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SI BATTERONO CON QUALUNQUE MEZZO PER LA GIUSTIZIA SOCIALE CONSAPEVOLI DI NON AVER LA GRATITUDINE DI COLORO PER CUI SI BATTEVANO .

 

 

Dante Carnesecchi  ………………………La Spezia storia di rivoluzione e di morte negli anni 1919 -1921 

 

 

" Cani che leccate la mano di chi vi batte! Ed è per voi, proprio per voi che io dovrei insorgere? (...) Carogne imputridite nella rassegnazione (...) Neanche una sigaretta per voi (...).

Io non voglio unirmi alla corte dei cortigiani del proletariato, che essi scusano, incensano, ornano di lauri.

Lamentatevi della guerra, mentre siete voi i suoi autori e i continuatori perché la supportate (...). "

 

Bruno Filippi - postumo 1920 - da TUTTO X NIENTE di Mario Frisetti

 

 

 

 

 

 

Tra quella nidiata d'aquilotti libertari che dai colli arcolani , dominanti a mezzogiorno la conca azzurra del golfo di Spezia e a tramontana la vallata del Magra , spiccavano il volo verso tanti quotidiani ardimenti , si distingueva sopratutti Dante Carnesecchi...........

 

Dante Carnesecchi

Vezzano Ligure 12 marzo 1892 -- La Spezia 27 marzo 1921

 

 

RIVOLUZIONARIO ED ANARCHICO INDIVIDUALISTA

Dall'Italia all'America, dall'America all'Italia

Di rivolta in rivolta

Una giovinezza creata per l'azione e nell'azione interamente spesa

Sino ad una inevitabile sanguinosa e tragica morte il giorno di Pasqua del 1921

 

 

 

 

 

Un rivoluzionario spezzino

 

Non e' il caso di tirare in ballo Che Guevara , comunque la vita dimenticata del ribelle Dante Carnesecchi e' una vita rocambolesca ,……………...una vita alla Steve McQueen....una vita avvincente come un film

 

 

 

 

Nel presentare il libro sulla vita di Dante ( tratto da questa ricerca ) l'assessore alla cultura del Comune di Arcola ( la d.ressa Emiliana Orlandi ) ha citato questa poesia di Bertolt Brecht

Poesia che sembra perfettamente attagliarsi alla parabola dell'esistenza di Dante e che descrive lo spirito con cui noi "nati dopo" dovremmo accostarci a quella sua vita e a quei suoi tempi

 

A quelli nati dopo di noi

Bertolt Brecht

 

 

…………….

Mi dicono: mangia e bevi! Accontentati perché hai!
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.


Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.

Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!


Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.


Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.

Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
Con indulgenza.

 

 

 

 

 

Ah, noi,che volevamo preparare il terreno per la gentilezza , noi non potevamo essere gentili.

 

 

Dante Carnesecchi  ………………………La Spezia storia di rivoluzione e di morte negli anni 1919 -1921 

 

Tra le vicende ritrovate e che qui troverete richiamo l'attenzione in modo particolare su questa vita , non perche' sia la piu' importante ma perche' e' la piu' dimenticata. Dante e' sicuramente protagonista di vicende che meriterebbero uno studio piu' approfondito . La sua vita presenta ancora molti angoli bui

Dante Carnesecchi e' il protagonista dell'assalto alla polveriera di Vallegrande a la Spezia nel 1920 ; episodio che avrebbe potuto , stante la connivenza delle truppe di mare , costituire l'innesco di un moto rivoluzionario di ben piu' ampie proporzioni

Il destino di Dante si compie in 29 anni dall'Italia all'America , dall'America all'Italia , di rivolta in rivolta , fino ad una morte inevitabile che ha il colore della tragedia : viene trucidato il giorno di Pasqua del 1921 quasi a significare che non poteva esserci perdono in quei giorni

 

 

Nel maggio 1913 Dante sbarca a New York e dichiara di essere diretto a Pueblo nel Colorado

 

 

Nelle miniere intorno a Pueblo tra il 1913 e il 1915 scoppiarono grandissime rivolte con scontri a fuoco, uno dei piu' importanti scontri sociali statunitensi

E' possibile che Dante vi partecipasse

Nel novembre del 1915 Dante ritorna in Italia portando con se una chitarra ed un fucile automatico..............

