CARICHE POLITICHE : UFFICI INTRINSECI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gonfalonieri di Giustizia e Priori delle Arti nel periodo 1282 1532 ……: Elenchi dei Gonfalonieri di Giustizia e dei Priori delle Arti

Gonfalonieri di Compagnia e Buonuomini  ………………………………….: Elenchi dei Gonfalonieri di compagnia e dei Buonuomini

Senatori del Ducato e del Granducato di Toscana  ………………………. : Elenchi dei Senatori del Ducato poi Granducato di Toscana

 

Consoli delle Arti nel periodo 1282 1532………………………………….Elenchi dei Carnesecchi Consoli delle Arti 

Otto di Guardia e di Balia  ……………………………………………: Otto di Guardia e di Balia tra i Carnesecchi ( contributo dr Paolo Piccardi )

Buonuomini delle Stinche ……………………………Carnesecchi che hanno svolto la carica di "Buonuomini delle Stinche" ( contributo dr Paolo Piccardi )

 

 

 

Un priorista cinquecentesco pubblicato dalla Orsini De Marzo ……………………………I Carnesecchi in un priorista a famiglie cinquecentesco

 

 

Bibliografia

Viti Paolo e Zaccaria Raffaella Maria

Archivio delle tratte

 

Raveggi Sergio

http://193.205.4.30/fileadmin/uploads/risorse/medievale/fonti_strumenti/raveggi_priori.doc

Il professor Raveggi elenca Priori e Gonfalonieri dalle origini fino al 1343

Vengono identificate le famiglie

 

Barbadoro Bernardino Consigli della Repubblica fiorentina (1301-1315)

In appendice : Priori e Gonfalonieri dal 15 febbraio 1301 al 15 febbraio 1315

Dei Priori e dei Gonfalonieri vengono identificate le famiglie come da "Priorista" Mariani

 

Marchionne di Coppo Stefani

Cronaca Fiorentina

Firenze Libri : memorie italiane studi e testi collana diretta da Giovanni Cherubini ,Giuliano Pinto, Andrea Zorzi

Priori e Gonfalonieri dalle origini all’aprile 1386

+

La cronaca fiorentina compare anche nelle "Delizie degli eruditi toscani"

http://www.carnesecchi.eu/libri.htm

 

 

 

Diario di anonimo fiorentino (1382-1401 )

Alle bocche della Piazza a cura di Anthony Molho e Franek Sznura Leo Olschki editore

 

 

Pagolo di Matteo Petriboni

Matteo di Borgo Rinaldi

Priorista ( 1407-1459 )

Gabriella Battista e Jacqueline Gutwirth

Istituto nazionale di studi sul rinascimento

 

 

 

Edited by David Herlihy, R. Burr Litchfield, Anthony Molho and Roberto Barducci

FLORENTINE RENAISSANCE RESOURCES: Online Tratte of Office Holders 1282-1532

http://www.stg.brown.edu/projects/tratte/

 

 

 

 

 

storiaaristocraziafiorentina

 

 

Ruolo politico dei Carnesecchi di Firenze : uffici estrinseci

 

 

COSTANTINOPOLI

 

 

Antonio Carnesecchi anno 1500 Emino della Nazione fiorentina a Costantinopoli

Andrea di Paolo di Simone 1501-1504 Emino della Nazione fiorentina a Costantinopoli

 

A questa informazione su Antonio emino nel 1500 non ho trovato conferma altrove

 

 

Cortesia di Francesco Bini--palazzo vicariale di Certaldo

 

Il motto nel cartiglio : Dio resiste ai superbi....( Guido Buldrini )

 

 

 

 

 

" Dominio e patronato: Lorenzo dei Medici e la Toscana nel Quattrocento" di PATRIZIA SALVADORI 

 

