Storia dei Carnesecchi

 

 

Alla ricerca delle origini degli antichi Carnesecchi fiorentini

 

 

Nel 1647 un fatto nuovo : Durante figliuolo di Buonfantino

 

 

Scipione Ammirato il giovane formula una diversa ipotesi nell'edizione dell'istorie fiorentine del 1647

( anno 1299 )......il quarto gonfaloniere fu Durante figliuolo di Buonfantino giudice , << sono i Carnesecchi >>

 

 

di questa ipotesi non da prova alcuna 

 

 

Questa ipotesi e' stata completamente trascurata , ( forse troppo evidente la prova della lapide )

 

 

 

 

 

 

Scrive Cristoforo Del Bianco ( Scipione Ammirato il giovane ) che il progenitore dei Carnesecchi era Durante di Buonfantino

Lo scrive nel 1647 ( una ventina di anni dopo il " Priorista del Segaloni ") , lo scrive nelle celebri " Istorie Fiorentine "

Lo scrive senza pero' dire su che fonti poggiasse questa convinzione

 

E' questa una testimonianza importante , da non trascurarsi , come storico Del Bianco non ha lo spessore dell'Ammirato il vecchio , perche' egli piu' che uno storico e' un erudito pero' normalmente le sue affermazioni sono sempre basate su documenti .

 

 

Scipione Ammirato il vecchio (1531-1601 ), gia' famoso come letterato e storico dopo varie peripezie si era trasferitto a Firenze nel 1569, bene accolto dal Gran Duca Cosimo I che successivamente lo incarico' di narrare la storia toscana autorizzandolo ad utilizzare l'Archivio pubblico istituito nel 1570 ; Visse in Firenze , nel pieno riconoscimento dei suoi meriti letterari fino alla morte avvenuta nel 1601 ; nella vecchiaia volle essere ordinato sacerdote.

Alla sua morte tutto il suo materiale inedito venne ripreso da Cristoforo del Bianco , suo nipote ed erede che , firmandosi Scipione Ammirato il giovane , lavorò integrando e ampliando vari lavori rimasti più o meno aperti e dando alle stampe l'inedito come " Delle famiglie nobili fiorentine" nel 1615 , "Vescovi di Fiesole, di Volterra e d'Arezzo con l'aggiunte di Scipione Ammirato il Giovane, Firenze, 1637. La seconda parte "Delle famiglie nobili napoletane" (Parte prima, Firenze, 1580; Parte seconda, ivi, 1651);

La prima parte delle " Istorie fiorentine"erano gia' state edite in Firenze dal Giunti poco prima della morte dell'Ammirato, Cristoforo Del Bianco ne diede alle stampe nel 1641 la seconda parte rimasta inedita.

Nel 1647 veniva ripubblicata la prima parte già edita con modifiche e aggiunte talora non pertinenti di Scipione Ammirato il Giovane .

Lavorando il Del Bianco sui manoscritti dell'Ammirato in alcuni casi diventa difficile distinguere cio' che deriva dagli studi dello zio dalle aggiunte e dagli studi del nipote .

 

Nella premessa all'edizione delle "Istorie fiorentine" del 1647 Cristoforo Del Bianco dice:

Ai lettori

Essendo io stato all'archivio delle riformagioni di questa citta' per vedere le scritture che si conservano dei Conti Guidi , mi venne voglia di vedere ancora di quelle del Pubblico e Comune ; e in vedendole , essendosi la voglia col gusto che ne pigliavo convertita in desiderio , fu cagione che ci spesi piu' anni .E avendo conosciuto da esse quanto le Storie Fiorentine si potessero accrescere di notizie , mi risolvetti per non ne defraudare il pubblico di farne aggiunta a queste dell'Ammirato , il quale , non avendo avuto la comodita' di veder quell'archivio , non avea ne' anche potuto ridurre in quella squisitezza che al certo avrebbe fatto la Storia. Ho pero' fatto io quella fatica nella miglior maniera che ho saputo e ho potuto , stimolato , ne' spintoci da altro che dalla verita' e dal ben pubblico , conoscendo molto bene per il resto la mia debolezza in comparazione del saper di quell'uomo tanto valoroso. Confesso d'aver avuto piacere piu' che ordinario quando ho potuto cavar dalle tenebre , e mettere in chiaro alcuna famiglia e persona . Le aggiunte che ci ho fatte ,e i luoghi alterati, sono stati contrassegnati fuori con le due << accioche' ciascuno ne possa fare il giudizio che piu' le piacera' , col tener per fermo , che quando ho avuto a metter cosa che contradica ad alcuno scrittore , l'ho fatto violentato dal vero. Scusino se per mancanza di memoria ci sia qualche cosa replicata; e Dio illumini ciascuno a valersi di tutto in bene.

