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ing. Pierluigi Carnesecchi

Storia dei Carnesecchi 1

Storia dei Carnesecchi 2

Storia dei Carnesecchi 3

NOTIZIE CHE MI PAIONO SCONOSCIUTE O COMUNQUE MOLTO POCO CONOSCIUTE IN ITALIA

 

 

IL MISCONOSCIUTO GIUSEPPE CARNESECCHI PADRONE DEL CAFFE GRECO A ROMA

E

FRANCESCO CARNESECCHI ARTISTA E MERCANTE INTERNAZIONALE IN VIA CONDOTTI

Le cose proposte in questa pagina cambiano un poco la storia del "caffe' Greco " rispetto a quella proposta tradizionalmente dalla cultura romana

Sono da prendere in considerazione, perche' e' possibile diano il modo di spostare un poco indietro la data di origine del famoso caffe'

 

 

RADICAMENTO DEI CARNESECCHI A ROMA E DINTORNI

 

In questa pagina si parlera 'anche di un incisore di gemme e in particolare di cammei che pur non essendo artista di prima grandezza gode di una certa notorieta'. ANTON FRANCESCO CARNESECCHI sembra avere attualmente un certo successo negli Stati Uniti ed in Inghilterra, successo che non mi pare avere alcuna rispondenza in Italia.

Questo artista e' principalmente uno dei massimi mercanti d'arte del XIX secolo romano , e credo che la sua fama come mercante costringera' LA CULTURA ad occuparsi di lui in futuro

 

Quasi tutti i cammei presenti nella pagina sono dovuti ad un esperta del settore che cura una sua pagina web e che ha fornito le fotografie e le informazioni relative. un preziosissimo apporto per cui voglio ricordare sin da ora e ringraziare : la redattrice capo di CameoTimes.com.

 

Cameo Times< …CameoTimes.com è una pubblicazione Internet informativa sul tema dei cammei a New York

 

 

 

 

 

A Ceprano ( Frosinone ) esiste auche ai giorni nostri una forte enclave di Carnesecchi e molti dei Carnesecchi sparsi per l'Italia derivano da questo gruppo

da Ceprano infatti molti si sono spostati verso la Romagna , la Lombardia , le province venete, il Piemonte

A questa comunita sono appartenuti Agostino combattente risorgimentale , Giovanni ( l'eroico pluridecorato tenente colonnello dei Carabinieri ) ed i suoi numerosi figli tra cui Enrico morto in azione nella I guerra mondiale ( medaglia d'argento al valor militare ) e i capi partigiani Enrico (commissario politico della divisione Matteotti -Marengo ) e Luigi (tenente e croce di guerra ) figli di Raffaele detto Cesare

Al momento non so chiarire da dove provenissero prima del loro insediamento frusinate

 

Recentemente ho trovato che tutti i Carnesecchi pugliesi discendono da un tale Mario Carnesecchi forse figlio di un Giuseppe proveniente da Frascati nel 1782. Questo mi ha permesso di ridurre la ricerca di anche questi nella zona intorno a Roma

 

Come vedremo il dr De Dominicis dice che il soprannome Carnesecca non e' un termine in uso nel Lazio quindi e' piu' facilmente da presumere che tutti provengano dalla Toscana, quando e in che modo non so

 

 

 

 

Terenzio Mamiani della Rovere (Pesaro, 19 settembre 1799 – Roma, 21 maggio 1885) è stato un filosofo, politico, scrittore e patriota italiano. Ultimo conte di Sant'Angelo in Lizzola, fu fra i protagonisti di rilievo del periodo risorgimentale italiano.

 

 

UN TRASTEVERINO DALLA FANTASIA DI TERENZIO MAMIANI : GIACOMO CARNESECCHI

 

UN PERSONAGGIO DI FANTASIA

 

 

Da "Le memorie di Giulio Carnesecchi " di Terenzio Mamiani

ADA DELLA PERGOLA ......... Poesie di Terenzio Mamiani

 

Quest’operetta ( inedita ) e’ forse una opera giovanile scritta dopo il ritorno dall’Apollinare di Roma  a Pesaro : sono le memorie di un giovinetto ( Giulio )  educato in un collegio di gesuiti

Ora io non so chi sia questo Giacomo Carnesecchi  il padre , se abbia qualche appiglio con un personaggio realmente vissuto o sia solo un personaggio di totale fantasia

 

 Nacque Giulio Carnesecchi a Roma da genitori popolani. Abitavano in Trastevere e si compiacevano molto della purezza di loro stirpe trasteverina. Il padre faceva professione di friggitore e non pertanto egli avea in serbo qualche centinaio di scudi oltre una buona casetta , ove non mancavano masserizie. Avea da natura sortito qualcosa di splendido.................

......ivi rimase il giovinetto dall'otto novembre 1816 al 13 settembre del 19

........

 

 

 

........

Mi par bella per enfasi popolare una parlata del padre a Giulio , il quale , per consiglio dei suoi superiori , lo pregava di chieder perdono a un nobile . Mentre questi lasciava sbizzarire il suo puledro in mezzo alla folla

Il Carnesecchi con alcuni compagni avea violentemente arrestato l'animale volgendo fiere parole al cavaliere ; perloche'il nobil signore , indignato fuor di misura pretendeva che il popolano gli chiedesse pubblicamente scusa .Quando Giulio comincio' a consigliargli l'umilta' << Il padre lasciollo parlare un buon tratto senza interromperlo , e guardandolo tuttavia con molta attenzione : quindi presa subitamente un'aria severa ed inusitata , cosi gli rispose :Giulio da tutti gli altri ho sopportato con pazienza questa seccaggine di consigli e ammonizioni vigliacche e stolide : ma da te io la soffro con gran dolore : da che io pensava che il figliuolo di Carnesecchi avrebbe attaccati al cuore i sentimenti del padre sua ,Come ! e anche tu creatura mia mi preghi di un azione indegna d'uomo onorato ? Adunque debbo chieder perdono io d'un opera della quale io mi lodo infinitamente, debbo umiliarmi io a colui che insulta i fratelli miei e stima la carne nostra meno del fango , meno delle felci che fa pestare al suo puledro.Tu mi ripeti che egli e' un potente signore , e' il duca di Medina Celi : io ti dico di rimando ch'io sono Giacomo Carnesecchi trasteverino , cioe' a dire nato e concetto di puro sangue romano : intendi tu figliol mio ? di quel sangue che comando' a tutto il mondo : e una sua goccia , viva Cristo , compra in nobiltà tutti i Medina-Celi e cinquanta altri suoi pari! »

 

 

 

 

 

 

Carnesecchi , ( vulgo Carnesecca ) abbiamo visto non essere un cognome romano , perche' adottare questo cognome per uno scritto ambientato a Roma ?

Pietro l'eretico noto ( la cui figura veniva allora accostata simbolicamente alla liberta' di pensiero ) era conosciuto come toscano e all'inizio del XIX secolo era ancora dimenticato

Mi viene da pensare , istintivamente senza prova alcuna , che il Mamiani abbia effettivamente conosciuto dei Carnesecchi ( vulgo Carnesecca ) romani

Abbia appreso da loro la loro convinzione di essere di origine romana

Un origine che andava aldila' del ricordo della loro vera provenienza , quindi almeno di alcune generazioni

 

 

A rafforzare questa impressione nel 1872 in questo giornale satirico antiitaliano e filopapale : La Frusta

compare un Toto Carnesecca ( potrebbe essere un soprannome ? ) chiaramente esistito, anche se oramai nel tardo ottocento , malavitoso e svelto di coltello, nel rione Trastevere o Regola di Roma

..................e Toto Carnesecca assieme a Giachimuccio er Menone hanno fatto una societa' di venti giuvenotti de grinta per meta' Regolanti e pe meta Tristeverini che se so messi in testa de spiana' le cuciture de le pezze a li carzoni e alle giaccacce struciate de sti majali spuzzolosi (scusate l'ingergo ) che ce vienghino a stuzzica in de la riliggione

Motivo pe cui , si una de ste sere sintite de punt'in bianco, che uno o du buzzurri so arimasti a fa orazzione avanti na Madonnella e nun se moveno piu' , nun ve faccia spece , e nun je dite nemmeno un adeprofonneli, che sarebbia peccato mortale e fiato spregato

State sicuro, che doppo una o du lezzione de queste, sti bojaccia impareranno a cunusce, si li Romani de Roma so Turchi , o Abbrei come che loro, oppuramente so Cattolichi Postolichi Romani

 

 

Di contro sembra pero' non esserci una traccia da poter dire prova evidente di Carnesecchi a Roma ai primi del settecento

I primi sembrano esser presenti solo negli ultimi decenni del settecento

 

In realta' nel 1600 sembra comparire a Roma il cognome CARNESECCA o almeno il soprannome , infatti :

Sul pregevole sito sulla storia romana medioevale e moderna , che comprende biografie e famiglie romane ed altri utilissimi strumenti per studi genealogici, curato da CLAUDIO DE DOMINICIS si parla del manoscritto di Domenico Jacovacci "Repertori di famiglie" ( Biblioteca Apostolica Vaticana manoscritto Ottoboni Latini )

in questo manoscritto compare il cognome Carneseccha appunto nel 1600 anche se solo una volta

CARNESECCHA, 1600 (2549, 562)

 

 

INTRODUZIONE DI CLAUDIO DE DOMINICIS

 

INTRODUZIONE DI CLAUDIO DE DOMINICIS

 

COGNOMI ROMANI RIORDINATI DA CLAUDIO DE DOMINICIS

 

COGNOMI ROMANI RIORDINATI DA CLAUDIO DE DOMINICIS

 

 

Ma nel 1600 e' ancora possibile la presenza episodica di parenti del pronotaro arso come eretico nel 1567

Dopo il cognome pare non aver seguito alcuno a Roma

 

 

Annoto ( ancora in ambito XVI secolo ) la notizia della esistenza nei documenti anche di un fabbro ( 20 novembre 1594 )

GIOVANNI CARNESECCA da Magliano, mastro fabbro.

ma non mi e' chiaro di che Magliano si parli : cioe' se GIOVANNI CARNESECCA proviene da Magliano Sabina in provincia di Rieti oppure Magliano dei Marsi in Abruzzo oppure Magliano in Toscana in provincia di Grosseto

 

Dopo un lungo vuoto : la prima traccia certa di un Carnesecca--Carnesecchi abitante a Roma io la trovo tra la fine del settecento e gli inizi del 1800

con Giuseppe e con Francesco Carnesecchi

 

Mi e' stato molto utile confrontarmi con l'utilissimo sito del dr De Dominicis:

 

Lo Jacovacci . si legge nel sito , tra il 1621 e il 1642 ha raccolto notizie su 4167 famiglie romane ricavandole da libri , lapidi sepolcrali, in modo particolare da atti notarili

Ovviamente dice Claudio De Dominicis non tutti stipulavano atti notarili ma solo coloro che avevano dei beni , pertanto il lavoro non e' da considersi esaustivo su tutti i cognomi presenti a Roma , piuttosto sulle famiglie di un minimo grado sociale

 

Domenico Jacovacci "Repertori di famiglie": Carneseccha 1600 ( 2549 , 563 )

 

 

Ho chiesto informazioni al dr De Domicis ed ho avuto da lui queste ulteriori indicazioni

Trovo che nel 1534 morì Pierino, nipote de pronotario Piero Carnesecchi e fu sepolto il 31 agosto in S. Giovanni dei Fiorentini ed un altro Carnesecchi fiorentino morto il 24 ottobre 1562 nella parrocchia di S. Giovanni in Ayno [ vedi Claudio De Dominicis, Notizie biografiche a Roma nel 1531-1582 desunte dagli atti parrocchiali, in AccademiaMoroniana.it ].