La giustizia, era una figura consueta nella vita politica delle citta’ e dei centri maggiori della Toscana , anche prima della dominazione fiorentina . Ma mentre nel periodo precedente il Podesta’ veniva scelto direttamente dalle Magistrature locali , che attingevano a un nucleo di professionisti itineranti , provenienti anche da altri Stati italiani, con la dominazione di Firenze questi ufficiali vennero definitivamente sostituiti da cittadini fiorentini , sprovvisti per lo piu’ di un adeguata preparazione giuridica e appartenenti in buona misura al ristretto nucleo di famiglie che componevano il ceto dirigente urbano (6)

La figura del Rettore si trovava pertanto a operare in quel dualismo di poteri che caratterizzava le formazioni territoriali del Quattrocento, poiche’ l’ufficiale estrinseco doveva da un lato rappresentare il potere centrale nelle zone del dominio , e dall’altro tutelare , secondo l’antica tradizione comunale, gli interessi delle citta’ e dei paesi nei quali ricopriva l’incarico per un breve lasso di tempo.(7)

 

(4) I Salari potevano variare da una somma di 4000 lire al semestre per le cariche di Capitano e Podesta di Pisa ( che avevano al seguito una quarantina di persone ) fino alla somma di 250 lire per le podesterie piu’ piccole; l’importo del salario era stabilito dalla Dominante. ANDREA ZORZI Giusdicenti e operatori pg 520

(6) Sebbene a cavallo tra il XIV e il XV secolo si assista ad un ampliamento del numero complessivo delle famiglie ammesse a tali uffici , di fatto queste cariche soprattutto quelle piu’ importanti , erano concentrate in un ristretto numero di casati . Circa venti famiglie ricoprirono in modo stabile un nutrito numero di incarichi e solo quattro di esse (Rucellai , Carnesecchi , Corsini , Corbinelli ) fecero parte in modo continuativo del vertice. ANDREA ZORZI Giusdicenti e operatori pg 531

 

 

"La trasformazione di un quadro politico. Ricerca su politica e giustizia…." di ANDREA ZORZI

Ne’ contribuirono a migliorare il livello medio di qualita’ dell’esercizio delle giurisdicenze la marginalizzazione delle quote di uffici spettanti agli artigiani e ai membri delle corporazioni minori che nel giro di pochi decenni tra XIV e XV secolo furono ridotte da 1/3 del totale degli uffici estrinseci a Ό delle sole podesterie minori , in conseguenza della concentrazione del potere , nella seconda meta’ del quattrocento , per esempio su circa 250 gruppi familiari ammessi agli uffici ,il 20% occupo’ mediamente il 46% del totale degli incarichi, con un vertice del 5% di famiglie ( tra le quali sempre presenti Rucellai , Carnesecchi , Corsini , Corbinelli ) che da solo ne copri in media il 18%………………

 

 

Vicari e Podesta'   : Vicari e Podesta'

Vicari e Podesta'   : Vicari e podesta'

Vicari e Podesta   : Vicari e Podesta'

Capitani di Giustizia di Castrocaro    Capitani di Giustizia di Castrocaro : elenco dal 1403 al 1500 : Contributo del dr Cristiano Verna

Podesta di Fiesole    Carnesecchi Podesta' a Fiesole ..……………….Contributo di Roberto Segnini

Vicari e Podesta'    Podesta' e Vicari

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di Lari : Elenchi

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di San Miniato al Tedesco : Elenchi

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di San Miniato al Tedesco : Elenchi a pg 219-220

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di Poppi : Elenchi

Vicari e Podesta'  I Vicari/Podesta di Pescia : Elenchi

Governatori e Capitani  Livorno : Elenchi ………………………….per la cortesia della dottoressa Serafina Bueti e del personale ASLi

Vicari e Podesta'  I Vicari del Valdarno superiore : Elenchi ………………………………..contributo del conte Massimo Cavalloni

Vicari e Podesta'  Carnesecchi Vicari del Valdarno superiore : Elenchi…………………..contributo del conte Massimo Cavalloni

