito, quindi disarmati, e arruolò truppe solo provenienti dagli altri suoi domìni.

Nel 1552 Siena si ribellò contro l'impero, scacciò la guarnigione spagnola e fece occupare la città dai francesi. Nel 1553 una spedizione militare, inviata dal viceré di Napoli Don Pedro, aveva tentato di riconquistare la città ma, complice anche la morte dello stesso viceré, l'impresa era stata un fallimento. Nel 1554 Cosimo ottenne il supporto dell'imperatore per muover guerra contro Siena utilizzando il proprio esercito. Dopo alcune battaglie nelle campagne tra le due città e la sconfitta dei senesi a Marciano, Siena fu assediata dai fiorentini. Il 17 aprile 1555, passati molti mesi di assedio, la città, stremata, cadde: la popolazione senese era diminuita da 40.000 a 6.000 abitanti.

Siena rimase sotto protezione imperiale fino al 1557, quando il figlio dell'imperatore, Filippo II di Spagna, la cedette a Cosimo, tenendo per sé i territori di Orbetello, Porto Ercole, Talamone, Monte Argentario e Porto Santo Stefano, che andarono a formare lo Stato dei Presidi. Nel 1559, in seguito alla pace di Cateau Cambrésis Cosimo ottenne anche Montalcino, ultimo presidio dei senesi sotto protezione francese.

Sebbene Cosimo esercitasse il potere in modo dispotico, sotto la sua amministrazione la Toscana fu uno stato al passo coi tempi. Esautorò da ogni carica, anche formale, la maggior parte delle importanti famiglie fiorentine, non fidandosi dei loro componenti. Scelse piuttosto funzionari di umili origini. Divise giuridicamente ed amministrativamente il suo territorio tra "Stato vecchio" (Firenze ed i suoi territori) e "Stato nuovo" (Siena), quindi tenendo le due zone sapientemente separate. Rinnovò l'amministrazione della giustizia, facendo emanare un nuovo codice criminale. Rese efficienti i magistrati e la polizia. Le sue carceri erano tra le più temute d'Italia.

Spostò la sua dimora da Palazzo Medici (oggi Palazzo Medici Riccardi) a Palazzo Vecchio, in modo che ogni fiorentino avesse ben chiaro che il potere era tutto nelle sue mani. Anni più tardi si trasferì a Palazzo Pitti.

Introdusse e finanziò la fabbricazione di arazzi. Costruì strade, opere di prosciugamento, porti. Dotò molte città toscane di fortilizi. Rafforzò l'esercito, istituì nel 1561 l'Ordine marinaresco di Santo Stefano e migliorò la flotta fiorentina, partecipando alla battaglia di Lepanto. Promosse le attività economiche, sia recuperando antiche lavorazioni (come l'estrazione dei marmi a Seravezza), sia di nuove. I continui aumenti delle tasse, seppur controbilanciati da un incremento dei commerci, posero il germe di uno scontento popolare che si acuirà sempre di più con i suoi successori. Nonostante le difficoltà economiche, fu molto prodigo come mecenate.

Proseguì, inoltre, gli studi di alchimia e di scienze esoteriche, la cui passione aveva ereditato dalla nonna Caterina Sforza.

Negli ultimi dieci anni del suo regno rinunciò alla conduzione degli affari interni dello stato in favore di suo figlio Francesco.

Cosimo si adoperò per ricevere un titolo regale che lo affrancasse dalla condizione di semplice feudatario dell'imperatore e che gli desse quindi maggior indipendenza politica. Non trovando alcun appoggio da parte imperiale si rivolse al Papato. Già con Paolo IV aveva cercato di ottenere il titolo di re o arciduca, ma invano. Finalmente, Nel 1569, dopo aver stipulato un accordo col Papa secondo il quale avrebbe messo la sua flotta a servizio della Lega Santa che si stava venendo a formare per contrastare l'avanzata ottomana, Pio V emanò una bolla che lo creava granduca di Toscana. Nel gennaio dell'anno successivo fu incoronato dal papa stesso a Roma. In realtà tale diritto sarebbe spettato all'imperatore e per questo Spagna e Austria si rifiutarono di riconoscere il nuovo titolo minacciando di abbandonare la Lega, mentre Francia ed Inghilterra lo ritennero subito valido e col passare del tempo tutti gli stati europei finirono per riconoscerlo .(Alcuni storici ipotizzano che l'avvicinamento tra Pio V e la conseguente concessione dell'ambito titolo granducale avvenisse con la consegna a tradimento dell'eretico Pietro Carnesecchi, che era rifugiato a Firenze confidando nella protezione del Duca medesimo.)

 

La morte della moglie nel 1562 e di due dei suoi figli colpiti da malaria lo aveva profondamente segnato. Nel 1574 abdicò a favore del figlio Francesco, ritirandosi nella villa di Castello vicino a Firenze. Guardando anche il profilo umano, c'è da credere che la vita nelle sale ormai vuote di Palazzo Pitti, già occupate dall'amatissima moglie e dai numerosi figli che non gli erano sopravvissuti, lo deprimesse enormemente.

Dopo aver frequentato Eleonora degli Albizi, dalla quale ebbe due figli naturali, nel 1570 Cosimo prese in seconde nozze Camilla Martelli come moglie morganatica, che gli diede una figlia, poi legittimata e integrata nella successione. Il peggioramento del suo burrascoso carattere ed i continui scontri con i figli (Francesco aveva una visione dello Stato completamente diversa dal padre), a causa della nuova moglie, resero i suoi ultimi anni turbolenti. Morì il 21 aprile 1574, a cinquantacinque anni, già gravemente menomato da un ictus che gli aveva limitato la mobilità e tolto la parola.

La discendenza di Cosimo e Eleonora, sebbene numerosa, non fu certo toccata dalla fortuna, a causa della tubercolosi endemica a Firenze, che richiedeva spesso soggiorni nelle zone costiere, dove invece era presente la malaria. Morirono così i figli Maria, Giovanni e Garzia, oltre alla stessa Eleonora; altri tre morirono ancora in fasce; Lucrezia, duchessa di Ferrara, morì giovanissima di tisi (anche se i nemici di suo marito, Alfonso II d'Este, insinuarono che fosse stata avvelenata dal marito, che voleva essere libero per poter sposare l'arciduchessa Barbara d'Austria, matrimonio politicamente più prestigioso); Francesco morì di malaria insieme alla seconda moglie Bianca Cappello (per molti secoli si è ipotizzato che fossero stati avvelenati da Ferdinando I, ma le ultime analisi scientifiche smentifiscono questa storia); Isabella venne strangolata dal marito con l'accusa di adulterio; Pietro invece, con la tacita complicità del fratello Francesco, uccise la moglie Leonora Álvarez de Toledo - sua cugina materna - accusata, a suo dire, d'adulterio; Ferdinando raggiunse la vecchiaia e fu per molti anni granduca di Toscana. Restano Don Giovanni e Virginia, nati però illegittimamente, anche se Virginia fu poi legittimata ma in età avanzata fu dichiarata affetta da pazzia.

Cosimo seppe sfruttare il ruolo anche politico dell'arte, promuovendo numerosi cantieri che cambiarono, in meglio, il volto di Firenze, in modo da poratre avanti un'immagine del suo governo come saggio e illuminato, apportatore di prestigio economico e culturale in città.

Tra le varie opere da lui compiute, si ricorda la creazione della Galleria degli Uffizi, originariamente destinati agli uffici amministrativi dello Stato e oggi uno dei più importanti e visitati musei del mondo. Ampliò la maestosa costruzione di Palazzo Pitti, che divenne la residenza ufficiale dei granduchi; portò a compimento il giardino di Boboli, parco della sua residenza. Collegò la sua nuova residenza con palazzo Vecchio attraverso il Corridoio vasariano.

La sua corte fu ambita da artisti di grande valore, tra i quali Giorgio Vasari, Agnolo Bronzino, Bartolomeo Ammannati, Benvenuto Cellini. E proprio su consiglio dell'architetto aretino Giorgio Vasari fondò, il 13 gennaio 1563, l'Accademia e Compagnia dell'Arte del Disegno il cui ruolo e prestigio, certo non confinati negli angusti limiti politico economici del principato toscano, crebbero fra il Cinque e il Seicento grazie allo straordinario contributo di Accademici come Michelangelo Buonarroti, Francesco da Sangallo, Benvenuto Cellini, Bartolomeo Ammannati, il Giambologna, Galileo Galilei, ecc.[1]

Mentre la Compagnia era una sorta di corporazione cui dovevano aderire tutti gli artisti operanti in Toscana, l'Accademia, costituita solo dalle più eminenti personalità culturali della corte di Cosimo, aveva finalità di tutela e supervisione sull'intera produzione artistica del principato mediceo. Appassionato di archeologia, intraprese ampie ricerche di artefatti etruschi a Chiusi, Arezzo ed in altre città, portando alla luce numerosi oggetti e statue.

 WIKIPEDIA

 

 

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

Non tutta l'aristocrazia fiorentina accetto' la pax medicea . Il capo dell'opposizione al governo di Cosimo era Filippo Strozzi , partigiano un tempo dei Medici , sposato con la figlia di Piero il fatuo . Filippo era stato stretto collaboratore di Clemente VII , ma alla morte di costui , nel 1534 , la sua fortuna era tramontata , ed egli si era unito a quel gruppo di esuli che dopo la caduta della Repubblica del 1530 aveva abbandonato Firenze . Nell'estate del 1537 circa duecento esuli , con il loro seguito di mercenari , mossero alla volta di Firenze con l'intento di assalirla , ma furono sconfitti nella battaglia di Montemurlo e i loro capi fatti prigionieri , condotti a Firenze per esservi giustiziati. Filippo Strozzi fu imprigionato , e alla fine si suicido' . Soltanto uno sparuto gruppo di esuli sopravvisse alla disfatta , impossibilitato ormai per sempre a insidiare seriamente il dominio dei Medici a Firenze

 

BATTAGLIA DI MONTEMURLO 2 AGOSTO 1537

 

 

 

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

L'esecuzione dei capi ribelli in piazza della Signoria volle rappresentare un monito per i potenziali dissidenti . La costruzione della fortezza da Basso fu per l'aristocrazia fiorentina un ulteriore segno della sua impotenza nei confronti del regime dei Medici. Cosimo tuttavia conosceva bene i pregi del metodo del bastone e della carota , e , una volta sicuro della sua posizione , fu disposto ad attrarre l'aristocrazia al proprio servizio , come gia' aveva suggerito Lodovico Alamanni .

Percio' membri delle principali famiglie cittadine sedettero nella Magistratura Suprema , organo esecutivo responsabile di molti aspetti dell'amministrazione e personaggi dell'aristocrazia furono utilizzati come governatori di citta' e fortezze dello Stato, come diplomatici e capitani militari. E' vero che altresi che Cosimo e i suoi discendenti misero in posizioni governative di rilievo - come uditori , segretari, funzionari della casa ducale - stranieri e cittadini dei domini ( Arezzo , Pistoia , Pescia , Colle , eccetera ) , ma nelle magistrature e negli uffici civici sopravvissuti all'epoca repubblicana le antiche famiglie restarono predominanti

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

 

CORRUZIONE DEI COSTUMI REPUBBLICANI

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

Grazie alla loro ricchezza , alla loro condizione sociale e alla possibilita' di accedere a pubblici uffici , i membri delle famiglie fiorentine poterono perpetuare e rafforzare il loro sentimento di appartenenza ad una elite esclusiva ed ereditaria , a una classe "nobile". Benche' privi di titoli nobiliari , essi nutrivano la convinzione di essere altrettanto nobili dei marchesi, conti e baroni di Milano , Ferrara e Napoli. La loro era una nobilta' civile , dovuta al fatto che i loro antenati avevano ricoperto per generazioni alte cariche nella Repubblica . Questo tipo di argomentazione fu adottato da parecchi scrittori fiorentini del tardo Cinquecento e del primo Seicento , per esempio dallo storico Scipione Ammirato , che nel 1615 scriveva : << ...Se si riguardera' piu' adentro nelle Repubbliche che grandi , com'e' stata questa di Firenze , si vedra' che una famiglia nobile di essa non ha niente cagione di cedere all'altra , perche' se non havra' havuto signorie o non sara' vissuta tanto cavallerescamente come si fa d'ordinario et a' necessario in una corte d'un re o d'un principe grande ....havera' havuto dei Confalonieri di giustizia ,de' Priori ,de' Commissari , de' Dieci della guerra , di quei della Balia , et simili uffizii , i quali non son forse punto inferiori a quelli , massime considerando che quel signore havera' il comando non assoluto sopra gente non nobile , dove quel gentilhuomo di Repubblica se non l'ha assoluto , e' al manco compagno e non soggetto come l'altro>>

Il Granduca Cosimo I contribui a questa aristocratizzazione istituendo nel 1562 l'Ordine di Santo Stefano ......

 

Gene Adam Brucker - Firenze 1138 1737 l'impero del fiorino ---- Arnoldo Mondadori editore

 

 

 

 

COSIMO PADRONE ASSOLUTO

 

Scorrendo il Pieraccini ho trovato questa lettera di Cosimo I a Bartolomeo Concini

 

"Havete fatto bene a dire il fatto vostro a' Consiglieri, che comincerebbero a dimenticarsi della loro soggezione.

Direte a M. Bernardo Carnesecchi, che si ricordi, che i nostri consigli sono voleri, e quelli, che ci si oppongono li reputiamo nostri avversari."

( By Paolo Piccardi )

 

 

 

 

  

LA CADUTA DELLA REPUBBLICA DI SIENA E LA FORMAZIONE DEL DUCATO DI TOSCANA

 

Il 17 aprile 1755 capitola la repubblica di Siena

 

 

Siena11  Caduta della Repubblica di Siena

 

 

RIEVOCAZIONE STORICA DELLA BATTAGLIA DI SCANNAGALLO

 

Tutti gli anni nell'ultimo fine settimana di maggio a Scannagallo si svolge uno spettacolo che merita di essere visto :

LA RIEVOCAZIONE STORICA DELLA BATTAGLIA DI SCANNAGALLO

http://www.scannagallo.com/home_index.html

 

 

 

 

 

IL CAPITANO BATTISTA CARNESECCHI SI RIBELLA CONTRO COSIMO I

 

 

Scipione Ammirato : Istorie fiorentine

Istorie fiorentine di Scipione Ammirato ...‎ - Pagina 268

di Scipione Ammirato, Cristoforo del Bianco, Francesco del Soldato - 1827
... Tosinghi C. Gio. Batt. di Gherardo Carnesecchi Corso di Corsi . 283 Cipriano
di Francesco da ...

Visualizzazione completa

 

Libro Google www.carnesecchi.eu/Storiefiorentine2.pdf da pagina 261 in poi : Da un lungo elenco di ribelli tra cui :

 

Al di 28 di maggio 1555 li 4 infrascr. Furono dichiarati ribelli per essere venuti contro S.E. in servizio dei Franzesi

C.Pietro Pagolo et Niccolo' di Ceccotto Tosinghi

C.Gio.Batt. di Gherardo Carnesecchi

Corso di Corsi

Cipriano di Francesco di Raggiuolo

 

 

Giovan Battista di Gherardo  Il capitano Battista Carnesecchi ribelle contro Cosimo I in difesa della liberta' di Siena

 

Il capitano Battista Carnesecchi morira' in Francia nell'assedio di Musidan colpito da un colpo di moschetto

anno 1569 Francia : Assedio di Musidan : sua morte :……….Essendo Monsignor D'Angio' andato intorno di un castello tenuto dalle forze dell'Ammiraglio chiamato Musidan , il conte di Brisac , giovane di valore e di fede sincera alla Corona , andando intorno per riconoscere il luogo fu da un moschetto di quei di dentro ucciso , insieme con altri gentiluomini Franzesi e Italiani. E principalmente Fiorentini , il Capitano Battista Carnesecchi , Luigi Alamanni e altri : dolse molto questo danno al Generale , e adirato , prendendosi il castello per forza , non volle si perdonasse ad alcuno , e vi furono tutti uccisi

 

 

dall'ottimo sito del dr Orlando Papei www.ilpalio.org

 

 

 

 

IL GRANDUCATO DI TOSCANA

 

24 agosto 1569 il papa Pio V investe Cosimo I del titolo di Granduca di Toscana

 

 

New York Times  Il titolo di Granduca di Toscana e il sangue di Pietro Carnesecchi

 

 

Della solenne incoronazione del dvca Cosimo Medici in gran-dvca di Toscana

 

 

http://books.google.it/books?id=XEURAQAAIAAJ&printsec=frontcover&dq=incoronazione+cosimo&hl=it&sa=X&ei=rab2UoiQJYPhywPaw4KABw&ved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&q=incoronazione%20cosimo&f=false

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'EPOCA DEL PRINCIPATO MEDICEO A FIRENZE

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI SULLA DIFFICOLTA' DI SEGUIRE LE LINEE GENEALOGICHE

 

La caduta della repubblica e la fine dell'ordinamento repubblicano ci privano anche di una fonte d'informazioni fin qui utilissima

Infatti cessa la funzione del Gonfaloniere e dei Priori e tutto viene accentrato nelle mani del Duca

Cosi il sito : http://www.stg.brown.edu/projects/tratte/

che ci e' stato di tanto utile riferimento fino a qui , da questo momento in poi non puo' piu' darci indicazioni

dobbiamo appoggiarci ad altre fonti :

 

I battesimi del Duomo ( che iniziano dal 1450 ) per i soli cittadini fiorentini

I registri delle morti redatti da padre Eusebio Cirri

Le fonti archivistiche : anagrafiche , fiscali e notarili

Quello che viene chiamato poligrafo Gargani

I censimenti del 1551 e del 1561

Le mappe dei capitani di Parte Guelfa intorno alla fine del 500

 

 

CONCILIO DI TRENTO ( 1545--1563 )

 

Con questo concilio la Chiesa rende obbligatori la tenuta di alcuni libri : nascite , morti , matrimoni , cresimati , stati delle anime .

Non tutti i parroci si adeguano immediatamente , comunque con un po di fortuna e' possibile ritrovare questi registri almeno a partire dal 1570

 

Nel 1563, il Concilio di Trento, impose ai parroci la registrazione dei battesimi, delle cresime, dei matrimoni e delle morti dei loro parrocchiani. Inoltre essi dovevano redigere lo "stato delle anime" consistente in una specie di censimento con "stato di famiglia" e, quindi, assai utile ai fini genealogici.

Purtroppo, in alcuni casi, terremoti, guerre, incendi, alluvioni e l’incuria dell’uomo, hanno portato alla distruzione totale, o parziale, di questi archivi; fortunatamente, alcune Diocesi hanno provveduto a raccogliere gli archivi parrocchiali più antichi negli Archivi Diocesani dove sono ancora conservati. In qualche regione, gli antichi registri parrocchiali sono conservati negli Archivi di Stato, ma talvolta risultano smembrati e suddivisi tra questi e alcuni Archivi Comunali, rendendo più ardua la ricerca.

Molto utili gli Status Animarum (stati delle anime) che come detto erano dei registri che, in seguito al Concilio di Trento , i parroci erano tenuti a compilare con regolarita' (venivano redatti dai parroci di solito in occasione delle benedizioni pasquali: ) : in essi erano registrati dati anagrafici e religiosi dei parrocchiani, pertanto possono essere considerati una sorta di censimento organizzato della popolazione infatti registravano i parrocchiani per nuclei familiari secondo l'itinerario delle visite. Generalmente di ciascun parrocchiano sono riportati nome e cognome, età e la condizione rispetto ai sacramenti del battesimo, comunione e cresima.

Si conservano spesso negli archivi parrocchiali di pertinenza, quando esistenti, tra i libri parrocchiali ( libri dei battezzati, libri dei matrimoni, libri dei defunti ecc.); nei casi di parrocchie soppresse o accorpate, la loro conservazione è affidata agli archivi diocesani.

Talvolta sono scarni elenchi di nomi e di numeri; ma quando sono particolarmente accurati, gli stati delle anime riportano altre annotazioni importanti: i nomi delle vie e delle contrade, la proprietà dell'abitazione (propria o in affitto), la condizione lavorativa del capofamiglia, la presenza di domestici e servitù ecc. Sono quindi una fonte importantissima per gli studi demografici, sociali, toponomastici e per le ricerche genealogiche. Da un punto di vista genealogico, lo Status Animarum si rivela una fonte essenziale per individuare anche eventuali collaterali, ovvero i vari figli di un unico capofamiglia, il quale veniva quasi sempre nominato per primo.

Nella sua forma base, lo Stato delle Anime si presenta generalmente nella seguente forma, con un linguaggio caratterizzato da formule ricorrenti:

Casa n°... propria /a pigione /d'affitto /ad enfiteusi.

Nome del capofamiglia, eventuale provenienza da un'altra località, professione, età (generalmente espressa dalla formula "d'anni...").

Nome della moglie ed eventuale provenienza da un'altra località, età.

Nomi dei figli, posti in ordine dal primo all'ultimogenito, con relative età.

Annotazione del numero totale dei componenti della famiglia, posto solitamente sotto la colonna delle età degli stessi

 

Prima del concilio nemmeno i libri dei battesimi erano obbligatori per cui da luogo a luogo e' possibile o meno il trovarli

A Firenze come visto si comincia a registrare le nascite intorno al 1450

 

 

SVILUPPO DEMOGRAFICO

 

I Carnesecchi a Firenze ,almeno mi pare ,hanno uno sviluppo demografico in controtendenza a quello della citta' :

 

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Cronaca (1532-1606) a cura di Giuliana Sapori.: a cura di Giuliana Sapori‎ - Pagina 497

di Giuliano de' Ricci, Giuliana Sapori - 1972 - 671 pagine

……….La famiglia de' Carnesecchi nella nostra città è nobile ma numerosa, di huomini ve ne ha de' poveri et de' ricchi et de' pazzi et de' savii; ...

 

----------------------------------------------------------------------------------------

 

Come detto sono talmente numerosi i Carnesecchi nei primi decenni del 1500 che diventa estremamente difficile riuscire a identificarli tutti e seguire le varie discendenze

 

Lungo tutto il XV secolo e' possibile si siano acuite le differenze economiche tra i vari rami . Il frazionamento della ricchezza dei padri su tanti figli ha reso piu' deboli le finanze di molti .

L'epoca savonaroliana ha acuito le divisioni politiche nella famiglia e molti Carnesecchi si sono resi invisi al regime mediceo o si sono comunque politicamente defilati

 

 

Adesso oltre che a Firenze , Cascia , Prato e Badi cominciamo a comparire Carnesecchi anche in altri luoghi della Toscana.

Chi sono questi Carnesecchi ?

Sono gente diversa che per un motivo qualsiasi ha preso ad essere individuata con questo cognome in conseguenza delle disposizioni del Concilio di Trento oppure sono rami fiorentini impoveriti e spostatisi nel contado ?

 

I genealogisti si sono occupati molto poco di questa famiglia: non esiste infatti ch'io sappia alcuno studio genealogico sui Carnesecchi . Alla fine della fiera pero' i genealogisti hanno affermato che i Carnesecchi fiorentini sono una famiglia estinta.

Questa convinzione dei genealogisti e' stata finora accolta acriticamente . Io propongo alcune considerazioni per mettere la questione su un altro piano .

I Carnesecchi erano all'inizio del quattrocento una decina d'individui sopravvissuti alla selezione della peste del 1348 di quella del 1363 e del 1400 che si moltiplicarono biblicamente in modo tale che agli inizi del cinquecento erano almeno un centinaio di maschi

Al censimento del 1562 a Firenze sonoenumerate pero' solo una ventina di famiglie . Gli altri che fine hanno fatto ?

E' una impresa difficile se non impossibile seguire la vita di tutti questi individui , che oltre a tutto utilizzavano un numero limitatissimo di nomi rendendo difficile distinguere un Bernardo da un altro Bernardo o un Francesco da un altro Francesco . Hanno abbandonato Firenze o si sono estinti ? E nel caso perche' hanno abbandonato Firenze e dove sono andati ?

E' da considerare anche che possano esser impoveriti ed e' piu' difficile trovare le tracce di un povero. Impoveriti a causa dei rivolgimenti politici o a causa semplicemente di fatti economici.

C'e' da sfatare lo stereotipo che recita come i Carnesecchi fossero tutti medicei .

Non si puo' non considerare l'estrema variabilita' delle condizioni economiche degli individui che potevano arricchire o impoverire nel corso di una generazione ; il quattrocento e il cinquecento fiorentini sono secoli tumultuosi dove e' facile diventare molto ricchi ed altresi molto poveri . Conseguenza ovvia dell'essere dei mercanti e dei prestatori di denaro in un epoca piena d'imprevisti

In piu' aggiungasi che il patrimonio si disperdeva in queste famiglie composte ciascuna anche da una decina di figli maschi ( solamente nel cinquecento si adottera' il sistema di far sposare solo il primogenito o comunque di limitare la dispersione del patrimonio)

Anche il destino dei figli di uno stesso padre poteva essere molto diverso .

Gia' all'inizio del quattrocento c'e' ad esempio gia' una forte differenziazione di condizioni economiche e politiche fra i Grazzini / Carnesecchi e i Mattei / Carnesecchi e come ci fosse gia' una netta divisione tra i due nuclei quasi fossero famiglie diverse

C'e' poi da considerarsi l'estrema mobilita e dinamicita' degli uomini del trecento cinquecento che coi pur limitati mezzi di cui disponevano compivano in tempi brevissimi spostamenti che sarebbero importanti anche per noi che disponiamo di ben altri mezzi

E si deve tener conto dei rovesci della fortuna politica e della fortuna negli affari : nella storia toscana la figura del fuoriuscito e' una costante

Tutto questo rende difficile ricostruire .

Guardando la storia dei Carnesecchi fiorentini ho l'impressione della scomparsa nel buio di decine e decine di famiglie . Famiglie che a mio avviso troveremo poi un po dovunque per la Toscana anche in misere condizioni

Quando si legge sui libri di genealogia nobiliare che i Carnesecchi di Firenze si sono estinti lo si puo', dal mio punto di vista , accettare solo nei termini " i Carnesecchi ammessi al patriziato fiorentino si estinsero "

Sopravvissero probabilmente in altri rami che pur avendo i medesimi antecessori non fecero parte del patriziato mediceo

 

 

Vale quindi :

(A) I genealogisti dicono che i Carnesecchi di Firenze si sono estinti e questa affermazione e' quantomeno arrischiata e oltremodo superficiale perche' non esiste nessuno che si sia dedicato a ricostruire correttamente le genealogie di questa famiglia : in questa ricerca non ho fatto altro che imbattermi in errori anche molto grossolani relativi a legami parentali tra i membri di questa famiglia ( le conoscenze su questa famiglia sono cosi scarse che mi e' stato persino difficile risalire a come gli storici avevano collegato i Carnesecchi al loro piu antico antecessore Durante di Ricovero ) ; i vari eruditi seicento - settecenteschi gli ultimi a scrivere di questa famiglia giungono addirittura a sbagliarne lo stemma ( vedi il Cantini )

E' evidente quindi che l'affermazione " i Carnesecchi di Firenze si sono estinti " non ha alcun fondamento documentale

(B) Nessun Carnesecchi puo' affermare di discendere dai Carnesecchi fiorentini senza documentarlo con una seria ricerca genealogica

 

 

Non possiamo escludere che alcuni dei Carnesecchi odierni abbiano invece origini da famiglie originate da un Carnesecca "diverso". Non possiamo escludere che alcuni contadini siano stati identificati in "quelli che lavorano per i Carnesecchi " divenendo col tempo semplicemente i " Carnesecchi"

Abbiamo gia' visto a Prato un esempio di origine da un Carnesecca diverso (ove non fosse vera l'ipotesi di un origine comune ).

Quindi chi vuol fare affermazioni precise dovra' affidarsi ad una seria indagine genealogica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA VITA DI CORTE

 

Congiure   ……………….Le ultime congiure   

 

Costume  ………….cambiamento del costume di vita fiorentino  

 

Un articolo interessante di Kitada Yoko : L'aristocrazia fiorentina nella corte medicea da Cosimo I a Ferdinando II : http://www.carnesecchi.eu/corte.pdf

 

 

 

 

 

 

Un movimento ereticale in ISTRIA e un Simone Carnesecca ( ??? ) da uno studio del prof. Andrea Del Col

 

curioso questo individuo

 

 

 

 

 

STORIA DEI CARNESECCHI DURANTE IL PRINCIPATO MEDICEO

 

A CONTINUARE DALL’ANNO 1530 Al 1800

 

 

Abbiamo lasciato il racconto alla caduta della Repubblica ed abbiamo lasciato i nostri Carnesecchi numerosi in numero ,poveri e ricchi , savi e pazzi , politicamente divisi e indirizzati verso strade assai diverse

Le vicende dei Carnesecchi medicei si dividono ora da quelle degli antimedicei , e da quelle dei Carnesecchi poveri

I Carnesecchi medicei continuano a comparire nella storia fiorentina . Gli altri Carnesecchi scompaiono dalla macrostoria e rimangono con le loro microstorie

Giganteggia in questi anni la rivolta umana e spirituale di Pietro Carnesechi e rimane nella storia la figura del capitano Battista che mette in gioco testa e beni per combattere per la liberta' di Siena contro le truppe di Cosimo I

Degni di nota i banchieri Bartolomeo ( Baccio ) e Zanobi, suo figlio , del banco Carnesecchi -Strozzi : autori di una delle banche piu' importanti d'europa nel XVI secolo

Ed ancora Bernardo il progettista dei giardini delle Tulleries

Vincenzo che si distinse come comandante di galera nella marina stefaniana , Virgilio ingegnere ed architetto dei Carnesecchi di Pietrasanta .

Degne di menzione le attivita' minerarie dei Carnesecchi di Pietrasanta , legate al ferro all'argento al rame

E tanti altri ancora di cui ora parleremo

 

 

 

FIRENZE

 

 

vai alla pagina 26 prima parte  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1532 al 1800  ( Principato mediceo )

 

 

 

vicende dei rami dei funzionari medicei

 

 

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo del senatore Andrea di Paolo di Simone Carnesecchi

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di Piero di Simone di Paolo Carnesecchi

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di Ridolfo di Giovanni di Andrea Carnesecchi

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di Andrea di Bernardo di Cristofano Carnesecchi

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di Giovanni di Giovanni Carnesecchi

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di Leonardo di raffaello di Leonardo Carnesecchi

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di Zanobi di Francesco di Berto Carnesecchi

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di Ridolfo di Antonio di Manetto

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di

storia dei Carnesecchi  Vicende del ramo di

 

 

 

Cosimo si adoperò per ricevere un titolo regale che lo affrancasse dalla condizione di semplice feudatario dell'imperatore e che gli desse quindi maggior indipendenza politica. Non trovando alcun appoggio da parte imperiale si rivolse al Papato. Già con Paolo IV aveva cercato di ottenere il titolo di re o arciduca, ma invano. Finalmente, Nel 1569, dopo aver stipulato un accordo col Papa secondo il quale avrebbe messo la sua flotta a servizio della Lega Santa che si stava venendo a formare per contrastare l'avanzata ottomana, Pio V emanò una bolla che lo creava granduca di Toscana. Nel gennaio dell'anno successivo fu incoronato dal papa stesso a Roma. In realtà tale diritto sarebbe spettato all'imperatore e per questo Spagna e Austria si rifiutarono di riconoscere il nuovo titolo minacciando di abbandonare la Lega, mentre Francia ed Inghilterra lo ritennero subito valido e col passare del tempo tutti gli stati europei finirono per riconoscerlo .(Alcuni storici ipotizzano che l'avvicinamento tra Pio V e la conseguente concessione dell'ambito titolo granducale avvenisse con la consegna a tradimento dell'eretico Pietro Carnesecchi, che era rifugiato a Firenze confidando nella protezione del Duca medesimo.)

Questo tradimento fu ancora piu' grave perche' Pietro Carnesecchi era stato imparentato ai Medici dalla volonta' di Papa Clemente VII ( Giulio de Medici ) che aveva voluto dare a Pietro il suo cognome ( Pietro Medici Carnesecchi )

 

 

 

 

ritratto giovanile ( 15-18 anni ) di Pietro Carnesecchi vittima dell'inquisizione nel 1567.