Quindi due Carnesecchi morti a Roma prima di Pietro Carnesecchi decapitato nel 1567

 

Notizie biografiche a Roma nel 1531-1582 desunte dagli atti parrocchiali DA CLAUDIO DE DOMINICIS

 

REVISIONE alle schede-----CLAUDIO DE DOMINICIS

 

. Cognome Carneseccha : La loro presenza nel periodo pontificio sembra documentata da un unico documento dell’anno 1600 citato dallo Jacovacci nei suoi Repertorii

 

Vi sono poi due richieste di cittadinanza di un Luca Carnesecca nel 1608 e di un Lorenzo Carnesecca nel 1610

Richieste di cittadinanza a Roma................ DA CLAUDIO DE DOMINICIS

Di Luca non viene indicata la provenienza

Lorenzo e’ citato due volte una come Lorenzo Carnesecca una seconda come “Carnesalata da Perralla”, città non individuata

La città di provenienza di Lorenzo non è chiara ma molto interessante è il fatto che Lorenzo una volta è detto Carnesecca ed un’altra Carnesalata ( sempre che si tratti del medesimo). Evidente il fatto che il nome derivi dalla professione del capostipite, che doveva produrre e vendere carne da conservare a lungo.

A Roma il termine “carnesecca” non era in uso e potrebbe essere che la forma trovata di “carnesalata” sia stato un tentativo di traduzione romanesca.

Il commercio di tale generi era fatto dai “salumari”, “pizzicaroli” e “norcini”, provenienti da Norcia e si distinguevano orgogliosamente dagli altri. In tutti i casi l’attività rendeva molto ricchi e non potevano esserci poveri che esercitassero queste mansioni.

La vicinanza tra le due concessioni di cittadinanza a Luca (1608) e Lorenzo (1610) può far supporre un rapporto familiare tra i due.

Nulla pero' ci fa credere in un loro radicamento in città con questo cognome almeno

Dico che non si radicarono a Roma perché, dopo di loro, segue un vuoto molto lungo

Ho molto materiale d’archivio riguardante anche strati sociali poveri e non vi è presente alcun Carnesecca (o simili), ecco perché sono praticamente certo di un “vuoto molto lungo”. Non furono presenti né prima e né dopo. Certo bisognerebbe vedere gli atti notarili, i cui indici sono conservati nell’Archivio Storico Capitolino in piazza dell’Orologio, le cui copie in microfilm, assieme alla documentazione, sono invece presso l’Archivio di Stato in corso Rinascimento.

Anche io ho trovato Carnesecchi Francesco, orefice, argentiere e gioielliere, via Condotti 3 [Oltre 12,000 indicazioni. Guida commerciale, scientifica ed artistica della capitale d’Italia, Roma (Tipografia Sinimberghi), 1871, p. 230].

Di altri in quel secolo non so dirle perché è fuori del mio solito ambito di ricerca. Bisognerebbe andare all’Archivio Storico Capitolino ed all’Archivio del Vicariato di Roma

L’anagrafe napoleonica a Roma si trova presso l’Archivio Storico del Vicariato di Roma in via Amba Aradam ma la consultazione è resa quasi impossibile da orari e norme molto ristrette e, se non ha indicazioni precise, glielo sconsiglio.

 

registri dello Archivio del Vicariato

 

 

 

Importanti considerazioni quelle di Claudio De Dominicis

Certo comunque e' che agli inizi dell' ottocento vi sono dei Carnesecchi a Roma di provenienza sconosciuta :

Giovanni o Giuseppe padrone del caffe Greco in via Condotti 86

Un Carnesecchi negoziante morto suicida nel 1812

che teoricamente potrebbe esser il medesimo dell'oste del caffe' Greco

poi un Francesco un artista e mercante internazionale di oggetti d'arte con bottega in via Condotti 3 che troveremo attivo fino al 1872

figlio di un Giovanni e forse parente se non nipote ex filio del padrone del Caffe' greco

Questa suora che non e' detto sia romana

 

 

Nei dintorni di Roma da tenere in un angolo della memoria i Carnesecchi di Frascati:

In un elenco di matrimoni dell'archivio diocesano di CONVERSANO pubblicato dal dr Carlo De Luca

Elenco dei matrimoni nell'archivio diocesano di CONVERSANO

Compare nel 1782 un Mario CARNESECCHI detto di Frascati ( non e' detto il nome e il cognome della sposa )

 

I CARNESECCHI di Bari sono da porre in relazione con questo MARIO e non ai fiorentini di fine 500

 

I CARNESECCHI IN PUGLIA ....................................STRANEZZE BUROCRATICHE :

 

e continuiamo a ricordare i Carnesecchi di Ceprano vicino a Frosinone

 

 

 

 

Ma torniamo ai nostri Carnesecchi di Roma citta'

LA VERA STORIA DEL CAFFE' GRECO A ROMA

IN VIA CONDOTTI

IL MISCONOSCIUTO GIUSEPPE CARNESECCHI PADRONE DEL CAFFE GRECO A ROMA

 

 

Scrivere di un caffe' e' scrivere di Storia ?

Io credo che quando si racconta il passato si debba sempre avvertire dei contenuti d'invenzione e distinguere la storia dal romanzesco per non ingannare chi ascolta

Pur essendo una delle icone del Gran Tour la storia scritta che tratta il caffe Greco non e' cosa storica ma una sorta di favola

Si dovrebbe premettere alla lettura : questo film e' tratto da una storia vera lasciando intendere che poi la fantasia ha avuto la sua buona parte

 

Vi e' assai poco di metodo storico nel racconto di Pascarella che attiene piu' a una serie di pettegolezzi che ad una storia documentata e datata

E vi e' qualcosa di languido e di trasognato in chi dopo ha parlato del caffe' con una certa pretenzione storica

Vi e' una sorta di superiorita' intellettuale, una sorta di dispregio : un caffe' in definitiva e' cosa marginale e poco importa se si dice qualcosa di non completamente vero

L'errore piu' grave e' lasciar credere che di storia documentata si tratti

Cosi oggi abbiamo una serie di racconti lontani dal metodo storico e che danno l'impressione che sull'argomento si sia detto tutto

 

La storia del caffe' s'incastona in una moda del tempo significativa che portava Roma all'interno di uno scenario culturale che voleva dire turismo , commercio , denaro

 

 

Wikipedia

Il successo del libro di Thomas Coryat Coryat's Crudities del 1611 è spesso considerato come l'inizio della mania per Grand Tour. Mentre l'espressione Grand Tour sembra aver fatto la sua comparsa sulla guida The Voyage of Italy di Richard Lassels, edita nel 1670. Al Grand Tour, specie verso l'Italia, non erano estranei i giovani degli altri paesi europei, come la Germania e la Francia. Anche Johann Wolfgang von Goethe, di cui si è già accennato, realizzò il suo Grand Tour in Italia dal 1786 al 1788 di cui scrisse nel suo famoso Italienische Reise. Il Grand Tour fu occasione per la pubblicazione di numerosi libri guida: uno dei primi fu An Account of Some of the Statues, Bas-Reliefs, Drawings, and Pictures in Italy (1722), scritto dai pittori inglesi Jonathan Richardson il Vecchio (1665-1745) e suo figlio Jonathan Richardson il Giovane (1694-1771).

.................

Durante il XIX secolo la maggior parte dei giovani istruiti fece il Grand Tour. Più tardi questo viaggio divenne alla moda anche per le giovani donne. Un viaggio in Italia con la zia nubile in qualità di chaperon faceva parte della formazione della nobiltà e della signora d'alto ceto. La pratica del Grand Tour divenne meno frequente durante le guerre della Rivoluzione francese e l'Impero, ma riprese con la Restaurazione, senza tuttavia conoscere la popolarità del secolo precedente.

Wikipedia

 

 

Professor Le Goff, perché ha scelto la storia?

«Mi ha sedotto da sempre. Però l’importante è capire quale storia. A me piace la storia che ti vedi passare davanti agli occhi. Negli Anni Trenta vivevo a Tolone con i miei genitori. Mi accorsi che per le strade si vedevano sempre più automobili e nelle case sempre più telefoni e frigoriferi. Noi eravamo una famiglia della piccola borghesia, mio padre era professore d’inglese, e non avevamo né automobile né telefono né frigorifero. C’era la ghiacciaia, e sento ancora il venditore ambulante di ghiaccio urlare per strada: "La glace! La glace!". E allora mi facevano scendere per comprarlo. Ma questo non è importante. L’importante, per me, è stato capire molto presto che l’avvento del frigorifero e la scomparsa della ghiacciaia era un avvenimento storico, perché cambiava la vita quotidiana, la vita delle persone, molto più delle guerre e dei Re. Per me, la storia è sempre stata storia sociale».

intervista di Alberto Mattioli a Jacques Le Goff e pubblicata su "La Stampa" il 28 Gennaio 2012

 

 

 

 

AHI PASCARELLA !

 

 

 

un tal Carnesecchi...................

nel 2014 esce un bel libro

La grande bellezza di Roma attraverso i suoi monumenti;

di Claudio Rendina per l'editore Newton manuali e guide;

che dedica una pagina anche all'antico caffe' Greco;

 

 

IL CAFFE GRECO a Roma in via Condotti 86 e' di proprieta' di un Carnesecchi Giuseppe a fine 700 ed inizio 800

 

 

 

 

Probabilmente Cesare Pascarella ha messo una pietra tombale sulla storia dell'antico caffe' Greco perche da quando alla fine dell'ottocento ne racconto' la storia , tutti coloro che ne hanno parlato dopo hanno finito per ripetere le sue parole senza ulteriori ricerche

E' spesso cosi quando un grande esprime una convinzione. Oggi occorrerebbe rimettere mano alla storia con metodi di ricerca piu' moderni

È del 1890 infatti la prosa "Caffè Greco", ( quindi fortemente datata ) che riproduce la conferenza tenuta nell’aula della Gran Guardia a Padova e a Firenze al Circolo artistico. Nel rinomato caffè romano di via dei Condotti Pascarella ritrovava gli amici del gruppo pittorico In Arte libertas (poi ‘XXV della campagna romana’), che formavano la cosiddetta «Brigata dell’Omnibus» (così chiamata dalla forma della saletta del caffè dove si riunivano).