 

Vicari e Podesta'  Carnesecchi ufficiali nella Valdichiana: …………………..contributo del dr Angelo Gravano - Bardelli

 

missive degli Otto di Pratica ...............Carnesecchi nominati nelle missive degli Otto di Pratica

un affresco nel palazzo dei Vicari di Scarperia ...............tratto dal sito www.piccoligrandimusei.it/VicariOpere.phtml

Vicari di Vicopisano ...............Carnesecchi vicari a Vicopisano

Vicari e Podesta'   : Carmignano

Vicari e Podesta'   : Barga

 

 

Annali e Memorie dell' Antica, e Nobile Città di S. Sepolcro Intorno alla ...

Di Pietro Farulli

http://books.google.it/books?id=dAZAAAAAcAAJ&pg=PT2&dq=carnefecchi+sepolcro&hl=it&ei=V37BTurQDcP2sgaS4di-Aw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=4&sqi=2&ved=0CEIQ6AEwAw#v=onepage&q&f=false

 

Le vite d'uomini illustri fiorentini

Di Filippo Villani,Giammaria Mazzuchelli (conte),Alessandro Goracci

http://books.google.it/books?id=t9TQAAAAMAAJ&pg=PA260&dq=carnesecchi+gasparo&hl=it&ei=JX_BTpmDDo6xhAeG28SeBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&sqi=2&ved=0CDAQ6AEwAA#v=onepage&q=carnesecchi%20gasparo&f=false

 

 

Gonfalonieri di San Sepolcro …………………………………………………… … Gonfalonieri di San Sepolcro ( Arezzo )

Carnesecchi Gonfalonieri a San sepolcro …………Francesco di Gasparo Carnesecchi Gonfaloniere di San Sepolcro (probabilmente Caneschi)

 

 

 

xxxx

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Castello di Poppi

 

 

particolare Castello di Poppi : Giovanni di Luca Carnesecchi

 

 

Da Wikipedia per Francesco Bini : stemma dei Carnesecchi sul palazzo del Podesta' a Galluzzo (Opera del Della Robbia)

 

 

 

Ostina --antica fattoria di Ostina

 

 

 

Stemma a Colle val d'Elsa di Paolo di Berto di Zanobi ( attenzione non Paolo di Berto di Grazino )

particolare _ dalla foto di Francesco Bini.

 

 

 

 

wikipedia: palazzo del vicario a Pescia : stemma all'esterno-----by Francesco Bini

 

per la foggia antica pare essere lo stemma di Zanobi di Berto di Grazino Carnesecchi

 

infatti a Pescia :

anno 1384 Podesta' Zanobi di Berto di Grazino Carnesecchi

anno 1402 Vicario Zanobi di Berto di Grazino Carnesecchi

anno 1473 Vicario Piero di Simone di Paolo Carnesecchi

anno 1509 Vicario Bernardo di Francesco di Berto Carnesecchi

anno 1520 Vicario Simone di Piero di Simone Carnesecchi

anno 1521 Vicario Bernardo di Andrea di Bernardo Carnesecchi

anno 1528 Vicario Bartolomeo di Piero di Simone Carnesecchi

anno 1613 Vicario annuale Pierfrancesco del sen Cristofano Carnesecchi

anno 1630 Vicario annuale Giovanbattista di Zanobi del sen Bartolomeo Carnesecchi

 

 

 

In Toscana si trovano ancora decine di stemmi Carnesecchi , vicari ,podesta .capitani ed anche di sepolture nelle chiese o ornamento di palazzi

Ne ho raccolto una buona parte in questa pagina

 

Targhe , lapidi , stemmi   ………………… .Targhe , lapidi , stemmi in Toscana

 

 

Targhe , lapidi , stemmi   ………………… una questione interessante : stemmi matrimoniali

 

 

 