 

Due di queste aggiunte riguardano proprio i Carnesecchi

 

 

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  • ( anno 1299 )........il quarto gonfaloniere fu Durante figliuolo di Buonfantino giudice , << sono i Carnesecchi >>

(libro quarto a pag 363 del tomo I edizione Firenze 1846)

 

  • ( anno 1358 ) <<....il sommo magistrato Berto dei Duranti (questa famiglia non so per quale cagione fu poi detta dei Carnesecchi ) cognomignandosi allora da Durante nome proprio del bisavolo di Berto il nome del casato...>>

(libro undecimo a pag 57 del tomo terzo edizione Firenze 1846)

 

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L'attribuzione di Durante di Buonfantino ai Carnesecchi e' di Scipione Ammirato il giovane

L'apposizione giudice , e' dovuta a Scipione Ammirato il vecchio , ed e' degna di molta attenzione per cio' che si dira' in seguito di Buonfantino. Del Bianco aggiunge il presunto legame coi Carnesecchi

Mi pare strano che abbia fatto questa attribuzione lavorando sul solo nome di Durante senza basarsi su alcun documento . ( << Confesso d'aver avuto piacere piu' che ordinario quando ho potuto cavar dalle tenebre , e mettere in chiaro alcuna famiglia e persona >>)

 

Nell'affermazione dell'Ammirato il giovane , mi lascia perplesso quell'errore avolo-bisavolo : sta parlando di un legame genealogico talmente corto e da l'impressione di non padroneggiarlo. E' pur vero che nello scrivere puo' esser incorso in una disattenzione che non inficia la sostanza.

 

 

 

Cosa poteva d'altronde importargli di fare queste aggiunte sui Carnesecchi che nel caso sono un puro sfoggio di erudizione ma niente aggiungono al valore delle " Storie fiorentine " ?

 

Su quali basi l'Ammirato fa queste considerazioni sui Carnesecchi ?

Gli storici seicenteschi sono talvolta accusati di aver talvolta gonfiato le storie familiari regalando ad alcune famiglie personaggi di prestigio.

Non mi pare questo il caso per cio' che lui sapeva di Buonfantino questi era uno qualunque non davvero un antenato di prestigio

 

Dice : <<......questa famiglia non so per quale ragione fu poi detta dei Carnesecchi >>. Quindi non intende dedicargli un attenzione particolare

 

 

 

L'errore puo' essere sorto solo da una cattiva interpretazione di qualche documento

Ma mi sembra difficile in un caso cosi interpretare male

 

 

Il valore dello storico Scipione Ammirato il giovane , puo' essere sicuramente discusso non essendo il suo valore pari a quello dello zio

Pero' le sue aggiunte si basano sempre su dei documenti

Talvolta da l'impressione di non padroneggiare completamente i documenti , di avere una scarsa conoscenza delle antiche istituzioni , di riferire notizie tratte da copie imprecise .Infatti talvolta qualche nome viene storpiato rispetto ai documenti originali ( 1138 Ugiero anziche' Ugicio ) (1176 Catenaccio di Fonzio ,Miemato di Ruggieri , Giovanni di Donato ,Filocaro di Tornaquincio , Balduino di Ugo , Giuda di Iacopo ,e Belengario di Simone ) 

Scipione Ammirato il giovane e' pero' lo storico che , io credo per primo , riporta notizia della Podesteria di Gherardo Caponsacchi :

<< Dell'anno 1193 non ritroviamo i consoli ; si trova bene Gherardo Caponsacchi chiamato podesta' di Firenze , onde non so rinvenire perche' il Malespini e il Villani diano principio alla podesteria l'anno 1207 , poiche' fin dall'anno 1184 s'e' veduto far menzione del podesta' di Firenze ; se pero' non si voglia dire di questo , come di altre cose .esserne stati al buio . Come il fatto si stia, noi siamo sicuri , che il Caponsacchi con i suoi consiglieri, e con i sette rettori che erano sopra i capi dell'arti , accordo' ai 14 di luglio nella chiesa di Santa Cecilia in nome del comune di Firenze con Guido di Ridolfino e i suoi consorti Signori del castello del Trebbio........... >>

( libro primo a pag 117 del tomo I edizione Firenze 1846)

quell'anno 1184 …………vedi dottoressa De Rosa

 

Nello stesso tempo attribuisce molto dubbiamente Oldimario vescovo di Volterra ( 1144 ) agli Adimari

 

dubbio

 

E se avesse esaminato dei documenti che io non ho trovato ? La sua opinione non puo' essere liquidata senza il beneficio del dubbio

Eruditi come il Gammurini il Borghini gli Ammirato hanno sicuramente consultato documenti poi andati persi , talvolta quando citano dei documenti che dicono di aver consultato e di cui non si trova piu' traccia occorre prestar loro , pur con la dovuta circospezione ,orecchio .

 

 

 

Certo la lapide di Santa Maria Novella e' esplicita

 

 

 

 

 

Anche il Mecatti autore di " Storia cronologica della citta' di Firenze " cita Durante di Buonfantino giudice, come 39 esimo nella serie dei Gonfalonieri di giustizia (e lo dice ) di casa Carnesecchi ma si rifa' pari pari all'Ammirato tanto che poi si contraddice in altra sua opera.