Infatti per quanto riguarda il Carnesecchi il Pascarella non ha raccontato le cose come sono andate

Cosi nessuno di chi ha scritto dopo ( tra gli Italiani ) su questo storico caffe' da alcun merito a questo Carnesecchi che appare come una figura oscura di pura transizione

Invece potrebbe avere il merito di aver iniziato quella raccolta di opere d'arte a cui il caffe' deve parte della sua fama

Nella letteratura tedesca si legge infatti che nel 1805 e' questo Carnesecchi ad acquistare da Joseph Anton Koch un “Paesaggio eroico con arcobaleno”

 

Racconta Pascarella: ...................cosi tutti noi possiamo andare orgogliosi di sapere che il caffe' Greco fu messo al mondo da un greco , il quale a quanto si legge nelle pagine di un vecchio registro della parrocchia di san Lorenzo in Lucina, si chiamava Nicola della Maddalena

L'infanzia del caffe' non fu troppo lieta , e il suo babbo dopo averlo tenuto parecchi anni , ricavandone non grandi utili , lo cedette a un tal Carnesecchi ,il quale, anche lui , dopo averci speso molto e guadagnato poco, lo diede ad un certo Salvioni

 

 

Io ho solo interesse ad attirare l'attenzione sui personaggi per essere aiutato a trovare delle evidenze genealogiche non facili da trovarsi in una citta' come Roma

Lo storico deve fare attenzione alle incongruenze del racconto

 

 

Smettiamo per un momento di seguire il Pascarella e vediamo cio' che segue

 

 

 

 

Marzo 1797 Bertel Thorvaldsen raccomandato a Giuseppe Carnesecchi , padrone del caffe' greco

 

Wikipedia

Bertel Thorvaldsen, noto in Italia come Alberto Thorvaldsen o anche Thorwaldsen (Copenaghen, 17 novembre 1770 – Copenaghen, 24 marzo 1844), è stato uno scultore danese, esponente del Neoclassicismo e maggior rivale di Canova. Operò principalmente a Roma, sua patria artistica adottiva. La sua fama fu grandissima fra i contemporanei e pari a quella di Canova;.................................

..........................Fu soltanto il 29 agosto 1796 che Thorvaldsen poté finalmente iniziare il suo viaggio per Roma, dove giunse l'8 marzo dell'anno successivo a causa di soste a Malta e Napoli. Tale data venne in seguito festeggiata dall'artista come il suo "compleanno romano"; nell'Urbe Thorvaldsen decise di farsi chiamare Alberto, nome con cui fu popolare in Italia. Poco tempo dopo il suo arrivo a Roma Thorvaldsen conobbe l'archeologo Jörgen Zoega, che lo aiutò nello studio dell'antichità classica e che col tempo divenne anche il suo mentore, nonché il pittore Asmus Jacob Carstens, che parimenti si prese cura di lui. Nel 1797 Thorvaldsen inaugurò il suo primo studio in via del Babuino 119, nell'atelier previamente utilizzato dallo scultore inglese John Flaxman.

Wikipedia

 

 

 

DOCUMENTI......................................Documenti conservati

m1 1797 nr 2................Ernst Morace raccomanda Thorvaldsen a Giuseppe Carnesecchi padrone del Caffe' Greco perche' lo aiuti ad alloggiare all'arrivo a Roma

 

The Thorvaldsens Museum Archives

Carnesecca Giuseppe

Der har ikke kunnet opspores megen viden om Carnesecca. Han kendes kun fra en anbefaling af Thorvaldsen, som billedhuggeren fik med til ham på sin rejse fra Napoli til Rom i 1797.

Non si hanno molte conoscenze su Carnesecca. È noto solo per una raccomandazione di Thorvaldsen, che lo scultore gli portò nel suo viaggio da Napoli a Roma nel 1797.

 

The Thorvaldsens Museum Archives

is a Documentation and Research Centre on the life, work and context of Bertel Thorvaldsen.

The Archives is presently holding 10247 documents from, to and about the sculptor.

They are the primary written sources to our knowledge on the activities of Thorvaldsen.

 

La lettera del Morace sembrerebbe comunque dimostrare che nel 1797 questo Carnesecchi era gia' padrone del caffe' Greco (e questo precedentemente al 1797 quando Morace era stato alloggiato ) e che il giro di artisti intorno al caffe' era gia iniziato e che il caffe'godeva di una certa fama presso gli stranieri

lascia perplessi il segno interrogativo che segue Giuseppe vista la familiarita' tra i due

Ernest Morace (1766-1820) è un incisore del Württemberg, originario di Stoccarda , che ha fatto carriera a Parigi .

Nato Ernst o Ernesto Morace, nel 1774 entrò nella Hohe Karlsschule , l'accademia militare fondata nel 1770 dal principe Charles-Eugene, duca di Wurthemberg . Sembra che le origini dei suoi genitori siano napoletane

Divenne allievo di Johann Gotthard von Müller (1747-1830) e perfezionò l'arte dello scalpello . Nel 1797 si trovava a Napoli .

Secondo la maggior parte delle fonti, rimase a Parigi prima e dopo la Rivoluzione francese . È nella capitale francese che produce gran parte delle sue stampe.

Copperplate engraver

Kobberstikker -----incisione su lastra di rame o zinco.

 

la presenza di Ernst Morace a Roma e' da datarsi nel regno di Ludovico Eugenio Giovanni di Württemberg cioe' tra il 1793 e il maggio 1795

Ludovico Eugenio Giovanni di Württemberg (Francoforte sul Meno, 6 gennaio 1731 – Ludwigsburg, 20 maggio 1795) fu dal 1793 al 1795 il tredicesimo duca del Württemberg. Terzo figlio del Duca Carlo I Alessandro e di Maria Augusta di Thurn und Taxis, succedette nel 1793 al fratello Carlo II Eugenio come Duca del Württemberg e regnò sino alla morte, quando venne succeduto dal fratello minore come Federico II Eugenio ( fonte wikipedia)

Un opera successiva al British Museum sempre stampata a Roma da Filippo Piale ( Virgo cum Puero Iesu adstantibus angelis ) e' del 1796 , precede le opere nel Regno delle due Sicilie

 

 

The Thorvaldsens Museum Archives

https://arkivet.thorvaldsensmuseum.dk/om

Generel kommentar

Om denne anbefaling, se Thiele I, p. 101-102. Hverken afsender eller modtager kan identificeres med sikkerhed, men afsenderen kunne muligvis være identisk med den tyske kobberstikker Ernst Morace (1766-1820), der på dette tidspunkt var i Italien og i øvrigt født i Napoli ifølge Friedrich Noack: Das Deutschtum in Rom seit dem Ausgang des Mittelalters, Berlin & Leipzig 1927, p. 408, (Thieme-Becker skriver dog født 1768 i Stuttgart).

Modtageren Giuseppe Carnesecca kendes ikke.

Thiele I, p. 101 slutter rimeligt nok, at Thorvaldsen aldrig benyttede sig af anbefalingen, da den forblev i Thorvaldsens eje.

Arkivplacering

m30 I, nr. 11

Thiele

Både den italienske og danske tekst gengivet hos Thiele I, p. 101-102.

In conclusione :

Il destinatario Giuseppe Carnesecca è sconosciuto.

"Thiele I, p. 101 conclude ragionevolmente che Bertel Thorvaldsen non ha mai utilizzato la raccomandazione poiché è rimasta in possesso di Thorvaldsen"

 

Giuseppe Carnesecca=Giuseppe Carnesecchi caffettiere del caffe' Greco in via Condotti a Roma

Probabilmente, questo Giuseppe, e' la prima persona che invece Bertel Thorvaldsen ha cercato a Roma dovendo questo Giuseppe fornirgli alloggio secondo le indicazioni del Morace

E' improbabile quindi che non si sia servito della raccomandazione ( la missiva pare comunque aperta )

 

 

græske Kaffehus i Strada Condotta

 

DOCUMENTI......................................Documenti conservati

m1 1797 nr 2......................................Thorvaldsen e Caffe' Greco

 

Lo 08 maggio 1797 ( due mesi dopo ) Gotskalk Thorvaldsen in risposta ad una lettera del figlio padre del 21 febbraio 1797 cita il caffe' Greco

Der er i Rom en svensk Arcitect som heder Carlo Bassi som er en god Ven af Gainelli efter ham spør du paa det græske Kaffehus i Strada Condotta Jeg ønskede at du kunde kome til at logere der som Gainelle har logeret den Kone som han har veret hos skal vere en overmaade rar Kone og ei intresat

 

E' probabile che il padre sapesse che il figlio era in procinto di spostarsi a Roma

Il caffe' Greco era quindi un luogo di Roma la cui esistenza era a conoscenza sia del padre che del figlio gia' precedentemente o perche ne era stato scritto nella lettera del febbraio

Non ho capito comunque dove, e tramite chi e' stata recapitata questa lettera

 

 

 

Kiære Søn

Ditt meget kiærlige Brev dateret Neables 21de Febr. haver ieg rigtig bekomet hvilket overmaade glæder mig og din Moder at du er frisk og er komen paa Landiorden og er sluppen fra din besverlige Søe Reise ...............................

................Der er i Rom en svensk Arcitect som heder Carlo Bassi som er en god Ven af Gainelli efter ham spør du paa det græske Kaffehus i Strada Condotta Jeg ønskede at du kunde kome til at logere der som Gainelle har logeret den Kone som han har veret hos skal vere en overmaade rar Kone og ei intresat

 

 

Il punto interrogativo dopo il nome Giuseppe non mi lascia tranquillo sul nome effettivo del caffettiere

E' giustificato dall'essere Morace tedesco e quindi non abituato ai nomi italiani

Morace intanto da comunque un nome anche se incerto al caffettiere

Si tratta di capire se qualcuno ha poi assunto un' ipotesi probabile per una certezza

 

 

 

 

Io sono puntiglioso perche' la mia e' una ricerca genealogica probabilmente alla "Storia" poco importa come si chiamasse

Io ritengo che Giuseppe fosse un uomo nato intorno agli anni 50 ( mi fa pensare a questo il tono con cui il Morace 31nne si rivolge a lui ) e che fosse entrato in possesso del caffe' negli anni 80.

Ritengo che stabilirne la data di nascita ed i legami familiari possa esser utile a qualche considerazione anche alla "Storia"

 

Comunque la letteratura tedesca ( non l'italiana e forse nemmeno la danese visto che il museo Thorvaldsen non riesce a riconoscere chi e' Giuseppe Carnesecca ( e il riconoscerlo gli avrebbe evitato conclusioni sbagliate ) assegna un nome al caffettiere, come vedremo adesso, anzi ne assegna addirittura due Giuseppe e Giovanni

La fonte di "Giuseppe" dovrebbe essere molto sicura : il rovescio della tela di un quadro di Koch del 1805

 

Das Erste wird durch die große Aufschrift „ Giuseppe Carnesecchi / Coche ( = Koch ) " hinten auf der groben Leinwand bestätigt .

La prima è confermata dalla grande scritta "Giuseppe Carnesecchi / Coche (= Koch )" sul dorso della tela grossolana.

 

Giovanni potrebbe invece essere un errore trasmesso a catena

Oppure mi e' venuto da pensare che insieme al padre Giuseppe nel caffe' bazzicasse un figlio di nome Giovanni.................. ?????