 

 

  • ritratto di Pietro Carnesecchi
  • dipinto
  • Galleria degli Uffizi
    Firenze
  • (Altezza per Larghezza) 59.5 x 39.5
  • Inventario 1890, n. 1489 (1890 post)
  • SBAS FI 177961 (fotografia b.n.)
    SSPM FI 555971 (fotografia digitale)
    ex art. 15 n. 25474 (diapositiva colore)

Il passaggio del dipinto dalla Guardaroba agli Uffizi avvenne nel 1787, ma su questo episodio non sono stati trovati documenti certi. La tradizione lo attribuisce ad Andrea del Sarto; fu il Gamba , sulla base delle indicazioni del Vasari, a riconoscervi la mano del Puligo e ad identificare nel personaggio ritratto Pietro Carnesecchi, riconoscimenti confermati unanimamente dalla critica successiva. Un altro supposto ritratto del Carnesecchi, sempre attribuito al Puligo, si trova ad Oakley Park nella collezione Earl of Plymonth. Scrive il Vasari: "Fra molti ritratti che Domenico fece di naturale, che tutti son belli e molti somigliano, quello e' bellissimo che fece di Monsignor messer Pietro Carnesecchi, allora bellissimo giovanetto". Il Vasari stesso riproduce questo ritratto nella volta della sala di Clemente VII in Palazzo Vecchio, in un ovale nel quale e' raffigurato Clemente VII che impone la berretta cardinalizia a Ippolito de'Medici. "... e' M. Piero Carnesecchi, segretario gia' di Clemente che allora fu ritratto quando ancora era giovanetto,ed io dal ritratto l'ho messo in opera". Il Carnesecchi infatti, imparentato per parte di madre con il cardinal Bibbiena, fu segretario di Clemente VII, ma dopo il 1540 abbraccio' la Rifoma secondo le dottrine valdesi: fu perseguitato, decapitato e bruciato su ordine del Tribunale dell'Inquisizione, il primo ottobre 1567, sotto il pontificato di Pio V. Nel 1527 si era recato a Firenze, sfuggendo al sacco di Roma. Aveva allora diciannove anni e il ritratto in esame dovette essere dipinto in quel periodo, poiche' il Puligo mori' in quello stesso anno.

 http://www.polomuseale.firenze.it/catalogo/avanzata.asp

 

 

 

 

 

Il ritratto è stato attribuito dalla critica ad Andrea del Sarto, a causadella sua alta qualità, fino al 1909, quando Carlo Gamba lo ha assegnato al Puligo e da allora questa attribuzione è stata condivisa da tutti gli studiosi. Maggiori problemi ha creato l'identificazione dell'uomo. Dai critici che hanno ritenuto il quadro opera di Andrea del Sarto, nell'Ottocento, è stato inizialmente considerato un autoritratto e con tale identificazione è stato trasportato a Parigi e citato nei cataloghi ottocenteschi della Galleria fiorentina. Ma già nel 1891, il Venturi cita il dipinto semplicemente come un ritratto di "nobile giovane fiorentino" realizzato da Andrea del Sarto, mentre altri studiosi dell'opera dell'artista hanno proposto altre identificazioni: il Biadi (1829) avanza l'ipotesi che si tratti del perduto ritratto del "Commesso di Vallombrosa", lo Jacobsen (1901) vede nel modello la stessa fisionomia del "Ritratto di uno scultore" della National Gallery di Londra (n. 690), mentre il Banchi ci vede quella del "Doppio Ritratto" della Palatina (inv. 1912, n. 118), anch'esso già considerato un autoritratto di Andrea del Sarto con la moglie del Bardi (1837), in realtà probabile opera di Tommaso di Stefano Lunetti (cfr. Padovani S. in Andrea del Sarto, 1986, pp.181-183). Infine il Guinness (1899) cita il quadro in esame più genericamente come un ritratto di artista e lo Knapp (1907) ritiene che non sia un autoritratto ma una copia di un originale perduto del Sarto. Ma già il Biadi (1829), il Bardi (1837), il Reumont (1835) e lo Jacobsen (1901) avevano notato una somiglianza con il ritratto degli Uffizi, inv. 1890, n. 1489. Sulla base di questa somiglianza, nel 1909 lo Schaeffer - che cinque anni prima aveva considerato il dipinto un autoritratto di Andrea del Sarto - ritiene che i due quadri, questo di Pitti e quello degli Uffizi, siano entrambi ritratti di Pietro Carnesecchi: il primo però realizzato da Andrea del Sarto, il secondo, meno grandioso, dal Puligo, come ci ricorda il Vasari. Lo stesso anno, e indipendentemente, giunge alla medesima conclusione anche il Gamba che, però, come visto, attribuisce anche il ritratto di Pitti al Puligo. La critica successiva non ha più messo in discussione l'identificazione e l'attribuzione proposte dal Gamba, tranne il Costamagna e la Fabre (1986). Infatti i due studiosi ritengono che i due ritratti sopracitati, pur essendo entrambi realizzati dal Puligo, non rappresentano la stessa persona e la loro somiglianza è solo apparente, dovuta alla tendenza a creare volti stereotipati propria dell'artista: dal momento che il ritratto degli Uffizi rappresenta sicuramente il Carnesecchi sulla base della testimonianza del Vasari, il ritratto della Palatina ha un'identità sconosciuta e è databile intorno la 1525. Ci sentiamo di condividere l'opinione del Costamagna e della Fabre, accostando il dipinto, da un punto di vista stilistico, oltre che al ritratto di Oakly Park, alla "Madonna con Bambino e San Giovanni Battista della Palatina (inv. 1912, n. 145), entrambi databili in questi anni (Capretti 1988-1989). La critica recente è concorde nel considerare il dipinto opera della maturità dell'artista.

http://www.polomuseale.firenze.it/catalogo/avanzata.asp

 

 

 

 

 

 

L'immensa follia di assassinare un uomo per amore di Dio

Un riformatore religioso : Pietro Carnesecchi

 

 

 

 

 

Pietro Carnesecchi  Pietro Carnesecchi : un martire dell'Inquisizione , qualcuno dice che il suo sangue fu il prezzo della corona granducale di Cosimo I

Pietro Carnesecchi  Pietro Carnesecchi : un simbolo di liberta’

Pietro Carnesecchi  Pietro Carnesecchi il prezzo della corona granducale della dinastia medicea

 

 

 

 

 

10 febbraio 1567 ( 1568 calendario italiano )

Donazione da parte di Cosimo I dei beni di Pietro Carnesecchi ai fratelli Paolo ed Antonio nipoti di Pietro

( Fondo Tordi )

 

 

 

 

 

Uno dei banchieri piu' importanti nell'Europa del cinquecento

 

 

ritratto del banchiere Zanobi di Bartolomeo di Zanobi Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

COSIMO BARTOLI ( 1503--1572 ) CELEBRE FIGLIO DI CASSANDRA CARNESECCHI e DI MATTEO

 

 

figlio celebre di Cassandra Carnesecchi Cosimo Bartoli di Matteo e di Cassandra Carnesecchi

 

Cosimo Bartoli, Del modo di misurare le distantie, le superficie, i corpi, le piante, le provincie, le prospettive, et tutte le altre cose terrene, che possono occorrere a gli huomini, secondo le vere regole d’Euclide, et de gl’altri più lodati scrittori

 

 

 

Per la cortesia del sig. Marco Mattia ho questa poco conosciuta notizia

 

Cosimo Bartoli è considerato il principale traduttore in lingua italiana delle opere di Leon Battista Alberti, opere che tradusse e pubblicò nel corso degli anni anche da Venezia quando ricoprì il ruolo di agente diplomatico per conto dei Medici e immagino che lei sappia quanto sia importante la segretezza dei documenti diplomatici, quanto sia necessario che taluni documenti non cadano in mano di nemici o avversari e quanto sia importante , se ciò accadesse , rendere questi documenti incomprensibili, indecifrabili.


Tratto da " I segni dell'inganno " di Caterina Marrone ( Docente La Sapienza di Roma):

"Il primo a trovare un rimedio a ciò e a riempire la falla che si era scavata nella salvaguardia dei segreti fu un importante esponente del Rinascimento italiano, Leon Battista Alberti , architetto, scienziato, pittore, filologo, poeta, filosofo, matematico e musicista. Egli stesso racconta che, mentre passeggiava nei giardini vaticani, con Leonardo Dati (1407-1472), il segretario apostolico del papa Paolo II, la conversazione cadesse sul problema della ormai debole segretezza dei documenti. Fu in tale circostanza che il Dati gli propose di trovare un metodo per assicurare una maggiore difesa agli scritti che si volevano proteggere e che, al tempo stesso, permettesse agli exploratores pontifici una "lettura" più agevole dei messaggi altrui."

Leon Battista Alberti si applicò ed il risultato fu il trattato " De componendis cyfris ", rivoluzionario, vero e proprio manuale sulla tecnica crittografica, assolutamente eccezionale per l'epoca ma fu pubblicato la prima volta solo postumo, molti anni dopo ,proprio da Cosimo Bartoli nel 1568.

Per la cortesia di MARCO MATTIA

 

 

 

 

 

A PRATO E' DOCUMENTATA NEL 1564 UN OSCURA GUARDIA DELLA LANA : ULIVIERI CARNESECCHI

NON SI SA DA DOVE VIENE NE CHI SIANO I SUOI ANTENATI

I SUOI DISCENDENTI AVRANNO FORTUNA E SARANNO ASCRITTI ALLA NOBILTA' DI PRATO E ALLA NOBILTA' DI FIRENZE

 

 

SARANNO DENUNCIATI DAI CARNESECCHI DI PASQUINO ( CARNESECCHI DI PRATO ) PER USURPAZIONE DI COGNOME E DI STEMMA E CONDANNATI AD ASSUMERE IL COGNOME CARNESECCHINI

MA SUCCESSIVAMENTE TORNERANNO A CHIAMARSI CARNESECCHI

 

 

 

   

DUE CENSIMENTI

 

 

storia dei Carnesecchi  Elenco dei Censimenti nel cinquecento a Firenze

 

 

 

Nel periodo di Cosimo si tengono due censimenti uno nel 1552 l'altro nel 1562

Il primo esiste in due redazioni : uno in Archivio di Stato ed una in Biblioteca Nazionale , ed e' stato oggetto dello studio di P. Battara " La popolazione di Firenze alla meta' del 500 "Firenze 1935

Il secondo del 1562 esiste nella redazione dell'Archivio di Stato (ASF Miscellanea Medicea 224 )

Per Firenze descrive i fuochi e per ciascun fuoco da il nome del capofamiglia mentre da solamente il numero dei maschi e delle femmine presenti nel fuoco

Per gli altri luoghi del Granducato , purtroppo , da solamente il numero dei fuochi

E' stato pubblicato per la citta' di Firenze dall'editore Alberto Bruschi di Firenze col titolo " I Fiorentini nel 1562"

 

 

Ritengo che la rigorosita' del censimento relativamente all'individuazione dei capifamiglia nella citta' di Firenze sia solo apparenza : mi pare che i funzionari facciano comparire le famiglie ricche ( era volonta' del Duca conoscere la dislocazione dei suoi sudditi di citta' ) ma non si dannino piu' di tanto nell'identificare con precisione i capifamiglia delle famiglie povere ( insomma ho l'impressione che manchi qualcuno )

Le indicazioni utili che si possono trarre dal censimento sono sui luoghi abitati dalle famiglie e sui nomi dei capofamiglia ( il numero di bocche non e' indicativo del numero di figli in quanto probabilmente alterato dalla presenza di eventuale servitu' che viveva nella casa )

 

 

 

 

 

POSSESSI DEI CARNESECCHI ALLA FINE DEL CINQUECENTO : LE MAPPE DEI CAPITANI DI PARTE GUELFA

 

Le Mappe furono elaborate fra il 1580 e il 1595 per conto dei Capitani di Parte Guelfa, visto lo stato disastroso delle strade e l' indolenza dei responsabili della manutenzione. Sono alcune centinaia.

Sono state stampate in anastatica dall' Archivio di Stato di Firenze.

Piante di popoli e strade----Capitani di Parte Guelfa----1580-1595 a cura di Giuseppe Pansini Olschki editore

L'opera e' corredata da :

"Guida all'identificazione del territorio attraverso la cartografia moderna " a cura di Matteo Barbaruto

 

Mappe dei capitani di Parte Guelfa  Alcuni possessi dei Carnesecchi alla fine del seicento ricavati dalle mappe dei Capitani 

 

 

 

 

 

The Buonsignori Map

 

http://www.stg.brown.edu/projects/florentine_gazetteer/

 

FLORENTINE RENAISSANCE RESOURCES:
Online Gazetteer of Sixteenth Century Florence

 This site gives access to a database of ca. 750 items that can be located on the Buonsignori map of 1584/94.

 

Dedication to the Buonsignori Map in 1584: "Al Signore Gran Duca FRANCESCO Medici. Io ho con molta diligenza descritta in disegno Fiorenza Città degna per la bellezza e per la magnificenza sua d'esser veduta da tutti gli huomini, e la mando a V. A. accioche in una vista mirandola si compiaccia d'essere Principe, e Rè di Città tanto nobile, e tanto illustre, che il celebrarla è superfluo; Et s'allegri di rivedere in lei gli ornamenti fatti dal V.A., dal padre vostro, e da nostri maggiori, amandola come benefattore, e padre, che Dio sempre la feliciti."

("To the Lord Grand Duke FRANCESCO Medici. I have with much diligence depicted a plan of Florence, city worthy for its beauty and magnificence to be seen by all men; and I send it to Your Highness so that admiring it with a glance [you] will be pleased to be Prince, and King of a city so noble and illustrious that to celebrate it is needless. And you will be glad to see in it the adornments made by Your Highness, your father, and our ancestors [who] loved it as a benefactor and father; may God always bless it.")

 

 

 

 

 

vai alla pagina 26 seconda parte  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1532 al 1800 

 

 

 

IL MISTERO DI BONIFACIO :

Bonifacio Carnesequi hijo legitimo de Juan Carnesequi de stirpe e familiaridad florentina , segunda naturaleza y primera origen y decendencia de la casa Borgona imperial

 

 

 

 

vai alla note della pagina 26  Note al periodo dal 1532 al 1800 

vai alla note della pagina 26  Note al periodo dal 1532 al 1800 

 

 

 

 

 

 

Alcune memorie dei Carnesecchi :

Archivio storico del Capitolo della Cattedrale di Firenze

 http://www.archivi.beniculturali.it/SAFI/inventari/CapitoloCattedraleFirenze.pdf

 

 

 

 

 

 

Stemma di Giovan Battista di Zanobi di Bartolomeo Carnesecchi vicario a Pescia al tempo della peste del 1631

 

Giovan Battista e' figlio del banchiere Zanobi di Bartolomeo , sposato con Elisabetta Cavalcanti , padre del futuro senatore Francesco e di Zanobi

 

Lo stemma fa parte del fregio dipinto sulle pareti della Sala del Consiglio

 

 

 

 

Descrizione: Stemma con cornice architettonica mistilinea ornata da riccioli e foglie di acanto, sormontata elmo piumato e, in basso, da cartiglio con iscrizione.

Stato di conservazione: buono

Soggetto: stemma gentilizio della famiglia Carnesecchi

Indicazioni sul soggetto: Araldica: stemma gentilizio.

Codifica ICONCLASS: 46 A 12 21 : 61 B 2 (CARNESECCHI) 2

Materia e Tecnica: intonaco/ pittura a tempera

Misure: 120 x 100

Data di creazione: 1700 - 1710, sec. XVIII (Motivazione cronologia: analisi stilistica)

Ambito geografico: PT

 

http://www.culturaitalia.it/pico/

 

 

 

 

 

Trascrizione per la cortesia

---Guido Buldrini

---professor Franco Benucci

 

IO: BAPT:ª CARNESECCHIUS ZANOBI FIL: CUM PER
ANNUM AC SEX MENSES PISCINENSEM PRAEFECTURAM
ATROCITER POPULARI MORBO, AC DIRA FAME DIU
VEXATAM, IN SUMMIS RERUM OMNIU* ANGUSTIIS
ADMINISTRASSET ET PER UNIVERSAM NEBULAE VALLEM
PAESTILENTIAM SEDANDAM PRAEFUISSET SOSPES IPSE
SANUM AC ANNONAE UBERTATE LAETU* POPULUM
RELINQUENS SUO MUNERE FELICITER FUNCTUS, GRATI
ANIMO ERGA DEUM SANCTOSQ: TUTELARES OB TAM EXIMIA
BENEFICIA MON: POS: ANNO DN*I 1631.



L'asterisco indica che la lettere precedente ha sopra una tilde.

 

 

Traduzione per l'incommensurabile ( unico aggettivo appropriato )cortesia di :

---Guido Buldrini

 

Caro Pierluigi,
eccoti la trascrizione, senza abbreviazioni, e la mia traduzione:
---------------------------------------------------------------------------------------------------


IOANNES BAPTISTA CARNESECCHIUS ZANOBI FILUS CUM
PER ANNUM AC SEX MENSES PISCINENSEM PRAEFECTURAM
ATROCITER POPULARI MORBO, AC DIRA FAME DIU
VEXATAM, IN SUMMIS RERUM OMNIUM ANGUSTIIS
ADMINISTRASSET ET PER UNIVERSAM NEBULAE VALLEM
PAESTILENTIAM SEDANDAM PRAEFUISSET SOSPES IPSE
SANUM AC ANNONAE UBERTATE LAETUM POPULUM
RELINQUENS SUO MUNERE FELICITER FUNCTUS, GRATI
ANIMO ERGA DEUM SANCTOSQUE TUTELARES OB TAM
EXIMIA BENEFICIA MONUMENTUM POSUERUNT ANNO DOMINI 1631.


Avendo Giovanni Battista Carnesecchi, figlio di
Zanobi, amministrato per un anno e sei mesi nella
più grande ristrettezza in ogni campo la
prefettura di Pescia, travagliata a lungo in modo
atroce da un'epidemia e da una fame crudele, e
sovrinteso al contenimento della pestilenza per
tutta la valle del Nievole, scampato lui stesso e
adempiuto felicemente il suo compito lasciando la
popolazione sana e contenta per l'abbondanza del
cibo, [essa] con animo grato a Dio e ai Santi
protettori per così grandi benefici pose questo
ricordo nell'anno del Signore 1631

----------------------------------------------------------------------------------------------------
Non ho troppi dubbi al riguardo. Che a porre la
memoria sia stata, come è logico, la popolazione e
non lo stesso G. B. C. - che pure è il soggetto
di gran parte del discorso - lo deduco da quel
"grati" che è soggetto plurale e che non può che
essere riferito al popolo. In sostanza la
traduzione letterale sarebbe: "grati nell' animo
a Dio e ai Santi protettori per così grandi benefici posero...".

Ciao!
Guido

 

 

 

La dimora del senatore Francesco Carnesecchi a Cascia ……Descrizione della dimora del senatore Francesco Carnesecchi ( Oggi di proprieta' della contessa Massangioli ) a Cascia--M.L.Fantoni--

Sestilia Del Rosso : estratto di morte ……………Estratto di morte di Sestilia del Rosso moglie di Francesco Carnesecchi --M.L. Fantoni--

 

by professoressa Alessandra Ceccherelli ,signora Maria Luisa Fantoni , contessa Massangioli

Cascia stemma del senatore Francesco di Giovanbattista nella villa Massangioli

 

 

 

Pietrasanta : by signora Monica Donati

 

 

 

 

 

 

SQUARCI DI VITA

 

 

 

 

UN GIOVAN BATTISTA NEL 1672

http://www.montaione.net/wp-content/uploads/2013/03/Storie-di-miniere-e-sorgenti-I.pdf

http://www.carnesecchi.eu/Storie-di-miniere-e-sorgenti-I.pdf

 

 

 

IMPORTANTISSIMI PER I CARNESECCHI DI FIRENZE I DOCUMENTI

DELL'ARCHIVIO STORICO DEL CAPITOLO DELLA CATTEDRALE DI FIRENZE

 

http://www.archivi.beniculturali.it/SAFI/inventari/CapitoloCattedraleFirenze.pdf

 

DOCUMENTI RELATIVI A PIERO (CANONICO) , VINCENZO, FILIPPO , GIOVANBATTISTA , RIDOLFO , FIGLI DI FRANCESCO DI RIDOLFO

E

DI LESSANDRA SERMANNI MOGLIE DI FRANCESCO DI GIOVANNI

 

 

 

ANTONIO E' UN IMPORTANTE MERCANTE SEICENTESCO

 

Vicende della vita del senatore Antonio Carnesecchi

 

In questo caso Antonio si dimostra poco lungimirante

http://www.carnesecchi.eu/Antonio_e_le_carrozze.htm

 

 

 

 

Aulla, famiglia fondo http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=comparc&Chiave=117053

Estremi cronologici: sec. XVI - sec. XIX metà

Consistenza: Unità 50
Descrizione: L'archivio Aulla comprende:

.................

carte Carnesecchi: Libro di ricordi di Giovan Battista Carnesecchi (1 pezzo, 1589-1608),

.................

 

 

 

 

storia dei Carnesecchi< …………………………………………………Il palazzo Quarantotti a Pisa

 

 

Sembra esser Giovanbattista di Ridolfo il proprietario di quello che sara' poi il palazzo Quarantotti a Pisa

 

 

Nel libro : E dilettando appaga : Il palazzo Quarantotti a Pisa : studi e restauri dell'architetto dr Alessandro Baldassari edizioni ETS

l'autore del libro e progettista del restauro pare aver svolto una breve ricerca storica conclusa in tal senso

 

 

 

 

 

storia dei Carnesecchi………vicende di Lorenzo di Lorenzo Carnesecchi

 

 

storia dei Carnesecchi…………Iacopo Carnesecchi mercante di seta grezza

 

 

storia dei Carnesecchi………….L'ultima lite di Benvenuto Cellini : una strana vicenda probabilmente di usura

 

storia dei Carnesecchi………….Gioco del calcio per le feste in onore di Don Vincenzio Gonzaga

 

storia dei Carnesecchi………….Una vendetta .........un colpo di coltello.............

 

storia dei CarnesecchiCecchino Carnesecchi ricco e bellissimo , ma che fu poi ucciso

 

storia dei CarnesecchiAlessandro Carnesecchi ospite del Gondi in Francia prima di partire per la guerra contro i nemici della fede

 

storia dei Carnesecchi…………………………………………………… Il testamento di Vincenzio Borghini

 

storia dei Carnesecchi………………………………i Carnesecchi tra i Cavalieri di Santo Stefano

 

storia dei Carnesecchi< …………………………………………………… …I Carnesecchi a LECCE  

 

Bartolomeo e Zanobi Carnesecchi…Una delle maggiori banche fiorentine del cinquecento : il Banco Carnesecchi-Strozzi e compagni  : Bartolomeo e Zanobi Carnesecchi :

 

storia dei Carnesecchi…………………………………………………… …I Carnesecchi in SICILIA ( a cura di STEFANO MARI ) 

 

un delitto passionale nel 1661 ……………………….Un delitto passionale: Zanobi Carnesecchi uccide suo zio Giovan Battista Cavalcanti

 

una questione d'onore …………………………………………….Una questione d’onore

 

storia dei Carnesecchi< ……………………Morte in Francia del capitano Battista Carnesecchi e Luigi Alamanni  

 

Archivio Niccolini da Camugliano< …Leonardo e Antonio Carnesecchi cedono ad Antonio Federighi ragioni dotali di Pippa Carnesecchi ( cortesia dr.essa Rita Romanelli )

 

Archivio Niccolini da Camugliano< ……………… I Carnesecchi depositano danari nel banco Ricci ( cortesia dr.essa Rita Romanelli )

 

 

 

 

 

Camillo Carnesecchi a Ferrara

 

1661 gennaio 24, Ferrara " Signor Camillo Carnesecchi e Compagni Depositari della Reverenda Camera ...

 

In Ferrara , Nella Stampa Camerale 1667 

Instromento d'affitto sopra l'appalto delle dogane, macinato, & augumento del sale , e delle Cancellarie di Ferrara , e suo Stato , e anco delle Valli di Comacchio , fatto al sig. Camillo Carnesecchi in vigore del chirografo di N.S. Papa Alessandro VII 

http://books.google.it/books?id=198ts48WKvoC&pg=PA63&dq=carnesecchi+camillo+ferrara&hl=it&sa=X&ei=don2Uo23N6T8ygOo0YLYCw&ved=0CDIQ6AEwAA#v=onepage&q=carnesecchi%20camillo%20ferrara&f=false

 

 

 

 

Viaggio per l'alta Italia del ser. principe di Toscana poi granduca Cosimo 3 ...

Di Filippo Pizzichi,Raffaello Sanzio,Luigi Scotti

 

http://books.google.it/books?id=14XtkZMmG40C&pg=PA198&dq=viaggio+alta+italia&hl=it&sa=X&ei=DM_2Uq3HF4iCzAOY04GQAw&ved=0CDUQ6AEwAQ#v=onepage&q=viaggio%20alta%20italia&f=false

 

Camillo ha una figlia : Maria Lucrezia , che sposera' un Bardi di Vernio

 

 

 

 

 

"CARNESECCHI AL FEMMINILE"

 

storia delle donne dei Carnesecchi ………Se e' difficile trovare tracce del vissuto degli uomini ………………

 

 

 

Maddalena Carnesecchi negli Strozzi (datazione ritratto XVI secolo) : Uffizi Firenze

 

 

 

Lucrezia Carnesecchi nei Nasi (datazione ritratto 1600-1649) : Uffizi Firenze

 

  • dipinto
  • Firenze
  • (Altezza per Larghezza) 69 x 56
  • Poggio Imp., 601 (1860)
  • SBAS FI 474873 (fotografia b.n.)
    SBAS FI 474874 (fotografia b.n., particolare)

http://www.polomuseale.firenze.it/catalogo/avanzata.asp 

 

 

 

Maria Carnesecchi nei Rucellai (datazione ritratto XVII secolo) : Uffizi Firenze

 

 

  • ritratto di Maria Carnesecchi nei Rucellai
  • dipinto
  • Galleria Palatina e Appartamenti Reali
    Firenze
  • (Altezza per Larghezza) 59 x 44.5
  • Inventario 1890, n. 2284 (1890 post)
  • SBAS FI 136471 (fotografia b.n.)
    ex art. 15 n. 3811 (diapositiva colore)

 

I ritratti della serie detta delle bellezze di Artimino sono pervenuti indoppia versione, al'petto' e al ' gomito'. Una delle due versioni era probabilmente destinata alle nobildonne o alle loro famiglie. La serie, iniziata alla fine del secolo XVI, fu terminata entro il 1638. Il nucleo principale (quarantaquattro ritratti) e' databile comunque entro il 1606. Infatti dai documenti pubblicati dal Chappel si ricava che una prima serie di ventitre' ritratti fu pagata nel 1601 e una seconda di ventuno tra il 1603 e il 1606. In alcuni pagamenti della seconda serie (certamente copia della prima) , compare il nome di Achille di Baldassarri Granre pittore della bottega di Jacopo Ligozzi, attivo come ritrattista per i Medici. Dai documenti si deduce che sono probabilmente suoi i ritratti di Settimia Magalotti, Maria Pucci, Ludovica Antinori Falconetti, Maddalena Strozzi Bardi, Costanza di Lioni Ricci, dei quali sono conservati solo gli ultimi due. Non potendo pero' stabilire con certezza quale sia la serie originale e quale la copia (anche se e' piu' probabile che l'originale sia la versione al gomito) non si puo' determinare quali ritratti abbia eseguito il Granre. Per quanto riguarda i dipinti documentati nel 1601, il Chappell fa il nome di Matteo Confortini, pittore noto per pagamenti di ritratti non meglio precisati, attivo negli anni fra il 1585 e il 1633. Ma in una lettera del 28 maggio 1600 al Granduca Ferdinando(ASF, Mediceo 5962, c. 523) , Cristina di Lorena nomina come artista scelto per l`esecuzione della serie, un certo " Zoppo pittore" che potrebbe essere Francesco Mati citato dal Gabburri proprio come 'Zoppo' e che era allievo di Alessandro Allori. A parte l'identificazione dei nomi, nella serie sono individuabili, secondo la Meloni, due mani, una piu' antiquata e rigida nei ritratti delle dame col doppio collo di merletti, e una piu' moderna nei ritratti delle donne col colletto piu' rigonfio e con gli orecchini a grappolo d'uva. Nel 1676, trentasei tele sono registrate nell' Inventario generale della Guardaroba e poco dopo trenta (le stesse?) entrarono in Galleria. In data imprecisata i ritratti giunsero al Poggio Imperiale dove furono inventariati nel 1836. Alcuni ritratti tornati agli Uffizi furono nuovamente inventariati nel 1890. Altre tele mantengono invece solo il numero di Poggio Imperiale, dove ancora sono conservati dieci dipinti.

 http://www.polomuseale.firenze.it/catalogo/avanzata.asp

 

 

 

 

 

 

 

Per le notizie di carattere generale su tutta la serie si veda scheda n. 51. Il Richa (Notizie Istoriche…, Firenze, MDCCLV, parte seconda del quartiere di Santa Croce, p. 224) parlando delle "anime feconde" del Convento di Santa Verdiana ricorda "..la beata Caterina Carnesecchi, una delle fondatrici del Convento dello Spirito Santo, la quale poi tornata in questo monastero, morì in concetto di santità". Ciò avvenne secondo l'iscrizione del 1531. La presenza del pastorale nel ritratto indica che la beata fu anche badessa. Opera di valore prevalentemente agiografico, si può collocare stilisticamente alla fine del sec. XVIII.

 

 http://www.polomuseale.firenze.it/catalogo/avanzata.asp

 

 

Carnesecchi Maddalena e Angelo Galli dipinto di Baldassare Franceschini

 

Carnesecchi Maddalena e Angelo Galli

 

Carnesecchi Maddalena e Angelo Galli : particolare

 

 

 

Una Carnesecchi madre di molti figli< ……………………………… Maddalena Carnesecchi ed i suoi dicianove figli dipinti da Lorenzo Lippi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dal monastero di Gesù Maria di Genova,

Al secolo Margarita Malaspina figlia del marchese Olivola Spinetto Malaspina e di Maria Maddalena Studici (traduzione del cognome inglese fatta nel necrologio genovese) figlia del duca di Hortumbia. Muore il 10 agosto 1731 a 83 anni.

Di lei si sono conservate 51 lettere interessanti perché trasmettono, su richiesta della Madre Teresa Vittoria dello Spirito Santo, della Madre Maria Francesca di San Paolo (Franceschi), della Madre Teresa Beatrice del beato Giovanni della Croce (De Steinhell) e di suor Teresa Angelica di Gesù Maria (Carnesecchi), che faceva da segretaria, tutti gli usi del monastero genovese. Purtroppo le lettere sono tutte senza l’anno, in qualcuna c’è il giorno e il mese, molte sono senza intestazione e indirizzo, e senza firma, per cui non è facile metterle in ordine cronologico. Gli unici punti di riferimento sono: il fatto che alla Madre Teresa Vittoria, come antica amica e confidente, da del "tu" e che, essendo la Madre Giacomini morta il 9 febbraio 1706, le lettere a lei indirizzate sono comprese nell’arco cronologico 1700-1706.

 

 

 

 

 

 

 

 

Canto ai Carnesecchi  …Canto ai Carnesecchi o Canto al Centauro cosi chiamato dall'omonima statua del Giambologna che ivi era collocata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PERIODO DEL PRINCIPATO MEDICEO

 

Ruolo politico dei Carnesecchi di Firenze : GLI OTTO SENATORI DEL GRANDUCATO DI TOSCANA

 

 

 

 

 

 

 

 

ANDREA DI PAOLO DI SIMONE DI PAOLO DI BERTO DI GRAZINO 1532

BERNARDO DI ANDREA DI BERNARDO DI CRISTOFANO DI BERTO DI GRAZINO 1546

BARTOLOMEO DI ZANOBI DI FRANCESCO DI BERTO DI ZANOBI DI BERTO DI GRAZINO 1559

PIERFRANCESCO DI ANDREA DI BERNARDO DI CRISTOFANO DI BERTO DI GRAZINO 1571

CRISTOFANO DI PIERFRANCESCO DI ANDREA DI BERNARDO DI CRISTOFANO DI GRAZINO 1586

RAFFAELLO DI LEONARDO DI RAFFAELLO DI LEONARDO DI GIOVANNI DI PAOLO DI BERTO DI GRAZINO 1615

ANTONIO DI PAOLO DI ANTONIO DI ANDREA DI PAOLO DI SIMONE DI PAOLO DI BERTO DI GRAZINO 1622

FRANCESCO DI GIOVANBATTISTA DI ZANOBI DI BARTOLOMEO DI ZANOBI DI FRANCESCO DI BERTO DI ZANOBI DI BERTO DI GRAZINO 1663

 

 

 

Senatori del Ducato e del Granducato di Toscana  ………………………. : Elenchi dei Senatori del Ducato poi Granducato di Toscana

 

 

 

storia dei Carnesecchi………………………………i Carnesecchi nel "Consiglio dei duecento".

 

 

 

 

 

 

 

 

storia dei Carnesecchi………………………………i Carnesecchi tra i Cavalieri di Santo Stefano

 

 

 

 

 Stemmma del cavaliere Raffaello di Leonardo Carnesecchi ( Fiesole ): Lo stemma e' sormontato dal capo di Santo Stefano

 

 

 

 

VINCENZO DI FRANCESCO CARNESECCHI COMANDANTE DI GALERA NELLA MARINA STEFANIANA

 

 

 

storia dei Carnesecchi………………………………Vincenzo Carnesecchi un prode comandante tra i Cavalieri di Santo Stefano

 

http://www.inghirami.it/Storia/Figure_minori.pdf

 

...........Il Guarnieri, certamente il maggior storico dell’Ordine, include Vincenzo Carnesecchi tra i comandanti di galere che più si distinsero e lo pone accanto a Barbolani di Montauto, Capponi,Carnesecchi, Barbavara, Bava, Roncioni, Sozzifanti .