 

 

 

Gli Ammirato   non individuano chi e' Buonfantino

 

 

In un passo successivo l'Ammirato il vecchio dira' qualcosa anche a proposito dei Buonfantini : (libro quarto a pag 375 del tomo I edizione Firenze 1846) - in una specie d'invettiva -

 << Io stimo che da che si creo' la suprema del gonfaloniere essere infino a quest'ora presso che cinquanta gonfalonieri stati creati. Ora andate un poco contando se voi ve ne trovate pur uno che sia de' Pazzi, o de' Frescobaldi , o de' Tornaquinci , o de' Giandonati, o de' Gianfigliazzi , o de' Cavalcanti , o de' Cerchi, o de' Donati , o de' Nerli, o de' Manelli, o di qualsivoglia altra delle famiglie nobili e antiche . Certo niuno ve ne trovarete : ma ben vi sentirete nominare del Cantore, e de' Rocchi , e Angiolieri , e Buonfantini , e da Micciola, e Ottobuoni , e Lupicini , e Buiamonti e Rinucci , nomi o non mai piu' sentiti in questa citta' , o pure venuti su dalla feccia della plebe e popol minuto ; e se alcuni ve ne sono de' nobili , in guisa si sono mascherati , che a fatica li potrete conoscere , avendo mutato nomi e insegne con strano e particolare costume di questa citta' , ve la vilta' sia grado d'onore , e la nobilta' stato di di miseria;......>>

 

 

 

Molto interessante e' la figura di Durante di Messer Buonfantino

Aveva , come vedremo piu' avanti in dettaglio, tre fratelli Feo Lapo e Cancellerio

Secondo le tratte di ( David Herlihy ) Durante di Buonfantino era medico ( ma non era sicuramente probabilmente era immatricolato all'Arte del Cambio )

 

 

Dati ricavati dal sito http://www.stg.brown.edu/projects/tratte/

 

 

 

 

 

1291

Durante di Buonfantino

 

Priore per porta S.Piero

1295

Durante

medicus

Priore per porta S Piero

1297

Feo di Buonfantino

 

Priore per porta S. Piero

1298

Lapo di Buonfantino

 

Priore per porta S.Piero

1299

Durante di Buonfantino

 

Gonfaloniere per porta S.Piero

1304

Durante di Buonfantino

 

Priore per porta S. Piero

1308

Durante di Buonfantino

 

Priore per porta S. Piero

1311

Durante Buonfantini

medicus

Priore per porta duomo

1314

Durante di Buonfantino

 

Priore per porta S.Piero

 

 

 

 

 

 

 

1291

Durante di domino Buonfantino

Priore per il sesto porta San Pietro

1297

Feus di domino Buonfantino

Priore per il sesto porta San Pietro

1298

Lapus di domino Buonfantino

Priore per il sesto porta San Pietro

1299

Durante di domino Buonfantino

Gonfaloniere

1304

Durante di domino Buonfantino

Priore per il sesto porta San Pietro

1308

Durante di domino Buonfantino

Priore per il sesto porta San Pietro

1314

Durante di domino Buonfantino

Priore per il sesto porta San Pietro

 

 

 

Secondo Barbadoro nell'estratto dal "Priorista di Palazzo" dal 1300 al 1315 che allega ai suoi Libri fabarum

1304 sesto porta S.Pietro Durante d. Bonfantini

1305 sesto porta Duomo Magister Durante d. Bencivenni ( col titolo di magister s'indicavano i medici )

1307 sesto porta S. Pietro Durante d. Bonfantini

1311 sesto porta Duomo Magister Durante medicus che David Herlihy identifica con Durante di Buonfantino (??? Mentre e' molto piu' probabile che sia il gia' visto Durante d. Bencivenni )

1314 sesto porta S.Pietro Durante d. Bonfantini

Nel priorista di Palazzo riportato dal Barbadoro Durante di Buonfantino non viene mai indicato col titolo di magister , mentre cosi viene invece titolato Durante di Bencivenni , il che rende piu' probabile che il Durante del 1311 sia quest'ultimo ( anche per l'appartenenza al sesto di Porta Duomo ) e che Durante di Buonfantino non fosse medico

Rimane l'incertezza per il Durante medico eletto priore nel 1295 nel sesto di S.Piero maggiore: e' medico ma e' di Porta San Piero Maggiore

 

 

 

Il Ciasca elenca alcuni consoli dell'arte dei medici e degli speziali degli anni 1280 (4 elencati ) 1281 (3 elencati ) 1282 (1 elencati ) 1293 ( 2 elencati )1296 (1 elencati ) 1308 ( 2 elencati ) 1319 (6 elencati )

Magister Durante medicus figura come console negli anni 1296 ( Cod. Riccardiano 2305, c.178 ) e 1308 ( ASF Archivio delle tratte ,59,cc.1t,8t )

( Ma e' Durante di Bencivenni )

(CIASCA RAFFAELE - L'ARTE DEI MEDICI E SPEZIALI NELLA STORIA E NEL COMMERCIO FIORENTINO DAL SECOLO XII AL XV . FIRENZE OLSCHKI 1927 ) 

 

 

Durante di Buonfantino e' quidi nel 1291 , nel 1304, nel 1308 , nel 1314 Priore per il sesto di porta San Piero , e gonfaloniere nel 1299

 

 

 

La prima incongruenza che balza all'occhio in un eventuale rapporto di parentela tra Durante di Buonfantino e Pero di Durante e' che Durante di Buonfantino e' Priore e Gonfaloniere per il sesto di Porta San Piero mentre Pero di Durante e' priore per il sesto di Porta Duomo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A rendere ancora piu' problematico il rapporto di familiarita' di Durante di Buonfantino con Pero di Durante e' il seguente documento :

 

Nei Libri fabarum ( 1338-1340 ) compare ,( un a me sconosciuto ) Odaldus Durantis Bonfantini nel gennaio 1339

…………..In dicto consilio domini potestatis et comunis Florentini date fuerunt pallocte proeligendo castellanum Castri Veteris Vallis Riane pro IIII mensibus , cum VI peditibus

Fatto partito ad fabas nigras et albas super approbando :

Odaldum Durantis Bonfantini , primo nominatum per Angnolum Neri de Adimaribus ......................................……………………………………………………………………………….