Se cosi fosse probabilmente questo impatterebbe sulle origini del caffe'

La chiarezza puo' venire solo dall'indagine anagrafica sui documenti religiosi

 

registri dello Archivio del Vicariato

 

Anche considerando che chi gestiva il locale non doveva necessariamente abitare in via Condotti e quindi poteva figurare negli stati delle anime di zone vicine, e che comunque doveva figurare nei documenti fiscali cioe' pagare delle tasse per quell'attivita'

 

 

Intanto mi limito a dire che per ora ho trovato la letteratura tedesca parlare di Giuseppe o di Giovanni solo in relazione all'anno 1805 e ad un quadro di Koch

 

 

Joseph Anton Koch (Elbigenalp, 27 luglio 1768 – Roma, 12 gennaio 1839)

Verso la fine del 1794, grazie a una borsa di studio del mecenate George Nott, dopo aver attraversato a piedi le Alpi, giunse in Italia. Visitò Bologna, Firenze, Napoli e Salerno, e si entusiasmò per i capolavori della pittura italiana; finalmente, all'inizio del 1795, arrivò a Roma. Qui si integrò rapidamente nel cerchio artistico dei Deutsch-Römer, i tedeschi residenti a Roma, stringendo amicizia in particolare con Asmus Jacob Carstens, da cui imparò a rappresentare le forme umane, capacità che gli tornerà utile più tardi per le illustrazioni della Divina Commedia o per la creazione di numerosi quadri a soggetto biblico o mitologico. Strinse inoltre amicizia con lo scultore danese Bertel Thorvaldsen, con cui condivise un alloggio a Via Sistina. Divenne assiduo frequentatore del Caffè Greco, dove ancor oggi è presente un suo ritratto.

Nel 1805 dipinse per Giuseppe o Giovanni Carnesecchi allora padrone del caffe' Greco di Roma

The present painting,the final one of the series and the preparatory sketch for which isin the Kunsthalle, Karlsruhe (fig. 2), is the culmination of hisdeveloping thoughts on, and ambitions for, this panorama. The earliest version of the composition (Karlsruhe, StaatlicheKunsthalle, fig. 3) of 1805 was painted for Giuseppe Carnesecchi, the owner of the Caffè Greco in Rome. The second version (fig. 4),and also the smallest, now in a German private collection, waspainted in 1806. Koch worked on the third and largest version(Munich, Neue Pinakothek, fig. 5) for eleven years

 

 

 

anno 1805 Joseph Anton Koch : Paesaggio eroico con arcobaleno h=117cm l=113 cm Heroische Landschaft mit Regenbogen

The earliest version of the composition (Karlsruhe, Staatliche Kunsthalle,) of 1805 was painted for Giuseppe Carnesecchi, the owner of the Caffè Greco in Rome.

le varie composizioni del paesaggio eroico

 

 

 

 

 

Wahrscheinlich gab doch erst der Auftrag des Caffetiere Giuseppe Carnesecchi , der das damals schon berühmte , von den deutschen Künstlern und Literaten bevorzugte Caffè Greco führte , schließlich den Anstoß zur Ausführung .Koch bemerckt ausdrucklich er habe das Bild fur den wirt Carnesecchi gemalt

 

Fu probabilmente la commissione del Caffetiere Giuseppe Carnesecchi, che dirigeva l'allora già famoso Caffè Greco, preferito da artisti e letterati tedeschi, a dare finalmente impulso all'esecuzione, Koch riferì espressamente di aver dipinto il quadro per l'oste Carnesecchi

 

NON SO QUANTO CI SIA DI VERO IN QUEST'AFFERMAZIONE : Koch riferì espressamente di aver dipinto il quadro per l'oste Carnesecchi

BASTA COMUNQUE L'EVIDENZA DELLA SCRITTA RETRO QUADRO ( ma resta da chiarire per che vie il quadro sia finito in Germania )

 

( Sembrerebbe comunque avvalorato dal fatto che da qualche fonte si dice che l'opera sarebbe stata dipinta in soli 18 giorni per Giuseppe Carnesecchi padrone del caffe' Greco )

 

 

Questa serie di Giovanni penso sia dovuta a quella serie di passaparola e di ripetizioni pedisseque di quanto scritto che alimentano un'altra di quelle convinzioni sbagliate che che alla fine rischiano di diventare vere

 

 

 

 

 

Abbiamo stabilito il nome del caffettiere : GIUSEPPE

Abbiamo anche stabilito che la fortuna del caffe' era bella che fatta presso gli artisti del nord Europa probabilmente per merito di Giuseppe

Quindi contrariamente a quanto asserito da Pascarella , Giuseppe non e' per niente una figura marginale ma anzi e' probabilmente l'inizio dell'avventura artistica del "Greco" e la sua presenza al timone del locale e' probabilmente piu' lunga

Ed abbiamo stabilito un momentaneo limite inferiore alla proprieta' Carnesecchi : coincidente con la presenza di Ernst Morace a Roma da datarsi tra il 1793 e il 1796

Nel 1805 , secondo quanto detto dagli autori tedeschi il Carnesecchi era ancora proprietario del caffe' e aveva gia' iniziato ad acquistare quadri dagli artisti che frequentavano il locale

E non sappiamo stabilire con certezza quando vendette il locale

 

Indagare su Giuseppe unico gestore documentato del caffe' vuol dire in effetti indagare sulla vera nascita ( e sull'eta' vera ) del caffe' che potrebbe essere piu' antica

La stessa figura di Nicola della Maddalena infatti non e' sicuramente associabile al caffe'. Da quello che capisco lo stesso "stato delle anime" che ci presenta Nicola della Maddalena lascia dei dubbi parendo collocare il locale gestito da questo uomo in un punto diverso della strada Condotti cioe' nel tratto che va verso via del Corso e non nel tratto di via Condotti verso piazza di Spagna

 

 

 

Seguendo il destino del "Paesaggio eroico" possiamo fare qualche riflessione interessante :

Il paesaggio eroico era in Italia ed oggi e' in Germania a Karlsruhe, nello Staatliche Kunsthalle come e' finito in Gemania

E come si fa a sapere che e' stato dipinto nel 1805 ? in 18 giorni e per il padrone del caffe' Greco : Giuseppe Carnesecchi

Sembra sia lo stesso J.A. Koch a dirlo nella lettera a Robert von Langer di g. Febbraio 1824 !

Nella qual lettera direbbe anche che in quel momento tutte le versioni del quadro erano in mani di collezionisti inglesi : febbraio 1824

 

Chi e in che data vendette il quadro pare essere sconosciuto

Otto von Lutterotti ipotizza che il quadro sia stato visto nel caffe' Greco da Johan Christian Claussen Dahl dopo il 1820 e che quindi la tela fosse venduta dopo il 1820 dagli allora proprietari del caffe' Greco

Considerazione probabile . E' difficile se non impossibile che la tela fosse stato venduta durante il periodo napoleonico a collezionisti inglesi

 

 

Dahl må ha følt sig beæret ved å samarbeide med den aktede Nestor. Man kan kanskje se hans staffasjegruppe i Lauterbrunnental — med en fløytespillende gjeter og en kvinne omgitt av beitende dyr – som en hyldest og referanse til Kochs lignende hyrdegruppe i Heroisk Landskap med Regnbue, hvorav Dahl kan ha kjent til en av variantene, malt for eieren av Café Greco, Giuseppe Carnesecchi. Varianten (nu i Karlsruhe) ble malt alle prima som et leilighetsarbeide i 1805. Samtidig arbeidet Koch på den store varianten (nu i München) som etter mange omarbeidelser ble ferdig i 1815. I et brev til Robert von Langer av g. februar 1824 nevner Koch at alle prima varianten nu var i engelsk eie. Lutterotti antar derfor at bildet kom til England “zu Beginn der zwanziger Jahre”. Siden man ikke vet sikkert hvilket år kaféverten avhendet maleriet, kan det ha hengt i Café Greco ennu i 1820 og 1821 da Dahl var i Rom på vei til og fra Neapelgolfen. En annen mulighet er en nyoppdaget variant, nu i Hamburger privateieXXXVI, som tidligere skal ha vært i dansk og svensk eie, nemlig hos hans venn George Fr. Mott i Winchester. Det kunne kanskje ha vært hos en av skandinavene i Rom på den tid.

SU TELA DI KOCH : PAESAGGIO EROICO CON ARCOBALENO 1805

 

 

Da un'orribile traduzione dal danese col traduttore automatico :

Dahl deve essersi sentito onorato di collaborare con il rispettato Nestor. Si può forse vedere il suo gruppo di membri del personale a Lauterbrunnental - con un pastore che fischietta e una donna circondata da animali al pascolo - come tributo e riferimento al gruppo di pastori simili di Koch in Paesaggio eroico con arcobaleno, di cui Dahl potrebbe aver conosciuto una delle varianti, dipinto per il titolare del Caffè Greco, Giuseppe Carnesecchi. La variante (ora a Karlsruhe) fu dipinta tutta bene come opera d'appartamento nel 1805. Allo stesso tempo Koch lavorò alla variante grande (ora a Monaco) che dopo molte rielaborazioni fu completata nel 1815. In una lettera a Robert von Langer di g. Febbraio 1824 menziona Koch che tutte le varianti prima erano ora in possesso inglese,cioè con il suo amico George p. Ricevuto a Winchester . Lutterotti presume quindi che l'immagine sia arrivata in Inghilterra "all'inizio degli anni Venti". Dal momento che non si sa con certezza in quale anno il proprietario del caffè abbia venduto il dipinto, potrebbe essere stato appeso al Café Greco già nel 1820 e nel 1821 quando Dahl era a Roma in viaggio da e per il Golfo di Napoli. Un'altra possibilità è una variante scoperta di recente, ora di proprietà privata di Hamburger XXXVVI, che in precedenza era di proprietà di danesi e svedesi. Potrebbe essere stato con uno degli scandinavi a Roma in quel momento.

 

in pratica Lutterotti direbbe che Johan Christian Claussen Dahl ha visto il "Paesaggio eroico" all'interno del caffe' Greco ( e Johan Christian Claussen Dahl puo' essere stato a Roma solo dopo il 1820 ) e Koch avrebbe detto che nel febbraio 1824 tutte le copie del Paesaggio erano in Inghilterra

Questo porterebbe a desumere che il paesaggio eroico del 1805 sia stato venduto tra il 1820 ed il 1824

Una copia scoperta recentemente potrebbe confutare questa tesi : Un'altra possibilità è una variante scoperta di recente, ora di proprietà privata di Hamburger XXXVVI, che in precedenza era di proprietà di danesi e svedesi. Potrebbe essere stato con uno degli scandinavi a Roma in quel momento.

Un insieme di circostanze non facile

 

 

 

Stabilito quindi che il caffe' nel 1805 era ancora di proprieta' del Carnesecchi seguiamo ancora cosa dice Pascarella nel 1890 ( ora pero' ponendoci qualche dubbio ) :

 

.....Venuto nelle mani del Salvioni il Caffè, passando da un padrone all'altro, era anche passato dall'infanzia all'adolescenza : le vecchie vesti non s'addicevano più al suo nuovo stato, e il buon uomo lo fece ricoprire di pitture da un certo Maderno, e lo corredò di nuova mobilia. Tutto bene ; ma il povero Caffè anche così rinnovato e abbellito, seguitò a tirare innanzi la vita stentatamente come il suo padrone. Questi però non pensò mai di abbandonarlo. E di non averlo abbandonato non ebbe davvero a pentirsi; poiché coll'avanzar degli anni la bottega fondata dall'uomo di Levante, uscendo finalmente dall'adolescenza debole e malsicura ed entrando in una virilità gagliarda e prosperosa, seppe cosi ben ricompensare il suo padrone di Ponente da assicurargli, se non la ricchezza, un'agiatezza invidiabile.