 

 

"Dante Carnesecchi è una delle più belle figure dell'individualismo anarchico. Alto, vigoroso, pallido e bruno. Occhi taglienti e penetranti di ribelle e di dominatore. Ha l'agilità di un acrobata ed è dotato di una forza erculea. Ha ventotto anni. E' un solitario ed ha pochissimi amici. L'indipendenza è il suo carattere. La volontà è la sua anima. Nelle conversazioni è un vulcano impetuoso di critica corrodente. E' sarcastico, ironico, sprezzante ……Sembra un paradossale ed e' un logico . Le sue verita' bruciano . La sua anima misteriosa e complicata e' un mare sempre agitato da furiose tempeste dello spirito . Non ha mai scritto nulla ma ha pensato molto ……..E il suo pensiero non si aggira nel piccolo cerchio vizioso dei luoghi comuni . Va oltre …..Le figure come la sua sono rarissime ............Renzo Novatore

 

Tra quella nidiata d'aquilotti libertari che dai colli arcolani , dominanti a mezzogiorno la conca azzurra del golfo di Spezia e a tramontana la vallata del Magra , spiccavano il volo verso tanti quotidiani ardimenti , si distingueva sopratutti Dante Carnesecchi. Alto, atletico , volto energico , parco di parole, rapido nel gesto , tagliente lo sguardo : una giovinezza creata per l'azione , e nell'azione interamente spesa.

Se il tipo assoluto d'Ibsen qualcuno puo' mai averlo realizzato , questi fu Dante Carnesecchi . Egli era realmente una di quelle eccezionali individualita' che bastano a se stesse.

Gran parte delle sue gesta rimarranno per sempre ignorate , poiche' , solo a compierle , ne' porto' il segreto alla tomba .

Non aveva amici , non ne ricercava : non affetti , mollezze , piaceri . In seno alla stessa famiglia viveva senza vincoli. Verso la madre , come verso le sorelle che lo adoravano , si comportava con la freddezza di un estraneo.

Egli , a cui pur non difettavano i mezzi , coricava sul duro letto senza materasso, onde evitare di provare dell'attaccamento agli agi di casa . Un individuo simile non era fatto per essere amato. E dell'amore non conobbe ne' le estasi sublimi , ne' le dedizioni mortificanti.

Strana natura !

Perfino verso noi , tra i piu' vicini , il suo animo insofferente elevava un' ultima barriera isolatrice , come a sottrarsi ed a proteggersi dalle possibilita' d'ogni intima comunione .

Certo , egli era il piu' odiato dai nemici nostri , il piu' temuto dagl'indifferenti , il piu' ammirato dai compagni e dagli spiriti liberi : ma era anche colui che non si lasciava amare , che non fu amato.

Nessuno poteva esercitare un qualsiasi ascendente su di lui. Refrattario ad ogni influenza esteriore , egli era all'altezza delle sue azioni , che mandava in piena consapevolezza ad effetto , fidando solo sulle sue forze.

Ogni progetto , riduceva alle proporzioni di un operazione aritmetica , accomunando ad un estrema audacia un'estrema prudenza , una piena sicurezza in se' , ed una risolutezza tacita quanto irreducibile.

Nello sport quotidiano allenava il corpo alla resistenza , all'agilita' , all'acrobazia , alla velocita', e il polso alla fermezza ; nella temperanza scrupolosa conservava la pienezza del suo vigore fisico e della sua lucidita' mentale; nella musica ricercava le intime sensazioni per ricrearsi liberamente lo spirito .

Percio' egli era boxeur , lottatore , ciclista , automobilista , corridore , acrobata , tiratore impareggiabile ; suonatore e compositore di un virtuosismo piuttosto arido e cerebrale ;

ottimo poliglotta …………………………………………………………………Tintino Persio Rasi

 

 

Qualunque sia il giudizio che ognuno di noi voglia darne , le vicende di Dante Carnesecchi hanno valenza storica e come tali vanno trattate

Dante e' un uomo che muore a 29 anni dopo aver speso l'intera breve vita nella causa in cui credeva

 

 

 

 

 

 

 

 

Fino ad oggi la memoria di Dante era affidata solo alla sintetica scheda del  "Dizionario biografico degli anarchici italiani ", Pisa, BFS ( Biblioteca Franco Serantini ) 2004,

  

 

 

CARNESECCHI, DANTE

( compare nel Volume primo alle pagine 326 e 327 : la voce e’ curata da (Fausto Bucci - R. Bugiani - M. Lenzerini )

 