 

 

 

Negli stessi Libri Fabarum nel medesimo periodo viene nominato Perus Durantis cosi e non come Perus Durantis Bonfantini .

 

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 L'altro fratello Feo di Buonfantino fu Maestro di zecca nel 1308 (Corpus nummorum italic., XII pg 13 ) citato da Fiumi

Maestro di zecca o Signore di zecca era l'ufficio di due cittadini fiorentini (che restavano in carica 1 anno ), presentati l'uno dall'Arte dei Mercanti e l'altro da quella del Cambio , incaricati di vigilare sulla monetazione effettuata dalla zecca e sulla circolazione delle monete forestiere nel territorio dello Stato fiorentino

 

Dal libro di MARIO BERNOCCHI, Le monete della Repubblica Fiorentina, vol. II pag. 106

 

Anno 1308 - II Semestre

 

Podestà : Pietro da Gubbio

Capitano e difensore del popolo: Simone di Bonifacio da Perugia

Signori e Ufficiali per la Zecca: Per l’ oro Feo di Bonfantino

Per l’ argento Donato di Lamberto della Antella

Sentenziatori della Zecca per l’oro Morello di Tommasino- Scolaino di Chiaro

Approvatore della Zecca per l’ argento Riccomanno di Chiaro

Notaio: Ciuccio di Nerio di Ciuccio.

 

ORO Feo di Bonfantino simbolo due chiodi decussati

 

DIR FLOR_ ENTIÃ

ROV .S. I OHÃ NNES. B

O Ø 20 gr. 3, 48

 

 

 

il Fiumi  dice :

esistono Buonfantini banchieri nel trecento e cita Davidsohn Forschungen. IV pag 356,367 (che io non ho potuto consultare)

 Inoltre esistono dei Buonfantini nella matricola dell'Arte del Cambio dell'anno1300 (matricola conservatasi integra )

 

 

 

 

Nel libro del Barbadoro i Consigli della Repubblica fiorentina ( 1301-1315 ) troviamo :

 Lapo di domino Buonfantino

1302 Die XV mensis novembris

in consilio centum virorum ...........................................Lapo d. Bonfantini

Feus di domino Buonfantino figura come " camerarius comunis Florentie "

1305 Die lune primo martii

in consilio generali trecentorum et speciali nonaginta virorum d. potestatis et capitudinum XII maiorum artium , presentibus dd.prioribus et et vexillifero, congregato in ecclesia S. Petri Scheradii , proposuit Feus d. Bonfantini , camerarius comunis Florentie , pro se et sociis suis , propositiones 2 ,4 ,6.

Durante di domino Buonfantino figura come " camerarius comunis Florentie "

1307 Die XI mensis martii

in consilio generali CCC et speciali nonaginta virorum d. potestatis et comunis Florentie , congregato mandato podestatis , proposuit Durante Bonfantini , camerarius comunis Florentie , pro se et sociis suis et pro comuni predicto , presentibus prioribus et vexillifero, infrascripta....................

1310 Die XVIII Iunii

In consilio generali et speciali comunis Florentie , in palatio congregato , mandato d. Iacobi , vicarii d. potestatis , Durante d. Bonfantini camerarius proposuit provisionem factam super bailia danda prioribus et vexillifero

 

 

 

i Buonfantini o Bonfantini

 

Esisteva in Firenze un gruppo familiare di nome Bonfantini che secondo il Davidsohn ("Storia di Firenze :Le origini " ) discendeva probabilmente dal gastaldo di Matilde di Canossa : Buonusfantinus filii bonae memorie Pagani

Dei Bonfantini si trova traccia sia nel "Libro di Montaperti" che nel "Libro del chiodo"

Venendo ad un periodo piu' vicino a quello da noi esaminato , nella pace del cardinale Latino i Bonfantini figurano sia tra i manlevatori guelfi che tra quelli ghibellini.

anno 1280 : Giuramento per la pace del Cardinale Latino

Giurano tra i ghibellini :

Rogerius Salinguerre De Bonfantinis

Pierus De Bonfantinis............................. Qui sunt de sextu Ultrarni

Giurano tra i guelfi :

Ghinuccio del fu Geri De Bonfantinis........Qui sunt de sextu Ultrarni

 

( Questi dati sono tratti dagli elenchi in "La pace del cardinale Latino" di Lori Sanfilippo

In Bullettino storico italiano per il medioevo e archivio Muratoriano num 89 )

 

 

Nota bene la confusione tra Buonfantini e Bonfantini e' abbastanza abituale la troviamo in Borghini che non solo non fa distinzione tra i due gruppi ma ritiene Durante di Buonfantino slegato dai Buonfantini e la troviamo in un certo modo pure in Enrico Fiumi 

Non esiste legame tra i Buonfantini e i "de Bonfantinis" o Bonfantini del sesto Oltrarno

 

I figli di Buonfantinus si denominano quindi Buonfantini come "figli di Buonfantino"

 

 

 

 

 

A questo punto diventano essenziale cio' che dice Ottokar nel suo "Firenze alla fine del dugento" :

 

Negli atti del notaio Matteo Biliotti si trovano ricordate alcune case e botteghe nel popolo di Sant'Ambrogio di proprieta' di 4 fratelli ( Feus, Durante , Lapus et Dominus Cancellerius ) figli del fu messer Bonfantino Cancellieri (ASF notarile M293 , II , c . 12 t )

 

 

Ottokar di Durante dice trattarsi di quel Durante poi priore nel 1291 e dice :

Durante di messer Bonfantino Cancellieri apparteneva ad una cospicua famiglia.