Da notare che lo stemma dei Carnesecchi fiorentini viene spesso dall'artista che scolpisce o dall'artista che affresca o dipinge o graficizza rappresentato come un troncato

In realta' come mostra la sepoltura di Pero di Durante Ricoveri e quella successiva di Luca di ser Filippo Carnesecchi in origine era un scudo azzurro con in punta un rocco d'oro e bandato con quattro bande ( poi divenute tre ) d'oro anch'esse

 

 

Lapide di Santa Maria Novella ….La lapide di Pero di Durante di Ricovero in Santa Maria Novella : Quasi un albero genealogico

 

 

 

DEGNA DI NOTA E' QUESTA CONCESSIONE ARALDICA DEL COMUNE DI SAN MINIATO AL TEDESCO

 

 

Notar quindi si vuole, come il Comune di Samminiato l' anno 1491 concedè a Matteo di Manetto Carnesecchi, e suoi figliuoli, e discendenti di poter portare 1' Arme stessa della Leonessa per in riguardo dei buoni portamenti fatti da esso Matteo stato Vicario sei mesi di detta Terra e dei meriti di Zanobi Carnesecchi stato Vicario ivi 1' anno 1410. e di quelli ancora di Manetto padre di esso Matteo statone Vicario 1' anno 1440.

 

by Domenico Maria Manni

Matteo , Manetto suo padre, Zanobi di Berto di Grazino suo nonno

 

Albero genealogico   ………Discendenza di Manetto di Zanobi di Berto Grazini

 

 

http://books.google.it/books?id=QI5YAAAAMAAJ&pg=RA1-PA103&dq=matteo+manetto+carnesecchi&hl=it&sa=X&ei=mQIHVI7MI87b7Aa1t4HADA&ved=0CCQQ6AEwAA#v=onepage&q=matteo%20manetto%20carnesecchi&f=false

 

Domenico Maria Manni, Osservazioni Istoriche sopra i sigilli antichi de' secoli bassi, Vol. XIV, Firenze, 1743, Sigillo n. IX, pp. 95-103.

 

 

Il Sigillo dei Signori Dodici del Comune di San Miniato

 

OSSERVAZIONI ISTORICHE SOPRA IL SIGILLO IX.

"Dal Sig. Abate Gio. Paolo Ombrosi, giovane di ottima aspettazione, sono stato favorito d'alcune reflessioni d'Amico suo sopra il Sigillo de' Dodici del Popolo della nobile Terra, ed ora Città, di S. Miniato, alle quali alcun'altra cosa di mio mi è paruto di dovere aggiungnere, come in appresso; il tutto per dar luce, e chiarezza al Sigillo stesso.

L'antica Repubblica di Samminiato faceva per Arme come fa anco di presente una Leonessa con stocco (un tipo di spada a lama lunga e sottile, adatta ai colpi di punta, n.d.r.), come si vede appunto nell'impresso sigillo.

In un altro Sigillo posseduto dal Sig. Canonico Innocenzio Buonamici di Prato la Leonessa sembra essere senza lo stocco, bensì coronata, avente attorno le parole SIGILLUM · IMPERIALIS · CASTRI SANCTI · MINIATIS.

Ciò premesso, chiaramente si vede, ch'esso non era Sigillo particolare d'alcun Magistrato, ma proprio del Comune, il qual era governato a vicenda, e secondo l'estrazioni, da dodici Persone, chiamati i dodici Difensori del Popolo, e dipoi vi aggiunsero CAPITAN PARTIS GUELFE.

Il governo di quella allora Repubblica fu or di Parte Guelfa, ed or di Ghibellina, secondo che l'una prevaleva all'altra, o che cos' richiedevano i reflessi politici: Comecchè Samminiato era residenza de' Vicari Imperiali, che vi aprirono il lor Tribunale fino al tempo d'Ottone I, come attestano i Bonincontri, Malespini, Boninsegni, Villani, Ammirati ec. E de fatto per esser così benemerito dell'Imperio, a principio inclinò il governo a Parte Ghibellina.