 

 

 

 

Pare presente alla conquista di Bona nel settembre del 1607 da parte dei Cavalieri

 

Relazione del viaggio: e della presa della città di Bona in Barberia; fatta per commessione del sereniss. gran duca di Toscana in nome del sereniss. prencipe suo primogenito, dalle galere della religione di santo Stefanos, il di 16. di settembre, 1607, sotto il comando di Silvis Piccolomini ... (Google eBook)

 

 

 

 

Il Carnesecchi la' dove piu' forte

L'oste s'aduna , corre ai primi allori

E sue bell'orme intrepido anelante

seguita lo squadron detto volante

 

http://books.google.it/books?id=2J7ljDQGieYC&pg=PR21&dq=cavaliere+carnesecchi&hl=it&sa=X&ei=X0nLUtj1A6TOygPixoKwDQ&ved=0CD0Q6AEwAjgU#v=onepage&q=cavaliere%20carnesecchi&f=false

 

Bona d'Affrica espugnata da' cavalieri di Santo Stefano papa, e martire ...

Di Vincenzo Piazza,Arnold : van Westerhout,Nicolas Dorigny,Mauro Oddi,Fabrizio Monsignani

 

 

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

 

Manni : Il senato fiorentino ………………………Il senato fiorentino

 

Da ricordare anche :

Senatori fiorentini raccolti da Ferdinando Leopoldo Del Migliore

 

 

 ***

 

l'amico Paolo Conti di Lucca mi segnala questo libro che mi pare importante

 

L'Ordine di Santo Stefano nella sua organizzazione interna (Elenco Cavalieri dal (1562-2012)

Elenco alfabetico e cronologico per apprensioni d'abito di tutti ii cavalieri appartenuti all'Ordine secondo il "Repertorio" e "l'inventario" del Cav. Federico Fulger (1563-1809).

L'ordine di elencazione per ciascun cavaliere è il seguente:

Nominativo - Patria - Titolo della vestizione - Riferimento cronologico di vestizione d'abito

 

 

 

http://books.google.it/books?id=F-2XjdAlTocC&pg=PA665&dq=nouveau+supplement+carnesecchi&hl=it&sa=X&ei=ciK2Udm-M4urPNL4gOAG&ved=0CDoQ6AEwAQ#v=onepage&q=nouveau%20supplement%20carnesecchi&f=false

Nouveau supplément au Grand dictionnaire historique, généalogique ...

Di Claude-Pierre Goujet,Le Mercier

Con l'elenco dei cavalieri di Santo Stefano dal 1562 al 1742

 

 

 

 

 

 

 

Statuti ,capitoli et constitutione dell'ordine dei Cavalieri di Santo Stefano

http://books.google.it/books?id=X6I8AAAAcAAJ&printsec=frontcover&dq=cavalieri+santo+stefano&hl=it&ei=WR5pTLurIceV4AaYoIyZBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCsQ6AEwAA#v=onepage&q=carnesechi&f=false

 

I pregii della Toscana nell'imprese più segnalate de' cavalieri di Santo Stefano

Di Fulvio Fontana

http://books.google.it/books?id=dlA_AAAAcAAJ&pg=PA1&dq=cavalieri+santo+stefano&hl=it&ei=yx9pTJiYDY2e4AbMlZiZBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCcQ6AEwADgK#v=onepage&q&f=false

Col catalogo delle galee catturate

col catalogo dei Cavalieri Capitani ( tra cui Vincenzo Carnesecchi )

 

I Cavalieri di Santo Stefano nella storia della Marina italiana (1562-1859)

Gino Guarnieri

Nistri-Lischi, 1960 - 491 pagine

 

 

 

L'ordine di Santo Stefano, Gino Guarnieri, Pisa, 1966.


L'Ordine di Santo Stefano e l'amministrazione delle sue fattorie, Pisa, Ets, 1999


La chiesa di Santo Stefano e la piazza dei Cavalieri, Stefano Sodi e Stefano Renzoni collana Mirabilia Pisana, edizioni Ets, Pisa 2003


Il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, Ordine dinastico-familiare della Casa Asburgo Lorena, Rodolfo Bernardini, Pisa, 1990.


Le Commende dell'Ordine di Santo Stefano con saggi di studiosi sulle commende tra il 1600 ed il 1800, con uno studio su Pisa, Pescia, Arezzo e la Toscana. Roma, ARCHIVI DI STATO, 1997.


Atti del convegno " La commenda di grazia dell'Ordine di Santo Stefano nell'800", ETS Pisa 2003

Bruno Casini, I Cavalieri pisani membri del Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire, Pisa, ETS, 1989-1990.

Bruno Casini, I cavalieri lucchesi, volterrani e samminiatesi membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire, Pisa, ETS, 1991.

Bruno Casini, I Cavalieri dello Stato senese membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire, Pisa, ETS, 1993.

Bruno Casini, I Cavalieri delle città e dei paesi della Toscana occidentale e settentrionale membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire, Pisa, ETS, 1994.

Bruno Casini, I Cavalieri di Arezzo Cortona e Sansepolcro membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire, Pisa, ETS, 1996.

Bruno Casini, I Cavalieri di Pistoia, Prato e Pescia membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire, Pisa, ETS, 1997.

Bruno Casini, I Cavalieri degli Stati italiani membri del Sacro Militare Ordine di S. Stefano Papa e Martire, Pisa, ETS, 1998.

 

 

BATTAGLIA DI LEPANTO 7 ottobre 1571

 

 

 

 

 

 

 

NON HA A CHE FARE CON LA MARINA STEFANIANA MA E' COMUNQUE UNA STORIA DI MARE

 

 

ANNO 1571 UN CARNESECCHI MILITANTE TRA I VENEZIANI CATTURATO DAI TURCHESCHI

 

 

http://books.google.it/books?id=Hb48AAAAcAAJ&pg=PT475&dq=carnefecchi&hl=it&ei=iUjuTZvAO8OE-warndSFCA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=7&ved=0CEYQ6AEwBjha#v=onepage&q=carnefecchi&f=false

 

Cattura a 20 miglia da Corfu della nave veneziana Moceniga da parte del corsaro Ucciali o Occhiali' ( chiamato vicere' di Algeri ) il 21 luglio 1571:

Dopo una resistenza di una giornata assalita da molte navi turchesche la nave viene catturata

La Moceniga e' comandata da Giovan Tommaso Costanzo un giovane di 17-18 anni figlio di Scipio Costanzo ( condottiero di gente d'arme per la Serenissima ) e fratello di Camilla moglie di Roberto Malatesta da Rimini che viene catturato ed inviato come schiavo al Pascia'

Tra gli uomini della nave ( e quindi al soldo dei Veneziani ) feriti nel combattimento e probabilmente successivamente catturato c'e' anche un Carnesecchi

ignoro la sorte di questo Carnesecchi ferito e probabilmente catturato od anche ucciso

Non ho idea di chi fosse questo Carnesecchi

" ……………….Carnesecchi un arcobusata nella spalla…………………. "

 

Forse morto nel combattimento o in seguito alle ferite, forse catturato e poi riscattato o morto in schiavitu'

Non doveva esser comunque uomo da poco perche comunque viene ricordato nel racconto

 

reso schiavo  …………un Carnesecchi : catturato nel 1571 dal corsaro turchesco Occhiali

 

 

 

 

 

 

Ho dal Dr. Lorenzo Fabbri ricercatore e studioso
Archivista dell'Opera di S. Maria del Fiore Via della Canonica, 1 50122 Firenze

 

 

Nel "Catalogo cronologico dei Canonici della chiesa Metropolitana fiorentina " opera di Salvino Salvini del 1751 compaiono 4 canonici di questa famiglia :

  • Piero del senatore Andrea di Paolo Carnesecchi dal 1533 morto 1 ottobre 1567
  • Andrea di Pierfrancesco senatore Andrea Carnesecchi dal 1558 morto 3 dicembre 1591
  • Piero di Francesco di Ridolfo Carnesecchi dal 1605 morto 1634
  • Giovanni di Pierfrancesco del senatore Cristofano Carnesecchi dal 1643 morto 25 ottobre 1648

 

-

 

Canonici  …………alcuni Carnesecchi canonici della chjesa Metropolitana fiorentina

 

ecco il testo grazie ai libri google

Catalogo cronologico dei Canonici della chiesa Metropolitana fiorentina " di Salvino Salvini del 1751

 

 

http://books.google.it/books?id=7tpY2zlrKvgC&printsec=frontcover&dq=Canonici+della+chiesa+Metropolitana+fiorentina&source=bl&ots=fNHGVaKne6&sig=odIAI-WnIdEsXhk3jq-uw_gseVQ&hl=it&sa=X&ei=q0GEUMO-DMb14QS684FI&ved=0CDEQ6AEwAA#v=onepage&q=Canonici%20della%20chiesa%20Metropolitana%20fiorentina&f=false

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRINCIPATO MEDICEO

 

 

 

Storia dell'arte

 

 

VIRGILIO DI RIDOLFO CARNESECCHI ARCHITETTO ED INGEGNERE

 

 

 Santi di Tito , Chiesa di Santa Maria Novella : L'angelo avrebbe i tratti di Virgilio di Ridolfo Carnesecchi

 

storia dei Carnesecchi< …………………………………………………….Un ritratto del cavaliere Virgilio Carnesecchi

 

 

 

 

Archivio Niccolini da Camugliano< ………………Contratto di fondazione della cappella in Santa Maria Maggiore( cortesia dr.essa Rita Romanelli )

Tracce   …………alcune altre piccole cose

storia dei Carnesecchi< …………………………………Una lettera importante di Anton Francesco Doni a Simone Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

I giardini delle Tuileries a Parigi progettati da Bernardo Carnesecchi

 

I giardini delle Tuileries in Francia < …………Bernardo Carnesecchi per incarico di Caterina dei Medici progetta i giardini delle Tuileries a Parigi

 

 

 

Bernardo Carnesecchi.
Jardinier de Catherine de Medicis.

Lorsque Catherine de Medicis fit entreprendre , aux tuileries , un nouveau palais sur les terrains de la proprieté qu'elle avait récemment acquise , elle ordonna de pousser les travaux avec activité et recourut aux services d'un nombreux personnel.A la tete de cette administration figurait le célèbre Pierre de Gondi , évèque de Paris , puis Cardinal , qui était en réalité le simple représentant de sa mère , Marie de Pierrevive , la favorite de la reine mère,femme d'Antoine de Gondi , sieur du Perron et ( commissaire à l'intendance ) de la nouvelle demeure royale.Cette dame , qui semble avoir eu à cet egard des dispositions remarquables , pour ne pas dire du talent , fut une veritable '' intendance des batiments''.Son role est d'ailleurs bien connu.
Un ordonnateur , Antoine Nicolay , premier président à la chambre des Comptes , était adjoint à l'intendance , ainsi qu'un controleur general , pour les dépenses , Guillaume de Chapponay.Bernard Palissy et ses parents , Nicolay et Mathurin , furent chargés de la décoration .Le grand potier fit dans le parc de la reine un cabinet de verdure avec une grotte,ornée d'animaux et autres sujets émaillés.Les deux architectes qui travaillèrent aux batiments furent Philibert de l'Orme et Jean Bullant.
Mais la reine désirait moins se creer une nouvelle demeure , qu'elle considérait comme inutile , qu'une villa à l'italienne , avec un jardin de plaisance '' ombreux ; animé de statues et egayé d'eaux jaillissantes''.Elle s'interessa donc , avant tout , à l'établissement du parc et aux plantations , qui y furent faites avec art , gout et science.Divers jardiniers et pepinieristes figurent à plusieurs reprises dans les comptes , dressés en 1571 , pour les travaux des Tuileries: ce sont Bastien Tarquin , Jehan Paillart , Jehan Espallard , Girard Auglard et René Le Notre.( Dans les ecoles en france l'histoire semble comme simplement avec ce dernier personnage , pour faire de l'ombre à la vérité,etrange.
La direction d'un des services du jardinage fut confiée à un noble florentin , dont la famille est connue et dont le nom à ete signale a plusieurs reprises.Cet étranger , parent d'Italiens établis à Lyon et à Paris , ou venu de sa patrie à l'appel de Catherine , se nommait Bernardo Carnessechi et était '' gentilhomme servant de la reine et intendant des plants du jardin des Tuileries.

 

I giardini delle Tuileries sono i più antichi giardini, in stile francese, di Parigi. Si estende da ovest a est, da place de la Concorde al Louvre, e da sud a nord, dalla Senna alla rue de Rivoli.
Questi giardini furono inizialmente creati, su ordine di Caterina dei Medici, dal fiorentino Bernardo Carnesecchi nel 1564, ristrutturati da Mollet nel 1609 e dall'architetto Andre' Le Notre nel 1664.
Originariamente i giardini seguirono il modello italiano: sei lunghi sentieri che si sviluppano in lunghezza e otto in larghezza che delimitano dei settori rettangolari comprendenti differenti varietà di vegetazione quali alberi, parterres di fiori, prati ecc.
Nonostante successive trasformazioni conservano attualmente l'impronta data loro da André Le Notre che riorganizzò i giardini nel 1664 su ordine di Colbert.

Le Notre diede ai giardini l'aspetto odierno: creò un viale centrale delimitato a est da un bacino rotondo e a ovest da un bacino ottagonale; conferì ai giardini una pianta spaziosa si riflette sulle due vasche poste sull'asse centrale ai due estremi fino all'Arc du Carrousel; costruì due terrazze lungo quella che sarebbe diventata la place de la Concorde e due rampe di scale che permettevano di accedervi; numerose statue e complessi marmorei furono costruiti per ornare i giardini.
Nel 1719, l'entrata principale fu decorata con due statue di Antoine Coysevox rappresentanti Mercurio e la Rinomata che cavalca un cavallo alato. Durante la rivoluzione, i giardini furono testimoni di grandi eventi.
Il bacino rotondo fu utilizzato per la cerimonia dell " Essere supremo" (8 giugno 1794).
Vennero piazzate delle effigie rappresentanti l'Ateismo circondato dall'Ambizione, l'Egoismo, la Discordia e la Falsa-Semplicità; Maximilien de Robespierre le incendiò in un'apoteosi di grida e applausi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un dipinto di Alessandro Allori detto Bronzino< ……………………………… Zanobi Carnesecchi di Bartolomeo acquista da Alessandro Allori il suo dipinto " Susanna e i vecchioni"

 

 

Alessandro Allori : Susanna e i vecchioni : opera acquistata da Zanobi di Bartolomeo Carnesecchi

 

 

 

 

Santa Maria Novella ---Chiostro grande--- flagellazione di San Domenico

Cosimo Gamberucci ( 8 gennaio 1562 – 24 dicembre 1621)

Il forestiero istruito Santa maria Novella----Vincenzio Fineschi---1790

 

http://books.google.it/books?id=q6kAAAAAcAAJ&pg=PA57&dq=carnesecchi+girolamo&hl=it&ei=ibowTausAcuSswa_wJH5CQ&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&ved=0CDIQ6AEwAzgK#v=onepage&q=carnesecchi%20girolamo&f=false

vi esprime S. Domenico inatto di disciplinarsi , ed è ben fatto quel Crocifisso, avanti al quale il Santo fa orazione , con quella gloria nell' Angiolo rappresentata , in atto di mostrargli tre corone; ed è pittura del mentovato Cosimo Gamberucci, il quale la dipinse a spese di Francesco Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

cassone attribuito al matrimonio tra Giovanni Strozzi e Maria Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

TRAFFICI COMMERCIALI E AFFARISTICI DEI CARNESECCHI FIORENTINI

 

 

L'esperienza fiorentina e' un esperienza costruita poco con le guerre molto col denaro.

Esaurito nel duecento il governo della spada , trecento e quattrocento segneranno una profonda esperienza di governo del fiorino.

Sotto certi versi un esperienza capitalistica incredibile che mostrera' quanto possa il denaro nella vita degli uomini , sapendolo usare.

 

Dei Carnesecchi fiorentini gli storici sanno poco o niente.

L'ascesa politica di cui scorgono piu' segni e' spesso attribuita al favore della trionfante famiglia Medici.

Una semplificazione che tralascia che i Carnesecchi avevano alle spalle piu' di cento anni di storia nella politica fiorentina .( avevano avuto il primo Priore nel 1297 e il primo Gonfaloniere nel 1358 ) e che i fratelli Grazzini erano gia' nel regime degli Albizzi politici assai influenti e molto legati al mondo delle corporazioni di cui erano stati innumerevoli volte consoli .Che Paolo era stato gonfaloniere 2 volte e che insieme ai fratelli e al cugino era stato Priore complessivamente per 9 volte

A favorire il successo politico dei Carnesecchi che all'inizio del quattrocento erano scarsissimi in numero ( circa 10 adulti ) era come sempre a Firenze il successo commerciale e affaristico.

Questa era la condizione a Firenze ( difficilmente derogabile ) per aver un posto nelle politica

Chiaramente giovo' ai Carnesecchi la forte amicizia con Cosimo il vecchio ma senza il successo negli affari questa non avrebbe giovato a niente .

Un altro errore che spesso viene commesso e' parlare delle famiglie fiorentine nel quattrocento come di consorterie duecentesche , cioe' come blocchi monolitici.

Le famiglie erano divise in rami diversi alcuni di questi rami erano ricchi altri erano poveri. Taluni potevano essere quasi alle soglie dell'indigenza

I Carnesecchi all'inizio del quattrocento erano pochissimi e questo permetteva una maggior unita familiare , ma gia' in seconda ed in terza generazione cominciarono a sfaldarsi sia sul piano della richezza personale che sul piano delle convinzioni politiche.

I nuclei di potere ( che sostituivano la famiglia ) erano formati da comitati di affari ( una situazione molto vicina ai nostri tempi ) ed il potere di Cosimo il vecchio si reggeva su un misto politico affaristico e su una oculata politica del consenso .

Tutto a Firenze si muoveva intorno agli affari

Ho deciso di raccoglier in questa sezione tutte le notizie che riusciro' a trovare sui commerci dei Carnesecchi tentando di dare una visione d'insieme.

Termino ricordando la banca Carnesecchi-Strozzi : nel cinquecento fu una delle maggiori banche europee

 

 

Produzione ,commercio e finanza   ………….i Carnesecchi fiorentini ed i traffici commerciali e finanziari  

 

 

 

 

 

 

Col concilio di Trento s'impone ai parroci di tenere i registri

Non tutti i parroci sono solerti nell'adempimento di questo obbligo per cui in taluni luoghi i registri partono da subito in altri da poco prima del seicento

Coi registri i poveri prendono visibilita'

Compaiono allora qui e la' per la Toscana anche coltivatori di terre e piccoli artigiani che portano il cognome Carnesecchi.

Chi sono ?

Sono individui omonimi dei fiorentini o sono rami dei fiorentini usciti da Firenze e cosi impoveriti da ridursi a coltivare una terra non loro ?

E' da evidenziarsi come esista ancor oggi la tendenza in alcuni storici a concepire la storia in maniera statica : senza prendere in considerazione invece l'estrema dinamicita' delle vicende economiche delle compagnie commerciali e delle famiglie fiorentine , in modo particolare nel Trecento e Quattrocento che sono caratterizzati da arricchimenti ed impoverimenti legati alle difficolta' di imprese ad alta redditivita' ma ad alto rischio

La cosa che mi ha colpito di piu' nel mio tentativo di ricostruire le genealogie dei Carnesecchi fiorentini e' lo sviluppo demografico dei Carnesecchi fiorentini : alla fine del trecento sono poco piu' di una decina alla fine del quattrocento sono mi sembra intorno al centinaio.

Uno sviluppo in controtendenza con lo scarso incremento demografico fiorentino ( incongruenza questa su cui meditare )

Comunque si sia dobbiamo lasciare parlare solo i documenti e ad oggi ho raccolto solo questo : la presenza di individui cognominati Carnesecchi in luoghi diversi della Toscana molti di questi abbastanza poveri da far fatica a rintracciarli se non nei documenti parrocchiali .

Ecco luogo per luogo una mappa delle presenze ad oggi percepite :

 

 

 

 

 

I documenti per ora trovati mi hanno portato a localizzare in luoghi diversi diverse famiglie col cognome Carnesecchi come appare sulla mappa

 

 

A FIRENZE

Grazie anche agli spogli del dr Angelo Gravano Bardelli ( spogli che coprono gli anni 1450--1610 ) sulle fedi di battesimo del Battistero di Firenze mi sono fatto un'idea della situazione.

Non ho trovato prove dell'esistenza di altre famiglie Carnesecchi oltre a quella storica .

Solo il battesimo di Francesco di Bonaccorso di Francesco Carnesecca mi ha lasciato nel dubbio non riuscendo a collocarlo genealogicamente.

Mi e' parso di notare che tra le fedi messe in rete sul sito xxxxxx manchino alcuni battesimi

Rimane l'affermazione di Giuliano dei Ricci sull'esistenza a meta' cinquecento di Carnesecchi poveri a Firenze

 

B SESTO FIORENTINO

Qui compaiono alcuni rami che credo legati ai Carnesecchi fiorentini

 

C PERIFERIA di FIRENZE

Nell'immediata periferia di Firenze compaiono alcune famiglie di cui non sono in grado di dire niente su un eventuale legame coi Carnesecchi storici

Alcune di queste famiglie sono famiglie di lavoratori di terra

Alcuni storici affermano che un membro di una famiglia di mercanti non puo' trasformarsi in un contadino e quindi ritengono il legame impossibile

 

D CASCIA nel REGGELLO

 

A Cascia il dr Piccardi ha trovato alcuni battesimi che non compaiono tra quelli compresi nei registri del Battistero di Firenze

Dati i forti legami tra i Carnesecchi storici e il Reggello credo si debba ritenere questi battesimi di questa famiglia

 

E BIBBIENA

 

Agli inizi del seicento troviamo diversi Carnesecchi a Bibbiena

Alcuni dei loro battesimi compaiono nei registri del Battistero fiorentino ( vd Spogli del dr Angelo Gravano Bardelli )

Sembrano essere una famiglia considerevole della citta'

E da ritenersi quasi sicuro un legame coi Carnesecchi storici

A Bibbiena ci sono Carnesecchi finoad inizio 1800

 

 

F BADI

Badi e' un piccolo paese a cavallo dell' Appennino Pistoiese-Bolognese

Qui agli inzi del cinquecento si forma un gruppo con cognome Carnesecchi forse legato ai Carnesecchi storici dall'entrata nel gruppo di una donna dei Carnesecchi

Comunque un gruppo sicuramente di diversa origine

Sono un nucleo abbastanza numeroso

Muteranno il cognome da Carnesecchi a Carnesecca nel 1800

 

 

G PRATO

A Prato agli inizi del cinquecento compaiono addiritura due famiglie apparentemente distinte tra di loro.

Nessuna di queste due famiglie sembra aver legami coi Carnesecchi storici

Rappresentano dei nuclei molto numerosi

 

H SAN SEPOLCRO

Nel 1519 e' gia cognominata a San Sepolcro una famiglia Carnesecchi

Sembra esssere un nucleo molto ristretto compare tra i Gonfalonieri della citta' con Francesco di Gasparo

Ho troppo poche notizie per poter capire la loro origine

( Ma ora da uno studio piu' approfondito mi paiono essere non dei Carnesecchi ma della famiglia Caneschi )

 

 

 

OSSERVAZIONE

Agli inizi del cinquecento circolano per la toscana almeno 5 gruppi cognominati Carnesecchi e aventi un' origine diversa

I Carnesecchi storici con questo cognome dal 1380 , i Carnesecchi di Badi e Prato con questo cognome dal 1490 circa, quelli di San Sepolcro almeno dal 1519

 

Da questo momento si pone l'ulteriore problema di capire se esiste un legame tra i Carnesecchi che incontreremo e questi gia' incontrati

 

 

 

 

I PRATO

 

Intorno al 1570 a Prato compare una terza famiglia di cui non si conosce l'origine : La famiglia di Ulivieri Carnesecchi umile guardia della Lana

La famiglia avra' molta fortuna

E' un gruppo che rimane molto ristretto

 

L FUCECCHIO

 

E' un gruppo che sembra trarre origine da un Silvestro Carnesecca che potrebbe essere dei Carnesecchi fiorentini

La condizione sociale di questo gruppo sembra molto modesta

 

 

M SAN GIMIGNANO

Compaiono a partire ( dai dati per ora in mio possesso ) solo nel 1550

Un gruppo estremamente numeroso

Sono inizialmente piccoli artigiani e/o commercianti

Compaiono nel "liber aetatum " dopo il 1550

Ho ancora molto da capire su questo gruppo , che e' poi il gruppo familiare mio e di Ilio

 

N BARBERINO VALDELSA

 

Una flebilissima traccia in una Caterina di Niccolo : direi solo di passaggio

 

 

O VAL D'ORCIA

 

Compare nel 1625 un notaio Girolamo Carnesecchi a Castiglion d'Orcia e intorno al 1650 un arcidiacono a Pienza : Antonio

 

 

P…MONTE SAN SAVINO

 

Una famiglia sola segnalatami dal dr Gravano storico di questa comunita' i cui primi documenti si riferiscono all'anno 1569

Un gruppo molto ristretto che scompare da Monte San Savino nella terza decade del seicento con Giovanni di Lorenzo che potrebbe essere emigrato altrove

 

 

 

Q SIENA

 

 

 

 

 

 

 

SESTO FIORENTINO

 

 

I Carnesecchi di Quinto fiorentino  …………Documenti per Quinto fiorentino per la cortesia del genealogista Andrea Mandroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 Il mistero dei Carnesecchi contadini

 

Gli storici che ho interpellato non credono sia possibile che nel cinquecento alcuni Carnesecchi possano esser decaduti al ruolo di lavoratori della terra , mi dicono che un mercante non si riduce a lavorar la terra.

Nel cinquecento nella periferia fiorentina troviamo alcune famiglie e tra esse alcune di lavoratori di terre .

Non possiamo escludere che contro tutte le supposizioni degli storici alcuni di questi Carnesecchi siano degli stessi di Firenze.

Come ho detto a questo punto delle mie ricerche non ho trovato alcunche' mi faccia supporre l'esistenza a Firenze di una famiglia Carnesecchi diversa da quella storica.

 

DA NOTARE ANCHE CHE ALCUNE COGNOMIZZAZIONI CARNESECCHI SONO GIA' PRESENTI MOLTO PRIMA DEL CONCILIO DI TRENTO QUANDO LA COGNOMIZZAZIONE NON SAREBBE OCCORSA PER IL BATTESIMO

 

 

 

ARCETRI

 

Questo documento del 1579 e' molto interessante perche' riguarda un Carnesecchi lavoratore di terre nel 1579 , in ambito fiorentino

 

 

Un Carnesecchi di Arcetri  ……………………..Documento su Arcetri

 

 

 

 

 

 

 

PERIFERIA DI FIRENZE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CASCIA di REGGELLO

 

 

 

Profondi sono i legami tra i Carnesecchi di Firenze e Cascia.

A Cascia vengono celebrati diversi battesimi di Carnesecchi sicuramente consanguinei con quelli fiorentini

 

Oggi a Cascia non ci sono piu' Carnesecchi

Per il momento non e' stato eseguito alcuno studio genealogico alfine di ricercare totalmente questi battesimi

 

 

famiglie Carnesecchi a Cascia di Reggello  ……………………………………………………. famiglie Carnesecchi a Cascia nel Reggello

 

 

 

 

Anno 1529 battesimo di Matteo di Domenico di Bernardo by dr Paolo Piccardi

questo battesimo non figura tra i battesimi registrati nel Duomo di Firenze

 

 

 

-------------Una linea genealogica------------

 

 

 

 

 

 

Santa Maria a Faella : battesimo di Vincenzo di Daniello di Luca Carnesecchi by dr Paolo Piccardi

 

 

 

 

 

 

 

Notaio Paolo Castrucci Notarile Antecosimiano 6899

8 Marzo 1596

Domenico di Bartolomeo Poggesi di S. Tome' a Ostina vende a Dom. Vincenzo quondam Daniellis de' Carnesecchi cittadino fiorentino un pezzo di terra a modo di orto arativo e frittifero di mezzo quartioro in detto popolo loco detto Orto della porta sulli sodi di Ostina

 ( by dr Paolo Piccardi ) 

 

Notaio Paolo Castrucci Notarile Antecosimiano 6899 Pag. 179

3 Aprile 1599

Atto rogato nel popolo di S. Sirio (Cascia) nel palazzo del Rev.do Ill.mo Don Virgilio dei Carnesecchi.

Virgilio Carnesecchi vende a Mariano Giusti di San Sirio un pezzo di terra arativa, vitata, ulivata e fruttata di st. 1 nel popolo di San Siri località il Crocicchio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una presenza Carnesecchi in zona ancora nel 1855

 

 

 

1855 : Un caso di colera a Pulicciano ( Arezzo ) : La morte di Donato Carnesecchi

 

 

Sul Colera Asiatico che contristo la Toscana nelli anni 1835 - 36 ..., Volume 4

Di Pietro Betti

 

Imperocche " alla mezza notte del dì 13 al 14 giugno certo vecchio Donato Carnesecchi, che fu nella casa della Polvani e che fu detto affetto da diarrea fino dal giorno avanti, si ammalò coi sintomi del Colera, e per questi cessò di vivere alle quattro pomeridiane del giorno successivo; ed una di lui figlia, Anna moglie di Gio. Balta Cacioli vivente nella casa paterna e che aveva prestata assistenza alla Polvani, di 29 anni, fresca e robusta, cadde quasi d'improvviso ammalata fra le 4 e le 5 are antemeridiane del 13 giugno coi soliti fenomeni di Colera; sicchè tristissimo era il vedere in quella stessa casa il padre moriente e la figlia così miseramente afflitta da morbo insolito, grave prestamente e per lo più funesto (a) ". Così il D. Francesco Sforzi ; soggiungendo tosto " molti altri poi caddero ammalati di Colera in Puliciano, ma io non ebbi modo di tener dietro a coteste vicende, mentre ho voluto trattenermi più specialmente sulla maniera d'irruzione senza voler seguire con precisione li avvenimenti di quel luogo. Solo noterò come la soprannominata Anna Cacioli dimorante nella stessa abitazione col vecchio padre suo Carnesecchi ^custodisse come figlio un esposto dello spedale di Siena che chiamavasi Nemori, o Memori, di circa 5 anni di età, che morì di Colera in 48 ore dopo la morte del vecchio, e dopo la guarigione della tenutaria. Raccontassi più tardi che nella notte del 29 al 30 giugno morì a Puliciano per Colera in 24 ore certa Luisa Rossi in età di anni 65. Al che è da aggiungersi che il D. Bonaugurelli reduce nel 17 giugno, da Puliciano ove era stato chiamato dal parroco a visitare il Carnesecchi, narrava di aver dovuto prima di partire da quel luogo soccorrere un tale Pasquale Bambagini cantoniere, che ritornando da Castiglion Fiorentino fu nella via preso da acerbi dolori di ventre per i quali divenne necessario trasportarlo nella propria casa; e parve che pei rimedi apprestatigli, pei consigli datigli, e per la indole benigna della malattia potesse ricuperare la primiera salute

Vedi la relazione del D. Fabbroni, 11 agosto 1855.

La prossimità di Puliciano colla città di Arezzo, lo cottinove relazioni che non possono non aver luogo senza interruzione fra le due località, e la non dubbia interessenza che nella casa della Polvani, per la, visita del di lei cadavere ed in quella dei malati consecutivi doverono esercitare i medici Fabbroni e Bonaugurelli, non che l'uffiziale di gendarmeria colà condottosi seco loro, ed impiegato nella amministrazione delle pratiche igieniche e nel maneggio delle suppellettili e masserizie servite alla prima decessa e ai malati consecutivi, dovettero essere appresi subito come i nessi, ed i veicoli naturali, e quasi necessari pei quali dovette temersi di vedere ripullulare in breve la malattia nella stessa città nella quale avendo domicilio ed esercizio i due distinti medici prenominati rienr travano e circolavano liberamente dopo le visite fatte in Puliciano. ....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Carnesecchi di Bibbiena

 

 

Le invio infine un piccolo elenco di ufficiali locali

 

A.GRAVANO

-----------------------------------------------------------------------------------

 

Da "L'Archivio Preunitario del Comune di Bibbiena (AR)

a cura di Roberta Menicucci e Valeria Catelli, revisione di Augusto Antoniella Arezzo 1991"

 

 

MASO di GENI CARNESECCHI

camerlengo di Soci 1.9.1613/31.8.1614

 

ANTONIO di LUCA CARNESECCHI

camerlengo del Comune di Campi 1.9.1622/31.8.1623

ANTONIO CARNESECCHI

camerlengo del Comune di Gressa 1.9.1622/31.8.1623

 

LEANDRO CARNESECCHI

camerlengo Comune di Gressa 1.9.1623/31.8.1626

 

------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

nato a Bibbiena e' anche :

 

Fra Donato Carnesecchi Domenicano fu di Bibbiena professo di S. Maria in Gradi di Viterbo ove morì priore nel 1661 di anni 46 dopo essere stato compagno del maestro del sacro palazzo Capizzucchi. Nel 1634 stampò in Palermo un panegirico in onore di S. Rosalia vergine palermitana.