Suo fratello Lapo , con lui aveva un'azienda comune nell'Arte del Cambio (Cambio 6 e 54 ) ,

 

 

Posso chiaramente dedurre che questi 4 fratelli figli di Buonfantino Cancellerii non hanno legami con la famiglia Bonfantini dei giuramenti del 1280

Durante , Feus , Lapus sono evidentemente gli stessi delle tratte e sono figli di Buonfantino Cancellieri

 

 

 

Non ho trovato traccia ne' di Buonfantino ne' di nessuno dei suoi figli

 Nel "Libro di Montaperti"

Nel "Liber extimationum "

 Inoltre i quattro fratelli non giurano come manlevatori della pace del cardinale Latino

 

 

 

Ottokar "Firenze alla fine del dugento" :

Lapus occupava gia' nel 1278 cariche assai responsabili nell'amministrazione finanziaria della " Parte Guelfa " (ASF Beni della Parte, 24,c.33 )

 

Quindi erano guelfi e non ghibellini e non proprio trascurabili

I componenti di questa famiglia dovevano essere abbastanza importanti Durante, infatti sara' eletto quattro volte priore e una volta sara' gonfaloniere, Feo e Lapo saranno una volta ciascuno priori

 

 

Negli anni successivi troveremo nelle tratte

 

1325

Durantozzo Buonfantini figlio di Lapo

Gonfaloniere di giustizia

1340

Buonfantino Buonfantini figlio di Feo

Priore

 

 

 

E anni dopo , ritroviamo ancora tracce di un Buonfantini : ma difficilmente si puo' mettere in relazione con i nostri

( Dati ricavati dal sito http://www.stg.brown.edu/projects/tratte/ )

1417

Filippo di Niccolo Buonfantini

Console delle arti : Corazzai e spadai

 

 E' da rilevare che nella versione elettronica del catasto relativi alla citta' di Firenze , nel 1427 non figura nessuno che porti il cognome Buonfantini o Bonfantini

 

 

 

Per inciso la dottoressa Parenti chiama questi Buonfantini alla maniera di Ottokar : Bonfantini Cancellieri ( "Guelfi,ghibellini e popolo grasso " pagina 286 )

Dice: <<Le novita' al vertice paiono cosi' restringersi a pochi limitati casi : i Guadagni, gia' messisi in luce nel periodo 1293-1295, i Rinucci , i Bonfantini - Cancellieri . >>

Nella nota aggiunge :<<Anche i Bonfantini-Cancellieri di Por san Piero che avevano avuto precedentemente un solo membro priore ( Durante nel 1291) vedono eletti sul finire del secolo Feo (febbraio aprile 1297) e Lapo (febbraio aprile 1298) e Durante ,Gonfaloniere di Giustizia dal 15 giugno al 15 agosto 1299 .>>

 

Durante di Buonfantino o apparteneva alla famiglia Cancellieri (quella fiorentina non quella pistoiese ) oppure suo nonno si chiamava Cancellerius (Cancellieri=figlio di Cancellerius )

 Infatti esisteva in Firenze una famiglia Cancellieri (da non confondersi con i Cancellieri di Pistoia pressoche' contemporanei ) che viene piu' volte citata nelle cronache trecentesche

(documento del 19 aprile 1264 pag 145 nota 1 in Ferretto "Codice diplomatico delle relazioni ecc.... " Genova 1901 ) e secondo il Davidsohn operava a Genova nel commercio delle spezie ( vedi nota al piede della pagina )

 

 

 

 

Chi era Buonfantino padre di Durante ?

 

 

Documento del 29 luglio 1255

Santini : Documenti dell'antica costituzione del Comune di Firenze (appendice)

Capitoli del comune : Capitolo num 48  

(popolo di Sant'Appolinare e' nel sesto di San Pier Scheraggio )

 

In Christi nomine ,amen .Anno incarnationis eiusdem millesimo ducentesimo quinquagesimo quinto ,indictione tertiadecima,die iovis tertio exeuntis mensis iullii. Feliciter................ Ad hec predictorum Cambi et Corsi venditorum precibus et mandato dominus Ubertus condam domini Luterii de Adimaris et dominus Buonfantinus condam domini Cancellerii de Adimaris et Bonaiunta Chiandonis populi Sancti Appolinaris et Teglarus condam Donzelli et Ubertus condam Ruvinosi de Sacchettis et Lambetrtuccius condam Abbatis Boscolie de Boscolis dicti populi Sancti Appolinaris et quilibet eorum in solidum,se suaque bona omnia obligando ad infrascripta omnia et singula observanda , fideiusserunt in omnes et singulas predictas causas et se principales actores et defensores medietatis predicte turris et dicti casolaris seu terreni venditi constituerunt. Et promiserunt et convenerunt et quilibet eorum in solidum solempni

............................................................