La gratitudine, questa dolcissima catena i cui anelli una volta arrivavano perfino a stringere con legami di benevolenza un Caffè che riceveva un benefizio al padrone che glielo aveva fatto, chi me lo sa dire dove si trova più ai giorni nostri? La cosa da cui il Caffè Greco trasse i mezzi per poter rimunerare con buona moneta sonante il suo benefattore fu giusto appunto quella da cui tutta l'Europa ebbe tanti dolori: il Blocco continentale.

Le strade nelle quali si diletta di camminare la Provvidenza per assettare i cosi ed i casi di questo mondo, facendo quasi sempre il bene degli uni col male degli altri e viceversa, sono davvero incalcolabili ! Chi mai lo avrebbe pensato che essa per favorire l'umile bottega di via Condotti si sarebbe servita di Napoleone, dettandogli a Berlino, nel novembre del 1806, quel decreto dal quale egli doveva poi esser messo sulla via di Sant'Elena? Eppure fu cosi. Il decreto famoso, vietando ogni commercio ed ogni corrispondenza fra il Continente e le Isole Britanniche, fece salire i prezzi dei cosi detti generi coloniali a tale altezza che gli uomini più alti, anche rizzandosi sulle punte dei piedi, non arrivavano a toccarli : il caffè, quando se ne trovava, valeva uno scudo alla libbra, e i caffettieri romani non sapendo più quali cose mettere a bollire nelle cogome, invece dei semi della coffea arabica, ci mettevano i ceci, i fagiuoli e le castagne di Ciociaria.

Il Salvioni ebbe una idea felicissima da cui derivò la sua fortuna: rimpicciolì di un terzo la misura delle tazze che, ricolme della aromatica bevanda, nella sua bottega valevano allora due baiocchi e mezzo, e per cinque le offri ai suoi avventori ripiene di vero caffè. Più tardi, cessato il Blocco, il galantuomo tornò a riempire, sempre di caffè eccellente, per due baiocchi e mezzo le antiche tazze; gli avventori vecchi non si mossero; i nuovi, chiamati in gran numero dalla sua idea felicissima, non se ne andarono, e la fama del Caffè Greco fu assicurata. E via via arricchitosi di nuove stanze, ornatesi di altre pitture e confortato da sempre maggior numero di frequentatori procedette sicuro e tranquillo senza mai più incontrare ostacoli sul suo cammino glorioso; e pur vedendo intorno a sé mutarsi e rimutarsi tante e tante parti della terra, salire e discendere dalla cattedra di S. Pietro tanti pontefici, apparire e sparire dalla scena del mondo tanti re e imperatori, sorgere e tramontare tante rinomanze e nascere e morire tanti suoi colleghi, il vecchio Caffè romano, in mezzo a cosi infinito, tumultuoso, tragico e comico avvicendarsi di uomini e di cose, se pur talvolta fu obbligato a cangiar padrone, non cangiò mai bandiera e rimase ognora un Caffo onesto e morale.

 

http://www.tesoridiroma.net/letteratura/pascarella/caffe_greco_01.html

 

 

 

Io mi domando invece se il Carnesecchi negoziante morto suicida tra il primo gennaio e il 30 giugno 1812 sia il medesimo dell'oste del caffe' Greco e se solo allora il Salvioni divenne proprietario ?

Questa morte dovrebbe comparire nell'anagrafe napoleonica per la citta di Roma

 

 

Credo che sarebbe molto interessante per ricostruire possibili legami col Caffe' Greco rintracciare l'atto di morte di questo Carnesecchi che dovrebbe esser presente in Archivio di Stato di Roma ( cosa che purtroppo non ho modo di fare )

 

Dal sito dell'Archivio di Stato di Roma : Lo Stato civile fu istituito con ordine della Consulta straordinaria degli stati romani del 2 ag. 1809 ed il suo funzionamento è descritto nel codice napoleonico (tit. II, cap.1, artt. 43 e 44). I registri in duplice copia dovevano essere chiusi e firmati alla fine di ogni anno dall' ufficiale di Stato civile. Entro un mese dalla loro chiusura i registri dovevano essere depositati il primo negli archivi del comune e l' altro presso la cancelleria del tribunale di prima istanza. Le procure e gli altri documenti allegati agli atti di Stato civile dovevano essere firmati dalla persona che li aveva prodotti e dall' ufficiale di Stato civile e poi dovevano essere depositati nella cancelleria del tribunale di prima istanza. Il 13 mag. 1814 il governo pontificio soppresse lo Stato civile ed ordinò di consegnare ai parroci tutte quelle scritture che, prima del periodo napoleonico, sarebbero state di competenza parrocchiale (atti di nascita, di morte, di matrimonio ed altro). L' archivio comprende gli atti di Stato civile di Roma e suo circondario e cioè: Allumiere, Anguillara (Anguillara Sabazia), Ardea, Bracciano, Campagnano (Campagnano di Roma), Canale e Monte Virginio (Canale Monterano), Castel Giuliano [1]. Castelnuovo di Porto, Ceri [2], Cerveteri, Civitavecchia, Colonna, Fiano (Fiano Romano), Formello, Frascati, Leprignano (Capena), Manziana, Marino, Mazzano (Mazzano Romano), Montecompatri, Monteporzio (Monte Porzio Catone), Morlupo, Oriolo (Oriolo Romano) [3], Pratica (Pratica di Mare) [4], Riano, Rocca Priora, Scrofano (Sacrofano), Tolfa, Trevignano (Trevignano Romano). In appendice al fondo sono collocati alcuni libri parrocchiali che coprono l' arco cronologico dal 1565 al 1849 e sono probabilmente pervenuti nell' Archivio di Stato di Roma insieme con gli atti di Stato civile.

 

consistenza 65 buste e registri

 

 

I dati anagrafici napoleonici sono presenti ANCHE :

registri dello Archivio del Vicariato

 

 

un libro che aiuta a definire i confini delle parrocchie ed ad orientare nella scenta della parrocchia

confini delle varie parrocchie nel 1847

Sembra che nell'Archivio del Vicariato usino ancora una vecchia mappa disegnata negli anni 1950

 

 

 

METTO IN UN ANGOLO DELLA MEMORIA LA POSSIBILE RELAZIONE TRA QUESTO GIUSEPPE PADRONE DEL CAFFE' GRECO E I CARNESECCHI DI CEPRANO

 

 

Un episodio :

Garibaldi a Ceprano nella locanda Carnesecchi ai tempi della Repubblica romana

 

………………….Garibaldi scrisse immediatamente una lettera al Mazzini, in cui lamentava di non poter cogliere il frutto della propria impresa. A malincuore, però, obbedì, lasciando Arce (ed il Regno) la sera dello stesso giorno, pernottando in Ceprano su una panca della locanda Carnesecchi. 

 

Biblioteca storica del risorgimento italiano pag 204 ediz 1902

Garibaldi invece nella notte dal 27 al 28 lo troviamo di ritorno a Ceprano dove dormi alla meglio su una tavola nella locanda Carnesecchi e il 28 era a Frosinonecol grosso delle sue forze......

Il padrone della locanda e' un Giovanni Carnesecchi che dall'eta' dei figli possiamo ritenere nato intorno al 1800

 

 

 

 

L'albergo poi diverra' di ENRICO di Giovanni Carnesecchi (1834 +1878) e da Enrico passera' al figlio di questo Vincenzo

Dietro all’albergo c’erano le stalle dei cavalli delle diligenze per il trasporto di persone e servizio postale

 

Sara' probabilmente questo lo stimolo che portera' Agostino , altro figlio di Giovanni, a seguire Garibaldi dopo l'impresa dei mille , combattendo un po in tutte le guerre unitarie

 

 (vedi genealogie )

 

 

 

Torniamo al nostro caffe Greco :

 

 

 

Come detto, ora come ora, in realta' delle origini del Caffe' Greco si sa molto poco e neppure si e' certi della data in cui nacque l'azienda

La deduzione dell'anno 1760 nasce infatti come visto da uno stato delle anime ,appunto redatto nel 1760 , in cui e' presente in via Condotti un Nicola di Madalena caffettiere, levantino ( quindi nel caso fosse questo il fondatore del Caffe' , nel 1760 questo era gia' in attivita'

Ma questo stato delle anime va esaminato con cura perche' come detto presenta un problema di localizzazione del caffe'

Sul sito dell'Antico Caffe' Greco sono poste in discussione , molto obiettivamente , altre favole :

 

.............................

Ma Gnoli e gli altri ignorarono (ingannati dal fatto che la Biblioteca Nazionale di Roma conservava e conserva soltanto questa incisione) che la tavola Caffè di Roma fa parte di una serie di undici soggetti, tutti dedicati ai Costumes Romains, rappresentati e commentati con vena satirica e apertamente antiromana. Per cui, non potendo prendere in considerazione, per evidenti incompatibilità di ordine cronologico, che la scena riprodotta dal bulino del Bocquet si riferisca all’interno del Caffè Greco (mentre epoca e costumi potrebbero benissimo farla identificare con la sala del Turco, in Piazza Sciarra), questo Giorgio, o Sieur George, sia pure in un ruolo di generale caratterizzazione, finisce egualmente col testimoniare come anche Roma, pur tagliata fuori dalle grandi direttrici di traffico, si trovò ad avere greci ed ebrei e turchi e levantini, ad alimentare i suoi commerci, a mantenere legami con terre lontane.