Quindi nato a Bibbiena nel 1613 circa.

 

 

 

 

E grazie ai censimenti napoleonici sappiamo che ai primi dell'ottocento ci sono ancora dei Carnesecchi a Bibbiena

 

Carnesecchi a Bibbiena  ………….I Carnesecchi di Bibbiena 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

FUCECCHIO

 

 

 

I Carnesecchi di Fucecchio  …………………..….I Carnesecchi di Fucecchio 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RIO DI CARNESECCHI

 

 

 

http://www.carnesecchi.eu/rio_di_Carnesecchi.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LIBRO IMPERDIBILE   ………Un libro che NON POTETE NON GUARDARE su San Gimignano e su Certaldo ai primi del 900

 

 

 

 

 

I Carnesecchi di San Gimignano

 

 

Per quanto ne so oggi primo Carnesecchi ad aver relazione con San Gimignano e'

Don Mauro di Giovanni Carnesecchi da San Gimignano citato in Istoria cronologica del monastero degli Angioli di Firenze opera di Gregorio Farulli

 

( Tra il 1542 e il 1548 ) Li succedette don Matteo di Giovanni da Pratovecchio , che fece suo agente don Mauro di Giovanni da San Gimignano e don Innocenzo di Raffallo Griselli da Firenze , suoi monaci. Rogo' Francesco Speziali notaro e cittadino pisano

 

 ***

 

by Dottoressa Paola Ircani :

Don Mauro Carnesecchi da San Gimignano padre camaldolese che visse per un certo periodo di tempo a San Michele in Borgo di Pisa e che il 5 febbraio 1577 iniziò a compilare il Giornale delle Ricordanze A (1577-1620) del monastero.

 

 

Successivamente a meta del 500 a San Gimignano e in luogo dei dintorni detto La Piazzetta troviamo traccia di alcune famiglie Carnesecchi

A San Gimignano i figli di Vincenzo ,di Lorenzo , di Bastiano

Alla Piazzetta i figli di Paolo Carnesecchi

I documenti trovano conferma come nei battesimi

 

 

battesimi della zona di San Gimignano ..Battesimi della zona di San Gimignano raccolti da INCIPIT societa' di ricerca genealogica

 

 

battesimi della zona di San Gimignano ..Battesimi della zona di San Gimignano dal lavoro sulle famiglie Sangimignanesi della prof. Iole Vichi Imberciadori

 

 

I Carnesecchi di San Gimignano sono droghieri , speziali , artigiani ma non sembra figurino ( secondo INCIPIT ) nei registri fiscali e quindi sembrano poveri almeno senza proprieta' immobiliari nonostante cio' alcuni di loro compaiono nel liber aetatum cioe' tra gli eleggibili alle cariche comunali.

 

I Carnesecchi della Piazzetta ( i figli di Paolo ) non sono riuscito a determinare chi fossero e cosa facessero : nell'archivio storico di Montaione figurano alcuni di loro tra i camarlinghi di San Giovanni a Pulicciano ( sapevano quindi leggere scrivere e far di conto )

 

Podesteria di Gambassi ....................Camarlinghi dei popoli della podesteria di Gambassi 

 

Nel periodo 1568-1630 sette volte sono camarlinghi del piccolissimo popolo di San Giovanni a Puliciano

E' da notare come La Piazzetta sia sotto San Gimignano mentre San Giovanni a Puliciano sia sotto Gambassi

Questo gruppo pare spostarsi tra La Piazzetta e Casaglia

 

 

 

camarlinghi della Podesteria di Gambassi ....................Camarlinghi dei popoli della podesteria di Gambassi 

 

 

 

La piazzetta e' un largo spiazzo sopra il terreno collinoso agli inizi del cinquecento avrebbe potuto essere un podere e i Carnesecchi avrebbero potuto essere dei contadini ,c'e' da dire pero' che e' sulla vecchia via Francigena e che questo largo spiazzo avrebbe potuto essere il luogo ideale per un osteria e per un ricovero per i pellegrini.

 

 

 

La Piazzetta  oggi un agriturismo a due passi da San Gimignano : luogo ideale per una vacanza di relax e di arte ieri la dimora di Domenico Carnesecchi 

 

Forse questi Carnesecchi erano osti.

 

E' inutile dire che per questo motivo ci poteva stare il soprannome " Carnesecca" e di conseguenza essere questi Carnesecchi di origine locale.

Un "Carnesecca" pero' vissuto almeno a meta' del quattrocento .

La cosa piu' probabile e' infatti presupporre una medesima origine dei Carnesecchi della Piazzetta e di quelli di San Gimignano. Questo collocherebbe lo stipite comune almeno a meta' quattrocento

Niente al momento ci permette di escludere niente : quindi neppure una provenienza da Firenze o da Prato

Gli elementi di cui al momento sono in possesso permettono tutto : un origine locale , un origine fiorentina , un origine pratese

Occorrerebbe disporre di maggior documentazione che dovrebbe fortunatamente esistere ma che richiede un indagine negli archivi di San Gimignano.

 

 

Secondo il dr. Francesco Bettarini di INCIPIT siamo in presenza di una famiglia del posto cognominatasi per un qualche motivo Carnesecchi , non e' pero' di questa opinione la dottoressa Iole Vichi Imberciadori storica di San Gimignano che la ritiene di origine non locale.

 

 

Una famiglia Carnesecchi a San Giovanni a Pulicciano e a San Gimignano  ………….Alcune famiglie Carnesecchi a San Giovanni a Pulicciano e a San Gimignano 

 

Di fatto alcuni di loro compaiono nel libro ( Liber Aetatis ) delle persone ammesse agli incarichi di governo nel Comune di San Gimignano a partire dalla seconda meta' del 500 ( non ne conosco i nomi non avendo ancora potuto consultarlo )

 

 

Un libro molto interessante  ………….Alcuni Carnesecchi nel Liber aetatum di San Gimignano 

 

Nel frattempo alcuni di loro paiono aver preso una certa importanza

 

Un matrimonio  …………Nel 1648 Sebastiano Carnesecchi sposa Madonna Piera sorella di Don Bartolommeo di Niccolo' Talei 

 

 

Il nucleo dei Carnesecchi di San Gimignano , qualunque sia l'origine , sara' molto numeroso di uomini e dara' vita a flussi migratori nelle zone circonvicine ,il che induce a pensare che molti dei Carnesecchi odierni presenti in Toscana specie sulla costa abbia avuto origine in questi Carnesecchi

 

Tramite gli spogli dei battesimi effettuati dalla societa' Incipit e dal fondamentale aiuto della professoressa Iole Vichi Imberciadori , che aveva raccolto in maniera piu' estesa gli stessi dati e' nato l'albero genealogico presentato in queste pagine.

Albero genealogico fondamentale per molte famiglie odierne

L'albero purtroppo presenta alcuni punti di incertezza e alcuni punti d'incompletezza

E' pensabile che ad esso possano ricondursi i Carnesecchi di Castagneto Carducci discesi secondo la testimonianza dello storico Bezzini da tale Salvadore che pare comparire in modo cronologicamente compatibile nella genealogia di San Gimignano.

Sicuramente ad esso sono riconducibili i Carnesecchi di Crespina e forse quelli di Fucecchio

Neppure si puo' escludere una migrazione verso Siena

Da queste considerazioni si puo'intuire tutta l'importanza nelle vicende dei Carnesecchi di questo gruppo.

 

 

BARBERINO VALDELSA

 

 

 

 

 

Un documento dell'archivio criminale di Siena del 1566 ci parla di una Caterina Carnesecchi figlia di Niccolo a Barberino Valdelsa,imputata di concubinaggio

 

La societa' Incipit ha esaminato i battesimi della zona

 

Sono stati visionati i primi registri di battesimi di S. Appiano in Elsa (1597-1659) e Certaldo (1633-1690). Non sono stati rinvenuti Carnesecchi.

Sono stati visionati:
Castelfiorentino anni 1575-1585
S. Pietro a Bossolo anni 1585-1620

Un solo atto trovato nel 1592 a Bossoli relativo a un Carnesecchi di Barberino vald'elsa. Si fa riferimento ad una provenienza di tal Lorenzo Carnesecchi da Castelfranco (probabilmente Castelfranco di sotto). Non si vedono comunque legami parentali vicini coi Carnesecchi. Di San Gimignano

Lorenzo di Girolamo Carnesechi da Castelfranco e di monna Francesca di Lazzaro Gucci del presente abita nel popolo di S. Stefano a Barberino.

Nacque l'8 di gennaio 1592 e si battezzò a dì 10 detto. Fu comprare Giovanni di Angelo Taddei del medesimo popolo di S. Stefano. Comare Monna Lena di Domenico di Pavolo Cercia [..].

 

Sono state viste le pievi relative a Martignana ed al territorio compreso tra Barberino e Certaldo.

Santa Maria a Coeliaula RPC 0555/1 (anni 1564-1624) e il primo dei due più antichi per San Lazzaro a Lucardo (anni 1538-1574) RPC 0989.1 In nessuno dei due ci sono dei Carnesecchi.

Per quanto riguarda Barberino, i registri dei morti iniziano dopo i battesimi.

La ricerca per Martignana era dovuta all'esistenza del RIO DI CARNESECCHI

 

Girolamo Carnesecchi potrebbe ,al contrario di quanto pensato da INCIPIT provenire da Castelfranco di sopra nel Reggello.

Questo aprirebbe una pista interessante

 

 

 

Oggi a San Gimignano non ci sono piu' Carnesecchi , molto probabilmente sono emigrati nei dintorni spargendosi verso la riva tirrenica , verso l'interno , verso Siena

E' interessante questo battesimo che debbo , insieme ad altri documenti alla genealogista dottoressa STEFANIA FANGAREZZI

http://www.genealogiaitaliana.it/it

 

E' il battesimo ( 1737 ) di Maria Domenica di Giuseppe di Giovan Andrea Carnesecchi battezzata a Montaione

 

 

 

Documenti da Stefania Fangarezzi  …………………..….Documenti per la gentilezza della genealogista dottoressa STEFANIA FANGAREZZI 

 

questo Simone di Michelangelo e' sicuramente proveniente da San Gimignano

 

 

 

 

 

 

SULL'ORIGINE DEI CARNESECCHI DI SAN GIMIGNANO : UNA VERAMENTE ESILE TRACCIA , COMUNQUE DA ESAMINARE.

 

Paolo di Simone di Paolo Carnesecchi da quello che risulta dalle fedi di battesimo sembra esser padre di due figli nati a due mesi di distanza l'uno dall'altro quindi da madri diverse : Andrea 01 luglio 1468 e Domenico 13 settembre 1468

Domenico sembra essere un figlio naturale pero' riconosciuto da Paolo

Andrea diventera' un personaggio importante di Domenico si perdono le tracce

Questo Domenico potrebbe aver a che fare con i Carnesecchi di San Gimignano

 

 

 

 

 

"Tempore spectabilis viri Pauli Simeonis de Charnesecchis potestatis Sancti Geminiani… "

per la cortesia della dr.ssa Graziella Giapponesi dell'Archivio comunale di San Gimignano : Ugo Nomi Venerosi Pesciolini

 

 

 

 

 

 

Ricevo dal dr Raffaello Razzi a cui si devono studi importanti su San Gimignano

Le segnalo anche che :

Chellini Leone, Storico di San Gimignano dell’inizio del ‘900, sulla Miscellanea storica della Valdelsa, edita a Castelfiorentino, nel numero relativo all’anno 1928, fasc. 3 e 4, nota 1 p. 103, fra le casate di cui indica la sepoltura nella chiesa di S. Agostino in San Gimignano riporta anche quella dei Carnesecchi, p. 103:

"In questa chiesa, oltre a scienziati, dotti e pii monaci, vi ebbero i loro sepolcreti gli Aliotti, i Benzi, Baroncini, Brogi, Buonaccorsi, Banchi, Billi, Bigliotti, Cetti, Carnesecchi, Cialderotti, Clavari, Contri, Coppi, Ficarelli, Fortucci, Grifoni, Gamucci, Lippi, Lupi, Mainardi, Monducci, Mangioni, Marsili, Montigiani, Peccianti, Peroni, Peruzzi, Pesciolini, Rosselli, Tosi, Tamagni, Tinacci ecc. ".

Nonostante io stia lavorando in questo periodo proprio sulla chiesa di S. Agostino, non ho trovato però alcuna altra notizia.

 

Ed ancora :

 

Padre Antonino Carnesecchi Priore di San Leonardo

 

Sig. Luigi,

Ho ripreso questa mattina a lavorare sul convento di S. Agostino e ho trovato una notarella nelle "Memorie del convento di S. Agostino dal 1500 al 1790" che si trova in Archivio di Stato di Pisa, Corporazioni Religiose, Busta n. 1935, c. numerazione provvisoria 138v, (che a suo tempo mi sono fatto mandare in copia). La invio come l’ho trovata: 1697. Spoglio del Padre Antonino Carnesecchi Priore di S. Leonardo (convento di S. Leonardo al Bosco della congregazione di Lecceto, penso) morto qui (nel convento di S. Gimignano).

Saluti

Raffaello Razzi

 

 

 

LE PIU' NOTE FAMIGLIE DI SAN GIMIGNANO

 

 

ENRICO FIUMI nel capitolo :

BREVI CENNI SULLA GENEALOGIA E SULLE CONDIZIONI SOCIALI ED ECONOMICHE DELLE PIU' NOTE FAMIGLIE SANGIMIGNANESI

 

Elenca queste famiglie :

Abbracciabeni , Adalardi ,Alberti , Aldi , Aldobrandini , Aliotti ( Giotti ) ,Ambrogi , Ammannati , Appressati , Ardinghelletti , Ardinghelli , Ardinghi , Asseduti ,Attavanti

Bacaruzzi , Baccinelli , Balducci , Banchi ,Baroncetti , Baroncini , Bazochi , ( poi Bonaccorsi o Buonaccorsi ) , Becci , Bellavanti , Beninati o Benati , Benintendi , Beniventi o Beneventi , Berardetti ,Berlinghieri o Beringhieri ,Billi , Braccieri ,Brogi , Brogi Venerosi Pesciolini ,Bucelleschi , Buonanni o Bonanni ,Buonfiglioli , Buoni , Buserci o Buferci , Busterci , Buzzichini ,

Cacciaguerra ,Cacciotti o Casciotti , Capi , Casucci , Cattani , Ceccolini , Cepparelli , Cetti , Chiarenti , Ciampolini , Cittadini , Coni ,Coppi , Corboli , Corni , Corsi , Corsucci , Cortesi ,Cotenacci , Cugnanesi ,

Dandi , Delli , Dietiguardi , Ducci ,

Feci , Ficarelli o Ficherelli o Figarelli , Filippi , Forestani ,Fortucci, Franzesi , Fucci ,Fusacchi

Galgani , Gamucci ,Gasdi , Gentiluzzi ,Ghesi ,Ghetti , Gimignalli anche Gemignalli , Gottolini , Gradaloni , Graziani , Gregorio , Gualandelli , Guarducci , Guarguaglia anche Quarquagli ,

Lupi ,

Macalli , Mainardi , Mangeri , Mantellini , Margatti , Marsili , Marzi , Maschi ,Masseotti , Meliandi , Menzani , Migliarini , Mogolari , Montigiani , Moronti , Del Mosca , Mostardini ,

Nerucci ,Niccolini , Nori ,

Oti ,

Paltoncini ,Pantalei ,Passagi o Passaggi , Pattumi , Pellari , Pellegrini , Peroni , Peruzzi , da Picchena , Pilambechi ,Pipini , Del Posca poi Poschi ,

Riccardini , Ricciardi , Riccomanni ,Ridolfi ,Ruggerotti ,

Salvucci , Scotti ,

Talei ,Tamagni , Tegni , Ticcioni , Tignonesi , Tinacci ,Topi , Tramontani , De Turri o De Torre o Della Torre ,

Useppi anche Gioseppi ,

Vai anche Varii , Vanelli , Vecchi , Venerosi Pesciolini .

 

Di queste famiglie il Fiumi da qualche cenno genealogico . Tra queste elencate dal Fiumi non compaiono i Carnesecchi che pure compaiono nel Liber aetatis gia' dalla seconda meta' del cinquecento

 

 

 

STORIE DI SAN GIMIGNANO

 

 

Storia della terra di San Gimignano

Di Luigi Pecori

http://books.google.it/books?id=MKIBAAAAQAAJ&printsec=frontcover&dq=san+gimignano&hl=it&ei=wYL2TcWZBtDRsgb70ZSKBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=10&ved=0CF8Q6AEwCQ#v=onepage&q&f=false

 

Annali, memorie, et huomini illustri di Sangimignano

Di Giovanni Vincenzio Coppi

http://books.google.it/books?id=XaIBAAAAQAAJ&printsec=frontcover&dq=san+gimignano&hl=it&ei=noP2TdTCNITMswaLndzTBg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=2&ved=0CDgQ6AEwATgU#v=onepage&q=san%20gimignano&f=false

 

Il Libro Bianco di San Gimignano: i documenti più antichi del comune (secoli XII-XIV)

Jole Vichi Imberciadori

 

Volterra e San Gimignano nel Medioevo: raccolta di studi

Enrico Fiumi, Giuliano Pinto - 2006 -

 

Storia economia e sociale di san Gimignano

Enrico Fiumi,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Madonna miracolosa di Pancole nei paraggi de La piazzetta ( Santuario di Maria Santissima Madre della Divina Provvidenza )

 

RAFFAELLO RAZZI

Il santuario della Madonna di Pancole in San Gimignano. La storia e l’immagine nel 2002. Ripercorre la storia del santuario mariano di Pancole sorto nel 1668 a San Gimignano, vicino al podere la piazzetta, attorno ad una cappellina miracolosa ritrovata, affrescata da Pier Francesco Fiorentino. Nonché la storia dell’edificio originale e di quello ricostruito nel 1947 dopo la distruzione fattane dal passaggio della guerra.

 

 

Nello stesso luogo dove ora sorge la chiesa sorgeva un'edicola sulla quale Pier Francesco Fiorentino aveva affrescato l'immagine della Vergine allattante il Bambino (verosimilmente tra il 1475 e il 1499). Successivamente l'edicola venne trascurata e franato il tettino fu coperta da rovi ed edera fino a scomparire alla vista. Nella seconda metà del XVII secolo, tutta la Valdelsa conobbe un periodo di miseria e carestia dovuto alla siccità.

La leggenda vuole che nei primi giorni di aprile del 1668 Bartolomea Ghini, una pastorella muta dalla nascita, fosse particolarmente triste per la propria povertà e portando il gregge al pascolo fu colta da disperazione tanto che pianse a dirotto. A quel punto le apparve una bella signora che le chiese il motivo di tanta tristezza. Quando Bartolomea rispose, la signora la rassicurò dicendole di andare a casa poiché lì avrebbe trovato la dispensa piena di pane, l'oliera piena d'olio e la cantina piena di vino. A quel punto Bartolomea si rese conto di aver parlato e scappò a casa chiamando a squarciagola i genitori anch'essi stupefatti di sentire la figlia parlare e di trovare la dispensa piena. Tutti i paesani vollero quindi andare nel pascolo dove questa diceva di aver visto la misteriosa signora ma trovarono soltanto un cumulo di rovi. A questo punto con falci e roncole estirparono le piante per scoprire che nascondevano l'edicola con l'immagine che Bartolomea diceva ritrarre la signora che aveva incontrato. Nell'estirpazione dei rovi l'immagine fu graffiata da una roncola e il segno è tuttora visibile. Da allora si decise di venerare la Madonna con il titolo di Madre della Divina Provvidenza.

Queste notizie attirarono una moltitudine di pellegrini che portavano offerte e materiale edile per l'edificazione di una chiesa affinché l'immagine fosse protetta. Grazie a tanta collaborazione la chiesa fu eretta e consacrata in soli due anni (i lavori finirono nel 1670).

Nel 1923 la chiesa fu elevata alla dignità di Santuario Diocesano.

Il 14 luglio 1944 i tedeschi in ritirata minarono la chiesa che venne quasi completamente distrutta: si salvò solo la parete dell'altare dov'è posta l'immagine sacra. La ricostruzione del Santuario venne in un primo momento affidata all'ingegner Dino Loni, il quale proponeva un edificio in stile neoclassico a pianta centrale con alta cupola, più piccolo nelle dimensioni, ma assai più imponente. Alla fine ricostruito secondo il precedente modello affidando la direzione dei lavori al Professore e Architetto Severino Crott: il Santuario fu riconsacrato il 19 ottobre 1949.

 

 

 

 

 

 

Val d'Orcia

 

 

 

 

Dobbiamo premettere alcune considerazioni : 

Nella zona intorno a Castelnuovo Berardenga troviamo un luogo chiamato " Croce di Carnesecca"

Nella zona intorno ad Asciano troviamo due corsi d'acqua : "il borro di Carnesecca " e " il fosso di Carnesecca "

Questi sono indizi della presenza di un individuo o piu' individui chiamati " Carnesecca " nella zona. (piu' : perche' le zone di Asciano e Castelnuovo Berardenga seppur non distanti non sono nemmeno troppo vicine ).

Cosi non ci meraviglia trovare un individuo nominato come Carneseccha in un atto del 20 marzo 1500 in cui l'abate generale dell'abbazia di Monte Oliveto concede a mezzadria alcuni poderi della badia di Roffeno.

Siamo nei dintorni di Asciano e Carneseccha e' un lavoratore della terra e pare difficile abbia a che fare con i Carnesecchi fiorentini

Non e' detto pero' che i vari toponimi prendano il nome da lui ( l'uomo dell'atto ) piuttosto che da un altro Carneseccha.

Neppure possiamo affermare che necessariamente i suoi eventuali figli siano stati identificati come Carnesecchi sebbene si sia nel momento in cui il cognome sta per diventare corredo necessario per ogni uomo.

La presenza di questo o questi Carneseccha in zona e' un dato di fatto ma al momento non ci da alcuna certezza. Ci sta tutto : anche che alcuni Carnesecchi siano autoctoni ed altri immigrati , che siano tutti autoctoni ma di ceppo diverso, che siano tutti immigrati , ecc……

 

 

 

I Carnesecchi

 

Vedremo poi dagli studi del dr Angelo Gravano sulle famiglie di Monte San Savino che nell'intervallo 1569 --1638 e' ivi presente una famiglia Carnesecchi che nei secoli successivi sara' ritenuta oriunda da Firenze e che a Monte San Savino era proprietaria di una casa.

Troveremo nei primi decenni del seicento a Castiglione d'Orcia un notaio Girolamo Carnesecchi che niente sembra aver a che fare con la famiglia di Monte San Savino

Tra la meta' e la fine del seicento vive nella zona un religioso Antonio Carnesecchi che vediamo essere presente nella zona di Sinalunga come cancelliere episcopale e a Pienza come arcidiacono.

 

………………Il 5 febbraio 1669 il Capitolo dei canonici lo nomina arcidiacono e dal 1674 al 1705 viene chiamato ad amministrare l'Opera del Duomo di Pienza con la qualifica di "operarius " .Muore il 27 luglio 1707 lasciando l'eredita' alla venerabile Opera del Duomo con un legato sotto il titolo di S. Ansano martire senese (cio' farebbe supporre la sua origine senese )

 

E' un uomo che muore ricco lasciando tutto alla chiesa.

Di lui rimane un ritratto in cui appare uno stemma diverso da quello fiorentino. ( la cosa in realta' non da di per se indizio sicuro di diversita' di origine )

 

 

 

Infine ai primi dell'ottocento nei censimenti napoleonici ( che abbiamo visto come vadano intesi ) troviamo ancora la presenza dei Carnesecchi nella zona di Asciano , Sinalunga , Pienza , Montalcino.

In definitiva : un quadro ancora troppo frammentario per anticipare delle conclusioni

 

 

I Carnesecchi della val d'Orcia  ....I Carnesecchi della val d'Orcia

 

 

 

 

Storia dell'arte

 

 

Il ritratto dell'arcidiacono di Pienza e' stato recentemente oggetto di un restauro , di cui allego alcuni particolari fornitimi dalla dottoressa Trapassi autrice dell'intervento sull'opera

 

Duomo di Pienza    Restauro di una tela del XVIII secolo rappresentante Antonio Carnesecchi arcidiacono del Duomo di Pienza ad opera della d.rssa Elena Trapassi

 

 

 

 

 

 

 

Dalle ricerche del dr. Angelo Gravano

 

I CARNESECCHI DI MONTE SAN SAVINO

 

Secondo l'anonimo autore de "Armi delle Famiglie della nobil Terra di Monte San Savino" (manoscritto databile a dopo il 1767) la famiglia Carnesecchi è oriunda da Firenze e risulta già estinta alla sua epoca ( Biblioteca Citta'di Arezzo, manoscritto XXI, 72 ).

 

 

Stemma secondo il manoscritto citato , per la cortesia del dr Renato Giulietti e del dr Angelo Gravano-Bardelli

( E'possibile , anzi probabile , che sia uno stemma attribuito a posteriori presupponendo per la famiglia di Monte San Savino un' origine nei Carnesecchi fiorentini, con il rocco scambiato per un giglio )

 

 

 

 

Sono un commercialista appassionato ("curioso") di tante cose belle che offre la vita (quelle che non fanno male a noi ed al prossimo) arte e storia soprattutto, e fin da ragazzino della numismatica e genealogia.

Negli ultimi 15 anni ho indagato negli Archivi sull'origini delle mie famiglie paterna e soprattutto materna BARDELLI, originaria di Monte San Savino (AR) e successivamente sulle famiglie primarie (cioe' quelle che hanno avuto gonfalonieri), artigiane e anche contadine del mio detto paese natio, tutto per mia cultura personale e senza scopo di lucro.

Tra queste famiglie savinesi ne e' esistita una nei sec.XVI-XVII di nome CARNESECCHI .

 

 

Monte San Savino ( Arezzo )

 

Monte San Savino ( Arezzo ) .............I Carnesecchi di Monte San Savino ( dalle ricerche del dr Angelo Gravano )

 

 

Monte San Savino ( Arezzo ) ......Collegamento alla vasta ricerca del dr ANGELO GRAVANO sulle principali famiglie di Monte San Savino (AR)

 

 

Monte San Savino ( Arezzo ) ..Storia e vicende di Monte San Savino ( Ar ) raccontate dai dottori Angelo Gravano e Renato Giulietti

 

 

.

 

 

 

 

  

 

 

 

 

SIENA

 

 

I Carnesecchi di Siena  …………Documenti per Siena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

storie

 

Di tanti tanti individui ho trovato solamente frammenti di vita e dubito di poter trovare di piu'. Dubito quindi di poter ricostruire di piu'della loro vita

 

le 31 août 1587

Alexandre Carnesequi

 

avant son dé part en guerre contre les ennemys de Dieu et de la Sainre Eglise

 

 

partenza per la guerra  …………Alexandre Carnesequi : part en guerre contre les ennemys de Dieu et de la Sainre Eglise

 

 

 

 

Un Carnesecchi violento ed assassino"

 

 

 

Un assassino  …………Gerolamo Carnesecchi : un assassino nel 1570 nelle cronache bobiensi

 

Un Carnesecchi assassinato"

 

 

Un assassinato  …………Giuseppe Carnesecchi : un assassinato a Ferrara nel 17 secolo

 

Un frate che getta la tonaca

 

Un apostata  …………Paolo Sebastiano Carnesecchi getta la tonaca alle ortiche

 

Una suora senza vocazione

 

Una suora infelice  ………Suor Isabella cede alle lusinghe dell'amore

 

Un abate : Timoteo ( al secolo Alessandro Michele di Zanobi di Simone Carnesecchi )

 

 

 

Ecco la fotografia di uno di questi piatti ( ceramica di Cafaggiolo ) conservato al museo del Bargello

 

per la cortesia di Francesco Bini

 

per la cortesia di Francesco Bini

 

 

 

Un abate  ………… passare alla storia per un servizio di piatti

 

Una nana

 

una nana  …………la memoria di una nana

 

una vendetta

 

Un gesto a tradimento  …………Piero Carnesecchi compie la sua vendetta

 

Una morte solitaria

 

Una morte  …………un Carnesecchi che muore solo e abbandonato

 

Un gesuita missionario nelle Filippine nel 1718

 

Una morte  …………un Carnesecchi gesuita missionario nelle Filippine

 

 

by l'amico Paolo Conti di Lucca mi segnala questo libro con gli elenchi dei cavalieri di Malta

Elenchi cavalieri di Malta   ………Elenchi cavalieri di Malta

tra cui figura PaoloFrancesco Carnesecchi nel 1681

 

 

 

 

Il castello di Fiano o di Santa Maria Novella

 

 

by dr Paolo Gennai direttore scientifico Sistema museale Valdelsa fiorentina :Castello di Santa Maria Novella a Fiano e per la cortesia dei signori Giacomo, Claudia, Tommaso ed Eliane Zanzotto

 

……..Nell'interno si vedono alcune buone tele moderne ed una discreta raccolta di ritratti della famiglia Carnesecchi……………..

 

 

 

Questo nome di Santa Maria Novella e' dato ad un castello assai ben conservato , ad ostro-scirocco di Lucardo e ad un altezza di 407 metri , ricordato nel 1020 per alcuni beni che qui il ridetto Pimmone di Tatto vende' a Berta di Rolando .Poi vi comincio' a possedere il vescovado fiorentino nel 1126 , quando Zabollina di Bottaccio vedova di Ridolfino da Catignano , pigliando il velo ,fece al vescovo Gottifredo rinunzia di molti dei suoi diritti feudali .

Il 25 novembre 1312 , dopo nove giorni d'assedio , fu preso d'assalto da Baldovino di Lussemburgo , arcivescovo di Treveri e fratello d'Arrigo VII , che vi fece molti prigionieri , tra cui Corrado Gianfigliazzi figlio del signore del castello , ai quali furon fatti soffrire stenti gravissimi fino a doverne morire .I Gianfigliazzi che ne erano i signori , per esser guelfi oltre ad aver ricevuto danni dai ghibellini dopo Montaperti nel 1260 , e dai seguaci di Arrigo VII , si ridussero a un tal punto d'impotenza , che nel 1355 trattarono della vendita di questo castello con gli Acciaiuoli. Poi l'ebbero i Canacci , i quali nel 1444 , quando gia' era stato convertito in villa signorile lo vendettero a Galeazzo Malatesta , signore di Pesaro ,da cui prima passo' ai Borromeo , poi ai Franceschi , piu' tardi ai Carnesecchi e finalmente ai Pappadoff e Carranza.

Il castello e' quasi quadrangolare , con torri merlate negli angoli e con torre massiccia sulla porta , che e' di forma senese , dandoci tutto l'insieme un bellissimo esempio di architettura militare del medio evo . Quasi tutta la costruzione e' in pietra tufacea , che le da un colore di veneranda vetusta' . Nell'interno si vedono alcune buone tele moderne ed una discreta raccolta di ritratti della famiglia Carnesecchi

 

Dall'opera di Michele Cioni : La Valdelsa guida storico-artistica anno 1911

 

 

Castello di santa Maria Novella a Fiano  ………… Bonaventura Carnesecchi

 

by attuale proprietaria del castello : signora Claudia Paludetto Zanzotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia cronologica della toscana dal 1737 al 1815

 

 

Su internet ho trovato questo lavoro che penso si debba attribuire a Gaetano Greco professore dell'universita' di Siena.

Visto che e' stato messo su internet per cultura di tutti anch'io me ne avvalgo per ambientare la nostra storia. ( evitandomi di fare un lavoro gia' ottimamente fatto che probabilmente non saprei fare con la medesima competenza )

Per fedelta' al testo riporto a fondo pagina la cronologia completa ( da cui questo estratto ) che copre il periodo ben piu' vasto che va dal 1400 all'eta' napoleonica e il curriculum del professore

--------------------------------------------------------------------------------------

 

 

SCENARIO STORICO  Storia cronologica della Toscana 1737---1815

 

 

 

 

 

 

storia dei Carnesecchi< …………………………………………………… …I Carnesecchi a LECCE  

 

 

storia dei Carnesecchi…………………………………………………… …I Carnesecchi in SICILIA ( a cura di STEFANO MARI )

 

Carnisecchi.

Pare che sia originaria di Firenze. Possedette i feudi Grottarossa, Giurfo, Campisotto, Joannello e Coscacino.

Un Giovanni, barone di Joannello e Coscacino, fu coadiutore della nobile compagnia della Carità di Palermo 1614.

 

 

 

Tommaso Carnesecchi  ……….Tommaso Carnesecchi fiorentino mercante a Napoli a fine seicento

 

 

 

---------------------------------------

Presenza di Carnesecchi in Polonia e Lituania intorno alla meta' del seicento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le famiglie italiane stabilite in Polonia ed in Lituania , oltre moltissime si distinguevano i Carnesecchi , i Bandinelli , i Soderini , I Pazzi , i Torelli ( poi Ciolek - Poniatowski ) i Colonna , i Gherardini , i Manadori , i Moriconi , Orsetti , Sardi ,(tre familie lucchesi ) Donnini , Soccini , Montelupi , Cecchi , Mannucci , Alemanni ec. ec. Alcune delle quali vi si mantengono tuttavia ;

 

 

Lettere militari, con un piano di riforma dell'esercito polacco del re ...