Nativo di Arcola (SP ) , è personaggio di rilievo nel movimento anarchico spezzino: uomo audacissimo, il più temibile sovversivo di un gruppo, di cui fanno parte Abele Rìcieri Ferrari ("Renzo Novatore "), Tintino Persio Rasi ("Auro d'Arcola ") e Sante Pollastro. Accusato di aver partecipato all'assalto della Polveriera di Vallegrande il 4 giugno 1920, Carnesecchi viene tratto in arresto nel settembre successìvo, dopo l'occupazione delle fabbriche. Il giornale "Il Libertario" di La Spezia racconta che la stampa conservatrice sta facendo " un gran can can per l'arresto del terribile pregiudicato Carnesecchi, sul quale pendevano 4 mandati di cattura, che fu uno degli assalitori della Polveriera e che aveva la casa piena d'armi d'ogni genere. E se non ridi, di che rider suoli? Il Carnesecchi non è mai stato ricercato, tanto vero che tutti lo hanno veduto fino al giorno dei suo arresto passeggiare tranquillamente in città e dintorni e perfino in Pretura ed in Tribunale. E nientemeno aveva 4 mandati di cattura! O perché non lo hanno preso prima? Mistero ! "

il 7 ottobre 1920 il compagno di lotta Ferrari scrive: "Dante Carnesecchi è una delle più belle figure dell'individualismo anarchico. Alto, vigoroso, pallido e bruno. Occhi taglienti e penetranti di ribelle e di dominatore. Ha l'agilità di un acrobata ed è dotato di una forza erculea. Ha ventotto anni. E' un solitario ed ha pochissimi amici. L'indipendenza è il suo carattere. La volontà è la sua anima. Nelle conversazioni è un vulcano impetuoso di critica corrodente. E' sarcastico, ironico, sprezzante [ ... ] . E' un anarchico veramente individualista". Rimesso in libertà, dopo sei mesi di carcere preventivo, per mancanza di qualunque indizio, Carnesecchi è vittima di un agguato ordito da sette carabinieri, ben noti per aver provocato e arrestato altri sovversivi, e viene assassinato al Termo d'Arcola la sera del 27 marzo 1921, a pochi passi da casa sua.

"Si trattava" scriverà Tintino Rasi "di una caserma speciale, fuori classe, a cui erano stati chiamati, mediante concorso volontario, una dozzina di militi scelti tra i più brutali e i più sanginari dell'arma". Gli anarchici denunciano apertamente i militi e li accusano di avere "proditoriamente e selvaggiamente assassinato" il loro compagno di ideali: il 27 marzo i carabinieri del "Limone" racconta "Il Libertario" - sono sortiti dalla caserma come "cannibali ebbri ed armati", al comando di un "nefasto brigadiere", e si sono recati "al canto provocatore di " Bandiera rossa" ed altri inni sovversivi in ricerca della preda designata al Termo d'Arcola". Qui hanno schiamazzato, bevuto e costretto, con la violenza, la gente a rincasare, poi sono piombati su C., che usciva di casa con lo zio Azeglio e l'amico Franceschini portando con sé una chitarra, e hanno brutalmente colpito Azeglio con una frusta e sparato a Franceschini, senza ferirlo. Quanto a Carnesecchi , egli è stato schiaffeggiato dal brigadiere e investito dai militi con "una briaca, tempestosa sfuriata di nervate", prima di essere abbattuto da una fucilata alla schiena e colpito da numerose rivoltellate e pugnalate, mentre i carabinieri urlavano: "Vigliacco! Voglio spezzarti il cuore con una revolverata !"e il brigadiere ordinava: "Prendi il pugnale, spaccagli il cuore!". Il 29 marzo 1921 la mamma di Carnesecchi smentisce la versione dell'accaduto, diffusa da "Il Tirreno" e da altri giornali conservatorì, puntualizzando che il 27 marzo i carabinieri hanno íngìunto al figlio e ai suoi due compagni di fermarsi e di alzare le braccia: "Mio figlio e gli altri obbedirono chiedendo a quei sette [ ... ] chi fossero. Rispose il brigadiere qualificandosi e mio figlio declínò allora il suo nome. A questo punto il brigadiere, saputo che davanti aveva mìo figlio, gli vibrò uno schiaffo e tutti i carabinieri incominciarono a colpire con nerbate e pugnalate i tre disgraziati, i quali tentarono di salvarsi con la fuga. Mio figlio venne travolto e gettato a terra dove fu colpíto da vari colpi di rivoltella e dì fucile. [......] "E' pure falso che mio figlio fosse colpito da mandato di cattura".