 

SITO CAFFE' GRECO : ORIGINI

 

SITO ANTICO CAFFE' GRECO

 

 

Che Nicola di Maddalena caffettiere levantino sia proprio il "Greco" a cui si deve apertura e nome del locale e' possibile , diciamo addirittura probabile ma assolutamente non certo

Sicuramente e' una soluzione suggestiva che pero' non puo' accontentare uno storico

Non e' detto che il gestore del caffe' dovesse per forza figurare negli stati delle anime della via

La vera strada da seguire per una corretta ricerca e' partire da un dato certo : Giuseppe Carnesecchi . E cercare a ritroso

Con la possibilita' di trovare anche un origine piu' antica del caffe'

 

 

Credo che piu' notizie potrebbero esser ricavate dalla letteratura d'arte straniera seguendo le tracce delle opere della collezione e non , come nel caso di Joseph Anton Koch che ci ha permesso di determinare la committenza e quindi ci ha dato indicazioni sulla proprieta'

 

 

 

 

Ora incontriamo in via Condotti quasi accanto al caffe' al num 73 Anton Francesco Carnesecchi

Un poco per la rarita' del cognome a Roma e contemporaneamente per questo insistere su via Condotti sia di Giuseppe che di Francesco mi viene da pensare che non sia improbabile una parentela stretta tra i due

Francesco come vedremo e' figlio di un Giovanni, cronologicamente ci potrebbe stare che Francesco sia nipote abiatico (ex filio ) di Giuseppe ( meno che Giovanni sia fratello di Giuseppe cioe' che sia Francesco nipote ex fratre di Giuseppe )

 

Francesco e' possibile abbia respirato l'atmosfera del caffe' Greco , e questa abbia condizionato le sue scelte di vita

 

Una sua collezione di intagli e' conservata al Metropolitan Museum of Art di New York

Impressions of intaglios after the statuary of Canova and Thorvaldsen

Ma la letteratura italiana e straniera non ha notizie su di lui. Questa ricerca colma una lacuna

 

 

 

Nelle prime decadi del 1800 troviamo a Roma e sempre in via Condotti ( il caffe' greco e' attualmente al numero civico 86 ) un negozio d'arte al num 74 ed un immobile da affittare al 73 di proprieta' di un Francesco Carnesecchi ( figlio di un Giovanni ) , mercante d'arte internazionale, orafo e incisore di gemme, autore di alcuni pregevoli manufatti , degni di un posto nei musei statunitensi , di cui parleremo ora (col sospetto possa trattarsi di un parente stretto del caffettiere del Greco )

 

 

OPPURE

 

SUCCESSIVAMENTE SOLO VERSO LA FINE DELL'OTTOCENTO COMPARIRANNO A ROMA I CARNESECCHI PROVENIENTI DALLA PUGLIA

 

 

 

FRANCESCO CARNESECCHI DI ROMA

OREFICE ED INCISORE DI GEMME

MERCANTE D'ARTE INTERNAZIONALE DI UNA CERTA LEVATURA

UNA STORIA MOLTO MODERNA

 

 

La storia di Anton Francesco Carnesecchi pare piu' che una storia ottocentesca una storia dei nostri tempi

un uomo di successo , con una vena artistica di sottofondo che portera' alcune sue opere ad avere un valore museale, ma principalmente un mercante di oggetti d'arte a livello europeo

 

 

un ringraziamento per un aiuto importante agli amministratori del sito di ricerca genealogica

https://www.tuttogenealogia.it/ ...........................ottimo sito di ricerca genealogica

 

aiuto che e' servito a puntualizzare meglio diversi episodi

vedi anche :

ULTERIORI DATI SULLA VITA DI FRANCESCO

 

 

Di Anton Francesco o meglio di Francesco come si firmava non conosco l'atto di battesimo

nasce comunque da un Giovanni Carnesecchi ( John ) mercante tra il 1796 e il 1797

due documenti testimoniano questo :

 

questo viaggio per nave da Genova a Livorno del 12/2/1834

Cognome: CARNESECCHI Nome: FRANCESCO Sesso: M

Età alla registrazione: 37

Luogo di nascita: non specificato

Luogo di destinazione: Livorno

Nome dell'imbarcazione: Francesco I

Fonte:Archivio di Stato di Genova. Liste di imbarco tratte dai Registri di Sanità Marittima.

 

Ed il suo matrimonio avvenuto a Londra da cui conosciamo anche il nome del padre

 

la prima traccia della sua attivita' e' in queti gessi intagliati

pare siano datati al 1820 , e comunque se ne puo' ipotizzare una datazione quasi coincidente

 

GESSI INTAGLIATI RIPRODUCENTI OPERE D'ARTE ( segnalati dalla redattrice di CAMEO TIMES )

 

descrizione

ATTRIBUTED TO FRANCESCO CARNESECCHI, A BOOK OF 'GRAND TOUR' PLASTER INTAGLIOS

DATED 1820

After sculptural models by Canova and Thorvaldsen, the plaster impronte with original list written in an old hand

the box 33 x 21.5cm

Provenance: The Simon Neal Collection

These impressions of intaglios in a marbleised box, are after the most famous works by the great neoclassical sculptors Antonio Canova (1757 - 1822) Berthel Thorvaldsen (1770 - 1844). Another, almost identical, example by Carnesecchi is in the collection of the Metropolitan Museum of Art, New York (1992.405.1-.35), which forms the basis of this attribution.

Qui il Canova figura come ancora in vita

E Canova muore nel 1822

 

Si possono fare anche considerazioni sui titoli anche se la mancanza puo' essere dovuta ad un episodica lacuna di deferenza

Antonio Canova viene nominato marchese di Ischia nel 1816

in questa raccolta non viene chiamato con alcun titolo

Nel 1816 esistevano due Ischia e potevano esser confuse tra di loro : il comune nell'isola e un omonimo comune nel Lazio che solo nel 1872 inizio' a chiamarsi Ischia di Castro

Papa Pio VII come ricompensa per aver riportato in Italia opere trafugate per conto di Napoleone, conferi ad Antonio Canova nel 1816 il titolo di Marchese di Ischia ( dove Ischia era quella laziale )

 

Thorvaldsen

anno 1826 Cavaliere dell'Ordine del Moro (Stato Pontificio)

anno 1842 Cavaliere dell'Ordine Pour le Mérite (classe di pace)

 

sicuramente questa collezione e' precedente alla collezione del Metropolitan Museum of Art, di New York

Auctioneer's estimate 600 GBP - 800 GBP Additional fees apply 36.00% Inc.VAT/sales tax

 

Nel 1820 FRANCESCO ha circa 23/ 24 ANNI

 

 

 

Dopo ho di lui e' questo documento del 1830 ,in cui lo vediamo gia' assestato in un laboratorio suo in via Condotti a Roma

Ecco l'annuario del 1830 in cui lo troviamo col negozio in via Condotti al num 74

 

 

INGHILTERRA E FRANCIA

 

Il viaggio per nave da Genova a Livorno del 12/2/1834 e' il primo segnale di un estensione della sua attivita' all'Europa

 

Cognome: CARNESECCHI Nome: FRANCESCO Sesso: M

Età alla registrazione: 37

Luogo di nascita: non specificato

Luogo di destinazione: Livorno

Nome dell'imbarcazione: Francesco I

Fonte:Archivio di Stato di Genova. Liste di imbarco tratte dai Registri di Sanità Marittima.

 

 

Gia' almeno dal 1835 Francesco pone la sua base in Inghilterra. Nel 1836 infatti gli nasce una figlia Fanny da Ellen che ancora non ha sposato

Pare avere una vita commercialmente complicata tra Italia , Francia e Inghilterra

 

 

Nel 1839 pare gia' godere di una certa agiatezza

Infatti nel 1839 Annibale Taddei autore de Manuale di notizie riguardanti le scienze, arti e mestieri dice : Carnesecchi Francesco , negoziante di cammei, mosaici ed altri oggetti di belle arti ,via Condotti n 74 . Lo posiziona anche in via Condotti 73 e in piazza Mignanelli num 5 con appartamenti da locare quindi con un piccolo patrimonio immobiliare

Quindi almeno dal 1830 ha il negozio di cammei ed oggetti d'arte in via condotti 74. Nel 1839 possiede anche degli appartamenti da affittare in via Condotti 73 e in piazza Mignanelli 5 !!!! Pur avendo la famiglia a Londra

 

Nel 1862 in via Condotti al num 73 e 74 comparira' un negozio di oggetti d'arte possesso dell'artista BENEDETTO BOSCHETTI

 

Francesco e' a quarantatre anni nel pieno del suo successo commerciale e quindi niente ci permette di dedurre da quanto tempo possedesse questi immobili

Da da pensare comunque il posizionamento del negozio di orefice in via Condotti

 

 

Nel 1841 in un censimento in Inghilterra troviamo Ellen e Fanny Carnesecchi in casa Portch con la presenza di un Guglielmo Carnesecchi

 

Sul sito di Family Search

Fanny 5 anni nata nel 1836

Ellen 40 anni nata nel 1801 ma piu' probabilmente 30 anni

William =Guglielmo Carnesecchi nato circa nel 1776 ( forse un fratello del padre o come dice il Pistrucci nel 1842 un fratello molto piu' anziano di Francesco )

 

 

 

Nel 1842 dovrebbe esser presente in Francia dove e' interessato nell'acquisto di una serie di bronzi da spedire a Londra

 

 

 

 

 

Filippo Pistrucci figlio di Benedetto da Londra spiega a suo fratello Camillo a Roma, i movimenti del flusso di oggetti d'arte tra Roma e l'Inghilterra e di materie prime tra Inghilterra e Roma

E parla di un fratello ( per me sconosciuto ) di Francesco " Carnesecca" e del lavoro che sta facendo in Inghilterra per acquistare conchiglie da cammeo per il fratello

Potrebbe anche essere che William = Guglielmo sia il fratello ( molto piu' anziano ) di Francesco

 

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Benedetto Pistrucci incisore

Benedetto Pistrucci incisore

 

Benedetto Pistrucci (Roma, 29 maggio 1783 – Windsor, 16 settembre 1855) è stato un medaglista italiano, incisore di gemme, cammei, monete e medaglie. Si recò a Londra nel 1815 ed incominciò a lavorare alla Royal Mint, la zecca britannica, come incisore. Qui il suo lavoro più famoso è stato la rappresentazione di San Giorgio ed il drago che è usata nel rovescio della sovrana d'oro e della corona dal 1817 fino ad ora.

Pistrucci ha anche inciso i conii di molte altre monete, medaglie e medaglioni, tra cui la famosa Waterloo Medal (Medaglia di Waterloo), che lo ha impegnato per più di trenta anni.

Pistrucci non volle copiare il lavoro di altri artisti ed incisori e volle sempre creare lavori originali. A causa della sua origine italiana non gli fu mai riconosciuto il ruolo di incisore capo della Royal Mint, e ci furono rivalità con gli altri incisori tra cui i Wyon

 

 

 

Finalmente nel 1843 consolida il rapporto con Ellen

Sul sito di Family Search compare la fede del matrimonio londinese cosi descritta :

"England and Wales Marriage Registration Index, 1837-2005," database, FamilySearch ------citing 1842, quarter 3, vol. 1, p. 167, Marylebone, London, England, General Register Office, Southport, England.

ANNO 1842 Francesco Carnesecchi celibe e mercante di anni 49 figlio di Giovanni (John ) mercante ( che potrebbe essere ancora vivente ma non e' affatto chiaro ) si sposa nel settembre 1842 a Marylebone London con la 33nne Ellen figlia di James Whelan

 

 

ove si leggesse sul documento, come a me pare di leggere, 1843 anziche 1842 e un eta' di 47 anziche' 49 l'anno di nascita tornerebbe al 1796

Sicuramente il padre ha nome Giovanni e dovrebbe essere ancora vivo , visto che figura come mercante

Interessante la firma di Francesco che ritroviamo nel retro dei cammei con la R abbastanza particolare

 

 

Francesco Carnesecchi , si dichiara al momento del matrimonio celibe avendo pero' gia' una figlia dalla donna che stava sposando : Fanny o Francesca nata nel 1836

Londra fino a questo momento pare essere il centro della sua vita sentimentale e commerciale

 

Nel 1845 la coppia invece vive certamente a Parigi dove nasce loro una seconda figlia Maria (Parigi 29 agosto 1845--Parigi 16 ottobre 1846 )

 

 

 

E' possibile quindi uno spostamento del centro di interessi verso Parigi gia dal 1845

 

Nel 1851 dalla Francia giunge un' accusa che lascia presupporre qualcosa di piu' vasto per la sua attivita'

 

 

ANNO 1851 UN ACCUSA FRANCESE A FRANCESCO CARNESECCHI

QUALI SONO I REALI RISVOLTI DI QUESTA ACCUSA ?

