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Antonio Carnesecchi Arcidiacono di Pienza

 

 

 

Il dottor Giovanni Mignoni si occupa dell'archivio Diocesano con grande competenza e passione . Ricevo dal dottor Giovanni Mignoni ( a mezzo del sig Alfiero Petreni ) una scheda relativa all'arcidiacono

 

16 giugno 1636 - data di nascita di Antonio Giuseppe dello spettabil signor Girolamo Carnesecchi e di madonna Caterina Pontani;

19 marzo 1651 - per mano di mons. Vescovo Giovanni Spennazzi il Carnesecchi riceve la Tonsura, l'Ostiariato e il Lettorato nella chiesa di San Francesco in Pienza;

30 aprile 1651 - sempre per mano di mons. Spennazzi il Carnesecchi riceve l'Esorcistato e l'Accolitato nella cappella del palazzo vescovile di Pienza;

15 maggio 1651- il Carnesecchi diviene primo rettore e cappellano di San Giuseppe, beneficio eretto all'altare di Sant'Antonio nella cattedrale di Pienza da Giovanni Battista Monaci/de' Monaci;

20 gennaio 1669 - diviene vacante l'Arcidiaconato sotto il titolo di S. Ansano, II dignità del Capitolo della Cattedrale di Pienza, per morte dell'ultimo rettore Romano Salvi (questi, tra l'altro, lascia suo erede proprio il Carnesecchi);

25 febbraio 1669 - il Capitolo - cui spettava la nomina dell'Arcidiacono (si veda G. Chironi, L'Archivio Diocesano di Pienza, p. 361) - nomina Antonio Carnesecchi nuovo Arcidiacono;

26 febbraio 1669 - il Carnesecchi accetta la nomina e ringrazia il Capitolo;

6 marzo 1669 - mons. Girolamo Borghesi, vescovo di Pienza, emana la bolla di nomina di Antonio Carnesecchi ad Arcidiacono;

17 aprile 1669 - Carnesecchi prende possesso dell'Arcidiaconato;

15 gennaio 1698 - egli viene eletto vicario capitolare, essendo vacante la cattedra vescovile pientina per morte di mons. Girolamo Borghesi (rimarrà tale fino al 19 ottobre 1698, data della presa di possesso della diocesi da parte del nuovo presule mons. Antonio Forteguerri);

15 luglio 1707 - redige testamento;

27 luglio 1707 - Antonio Carnesecchi muore in Pienza.

Purtroppo , dice il dr Giovanni Mignoni , non sono riuscito a trovare alcuni dati, mancano ad esempio il Suddiaconato, il Diaconato e il Presbiterato (forse perché il Carnesecchi si era spostato per motivi di studio in altra città e lì aveva completato il suo 'percorso ecclesiastico').

 

dottor Giovanni Mignoni --gennaio 2014

 

In base a questa scheda e' probabile che Antonio sia figlio del notaio Girolamo di Castiglion d'Orcia

 

 

  

 Ritratto dell’arcidiacono Antonio Carnesecchi, olio su tela, sec. XVIII

Duomo di Pienza, Siena

Per la cortesia della dottoressa Elena Trapassi

 

 

Ricevo dal signor Roberto Andrei della Fabbriceria della Chiesa Cattedrale di Pienza

 

………………Il 5 febbraio 1669 il Capitolo dei canonici lo nomina arcidiacono e dal 1674 al 1705 viene chiamato ad amministrare l'Opera del Duomo di Pienza con la qualifica di "operarius " .Muore il 27 luglio 1707 lasciando l'eredita' alla venerabile Opera del Duomo con un legato sotto il titolo di S. Ansano martire senese (cio' farebbe supporre la sua origine senese )

 

 

 

 

 

 

 Duomo di Pienza

 

 

 

 

Ricevo dalla dottoressa Elena Trapassi

Sono riuscita ad ottenere l'immagine del dipinto in digitale, purtroppo fotografando la foto originale in b/n, e le ho inviato anche due particolari

(la stampa è stata fatta quando il restauro pittorico non era ancora concluso, si nota soprattutto in corrispondenza dei colori scuri).

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ritratto dell’arcidiacono Antonio Carnesecchi, ( olio su tela, sec. XVIII ) conservato nel Duomo di Pienza e' stato restaurato nel 2001 dalla dottoressa Elena Trapassi per incarico della Fabbriceria del Duomo

 

 

 

Elena Trapassi

Restauro di dipinti su tela, tavole e sculture lignee

Via San Niccolò 93r, 50125 Firenze

3336542812-0552023866 fax0552480696

tr.elena@libero.it

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Stato di conservazione prima del restauro

 

Il dipinto si presentava in pessimo stato di conservazione. La tela di supporto appariva fragile, il tessuto pittorico aveva una scarsa adesione alla tela e le "crettature" erano molto estese, sporgenti, soprattutto di andamento orizzontale, provocate dalle contrazioni della tela e dal suo progressivo cedimento; inoltre era notevolmente visibile il segno impresso dal telaio lungo i lati del dipinto.

La vernice si mostrava alterata, di colore giallo scuro, e sotto si potevano notare piccole scaglie di colla animale. Le zone del dipinto di colore scuro, il fondo, il manto e il copricapo, erano caratterizzate da vistosi imbianchimenti della vernice.

Piccole ma diffuse cadute di colore e preparazione erano presenti in corrispondenza dei toni scuri.

Il tessuto cromatico appariva in generale molto arido.

Osservando il dipinto alla lampada di Wood si evidenziava una stesura disomogenea della vernice e la presenza sottostante di colla animale.

Il telaio, fisso, era anch’esso in cattivo stato di conservazione.

 

 

Intervento di restauro

 

  1. Smontaggio del dipinto dalla cornice e rimozione della polvere.
  2. Rimozione della vernice alterata e delle tracce di colla.
  3. Smontaggio del dipinto dal telaio e posizionamento su supporto provvisorio.
  4. Consolidamento del dipinto e appianamento delle "crettature" e di altre deformazioni.
  5. "Tensionamento" del dipinto su un nuovo telaio.
  6. Stuccatura delle mancanze e parziale ritocco pittorico
  7. Verniciatura
  8. Restauro pittorico finale

 

 

Il restauro è stato ultimato a ottobre del 2001

 

 

 

 

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