Di John III ((Sobieski) king of Poland.)

 

http://books.google.it/books?id=JAQHAAAAQAAJ&printsec=frontcover&dq=lettere+militari&hl=it&sa=X&ei=HNb2UsvTI6qAywPJ-oCgAw&ved=0CEgQ6AEwBA#v=onepage&q=lettere%20militari&f=false

 

 

 

MAURO SODERINI

 

Mauro Soderini (Firenze, 15 gennaio 1704 – Firenze, 1746) è stato un pittore italiano.

Figlio del pittore Francesco Soderini e di Caterina Angiola Carnesecchi, artisticamente si forma nella bottega del padre per poi spostarsi a Roma nella bottega di Benedetto Luti.

Al rientro a Firenze dipinge nel 1718 lo Sposalizio della Vergine nel Duomo di Firenze.

Altre sue opere si trovano nel chiostro grande di santa Maria Novella dove realizza gli affreschi raffiguranti Sant'Antonio rimprovera i finti poveri ciechi e San Tommaso presenta l'Uffizio del Corpus Domini a papa Urbano IV.

Di lui non esistono più notizie dopo il 1746; l'ultima sua opera è San Zanobi resuscita un fanciullo del 1745 e conservata nella chiesa di Santo Stefano al Ponte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

DAL PERIODO LORENESE AI GIORNI NOSTRI

 

9 LUGLIO 1737 MORTE DI GIANGASTONE DEI MEDICI, ULTIMO RAPPRESENTANTE DELLA DINASTIA GRANDUCALE

 

IL GRANDUCATO PASSA ALLA DINASTIA DEI LORENA

 

Vicende dei Carnesecchi  ………….Un periodo oscuro

 

Ottobre 1757 Legge sulla nobiltà, viene istituito un registro della nobiltà e della cittadinanza.

 

 

 

Deputazione sopra la nobiltà e cittadinanza (1750-1808)

 

 

ARCHIVIO DI STATO FIRENZE

http://www.archiviodistato.firenze.it/siasfi/cgi-bin/RSOLSearchSiasfi.pl?_op=getsprod&id=IFDB744XXX&_language=eng&_selectbycompilationdate=&curwin=thirdwindow

 

La Deputazione fu istituita contestualmente alla pubblicazione della legge "per regolamento della nobiltà e cittadinanza" avvenuta a Vienna il 31 luglio e a Firenze il primo ottobre del 1750: ne fecero inizialmente parte Giovanni Antonio Tornaquinci, Consigliere di Stato e di Reggenza, nonché Segretario di Stato, Gaetano Antinori, Consigliere come il Tornaquinci e Segretario di Guerra, il senatore Giulio Rucellai, Segretario della Giurisdizione, e i senatori Filippo Guadagni e Giovan Francesco Ricasoli, che ebbero il compito di fare "pubblica descrizione delle [...] due classi, de' Patrizi, e dei Nobili colli dovuti esami, e riscontri delle domande, e recapiti ammissibili" secondo l'Istruzione pubblicata di seguito al testo della legge istitutiva. La Deputazione operava all'interno dell'Archivio di Palazzo - come allora era chiamato l'Archivio delle riformagioni -, nell'ambito della Segreteria di Stato, curando innanzitutto di allestire appositi registri "delle Classi de' Patrizi, e de' Nobili in buona, e valida forma distinti ed intitolati per ciascuna città da per se, ne' quali secondo l'ordine Alfabetico vi faranno dalli Ministri del detto Archivio registrare alla respettiva Classe tutte quelle Famiglie, che proveranno di avere li necessari requisiti per esservi ammesse". Tali requisiti - che tuttavia non dovevano essere posseduti contemporaneamente - erano: l'investitura di un feudo, l'ammissione a un ordine cavalleresco, il conferimento di un diploma del principe, l'esercizio di una suprema magistratura cittadina. Delle quattordici città del Granducato in cui si istituivano i registri della nobiltà, Firenze, Siena, Pisa, Pistoia, Arezzo, Volterra e Cortona erano classificate come "patrie nobili" - secondo criteri di antichità e celebrità da una parte e densità demografica dall'altra - e in esse l'aristocrazia era divisa in nobiltà semplice (famiglie con meno di duecento anni di titolarità dei requisiti nobiliari) e patriziato (famiglie con più di duecento anni di titolarità o appartenenti all'Ordine di Santo Stefano); nelle altre sette città - Sansepolcro, Montepulciano, Colle Val d'Elsa, San Miniato, Prato, Livorno e Pescia - veniva invece istituita la sola classe della nobiltà semplice (più tardi, e in momenti diversi, anche Pontremoli, Modigliana, Fiesole, Pietrasanta e Fivizzano ricevettero il rango di "città nobile").

La documentazione che i Deputati dovevano accogliere e vagliare per definire la posizione di quanti presentavano domanda per essere iscritti in una delle due suddette Classi, consisteva nell'albero genealogico di famiglia, comprovato da opportuni riscontri sui registri di decime, estimi, squittini, gabelle, contratti, battesimi e così via; nello stemma di famiglia, dipinto con i "suoi veri colori" e distinto con le sue proprie insegne; in eventuali diplomi di nobiltà, copie autentiche di rescritti e quant'altro concorresse a provare la nobiltà delle persone menzionate nell'albero genealogico; nelle fedi di decima, degli estimi e simili, o nelle copie "in valida forma" di testamenti, contratti d'acquisto e altra documentazione analoga; nelle attestazioni di cittadinanza. Circa i residenti fuori Firenze, la Deputazione si avvaleva della collaborazione dei giusdicenti di stanza nel territorio da cui proveniva l'aspirante alla carica di nobile o patrizio, i quali magistrati erano richiesti di fare "prontamente li dovuti riscontri de' Documenti annessi alle domande" per poi rimetterli, completata la documentazione eventualmente mancante e corredata di una propria relazione, di nuovo a Firenze all'Archivio di Palazzo perché la pratica potesse essere conclusa. Al termine del procedimento, le domande che risultavano idonee alla richiesta passavano all'approvazione del Granduca e, se accolte, venivano firmate dai membri della Deputazione e trasmesse, con tutta la documentazione del caso, agli incaricati dell'Archivio di Palazzo che a loro volta procedevano a copiare negli appositi registri gli stemmi e gli alberi delle famiglie riconosciute nobili o patrizie; le domande respinte, invece, dovevano essere dai Deputati corredate di una breve spiegazione relativa ai motivi che avevano portato all'esclusione della richiesta e potevano poi essere rimesse direttamente alla grazia del Granduca presentando una supplica al Consiglio di Reggenza. Comunque, tutte le domande, sia quelle accolte sia quelle respinte, venivano inviate dalla Deputazione all'Archivio di Palazzo dove si provvedeva a rilegarle in filze separate, ciascuna con i documenti annessi; il compito della Deputazione, poi, terminava con l'apposizione finale delle firme dei suoi membri sui registri originali del patriziato e della nobiltà.


La Deputazione, riunitasi a partire dall'ottobre 1750, nel mese di dicembre iniziò a esaminare i primi dossier di famiglie aspiranti all'iscrizione; le nobiltà del Granducato furono sottoposte a esame città per città: il lavoro venne portato a termine per Firenze e per Siena nel marzo del 1754, per Pisa in gran parte nel luglio dello stesso anno, per Pistoia nel luglio del 1755, periodo in cui si avviò l'esame della documentazione relativa ad Arezzo; nel 1784, infine, i lavori attinenti all'esame delle domande d'ammissione per tutto il Granducato si conclusero, dopodiché la Deputazione entrò nella fase per così dire di routine del proprio incarico consistente nell'aggiornamento progressivo dei registri di nobiltà già allestiti e vigenti. Con motuproprio del 29 ottobre 1792 (pubblicato il 30), poi, agli interessati che ancora non avevano provveduto si impose di presentare, entro due mesi dalla pubblicazione della legge, le "fedi autentiche" necessarie a essere iscritti nei "registri originali di patriziato e nobiltà", pena l'avvio di una procedura d'ufficio da parte della Deputazione, i cui oneri sarebbero totalmente ricaduti sugli inosservanti che inoltre avrebbero dovuto pagare una penale di tre lire per ogni fede rintracciata.

Nel 1793, con motuproprio del 12 giugno (pubblicato il 14), vennero finalmente dichiarati completati i registri di nobiltà e cittadinanza e l'Avvocato regio fu nominato "assessore" (ovvero, rappresentante legale) della Deputazione: il magistrato acquisiva in questo modo la facoltà di partecipare alle adunanze con diritto di voto e il compito di conservare personalmente i Libri d'oro della nobiltà e del patriziato. La Deputazione, in questo nuovo assetto e diminuita - almeno dal 1805 - di uno dei suoi cinque componenti originari, continuò a operare fino alla sua abolizione avvenuta con l'annessione del Granducato di Toscana all'impero francese

ARCHIVIO DI STATO FIRENZE

http://www.archiviodistato.firenze.it/siasfi/cgi-bin/RSOLSearchSiasfi.pl?_op=getsprod&id=IFDB744XXX&_language=eng&_selectbycompilationdate=&curwin=thirdwindow

 

 

 

 

Alla pubblicazione del libro d'oro nella nobilta' del Granducato di Toscana compaiono in esso ( 1793 ) : solamente 2 linee di Carnesecchi ,

 

 

Nelle prime sette "Citta' nobili "del Granducato di Toscana ( Firenze,Siena,Pisa,Pistoia,Arezzo,Volterra.Cortona e Montepulciano ) i nobili si distinguevano in due classi ,cioe' i nobili patrizi e i nobili semplicemente nobili . Della prima classe facevano parte tutte le famiglie nobili nelle quali erano state raccolte le provanze per giustizia all'ordine di santo Stefano e quelle famiglie nobili che potevano comprovare la propria nobilta' da duecento anni senza discontinuita' . Nella seconda classe dei nobili erano descritti i discendenti di quelle famiglie accolte nell'ordine di santo Stefano e le altre famiglie nobili che non potevano comprovare la loro nobilta' per il predetto periodo di tempo , ma per uno inferiore.

 

 

 

 Famiglia nobile patrizia :

 

stemma dal Libro d'oro della nobilta' fiorentina

 

 

Giovanni di Andrea

Ridolfo di Giovanni priore nel 1524

Giovanni Batista figlio di Ridolfo nel 1589 sposa Clarice Tanai Medici

Ridolfo di Giovanni Batista sposa Laura Baldovidi

Francesco di Ridolfo nel 1696 sposa Dorotea del cav Francesco Simi muore nel 1724

Ridolfo di Francesco nato il 20 genn 1698 morto il 23 gennaio 1756 senza prole

Questo ramo si estingue

Quartiere san Giovanni gonfalone drago

Famiglia ammessa al patriziato della citta' di Firenze

Dati ricavati da "I Libri d'oro della nobilta' fiorentina e fiesolana di Bruno Casini " ediz. Arnaud

 

 

 

 

Famiglia Nobile :

 

 

 

Sebastiano Carnesecchi sposa Diamante di Domenico del Sere 1731

figli : Giuseppe e Anna 4 marzo 1765

Quartiere Santa Maria Novella gonfalone vipera

Famiglia ammessa alla nobilta' della citta' di Firenze

 

 

NOTA BENE

in realta' questa linea non appartiene ai Carnesecchi bensi' ai Carnesecchini di Prato

Dati ricavati da "I Libri d'oro della nobilta' fiorentina e fiesolana " di Bruno Casini ediz. Arnaud

 

 

 

 

Alcune delle famiglie Carnesecchi non possedevano piu' i requisiti patrimoniali per essere ammessi nelle liste della nobilta' altre forse non erano interessate perche' ormai molto fuori da quel mondo

 

 

 

 

dal libro :

Le tre Nobiltà, di Marcella Aglietti a cura dell'Istituzione dei cavalieri di S.Stefano, ed. ETS Pisa:

Nota delle famiglie fiorentine patrizie che non hanno la Decima di fiorini 10…….
……….Tra i Patrizi che non raggiungevano quel livello minimo si ricordavano ( secondo un ordine decrescente a partire dal meno povero): i fratelli Aldana, Giovanbattista e Alemanno Rossi, Giuseppe e Niccolò Scarlatti, Spinello Castellani, i fratelli Orlandi e i Tealdi, i fratelli Mori Ubaldini, Bartolomeo Bartoli, gli Ubaldini da Gagliano, gli Stendardi, i fratelli Carnesecchi e i Roti, Giovanbattista Arrighi.
Tra i nobili si segnalavano i cavalieri Fabbreschi, Settimanni, D'Ambra, Tamburini e Salvadore Rossi.

Nobili di Prato:
Sebastiano Carnesecchi di Lorenzo. 4 marzo 1765, residenze nel Gonfalonierato per giustizia.

Nobili di Firenze:
Capitano Sebastiano Carnesecchi da Prato, 4 marzo 1769, prime cariche cittadine.

Patrizi di Firenze:
Ridolfo di Francesco Carnesecchi, squittinati per risiedere nelle maggiori magistrature nel 1524. cavaliere dell'Ordine Stefaniano ma non per giustizia.

 

Per la cortesia del conte Massimo Angelo Cavalloni

 

 

 

 

 

"Quantunque da più e più anni la mia famiglia non abbia di nobile e di patrizio che il nudo nome, io stimo i patrizi e disprezzo i nobili. Ed è per me vero patrizio d'una città chi ha terre da far fruttare, sepolcri domestici da venerare, lari da difendere, ed antenati da imitare i quali, per lungo ordine di anni abbiano ο arricchita la loro patria con l'industria,ο celebrata con le virtu' e con l'ingegno, ο protetta col sangue.
Ma i titoli, i feudi e gli stemmi che ogni principe pu
o' dare e può torre e che ogni soldato straniero, ο mercatante fortunato, ο letterato cortigiano puo' assumere nei paesi conquistati ο usurpati, e che puo' tramandare a' suoi nipoti, sono ai miei sguardi ricami sopra sucida tela".


Da una lettera del 1808 di Ugo Foscolo a Giambattista Giovio.

Per gentilezza dr Sergio De Mitri

 

 

 

 

 I Carnesecchi piu' che una famiglia nobile sono soprattutto una famiglia storica della Toscana ,

infatti sono tra le famiglie che hanno partecipato significativamente alla costruzione

delle vicende della Repubblica di Firenze e del Granducato di Toscana .

 

 

 

 

 

 

 

LA RIVOLUZIONE FRANCESE : e' una rivolta , no e' una rivoluzione

 

la rivoluzione francese ha un ruolo incredibilmente dirompente nella storia sociale dell'umanita

E' un risveglio improvviso delle masse

E' una rivendicazioni di diritti cosi normali che viene da domandarsi con quali meccanismi ( ancora oggi ) una minoranza riesca a prendere il sopravvento sulla maggioranza degli esseri umani soffocandone il diritto a godere pienamente della vita , lasciandoli rassegnati e non ribelli

 

 

E' un periodo di violenza anche barbara e' il trionfo della vendetta sociale ma da questo momento la storia ( che gia' aveva vissuto la rivolta di Spartaco ) vedra come possibile una cosa fino allora inconcepibile : la rivolta delle masse al potere

 

 

Culminera' e si soffochera' in un tripudio di nazionalismo grazie al genio militare ed organizzativo di Napoleone Bonaparte

 

 

 

A noi Italiani l'esperienza lascera' in eredita' l'amarezza delle speranze tradite , l'anelito a cambiare le cose e il desiderio di una Nazione unitaria

pagheremo questa eredita' napoleonica col furto e/o la distruzione di una quantita' incalcolabile di opere d'arte

 

 

In piu' a chi si occupa di genealogia l'esperienza napoleonica lascera' i preziosi archivi napoleonici frutto di un organizzazione ed un efficenza burocratica francese che ancora noi Italiani ( duecento anni dopo ) ci sognamo

 

 

 

 

 

Infatti qualche indicazione sulla distribuzione dei Carnesecchi nell'ottocento la possiamo avere dagli "Archivi di stato civile napoleonici" che esistono ( per cio che ci interessa ) sia per la Toscana che per il Lazio.

E' da tener presente che gli "Archivi di stato civile napoleonici" considerano solo i nati maschi nel periodo 1808 1814. Quindi danno un risultato non esatto ma di buona approssimazione

Purtroppo attualmente non possiedo dati sugli "Archivi di stato civile napoleonici" relativi al Lazio.

 

 

Esaminiamo ora la distribuzione dei Carnesecchi nei territori del Granducato di Toscana secondo i rilievi di questi archivi

 

 

 

Presenze dei Carnesecchi in Toscana agli inizi del 1800

 

Luoghi della Toscana in cui sembrano esser presenti Carnesecchi secondo gli Archivi di Stato civile napoleonici (Lucca esclusa ) periodo 1/06/1808-30/04/1814

 

Questi dati prendono in considerazione i soli nati maschi .

Cioe' nel periodo 1808 1814 sono nati maschi Carnesecchi solo in questi luoghi

Firenze

Pellegrino (oggi Firenze )

Sesto Fiorentino

Casellina e Torri ( oggi Scandicci )

------------------------------------

Montespertoli

Fucecchio

Pistoia

----------------

Lorenzana ( Pi )…( non autoctoni )

-----------------

Bibbiena vicino a Poppi

-----------------

Arezzo

Monteriggioni ( vicino a Colle Valdelsa )

 

Siena

 ------------------

Asciano

Pienza

Montalcino

Sinalunga

 

Sono presenti anche a Seravezza e a San Gimignano

 

 

 

Secondo i dati di questi archivi possiamo dire che in Toscana nel 1800 i Carnesecchi erano presenti in zone ben circoscritte

da notare la loro presunta assenza assenza da Cascia, da Prato.

 

 

Sembra totalmente esclusa anche la zona di Pisa non considerando Lorenzana. Nei dati sono escluse le zone di Livorno e di Grosseto

 

I dati dei censimenti sono pero' solo fortemente indicativi

Infatti vedremo ad esempio che i Carnesecchi sono gia' presenti a Castagneto Carducci intorno alla meta' del settecento ma non figurano qui non essendoci nati nel periodo preso in considerazione dal censimento napoleonico

Quindi hanno maggior valore per dimostrare dove erano rispetto a dimostrare dove non erano

  

 

 

I dati degli archivi di Stato Civile napoleonici all'inizio del XIX secolo trovano quindi i Carnesecchi fondamentalmente ancora attestati intorno a Firenze ed in un numero limitato d'insediamenti.

Le nostre ricerche pero' ci dicono che la migrazione di molti Carnesecchi alla ricerca di lavoro verso le colline metallifere o verso i territori grossetano ,livornese ,ligure era gia' iniziata

 

 

ARCHIVIO DI STATO DI FIRENZE

 

TOSCANA

Immagini digitali degli atti di stato civile

Elenco degli istituti e degli archivi riprodotti, ordinati per località. Ogni immagine è corredata dai dati archivistici che riportano il nome del fondo/archivio (SCN = stato civile napoleonico; SCR = stato civile della Restaurazione; SCI = stato civile italiano), la tipologia degli atti (nati, matrimoni, morti, indici, allegati, etc.), la data, eventuale numero di riferimento dell'unità archivistica (busta, registro, filza, etc.).

 

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+napoleonico/

 

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+della+restaurazione/

 

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+italiano/

 

********************

 

http://antenati.san.beniculturali.it/

 

 

Ricerche anagrafiche e genealogiche

http://antenati.san.beniculturali.it/ricerche-anagrafiche-e-genealogiche

Da dove iniziare ?
La ricerca dei dati anagrafici di una persona deve partire da riferimenti geografici, di tempo e di relazione parentale (genitore, coniuge, figlio), procedendo a ritroso. I dati iniziali costituiscono la chiave di accesso per ricercare nei complessi delle fonti documentarie le informazioni utili a delineare i profili anagrafici.
Dovendo intraprendere una ricerca occorre poi distinguere tra Stato civile e Anagrafe. Lo Stato Civile riguarda le registrazioni di nascite, morti e matrimoni, mentre l’Anagrafe (dal verbo greco iscrivere, registrare) riguarda i movimenti della popolazione, le residenze e i relativi mutamenti, censimenti, immigrazioni ed emigrazioni.

Dove sono le fonti ?
Stato civile e anagrafe
Lo Stato civile italiano ha un suo breve, ma significativo antecedente in quello francese, detto anche napoleonico perché introdotto in Italia da Napoleone a partire dal 1806 e sopravvissuto in alcune regioni anche dopo la disfatta francese del 1815. Subito dopo l’Unità d’Italia, con il primo censimento nazionale (1861), la tenuta dello stato civile diventa un’esigenza: si rende necessario conoscere sesso, condizione sociale e livello di istruzione degli italiani per formare le liste elettorali, i consigli comunali, per assolvere all’obbligo della leva militare, per esigere le tasse; così un decreto del 1864 attribuisce ai Comuni il compito di registrare i movimenti demografici, senza tuttavia rivestire un carattere obbligatorio, per cui non tutti i Comuni vi ottemperano. Una seconda legge del 1871 rende invece l’anagrafe obbligatoria per tutti i Comuni che da questa data in avanti sono preposti alla tenuta dei registri di nascita, matrimonio e morte della popolazione residente. I registri di stato civile riportano le registrazioni di nascite, di matrimonio, di pubblicazioni di matrimonio, di morte e talvolta di cittadinanza; costituiscono pertanto la fonte seriale e primaria per intraprendere ricerche anagrafiche e genealogiche e possono contenere dati significativi anche da un punto di vista sociale, come la professione esercitata dai genitori o il grado di alfabetizzazione posseduto (attraverso la firma).
Pertanto è sempre consigliabile iniziare le ricerche dall’archivio del Comune di origine; per inoltrare richieste di certificazione anagrafica ai Comuni italiani è utile il sito http://www.comuni-italiani.it che riporta numeri di telefono e fax, contatti mail e siti internet.
Per il periodo antecedente al 1° settembre 1871 le funzioni di Ufficiale di stato civile erano espletate dai parroci, che sono titolari delle scritturazioni e della conservazione dei registri dei battezzati, matrimoni, morti e stati d’anime in modo sistematico e ininterrotto dalla seconda metà del Cinquecento (a seguito di disposizioni del Concilio di Trento), ma già in precedenza alcune parrocchie curavano la compilazione di tali registri. Pertanto, per il periodo antecedente al 1871, è necessario rivolgersi alla parrocchia di nascita e a quella di residenza - se diversa dalla prima – per ottenere la certificazione anagrafica (utile motore di ricerca per le parrocchie italiane è il sito:
www.parrocchie.it); tra i progetti per la tutela e per la valorizzazione delle Registrazioni anagrafico-sacramentali storiche italiane (registri parrocchiali dei battesimi, dei matrimoni, delle sepolture e dello stato delle anime precedenti al 1901) si segnala la banca dati La Memoria dei sacramenti (www.memoriadeisacramenti.it), cui hanno aderito numerose parrocchie.

Per i discendenti degli emigrati italiani
A partire dagli ultimi decenni del Novecento il desiderio di riscoprire le proprie origini è avvertito come un’esigenza forte soprattutto da parte dei discendenti di emigrati italiani residenti all’estero, insieme alla sempre più pressante necessità di venire in possesso dei documenti necessari nell’iter amministrativo per ottenere la cittadinanza italiana "iure sanguinis", come l’estratto dell’atto di nascita o di matrimonio dei loro antenati. Gli Archivi di Stato non hanno competenza in materia di anagrafe ma conservano fonti seriali per individuare i Comuni di nascita degli ascendenti, ai quali occorre rivolgersi per ottenere le certificazioni necessarie, mentre per il periodo precedente al 1871 occorre rivolgersi alle parrocchie.
Negli archivi prodotti da Prefetture, Questure e Tribunali, che sono trasferiti agli Archivi di Stato competenti per territorio dopo 40 anni dall’esaurimento delle pratiche, è inoltre possibile reperire documentazione sporadica relativa a passaporti o a permessi di espatrio.

 

 

 

 

 

 

 

MOTI CONTRORIVOLUZIONARI DEL "VIVA MARIA"

 

Giuseppe Carnesecchi, capitano dell' esercito granducale di stanza a Livorno, sposo' nel 1769 Francesca Nesterini vedova del fiorentino Filippo Mari

Francesca Nesterini aveva quattro figli uno di questi era Lorenzo Mari che tanta parte ebbe nel movimento del " Viva Maria"

Giuseppe Carnesecchi pote' esercitare pero' ben poca influenza sul figlioccio in quanto mori poco dopo nel 1772 , quando il bimbo aveva solo sei anni

Giuseppe Carnesecchi discendeva dai Carnesecchi di Ulivieri

 

Lorenzo Mari (Montevarchi, 11 giugno 1766 – Firenze, 14 gennaio 1824) battezzato Gio. Pietro Lorenzo Maria Baldassarre, fu l' ultimo dei quattro figli del fiorentino Filippo Mari e di Francesca Nesterini di Montevarchi.

Già capitano dei dragoni, il 10 giugno 1786 nella chiesa di Santa Maria in Campo, Lorenzo sposò Alessandra Cini e insieme andarono ad abitare sulla via maestra di Montevarchi nell' elegante Palazzo Mari da dove, dopo che il Mari venne congedato d' ufficio a seguito dell' invasione napoleonica della Toscana, l' 11 giugno del 1799 i due coniugi presero ad arruolare volontari per partecipare ai moti controrivoluzionari del Viva Maria già scoppiati in Arezzo. Dopo essere stati raggiunti da Lord William Frederic Wyndham, plenipotenziario inglese per la rivolta aretina, Lorenzo e Alessandra, alla testa della compagine valdarnese degli insorti, raggiunsero il Casentino, dove avevano una casa, e anche lì arruolarono altri contadini per poi dirigersi verso Arezzo e unirsi al corpo d' armata principale che si preparava a marciare su Siena e poi su Firenze.

I coniugi Mari e i loro uomini non presero però parte alla "liberazione" di Siena del 28 giugno in cui vennero commessi saccheggi, omicidi e numerosi altri crimini soprattutto contro la comunità ebraica. Preferirono piuttosto aspettare ad Arezzo e ricevere poi il comando dell' intera armata aretina che, agli inizi di luglio, avrebbe dovuto riconquistare Firenze. E così fu.

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

" VICENDE DEI CARNESECCHI "

1800---2009

 

La storia corre ora fino ai giorni nostri

Confesso che non e' affatto facile collocare i vari personaggi entro linee genealogiche ben definite . Ho in questa sezione riunito altri dati ed altre vicende

Spero che col tempo ogni cosa vada a posto

Ricordo qui persone e vicende , poco importa da dove vengono queste persone : sono dei Carnesecchi

Ecco quindi presentarsi alla ribalta altri Carnesecchi taluni con storie anche importanti da narrare

LE LINEE ARISTOCRATICHE SI SONO ORMAI ESTINTE E QUESTE STORIE SONO STORIE DI UMILI ARTIGIANI E QUINDI SONO ANCORA PIU' DEGNE DI NOTA : TUTTA QUESTA E' GENTE CHE AVREBBE POTUTO STARSENE TRANQUILLA EPPURE TRANQUILLA NON SE NE STA

E' VERAMENTE STRANA E STRAORDINARIA QUESTA VOCAZIONE A VIVERE DA PROTAGONISTI IL PROPRIO TEMPO DI TANTI CARNESECCHI

E SONO CONVINTO CHE IO IGNORO ANCORA TANTE STORIE

 

 

 

vai alla pagina 27<  Storia dei Carnesecchi : periodo dal 1800 al 2000  

 

 

vai alla note della pagina 27 …. Note al periodo dal 1800 al 2000 

vai alla note della pagina 27  …Note al periodo dal 1800 al 2000 

 

"Principali personaggi e fatti fra i Carnesecchi dell'otto-novecento

 

 

 

Joseph Anton Koch (Elbigenalp, 27 luglio 1768 – Roma, 12 gennaio 1839)

Verso la fine del 1794, grazie a una borsa di studio del mecenate George Nott, dopo aver attraversato a piedi le Alpi, giunse in Italia. Visitò Bologna, Firenze, Napoli e Salerno, e si entusiasmò per i capolavori della pittura italiana; finalmente, all'inizio del 1795, arrivò a Roma. Qui si integrò rapidamente nel cerchio artistico dei Deutsch-Römer, i tedeschi residenti a Roma, stringendo amicizia in particolare con Asmus Jacob Carstens, da cui imparò a rappresentare le forme umane, capacità che gli tornerà utile più tardi per le illustrazioni della Divina Commedia o per la creazione di numerosi quadri a soggetto biblico o mitologico. Strinse inoltre amicizia con lo scultore danese Bertel Thorvaldsen, con cui condivise un alloggio a Via Sistina. Divenne assiduo frequentatore del Caffè Greco, dove ancor oggi è presente un suo ritratto.

Nel 1805 dipinse per Giuseppe o Giovanni Carnesecchi allora padrone del caffe' Greco di Roma

The present painting,the final one of the series and the preparatory sketch for which isin the Kunsthalle, Karlsruhe (fig. 2), is the culmination of hisdeveloping thoughts on, and ambitions for, this panorama. The earliest version of the composition (Karlsruhe, StaatlicheKunsthalle, fig. 3) of 1805 was painted for Giuseppe Carnesecchi, the owner of the Caffè Greco in Rome. The second version (fig. 4),and also the smallest, now in a German private collection, waspainted in 1806. Koch worked on the third and largest version(Munich, Neue Pinakothek, fig. 5) for eleven years

 

 

anno 1805 Joseph Anton Koch : Paesaggio eroico con arcobaleno

 

 

 

 

 

 

David Carnesecchi un libertario del 1830<  La vicenda di David Carnesecchi carbonaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CENSIMENTO TOSCANA anno 1841

Tuscany Census

 

Presso l'Archivio di stato di Firenze è presente il Censimento del Granducato di Toscana, compiuto nell'aprile 1841.
Tali documenti sono stati microfilmati e sono disponibili anche presso la "Chiesa dei Santi degli ultimi giorni" (L.D.S. church).

Il Censimento della Toscana del 1841, conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze, offre una preziosa fonte di studio per l'analisi della popolazione sotto diversi aspetti. I dati inclusi nel censimento, oltre al nome e cognome, riguardano: stato civile, sesso, età, impiego, religione, istruzione, nazionalità, stato sociale. La caratteristica saliente della struttura dei dati estrapolati dal Censimento è quella di poter essere "organizzati" secondo una struttura ad albero, con vincoli di dipendenza, tipica dei database relazionali ad oggetti. Gli strumenti informatici attuali facilitano dunque notevolmente analisi di tipo statistico e semplici ricerche all'interno di questo complesso di elementi.

 

vai alla pagina 27bis  I Carnesecchi e il Censimento del 1841 in Toscana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La battaglia di Calatafimi - R. Legat - Museo del Risorgimento - Milano

ARCHIVIO di STATO TORINO

http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/Site/index.php/it/progetti/schedatura/garibaldini

Nella ricostruzione di quella grande avventura del Risorgimento italiano che portò alla fine del Regno delle Due Sicilie e alla conquista dell’Italia meridionale, l’attenzione degli storici e la memoria collettiva si sono concentrate sui Mille sbarcati a Marsala con il generale Garibaldi. Parzialmente in ombra sono rimaste le migliaia di altri partecipanti, sul cui numero totale la storiografia ha fornito solo approssimazioni, peraltro giustificate dalla dimensione e dalla complessità della documentazione.

 

Alla ricerca dei garibaldini scomparsi

Il progetto Alla ricerca dei garibaldini scomparsi, realizzato grazie al contributo della Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), con la partecipazione della Fondazione CARIGE (Cassa di Risparmio di Genova), intende far emergere dall’anonimato quella moltitudine di eroi sconosciuti provenienti da quasi tutte le regioni italiane, da molti paesi europei e anche dalle Americhe e dall’Africa, protagonisti di una epopea che solidamente ancora oggi resiste nell’immaginario collettivo.

Con rigoroso metodo scientifico il progetto si propone di valorizzare, e rendere disponibile a un pubblico potenzialmente molto vasto, fondi documentari basilari per la storia del processo di costruzione dello stato unitario.
Per ricostruire la complessa articolazione di uno dei più grandi eserciti volontari della storia d’Italia ci si è avvalsi di tre imponenti nuclei documentari conservati nell’Archivio di Stato di Torino: Mille di Marsala, Esercito Italia Meridionale e Archivio militare di Sicilia e della serie dell’Archivio di Stato di Genova: Prefettura di Genova, Matrici di passaporti, riguardanti le concessioni di passaporti rilasciati in Genova a molti volontari delle spedizioni successive a quella guidata dal generale Garibaldi.

Il progetto, non ancora concluso, ha fatto emergere i nomi di circa 35.000 garibaldini. Il "circa" è d’obbligo, perché molti sono i casi di omonimia, che potrebbero risultare essere la stessa persona, ma dei quali, al momento, non è possibile accertare l’identità per mancanza di informazioni comparabili.
Le schede nominative dei volontari presenti sul sito non sono uniformi, perché le fonti sono disomogenee: una parte di esse registra analiticamente, oltre alla vicenda militare del garibaldino, dati anagrafici, dati relativi alla sua provenienza e professione, fino alla sua descrizione fisica; il nucleo più consistente riporta solo il nome, il cognome, il grado e il corpo di appartenenza del volontario. Molte schede nominative, infine, sono il prodotto di più acquisizioni provenienti da registri o elenchi diversi.