Et ego Bonavia Bonacursi notarius infrascriptus , sicuti michi licebat ex constitutione comunis Florentie ,nomine sacramenti ,precepi per guarentisiam predictis Cambio e Curso venditoribus et predictis domino Uberto ,domino Fantino, Bonaiunte Teglario , Uberto et Lambertuccio , fideiussoribus ,predicta volentibus et confitentibus , quatinus medietatem dicte turris et dictum casolare seu terrenum predictum

..............

 

 

Questo documento prova che e' esistito un :

Dominus Buonfantinus figlio di dominus Cancellerius della famiglia Adimari

 

 

 

Documento del 1242

Santini "Documenti antica costituzione del comune di Firenze"

Catalogo degli ufficiali del Comune di Firenze insino all'anno 1250

Si parla di :

Fantinus Cancellieri , consul in curia del sextus San Pancratii, posita ante ecclesiam S.Petri Bonconsilii

All'anno 1242

Nota :

Nell'atto del 1255 Buonfantino e' chiamato anche domino Fantino

L'Ammirato parla di "Buonfantino giudice "

Ottokar parla di "messer Bonfantino " e come abbiamo visto il titolo di messere competeva ai giudici

 

 

.

Siamo in presenza di un omonimia tra questo Buonfantino degli Adimari e Buonfantino padre di Durante , inoltre il nome del loro padre e' il medesimo , ambedue i Buonfantino sono giudici , e sono cronologicamente contemporanei ,

.

 

 

 

Allora provo a formulare l'ipotesi ,che si tratti dello stesso individuo e quindi : i Buonfantini sono i figli di Buonfantino Adimari e sono della stirpe degli Adimari

 

 

 

 

Gli Adimari abitavano il sesto di Porta San Piero

Malespini ( Storia fiorentina )

(parla dei possessori di torri ).........piu' oltre e inverso Porta Rossa n'aueano i Cosi ............ in porta San Piero gli Adimari

Gli Adimari avevano le loro case e le loro torri prevalentemente intorno al corso degli Adimari attuale via dei Calzaiuoli (vedi case degli Adimari ) nell'allora sesto di San Piero

Durante e' priore nel 1291 per il sesto di Porta San Pietro (Ottokar : Firenze alla fine del dugento )

 

 

Se fosse vera questa ipotesi di appartenenza di questi individui agli Adimari abbiamo un esempio di una rottura nei legami parentali e di un processo di assimilazione di alcuni rami di famiglie magnatizie nel popolo......................................................................ecc................

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi sono rivolto alla cortesia della dottoressa Silvia Diacciati a cui mi sono rivolto chiedendo se aveva incontrato nelle sue ricerche atti in cui fossero nominati un Buonfantino (o Fantino ) e/o un Cancellerio

 

La dottoressa mi indicava alcuni atti

<

Cosi ecco una summa

 

 

documenti (elenco documenti )

 

 

 

 

 

 

 

 

Cancellerio di Bellone di Lutterio

1201

 

Caleffo vecchio

Cancellerio

1216

 

Documenti Santini

Cancellerio di Bellincione

1220

 

Santoli Liber censum comunis pistorii

Lutterio di Cancellerio

1233

 

Diplomatico Strozziane Uguccioni

Lutterio di Cancellerio

1240

 

Diplomatico Medici Tornaquinci

Fantino di Cancellerio, console della Curia di S.Pancrazio

1242

 

Documenti Santini

Cancellerio

1247

BM

ASF archivio generale

Dominus Lutterius quondam Cancellerii Bellonis

1247

 

ASF archivio generale

dominus Buonfantino del bm dominus Cancellerio de Adimaris indicato anche come domino Fantino

1255

 

Documenti Santini ( appendice )

Durante, Feo, Lapo, Domino, di Buonfantino di Cancellerio

 

 

Notaio Biliotti

 

 

 

 

 

 

 

Lutterio padre di Bellincione ( Bellone )

 

 La dottoressa D. mi chiariva anche :

Per quanto riguarda il padre di Buonfantino , la situazione è abbastanza complicata. Cercando nei miei documenti, mi sono imbattuta in un Cancellerio di Bellone di Lutterio che nel 1201 è tra i giuranti un accordo con Siena; un Cancellerio era consigliere nel 1216 mentre un Cancellerio di Bellincione lo fu nel 1220; in tre documenti (rispettivamente del 1233, 1240 e 1247) ho poi incontrato un Lutterio di Cancellerio di Bellone. ho cercato di mettere insieme tali dati e, forse, il Cancellerio padre di Bonfantino (che ebbe almeno altri due figli e cioè Lutterio, di cui ho scritto sopra, e Lapo, dato che avevo trovato leggendo il libro di Raveggi, Tarassi etc.), era figlio di Bellone o Bellincione (credo si tratti dello stesso individuo, nel primo caso il nome è abbreviato ) di Lutterio

  

1201

 

Cancellerio

Bellone

Lutterio

1216

 

Cancellerio

 

 

1220

 

Cancellerio

Bellincione

 

1233 e 1240

Lutterio

Cancellerio

 

 

1242

Fantino

Cancellerio

 

 

1247

Dominus Lutterio

Cancellerio

Bellone

 

1255

Dominus Buonfantino (Fantino) degli Adimari

Dominus Cancellerio

 

 