Benedetto Pistrucci dira' nel 1842 che Francesco Carnesecchi sta facendo incetta di conchiglie tramite il fratello : per farne che cosa ?

E' possibile abbia ingaggiato artigiani in Francia e Inghilterra a lavorare per lui ?

 

 

 

non e' facile capire che cosa si vuole dire nell'articolo dove e' accusato di aver dato un colpo mortale alle esportazioni romane

Forse l'accusa e' di introduzione sul mercato di oggetti stranieri a buon mercato che abbassavano i prezzi facendo una concorrenza sleale alla produzione romana di piu' alta qualita' e quindi assai piu' costosa

 

 

A 18 anni il 4 novembre 1854 Fanny Carnesecchi a Londra sposa Jean Leon Kowalski di religione protestante

E' probabile che ambedue gli sposi abitassero a Parigi , e che il matrimonio venisse celebrato a Londra per avere vicino i parenti inglesi della madre di Fanny

Fanny il 3 settembre 1855 ha a Parigi un figlio Antoine Edouard Kowalsky ( registri della chiesa protestante ) poi il 26 gennaio 1858 Helene Marie Kowalski sempre a Parigi

Probabilmente e' questo legame che rafforza la societa' e la fiducia tra Francesco Carnesecchi e Eduard Kowalski

Da Parigi successivamente Fanny si spostera' a Roma dove morira' nel 1906 . Il 26 giugno 1906 infatti muore a Roma Francesca (Fanny ) Carnesecchi moglie di Giovanni Leone Kowalski e figlia di Francesco Carnesecchi ed Ellen Wilden ( il cognome straniero di Ellen e' storpiato )

Quindi anche Fanny sara' poi presente a Roma

 

 

Il centro familiare pare in questo momento e dalla nascita di Maria essere Parigi

 

Nel giugno 1856 in Inghilterra a Marylebone, London (Londra), muore Ellen

 

 

( Molto interessante la presenza di un o una Carnesecchi sconosciuto a Roma come fabbricante di mosaici : CARNESECHI A. )

 

Nel 1857 da questo documentto sappiamo che Francesco e' sicuramente ancora domiciliato a Parigi

truffato da un cittadino inglese TURNER ; tenta invano di aver giustizia nel luogo della truffa : il Belgio

Si parla di 6.000 franchi

 

 

PRIMO PROCESSO

 

anche nell'appello del 1858 il tribunale belga si dichiara incompetente

 

SECONDO PROCESSO

 

 

Successivamente questa traccia a Parigi nel 1859 in rue Meslay 56

Compare anche Kowalski con cui era imparentato tramite il matrimonio di Fanny

Qui condivide una bottega con altri commercianti :

Kowalasky mosaiques o meglio Kowalsky ( che vedremo poi in societa' con Francesco a Roma )

Chenaillier orefice

ed altri due tra cui il proprietario del fondo

 

 

Una traccia a Nizza di un luogo di vendita pomposamente chiamato " Museo Carnesecchi"

 

 

Nel 1862 lo troviamo trasferito in un fondo sempre in rue Meslay al numero 47

 

 

 

Aprira' infine un negozio a Parigi in boulevard des italiens.

In una data imprecisata spostera' il negozio romano in via Condotti 3 e 4

 

 

E tra il 1857 e il 1860 Francesco pare scegliere nuovamente Roma come centro operativo col negozio in via Condotti al numero 3

Piu' probabilmente il ritorno a Roma e' da collocarsi intorno al 1860

A questo punto dovrebbe avere 63-64 anni

Interessante questa cartolina con veduta di Trinita' dei Monti e piazza di Spagna con lo sbocco su via Condotti e l'immagine del suo negozio nel 1857-1860 all'inizio della via

tratta dal sito del sig Fanelli

 

In seguito si allarghera' occupando anche l'adiacente num 4

 

 

 

ANNO 1865 : ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI DUBLINO

 

 

La manifestazione di Dublino vede la partecipazione di molti artigiani dello Stato pontificio

Nell'elenco degli oggetti presentati da Kowalski-Carnesecchi compare una colonna di marmo rosso antico che potrebbe essere simile a quella esposta a Parigi l'anno successivo

Gli esiti della manifestazione sono assai lusinghieri : medaglia per dei vasi di rosso antico

Romalsky e' chiaramente un errore per Kowalski

 

 

Esposizione internazionale di Dublino

 

 

 

 

 

 

Da questa pubblicita' del 1866 si puo' vedere che l'attivita' di vendita di oggetti artistici si e' estesa occupando anche il civico num 4 di via Condotti a Roma e mantiene la presenza a Parigi con un locale in boulevard des Italiens al num 58

 

 

 

ANNO 1867 : GRANDE ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI PARIGI

 

Nell'elenco generale ragionato di tutti gli oggetti inviati alla grande esposizione internazionale di Parigi nell'anno 1867 dal Governo Pontificio figura :

Una colonna di marmo rosso antico massiccio ornata di figure e di bronzo dorato bassorilievi ecc.....alta metri 2,50 ,larga metri 0,63

di Francesco Carnesecchi

 

 

La funzione di Eduard Kowalski ( non Romalski. non Kowalaschi ) a Roma nel 1869 ( Francesco ha ora 72 anni ) lo chiarisce questo estratto :

 

Infatti nella dichiarazione si esprime come farebbe un proprietario e l'autorita giudiziaria lo ritiene idoneo a rilasciarla

Eduard probabilmente e' un poco piu' giovane di Francesco

La parentela nata nel 1854 con il matrimonio di Jean Leon Kowalski ( evidentemente parente di Eduard ) e Fanny Carnesecchi ha probabilmente intensificato anche il rapporto commerciale

Nasce tra i due una sorta di societa'

Quindi Eduard e' prima socio e poi probabilmente il continuatore dell'attivita' ( mantenendo la stessa denominazione della ditta in "Francesco Carnesecchi" ) dopo il ritiro o la morte di Francesco ( anno 1872 ) ( andrebbe verificato con la camera di commercio ) sotto il logo Francesco Carnesecchi che infatti nel 1894 e' ancora esistente nello stesso luogo via Condotti 3

La presenza di Fanny a Roma fa pensare ad una continuazione a livello familiare dell'attivita'

 

quello che sembra essere un biglietto da visita dell'attivita'

 

 

 

 

 

 

l'amico dr Angelo Gravano Bardelli abilissimo nella consultazione degli archivi infatti mi scrive infatti :

.......da una rapida ricerca sul sito Antenati - Archivio di Stato di Roma, i Carnesecchi ivi iscritti (1871-1911) sono pochissimi, ti segnalo quanto segue:

ROMA - indici decennali 1871-81 lettera C (foto 79) FRANCESCO fu GIOVANNI morto 1872, purtroppo non c'è il registro E relativo dei NATI; forse è l'orafo-incisore? che mi risulta ancora vivente nel 1867 quando una sua opera appare ad una mostra.

E' presumibile che Francesco sia morto a Roma centro della sua attivita'

in questo caso Angelo Gravano ha visto controllando le morti nei vari registri delle morti decenali a Roma troviamo che dal 1882 al 1911 non vi sono morti col cognome Carnesecchi

Quindi la probabilita' che il Francesco morto nel 1872 sia il nostro e' altissima

 

Quindi dovrebbe esser morto nel 1872

 

 

 

 

Questo annuario del Regno d'Italia come detto registra l'attivita' di Francesco in Roma in via Condotti 3 ancora presente nel 1894

Ma e' praticamente sicuro ( Francesco e' nato nel 1796 o 97 ) che l'attivita' sia stata continuata sempre col medesimo nome ma con un altro gestore. Infatti Francesco nel 1894 avrebbe avuto circa 97 anni

Difficilmente questo gestore e' Eduard Kowalski anche lui ormai avanti con gli anni

Il 26 giugno 1906 muore a Roma Francesca (Fanny ) Carnesecchi moglie di Giovanni Leone Kowalski e figlia di Francesco Carnesecchi ed Ellen Wilden (il cognome straniero di Ellen e' storpiato )

Quindi anche Fanny era poi presente a Roma forse col marito e o coi figli e la continuazione dell'attivita' e' probabilmente riconducibile a loro

 

 

probabilmente Francesco era parente di quel Giuseppe Carnesecchi che abbiamo visto essere padrone del famoso caffe' Greco

La sua attivita' prevalente e' senza dubbio il commercio di oggetti d'arte , artista a scappatempo

 

 

E' interessantissimo vedere come il destino di tanti nostri personaggi s'incroci

Alcuni Carnesecchi di Bari nel frattempo trasferitisi a Roma, Ettore dei Carnesecchi Coppini di Milano presente temporaneamente a Roma, ........

 

 

 

 

 

 

 

SUE OPERE ARTISTICHE

E' possibile fosse anche orefice e che talune montature in oro fossero sue creazioni .

Sembra avere un'attivita' frenetica sempre in giro per l'Europa a comperare e a vendere a partecipare a esposizioni e a mostre

Alcuni dei manufatti da lui prodotti mi paiono meno accurati di altri che sono invece di livello alto, questo molto probabilmente dipende dal fatto che aveva pochissimo tempo sempre in viaggio come era , e quindi alcune opere erano solo per una vendita veloce

 

 

ULTERIORI IMPRESSIONI IN GESSO

 

Queste altre impressioni su gesso , che sono chiaramente successive( ed infatti sono ipoteticamente datate 1822--1844 ), figurano invece nel museo Metropolitan di New York MET

Qui Canova e' descritto come il fu marchese Canova e quindi le impressioni sono pari o successive all'anno della sua morte

l'ipotesi di data e' quindi legata alla morte di Canova (fu marchese Canova ) e all'esistenza in vita di Thorvaldsen che mori nel 1844 )

il fatto che Thorvaldsen sia titolato cavaliere dovrebbe restringere al 1826---1844

GESSI INTAGLIATI RIPRODUCENTI OPERE D'ARTE

inscription impressed in gold typeface on spine : CARNESECCHI / OPERE DI CANOVA e TORWALDSEN

 

 

ingrandite da Wikipedia

 

.......Metropolitan Museum of Art, New York ................... impressions of intaglios in a marbleised box

 

.......Metropolitan Museum of Art, New York ................... impressions of intaglios in a marbleised box

 

particolari ingranditi

 

 

 

 

da cui si puo' avere il riferimento via Condotti 74 per tentare un intervallo di datazione

 

 

Pensavo questo fosse una specie di campionario da mostrare ai clienti per la loro scelta ma la caporedattrice di CAMEO TIMES mi spiega :

There was a major fad for collecting engraved gem impressions in glass, plaster & 'sulphur'. James Tassie was wildly successful with his impressions in the 18th century: https://www.beazley.ox.ac.uk/gems/tassie/default.htm

Some other names are Paoletti & Amastini. Paoletti put together collections in boxes that looked like books. People had special cabinets with many shallow drawers to hold collections that could have thousands of pieces. For Francesco the impressions may have been 'bread & butter' merchandise, something for which there was always demand.

The question is how was Francesco making his impressions? What was he taking impressions from? Tassie took impressions directly from engraved gems in important collections to make the molds used for the impressions in plaster, etc. Francesco's impressions are of things like the sculpture of Canova, which contemporary gem engravers translated into intaglios. It seems unlikely that Francesco had access to the work of people like Giovanni & Luigi Pichler or Nathaniel Marchant. What did he se for molds? Perhaps working with the impressions led Francesco to want to start making cameos himself.