Una curiosità: nel corso delle ricerche sono stati individuati anche due garibaldini dei "Mille" che non figurano né nell’Elenco dei Mille sbarcati a Marsala, né nell’Elenco ufficiale, pubblicato nel Supplemento n. 266 della Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia del 12 novembre 1878. Si tratta di Guglielmo Gallo, da Molfetta, e Vincenzo Speroni, nato a Roma nel 1829, già volontario nella 1° guerra d’indipendenza e durante la difesa della repubblica romana nel 1849. Si possono considerare una prima riscoperta di "garibaldini scomparsi".

http://archiviodistatotorino.beniculturali.it/Site/index.php/it/progetti/schedatura/garibaldini

 

 

 

 

 

 

AGOSTINO CARNESECCHI di CEPRANO amico di NINO BIXIO

 

Agostino Carnesecchi di Ceprano  ……..Personaggi : Agostino Carnesecchi : Un Carnesecchi di Ceprano nelle guerre d'indipendenza contro gli austriaci  

 

 

 

 

 

 

 

FRANCESCO CARNESECCHI

 

CUSTOZA 24 giugno 1866 : FRANCESCO CARNESECCHI

 

 

 

 

 

 

 

CESARE CARNESECCHI probabilmente di FIRENZE

 

CUSTOZA 24 giugno 1866 : CESARE CARNESECCHI

 

 

TELEMACO CARNESECCHI Calzolaio di Grosseto

 

Forse tra i 1200 Toscani comandati da Vincenzo Malenchini e Tito Zucconi che s'imbarcarono a Livorno il 19 giugno 1860 e congiuntisi con la la spedizione Medici parteciparono alla battaglia di Milazzo

 

Forse e' il padre di ORESTE CARNESECCHI anarchico livornese ( 1870--1937 ) che ebbe una vita abbastanza grama

 

 

potrebbe essere identificato in :

TELEMACO EMILIO GIOVANNI BATTISTA di Giovanni di Gaetano Carnesecchi

nato a Firenze il 30.7.1838 ore 4 ¼ mat. p.S.Lucia sul Prato

 

Telemaco ha diversi fratelli :

 

ULISSE

ORESTE

EMILIO

ALESSANDRO

CESARE

DEMETRIO

RODOLFO

AUGUSTO

ENRICO

ADELE

EMILIA

 

 

 

 

 

 

 

 

LA TIPOGRAFIA POI CASA EDITRICE DI GIOVANNI CARNESECCHI A FIRENZE

 

 

 

 

 

La comunanza di intenti di Giovanni con Giulio Cesare Sansoni della omonima casa editrice fece si che la tipografia Carnesecchi ( di Giovanni e di suo figlio Tito Carnesecchi ) avesse un peso rilevante nella vita culturale fiorentina

........e da allora cominciarono a convenire nei suoi locali gli uomini piu' illustri di quei tempi che degnarono della loro amicizia il sor Giovanni, come comunemente era chiamato da tutti il vecchio Carnesecchi..............

 

Giovanni mori il 23 giugno 1877 e solo pochi anni dopo , nel gennaio del 1880, mori Tito lasciando la moglie Giulia Bellini con tre piccole figlie alla direzione della tipografia. Nel 1883 moriva anche Giulio Sansoni. L'attivita' della tipografia venne proseguita da Cesare Casalini che ne porto' avanti il nome dal 1884 agli anni 50 del novecento

La tipografia di Giovanni Carnesecchi di Firenze  ……..Personaggi : La tipografia di Giovanni Carnesecchi di Firenze  

Debbo questa rara pubblicazione di Marcello Aquilani alla dottoressa Barbara Casalini

 

 

 

 

 

CARLO CARNESECCHI DI SERAVEZZA archivista ASFirenze

 

Carlo Carnesecchi di Seravezza  ……..Personaggi : Il cavalier Carlo Carnesecchi archivista ASFi e storico  

 

E' una figura minore di storico : piu' scopritore di documenti che storico

Noto per la sua mitezza , abnegazione , disponibilita' e gentilezza d'animo

Dono'allo Archivio di Stato di Firenze una serie di documenti che costituiscono il fondo Carlo Carnesecchi

 

 

Carlo Carnesecchi fu tra i colleghi piu' cari e piu' ammirati per la prontezza e sottilita' del suo ingegno arguto , per la vasta cultura storica e letteraria , per la squisita bonta' del suo cuore , per l'immensa modestia e per l'urbanita' dei suoi modi . per lunghi anni preposto alla sala di studio del r. archivio di Stato di Firenze , egli vi fu larghissimo di aiuto e di consiglio ai numerosi studiosi , che vi accolse , contribuendo in tal modo e senza chiasso all'incremento e alla diffusione della scienza e alla fama del grande istituto fiorentino

 

 

 

 

ATTI DI VALORE DI GIOVANNI CARNESECCHI di CEPRANO TENENTE COLONNELLO DEI CARABINIERI

 

 

L’Arma Dei Carabinieri nasce il 13 luglio 1814 come Corpo Dei Carabinieri Reali per volere di Re Vittorio Emanuele I con la promulgazione delle Regie Patenti. Aveva sin dall’inizio il duplice compito della difesa dello stato e di pubblica sicurezza.

 

 

Giovanni Carnesecchi di Ceprano  ……..Personaggi : Giovanni Carnesecchi : Un eroico ufficiale dei Carabinieri  

 

 

 

 

 

 

 

ATTI DI VALORE dei figli del Tenente Colonnello GIOVANNI CARNESECCHI di CEPRANO

 

 

i figli di Giovanni Carnesecchi di Ceprano  …………Personaggi : Atti eroici dei figli di Giovanni Carnesecchi  

 

 

 

 

 

 

CARNESECCHI MORTI NELLA GRANDE GUERRA

 

 

Dai siti

 

http://www.cadutigrandeguerra.it/Default.aspx

 

http://www.cadutigrandeguerra.it/CercaNome.aspx

 

http://www.cimeetrincee.it/ascet.htm

Sito redatto e curato dall'Associazione Storica Cimeetrincee Sede : Castello - Via Garibaldi 1514 - 30122 - Venezia www.cimeetrincee.it

 

Nel sito e' scritto

La pubblicazione dell’Albo d’Oro ufficiale dei Caduti della Grande Guerra, mediante riproduzione per immagini dall’originale, persegue le seguenti finalità :

 Tenere viva la memoria dei Caduti, come dovere morale e monito per le nuove generazioni, per l’affermazione degli ideali di pace.
 Permettere a famigliari, discendenti, associazioni di ricerca e studio, o semplici curiosi, di rilevare le informazioni relative ai singoli Caduti, avvalendosi di una modalità diretta ed immediata, facilitata rispetto alla consultazione dei volumi cartacei.
 Fornire ad appassionati, studiosi, ricercatori e privati cittadini, già in questa fase della pubblicazione, la possibilità di ottenere informazioni, relativamente a diversi obiettivi di ricerca, quali, ad esempio :

o Luogo di origine del Caduto, data di nascita.
o Luogo e causa di morte.
o Menzioni di eventuali decorazioni.
o Reparto di appartenenza e grado.

 

 

Nome

Comune e data di nascita

Pagina

causa morte

CARNESECCHI ENRICO DI GIOVANNI

Morolo-Frosinone 26 marzo 1899

100

ferite da combattimento

CARNESECCHI ADOLFO DI COSTANTINO

Siena 26 settembre 1893

156

malattia

CARNESECCHI ANGIOLO DI UMILIANO

Siena 11 settembre 1877

156

ferite da combattimento

CARNESECCHI AGOSTINO DI AGOSTINO

Gavorrano -Siena 1 agosto 1893

195

ferite da combattimento

CARNESECCHI LATINO DI FERDINANDO

Cantagallo 2 ottobre 1889

195

ferite da combattimento

CARNESECCHI ALIZZARDO DI ARCANGEO

Chiusdino - siena 12 ottobre 1893

156

ferite da combattimento

CARNESECCHI GIUSEPPE DI ANGIOLO

Castagneto Carducci 1 luglio 1895

156

ferite da combattimento

CARNESECCHI QUINTO DI LUIGI

Castagneto Carducci 30 marzo 1896

156

ferite da combattimento

CARNESECCHI ANGIOLO DI AGOSTINO

Castelnuovo di val di cecina 30 dicembre 1878

156

malattia

CARNESECCHI ALESSIO DI GARIBALDO

Fiesole - Firenze 12 giugno 1879

195

valanga

 

 

CARNESECCA MORTI NELLA GRANDE GUERRA

CARNESECCA EGISTO DI LUIGI

Pontremoli 12 giugno 1896

156

malattia

CARNESECCA GIOVANNI DI PASQUINO

Pontremoli 23 febbraio 1887

156

ferite da combattimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

da Wikipedia

 

 

 

 

  

 

 

 

 

" VICENDE DEI CARNESECCHI "

 

 

Dante Carnesecchi , anarchico individualista

 

 

 

La Spezia nel 1915 : De Nevi : La Spezia in cartolina

La spezia all'inizio del secolo era una delle piu' importanti roccaforti militari . Caratterizzata dalla presenza dell'Arsenale militare e di alcune delle piu importanti industrie belliche italiane , era circondata da una serie di forti e polveriere che ne dominavano il golfo………………………………………

 

 

 

 

"Dante Carnesecchi è una delle più belle figure dell'individualismo anarchico. Alto, vigoroso, pallido e bruno. Occhi taglienti e penetranti di ribelle e di dominatore. Ha l'agilità di un acrobata ed è dotato di una forza erculea. Ha ventotto anni. E' un solitario ed ha pochissimi amici. L'indipendenza è il suo carattere. La volontà è la sua anima. Nelle conversazioni è un vulcano impetuoso di critica corrodente. E' sarcastico, ironico, sprezzante ……Sembra un paradossale ed e' un logico . Le sue verita' bruciano . La sua anima misteriosa e complicata e' un mare sempre agitato da furiose tempeste dello spirito . Non ha mai scritto nulla ma ha pensato molto ……..E il suo pensiero non si aggira nel piccolo cerchio vizioso dei luoghi comuni . Va oltre …..Le figure come la sua sono rarissime . Parlarne troppo a lungo si corre sempre il rischio di guastarle . E' un anarchico veramente individualista . Ecco tutto ……Ora nel primo rastrellamento di delinquenti sociali fatto nei dintorni di Spezia , per ordine di Giolitti ,Olivetti , e D'Aragona , e' stato arrestato anche lui . << In una brillante operazione >> fatta da cento e piu' carabinieri del re guidati da un loro ufficiale hanno invaso la sua casa e lo hanno catturato . La stampa merdosa della borghesia idiota e democratica , liberale e monarchica , ne ha dato l'annuncio trionfale ricamandolo di particolari talmente foschi da fare invidia ad uno di quei ripugnanti romanzi che solo quella carogna di Carolina Invernizio , buon' anima , sapeva scrivere . Naturalmente tutto cio' che si e' scritto su di lui e' falso come e' falsa e bugiarda l'anima fangosa e putrida d'ogni miserabile giornalista venduto. Per amore della verita' dobbiamo dire ( a costo di disonorarlo ) che non e' pur vero che sia pregiudicato .

E' giovane . Ama intensamente la liberta' e la vita . Lo vogliamo fuori !

Anarchici individualisti a noi !

 

Renzo Novatore--7 ottobre 1920 --Il Libertario--La Spezia

 

 La Spezia< ………L’incredibile vita e l’atroce morte di Dante Carnesecchi , anarchico individualista ,dall'America all'Italia di rivolta in rivolta

 

 

Anno 1920 : Tentativo insurrezionale di Dante Carnesecchi

 

 

cronologia anarchica 1 …….. ….Note al periodo dal 1800 al 2000 

cronologia anarchica 2…….. …..Note al periodo dal 1800 al 2000 

cronologia anarchica 3 …….. ……Note al periodo dal 1800 al 2000 

Biennio rosso spezzino  …… ………Note al periodo dal 1800 al 2000 

 

 

 

 

_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _

 

 

CURZIO CARNESECCHI, un fascista delle origini : morire da sovversivo : una storia che merita attenzione

 

 

 

 Bibbona< ………Curzio Carnesecchi ,socialista rivoluzionario, sansepolcrino ,Segretario politico a Genova ,segretario mandamentale del sindacato fascista di Piombino , dissidente fascista: fuori e dentro il CPC

 

 

 =29 Marzo 1921 Adunanza del C.E. della C.C.

 

Presenti : Mussolini, Pasella, Marinelli, Freddi, Aversa, Bruzzesi, Bolzon, Besana, Rossi , Angiolini, Carnesecchi. Si esaminano le situazioni dei Fasci di Parma e Venezia

 

 

=7 Aprile 1921 Riunione del comitato centrale dei Fasci

 

Si riunisce a Milano il comitato centrale dei Fasci per decidere l'atteggiamento da seguire nelle elezioni politiche imminenti . Presenti :

Mussolini , Pasella , Marinelli , Freddi , Aversa , Bolzon , Bruzzesi , Angiolini , Steffanini , Rossi , Besana , Gioda , Polverelli , Farinacci , Marsich , Bresciani , Giunti , Buttafava , Padovani , Arpinati , Mastromattei , Lantini , Carnesecchi , Terzaghi , Morisi , Tarantini , e De Angelis ( Napoli ) , Ruzier , Forni , Calzabini , Grandi .

 

 

 

AI MARGINI

 

 

..........Sociologicamente parlando l’elemento piu’ forte e agguerrito erano gli ex combattenti della piccola borghesia urbana : quella che aveva pagato il piu’ forte contributo di sangue alla guerra e che ora piu’ gravemente ne pagava le conseguenze dell’inflazione e della disoccupazione . In essa sulle idee prevalevano gli umori , e quegli umori erano rivoluzionari , anzi eversivi . Il piccolo borghese imbestialito >> come sprezzantemente lo chiamava Trotzky , era imbestialito un po contro tutti : contro i socialisti che al ritorno dalle trincee , lo avevano svillaneggiato e aggredito , ma anche contro i capitalisti << pescicani >> che avevano lucrato alle sue spalle , la Monarchia , la Chiesa , i Partiti , la << Politica>> in generale , insomma quello che si chiama l’establishment

Con simile materiale umano , pronto a contestare anche lui , era difficile per Mussolini fare il gioco con un uomo della forza e della esperienza di Giolitti . Ma proprio in quel momento il fascismo subiva una trasfusione che ne cambiava radicalmente il sangue , grazie alla conversione delle campagne , specialmente della Padania della Toscana e delle Puglie

 Proprio per le sue tendenze rivoluzionarie , il fascismo non aveva fatto molta breccia nella vecchia proprieta’ agraria naturalmente conservatrice , anzi retriva . Ma questa classe , soprattutto in Emilia , impaurita dall’occupazione delle terre operata dalle << leghe>> rosse e bianche , nella quale aveva visto il prodromo di una definitiva espropriazione aveva venduto , anzi aveva svenduto le proprie cascine e fattorie , E i nuovi proprietari , tutti ex mezzadri , o farttori , o piccoli coltivatori , portavano nella difesa dei loro diritti ben altro spirito o grinta, Essi videro nei Fasci la << guardia bianca >> della proprieta’ e vi accorsero in massa col loro bagaglio di idee ( se cosi vogliamo chiamarle ) reazionarie. Per loro fascismo era sinonimo di ordine , e ordine era sinonimo di repressione

A inventare la la tecnica della mobilitazione di squadre e della spedizione punitiva furono loro che per numero e violenza fecero presto a sovverchiare la vecchia guardia cittadina

Le cifre parlano chiaro in pochi mesi gli 88 fasci diventarono 834 e i 20.000 iscritti 250.000 Molte zone , e precisamente le zone agrarie come la Toscana e l’Emilia cominciarono a passare quasi nelle loro mani .

Questo imponente afflusso di ceti terrieri infuse uno spirito nuovo , francamente reazionario , al <<movimento >>

Mettendo in crisi la vecchia direzione dei Pasella , dei Rossi , dei Bianchi eccetera . Ma per il momento dava a Mussolini , nei confronti di Giolitti , una grossa forza contrattuale e soprattutto gli consentiva di cambiare le carte del gioco : egli poteva far credere che il fascismo fosse un elemento di stabilita’ e conservazione , come in quel momento gli conveniva.

( I due fascismi --Indro Montanelli )

 

 

 

CASELLARIO POLITICO CENTRALE

Livorno 7 maggio 1932

Regia prefettura di Livorno ,

oggetto Carnesecchi Curzio di Giovanni---Sovversivo----deceduto

 

 

on/le Ministero dell'Interno Casellario politico centrale Roma

Pregiomi comunicare che il sovversivo Carnesecchi Curzio e' morto nell'Ospedale civile di Piombino il 3 Febbraio 1929.

Trasmetto l'atto di morte del Carnesecchi

Il prefetto

 

 

 

 

LA II GUERRA MONDIALE

 

Precipitati nell'inferno di una guerra non voluta dalla gente , alleati allo storico nemico delle genti italiane .............

 

 

 

Diversi sono i Carnesecchi che militano nelle file partigiane.............

 

 

 

 

In particolare : 

 

BRIGATA GARIBALDI

ufficiale politico: tenente Aldo Carnesecchi, dall'8 gennaio 1944 al 1° maggio 1945; ...

 

Div. Matteotti Marengo,

Carnesecchi Enrico, 1905, ufficiale di macchina della marina mercantile, commissario politico della Div. Matteotti Marengo,

 

 

 

 

 

 

by dr Paolo Piccardi :da I luoghi della memoria ---Paoletti

 

LA VITA RICOMINCIA !

 

 

 

 

 

 

 

Spicca ora la storia di abnegazione di un padre e di un figlio tutti e due significativamente votati a fare il bene del prossimo

 

di origine barese , trapiantati a Venezia

 

 

Nell'isola Giudecca di Venezia esiste ( o esisteva ) una lapide che ricorda ONOFRIO CARNESECCHI.

Era un medico chirurgo morto in ancor giovane eta il 18 marzo 1923 , era nato nel 1876 a Bari, a Venezia aveva compiuto gli studi e qui era rimasto veneziano d'adozione

La lapide era stata voluta dal popolo dell'isola, e tutti gli abitanti, fino i più poveri, avevano contribuito alle spese . A dimostrazione della benevolenza e gratitudine generale

 

Vedi

 La Giudecca: nella storia, nell'arte, nella vita‎ - Pagina 211

Sicinio Bonfanti - 1930 - 338 pagine

ONOFRIO CARNESECCHI dott. Onofrio Carnesecchi Sulla facciata della casa dove si
trova ... Onofrio Carnesecchi, morto in ancor fresca età il 18 marzo 1923. ...

 

 

 

 

Onofrio fu il padre di un FRANCESCO e di un RAFFAELE

Ed era probabilmente suo figlio quel Francesco ( Cesco ),pure lui medico , che sembra aver acquisito altrettante significative benemerenze ( Corrado Alvaro lo chiama "il medico dei poveri" perche' curava anche chi non poteva pagare )

 

 

Cosi nell'isola della Giudecca c'e' quindi oltre la lapide che ricorda ONOFRIO questa lapide ( dell'anno 1969 )

 

Lapide a memoria di Francesco Carnesecchi il medico dei poveri

 

 

 

AMICI E ISOLANI

QUI RICORDANO

FRANCESCO CARNESECCHI

MEDICO--CHIRURGO

ESEMPIO DI PROFONDA UMANA

DEDIZIONE E DI FERVIDA

QUOTIDIANA ATTIVITA'

 

VENEZIA ISOLA DELLA GIUDECCA 1969

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

"TRACCE E COMMITTENZE ARTISTICHE<"

 

 

 

"ING. GIUSEPPE CARNESECCHI"

Napoli< …Urna sepolcrale del Beato Raimondo da Capua , disegnata da un Carnesecchi e fusa in bronzo dorato dalla emerita fonderia Lagana’ per la chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli

Per la cortesia del dr Pasquale Cavallo autore del sito http://www.nobili-napoletani.it/

 

 

 

 

FRANCESCO CARNESECCHI OREFICE ED INCISORE DI ROMA

 

 

A Roma alla meta' dell'ottocento operava Francesco Carnesecchi , artista che aveva il suo studio in via Condotti 74

So di lui e' che e' autore di alcuni suoi gessi paiono figurare nel museo Metropolitan di New York

 

 

Late nineteenth century horned helmut shell cameo ‘Phoebus and the Hours, Preceded by Aurora’ in fine gold (18ct) frame with natural pearls and rubies decorating the snake heads, circa 1870. This cameo was carved by Carnasecchi and is signed on the back.

Horned Helmut shell cameo Size: 3 1/2 inches wide by 2 3/4 inches height

 

 

 

 

 

DUE ARTISTI CESARE E ACHILLE CARNESECCHI-COPPINI SCENOGRAFI BALLERINI MUSICISTI

 

hanno lavorato in grandi teatri di tutto il mondo verso la fine dell'ottocento

 

 

 

Lucca, Battesimi di S. Frediano

A dì 4 agosto 1844

Antonio Ettore Giuseppe figlio del sig. Antonio del sig. Giuseppe CARNESECCHI di vulgo CUPPINI di Bologna nativo, e della sua moglie la sig.ra Carolina del fu Fortunato BARTOLINI di Forlì, nato il dì 3 detto all'ore 3 1/4 pomeridiane, parrocchia di S. Michele, fu battezzato dal suddetto, compare il sig. Antonio Simoni di Lucca, e la comare sig.ra Clemente Bartolini di Forlì.

 

per la cortesia di Andrea Mandroni

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

storie

 

 

1857 : un processo

 

i fratelliLuigi e Paolo Carnesecchi  ……Un debito di Luigi Carnesecchi (Processo)

 

 

 

Nella strage di Niccioleta furono barbaramente uccisi a colpi di mitraglia 77 minatori colpevoli solo di aver istituito dei turni di guardia per salvaguardare dai nazisti e fascisti in ritirata i macchinari e le attrezzature necessarie al loro lavoro nella miniera di pirite della Montecatini .

Un' eccidio tanto piu' barbaro perche' i minatori furono ingannati , portati come pecore al macello sul posto del massacro convinti di andare a un lavoro forzato e quindi a lavorare e non a morire.

Ebbero timore di fuggire perche' temevano per le donne e i bambini, ebbero timore di fuggire perche' non ne vedevano la necessita' innocenti come erano , ………….

Solo alcuni fuggirono : tra questi Orlando Carnesecchi

Questo mi ha dato l'occasione di parlare della strage , l'occasione di tentare di mantenerne viva la memoria , di mantenere vivo l'orrore per una barbarie praticamente immotivata

Una testimonianza sulle tragedie partorite dall'odio di parte

Le testimonianze sono raccolte nel sito della regione toscana ( e in alcuni altri segnalati ) e questa pagina vuol far loro da cassa di risonanza

 

La strage di Niccioleta  ………….Orlando Carnesecchi scampa alla strage , fuggendo dalla fila dei prigionieri e gettandosi nella macchia

 

 

Molto meno amara e' la pagina dedicata a Ottavio Carnesecchi lo spazzino di un piccolo borgo toscano:

Il suo ricordo risveglia nell'autore il ricordo di un mondo ormai perso per sempre

E' una pagina garbata trovata su un bel sito che dedica alcune pagine alla salvaguardia di ricordi .

 

Ottavio Carnesecchi  ………….Ottavio lo spazzino , un ricordo di un mondo scomparso

 

 

 

.

 

 

 

 

ATTUALE DIFFUSIONE IN ITALIA DEI CARNESECCHI

Secondo il sito http://www.gens.labo.net/en/cognomi/

 

 

 

Ci sono circa 400 / 500 (al massimo ) famiglie Carnesecchi in Italia.

Quindi possiamo pensare ci siano 1500-2000 persone che portano questo cognome in Italia

 

I Carnesecchi sono oggi sparsi in diverse regioni : in realta' essi provengono originariamente solo da 4 regioni : Toscana , Lazio , Campania , Puglia.

Prevalentemente Toscana e Lazio

Nel Lazio troviamo i Carnesecchi concentrati intorno a Roma ed a Ceprano ( questi probabilmente provenienti da Frosinone )

Io non so definire l'origine genealogica di questi Carnesecchi .

Probabilmente i Carnesecchi campani sono per la maggioranza una derivazione di quelli laziali .

Anche i pochi Carnesecchi di origine pugliese sono per me un mistero

Non e' assolutamente da escludere che tutti questi abbiano antica origine toscana anche se ho trovato anche nel Lazio il soprannome Carnesecca

 

I Carnesecchi oggi presenti in Italia hanno per meta' circa di origine toscana e per meta' circa di origine laziale

 

 

 

Considerando che di Carnesecchi c'e' ne sono a dir tanto 2000

Noi Carnesecchi siamo lo 0,0037 % della popolazione italiana

 

Ci sono bus più corti da 28 - 36 posti

bus da 12 metri che possono avere 51 - 54 posti

bus lunghi (metri 13.60 ) da 62 - 64 posti

bus doppi cioè il due piani con 77-80 posti

 

bastano una 30na di bus turistici a contenerci tutti

 

Avremo bisogno per spostarci di circa 28 carrozze ferroviarie insomma circa un tre treni ( In seconda una carrozza e' composta da 12 scomparti da 6 posti, per 72 posti totali. )

Preferendo l'aereo la cosa ha grandi variabilita'

Solitamente un aereo che pesa a vuoto 22.680 kg e che può trasportare 20 o più passeggeri viene definito di linea. I velivoli che trasportano meno di 20 passeggeri vengono chiamati aerotaxi, in base alle loro dimensioni, ai motori e al tipo di configurazione dei sedili. Ad esempio il Beechcraft 1900 ha soli 19 posti a sedere e non può essere considerato un aereo di linea, evitando così le severe regole per quel tipo di aerei in molti paesi.

 

Regional aereo a fusoliera stretta a breve/corto raggio, per massimo circa 100 passeggeri (Bombardier CRJ-1000).

Narrow body aereo a fusoliera stretta a breve/medio raggio, da 100 a massimo 250 passeggeri (Boeing 757-300).

Wide body aereo a fusoliera larga a medio/lungo raggio, da 200 a massimo di 660 passeggeri (Boeing 747-400D).

Double Deck aereo wide-body a doppio-ponte a lungo raggio, da 525 a 853 passeggeri (Boeing 747 e Airbus A380).

 

Nello sport :

Possiamo mettere in campo circa 20 squadre di calcio di 11 calciatori

………………….

 

Immaginiamo di dover mettere insieme un piccolo esercito di Carnesecchi

Possiamo mettere insieme circa 200 squadre

Normalmente è costituita da un numero variabile di uomini (a seconda dell'arma di appartenenza) compreso tra 5 e 10 ed è comandata da un graduato di truppa o da un sottufficiale.

Per le norme di organica specifiche dell'Esercito Italiano la squadra ha un organico compreso fra i 7 e i 13 effettivi

Circa 100 plotoni

Il plotone è una delle unità militari più piccole (la più piccola è la squadra) comandata da un ufficiale o da un maresciallo, che raggruppa più squadre.

Per le norme di Organica dell'Esercito Italiano il plotone ha un organico compreso fra i 21 e i 50 effettivi.

Circa 20 compagnie

La compagnia è un'unità militare monoarma, cioè composta da personale con specializzazione ed equipaggiamento omogenei, che raggruppa più plotoni, ed è costituita da un numero variabile di persone (tipicamente da 100 a 200) in funzione della composizione dei plotoni. È normalmente comandata da un ufficiale inferiore (capitano o talvolta tenente, anche se alcuni eserciti, per esempio l'esercito inglese, fanno comandare la compagnia ad un maggiore).

Addirittura 2 o 3 battaglioni

Il battaglione è un'unità militare che raggruppa più compagnie.

È costituito da un numero variabile di persone (variabili da 600 a 1000) in funzione della composizione e del numero delle compagnie. È normalmente comandato da un ufficiale superiore (tenente colonnello o alle volte maggiore).

Il battaglione copre specifiche funzioni nell'ambito delle grandi unità a cui viene aggregato. Nel caso di specialità d'arma particolari (genio, artiglieria, trasporti ecc.) viene aggregato ad unità di livello superiore come unità di supporto.

Più battaglioni formano un reggimento o una brigata secondo l'ordinamento previsto dalle forze armate dei singoli paesi. In Italia, nell'ambito dell'arma di cavalleria il battaglione è denominato gruppo squadroni, mentre per l'arma di artiglieria viene denominato gruppo.

 

Possiamo addirittura aspirare a formare un reggimento ma purtroppo qui dobbiamo fermarci e purtroppo non possiamo in alcun modo formare una brigata

 

 

Anche in una manifestazione in piazza faremmo la nostra bella figura

Potremmo occupare una piazza di circa 6000 metri quadri circa 80 x 80 metri

( Piazza S. Pietro a Roma sfiora i 30.000 metri quadri.)

 

 

 

 

 

 

 

 Cari Carnesecchi scrivetemi pure per darmi anche piccole notizie

tutto puo servire niente e' inutile nella costruzione di questa storia

 

Vedo che su internet fioriscono molti siti di ricerca genealogico-familiare

E che molti riescono a riaggregare molti intorno al progetto della ricostruzione della storia familiare

 

Sarebbe mia speranza che potesse avvenire qualcosa del genere anche per i Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

RICOSTRUZIONE DELLE GENEALOGIE DEI CARNESECCHI

 

IL DIFFICILE TENTATIVO DI RICOSTRUZIONE DELLE ORIGINI E DELLE GENEALOGIE DEI VARI NUCLEI DI CARNESECCHI .

 

 

 

 

La ricerca delle origini e delle genealogie delle famiglie fiorentine

 

 Queste pagine sono per buona parte frutto del lavoro di ricerca del dr Roberto Segnini

 

 

 

 

 

E' difficile parlare della ricerca genealogica sulle famiglie fiorentine : la ricerca e' stata condotta su un numero di famiglie limitato e spesso si tratta di studi seicenteschi e settecenteschi fatti in modo talvolta disinvolto.

Eppure essa ha radici antiche (antico e' questo bisogno dell'uomo )

La ricerca genealogica comincia ad interessare a qualche fiorentino gia' dalla meta' del Trecento.

Nei libri di ricordi si fa spesso accenno a genealogie , ricostruite a memoria e piu' o meno sicure

Il Verino gia' nel quattrocento mettera' in versi la sua interpretazione dell'origine di molte famiglie

In genere non si ha pero' una conoscenza precisa del proprio passato .

Le leggi ANTIMAGNATIZIE che avevano caratterizzato la fine del duecento e molti momenti del trecento , avevano sgretolato il concetto di consorteria familiare sostituendolo con consorterie di affari e di vicinato tra membri di famiglie diverse intiepidendo il concetto di famiglia

Nel corso del quattrocento si sviluppa lentamente nelle famiglie componenti il ceto dirigente il concetto di "ARISTOCRAZIA" questo concetto spinge all'aspirazione ad imitare la Repubblica veneziana nelle forme della sua aristocrazia e nelle sue forme di governo ( GRAN CONSIGLIO ).

Poiche' non esistevano a Firenze titoli nobiliari in questa concezione aristocratica l'elemento di distinzione si lega alle cariche ricoperte durante il periodo repubblicano , e alla appartenenza al ceto dirigente repubblicano

Si fa poi strada nel cinquecento il concetto di "NOBILTA' " concetto che era stato completamente estraneo , in un certo qual modo , allo spirito repubblicano ( forse memore ancora delle lotte contro i MAGNATI ).

Alla fine del cinquecento i Medici intenti a costruire un regno sulle ceneri repubblicane creano la figura del CORTIGIANO , figura completamente estranea fino allora alla mentalita' fiorentina.

Con la creazione dell'ordine di SANTO STEFANO la ricerca genealogica prendera' vigore anche a Firenze.

Fioriscono i prioristi cioe' gli studiosi della cronistoria degli uomini che hanno occupato le massime cariche dello stato repubblicano

Vincenzo Borghini , il Monaldi , Scipione Ammirato il vecchio , il Gamurrini iniziano ad esplorare il passato e taluni ( il Gamurrini in modo particolare ), iniziano per ambizione di far vedere di saperne piu' degli altri o per soldi quelle creazioni fantastiche che da sempre caratterizzano gli studi genealogici ( in cui si tende a dare illustrissime origini al proprio casato).

 

 

 

 

Alla ricerca dei documenti che sono serviti a definire le origini dei Duranti / Carnesecchi fiorentini

 

 

 

Tornando ai nostri Carnesecchi : Alla fine del cinquecento i Carnesecchi avevano smarrito le loro origini ( o non accettavano l'origine in taverna )

Quando il canonico del Duomo Piero di Francesco Carnesecchi ,omonimo del piu' famoso Piero di Andrea , fara' costruire una specie di albero genealogico, questo partira' da Zanobi di Berto di Grazino e sara' largamente incompleto.

 

 

 

 

Quando Piero di Andrea Carnesecchi ,imprigionato nelle galere dell'inquisizione , incontrera' il capitano Battista Carnesecchi , dira' che forse era un suo parente ma senza saper specificare.