Del 1202. lo dice chiaramento il Bonincontri nel Lib. 4 de' suoi Annali.

Del 1240. attesta Giovanni Villani, che Federigo II. molti prigioni Guelfi mandò a Samminiato.

Cosa simile riferisce nel suo Viaggio il chiarissimo Sig. Giovanni Lami sotto l'anno 1249 di alcuni Fiorentini Guelfi da Federigo messi in progione in S. Miniato, ove i più morirono di miseria; e ciò coll'autorità degli Annali del Bonincontri.

E nel 1281 il medesimo Villani, poiché riceverono il Vicario Imperiale, che venne in Toscana in favore de' Ghibellini.

Nel 1320 i Samminiatesi erano uniti con Castruccio contro i Fiorentini; eccoli Ghibellini. Nel 1324 in lega co' Fiorentini contro Castruccio; ed eccoli Guelfi.

Contro la volontà dei Fiorentini si dettero all'Imperator Carlo IV da cui riceverono cortesie straordinarie, come racconta Matteo Villani nel Libro 4 Cap. 63 ed accettarono il Vicario Imperiale, che iusdicebat in tutta la Toscana, ed a lui, ed alla sua Curia si devolvevano le Cause d'appello anco criminali, come si riconosce dal fatto riferito dal medesimo Matteo Villani al Libro 5 Cap. 26 che quei tre Cittadini di Firenze, accusati di offesa maestà, benchè di essi noino sospetto cadesse nel petto dell'Imperatore, nondimeno convenne, che si appresentassero in giudicio a Samminiato, ove furono dichiarati non colpevoli.

In altri tempi non mi pare, che il Governo di Samminiato fosse Ghibellino, con tutto che questo paese fosse per antico la Residenza degli Imperatori, e de' loro Vicari nel luogo sopraccitato: vedo bene, che in molte congiunture favorì i Guelfi, e prima.

Nel 1251 i Fiorentini convennero co' Lucchesi, che si sarebbero adoprati di tirar dalla loro i Samminiatesi, così l'Ammirato il giovane: tal promessa mi fa credere, che i Samminiatesi o fussero, od inclinassero a Parte Guelfa, perché se fossero stati pretti Ghibellini, a tanto non si sarebbe avanzato il Comune di Firenze.

Nel 1260 è chiaro, che di quivi li mandò le genti all'Arbia, e fu di gran giovamento ai fuggitivi.

Nel 1276 nella pace conclusa alla Fossa Arnonica i Samminiatesi erano collegati co' Fiorentini, che si governavano a Parte Guelfa; così l'Ammirato il giovane.

Nel 1289 i Samminiatesi spedirono soccorso contro i Ghibellini d'Arezzo, dove il franco ed esperto valore d'un Cavaliere Samminiatese fu causa della vittoria di Campaldino: così raccontano le Croniche di Dino Compagni.

Nel 1297 racconta il sopraccitato Scipione, che nell'esercito spedito in favor del papa non solo vi erano le milizie di quivi, ma di più era Capitan Generale di tutto l'esercito Bertoldo Malpigli da Samminiato.

Nel 1301 il medesimo Scipione afferma che si confermò la taglia de' Guelfi in Toscana, alla quale comandava come Generale Barone de' Mangiadori da Samminiato.

Nel 1308 nelle Croniche del nostro Ser Giovanni di Lelmo si narra, che i Fiorentini, Sanesi, Samminiatesi, Lucchesi, ed altri Gulefi andarono coll'esercito contro gli Aretini.

Nel 1313 nelle suddette Croniche si fa menzione che, perché i Pisani ruppero guerra a' Samminiatesi, furono confinat nelle loro Ville molti Samminiatesi di Parte Ghibellina.