 

A convex gem leaves a concave impression & many intaglios of antiquity are engraved on stones that were first cut en cabochon (a domed top & a flat bottom). However, gems from the neoclassical period & later typically have a flat face, so leave a flat impression. The sculptures of Canova & the reliefs of Thorvaldsen provided ready-made subjects for gem engravers of the 18th & 19th century. In turn, those gems were popular as impressions.

 

https://www.academia.edu/42059391/_La_fortuna_delle_scoperte_ercolanesi_e_pompeiane_e_la_manifattura_di_gemme_tra_XVIII_e_XIX_secolo_in_Cronache_Ercolanesi_46_2016_pp_217_224?email_work_card=view-paper

 

ROSARIA CIARDIELLOla fortuna delle scoperte ercolanesi e pompeiane e la manifattura di gemme....

 

 

SCOTT_MARCHAND............si parla anche di Francesco Carnesecchi

SCOTT_MARCHAND.............si parla anche di Francesco Carnesecchi

 

 

 

Francesco sembra avere attualmente un certo successo negli Stati Uniti ed in Inghilterra successo che non mi pare avere uguale rispondenza in Italia

Quasi tutti i cammei presentati nella pagina sono dovuti ad un esperta del settore che cura una sua pagina web e che ha fornito le fotografie e le informazioni relative: la capo redattrice di CameoTimes.com

Cameo Times< …CameoTimes.com è una pubblicazione Internet informativa sul tema dei cammei a New York

 

 

ecco uno dei cammei ( per la cortese segnalazione di CameoTimes.com ) che fa riferimento a Raffaello Sanzio e alla sua amante "la fornarina "cioe Margherita Luti

Illustra la passione dei due e un momento della creazione del famoso ritratto

 

 

 

 

 

 

 

 

Francesco e' autore anche di questo cammeo

 

Late nineteenth century horned helmut shell cameo ‘Phoebus and the Hours, Preceded by Aurora’ in fine gold (18ct) frame with natural pearls and rubies decorating the snake heads, circa 1870. This cameo was carved by Carnasecchi and is signed on the back.

Horned Helmut shell cameo Size: 3 1/2 inches wide by 2 3/4 inches height

 

tratto da Guido Reni : L'Aurora

 

 

 

dal libro Caligola .La trasgressione al potere by Giuseppina Ghini 2015 pg 364

(C'è un errore tipografico : la pasta di vetro della collezione Paoletti elencata come Tomo VII, n. 15, è Tomo VIII, n. 15.)

 

 

 

FLORA, pietra dura. Foto per gentile concessione di CameoTimes.com

 

 

 

 

 

Le foto che seguono sono utilizzate invece per gentile concessione di Rosie Castle:

They are:

Hector's Farewell to his wife Andromache and son Astayanax before leaving to join the battle outside the walls of Troy

A head of the god Zeus/Jupiter/Jove/Giove

A 'jugate' cameo of Zeus & Hera/ Giove & Giunone/Jupiter & Juno with the 2 messengers of Zeus in the foreground: Hermes/Mercury/Mercurio and an eagle.

The reverse side of Zeus & Hera, showing Carnesecchi's signature.

All 3 cameos are cut in helmet shell.

 

 

 

 

 

 

 

una figura molto simile per non dire uguale con una montatura in oro diversa

In vendita su eBay a novembre 2018 : http://www.ebay.com/itm/202381618433

 

 

 

 

 

 

molto simili

 

 

 

 

 

 

 

Segnalata dalla caporedattrice di CAMEO TIMES questa opera molto bella

E' un'opera messa all'asta senza ne sia chiarito l'autore

L'occhio esperto della caporedattrice ha colto la mano di Francesco Carnesecchi , giudizio confermato dalla firma nel retro scovata nell'ingrandimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In vendita su eBay a novembre 2018 : http://www.ebay.com/itm/253924417415

 

 

 

 

 

Foto per gentile concessione di tjrranch.

 

 

 

 

Gesù e la donna adultera (Vangelo di Giovanni, 7: 53-8: 11).

 

 

 

 

 

 

 

 

Europa , Zeus o toro bianco , Cupido

Giovanna Di Rosa, dal sito: SITO di Giovanna Di Rosa

 

 

 

in vendita su eBay

 

 

E' ancora la caporedattrice di CameoTimes.com a segnalarmi un'altra incisione di Francesco Carnesecchi

incisione ricavata prendendo come modello un quadro di Guido Reni : La Speranza

"La Speranza" , un quadro conservato a Roma nella chiesa di San Pietro in Vincoli e' un opera che specie a mezzo ottocento ha attirato l'attenzione di molti aspiranti artisti ed esistono decine di quadri che provano a riprodurlo

Inoltre esistono diverse stampe

 

 

stampa conservata nel Metropolitan museum of art

e' datata circa 1835--1881

Engraved by Giovanni Buonafede (Italian, born Rome 1816)

Intermediary draughtsman Giuseppe Ferretti (Italian, Rome 1814–1881 Rome)

 

Female personification of Hope looking up with hands held together and left shoulder exposed, in an oval frame, after Reni

la scritta sulla stampa ci dice che il quadro La Speranza era conservato a Roma nella Chiesa di San Pietro in Vincoli

 

l'amico Guido Buldrini aggiunge un'ulteriore notizia utile alla datazione della stampa:

l'incisore Luigi Fabri è morto nel 1835 suo figlio Leopoldo Fabri, nato a Roma nel 1818 e ivi morto nel 1890 continuò le attività del padre, in via Capo le Case a Roma, in particolare quella del commercio di opere d'arte.

 

 

 

Paul Getty Museum di Los Angeles

 

 

 

E' stato pero' molto molto difficoltoso trovare l'originale nella chiesa di San Pietro in Vincoli

solo grazie alla tenacia dell'amico Guido Buldrini e' stato possibile reperire un immagine dell'originale

 

 

L'opera del Reni come si puo' vedere e' estremamente difficoltosa da riprodurre

 

Ecco infine il cammeo di proprieta' della collezione di Cameo Times e attribuibile alla manifattura di Francesco Carnesecchi

 

 

 

 

 

 

 

Ancora non sfugge alla competenza e all'occhio esperto della caporedattrice di CameoTimes.com questo cammeo rappresentante una "mater dolorosa" in vendita su eBay

 

This auction is for Rare 14K Gold Antique Victorian MADONNA VIRGIN MARY Carved Shell Cameo Brooch Pendant

Dimensions: 1 7/8" by 1 5/8" 11.9 grams

 

 

 

 

 

 

 

 

Sempre segnalata dalla caporedattrice di CAMEO TIMES questa opera che rappresenta la musa della tragedia Melpomene ( proprieta' Annette Wagner )

 

 

 

 

Ed ancora sempre da CAMEO TIMES : The scene is Jove & Juno being served by Ganymede.

 

 

 

mi viene fatta notare la sigla "Scipio" sotto la firma Carnesecchi di cui al momento non conosco la motivazione

 

 

 

UNO SPLENDIDO CAMMEO E' STATO MESSO IN VENDITA SU E BAY

Luogo in cui si trovava il cammeo : Lymington GB

https://www.ebay.it/itm/265024618117?mkevt=1&mkcid=1&mkrid=724-53478-19255-0&campid=5338722076&toolid=10001

 

 

 

 

Hebe was the daughter of Zeus and known as the cupbearer - her responsibility was to offer the Gods and Goddesses of Mount Olympus nectar and ambrosia to keep them eternal young. Her successor was Ganymede and she is therefore often referred to as Ganymeda . The giant golden eagle (Aetos Dios) was the Zeus’ personal messenger and companion. Test as 15ct gold. 15ct was a uk legal standard 1854-1934 and has a wonderful and unique colour. No hallmark as you expected for this type of piece and age. Dimensions: Cameo approx 54mm high x 44mm wide. Total including the mount approx 62mm high x 57mm wide. Metal: Yellow Gold, Main Gemstone: Cameo

 

 

Antique Gold Shell Cameo of Greek Goddess Hebe Signed Carnesecchi. Incredibly intricate carving. The background is carved so thin that it almost seems translucent and is a testament to the master craftsman ability of Carnesecchi. Signature is scribed very lightly - it was very difficult to photograph and one photo shows a section of this. It is also scribed 120 and what appears to be Otjk

 

Antico cammeo in conchiglia d'oro della dea greca Hebe firmato Carnesecchi. Intaglio incredibilmente intricato. Lo sfondo è così sottile da sembrare quasi traslucido e testimonia l'abilità del maestro artigiano Carnesecchi. La firma è scritta molto leggermente: è stato molto difficile fotografare e una foto mostra una sezione di questo. È anche scritto 120 e quello che sembra essere Otjk

 

 

 

 

E' da notare in questo caso la sigla Otjk

 

 

ALTRE POSSIBILI OPERE

 

 

Girovagando su Internet ho visto sull'interessante sito ANTIQUERS questo threads :

ANTIQUERS

 

questo cammeo sicuramente attribuibile a Francesco Carnesecchi per via della firma

 

 

 

 

 

Sempre su cortese segnalazione della caporedattrice di CameoTimes.com e postato da Annette Wagner

 

WWW ANTIQUERS.COM ..........................CAMMEO MADONNA DELLA SEGGIOLA ---RAFFAELLO SANZIO

 

 

ASTA ..........................ASTA

 

 

 

 

 

 

Segnalata dalla signora ANNETTE WAGNER l'immagine di questo splendido cammeo presente all'asta da Fellows Auctions 20 Luglio 2022 che ha la particolarita' di essere datato.

 

asta da Fellows Auctions

 

 

 

 

 

la particolarita' di questo cammeo e' di essere datato , cosa inconsueta : anno 1853

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un ringraziamento particolare alla competentissima caporedattrice di CameoTimes.com per le tante segnalazioni ed informazioni e senza il cui aiuto questa pagina non avrebbe potuto essere realizzata

CameoTimes.com è una pubblicazione Internet informativa sul tema dei cammei a New York

 

 

 

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VITERBO

 

Una flebilissima traccia laziale, praticamente inconsistente, legata alla presenza a Viterbo di parenti di un frate a quei tempi noto :

 

Conosco molto poco delle genealogie dei Carnesecchi a Bibbiena. Presenza a Bibbiena probabilmente collegata alla parentela coi Dovizi

Sicuramente legati ai Carnesecchi di Firenze

Utilizzavano nel loro stock onomastico il nome Guglielmo

E' di Bibbiena questo frate di cui non conosco ne il nome con cui fu battezzato ne' la paternita'

Fra Donato Carnesecchi Domenicano fu di Bibbiena professo di S. Maria in Gradi di Viterbo ove morì priore nel 1661 di anni 46 dopo essere stato compagno del maestro del sacro palazzo Capizzucchi.

Panegirico S Rosalia Vergine Palermitana , del Padre Maestro Fra Donato Carneseccbi Fiorentino dell'Ordine dei Predicatori, detto dal medefimo in San Domenico di Palermo , ed ivi stampato per Bisagni 1654

Come d'uso mettiamola in un angolo della memoria