Vincenzo Borghini sa che i Carnesecchi si dissero Duranti , ma fa iniziare la loro storia dal beccaio Pero di Durante ( il Carnesecca )

Il priorista studiato dalla dottoressa Laura Cirri si arrabatta per conciliare le parentele tra i rami e fa di Grazino un figlio di Pero Carnesecca

Il Monaldi (credo per primo , anche se taluno mi dice che il primo fu il Borghini degli ultimi anni ) nella prima decade del seicento inizia ad accennare a un legame con i Ricoveri

Gli studi del Rosselli sulle lastre sepolcrali e sugli stemmi iniziano ad introdurre un ulteriore elemento documentario

Infine il priorista Segaloni sulla scorta probabilmente della lapide di Pero Duranti parla per primo del taverniere Durante di Ricovero

Qualche anno dopo Scipione Ammirato il giovane da per certo che i Carnesecchi discendano da Durante di Buonfantino.

Gli studi genealogici su questa famiglia non hanno ulteriori sviluppi

E da allora ad oggi quando si cita questa famiglia ( e viene citata praticamente solo in relazione a Pietro Carnesecchi la vittima dell'inquisizione ) si continuano a commettere errori genealogici spesso anche grossolani dovuti anche alla confusione generata dall'abitudine all'uso antico da una generazione all'altra e da ramo a ramo di usare continuamente gli stessi nomi col riproporre il nome del nonno degli zii dei fratelli premorti ecc…..( il che rende faticosissimo distinguere gli individui tra loro e i legami degli uni con gli altri )

 

 

 

 

 

Genealogie fiorentine   Storia della ricerca genealogica sulle famiglie fiorentine

 

 

 

 

 

 

 

Un breve escursus tra i prioristi e i genealogisti fiorentini per vedere cosa hanno detto dei Duranti / Carnesecchi

 

 

 

 

 

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : De illustratione urbis Florentiae , rédigé par Ugolino Verino dans les années 1480-1487

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Antico Priorista del Buonarroti

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Vincenzio Borghini

Il Priorista Corsi - Salviati   Il Priorista Corsi - Salviati. Un repertorio fiorentino di araldica del XVI secolo : tesi di laurea della dottoressa Laura Cirri

Genealogie fiorentine  Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Giuliano de' Ricci (1597) Sunto, e ristretto delle Casate, e Famiglie Fiorentine

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Priorista del Ridolfi ASF filza 225 : Priorista a Priori et a Casate

 

 

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Monaldi : Istoria delle famiglie e della nobilta' di Firenze ( trascrizione dottoressa Laura Cirri )

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Priorista fiorentino" di Francesco Segaloni del 1625 (ASF Man. Filza 226 ) Trascrizione di Roberto Segnini.

Genealogie fiorentine  R. gen. s. fam. C. : il Sepoltuario della Chiesa e Convento di S.Maria Novella di Firenze ASF Manoscritti filza 812 ,copia dell'opera originale di Niccolo' Sermantelli del 1617

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Sepoltuario Fiorentino di Stefano Rosselli (1657) ( ASF filze 624-625 ), a cura Roberto Segnini

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi :Annotazioni di Cosimo della Rena al Priorista di Giuliano dei Ricci

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi :Annotazioni di Cosimo della Rena al Priorista del Segaloni

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : il Priorista fiorentino di padre L.M.Mariani ASF, ms. 248-254, 1718-1721, 7 vol.

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Lorenzo Cantini

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Raccolta Ceramelli Papiani

Genealogie fiorentine   Ricerca genealogica sulla famiglia Carnesecchi : Raccolta Sebregondi

 

 

<

 

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

 

Vgolini Verini poetae Florentini De illustratione urbis Florentiae: libri tres

Di Ugolino Verino

 

http://books.google.it/books?id=D8a2C1oh-RUC&pg=PT91&dq=carnefecchi&hl=it&ei=P61STozwLqL64QTS6uDvBw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=8&ved=0CEYQ6AEwBzj6AQ#v=onepage&q=carnefecchi&f=false

 

 

 

Istoria genealogica delle famiglie nobili Toscane et Umbre,

Di Eugenio Gamurrini

 

Vol 1

 

http://books.google.it/books?id=rdRDAAAAcAAJ&pg=PA284&dq=famiglia+cadolinga+detta&hl=it&ei=coYoTZTXPJCLswa1ydSzAg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=3&ved=0CDUQ6AEwAg#v=onepage&q&f=false

 

 

Vol 2

http://books.google.it/books?id=E9dDAAAAcAAJ&pg=PA502&dq=agli+viene+nominata+tra+le+famiglie+confolari&hl=it&ei=n0soTdeaFYHvsgaW-ZHBAg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCgQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false

 

http://books.google.it/books?id=E9dDAAAAcAAJ&pg=PA463&dq=famiglia+verini&hl=it&ei=jYcoTbuTH8Pvsga-qvzFAg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=5&ved=0CDoQ6AEwBA#v=onepage&q=famiglia%20verini&f=false

 

 

Vol 3

http://books.google.it/books?id=AtdDAAAAcAAJ&pg=PA133&dq=la+famiglia+de+miniati&hl=it&ei=2zwoTbDyL8WRswaS1IDEAg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=9&ved=0CEkQ6AEwCA#v=onepage&q=la%20famiglia%20de%20miniati&f=false

 

 

vol 4

http://books.google.it/books?id=x9hDAAAAcAAJ&pg=PA243&dq=famiglia+de+maffei&hl=it&ei=q2EoTeG-JYPAswbQlKzUAg&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCYQ6AEwAA#v=onepage&q=famiglia%20de%20maffei&f=false

 

 

Vol 5

http://books.google.it/books?id=09hDAAAAcAAJ&pg=PA131&dq=carnefecchi&hl=it&ei=S4ZSTue1IKj54QTkofXHBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=5&ved=0CEAQ6AEwBDg8#v=onepage&q=carnefecchi&f=false

 

 

 

Delle famiglie nobili Fiorentine di Scipione Ammirato, parte prima:

Di Scipione Ammirato

http://books.google.it/books?id=c5VFAAAAcAAJ&pg=PA103&dq=carnefecchi&hl=it&ei=o5BSTqjNDcH64QT0uq2KCA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=10&ved=0CFgQ6AEwCTiMAQ#v=onepage&q=carnefecchi&f=false

 

 

 

^^^^^********************^^^^^

 

Insomma o niente o molta confusione

Confusione che e' giunta fino a noi

Infatti poiche' le linee aristocratiche si sono estinte nessuno ha avuto successivamente interesse a ricostruzioni genealogiche magari di tipo esegetico

Cosi come nessuno ha avuto mai interesse a ricostruire le vicende di questa famiglia

Niente di particolare pero'

Delle vicende delle famiglie fiorentine infatti in realta' si sa poco

Quel poco poi collegato solamente ai loro rami aristocratici

Spesso poi penalizzato da tutta una serie di stereotipi

 

In realta' nessuno storico ha mai studiato una famiglia nel suo insieme

LO STUDIO CONTENUTO IN QUESTO SITO ( PUR IN ABBOZZO ED IN DIVENIRE ) E' QUALCOSA DI MAI STATO FATTO

IL TENTATIVO DI VEDERE NEL SUO ASSIEME LA STORIA DI UN COGNOME HA RISVOLTI STORICO SOCIALI ESTREMAMENTE INTERESSANTI

E' come dicevo ancora un abbozzo ma e' l'inizio

 

 

 

 

 

Alla fin fine i Prioristi ( Monaldi , Borghini , Segaloni ) esprimono che le origini dei Carnesecchi fiorentini si sintetizzano in una lapide

 

 

La lapide di Santa Maria Novella , la cui foto figura nella raccolta Ceramelli Papiani conservata all'Archivio di Stato di Firenze nel fascicolo intestato ai Carnesecchi fiorentini , si puo' definire uno stringato albero genealogico.

Lo stemma in esso raffigurato (stemma Duranti ) e' in pratica lo stesso dei futuri Carnesecchi quindi implica il legame.

Lo stemma ci da il nome del nonno di Piero Duranti ( il Carnesecca ) : rivela quindi che il Durante capostipite dei Carnesecchi e' il taverniere Durante figlio di Ricovero Priore della Repubblica nel 1297 ed esclude altre ipotesi quale quella di Durante di Buonfantino proposta da Scipione Ammirato il giovane

 

 

VOGLIO RICHIAMARE L'ATTENZIONE SU LA FRAGILITA' DELLE RICERCHE GENEALOGICHE CINQUECENTESCHE E SEICENTESCHE

SULLA DEBOLEZZA DEL METODO CHE DAVA LARGO CREDITO AD INDIMOSTRABILI OMONIMIE

Incredibilmente , li sotto il naso di tutti , passarono molti anni prima che questa lapide venisse presa in considerazione dai "prioristi" e dai genealogisti

SCOPERTO LO STIPITE DURANTE DI RICOVERO TUTTO SI E' FERMATO

Da allora la conoscenza di questa famiglia non e' infatti migliorata perche' ancor oggi citando il Crollalanza e il Passerini si cita tutte le notizie oggi disponibili

Ed ecco il tutto :

 

G:B: di Crollalanza nel suo dizionario storico blasonico ( dice si dissero dei Frazzini e dei Duranti ......li dice provenienti da san Piero a Cascia nella Valdarno superiore ma non dice la fonte dove ha tratto queste notizie )

Nota bene: quel Frazzini e' sicuramente un errore tipografico deve intendersi come ben sappiamo Grazini

 

Da :

Marietta de' Ricci ovvero Firenze al tempo dell'assedio racconto storico

di Agostino Ademollo seconda edizione con correzioni e aggiunte per cura di Luigi Passerini Stabilimento Chiari Firenze 1845

Note del Passerini : nota 17………… pagina 1768……………………….

(17) I Carnesecchi sono originari da S. Piero a Cascia nel Valdarno superiore. Il loro vero nome fu Grazzini ( sic ) , e talvolta ancora si dissero Duranti , da un simil nome spesso usato dagli individui della famiglia ( sic : non era un nome ricorrente ). Erano osti ; e dal vendere appunto la carne secca venne ad essi il cognome sotto il quale furono conosciuti sotto il governo repubblicano . Durante di Ricovero fu il primo priore di questa casa nel 1297 , e Andrea di Paolo ne fu il quadragesimo nono nel 1530 .

Per undici volte pervenne in questa casa la suprema carica del Comune, cioe' il Gonfalonierato di Giustizia. Uscirono dai Carnesecchi varj uomini segnalati , …………………

 

E come adesso sappiamo queste affermazioni oltre ad esssere tremendamente scarne contengono errori importanti

 

 

Cosi non era possibile trovare quasi nessuna informazione sui tanti personaggi degni di ricordo con questo cognome . Il solo Pietro Carnesecchi grazie agli studi di Massimo Firpo e Dario Marcato ha avuto la fortuna di uno studio serio

 

 

 

 

 

AGGIUNGO E RICORDO :

SUI CARNESECCHI DI PRATO NON ESISTE ALCUNO STUDIO ( NE ANTICO NE MODERNO ) SULLE ORIGINI E SU POSSIBILI LEGAMI COI FIORENTINI

 

 

 

 

 

^^^^^********************^^^^^

 

 

 

DURANTE DI RICHOVERO

 

 

 

Genealogie fiorentine  Alle origini dei Carnesecchi fiorentini : Durante Richoveri tavernarius e Pero di Durante detto il Carnesecca

 

Genealogie fiorentine   Ricerca delle origini dei Carnesecchi: ……………… Albero genealogico delle prime generazioni

 

 

Origini4.1 : pagina 16  Ricerca delle origini dei Carnesecchi: ……….Luoghi

Origini4.2 : pagina 16  Ricerca delle origini dei Carnesecchi: ……….Durante Richoveri tavernarius

Origini4.3 : pagina 16  Ricerca delle origini dei Carnesecchi: ……….La compagnia commerciale Durante di Ricovero 

 

 

 

 

Origini5 : pagina 16  Ricerca delle origini dei Carnesecchi: ……….Durante vinatterius

 

 

Origini6 : pagina 16  Ricerca delle origini dei Carnesecchi: ……….Durante Donati

 

 

 

 

^^^^^********************^^^^^

 

 

RICHOVERO : ALCUNE IPOTESI

 

 

 

 

Ho cercato di scoprire chi fosse Ricovero il padre di Durante tra i molti con questo nome nei documenti del tempo

 

 

Dei Carnesecca a Firenze nel duecento  Carnesecca a Firenze nel duecento

 

 

 

 

I Duranti Carnesecchi sono detti originari di San Pietro a Cascia nel Reggello

 

 

 

Un Ricovero di Luco  Un Ricovero tra la gente di Luco

 

 

 

 

 

 

A Prato alla fine del trecento figura una famiglia cognominata Carnesecchi

Nessuno ha mai parlato di legami coi Carnesecchi fiorentini

Questa famiglia ha origine nel pizzicagnolo Pasquino di Giovanni che fa parte del consiglio del Comune di Prato alla fine del trecento

Non so quando questi Carnesecchi inizino a cognominarsi cosi ma credo questo avvenga ad inizio quattrocento con uno strano sincronismo coi Carnesecchi fiorentini comunque la cosa deve essere ancora pienamente verificata.

Sono catastati nell'area di Porta Gualdimare

Questa famiglia di Prato usera' nelle sue sepolture lo stesso stemma dei Carnesecchi fiorentini e alla fine del cinquecento intentera' un processo ai Carnesecchi di Ulivieri (come sara' raccontato nella pagina relativa ) per illecita appropriazione di cognome.

La cosa non mi aveva pero' colpito fino a che non ho trovato nei documenti pratesi del Duecento

Consigli del Comune di Prato 15 ottobre 1252--24 febbraio 1285 a cura di Renato Piattoli

La figura di un taverniere : Ricoverus tabernarius che compare come sapiens nei consigli del comune negli anni tra il 1276 e il 1281 in rappresentanza di Porta Gualdimare.

 

Probabilmente e' lo stesso individuo che compare nei

 

"Testi pratesi del dugento e dei primi del trecento" a cura di Luca Serianni

Infatti un individuo omonimo ( Ricovero tavernaio ) che e' pensabile sia lo stesso compare nel 1285 ancora a Prato come contraente di un prestito insieme a Bonacorso calzolaio

 

 

Ricovero tabernarius di porta Gualdimare anziano nel 1276

Fa lo stesso mestiere del Durante Ricoveri tavernarius progenitore dei Carnesecchi fiorentini

Ha un eta' compatibile col padre di Durante.

E' di Porta Gualdimare la stessa zona dei Carnesecchi pratesi

 

L'ipotesi di un Ricovero pratese padre del Durante progenitore dei Carnesecchi fiorentini

spiegherebbe molto piu' comprensibilmente :

lo stemma uguale innalzato dai Carnesecchi pratesi

l'ostinazione nel difendere il cognome fino a ricorrere alla giustizia

 

Da ultimo e' da ricordare una migrazione (fuga) di eretici patarini, verso la meta' del duecento, da Firenze e da Prato verso Cascia , aprendo alla possibilita che i legami dei Carnesecchi con Cascia siano dovuti a questioni ereditarie con gente proveniente da Prato.

 

 

E' un'ipotesi ardita che ho voluto citare per non trascurare niente

 

 

 

 

due fratelli dai nomi suggestivi...........i due fratelli Ricovero e Castellano esiliati come ghibellini nel 1266

 

 

 

L'IPOTESI PIU' PROBABILE

 

Nel Sanctae Ecclesiae florentinae di Giovanni Lami vi e' un atto che ci parla di un Ricovero taverniere presumibilmente nel popolo di Santa Maria Maggiore

 

 

Un taverniere in Santa Maria maggiore e' un ipotesi ghiotta , un'ipotesi che ci parla di una taverna esistente per buona parte del XIII secolo e retrodaterebbe la presenza dell'antenato dei Carnesecchi a Firenze alle prime decadi del 1200

Una famiglia quella di Ricovero a cavallo tra Cascia e Firenze la cui composizione e' tutta da scoprire e da cui emerge il taverniere Durante con quel priorato del 1297

 

 

 

 

 

ALCUNE ALTRE CONSIDERAZIONI

 

 

 

DURANTE DI BUONFANTINO GIUDICE

 

 La lettura delle "Storie fiorentine" di Scipione Ammirato il vecchio e delle note di Scipione Ammirato il giovane mi aveva portato su una strada sbagliata : strada affascinante ma sbagliata

 

 

 

 

 ……………………………… …..Il quarto gonfaloniere fu Durante figliuolo di Buonfantino giudice , sono i Carnesecchi

 …………………………….... 29 luglio 1255 : Dominus Buonfantinus condam domini Cancellerii de Adimaris

 ……………………………..... anno 1201 Cancellerio di Bellone di Lutterio …( de Adimaris )

 

Origini3 : pagina 16  ………………………Durante di Buonfantino Cancellieri : 4 volte Priore 1 volta Gonfaloniere di giustizia : Un membro della famiglia magnatizia degli Adimari

 

 

 

 

 

 

Vorrei ricordare infine questo Durante soprannominato Rustichello del fu Grimaldo

Non c'entra niente con la nostra storia ma uno dei pochi " Durante " che ho trovato a Firenze tra il 11 e il 12 secolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Ricostruzione delle genealogie dei Duranti / Carnesecchi di Firenze"

 

 

 

 

 

 

Le linee genealogiche avanti gli 1348 e 1363 sono assai difficoltose da tracciare . Le epidemie di quegli anni hanno effetti talmente devastanti che intere linee genealogiche sono spazzate via

Quasi sempre la ricerca genealogica si muove a ritroso : dal nipote si trova il nonno e non viceversa

se esiste il nipote e' certa l'esistenza del nonno mentre dall'esistenza del nonno non si ha la certezza dell'esistenza del nipote

Punti fermi di questa ricerca sono quindi gli individui presenti a Firenze nei registri del catasto del 1427 e gli individui presenti nei registri dei battezzati che per Firenze partono dal 1450

Per quanto riguarda i dati del catasto io ho potuto consultare solamente i dati digitalizzati dalla Brown University sulla cui completa attendibilita nutro dei dubbi

Per quanto riguarda i registri di battesimo la mia consultazione e' ancora nella fase iniziale

Tra le cose notate una su tutte nei registri dei battezzati compare un certo Francesco di Bonaccorso di Francesco Carnisecca ,nato non nel popolo si Santa Maria Maggiore ma in Oltrarno

Bonaccorso , il padre , non figura nella versione digitalizzata del catasto

Esistevano a Firenze dei Carnesecca-Carnesecchi diversi dai Duranti-Carnesecchi o questo Bonaccorso e' solo un individuo sfuggito alle mie ricerche ?

 

 

 

 

 

Nascite a Firenze …………………………………… Una fonte insostituibile : Archivio delle fedi di battesimo di San Giovanni in Firenze

 

Morti a Firenze …………………………………… Una fonte insostituibile : Necrologio fiorentino di padre Eusebio Cirri

 

vai alla pagina 30bis  ………………………………………Consigli per la ricostruzione delle genealogie delle famiglie fiorentine 

 

 

 

elenco  …..un elenco di Carnesecchi dagli studi del dr White

 

 

 

 

Alla fine del millequattrocento

I Carnesecchi fiorentini dovrebbero sommare ad almeno un centinaio di individui maschi.

 

Nel 1530 cade la Repubblica fiorentina nel frattempo erano accadute molte cose

Successivamente nel censimento del 1562 voluto da Cosimo I registriamo a Firenze solo una decina di famiglie Carnesecchi ! Che fine hanno fatto gli altri ?

 

 

Il dr ANGELO GRAVANO BARDELLI ha compiuto uno studio sulle fedi di battesimo fiorentine , facendo una cosa che non aveva mai fatto nessuno ricostruire le genealogie dei Carnesecchi residenti a Firenze dall'albero proposto praticamente fino a fine settecento

 

Lo studio proposto precedentemente su questo sito ha aperto autentici squarci di luce su questi individui

 

Considerazioni importanti ..............................................

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come abbiamo visto il primo Carnesecca che sembra trasmettere il suo soprannome al figlio e' Ildibrandino di Pero detto Carnesecca mercante fiorentino che vive a meta' del duecento tra Firenze e Siena. Anche Ghezzo suo figlio sara' chiamato Carnesecca

Non ho notizie della discendenza di Ghezzo ne se ci sia stata

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Ghezzo si passa al beccaio fiorentino Pero di Durante Richoveri detto Pero Carnesecca

 

 

 

 

 

 

 

 

Il soprannome non passa ai figli di Pero Carnesecca .

Intorno al 1380 alcuni parenti di Pero , iniziano a chiamarsi Carnesecchi

E' probabile che siano loro ad imporre il cognome collegandosi alla linea politica di Pero

Qui inizia la storia dei Carnesecchi fiorentini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Prato vive alla fine del 1300 un altro individua col soprannome Carnesecca : Paolo Carnesecca figlio di Pasqua

A Prato vive alla fine del 1300 un pizzicagnolo di nome Pasquino

Non so se abbiano legami parentali

 

 

 

 

 

 

 

 

Catasto del 1427

A Firenze nelle portate figurano i Carnesecchi

A Prato nelle portate non figura il cognome Carnesecchi

E' possibile pero' che i pur non essendo presenti nel catasto con il cognome Carnesecchi i discendenti di Paolo Carnesecca e i discendenti di Pasquino siano gia' individuati dalla gente come Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

A Prato pare che i documenti fiscali identificano i Carnesecchi solo a fine 1400

I Carnesecchi di Paolo oscillano tra il cognome Del Carne e il cognome Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

A Badi piccolo paese vicino a Porretta Terme compare a fine 1400 una famiglia Carnesecchi

E' probabile che si cognomizzi da una Margherita andata in sposa ad un

Lo stato sociale della moglie prevalendo

Questa famiglia avra' un abbondante discendenza

 

 

 

 

 

 

 

 

Intorno al 1520 a Borgo San Sepolcro sono presenti due mastri muratori cognomizzati Carnesecchi

Gasparo e Agnolo Carnesecchi di Niccolo

 

Francesco di Gasparo figura nel 1516 e nel 1519 e nel 1530 come gonfaloniere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A San Giovanni a Pulicciano ( vicino a San Gimignano ) nel 1568 troviamo come Camarlingo Domenico di Paolo Carnesecchi

Questo ci svela una famiglia che vive in luogo detto La Piazzetta

A San Gimignano vivono nello stesso periodo altre famiglie Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

A Prato compare nel 1562 una terza famiglia Carnesecchi quella di Ulivieri . Avra' molta fortuna .

Saranno i Carnesecchi del giglio di Prato

 

 

 

 

 

 

A Monte San Savino nel 1569 vi e' la prima traccia della famiglia di Mastro Giovanni

 

 

 

 

 

 

 

A Fucecchio intorno al 1570 vengono battezzati i nipoti di Silvestro Carneseccha con il cognome Carnesecchi

Questo Silvestro potrebbe essere il fiorentino …………………………

 

 

 

 

 

 

 

 

A Quinto Fiorentino nel 1600 ( ma non ho un' analisi precisa ) compaiono i discendenti di Paolo di Niccolo

Questi sono quasi sicuramente legati parentalmente coi Carnesecchi fiorentini

 

 

 

 

 

 

 

 

A Bibbiena compaiono i Carnesecchi ( anche qui non ho un' analisi precisa ) nei primi anni del seicento

Anche per questi e' assai probabile la parentela coi fiorentini

 

 

 

 

 

 

 

 

In Val d' Orcia nel 1625 opera un notaio Girolamo Carnesecchi

A Pienza tra il 1640 e l'inizio del settecento troviamo l'Arcidiacono Antonio Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Lecce

 

 

 

 

 

 

 

 

A Palermo

 

 

 

 

 

 

 

Ad Arcetri

 

 

 

 

 

 

 

 

A

 

 

 

 

 

 

 

A

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E' conveniente prima di iniziare una qualunque ricerca genealogica passare da questi due italianissimi siti :

 

Forum e sito gestito da Luca Bertotti : Tuttogenealogia

http://www.tuttogenealogia.it/

http://www.tuttogenealogia.it/index.php?name=PNphpBB2&file=viewforum&f=3

http://www.tuttogenealogia.it/index.php?name=PNphpBB2&file=viewforum&f=5

 

 

Forum dell'associazione I.A.G.I.

http://www.iagiforum.info/

 

 

Siti dove potrete trovare persone cortesi e preparate che gratuitamente vi aiuteranno a muovere correttamente i primi passi

Ricostruire la propria storia familiare e' un'impresa che richiede pazienza e tenacia ma che alla lunga sempre si rivela piena di soddisfazioni chiunque siano stati i propri antenati : ricchi o poveri , nobili o contadini , famosi o sconosciuti.

 

 

 

 

 

 

 

 

"Moderne Genealogie dei Carnesecchi"

 

Questo spazio e' sempre aperto per chiunque dei Carnesecchi voglia introdurre i ricordi legati alla sua famiglia

Uno spazio a vostra disposizione per gestire le proprie genealogie , ritrovare parenti persi di vista , raccontare le storie di famiglia , ricostruire le vicende di questo cognome

 

 

 

 

 

 

 

 

Genealogie  ……………Distribuzione dei Carnesecchi in Italia

 

 

 

 

 

TOSCANA

 

Genealogie  ………………………..………….I Carnesecchi in Toscana 

 

 

 

FIRENZE

 

 

 

I Carnesecchi a Firenze tra il 1790 ed il 1860  ……………….battesimi di Carnesecchi a Firenze tra il 1790 ed il 1860

I Carnesecchi a Firenze tra il 1790 ed il 1860  ……………...alberi genealogici a Firenze tra il 1790 e il 1860

I Carnesecchi a Firenze  ……………….Archivio preunitario

 

 

Antenati  Alcuni individui di cognome Carnesecchi battezzati a Firenze nel XVII secolo  e nel XVIII secolo ( da dati parziali estratti dalle ricerche della societa' INCIPIT di Prato)

 

Antenati  Carnesecchi battezzati a Firenze tra il 1814 ed il 1824

 

 

 

 

 

 

Le ricerche genealogiche sulla mia famiglia e comunque sui Carnesecchi di Lorenzana e Livorno

 

 

 

 

Le ricerche genealogiche sulla mia famiglia e su quella di Ilio sono ora arrivate a meta' del cinquecento

Nei primi anni del settecento nascono a Crespina : Giuseppe Maria , Maria Angela , Michele ,Giuseppe , Lorenzo , Innocenzio , Caterina Angiola , Maria Domenica

Sono figli di due fratelli Antonio e Francesco figli a loro volta di Michele Angelo Carnesecchi

Essi provengono dalla zona di San Gimignano dove abbiamo trovato un vastissimo gruppo di individui cognominati Carnesecchi

Prima di arrivare a Crespina la famiglia potrebbe aver soggiornato nella zona di Palaia

Quando giungono a Crespina sono gia' sposati : Antonio e' sposato con Lucia di Giovanni Gremigni e Francesco e' sposato con Maria Agata di Lorenzo Pierallini

E' quindi intorno a San Gimignano e a Palaia che e' attualmente indirizzata la ricerca

 

Le famiglie dei dintorni di San Gimignano ritengo siano quelle da cui deriva la maggior parte dei Carnesecchi attualmente presenti in Toscana

 

 

 

 

 

Salve Pierluigi,

Ti informo che ho trovato nel registro dei nati di Fauglia dal 1824 al 1830 solo due Carnesecchi.

Non ho trovato il tuo bisnonno Giovanni Carnesecchi.

Ecco i nominativi trovati

31/10/1826

Carnesecchi Silvestro di Angelo e Rosi Verdiana, padrino Carnesecchi Lorenzo

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+della+restaurazione/Fauglia+provincia+di+Pisa/Nati/1826/99/005176453_00036.jpg.html

 

08/11/1830

Carnesecchi Maria Elvira di Lorenzo e Mofi Agata

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+della+restaurazione/Fauglia+provincia+di+Pisa/Nati/1830/150/005176465_00250.jpg.html

 

Ho poi trovato nei nati di Lorenzana dal 1824 al 1830 i seguenti nominativi

03/02/1824

Carnesecchi Biagio Giuseppe di Antonio e Ferrini Rosa

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+della+restaurazione/Lorenzana+provincia+di+Pisa/Nati/1824/77/005176444_00130.jpg.html

23/12/1825

Carnesecchi Alessandro di Antonio e Ferrini Rosa

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+della+restaurazione/Lorenzana+provincia+di+Pisa/Nati/1825/89/005176448_00395.jpg.html

Daniele Monnanni

 

 

 

 

 

I Carnesecchi di Lorenzana  ……………….Presenza dei Carnesecchi fiorentini nella zona di Lari ( un ipotesi rivelatasi sbagliata )

I Carnesecchi di Lorenzana  ……………….Ricerca sulle origini dei Carnesecchi di Lorenzana eseguita dalla societa' INCIPIT di Prato

 

I Carnesecchi di Lorenzana ……. ……..Ascendenza e discendenza di Pierluigi Carnesecchi i cui nonni erano di Collesalvetti

I Carnesecchi di Lorenzana ………….. Ascendenza e discendenza di Ilio Carnesecchi originario di Lorenzana

I Carnesecchi di Lorenzana ……………Ascendenza e discendenza di Massimo Carnesecchi originario di Lorenzana

I Carnesecchi di Lorenzana  ……………Ascendenza e discendenza di Biagio Giuseppe Carnesecchi di Lorenzana, padre di Dante

I Carnesecchi di Lorenzana  …………...Ascendenza e discendenza di alcuni altri Carnesecchi di Lorenzana

 

 

 

Sono stato dai mormoni a Pisa e ho fatto delle interessanti scoperte : la mia antenata è Maddalena Carnesecchi di Giovanni nata nel 1807 a Lorenzana . Ella , ho scoperto , si è sposata nel 1832 con Andrea Corona , nativo sempre di Lorenzana . Nel 1832 hanno avuto una figlia di nome Clorinda . Quest’ ultima si è sposata con Martini Gaetano di Asciano Pisano . Clorinda tornò ad abitare con il marito proprio ad Asciano e li ebbe tre figli , uno di questi figli è la mia bis nonna .

Marco Pellicci

 

 

 

 

 

Per la cortesia di Aldo Montalti di Follonica

 

genitori

nascita

morte

CARNESECCHI

MARINA

Giovanni e Angiola Boni

Follonica

04/03/1882

37 anni

CARNESECCHI

ELISA LEA

Giuseppe e Lilia Pellegrini

Follonica*

12/11/1922

1 anno

CARNESECCHI

LUIGI

fu Giovanni e fu Caterina Barbetti

non presente

26/05/1956

77 anni

 

 

Per la cortesia di Aldo Montalti di Follonica

 

 

 

 

CASTAGNETO CARDUCCI

 

Io ritengo che i Carnesecchi di Castagneto formassero con quelli di Campiglia un unico nucleo e provenissero da San Gimignano e si siano stanziati nella prima meta' del settecento a Sassetta ( per poi trasferirsi a Castagneto ) e a Campiglia

Nel sito

http://www.memoriadeisacramenti.it/

curato dal dr Gianluca Camerini

dai dati indicizzati al momento ( 6 settembre 2012 ) pare di notare la contemporanea presenza di Carnesecchi a Sassetta e a Campiglia nella prima meta' del settecento

e il passaggio successivo dei Carnesecchi di Sassetta a Castagneto Carducci

 

Ecco gli elenchi :

 

http://www.carnesecchi.eu/campiglia_castagneto.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel suo libro " Conti e contadini , storia di cinquecento famiglie castagnetane " il maestro Luciano Bezzini descrive i Carnesecchi di Castagneto Carducci come provenienti da Pistoia dopo esser passati per San Miniato la notizia pero' e' tutta da controllare

Infatti tra i Carnesecchi di San Gimignano figura infatti un Salvadore che potrebbe esser questo di Castagneto Carducci

 

comunque e' chiaro che

i Carnesecchi di Castagneto prima di trasferirsi ivi , risiedettero a Sassetta

 

SASSETTA chiesa di S. Andrea

 

Nel 1765 si sposa Valentino Carnesecchi

Sempre nel 1765 nasce Salvadore figlio di Valentino

Nel 1765 muore Maria Cristiana Carnesecchi ( che non so classificare )

Nel 1771 nasce Giovanni figlio di Valentino

 

 

 Dove troviamo il matrimonio di Valentino di Salvadore

 

 

I Carnesecchi di Castagneto Carducci  …………………..….I Carnesecchi di Castagnetto Carducci 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il gruppo di Castagneto Carducci e' un gruppo bellissimo

 

…………..nella casa di Bagnoli costruita da Ranieri Carnesecchi nel 1830, casa che nei suoi racconti ha sempre rappresentato il luogo di aggregazione della "numerosa famiglia" (numerosa perchè composta da diversi nuclei familiari che vi abitavano insieme)…………

Su questa famiglia ho ricevuto informazioni da Luca , Paola , Giuseppe

Un apporto importantissimo basato sui dati raccolti dallo storico castagnetano il maestro Bezzini

Luca : impressionante le informazioni che è riuscito a recuperare da documenti storici e da testimonianze dirette......ho visto anche il suo archivio.....praticamente ha una casa archivio!