Circa 1278

Messer Buonfantino

Cancellerio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nota bene in nessuno degli atti fornitomi dalla dottoressa sono citati gli Adimari , cio' nonostante ritengo sia possibile immaginare (documento del 55 ) un individuo quale :

 Dominus Buonfantino ( Fantino ) di dominus Cancellerio di Bellincione ( Bellone ) di Lutterio degli Adimari

Con un Lutterio la cui data di nascita si puo' fissare tra il 1120 e il 1130

Un Lutterio che costituisce un ulteriore tassello nella ricerca delle origini degli Adimari ( nota : Lotterio era un nome diffuso tra i Cadolingi che il Repetti dice consorti degli Adimaringi )

 

 

Tra i nipoti di Bernardo degli Adimari ( il console nel 1173 ) troviamo :

Bellincione di Uberto di Bernardo

Lutterio..... di Uberto di Bernardo

Dove Bernardo e' il console del 1173 , Uberto suo figlio e' il console del 1202 , Bellincione e' il progenitore degli Adimari Bellincioni e Lutterio e' il padre dell'Uberto presente all'atto del 1255 con Buonfantino

Cioe' i nomi di Lutterio e di Bellincione ricorrono nella linea degli Adimari discendente dal console Bernardo,

Non troviamo questi nomi nella discendenza di Gherardo e di Ranieri o di Adimari (per cio' che conosco )

Questo e' un particolare che ritengo degno di molta attenzione

 

L'utilizzo dei nomi di Lutterio e di Bellincione nella discendenza di Bernardo autorizza a pensare ad alcune cose :

 

 

 

 

 

 

San Miniato 1183 atto 119

attori il conte Guido Borgognone sua moglie Tuttabuona e Buonafede di Peloso

testimone Lottieri figlio Belloni

conti Alberti altrove Tuttabuona eì chiamata Tuttadonna

 

 

 

 

 

 

Le origini degli Adimari sono ancora indecifrate

Le tesi su queste origini sono diverse e controverse da una parte chi le fa risalire alla piu' pura nobilta' feudale cioe' dal conte Adimaro della stirpe franca degli Hucpoldingi e chi ad una elite cittadina arricchitasi con i traffici ed i commerci gia' nel corso del XI secolo

Non e' pero' indifferente il conoscere se gli Adimari del XIII secolo fossero autoctoni o figli di una nobilta' feudale , poiche' credo chiarire questo punto e' aggiungere un elemento che puo' aiutare a meglio interpretare alcune ipotesi socioeconomiche contrastanti che vedono lo sviluppo dell'economia fiorentina come derivazione di una feudalita' convertitasi ai traffici o dalla forza di una del tutto nuova borghesia urbana.

 

Quindi questa e' una storia ancora in parte da scrivere.

( Ritengo comunque molto importanti su questo punto gli studi che sta compiendo il dr. Enrico Faini dell'Universita' di Firenze )

 

 

 

 

Il Davidsohn propendeva per l'origine feudale degli Adimari del XIII secolo

 

Da "Storia di Firenze : Le origini " pg 549 e sg Davidsohn

 

Alla distruzione di Prato si riconnette un'altra impresa militare dei fiorentini. Di la dall'Arno a circa 12 km soltanto da Firenze ,dirimpetto a Signa e piu' alto dell'attuale Lastra , sorgeva il castello Gangalandi chiamato anche Monte Gualandi, che dalla cima del colle dominava la navigazione fluviale e le relazioni commerciali della citta' con Pisa e col mare; specialmente le barche con carichi pesanti non potevano ne' partirsi da Firenze stessa , ne' risalendo il fiume continuare oltre il porto di Signa. Il castello era degli Adimari

Bisogna credere che gli Adimari avessero fatto causa comune con gli Alberti loro consorti, perche' l'anno stesso della distruzione di Prato vediamo i fiorentini rivolgere anche contro di loro le armi

Furono pretesto alla guerra certe imposte ecclesiastiche , ma la ragione vera e' da ricercarsi negli interessi del commercio sempre piu, rigoglioso e nell'odio contro le pretese di una famiglia magnatizia che al commercio doveva essere particolarmente molesta con i suoi domini lungo l'Arno perche' anche piu' a valle di Gangalandi alla Gonfolina , dove lo stretto passo del fiume ne rendeva facile il dominio, essi erano diventati proprietari di terre e castella. Sembra anzi che col conflitto per Monte Gualandi s'intrecciassero alcune per l'eredita' di questi possessi , che gia' avevano appartenuto all'arcidiacono Bernardo figlio di Bernardo, nipote di quel conte Adimaro sopra ricordato. Morto ancor giovane l'arcidiacono , la famiglia dei"Filli Adimari" (cosi essa era chiamata ) si era impadronita dell'eredita' di lui , mentre la canonica accampava pretese sulle terre lasciate dal suo arcidiacono , e le ebbe infatti molto piu' tardi in seguito ad un accomodamento ( Forschungen pag 81 )

 

Il Davidsohn lascia intendere che gia' intorno al 1100 i discendenti del conte Adimaro fossero identificati come filii Adimari ( cio' che renderebbe probabile l'identificazione di questi con gli Adimari del XIII secolo )

 

Due documenti citati da Natale Rauty nel suo recente

Documenti per la Storia dei Conti Guidi in Toscana . Le origini e i primi secoli 887-1164 Leo Olschki editore 2003