Migliaia di lavoratorì partecìpano ai funerali di Carnesecchi, che rìescono "seri, imponenti, commoventi", nonostante gli espedientì della Questura locale, che ha censurato i manifesti degli anarchici e della Cd L sindacale. il carro funebre è coperto di corone, la bara avvolta da un labaro rosso, sul quale è scritto in nero: " Giù le armi". Sono presenti anarchici, comunisti, socialisti e operai iscritti alla Cd L sindacale e a quella confederale. Il saluto all'assassinato è portato da P. Binazzí, direttore de "Il Libertario" della Spezia, e da Ennìo Mattias, segretario della CdL sindacalista,

(F, Bucci- R. Bugiani - M. Lenzerini)

 

 

 

FONTI :

Arresti, "Libertario ", 30 set. 1920;

R. Novatore, (Abele Ricieri Ferrari). Dante Carnesecchi, ivì, 7 ottobre 1920;

R. Novatore, (Abele Ricieri Ferrari). Il compagno Dante Carnesecchi assassinato dai carabínierí del Limone, ìvi, 31marzo1921;

Spezia. L'assassinio del compagno Carnesecchi Dante, ivi;

Carnesecchi Lucia. Lettera della madre di Carnesecchi, ivi;

I funerali di Dante Carnesecchi, ivi, 7 apr. 192 l;

T.P, Rasi, I nostri caduti. Dante Carnesecchi, "AR", 11 maggio 1929.L'Adunata dei Refrattari (The Call of Refractaires),

 

B1BLIOGRAFIA :

Trentennío , p. 53; M. Novelli,

Cavalieri del nulla. Renzo Novatore, poeta, Sante Pollastro, bandito. Casalvelino Scalo 1998, pg 8 1-83.

 

 

 

 

 

 

 

ARCHIVIO FAMIGLIA BERNERI - AURELIO CHESSA

Storie di anarchici e anarchia

Biblioteca Panizzi- Reggio Emilia

L'archivio è aperto dal giovedì al sabato compreso, in via Tavolata 6, 42100 Reggio Emilia; tel. 0522 - 43 93 23, e-mail
mailto:fiamma.chessa@tin
mailto:archivioberneri@hotmail

iniziative
(ottobre 2004)

 

L'Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa di Reggio Emilia custodisce un ricco patrimonio documentario che abbraccia circa un secolo di storia: la storia ampia, ricca di fatti noti memorabili intessuta di episodi ignoti, o perduti nella memoria, dell'anarchismo italiano e internazionale. L'archivio nasce a Genova Nervi nel 1962 per opera di Aurelio Chessa che unì al suo materiale, raccolto nel periodo 1945-62, i libri e le carte di Giovanna e Camillo Berneri, che la figlia Giliana gli donò dopo la morte della madre Giovanna Caleffi. Benché il materiale donato fosse rilevante e importante, non coincide interamente con il fondo Berneri come comunemente si pensa.
Chessa si interessò molto e dette un aiuto fondamentale al lavoro che Giovanna Berneri svolse dopo il 1942, anno della sua deportazione dalla Francia all'Italia, per le Edizioni RL e per la Rivista "Volontà". Chessa si preoccupò anche di arricchire il fondo Berneri, intrattenendo una fitta corrispondenza con gli anarchici di tutto il mondo e soprattutto con quelli dell'"Adunata dei Refrattari" di New York che inviarono molte delle loro pubblicazioni.
Per alcuni anni l'Archivio consisteva in una disordinata e confusa raccolta di documenti, anche se facilmente consultabile. Fu indubbio merito di Aurelio Chessa decidere e provvedere al recupero e alla conservazione di questi documenti. In proposito è il caso di ricordare che, preso atto della consistenza e del notevole interesse storico-documentario che l'archivio presentava, l'amministrazione comunale di Pistoia nel 1982 lo acquisiva a titolo di deposito conservativo, come sezione specializzata della Biblioteca comunale, dotandolo di una sede pubblica e affidando l'incarico di riordinarlo a giovani laureati che avviarono un lavoro di sistemazione e di catalogazione protrattosi poi, con alcuni avvicendamenti di persone e varie interruzioni, fino a oggi. Si avviava allora un lavoro di recupero e di ordinamento archivistico che garantiva una più consona custodia delle carte e una loro eventuale utilizzazione per scopi di studio.