Nel 1318 nelle dette Croniche si narra che nella pace fatta in Napoli colla mediazione del Re Ruberto, i Samminiatesi come Guelfi ec.

Nel 1325 dopo la rotta d'Altopascio dice il Villani Libro 9 Cap. 303 che da nullo Guelfo ebbono subito aiuto, se non da Samminiato.

Nel 1343 raccontano l'Ammirato, ed il Boninsegni, che vedendosi alle strette i Fiorentini al tempo della cacciata del Duca d'Atene, chiesero aiuto ai Samminiatesi, i quali in meno di ventiquattro ore sperirono loro duemila uomini in soccorso, che molto ricreò, ed incoraggì lo sbigottito popolo di quella Città, la quale governandosi a Parte Guelfa, è credibile, che ricorresse agli amici, che se in Samminiato fosse stato governo Ghibellino, certamente non gli si sarebbe spedito così valido soccorso.

Nel 1347 mi do a credere, che in questo tempo visi vivesse a Parte Guelfa, per la lega fatta tra i Fiorentini, e' Samminiatesi, nella quale fra l'altre convenzioni si legge, che i Grandi di Samminiato fossero Grandi di Firenze, ed i Grandi di Firenze fossero Grandi di Samminiato. Vi è lo strumento riferito anco dall'Ammirato, e da altri. Ed in questo anno, io poco dopo vado pensando, che fatto il Sigillo, di che si discorre, perché quei Gigli pare, che denotino la stretta unione, che si fece in quest'anno tra i due Comuni, e poteasi dare che anco in Firenze si facesse un Sigillo coll'Arme propria del Comune di Firenze, con accanto, o sopra la Leonessa di Samminiato (lo che per altro non si crede) per denotare, che si viveva fra loro in concordia, ed aleanza.

Mè qui disdice l'aggiungere per maggiore schiarimento del Sigillo, come si trovano alcuni Ricordi MSS, circa gli affari di Samminiato, che nominano opportunamente i Dodici del Sigillo stesso; l'uno sotto l'anno 1309 ed è che: Piglio di Mess. Ridolfo Ciccioni feì nel viso Ser Fredi di Ser Ruggieri Bertacci della Contrada di Pancoli con un coltellaccio il dì primo di Maggio, il quale Ser Fredi usciva detto dì de0 Signori Dodici del Popolo di S. Miniato, e tutti i giurati per tal cosa con il Gonfalone incontanente consero alla Casa di detto Piglio, e quella per la parte li toccava spianarono fino a' fondamenti, essendo Capitano del Popolo Mess. Leuccio de' Guazzalotri da Prato, il quale dipoi condannò detto Piglio per detta ferita, e maleficio commesso in l. 1500 i suoi beni applicando alla Camera del Comune la metà, ed all'offeso il resto.

L'altro: i Ciccioni, e Mangiadori, e gli altri Nobili di S. Miniato adì 14 agosto 1309 roppero il Popolo di detta Terra, ed arsero tutti i Libri, e Statuti del Comune, e cacciarono li Signori Dodici del Palazzo, e così il Capitano del Popolo, e questo fecero perché s'era fatto uno Statuto, che i Nobili fossero tenuti sodare dinanzi al Capitano di lire 1000 di non offendere nessuno popolare, la qual cosa i Nobuli recusando, furono forzati combattere insieme. Vincendo i Nobili, come s'è detto di sopra molte Case de' Populari abbruciarono, e guastarono, e specialmente quelle di Bindo Vannucci, di Ser Matteo di Ser Arrigo Malederrate, e di Ser Giunta da Brusciana, e molte altre messe a scacco. E dopo questo il giorno seguente ad ora di Vespro detti Ciccioni, e Mangiadori con altro Nobili fecero consiglio per riformare la Terra, e dettero autorità, e potestà, e balia a Mess. Betto Tagliameli da Lucca in quel tempo Podestà di S. Miniato; e Mess. Barone de0 Mangiadori, e Mess. Tedaldo de' Ciccioni furono eletti Capitani, e Riformatori a riformar la Terra; i quali abitavano, e facevano residenza nel Palazzo nuovo del Popolo, dove elessero li Signori Dodici; dipoi con detti Signori s'elesse il Consiglio del Popolo, e della Guardia, e così d'accordo fu riformata la Terra, ed il Podestà per vigor dell'arbitro datoli fortemente puniva con aspezza, e specialmente Cinello di Bardo Bonfigli della Contrada di Pancoli, il quale avea morto Vanni di Ser Piero il Giovedì a' 22 d'Agosto, e volendolo ricomprare gli amici suoi lir. 1500 non ottenne la grazia, ma il dì seguente gli fu mozza la testa. Molte cose di Samminiato sono riferite dal soprallodarto Sig. Dottor Giovanni Lami nel suo Viaggio.