Sembrano rinforzare l'ipotesi del Davidsohn

Il primo e' atto del 3 luglio 1039 in Firenze dove Itta ,abbadessa del monastero di Sant'Ilario ,dona al monastero di Vallombrosa vari terreni

Nel definirne i confini : usque ad iugum Alpis, de tertia abet terminum terram Adimari, de quarta parte abet terminum terra eiusdem Adimari

Il secondo e' un atto dell'ottobre 1096 presso il monastero di Vallombrosa

Adimari e Ildibrando , fratelli ,figlioli di Ubaldo (e discendenti dal conte Adimaro ) , donano a Vallombrosa tutte le terre ,selve, arbori , et Alpe chiamato Vallombrosa come aveva fatto il conte Guido

Adimari et Ildibrando ,germani filii Ubaldi,quia pro Dei Timore et remedium anime nostre et anima de genitoris et genetrice nostra ,da modo in antea promittumus et spopondimus et reflutamus ad ecclesia et monasterio Sanctae Marie sito Valle Umbrosa , in manus Teuderichi prepositi , in vice de ipso monasterio , et Florentii abbas ,de integris omnibus terris et silvis et arboris de Alpe que vocatur similiter Valle Umbrosa , in eiusdem modo reflutamus et promittimus infra ipse finis et termini , sicut fecit et reflutavit Guido comes ad ipso monasterio , qui de una parte habet fossade Franco et terra Pascianise , de alia parte habet terminum Massa Ristunchiaia et terra Pascinise et usque ad iugum Alpis ,de tertja habet terminum eiusdem terra Adimari , de quarta parte habet terminum terra Adimari et alia terra Sancti Illari ....Factum est in presentia Gotuli filio Rustici et Rolandi filio Guidi et Henrighi filio Regimbaldi et reliqui plures........

Cita il Rauty : ............. tra le varie note dorsali la piu' antica del secolo XII reca :

Breve refutationis quod fecerunt Adimarius et Ildiprandus filii Ubaldi Adimaringi

 

Poiche' nel primo e nel secondo documento si parla delle stesse terre che dopo 60 anni continuano ad esser designate al medesimo modo : terra Adimari. Questo mi sembra renda possibile che , come si continuava a parlare ancora nel 1096 di terre di Adimaro , si potesse anche parlare di Filii Adimari intesi come discendenti dal conte Adimaro

Inoltre e' interessante quell'Adimaringi attribuita dal Rauty ad una mano del XII secolo

 

 

 

 Vedi altri documenti sugli Adimaringi a pagina 3

 

 

Infine vorrei ricordare un documento

 

Nei documenti del Santini ( Documenti dell'antica costituzione del Comune di Firenze editore Vieusseux 1895 ) appare uno squarcio della generazione dei primi anni del 1200

Nell'atto ( XLVII )del 4 giugno 1203 Ogerio ,Potesta' di Poggibonsi ed i suoi consiglieri ,arbitri nella lite vertente fra i Comuni di Siena e Firenze a causa di limitazioni confini decidono in merito

Nell'atto (XLVIII ) del 4,7,8 giugno 1203 Il Comune ed il Vescovo di Siena cedono al Comune di Firenze cio' che a questo perviene per il precedente lodo

 

Tra i signa manuum :

Bellincionis Uberti ,

Allamanni Gerardi Adimari ,

Adimari Ianni Bernardi ,

Cacellieri (?)

Ildebrandinus Adimari iudex ( Ego Ildebrandinus Adimari Henrici Imperatoris iudex ordinarius , suprascriptis omnibus interfui ideoque subscripsi )

 

Alamanno figura come figlio di un Gerardo Adimari (e' difficile pensare ad una precoce cognomizzazione in quell'Adimari in una serie di nomi come questa )

Quindi Gerardo e' figlio di un Adimaro

 

 

Nel campo delle ipotesi potrebbe esser valido uno schema genealogico ( e' incompleto ) come questo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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  ing. Pierluigi Carnesecchi La Spezia anno 2003

 

 

 

 

 

...............................Vedeste mai un cane trovare un osso midollato? Il cane è, come dice Platone (Lib. II De Rep.) la bestia più filosofa del mondo. Se l'avete visto avrete

potuto osservare con quale devozione lo guata, con qual cura lo vigila, con qual fervore lo tiene, con quale prudenza lo addenta, con quale voluttà lo stritola e con quale passione lo sugge.

Perché? Con quale speranza lo studia? Quale bene ne attende? Un po' di midolla e nulla più. Ma quel poco è più delizioso del molto di ogni altra cosa, perché la midolla è

alimento elaborato da natura a perfezione, come dice Galeno (III, Facult. Nat. e XI, De usu partium).

All'esempio del cane vi conviene esser saggi nel fiutare assaporare e giudicare questi bei libri d'alto sugo, esser leggeri nell'avvicinarli, ma arditi nell'approfondirli.

Poi con attenta lettura e meditazione frequente rompere l'osso e succhiarne la sostanziosa midolla, vale a dire il contenuto di questi simboli pitagorici,

con certa speranza d'esservi fatti destri e prodi alla detta lettura.

In essa troverete ben altro gusto e più ascosa dottrina la quale vi rivelerà altissimi sacramenti e orribili misteri su ciò che concerne la nostra religione, lo stato politico, la vita economica.

 

da "GARGANTUA e PANTAGRUELE" di FRANCOIS RABELAIS