L'Archivio Famiglia Berneri, uno dei pochi archivi anarchici a non essere stato disperso, raccoglie e conserva volumi, periodici (collezioni e numeri unici), opuscoli sull'anarchismo e il movimento operaio.
Nell'Archivio sono conservate le carte di Camillo Berneri (lettere, prime stesure di saggi, fogli di appunti). Camillo Berneri (1897-1937), intellettuale, pubblicista, giovane socialista a Reggio Emilia, poi militante anarchico, si laureò con Salvemini, scrisse numerosi articoli per riviste di lotta e alcuni volumi. Fu assassinato a Barcellona nel 1937 da sicari comunisti nel corso della guerra civile spagnola.
Oltre al materiale già citato, l'Archivio conserva inoltre una raccolta preziosa di periodici tra cui "L'adunata dei refrattari", "Cronaca sovversiva", "Il Martello", "Umanità Nova", "Il Pensiero", ecc., che vanno a congiungersi con la parte corrente e contemporanea dell'archivio stesso che si compone di circa seimila volumi sul movimento anarchico e operaio italiano e internazionale e circa duemila testate. Nel fondo , che alcuni studiosi hanno già in parte utilizzato per ricerche e tesi di laurea, non mancano documenti originali che sta ovviamente ai ricercatori porre all'attenzione pubblica, valorizzandoli nella migliore maniera. Un esempio è in tal caso rappresentato dal Fondo Leda Rafanelli, pubblicista e scrittrice, una delle figure pi importanti del movimento anarchico italiano, recentemente acquisito in deposito conservativo, che contiene lettere, libri e giornalini che pubblicavano le fiabe da lei scritte.
Negli anni l'archivio si è arricchito di alcune raccolte documentarie di grande interesse, pervenute in tempi diversi per lasciti e donazioni, rese accessibili agli studiosi attraverso mezzi di corredo, inventari e cataloghi. I più ricchi e prestigiosi sono il Fondo Giuseppe Faravelli, noto esponente del socialismo riformista, il Fondo Pier Carlo Masini, storico del movimento operaio e anarchico, il Fondo Ugo Fedeli e il Fondo Virgilio Gozzoli, entrambi esponenti del movimento anarchico italiano.

Da molti anni è stato costituito, in seno all'Archivio, un fondo fotografico che accoglie immagini e ritratti dei pi noti militanti anarchici a cui si deve aggiungere un notevole fondo manifesti composto da migliaia di pezzi.

Data questa consistenza e peculiarità dei fondi, l'Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, si qualifica come fonte di notevole importanza per le ricerche sul fuoriuscitismo italiano e sulle correnti dell'antifascismo. Scopo principale dell'archivio, oltre a quello di raccogliere, ordinare, conservare e incrementare i fondi archivistici e bibliografici, è quello di mettere a disposizione, come è avvenuto e come sta avvenendo, tutto questo materiale ai fini della ricerca e della documentazione da parte di studenti e di studiosi. Va infine detto che la funzionalità e la disponibilità dell'Archivio è ora stata resa possibile dalla sollecitudine con cui il Comune di Reggio Emilia ha messo a disposizione locali, personale e mezzi finanziari e dalla diligente passione con cui Fiamma Chessa, dopo la morte del padre, cura questa iniziativa. L'attenzione e la partecipazione di intellettuali, ricercatori e militanti non potranno che premiare questo atto di sensibilità, di fiducia e anche di coraggio.

Dott. Furio Biagini

Nel 1998 la Biblioteca Panizzi ha acquistato il fondo Vernon Richards, compagno di Maria Luisa Berneri, primogenita di Camillo. Esso consta di lettere, documenti della famiglie Berneri e Recchioni; circa 2000 tra libri e opuscoli di notevole pregio, la maggior parte dei quali sulla guerra di Spagna; foto originali scattate da Maria Luisa e Vernon Richards, nonché le collezioni complete di "Spain and the world", "Freedom", "War Commentary" e tutto il pubblicato di Freedom Press.
Recentemente l'archivio si è arricchito di nuovo materiale donato dal genero di Camillo Berneri, Serge Senninger, di Parigi, che alla morte della moglie, Giliana, ha inviato lettere, diari, cartoline e un vasto repertorio di fotografie di famiglia.
L'archivio è frequentato da un buon numero di studenti e ricercatori.

 

 

 

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  ing. Pierluigi Carnesecchi La Spezia anno 2003