 

Nel 2008 dopo la morte di mio padre ti avevo scritto:

Mi chiamo Luca Carnesecchi e sono nato a Castagneto Carducci nel 1968 discendente di Valentino a quanto pare. Mio padre Alfio, scomparso due mesi fa all'età di anni 82, è nato e vissuto per diversi anni nella casa di Bagnoli costruita da Ranieri Carnesecchi nel 1830, casa che nei suoi racconti ha sempre rappresentato il luogo di aggregazione della "numerosa famiglia" (numerosa perchè composta da diversi nuclei familiari che vi abitavano insieme). Purtroppo non sono in grado di aggiungere ulteriori informazioni oltre a quelle pubblicate dallo
storico Luciano Bezzini nei suoi libri, ……………………………

Bezzini nella sua descrizione delle famiglie castagnetane ha dimenticato me e mia sorella Patrizia (1956) entrambi sposati e con prole, mia figlia Caterina è nata nel 2003 e mio nipote Dario nel 1994. Per completare la descrizione del Bezzini riguardo alle professioni dei Carnesecchi, io sono responsabile di un tour operator toscano e mia sorella è professoressa di Fisica, io sono residente a Castagneto e mia sorella a San Giuliano Terme.

ti comunico le novità relative alla mia famiglia

Nel 2009, e precisamente il 19 gennaio, è nata mia figlia Benedetta. Infine nel 2010, il 19 settembre, è nata mia figlia Francesca!

 

Io non concordo col maestro Bezzini sulla provenienza di questa da San Miniato : ritengo invece essi provengano da quel Salvadore presente nel gruppo di San Gimignano

Nulla toglie ad una loro presenza successivamente a San Miniato di passaggio

 

 


 

 

 

 

Mi e' al momento molto difficile formulare ipotesi sull'origine dei Carnesecchi della zona di Travale e di Chiusdino : non sono in possesso di sufficienti elementi pero' si puo' ipotizzare ...........

 

 

 

 

 

 

FUCECCHIO

 

ATTO

     
       

B

1809

14 SETTEMBRE

FRANCESCO DI EUGENIO

B

1809

31 OTTOBRE

GIOVANNI DI ANGELO

B

1812

09 MARZO

CIRILLO DI ANGELO

B

1812

18 APRILE

GIUSEPPE DI EUGENIO

M

1813

06 AGOSTO

CIRILLO DI ANGELO ANNI 1

M

1813

13 FEBBRAIO

ASSUNTA DI ANGELO ANNI 10

       
       
       

 

 

LORENZANA

 

 

ATTO

     
       

B

1808

27 OTTOBRE

RANIERI DI GIOVANNI

B

1810

25 AGOSTO

BARTOLOMEO DI RANIERI

B

1811

23 GENNAIO

GIUSEPPE DI GIOVANNI

B

1814

05 APRILE

TERESA DI GIOVANNI

M

1810

27 AGOSTO

BARTOLOMEO DI RANIERI GG 2

M

1808

17 SETTEMBRE

MARIA DI RANIERI GG 1

       

 

 

 

MONTALE

 

 

ATTO

   

NESSUNO

       
       

 

 

MONTESPERTOLI

 

 

 

 

ATTO

     
       

B

1813

27 AGOSTO

GIOVAMBATTISTA DI GIUSEPPE

B

1809

23 FEBBRAIO

NUNZIATA DI GIUSEPPE

B

1811

30 SETTEMBRE

ROSA DI GIUSEPPE

M

1811

29 AGOSTO

ROSA DI GIUSEPPE ANNI 6

       
       
       
       

 

MONTAIONE

 

 

ATTO

     
       

M

1810

14 DICEMBRE

FRANCO DI GIUSEPPE ANNI 84

M

1813

04 MARZO

ANGELO DI MATTIA ANNI 22

       
       
       

 

 

ASCIANO

 

ATTO

     
       

B

1809

24 AGOSTO

ASSUNTA DI GIUSEPPE

MTN

1810

 

GIO SANTI DI SANTE

B

1811

10 DICEMBRE

FRANCA DI GIUSEPPE

B

1812

12 AGOSTO

ANTONIO DI ANGELO

B

1813

10 OTTOBRE

ANNUNZIATA DI GIUSEPPE

B

1813

28 APRILE

ASSUNTA DI GIOVANNI

 

 

PIENZA

 

 

ATTO

     
       

B

1811

 

CATERINA DI GIOVANBATTISTA

M

1811

10 MAGGIO

CATERINA DI GIOVANBATTISTA

MTN

1811

30 MAGGIO

PAOLO DI GIOVANNI

B

1812

24 OTTOBRE

GIROLAMO DI GIOVANBATTISTA

M

1812

6 NOVEMBRE

GIROLAMO DI GIOVANBATTISTA

       
       
       

 

SINALUNGA

 

ATTO

   

NESSUNO

       
       

 

 

 

MONTALCINO

 

ATTO

     
       

B

1811

26 OTTOBRE

LUIGI DI GIUSEPPE

B

1813

12 DICEMBRE

DOMENICO DI GIUSEPPE

MTM

1811

18 GENNAIO

BARTOLOMEO DI FRANCESCO

       
       

 

 

SAN QUIRICO

 

 

ATTO

   

NESSUNO

       
       

 

 

 

SIENA

 

 

 

ATTO

     
       

B

1809

14 GIUGNO

GIOVACCHINO DI GIUSEPPE

B

1809

14 GIUGNO

LUIGI DI GIUSEPPE

B

1814

31 MARZO

GIOVACCHINO DI GIUSEPPE

B

1809

30 DICEMBRE

ASSUNTA DI FRANCESCO

B

1811

08 DICEMBRE

TERESA DI GIUSEPPE

M

1810

21 MAGGIO

GIOVACCHINO DI GIUSEPPE

M

1811

23 DICEMBRE

VINCENZO DI FRANCO ANNI 73

M

1809

30 DICEMBRE

SANTA DI FRANCO ANNI 0

M

1811

17 DICEMBRE

ROSA DI FILIPPO ANNI 69

MTM

1814

17 FEBBRAIO

GIOVAMBATTISTA DI ZANOBIO

       
       
       

 

AREZZO

 

 

ATTO

   

NESSUNO

       
       

 

 

 

 

BIBBONA

 

ATTO

B

1810

23 DICEMBRE

DOMENICO ANTONIO DI CELESTINO

B

1812

24 LUGLIO

ANNA DI CELESTINO

M

1808

08 FEBBRAIO

PIETRO ANNI 3

M

1809

12 DICEMBRE

ANGELO DI FLORINDO ANNI 3

M

1810

25 DICEMBRE

DOMENICO DI CELESTINO ANNI 3

M

1810

17 GENNAIO

VIOLANTE DI PIETRO ANNI 3

M

1810

25 DICEMBRE

ELISABETTA DI GIUSTO ANNI 25

MTM

1809

25 GIUGNO

CELESTINO DI INNOCENZIO

MTM

1811

03 SETTEMBRE

CELESTINO DI INNOCENZIO

MTM

1813

14 NOVEMBRE

GIUSEPPE DI INNOCENZIO

       

 

 

 

 

http://www.antenati.san.beniculturali.it/v/Archivio+di+Stato+di+Firenze/Stato+civile+napoleonico/Santa+Maria+a+Sco+provincia+di+Arezzo/Nati/1808/304/005191423_00957.jpg.html

 

 

 

 

 

 

TRAVALE

 

 

I Carnesecchi di Siena  ………….Ascendenza e discendenza di Florio Carnesecchi di Siena

 

 

 

 

 

 

 

SIENA

 

 

 Ricevo dal dr Orlando Papei

Per pura combinazione ho trovato questo battesimo, pur non sapendo quanto le potrà essere utile ai fini della sua ricerca.

Carnesecchi M.Anna di Antonio di Francesco Carnesecchi e di Luigia del fu Luigi Cortecci Cura di

S.Bartolomeo a Reciano nata il 31 maggio 1841

Battesimi Curia Arcivescovile di Siena - Nuove acquisizioni 36

Orlando Papei

 

 

 

 

I Carnesecchi di Siena  ………....….Nove fratelli Carnesecchi a Siena

 

 

 

 

Il generale Aldo Carnesecchi  ………....….Il Generale Aldo Carnesecchi

 

Un articolo su RENZO CARNESECCHI http://www.carnesecchi.eu/Renzocarnesecchi.pdf

 

tra i caduti della grande guerra troviamo un ADOLFO DI COSTANTINO e' da tenere presente

 

 

 

 

Alcuni altri documenti sui Carnesecchi Toscani

 

 

 

 

 

 

LA FAMIGLIA DI PELLEGRINO CARNESECCHI DA BADI EMIGRA IN TOSCANA

 

 

 

Troviamo un Pellegrino Carnesecchi che dovrebbe essere il medesimo vicino a Monteriggioni (Siena ) a coltivare un podere molto povero

un lavoratore davvero tenace in lotta con una terra dove non resisteva nessuno

 

 

***

PODERE MOLINUZZO

 

Fin dai documenti di fine Cinquecento il Molinuzzo appare strettamente collegato alla famiglia Barbucci, con Andrea nel 1581, Antonio nel 1592 e Armenio di Antonio, proprietari anche del Castellare, per passare poi intorno al 1650 agli Amidei di Quercegrossa padroni dell’omonimo podere e dell’osteria, che estendono così le loro terre nel territorio di Monteriggioni fino alla Staggia.

Il secolo successivo, nel 1720, avviene la cessione dei beni Amidei alla signora Francesca Ugolini in Arrighi e alla sua morte il Mulinuzzo viene acquistato dalle Monache della Madonna nel 1730 con tutte le sue terre "con alquanti mori".
Le monache immediatamente lo rivendono ai fratelli Pavolini per scudi 850 ma subito appare proprietario il Fondi del Castellare che entra nell’affare. I Fondi lo mantengono un quarantennio per cederlo poi a Lorenzo Franchi e da questi ai Vannini.

Facile per chiunque comprendere l’origine di questo podere il cui nome ci indica che sul posto, o poco distante sul corso della Staggia, doveva sorgere un piccolo fabbricato adibito alla macinazione dei grani della fattoria del Castellare. Oggi, del vecchio mulino non vi sono resti e in quel piano alluvionale domina una grande costruzione poderale su due piani, proprietà della fattoria del Castellare. Sede di una sola famiglia è stato nel passato abitato da miseri coloni che fino all’Ottocento vi dimoravano in piccoli nuclei di 3/5 componenti al massimo poi, a seguito di importanti anche se disordinati ampliamenti eseguiti negli anni, che facilmente si leggono sull’edificio, oltre alla probabile acquisizione di nuove terre coltivate, vi si trovano famiglie numerose di dieci e passa persone.

Nel 1644 il podere viene così descritto: "Il podere chiamato Mulinuzzo posto nello stato di Siena e comune di Quercia Grossa con terre lavorative, arborate e sodive, et anco parte boschive con querce da ingrassare maiali con casa per il padrone e lavoratore, al quale confina il Magnifico Fabio Fondi, il Sig. Amidei, il fiume della Staggia, Stefano Richetti, et il Botro chiamato di Val di Spogna, et in oltre beni di esso ms. Francesco Barbucci cioè del podere della casa overo della Cornacchia, et altri". Un elenco degli antichi coloni che vi hanno abitato è quasi impossibile stilarlo dato il loro alto numero, e che il Molinuzzo sia stato un podere difficile nei secoli precedenti lo dimostra la breve permanenza di tutte le famiglie ad esclusione di Pellegrino Carnesecchi che vi resse per circa 15 anni dal 1830. Famiglie tutte formate da modesti nuclei di 4/6 persone. I più antichi abitatori Enea di Betto e Andrea Muzzini o Mazzini nel primi due decenni del Seicento.

 

DAL SITO

http://www.ilpalio.org/mulinuzzo.html

 

 

***

 

 

PELLEGRINO DOVREBBE ESSER RIENTRATO A BADI GIUSTO IN TEMPO PER FARSI CENSIRE NEL 1847 QUANDO AVEVA 45 ANNI

 

 

 

LA FAMIGLIA DI GIACOMO DI PELLEGRINO CARNESECCHI EMIGRA IN PORCARI NEL 1870

 

 

 

 

 

 

Un Carnesecchi di Bagno a Ripoli  …………..Documento su Bagno a Ripoli

Un Carnesecchi di Arcetri  ……………………..Documento su Arcetri

documenti anagrafici ……………………………Guarda tra questi documenti se trovi qualcosa dei tuoi antenati

documenti anagrafici ……………………………Guarda tra questi documenti se trovi qualcosa dei tuoi antenati

 

 

 

 

 

 

 

**

AREZZO 1666 : la presenza di un Lonardo (?) di Francesco ad un battesimo Monnanni

 

 

Ricevo dal sig. Daniele Monnanni di Rosignano (prv. di Livorno) che sta svolgendo una ricerca sulla sua famiglia

…….. in linea paterna i miei natali trovano origine nella città di Arezzo.

Nel battesimo di un mio avo Monnanni compare come padrino un Carnesecchi.

Ecco la trascrizione dell'atto :


Adì 6 febraio 1666


Maria Eugenia figlia di Tommaso di Francesco Monnanni e di Catherina di Antonio Martelli. Nacque il giorno antecedente alle hore 16. Fu battezzata S.R.E da me Gio Batta di Antonio Marchi. Compare fu Lenard (si legge male il nome) di Francesco Carnesecchi.

Tommaso Monnanni era il fratello del mio avo Cosimo entrambi osti.
Caterina Martelli era di Arezzo

**

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LAZIO

 

Per le notizie che ho raccolto debbo ringraziare i "cugini" Giovanni di Travedona Monate , Lillo di Ceprano e Dario

Per me e' molto difficile distante come sono rimettere insieme i legami genealogici anteriori al 1800

 

 

 

Genealogie  ……………………………………………I Carnesecchi nel Lazio

 

 

 

Nel Lazio la presenza di Carnesecchi e' circoscritta a Roma a Frosinone e Ceprano.

 

 

I Carnesecchi di Ceprano …………………… I Carnesecchi di Ceprano ( Frosinone )

 

 

Carnesecchi di Ceprano ……………………...L'incredibile discendenza di Giovanni Carnesecchi di Ceprano ( FR ), un eroico ufficiale dei carabinieri (alberi genealogici )

Carnesecchi di Ceprano …………………..….La discendenza di Agostino Carnesecchi di Ceprano ( FR ), un protagonista della liberazione di Roma (albero genealogico )

 

 

 

Ai "cugini" Carnesecchi di Ceprano dico che non e' ovviamente possibile trovare eventuali legami genealogici con Firenze senza una seria ricerca

Sono pero' molto colpito dalla ricorrenza tra loro del nome Agostino ( Agostino era uno della trentina di nomi in uso anche tra i Carnesecchi di Firenze nel millequattrocento ;ma questo pero' non dimostra niente.)

 

Sono quasi dell'idea che ci sia un collegamento tra Giovanni padrone del caffe' Greco a Roma agli inizi dell'ottocento e i Carnesecchi di Ceprano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CAMPANIA

 

Agostino Carnesecchi che in qualche modo era legato ai Carnesecchi di Ceprano si trasferisce in Campania

 

Quindi una parte dei pochi Carnesecchi Campani ha un legame con Agostino di Ceprano

Ho ragione di ritenere pero' che vivano in Campania anche Carnesecchi di altra discendenza

 

 

 

 

 

 

 

 

PUGLIA

 

 

 

Non ho notizie di come , quando e perche' sia iniziata la presenza di Carnesecchi in Puglia ............

Non penso si ci possa rifare al nobile vir Andrea alla fine del cinquecento ma ritengo si ci debba rifare ad un immigrazione piu' vicina ai nostri giorni

 

 

 

 

A VENEZIA

 -----------------------------------------------------------------------------------------

A VENEZIA CONFLUISCONO UN NUCLEO DI CARNESECCHI DA BARI E UN NUCLEO DA FIRENZE

 

 

 

 

ONOFRIO CARNESECCHI

Un medico benemerito

 

 

Nell'isola Giudecca di Venezia esiste ( o esisteva ) una lapide che lo ricorda.

Era un medico chirurgo morto in ancor giovane eta il 18 marzo 1923 , era nato nel 1876 a Bari, a Venezia aveva compiuto gli studi e qui era rimasto veneziano d'adozione

La lapide era stata voluta dal popolo dell'isola, e tutti gli abitanti, fino i più poveri, avevano contribuito alle spese . A dimostrazione della benevolenza e gratitudine generale

 

 

 

Quel 1823 e' sicuramente un errore tipografico 

 

Vedi

 La Giudecca: nella storia, nell'arte, nella vita‎ - Pagina 211

Sicinio Bonfanti - 1930 - 338 pagine

ONOFRIO CARNESECCHI dott. Onofrio Carnesecchi Sulla facciata della casa dove si
trova ... Onofrio Carnesecchi, morto in ancor fresca età il 18 marzo 1923. ...

Visualizzazione frammento

Questo Onofrio dovrebbe esser lo stesso

Rivista mensile, Volumi 34-35‎ - Pagina 264

Club alpino italiano - 1915

Cardelli Eugenio (Direz. Sez. di Teramo) — Tenente nel 12° Artiglieria — Capua.
Carnesecchi dott. Onofrio (Sez. di Venezia) ...

Visualizzazione frammento

 

 

E dovrebbe esser padre di FRANCESCO

Annuario‎ - Pagina 225

Università di Padova - 1929

... Giovanni Battista da Vicenza Carnesecchi Francesco di Onofrio da Venezia
Canor Antonio di Gino da Lestizza (Udine) Caser Antonio di Ugo da Castelfranco
...

E padre di RAFFAELE

Annuario della R. Università degli Studi di Padova‎ - Pagina 196

Università di Padova - 1927

Battista da Udine Cardin Augusto di Tobia da Gajarine (Treviso) Carnesecchi
Raffaele di Onofrio da Venezia Castellani Giuseppe di Ulisse da Malo (Vicenza)

 

 

Anche il figlio Francesco , medico anche lui, sembra aver lavorato nell'interesse della comunita'

 

Nell'isola della Giudecca c'e' infatti questa lapide ( dell'anno 1969 )

 

 

 

 

 

 Un omonimo di quest'altro Onofrio ugualmente padre di un FRANCESCO e barese , cronologicamente non compatibile ma assai probabilmente imparentato con lui

Annuario per Panno scolastico‎ - Pagina 269

Università di Roma - 1895

... di Zaccaria, da Sarnico 7 Carnesecchi Francesco, di Onofrio, da Bari 8
Cecchi Fabio, di Nicola, da Lentini 9 Cicconetti Giovanni, di Andrea, ...

 

 

-------------------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

 

 

A Bari un ICILIO CARNESECCHI presidente del circolo velico negli anni trenta

A Bari un AUGUSTO CARNESECCHI avente a che fare col teatro

A Bari alcuni emigranti negli USA ad inizio 900

 

 

 

 

 

 

UN ALTRO CARNESECCHI TRASFERITOSI DA BARI A VENEZIA

 

 

Carnesecchi Nicola
di professione: Studente
figlio di Carnesecchi Rafaele di professione Impiegato Assicurazioni Generali e Fino Leonarda
Nato il 04/02/1880

Luogo di nascita: Bari Luogo di residenza: Venezia Lista di leva del comune di: Venezia Istanze di esenzione: Fratello militare

Universita di padova 1900

... di Gaetano, da Recanati (Macerata) 18 Carnesecchi Nicolò, di Raffaele, da Bari 19 Carlotto Enea, di Licurgo, da Arzignano (Vicenza)

20 Carrara Eugenio, di Filippo, ila Venezia 21 Castagna Giovanni, di Giuseppe, da Camisano (Vicenza) ...

 

Da GIOIA DEL COLLE EMIGRANO PER L'AMERICA

Raffaele di Nicola e i suoi figli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALTRE REGIONI

E' presumibile che dalla Toscana i Carnesecchi si siano spanti verso il Lazio e di qui verso la Campania

A muoversi verso il Nord sono poi stati principalmente i Carnesecchi laziali

 

Stiamo parlando di talmente poche famiglie ..................

 

 

Genealogie  ………………..…….I Carnesecchi nelle altre regioni

 

 

 

 

 

 

 

Genealogie  ………………………I Carnesecchi emigrati all'estero

 

 

 

 

 

 

-----------------------

Presenza di Carnesecchi in Polonia e Lituania intorno alla meta' del seicento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le famiglie italiane stabilite in Polonia ed in Lituania , oltre moltissime si distinguevano i Carnesecchi , i Bandinelli , i Soderini , I Pazzi , i Torelli ( poi Ciolek - Poniatowski ) i Colonna , i Gherardini , i Manadori , i Moriconi , Orsetti , Sardi ,(tre familie lucchesi ) Donnini , Soccini , Montelupi , Cecchi , Mannucci , Alemanni ec. ec. Alcune delle quali vi si mantengono tuttavia ;

 

 

 

 

 

 

 

IN POLONIA RIFLESSIONI DI GUIDO BULDRINI:

 

 

Carneschi

Carneski

A Timisoara in Romania vi e' una strada dedicata ad un tale Milos Carneschi di cui per la difficolta' della lingua non sono riuscito a sapere niente .

In USA vi e' il cognome Carneski , sembrerebbe polacco ma non sono riuscito a saperne niente

Non e' possibile trascurare l'ipotesi che qualche Carnesecchi residente nei paesi dell'est sia stato identificato col cognome modificato ( non ho nessunissima prova da mettere a sostegno di questa ipotesi )

 

 

 

Queste righe sono un promemoria per un indagine .

Ricevo dall'amico Guido Buldrini alla cui cultura spesso faccio ricorso

 

 

Caro Pierluigi,


speravo di trovare il cognome in De Daugnon, F. F.: "Gli italiani in Polonia dal IX secolo al XVIII" (libro dal quale ho copiato l'elenco dei nomi) ma è andata male. Secondo i dati del prof Rymut (il De Felice polacco) idem, anche se ho trovato un Karneski a Varsavia. Carnesecchi io lo avrei tradotto in polacco Czarnecki e infatti ce ne sono 32.525 un po' da tutte le parti (Wa:3046, BP:313, Bs:389, BB:259, By:1052, Ch:360, Ci:986, Cz:559, El:717, Gd:1573, Go:562, JG:395, Kl:242, Ka:2047, Ki:1174, Kn:316, Ko:526, Kr:550, Ks:109,
Lg:340, Ls:132, Lu:1169, o:291, d:1182, NS:63, Ol:909, Op:638, Os:351, Pl:596, Pt:282, P :852, Po:1285, Pr:72, Ra:1119, Rz:92, Sd:373, Sr:328, Sk:690, S :271, Su:284, Sz:825, Tb:423, Ta:118, To:1359, Wb:637, W :736, Wr:965, Za:344, ZG:624) più 4 Czarnecki o Babicki, 7 Czarnecki o Sarnecki e un Czarneckyj. I Czarnecki appartengono a tre diversi "herb": Prus I, Lodzia e Lis.

mi sono espresso male: non lo avrei "tradotto" nel senso usuale del termine ma lo avrei scritto con fonemi piu' polacchi. Czarnecki si pronuncia più o meno "c[i]arnesschi" dove la C è più o meno quella di cesta, ma più sorda (piu' toscana?). Non ho a casa un buon dizionario, e non so dirti se ci sia un significato ("czarny" è nero). Le coppie Czarnecki/Babicki, Czarnecki/Sarnecki e Czarneckyj sono semplicemente altre grafie.

Provero' a chiedere cosa ne pensa l'amico americano, autore di "Polish Surnames: Origins & Meanings" e, a proposito di America non hai idea
di quanti nomi e cognomi siano stati storpiati o cambiati. So di persino di un Pasquale diventato Charles... Ciao!

Se vuoi posso chiedere il parere a un americano con origini polacche anche lui studioso di onomastica. Ciao! Guido

eccoti la risposta articolata ed esaustiva che ho appena ricevuto dall' amico Fred Hoffman. Mi auguro che risponda a tutti (o quasi) i tuoi interrogativi. Un caro saluto Guido

-----------------------------------------------
Dear Guido, your questions are always welcome. I'm just sorry I couldn't answer sooner.

>A friend - a Carnesecchi (kahr-neh-SEK-kee) - asked me if the surname Carneski, so diffused in USA but not in Poland ......snip...... could become Czarnecki and/or Carneski. What do you think about? And what about the meaning? Any link with "czarny"?

This suggestion is not farfetched. There is enough similarity in the names that they could easily be confused. A Carnesecchi who resettled in Poland -- and of course, we know at least some Italians did resettle there -- would probably have encountered a tendency to Polonize his "foreign-sounding" name.

If Poles tried to spell it phonetically the way it is pronounced in Italian, it would come out something like KARNESEKI. But often people do not go strictly by sound when trying to cope with an unfamiliar name; they also look at how it's spelled. Seeing a C at the beginning, they might take it for the Polish sound, which sounds like TS, and produce CARNESEKI. From there to CZARNECKI ("char-NETT-skee") is not a very far leap. It is possible, because some dialects of Polish (especially Mazovian) vary the sound of C (ts) and CZ (tsch) -- and Poles would be strongly tempted to change a name ending -ESEKI into -SKI or -CKI.

It's the kind of thing that COULD happen. Now whether it did happen ... that's harder to say. But it is not implausible.

The surname seen as CARNESKI in America could well be an Anglicized version of CZARNECKI. As I say, the C and CZ sometimes vary, even in Poland; and the ending -ECKI can very easily be modified to -ESKI. Again, I cannot be certain CARNESKI is an Anglicized version of CZARNECKI. But I would certainly tell a researcher this possibility should be investigated, as it is quite plausible.

CZARNECKI does come from the root _czarny_, but not directly. According to Prof. Rymut's book on Polish surnames, CZARNECKI appears in Polish records as early as 1650 (CZARNIECKI appears as early as 1468!). He says usually refers to a place name with the family was associated, any of a number of places with names such as Czarnca,
Czarna, Czarne, and so forth. It's interesting that among the variants Rymut lists is CARNECKI! So even in Poland, that form exists, or did exist at one time. From there to CARNESKI is obviously a very short step.

The places with names beginning Czarn-, in turn, do come from the word _czarny_. They were "black" or "dark" in some way. Perhaps some of them originally were located near forests that were dense enough to be quite dark (compare the famous Black Forest or Schwarzwald in Germany). Or in some cases, the place may have been owned or founded
by someone with a nickname such as Czarniec, kind of like "Blackie" in English. Maybe his skin color was unusually dark, or he had striking black hair or eyes; or maybe he was always dirty. In some respect, he was "dark" or "black." So the exact nature of the connection between the place name and this word _czarny_ could vary from case to case. But a connection with darkness or blackness must have been involved, or the name would never have originated and "stuck."

I hope I have shed light on your question. If I misunderstood exactly what you wanted, feel free to ask. Sometimes it take me several tries to get it right!

Fred Hoffman

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I BONFANTINI CANCELLIERI E GLI ADIMARI DI FIRENZE

 

MI SONO OCCUPATO DI QUESTE FAMIGLIE SEGUENDO L'IPOTESI DI SCIPIONE AMMIRATO .

 

 

 

 

 

 

…… il quarto gonfaloniere fu Durante figliuolo di Buonfantino giudice , sono i Carnesecchi…………..

 

 

 

Durante di Buonfantino Cancellieri

 

Ottokar nel suo "Firenze alla fine del dugento" :

Negli atti del notaio Matteo Biliotti si trovano ricordate alcune case e botteghe nel popolo di Sant'Ambrogio di proprieta' di 4 fratelli

( Feus, Durante , Lapus et Dominus Cancellerius ) figli del fu messer Bonfantino Cancellieri (ASF notarile M293 , II , c . 12 t )

 

 

 

 

 

I BUONFANTINI-CANCELLIERI DI FIRENZE

 

ho dei dubbi se questo sia stato lo stemma

o se invece questo stemma non si debba attribuire alla famiglia fiorentina dei Bonfantini presenti a Montaperti

 

I Buonfantini-Cancellieri   I BONFANTINI CANCELLIERI 

 

 

 

 

 

 

Dominus Buonfantinus condam domini Cancellerii de Adimaris

 

Documento del 29 luglio 1255

Santini : Documenti dell'antica costituzione del Comune di Firenze (appendice)

Capitoli del comune : Capitolo num 48

(popolo di Sant'Appolinare e' nel sesto di San Pier Scheraggio )

In Christi nomine ,amen .Anno incarnationis eiusdem millesimo ducentesimo quinquagesimo quinto ,indictione tertiadecima,die iovis tertio exeuntis mensis iullii. Feliciter................ Ad hec predictorum

Cambi et Corsi venditorum precibus et mandato dominus Ubertus condam domini Luterii de Adimaris et dominus Buonfantinus condam domini Cancellerii de Adimaris et

Bonaiunta Chiandonis populi Sancti Appolinaris et Teglarus condam Donzelli et Ubertus condam Ruvinosi de Sacchettis et Lambetrtuccius condam Abbatis Boscolie de Boscolis

dicti populi Sancti Appolinaris et quilibet eorum in solidum,se suaque bona omnia obligando ad infrascripta omnia et singula observanda , fideiusserunt in omnes et singulas

predictas causas et se principales actores et defensores medietatis predicte turris et dicti casolaris seu terreni venditi constituerunt. Et promiserunt et convenerunt et quilibet

eorum in solidum solempni

............................................................

Et ego Bonavia Bonacursi notarius infrascriptus , sicuti michi licebat ex constitutione comunis Florentie ,nomine sacramenti ,precepi per guarentisiam predictis Cambio

e Curso venditoribus et predictis domino Uberto ,domino Fantino, Bonaiunte Teglario , Uberto et Lambertuccio , fideiussoribus ,predicta volentibus et confitentibus ,

quatinus medietatem dicte turris et dictum casolare seu terrenum predictum

..............

 

 Documento del 1242

Santini "Documenti antica costituzione del comune di Firenze"

Catalogo degli ufficiali del Comune di Firenze insino all'anno 1250

Si parla di :

Fantinus Cancellieri , consul in curia del sextus San Pancratii, posita ante ecclesiam S.Petri Bonconsilii

 

 

 

 

GLI HUCPOLDINGI e GLI ADIMARI DI FIRENZE

 

Stemma degli Adimari

 

 

HUCPOLDINGI ( i discendenti del franco Hucpold conte del Sacro Palazzo ) ;

ADIMARINGI ( i discendenti dell'Hucpoldingo conte Adimaro );

ADIMARI di Firenze ( antica e grande famiglia guelfa , di antichi consoli civitatis , fatta magnatizia ed esclusa dalle cariche comunali )

 

 

 

vai alla pagina 2   Gli Hucpoldingi

 

 

vai alla pagina 3  Documenti sugli Adimaringi

vai alla pagina 4  Documenti sui Nepotecosa

vai alla pagina 5  Il mistero sulle origine degli Adimari del XIII secolo

vai alle note alla pagina 5  Genealogie degli Adimari del XIII secolo , secondo il Repetti

vai alle note alla pagina 5  Alcune osservazioni sugli Adimari e Campi

vai alle note alla pagina 5  Alcune osservazioni sugli Adimari e Cintoia

vai alla pagina 6  Documenti sugli Adimari del XIII secolo

Genealogie degli Adimari  Genealogie degli Adimari nel XIII secolo parte 1

Genealogie degli Adimari  Genealogie degli Adimari nel XIII secolo parte 2

Genealogie  Genealogie degli Adimari nel XIII secolo parte 3

Genealogie  Genealogie degli Adimari nel XIII secolo parte 4

vai alla pagina 7  Grandigia degli Adimari

vai alla pagina 8  Storia degli Adimari del XIII secolo : indici

Supplementi  Supplementi alla storia degli Adimari

 

 

 

ECCO UNA PROBABILE LINEA ( AD OGGI SCONOSCIUTA ) DEGLI ADIMARI !

 

 

 

 

 QUESTA LINEA OVE NE FOSSE DIMOSTRATO L'APPARTENENZA AGLI ADIMARI PORTEREBBE AD UNA SERIE D'INTERESSANTI CONSIDERAZIONI

 

 

 

 

 

Settembre 2013

Alle mie stesse conclusioni sbagliate era gia' giunto ( 1903) presumo sugli stessi elementi lo storico Giovanni Mini

Infatti nel suo IL LIBRO D'ORO DI FIRENZE ANTICA NEL CANTO XVI DEL PARADISO

Dice :

Sortiti i partiti Bianco e Nero , gli Adimari si divisero ,schierandosi alcuni tra i Bianchi , e altri tra i Neri - Carlo di Valois caccio' (1302) di firenze i primi e non vi rientrarono che nel 1328. Benche' agli Adimari fosse tolta ogni speranza di accedere alle magistrature , pure furono dichiarati Magnati , e si conciliarono (1343) il pubblico favore quando Antonio fecesi capo della congiura per la quale venne espulso il Duca d'Atene di ben triste memoria

Dagli Adimari sortirono gli Alamanneschi ,i Bonaccini , i Carnesecchi , i Dalla………………….

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scegli la pagina   ……………VAI ALL'INDICE GENERALE

 

 

 

 

 

  ing. Pierluigi Carnesecchi La Spezia anno 2003