Ma per dire qualche cosa della Divisa di tal Luogo, ella, come è stato accennato di sopra, si è una Leonessa bianca in campo rosso avente uno stocco nella branca destra, sebbene poco nel Sigillo si conosce. In altro Sigillo parimente antico della Terra, oggi Città medesima, si legge attorno: SANTUS · MINIATUS · FUGURAM · DAT · LEONINAM.

Notar quindi si vuole, come il Comune di Samminiato l'anno 1491 concedè a Matteo di Manetto Carnesecchi, e suoi figliuoli, e discendenti di poter portare l'Arme stessa della Leonessa, in riguardo de' buoni portamenti fatti da esso Matteo stato Vicario ivi l'anno 1410 e di quelli ancora di Maneto padre di esso Matteo statone Vicario l'anno 1440. Ciò, che in varj luoghi in altri tempi a diverse Famiglie è stato fatto, full'esempio di quel che ha praticato talvolta il Comune di Firenze verso gli Ufficiali loro forestieri, che hanno fra noi amministrato la giustizia."

 

 

è una Leonessa bianca in campo rosso avente uno tocco nella branca destra , sebbene poco nel Sigillo si conosce. In altro Sigillo parimente antico della Terra, oggi Città medesima, si legge attorno: SANTTVS- MINIATVS FIGVRAM DAT LEONINAM.

 

San Miniato (Leonessa d'argento in campo rosso),

 

 

 

cortesia di Stefano Mari : San Miniato

 

 

da Wikipedia : odierno stemma del comune di San Miniato al Tedesco

 

 

 

 

Castello di Poppi---Salone

Cortesia generale Massimo Iacopi http://www.iacopi.it/

 

 

 

 

 

 

ANCORA DEGNA DI NOTA E' LA CONCESSIONE FATTA DA LEONE X

A BERNARDO CARNESECCHI DI ANDREA DI BERNARDO DI CRISTOFANO E ALLA SUA DISCENDENZA

 

Titolo di conte palatino

Concessione araldica del capo di Leone X sullo stemma

 

 

 

ASFi : Raccolta Ceramelli Papiani :stemma di Bernardo di Andrea di Bernardo Carnesecchi , sormontato dal capo di Papa Leone X

 

Bernardo di Andrea di Bernardo di Cristofano Carnesecchi era un acceso partigiano mediceo e sara' successivamente senatore sotto Cosimo I

Priore al momento della visita di Leone X sara onorato insieme con tutti gli altri membri della signoria col titolo di Conte palatino e con la concessione di poter apporre al proprio stemma il capo di Leone X cosi come da immagine

 

Il Monaldi sbaglia il nome e anziche' come Bernardo lo cita come Benedetto e molti poi ne seguono l'errore

Altri sbagliano vedendone il padre in Andrea di Paolo di Simone anziche' , come e' vero , in Andrea di Bernardo

Quell'Andrea di Bernardo celebre anche per la partecipazione ai tornei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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